Stai impazzendo per compilare codice php, html, javascript, css?

Un utility per compilare automaticamente codice php, html, javascript, css? Sì esiste!

Se non devi progettare un intero sito ed hai bisogno che un sistema automatico compili il codice per te sulla base delle tue indicazioni… Beh allora ecco il sito che fa per te.

HTML BASIX (htmlbasix.com)

Un semplice esempio: Banner rotante per forum phpbb3 in pochi secondi

Se hai bisogno di un banner rotante da inserire nel tuo forum phpbb3 (in alto o in basso), ti sarà sufficiente selezionare nella casella centrale in alto (Choose a generator) la voce ‘Banner rotator’. Dopodiché inserisci tutti i dati che ti vengono richiesti (automatismi, temporizzazione, dimensioni banner, link alle immagini che saranno contenute nel banner). Infine sarà sufficiente seguire le istruzioni incluse nel pannello di controllo dell’amministratore del forum phpbb3 o suggerite dal sito HTML BASIX per aggiungere il codice ottenuto (ovvero andate all’interno del pannello di controllo  su: Stili > Template > File Template > overall _header.html e aggiungete il codice ottenuto da HTML BASIX nella posizione indicata.

compilatori_codice_html_java_css_php_articolo_ralph_dte.jpg

Stereoscopy: Anagliphic stereographic viewing

Rubrica: Stereoscopy -4-
Titolo o argomento: Metodi per realizzare immagini stereoscopiche

Ci sono numerosi modi per presentare immagini stereoscopiche al vostro pubblico. Queste includono le immagini “freeform”, gli anaglifi, i display polarizzati ed infine le immagini stereoscopiche ottenute da sistemi automatici o più precisamente dagli “Automated shutter systems”. Gli ultimi due metodi sono decisamente costosi e affatto adatti a lavori “fai da te” pertanto, inizialmente, approfondiremo i primi due metodi.

Anagliphic stereographic viewing

Il più popolare metodo per ottenere immagini stereoscopiche consiste nella realizzazione di ‘Anaglifi’. Questo sistema si appoggia, oltre che su una particolare composizione video che vedremo tra poco, sull’uso di economici occhialini con lenti colorate per poter completare l’effetto. Più precisamente lente rossa per l’occhio sinistro, lente ciano per l’occhio destro (attenzione ‘ciano’ e non blu come spesso si pensa).

 Creare un anaglifo è piuttosto semplice. E’ sufficiente copiare il canale del rosso dell’immagine ripresa con la videocamera a sinistra nel canale del rosso dell’immagine ripresa con la videocamera a destra sostituendo l’orginale. Si indossano gli occhialini e l’illusione è fatta. Lo scopo delle lenti colorate negli occhialini è quello di filtrare in modo opportuno la composizione dei canali di colore dando la sensazione di osservare un’unica immagine.

I prerequisiti fondamentali sono la conoscenza di programmi per l’editing ed il compositing video (molto noto in questo settore è Shake), conoscenze inerenti l’uso dei ‘canali RGB’ (Red Green Blue), nozioni di base sulla composizione del colore ed infine aver posizionato due videocamere (o fotocamere)  identicamente regolate tra loro e perfettamente parallele (mai convergenti se non desiderate offrire spettacolari mal di testa ai vostri spettatori) con un interasse tra gli obiettivi di 5-10 centimetri. Le vostre prove e la vostra esperienza faranno il resto.

Note

Se state costruendo degli occhialini artigianali per questo effetto 3D, e non riuscite a trovare una pellicola ‘ciano’ per l’occhio destro, potete anche utilizzare una pellicola blu. Sappiate però che otterrete un constrasto alterato dell’immagine.

Link correlati

Stereoscopy: Percepire l’illusione che un filmato sia in 3D
Stereoscopy: Come funziona l’effetto stereoscopy
Stereoscopy: Freeform Stereoscopic Viewing
Stereoscopy: Anagliphic stereographic viewing

effetto_3d_stereoscopy_anaglifo.jpg

creare_immagini_stereoscopiche_anaglifi.jpg

Tra i lati positivi degli anaglifi c’è senz’altro l’economicità, d’altra parte però c’è
l’impossibilità di ottenere profondità piuttosto accentuate.

Se ho una macchina sportiva la devo tirare altrimenti si rovina?

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili -21-

Titolo o argomento: Se ho una macchina sportiva la devo tirare altrimenti si rovina?

Assolutamente non è vero. Si tratta di una leggenda metropolitana. O meglio è importante fare una distinzione. Nei motori 2 tempi, dove l’olio che lubrifica il cilindro (o i cilindri) arriva con la miscela, andando a giri bassi si verifica quello che in gergo si chiama smagrimento. Per questa ragione molti scooter 2 tempi vengono carburati in maniera eccessivamente grassa dalle case costruttrici; si tenta di evitare che procedendo piano nel traffico si possano verificare dei grippaggi.

Al contrario in un motore 4 tempi, nel quale la lubrificazione è si legata al regime di rotazione ma è ottenuta mediante un circuito completamente separato da quello di alimentazione, non esiste alcun vincolo nell’uso del motore stesso ad andature ridotte. Sia esso un motore di 55 cavalli o uno di 550 cavalli. Se durante il rodaggio di una vettura sportiva è fondamentale seguire i consigli riportati dalle case nel manuale di uso e manutenzione, in seguito nessun problema tecnico ti impedisce di utilizzare la vettura come una comune utilitaria nonostante una cavalleria più alta. I problemi che si possono verificare procedendo a giri troppo bassi e quindi facendo girare meno la pompa dell’olio (messa in movimento dall’albero motore)  diminuendo portata e pressione di lubrificazione, sono gli stessi per un 1100 da 55 cavalli così come per un 5000 da 550 cavalli. Ovvero ad una minore lubrificazione corrispondono maggiori attriti e usura di bronzine, fasce elastiche e quant’altro… Ma questo vale per qualunque motore non solo per quelli sportivi.

E’ invece vero che se si tiene un motore fermo troppo tempo questo potrà essere soggetto all’usura di diversi componenti e subire dei danni da ossido, paraoli che si seccano, umidità che entra dal filtro dell’aria e dalla marmitta, viti che si ‘cementano’, parti in gomma che si crepano, liquidi di raffreddamento e lubrificazione che si alterano, ecc… Comunque sia anche questo genere di disordini non sono legati alle prestazioni del mezzo e si verificano in ogni genere di motore anche se si trattasse solo del tagliaerba a scoppio.

L’auto elettrica è la soluzione in ogni caso?

L’auto elettrica andrebbe abbinata al fotovoltaico…

Dice Horacio Pagani (Papà della Pagani Zonda) in una curiosa intervista pubblicata su TopGear che per il momento la soluzione dell’elettrico potrebbe non essere realmente la soluzione più ecologica. Perchè? Per un motivo banalissimo in fondo. Utilizzare un’auto elettrica in un paese che non predilige le fonti di energia rinnovabili significa solo delocalizzare il problema inquinamento. Mi spiego meglio. L’Italia, come è noto a chi si è documentato, per le energie rinnovabili e pulite e quindi per il fotovoltaico, l’eolico, le biomasse, le correnti marine… è davvero indietro. E’ pertanto inutile acquistare una vettura elettrica desiderando per principio di inquinare meno quando poi la sera, attaccando la spina per effettuare la ricarica, prenderemo energia da una enorme centrale a carbone magari realizzata in Amazzonia. Sposteremo l’inquinamento che assilla le nostre città in un’altra parte del pianeta. Come dargli torto? In fondo cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.

auto_elettrica_e_fotovoltaico.jpg

Nell’immagine la presa di ricarica delle vetture puramente elettriche della TESLA. Tale azienda oggi è sicuramente la migliore sul pianeta. Ha realizzato e omologato vetture che vantano velocità di punta da vera sportiva (oltre 210km/h), tempi di ricarica incredibilmente rapidi (2 ore la ricarica rapida), e autonomie con elevatissimi chilometraggi (oltre 350 km). Questo prodotto, abbinato ad un impianto di ricarica fotovoltaico, sarebbe il massimo del massimo attualmente.

Tecnologia ad infrarossi per l’edilizia

I problemi edili sono spesso nascosti e quasi impossibili da individuare. Grazie alla tecnologia ad infrarossi è però possibile rilevare rapidamente sprechi energetici, infiltrazioni, fuoriuscite d’aria, umidità, isolamento non corretto e problemi elettrici.

La tecnologia moderna infatti mette a disposizione un particolare strumento in grado di rilevare tutti gli inconvenienti appena elencati, si tratta della “termocamera ad infrarossi“. E’ in grado di fare un’ispezione non distruttiva dell’intera abitazione in ogni punto, anche il più difficile da raggiungere. Non distruttiva significa che tramite gli infrarossi è in grado di vedere attraverso i muri, (senza dover effettuare lavori a “caso” con gli ingenti problemi che ne conseguono in termini di spesa, di tempo e calcinacci inutili) e rilevare il calore emesso verso l’esterno dall’abitazione. Ma non solo…

Gli strumenti più moderni della categoria sono in grado di generare automaticamente un report in pdf con le immagini e i dati da voi rilevati, sono inoltre in grado di farvi realizzare delle annotazioni vocali e di collegarsi in wireless al computer per il download di tutti i dati. Nulla sfuggirà ad un vostro attento controllo.

termocamera_controlli_isolamenti_edili_3.jpg

Nell’immagine è possibile osservare un tecnico che effettua un rilevamento
delle aree di un edificio dal quale fuoriescono quantità eccessive di calore.
In Rosso ovviamente le zone che lasciano passare abbondanti quantità di
calore e in blu le zone che non manifestano dispersioni energetiche.
Immagine tratta da una ricerca sul web. Se siete i proprietari del diritto d’autore dell’immagine,
potete chiederne la rimozione o indicarci il copyright da specificare. Image taken from research
on the web. If you own the copyright of the image, you can request its removal or indicate the
copyright to be specified.

Progettare supercar: mercato e compromessi

Ci sono diversi modi, più che altro logiche, attraverso le quali si può dar vita ad una supercar. Una volta tali logiche erano pure. Questo significa che quando si pensava ad una vettura dalle prestazioni altamente sportive e quando poi la si progettava, si pensava esclusivamente all’aspetto tecnico della vettura ed alle emozioni che essa poteva offrire durante la guida o semplicemente osservandola. I tempi poi sono cambiati, si è scelto di dare una grande priorità alle esigenze di vivibilità del mezzo e agli sfizi atti a soddisfare le persone che possono permetterseli. Quindi si è iniziato a progettare vetture prestanti e allo stesso tempo ricche di accessori inutili per una sportiva purosangue. Del resto vetture di un certo calibro vengono acquistate da persone con ampie possibilità economiche che spesso non ricercano prodotti senza compromessi, bensì prodotti ricchi di compromessi:

  • Deve correre tanto ma non devo fare rumore se parcheggio la sera davanti un lussuoso ristorante. Così è nato il sistema che la Ferrari usa per silenziare gli scarichi sotto un certo numero di giri e aprirli sopra tale regime. Un dispositivo tecnicamente più che inutile ma realizzato per vendere una vettura a chi può permettersela, e chi può permettersela vuole questo. Logico che la Ferrari si adatti altrimenti non venderebbe.
  • Deve sembrare la F1 di schumacher ma deve avere gli interni in pelle, l’aria condizionata, finiture in legno, l’impianto stereo di alto livello, i sedili riscaldati che all’occorrenza praticano sfiziosi massaggi…
  • Deve avere l’aspetto di una vettura del campionato FIA-GT ma non deve farmi sentire le buche e le sconnessioni dell’asfalto, deve essere bassa ma non toccare sotto se vado in città…
  • Deve dare l’idea che sono un grande intenditore di auto da corsa ma con le stesse gomme deve tenere la strada in condizioni di forte caldo, clima temperato, pioggia, freddo invernale.
  • Deve avere oltre 100 cavalli litro, un motore esasperato e generoso ma non deve mancare lo scaldavivande integrato nel cruscotto… un pò come realizzare la vettura più leggera e potente da schierare in pista e poi metterle la zavorra.

L’attuale stadio di rovina delle supercar sta nel ricercare potenze sempre più elevate ed elettroniche sempre più sofisticate per poterle gestire. Le attuali supercar sono molto guidabili anche da persone che tutto sono fuorchè abili piloti.

  • Devono avere ormai potenze prossime ai 600-700 Cavalli e un’elettronica in grado di bypassare un guidatore che in effetti non è un pilota e che, per di più, sta guidando su una normale strada con tutti gli imprevisti annessi.
  • Devono avere un sistema frenante da vera F1 e tanti controlli che operino sulle scelte di chi guida perchè con tali sistemi frenanti diventa davvero difficile decelerare mantenendo il mezzo stabile anche se si prendono imperfezioni dell’asfalto o si fa l’errore di sterzare.
  • Devono essere “troppo in tutto” e avere un valido rimedio ad ogni eccesso.

Tecnicamente, progettualmente e dinamicamente una delle vetture migliori sotto ogni punto di vista rimane ancora oggi la Ferrari F40, una vettura dal motore di dimensioni contenute, dalle prestazioni brillanti, dall’aspetto cattivo e spartano e, a detta di tanti tester, una delle vetture più guidabili tra quelle in grado di superare egregiamente i 300km/h. Ebbene se la Ferrari F40 fosse in vendita oggi, sarebbe un totale fallimento sotto il punto di vista economico. Le persone che economicamente potrebbero permettersela non la sceglierebbero perchè sarebbe ritenuta scomoda, poco rifinita, scarsamente accessoriata, con un abitacolo che non sembra un cockpit di un aereo, interni per nulla fashion e, cosa da non sottovalutare, avrebbe “numeri” troppo piccoli o comunque non sufficienti per poterli sfoggiare durante una chiacchierata: solo 3.000 centimetri cubici, solo 478 cavalli, solo 8 cilindri… Infondo solo una vettura che fa capire se chi la guida è un vero pilota o un normale guidatore. E’ strana la vita, ci sono appassionati purosangue che farebbero ballare certe vetture ma, ironia della sorte, simili vetture sono destinate ad altri.

ferrari_f40_lm_500px.jpg

Splendido esemplare di Ferrari F40 LM
Image’s copyright: joesackey.com

Stereoscopy: Freeform Stereoscopic Viewing

Rubrica: Stereoscopy -3-
Titolo o argomento: Metodi per realizzare immagini stereoscopiche

Ci sono numerosi modi per presentare immagini stereoscopiche al vostro pubblico. Queste includono le immagini “freeform”, gli anaglifi, i display polarizzati ed infine le immagini stereoscopiche ottenute da sistemi automatici o più precisamente dagli “Automated shutter systems”. Gli ultimi due metodi sono decisamente costosi e affatto adatti a lavori “fai da te” pertanto, inizialmente, approfondiremo i primi due metodi.

Freeform Stereoscopic Viewing

Si tratta del sistema in assoluto più semplice ed economico per realizzare immagini stereoscopiche. E’ un metodo piuttosto curioso sul quale potrebbe persino venire da ridere. Si tratta infatti di affiancare due immagini apparentemente uguali ma che sono state riprese con il metodo descritto nei precedenti articoli di questa rubrica (vedi i link correlati in basso), ovvero fotografate con una doppia macchina fotografica che abbia un interasse tra i due obiettivi il più possibile simile a quello degli occhi umani*.

Successivamente, non sto scherzando, dovreste incrociare gli occhi… Sì, come se stesse facendo gli scemi… Dovete incrociare gli occhi fino a che le due immagini che avete affiancato (siano esse su carta o sul monitor del computer) non risultino sovrapposte. Aspettate qualche istante che il cervello si adatti alla insolita esperienza visiva, dopodiché noterete un inaspettato senso di profondità dell’immagine. La terza dimensione, la profondità, risulterà alquanto marcata**.

Ovviamente il lato sfavorevole è che la situazione la potete protrarre solo per pochi istanti e non è appetibile per guardare un film. Diciamo che è più un modo di giocare e di far vedere ai vostri amici qualcosa di curioso. Il costo? Ovviamente zero se l’effetto è realizzato digitalmente.

*In alternativa, se si sta lavorando mediante software 3d è sufficiente impostare due camere che riprendano la scena in modo parallelo tra loro e con una distanza tra gli obiettivi compresa tra i 5 ed i 10 centimetri.

**Difetti nella vista possono impedire la riuscita di questo curioso esperimento.

Link correlati

Stereoscopy: Percepire l’illusione che un filmato sia in 3D
Stereoscopy: Come funziona l’effetto stereoscopy
Stereoscopy: Freeform Stereoscopic Viewing
Stereoscopy – Anaglyphic Stereographic Viewing

immagine_stereoscopica_doppio_obiettivo_effetto_3d.jpg

I materiali delle fasce elastiche o segmenti

Rubrica: Materiali e motori

Titolo o argomento: Fasce elastiche o segmenti

La funzione delle fasce elastiche è di assicurare la tenuta dello stantuffo ai gas di combustione. Il meccanismo che assicura questa funzione non è la pressione elastica della fascia come si può immaginare dal nome. Essa infatti ha la pura funzione di assicurare un modesto precarico che la mantiene premuta contro la canna del cilindro in condizioni di depressione nel cilindro stesso. La vera azione di tenuta è effettuata dalla pressione dei gas i quali premono assialmente dall’alto contro la faccia inferiore della cava e contemporaneamente, insinuandosi dietro di essa, la spingono radialmente contro la canna. Le forze in gioco sono elevatissime e ben superiori a quelle elastiche della fascia. Si ha così una fascia che si auto pressurizza in proporzione alla pressione da contenere.

Il materiale più utilizzato per la realizzazione di fasce elastiche (o segmenti) è la ghisa grigia ad alto tenore di silicio e grano molto fine. Nel caso di fasce molto sollecitate si utilizza una ghisa nodulare oppure acciaio al CrMoV o, ancora, sinterizzati (polvere di acciaio, Nichel e Molibdeno).

Maggiori informazioni sul sito Automotive & Motorsport di Ralph DTE: www.ralph-dte.net

 pistone_fasce_elastiche_500px.jpg

Limiti di successioni – Convergenza

Rubrica: Una frase per teorema

Titolo o argomento: Limiti di successioni

Perchè si studiano?

Sono utilissimi quando si vanno a calcolare aree per mezzo degli integrali.

Cosa sono?

Una successione è una legge che ad ogni numero naturale “n” fa corrispondere uno e un solo numero reale an.

Posso vedere un esempio “grafico”?

La successione an ha un limite che si chiama “a” (“a” è un numero reale), qualunque sia il margine che scegli intorno ad “a” (a-ε; a+ε) esiste un indice ν (nelle immagini sotto prima ν=5 e poi ν=7) tale che per n>ν (quindi per n>5 oppure per n>7 nel caso dopo e quindi ad esempio per a5,9 oppure a7,5 nel caso dopo), an rientra nell’intervallo: ana-ε<an<a+ε.

a.jpg b.jpg

In pratica?

In pratica esiste un indice ν (ni) che se viene superato da n allora la successione an cade dentro l’intervallo a-ε;  a+ε pertanto risulta vero che “a” è il limite di “an”.