La sensibilità della pellicola

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -2-
Titolo o argomento: La sensibilità della pellicola

E’ detta anche rapidità della pellicola ed esprime quanto una pellicola sia sensibile alla luce. Una volta veniva espressa in ASA che è l’acronimo di American Standard Association oppure in DIN ovvero Deutsche Industrie Norm.

Oggi, invece di utilizzare le due precedenti denominazioni, se ne usa una: ISO (International Standard Organization). Quella che segue è una scala delle principali pellicole che erano disponibili in commercio prima dell’avvento del digitale: ISO 25 50 100 200 400 800.

Sotto ai 100 ISO le pellicole venivano chiamate a bassa sensibilità. Al valore di 100 ISO venivano chiamate di media sensibilità; oltre i 100 ISO erano definite ad alta sensibilità. Una pellicola a bassa sensibilità produce un’immagine con poca grana. Viceversa una pellicola ad alta sensibilità produce molta grana sulle immagini.

Le pellicole ad alta sensibilità si utilizzano prevalentemente in due casi:

  1. quando la scena ha un’illuminazione molto bassa

  2. quando un oggetto ripreso è in movimento e si adottano tempi di esposizione brevi

auto-in-movimento-scatto-in-movimento.jpg

Con l’avvento del digitale, il range di sensibilità ISO è dato dalla dimensione del sensore. Tanto maggiore è la dimensione del sensore e tanto maggiore sarà la sensibilità raggiungibile. Inoltre, un sensore più grande (a parità di megapixel), vi darà il vantaggio di un minore “rumore” nell’immagine.

Introduzione alle Reflex digitali

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -1-
Titolo o argomento: Le reflex digitali

Si chiamano REFLEX perchè il loro mirino è posto su un asse differente da quello dell’obiettivo e un sistema di “riflessione” provvede a riportare sul mirino ciò che l’obiettivo visualizza, o meglio, solo il 95% dell’immagine ripresa. Ovviamente quello che l’obiettivo visualizza viene proiettato sulla pellicola (nelle REFLEX analogiche) o sul sensore se si tratta di una REFLEX digitale.

Il meccanismo di riflessione è corredato di uno specchietto inclinato che riflette la scena all’interno di un pentaprisma che a sua volta produce un’ulteriore immagine riflessa.

schema-reflex_2.jpg

Un meccanismo collegato al pulsante di scatto fa alzare lo specchietto nell’istante in cui si scatta la foto. Questo impedisce la riflessione dell’immagine all’interno del pentaprisma. Tale operazione è necessaria, nel momento dello scatto (ossia quando si apre l’otturatore), per lasciar passare la luce della scena e farle raggiungere il sensore impressionandolo.

Al termine del tempo di esposizione, quando si chiude l’otturatore, lo specchietto torna nella sua posizione iniziale inclinata.

Continua…

Compatta digitale: Aberrazione ottica

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -5-
Titolo o argomento: Aberrazione ottica

Nel precedente articolo della rubrica “Portare al limite una canon A540” abbiamo parlato della regolazione dell’apertura del diaframma e degli effetti sulla profondità di campo. A piccole aperture del diaframma e quindi a valori elevati di f-stop corrisponde una maggiore profondità di campo ossia si possono mettere più agevolmente a fuoco oltre agli oggetti in primo piano, gli oggetti più avanti o più arretrati. Vice versa vale per grandi aperture del diaframma e quindi ridotti valori di f-stop.

Tuttavia si può verificare un particolare fenomeno se si eccede con l’apertura del diaframma. Diaframmi molto aperti hanno lo svantaggio di aumentare gli effetti di aberrazione ottica.

Tali effetti consistono (Definizione tratta da Wikipedia) in una deformazione nella forma o nel colore di una immagine prodotta da un sistema ottico qualsiasi, composto da più lenti.

È causata da imperfezioni o compromessi costruttivi e può essere ridotta o a volte eliminata utilizzando materiali migliori, lavorando in modo particolare le ottiche o accoppiando componenti diversi. In generale la correzione comporta un aumento dei costi di produzione.

Elemento influenzante lo sviluppo dell’aberrazione è lo spessore del mezzo ottico attraversato dalla luce, dalla scomposizione di quest’ultima legata al fenomeno della rifrazione ed alla suddivisione nelle diverse lunghezze d’onda dei colori percepiti nel visibile.

lunghezza_onda.gif

Compatta digitale: profondità di campo

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -4-
Titolo o argomento: Profondità di campo

Il diaframma, oltre ad attenuare la luce, ha un compito non da poco:

La regolazione della profondità di campo.

Attraverso la regolazione del diaframma, presente anche su una semplice compatta come la canon A540 (posizione sulla funzione AV), decidiamo fin dove mettere a fuoco o meno. Gli spazi dietro e avanti l’oggetto messo a fuoco, possono essere anch’essi messi a fuoco o meno.

  • Ad un f-stop piccolo ovvero diaframma molto aperto, corrisponde una piccola profondità di campo. Ne segue che il soggetto della foto è a fuoco mentre gli oggetti avanti al soggetto e lo sfondo, risultano sfuocati. Tecnica di fondamentale importanza se si deve risaltare un primo piano in una foto o un dialogo in una scena di un film ad esempio.

  • Nella prima foto l’f-stop della canon A540 era impostato su 2.6. Notiamo come gli oggetti davanti e dietro il vasetto centrale, siano sfuocati.

f-stop-piccolo.jpg

  • Ad un f-stop grande ovvero diaframma poco aperto, corrisponde una più ampia prodondità di campo. Si può mettere correttamente a fuoco il sogetto e tutto ciò che lo circonda.

  • Nella seconda foto l’f-stop della stessa compatta digitale era impostato su 8.0. La zona a fuoco diventa, di conseguenza, maggiore.

 f-stop-grande.jpg

 Inoltre è possibile osservare come la luce delle due foto sia differente (gli effetti su una reflex potrebbero essere differenti… ma ne parleremo in seguito…). Per effettuare dei piccoli aggiustamenti, si può correggere l’apertura del diaframma di piccole frazioni. Sulla canon A540, è possibile premere (in fase di scatto e con la modalità impostata su AV) il tasto che solitamente si usa per cancellare le foto nella modalità di riproduzione (tasto indicato dalla freccia nella foto seguente) e correggere l’apertura del diaframma di piccole frazioni.

tasto-correzione-esposizione.jpg

Infine, per meglio comprendere le differenti aperture del diaframma, ecco uno schema esplicativo:

esempi-aperture-diaframma.jpg

Prima di passare all’acquisto di una Reflex, ritengo che sarebbe opportuno esasperare le potenzialità di una compatta digitale. Nei primi 4 articoli di questa rubrica (che puoi richiamare inserendo le parole chiave del titolo nella casella “CERCA” in alto a destra) puoi già comprendere se sei portato o meno nel fare foto di buon livello semplicemente con una macchina fotografica di basso costo. Una volta arrivati all’estremo delle potenzialità di un’ottica così modesta… allora puoi tentare il grande salto.

Priorità dei tempi TV, priorità diaframma AV

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -3-
Titolo o argomento: Priorità dei tempi TV – Priorità diaframma AV

Cosa significano queste voci?

Per priorità dei tempi si intende che, posizionando la rotella di selezione su TV, possiamo andare a scegliere il tempo esatto di durata dello scatto che desideriamo. Ma non siamo ancora in piena modalità manuale e gli altri parametri li sceglie la macchinetta. Se ad esempio vogliamo usare la luce naturale che passa dalla finestra ma ci accorgiamo che l’oggetto fotografato in modalità automatica viene scuro, possiamo impostare la macchina fotografica su TV e scegliere un tempo di esposizione di 1 secondo. Se la foto viene troppo luminosa, riduciamo a mano a mano sino a che non otteniamo l’immagine desiderata. Attenzione che ciò che vediamo sul display della macchinetta non corrisponderà alla vera luminosità che avrà la foto. Generalmente le foto sono più scure di come le vediamo sul dispay da 2 o 3 pollici. Vice versa se la foto è ancora troppo scura agiamo nuovamente sul tempo aumentando magari a 1,6 secondi poi 2, …, 3, sino ad arrivare al tempo ottimale. Saranno le vostre prove a darvi ragione. Il risultato del vostro scatto lo verificherete correttamente sul vostro monitor del pc o mac. I mac vanno particolarmente forte in questo settore vantando monitor di qualità eccelsa in HD.

Ho sottointeso che durante queste operazioni il flash viene disattivato. Una foto in ambiente poco luminoso fatta con il flash viene molto molto differente dalla stessa fatta senza flash e con un tempo di esposizione di circa 2 secondi. Sicuramente ve ne siete accorti ed è per questo che volete esplorare le regolazioni manuali della vostra compatta.

Altra cosa che ho sottointeso è l’uso di un cavalletto…

Un motivo per il quale ho preferito non pubblicare una lista di priorità dei tempi e dei diagrammi a seconda dei vari casi, è che le situazioni e le scene possono essere assai differenti tra loro. Nella vostra foto non incide solo la sorgente luminosa (artificiale o naturale) ma tutti gli oggetti intorno a quello da fotografare, i loro riflessi, e tutto quanto si trova dietro e sotto l’oggetto fotografato. Ogni oggetto intorno a quello fotografato emette radiazioni luminose ben precise che influenzano il vostro scatto. Ad esempio impostando un tempo di 0,3 secondi con diaframma f8 utilizzando una luce alogena ed uno sfondo bianco, la foto può dare un risultato che può essere molto differente se le regolazioni sono le stesse ma lo sfondo dietro l’oggetto è di un colore diverso dal bianco oppure se invece della luce artificiale si usa la luce diurna, o ancora se vicino all’oggetto da scattare avete posizionato un carrellino degli attrezzi che magari è rosso. State sicuri che influenzerà la vostra foto con componeti di luce rossa che potreste non notare inizialmente.

Per priorità diaframma come indicato sul menù di alcune compatte si intende che posizionando la rotella di selezione su AV sceglierete l’apertura (solitamente circolare o poligonale) che ha il compito di ostacolare o favorire la luce che raggiungerà la pellicola o il sensore.

Con un’apertura f5,5 più luce raggiungerà il sensore, mentre con un apertura f8 ne arriverà molta meno e vi accorgerete che dando la priorità alla scelta dell’apertura AV, prima dello scatto sul dispay vi comparirà anche il tempo di esposizione che la macchinetta sceglierà. Noterete che impostando un f8 (valore massimo possibile per la canon A540) il tempo di esposizione aumenta, mentre impostando un f5,5 (valore minimo possibile per la A540) il tempo di esposizione si ridurrà notevolmente a frazioni di secondo.

C’è una netta relazione tra queste due regolazioni TV-AV. Ogni valore impostato su una regolazione ne implica un altro che sceglie la macchina fotografica. Vi accorgerete che se ad esempio scegliete un tempo di 1/6 di secondo, in automatico il processore sceglierà un’apertura f5,5. Mentre se darete la priorità alla scelta dell’apertura e userete un’apertura f5,5, in automatico il processore della compatta sceglierà un tempo di esposizione di 1/6 di secondo.

Note:

  • Con il diaframma a piena apertura, la zona di nitidezza in profondità (profondità di campo)  sarà relativamente limitata.

  • Diminuendo l’apertura (l’operazione è detta diaframmare) si aumenta l’estenzione della zona di nitidezza, che raggiunge il massimo quando il diaframma è portato all’apertura minima.

  • Diaframmi di piccole dimensioni richiedono però tempi di esposizione più lunghi e conseguentemente implicano un maggior rischio di mosso se il soggetto o la fotocamera si spostano durante l’esposizione.

  • I numeri f esprimono il rapporto tra la lunghezza focale dell’obiettivo e il diametro dell’apertura del diaframma

Ecco qualche esempio semplice. Notate che le caratteristiche dello scatto sono contenute nel nome del file e ripetute nell’elenco sotto. Ci sono alcune foto sottoesposte e altre sovraesposte. Questi “errori” sono voluti per meglio comprendere cosa accade distribuendo la quantità di luce che vi occorre in modi differenti:

foto-a-005-f55.jpg foto-b-02-f55.jpg foto-c-025-f55.jpg foto-i-10-f80.jpg foto-o-25-f80.jpg foto-p-32-f80.jpg foto-r-50-f80.jpg

  1. foto A: tempo di esposizione 0,05 secondi ovvero 1/20 di secondo; f/stop 5.5

  2. foto B: tempo di esposizione 0,2 secondi ovvero 1/5 di secondo; f/stop 5.5

  3. foto C: tempo di esposizione 0,25 secondi ovvero 1/4 di secondo; f/stop 5.5

  4. foto I: tempo di esposizione 1 secondo; f/stop 8.0

  5. foto O: tempo di esposizione 2,5 secondi; f/stop 8.0

  6. foto P: tempo di esposizione 3,2 secondi; f/stop 8.0

  7. foto R: tempo di esposizione 5,0 secondi; f/stop 8.0

E’ interessante notare come con tempi di esposizione maggiori si usi un’apertura più piccola che oltretutto impedisce il passaggio di alcune radiazioni luminose sulla frequenza del giallo. La foto perde parzialmente, a nostro vantaggio, quella componente giallina che è causata da lampadine non appropriate al tipo di scatto.

In seguito vedremo alcuni effetti interessanti ottenibili giocando con le esposizioni e altri risultati ottenibili con diversi tipi di luce e, cosa importante spiegandone il perchè. Parleremo quindi di radiazione luminosa con accenni di fisica.

Continua…