Problemi ravvicinati del terzo tipo: problemi proficui

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Problemi che fruttano

Ci sono problemi che possono essere risolti (nonostante i tempi duri, nonostante possiamo averlo dimenticato, nonostante tutto, sì ci sono anche problemi che si possono risolvere) e per fortuna le soluzioni non sono impossibili da trovare e la loro conoscenza è alla portata dei più. Tuttavia non se ne parla, oppure se ne parla poco. E in fondo, perchè parlarne se ci sono sistemi che permettono di continuare a mantenere un atteggiamento, magari comodo ma sbagliato, senza andare in contro a grandi noie e pensieri?

Mi ha incuriosito di recente osservare uno slogan che suggeriva l’uso di un prodotto da introdurre nel cavo orale per ridurre i valori di acidità dopo un pasto. Effettivamente è vero, ridurre l’acidità in bocca è importante affinché si riduca il rischio di “innescare” la carie; infatti non sono, ad esempio, gli zuccheri a causare la carie in maniera diretta, bensì è l’acidità che essi inducono che crea le condizioni adatte per un bel buchetto nella prima falla disponibile sullo smalto (già immagino i bacilli dello streptococco mutans che, non appena raggiunta l’acidità sufficiente, esclamano nel dialetto che più preferite: “Bella raga, oggi c’è il clima favorevole, piantiamo giù un altro buco che forse è la volta buona che troviamo l’uscita!”. Perdonatemi…

Però mi chiedo se sia la soluzione migliore al problema ridurre l’acidità con archibugi oppure rendersi conto di quali cibi si sta ingerendo, di come sono fatti e di quali effetti possano avere sul nostro organismo. Del resto, scusate la digressione, praticamente nessuno ci pensa mai ma la carie è in realtà qualcosa di utile se considerata dal verso giusto. I denti sono organi chiave del primo tratto dell’apparato digerente, se questi si ammalano vi stanno comunicando che state ingerendo qualcosa per voi nocivo e che non riuscite a mantenere una corretta igiene orale. Inoltre se i denti non stanno bene, come staranno tutti gli altri organi dell’apparato digerente che non vediamo?

Le comodità portate all’eccesso sono la causa di molti disagi nevralgici di questi anni, la spinta al consumo ossessivo, l’obsolescenza programmata (il compra, butta e ricompra), l’obiettivo illusorio della crescita continua e costante, i consumi spasmodici di energia, il pensiero sempre più diffuso di avere tutto, subito, facilmente e a debito o con danni collaterali non immediatamente percepibili… A volte invece sarebbe meglio fermarsi un attimo, ragionare sul perchè delle cose e spendere un minimo di impegno per risolvere una questione con metodi un po’ più impegnativi ma completi e affidabili.

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Streptococcus mutans
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Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Problemi fittizi provocati per raggiungere uno scopo

Ci sono situazioni che nell’era moderna (chiamiamola così) le persone non sono disposte a tollerare. Situazioni che possono innescare reazioni concrete da parte di una popolazione che ha modo di rendersi conto più velocemente che in passato di qualcosa che non sta funzionando e, altrettando rapidamente, comunicare con altri individui generando aggregazioni sociali in grado di essere ascoltate seriamente. Per questo motivo chi coltiva particolari interessi, di dubbio valore etico, potrebbe esser costretto a generare un problema fittizio (un problema fasullo o che senza forzatura non ci sarebbe stato, o avrebbe avuto dimensioni di gran lunga inferiori) al fine di convincere chi osserva che la sua soluzione proposta, seppur scomoda e altrimenti inaccettabile, dovrebbe esser accettata per il bene di tutti.

Una logica inversa quindi, una logica che parte dallo studio di una soluzione utile ad una determinata realtà (che nutre particolari interessi), per poi arrivare allo studio del problema che può rendere accettabile, a chi osserva, la tale soluzione. Un po’ come se il soggetto tal dei tali desiderasse rendere più florido il mercato dei bulloni perchè ha problemi di profitto e, per raggiungere il suo scopo, inquinasse le fabbriche di collanti con sostanze cancerogene in modo da conferire una pessima immagine alla colla. A tal punto costui sarebbe libero di affermare: “Non comprate la colla, è tossica e in questo momento rappresenta un problema grave, non ci resta che utilizzare solo viti e dadi anche per attaccare le figurine sugli album dei calciatori!”.

Così le mamme dalle parrucchiere si ritroverebbero a dire: “Povero figliolo, questa mattina, dopo aver avvitato l’ultima figurina, l’album dei calciatori è arrivato a pesare 13 chilogrammi, un peso eccessivo per il suo zainetto e per la sua schiena!”, “Cosa vuole signora, del resto la colla in questo momento è troppo pericolosa, non ci resta che usare le viti!”. Ma nessuno, come accade solitamente, parlerebbe delle questioni centrali: Cosa ha reso la colla pericolosa? Come si fa per riportarla alla sua qualità ottimale? Chi ha tratto beneficio da questa situazione? Chi ci ha rimesso? Etcetera, etcetera…

Insomma è bene fare attenzione quando si valutano/accettano determinate soluzioni che ci vengono proposte come unica/ultima chance ad una situazione di disagio, perchè le responsabilità del disagio stesso potrebbero esser state impropriamente attribuite a coloro che non ne sono i reali autori.

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Non si può credere solo alle prime apparenze altrimenti si rischia di rimanere ingannati,
esattamente come accade con la Fata Morgana. In ottica la Fata Morgana è un miraggio
dall’effetto tanto affascinante quanto inquietante per il tipo di illusione ottica che offre.
Esso si può osservare sia su terra che su mare in una ridotta porzione di cielo/terra
oppure di cielo/mare a cavallo dell’orizzonte. Si tratta di un miraggio frequente nelle
regioni polari e nei deserti (osservabile anche in Italia nello stretto di Messina) che
distorce in maniera considerevole l’oggetto su cui ha effetto restituendo alla vista una
immagine alienante che può deformarsi rapidamente senza soluzione di continuità.
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