Quando si ostenta la leadership – Parte prima: vi racconto una storia

Rubrica: Così è la vita
Titolo o argomento: Ostentare la leadership o guadagnarsela?
Una ghiotta occasione

A cavallo tra il 2013 ed il 2014 ho vissuto all’Università un’esperienza poco appagante ma molto formativa. Si è costituito un gruppo di studenti per la realizzazione di un prototipo da iscrivere alla Formula Student, ovvero la competizione riservata agli universitari che desiderano cimentarsi nella costruzione di una piccola auto da corsa snella, essenziale ed allo stesso tempo interessante. Circa 48 ragazzi hanno fornito la loro adesione nella speranza di vivere, più o meno approfonditamente, un’esperienza di tipo corsaiolo. Io sono stato uno degli ultimi ad entrare e, davanti a tutti, mi sono presentato al capogruppo portando all’attenzione le mie esperienze attive nel mondo delle corse, i progetti che sto realizzando autonomamente, il mio laboratorio attrezzato, la possibilità per me di interagire con centinaia di aziende in Italia e all’estero, i numerosi tecnici impegnati in vari livelli del motorsport con i quali ho uno scambio di qualità ormai da anni (dalle scuderie minori ai top team di F1, MotoGP, Superbike, LeMans Series, Prototipi, ecc.).

Questioni di integrazione

Personalmente pensavo che con un nutrito curriculum vitae nel motorsport mi sarei integrato bene nel gruppo e avremmo fatto un bel lavoro di squadra. Ma probabilmente è stata una delle poche volte in cui, ormai da adulto, mi sono illuso. Ovviamente con “nutrito curriculum vitae” non intendo un curriculum completo, perfetto, senza macchia che mi dia una qualche autorità e/o superiorità nei confronti dei miei colleghi di studi, anzi… mi mancano ancora molte esperienze, le più importanti, e se non avessi “sempre” da imparare non mi sarei proposto per entrare a far parte di un gruppo che intende realizzare un piccolo formulino ricco di contenuti e concetti tecnici che vanno studiati e ristudiati, ripassati e rivisti fino a cercare l’equilibrio migliore alla portata di uno studente universitario. Insomma la mia idea non è mai stata quella di entrare e mettermi sul pulpito o imporre le mie idee, ma quella di entrare ed ascoltare, imparare, contribuire ove possibile e rendermi utile, questo sì.

Un sistema isolato

Un buon proposito se non fosse che il leader ha mostrato subito dei limiti non trascurabili nell’esercizio delle sue funzioni. Egli infatti non coinvolgeva il gruppo, non lo acoltava, non lo faceva partecipare. Rendeva conto, in parte, solo ai leader delle varie divisioni tecniche (motore, telaio, elettronica, trasmissione, aerodinamica, ecc.) una delle quali, il motore, sempre sotto la sua gestione. Certo è che in un progetto nell’ambito universitario e finanziato dall’Università stessa (con le difficoltà che attraversa per trovare fondi, specie nell’Italia degli ultimi anni, per sostenere le idee, i progetti e le ricerche di studenti e professori) il concetto di leader non dovrebbe esistere, si dovrebbe altresì parlare di “responsabile” ovvero di colui che fa un’analisi della situazione e ne riporta gli esiti ai professori incaricati di seguire il progetto. Detto ciò posso certamente comprendere che 48 persone non la penseranno allo stesso modo e non si potrà metter facilmente d’accordo tutti, è naturale, ma la tendenza a non ascoltare nessuno appare alla mia ragione un po’ eccessiva.

Ascoltando il gruppo

Dopo un paio di settimane all’interno del gruppo inizio ad essere più integrato con diversi ragazzi e ragazze, hanno luogo discorsi più approfonditi, vengono fuori dei malumori, delle discordanze. In effetti inizio a rendermi conto che nonostante il mio curriculum vitae e nonostante io sia interessato sia al gruppo del motore che del telaio, entrambi i leader dei suddetti gruppi non cercano mai un dialogo con me per un confronto, uno scambio di idee, un semplice “Che ne pensi?”, “Tu come faresti?”, “Sai abbiamo il tal problema!”. Nulla di tutto questo, ma non solo. Non cercano il dialogo con nessun altro. Ogni tanto arriva un ragazzo del gruppo dei motori, mi fa delle domande, ascolta le risposte e la cosa finisce lì. Mi vogliono nel gruppo dei motori ma non mi invitano mai agli appuntamenti in officina, quasi come se temessero che la mia presenza possa portar via loro qualcosa. La leadership? L’illusione che una scelta tecnica errata possa comunque funzionare? Il gusto di smanettare finalmente con qualche motore da soli e in pace senza nessuno intorno? Non lo so ma sarebbe interessante capire.

La burrasca

Passano le settimane ed un crescente malcontento generale sfocia in una discussione durante una riunione alla quale non ero presente. La leader del gruppo di economi, per tentare di vincere un suo conflitto personale da tempo acceso con gli altri leader,  si sente in dovere di fare il mio nome per sostenere con forza la sua tesi su come le scelte condotte dai vari leader stiano procedendo senza render conto al gruppo il quale ovviamente non ne va fiero. Il mio nome salta fuori per il semplice motivo che io avevo ascoltato ciò che i membri dei vari gruppi esternavano con i loro sfoghi, così quando ho sentito che anche la leader del gruppo di economi sosteneva le medesime teorie l’ho semplicemente informata che, anche se nessuno si faceva avanti, erano diversi a pensarla allo stesso modo. Nonostante le tesi condivisibili, ho ritenuto insana la scelta di fare il mio nome. Si tratta infatti di persone che se hanno qualche problema sono grandi abbastanza per poter sostenere autonomamente il loro dissenso. Questa ragazza ha fatto perno sul mio nome come se ciò rappresentasse il nome di tutti gli altri mentre io non mi sono mai permesso di fare il nome di altri conscio del rischio di metterli in imbarazzo e del fatto che in fondo hanno scelto di non esprimere alcunché.

Un persistente sistema isolato

I ragazzi scontenti che hanno invece preferito farsi avanti senza timori, sono stati solo una minima parte. Il risultato finale è che io non sono stato più invitato a partecipare, ma non solo, nessuno dei leader ha fatto una sola mossa per informarmi dell’accaduto, ho dovuto saperlo tramite amici e, il leader della divisione motori, che è anche il leader dell’intero progetto, non ha nemmeno fatto una telefonata per sentire la mia versione, una mia opinione o qualunque altra cosa io avessi da dire. Insomma ha continuato a mantenere lo stesso atteggiamento: non coinvolge, non ascolta, non fa partecipare.

Cambiamenti statici

Per tentare di porre rimedio alla situazione, mi raccontano, ha avuto luogo una votazione dove si è scelto un nuovo capogruppo del progetto. Si tratta di una ragazza già leader della divisione telaio che, mi dicono i ragazzi del gruppo, è la ragazza del precedente capo. Quindi in sostanza non è cambiato nulla. Inoltre, sempre a detta dei ragazzi del gruppo, i due capi hanno orientato sempre più il progetto verso le proprie tesi di laurea. Cosa assolutamente normale e per la quale non ci sarebbe nulla di male se tale opportunità fosse a disposizione di tutti i membri del gruppo che nutrono questa ambizione. In tutte le Università che hanno preso parte alla Formula SAE ci sono stati studenti che hanno avuto il piacere di realizzare una splendida Tesi di Laurea sui temi affrontati nella progettazione del veicolo, molti di questi li ho anche conosciuti personalmente in giro per l’Italia e non mi risulta che abbiano mai deciso chi potesse e chi non potesse far parte di un progetto finanziato con il denaro dell’Università (non con il loro). Inoltre quando hanno realizzato le loro tesi su una parte del progetto hanno permesso tranquillamente che altri colleghi studenti potessero fare altrettanto su altre parti del progetto stesso.

Domande senza risposta

Così mi chiedo come mai sono stato allontanato. Proprio io che non davo fastidio, non contestavo le scelte anche se dicevo chiaramente quali non condividevo, non pretendevo che venissero operati dei cambiamenti, semplicemente cercavo di ascoltare, partecipare ed imparare e potevo essere utile facendo forza sulle esperienze che ho maturato per anni nel settore. «Quante altre volte capita di trovare qualcuno che può mettere a disposizione tutto quello che potevo offrire a partire dai contenuti, fino alle attrezzature, passando per le aziende, i professionisti e quant’altro del settore?»

L’esempio viene dalla società?

Ora ciò che desidero portare all’attenzione è in realtà ben altro, molti lettori avranno già notato l’assonanza che questa vicenda ha con i problemi sociali e di gestione del paese che sussistono da una vita. Leader che non coinvolgono, non ascoltano, non fanno partecipare, cambi di leadership dove tutto rimane come prima, l’uso di risorse che dovevano essere indirizzate ad una collettività orientate invece verso interessi personali, esclusione di chi ha buoni propositi, persone che vedono cose che non vanno e tacciono la verità, e via dicendo. Quindi la reale domanda è: “E’ la società che ci sta dando questo esempio e ci fa sentire in diritto di poterla imitare, oppure la società è ricca di questi accadimenti perchè vengono coltivati fin dalle esperienze scolastiche e universitarie?”

Continua…

Link correlati
Quando si ostenta la leadership – Parte I: vi racconto una storia
Quando si ostenta la leadership – Parte II: consigli per essere un buon leader

In gruppo è più bello

In gruppo si vivono esperienze più belle, si coltivano nuove amicizie, si sommano le potenzialità di più
menti, si diventa più produttivi, si imparano nuove cose, si socializza, si osservano le cose attraverso
diversi punti di vista… In gruppo si sta meglio sotto ogni aspetto. Chi lo comprende e lo sa mettere
in pratica ha una marcia in più… ed ottiene risultati prestigiosi.
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Formula Student – L’ingegnere ottimizza sempre?

Rubrica: Formula Student -3-
Titolo o argomento: L’ingegnere ottimizza sempre?

E’ proprio il caso di dire che a volte gli ingegneri si complicano la vita

E’ il caso della Formula Student, la formula dedicata agli studenti di ingegneria delle principali facoltà del mondo che nutrono il desiderio di ideare, progettare, costruire, provare un’auto da corsa “fatta in casa”. Come ho spiegato nell’articolo dedicato alla logica del progetto Formula Student, nella realizzazione di questi mezzi da corsa, non contano solo la bontà del veicolo e del pilota, bensì anche l’ottimizzazione dei costi, il marketing ed il management…

Eppure presso un’Università italiana si è superato il budjet di ben 100.000,00 Euro per realizzare una vettura da Autocross. E non è tutto! Presso una facoltà tedesca, secondo alcune indiscrezioni,  si sarebbero spesi circa 400.000,00 Euro per realizzare una vettura da Autocross dotata della più strabiliante elettronica e delle migliori finiture possibili immaginabili. E non è tutto… motori dotati di turbocompressori o compressori alimentati elettricamente, frizioni robotizzate, sospensioni push rod, cambi sequenziali elettroattuati, scocche alleggerite realizzate in carbonio. Senza ombra di dubbio dei veri gioielli ma… all’anima dell’ottimizzazione dei costi? 😀 Una Formula uno ha un prezzo inferiore ai 2 milioni di euro il quale, confrontato con i 400.000 euro spesi in Germania per una vettura da Autocross, ci fa pensare ad una sproporzione. La giustificazione di simili scelte economiche, secondo un ragazzo esperto di questo tipo di attività che ci ha fornito i dati, risiederebbe nel fatto che un progetto raffinato farebbe più gola a chi lo giudica, rispetto ad un progetto fortemente ottimizzato nononstante nella valutazione finale si consideri anche quanto si è stati capaci di ottimizzare le spese.

Ricordiamo le prestazioni di questi veicoli: Si tratta di vetture del peso di circa 230 kg, con motore motociclistico di 600 c.c. e potenza limitata (potenze comprese tra i 75 e i 92 CV) tramite restrizione di flusso in aspirazione. La velocità massima raggiungibile è di circa 130 Km/h.

Ora la domanda è: I Piloti chiamati in causa, saranno in grado di trovare il limite di un mezzo così particolare e di metterlo a punto in modo efficiente con i loro tecnici? Infondo con soli 130 km/h di velocità di punta, se non si è veri talenti, è molto facile perdere il gruppo in pista. La differenza la faranno senza meno le curve dove un ottimo compromesso tra il progetto e le richieste di piloti talentuosi*, si rivelerà senz’altro più redditizio di enormi spese non molto logiche.

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*Alcuni team Europei avrebbero addirittura chiamato a correre piloti dei campionati FIA GT i quali probabilmente si saranno iscritti all’Università essendo necessario essere studenti per partecipare ai progetti: Formula Student – Formula SAE. Incredibile 🙂

Formula Student – La logica del progetto

Rubrica: Formula Student -2-
Titolo o argomento: Fondere più temi per raggiungere uno scopo

Le corse automobilistiche e la Formula Student

 Come ho sempre creduto anche io, per raggiungere uno scopo, qualunque esso sia, non è assolutamente sufficiente specializzarsi in una cosa sola. Questa credenza ormai è passata e trapassata ed appartiene ad una vecchia mentalità che oggi non è affatto competitiva ed al passo con i tempi.

Chi oggi si specializza in un settore ad alti livelli, sa che dovrà completare la sua preparazione con innumerevoli tematiche che arricchiscono il proprio bagaglio culturale ed aumentano esponenzialmente le possibilità lavorative e di collaborazione con i più svariati settori.

Ne è il tipico esempio la formula student; una formula alla quale prendono parte molte tra le principali Università italiane e dei 5 continenti. Un evento non da poco. Un evento che a differenza di quello che molti pensano non abbraccia solo la meccanica ed i motori bensì si completa attraverso una preparazione curata in ogni dettaglio ed assolutamente da non sottovalutare.

Vediamo in cosa consiste, quali impegni richiede e che tipo di discipline sono chiamate in causa:

  • La Formula Student nasce (dalle Università di tutto il mondo) senz’altro per soddisfare la voglia più golosa di motori, ma non solo…
  • La FormulaStudent prevede lo studio della progettazione di un veicolo da corsa.
  • LaFormula Student prevede lo studio della produzione di un veicolo da corsa.
  • Prevede lo studio dei Test da condurre per verificare la bontà di un progetto.
  • Prevede lo studio dell’Analisi dei costi.
  • Prevede lo studio del Marketing e della presentazione di un prodotto.
  • Prevede lo studio del Management e della Finanza.

Tutti temi che non vengono solo sfiorati, ma accuratamente approfonditi ai massimi livelli come è giusto che una preparazione di tipo universitario sia. Non si tratta di realizzare un’auto da corsa che “Chissà se funzionerà…”, si tratta di realizzare un progetto che verrà valutato con 3 importanti prove e modalità:

  1. Una valutazione del prodotto ottenuto
  2. Una valutazione della resa in pista (vi è un apposito campionato, anzi più di uno e con più categorie di tipo nazionale/internazionale)
  3. Una valutazione su come sono stati investiti tempo e denaro

In sostanza non vince chi si presenta in pista e domina la corsa… Vince chi supera con ottime valutazioni tutti e tre i test: devi aver prodotto un mezzo competitivo, deve essere costato una cifra ragionevole (ottimizzazione dei costi), deve essere stato prodotto in modo intelligente e deve possibilmente essere portato anche alla vittoria in pista con ragazzi di talento.

Quello che fa impazzire, nenache a dirlo, è che le prove in pista (di vario genere: gare, prove di handling, prove di accelerazione, skid pad, autocross, endurance…) vengono effettuate sui circuiti più famosi del mondo: vedi Silverstone, vedi Hockenheim, Varano…

Se i tuoi sogni sono l’ingegneria, essere un pilota – pilota collaudatore… costruire un mezzo e portarlo alla vittoria con il tuo team… beh allora la Formula Student è proprio un bel progetto per uno studente. Speriamo che dall’Università alla quale diversi membri di questo blog sono iscritti (Università Politecnica delle Marche) ci arrivino risposte stimolanti alle nostre frementi domande 😀

Formula Student – Introduzione alla

Rubrica: Formula Student -1-

Titolo o argomento: Introduzione al progetto

Formula Student è un progetto di formazione rivolto a giovani ingegneri di talento che ha come scopo la progettazione e la realizzazione di una monoposto da corsa non solo in termini di ideazione e fabbricazione ma anche di gestione, di marketing e di tutti gli aspetti a questi correlati, che la possano rendere un vero e proprio prodotto.Per le università, Formula Student costituisce un progetto di grande valore che unisce l’apprendimento allo sviluppo delle competenze pratiche d’ingegneria. Per questo motivo le facoltà universitarie utilizzano questo progetto, inserendolo nei programmi dei laureandi al fine di promuovere relazioni proficue tra le università e le realtà industriali circostanti. Molte aziende di ingegneria high-tech, in particolare le industrie automobilistiche e del Motorsport, sanno bene quanto sia importante per il loro successo il contributo continuo di ingegneri altamente qualificati che hanno usufruito di un programma di formazione specifico “sul campo”.

È per questo che per il secondo anno consecutivo nelle due giornate di manifestazione di Motorsport ExpoTech saranno presenti i Team italiani e, accanto a questi, da quest’anno troveranno posto anche alcuni team stranieri.

Ad oggi hanno già confermato la propria presenza: Il Team dell’Università di Modena, il Team del Politecnico di Torino, Race Up Team dell’Università di Padova, Team dell’Università degli Studi di Parma e l’Università degli Studi di Firenze.

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