Fabbricato in Italia

Sempre più spesso…

…si crea una sorta di confusione tra i prodotti made in China “clandestini” che per vie traverse arrivano in Italia (senza alcuna garanzia di qualità realmente certificata) ed i prodotti made in China realizzati in modo corretto da importanti e affermate aziende che si affidano ai bassi costi della manodopera orientale e che ottengono le dovute certificazioni di qualità in quanto in grado di rispettare severe norme.

Così avviene che

tra i due litiganti il terzo gode

ed il prodotto italiano con il suo fascino e la sua qualità torna ad essere ricercato essendo forte nei clienti il terrore di sbagliare ed acquistare merce straniera che potrebbe persino essere pericolosa per la nostra salute. Vedi il caso dei jeans orientali che contenevano cromo nei loro coloranti e che potevano causare tumori della pelle.

Non sappiamo più di chi fidarci e così torniamo sconsolati tra le braccia della madre patria (quasi l’avessimo un pò ignorata ultimamente) che ci offre nuove regole, nuove certificazioni di qualità, nuove certezze proprio come possiamo osservare nella foto sotto. Eh già perchè da qualche tempo, girando per i vari negozi di abbigliamento ad esempio, possiamo finalmente trovare capi sui quali è chiaramente riportato quanto segue:

Il capo da lei acquistato è stato ideato e creato interamente in Italia.

Grazie per aver scelto un nostro prodotto.

L’ologramma garantisce l’autenticità del vero “MADE in ITALY”.

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Ciliegina sulla torta: la foto da noi scattata ha come oggetto il cartellino di una maglia da donna del costo di 35 Euro. Questo per dirvi che una tale garanzia di qualità non è una peculiarità di prodotti costosi. Affatto. Tuttavia le bufale possono essere sempre in agguato ed è bene far riferimento ad un buon negozio di fiducia. 😀

Se sei curioso puoi anche leggere l’articolo: Parlando con i lavoratori

Le polarità del Marketing

Tra realtà e storielle

Il marketing, a mio avviso, si divide in due branche: quello positivo e quello negativo. Cosa voglio dire? Ecco una semplicissima sintesi comprensibile a chiunque (spero).

  • Il marketing positivo è quello più facile da realizzare e veritiero secondo me: Si tratta di promuovere e di portare all’attenzione del pubblico un prodotto che sia davvero qualitatevole. Un prodotto che è bene far conoscere, un prodotto utile, che svolge realmente la sua funzione, che non delude le aspettative, che risponde bene all’utilizzatore, è intuitivo, gli da feeling, un prodotto che dura nel tempo, che conferisce all’utilizzatore  un feed back, un prodotto che può essere ammortizzato come spessa mensile senza deteriorarsi in anticipo rispetto alla sua vita prevista, un prodotto fatto con materiali di pregio, un prodotto tecnologico o ammirevole nella sua semplicità, un prodotto assemblato e curato in modo ottimale, un prodotto realizzato con tecniche e lavorazioni sopraffine, precise, un prodotto realizzato da tecnici pagati con stipendi decenti… In questo caso, se il prodotto a cui state pensando risponde almeno all’80% di questi requisiti, si tratta di un prodotto che quando è stato pubblicizzato, vi è stato raccontato dicendo il vero.

  • D’altra parte poi esiste il marketing negativo (io lo suddivido così). Questa sorta di marketing si preoccupa di promuovere prodotti fittizzi, affatto validi; si preoccupa più di illudervi e trovare il modo migliore di vendere fumo, piuttosto che descrivere esattamente cosa state acquistando. Se vi dicesse (per assurdo) la realtà è ovvio che non acquistereste il prodotto. In questo caso vi verranno raccontate storielle, vi racconteranno che il personaggio famoso ne fa uso (pur non sapendo nemmeno cosa sia e pur non avendolo mai visto, né tantomeno posseduto), vi racconteranno che oggi ce l’hanno tutti (come se fosse un valido motivo), vi racconteranno che luccica e sbrilluccica. Vi racconteranno esattamente ciò che vogliono e spenderanno milioni di dollari in costose e difficili campagne pubblicitarie…

Il prodotto di vera qualità ha bisogno sì di essere conosciuto e pubblicizzato, ma non di martellarvi o raccontarvi cose non veritiere…

Se è vero che non tutto il male viene per nuocere, dopo questa crisi, l’italiano sarà più esigente e spenderà, aguzzando la vista, solo per prodotti realmente validi…

Alla fiera dell’est per due euro, il parcheggio mio padre pagò

alla fiera dell’est per 60 euro, 3 biglietti mio padre comprò

alla fiera dell’est per 30 euro, 3 panini e 3 coke mio padre comprò

e venne il tizio che ci voleva vend…

Affancucco la fiera dell’est…….