Tra i due litiganti… il terzo non gode

L’eterna incomprensione tra commercianti e statali

commentata e tradotta come non avete mai visto 😀

E con qualche  sorpresa aggiungerei. Vorrei infatti porre alla vostra attenzione alcune note, o se vogliamo alcune provocazioni, che spero servano a riflettere e a far meglio interagire e comprendere le due “specie” tra loro. E non solo…

Così, in poche espressioni sintetiche, ecco il frutto di mie personali osservazioni, ricerche, domande, esperienze, racconti ascoltati, problemi visti e vissuti, che credo siano utili per capire che nessuna delle due categorie se la passa poi così bene. Scopriremo poi che c’è anche chi potrebbe star peggio…

I PRO dello statale

Riceve il suo stipendio a fine mese con accredito sul conto corrente.

Percepisce più mensilità di quante ce ne siano nell’anno solare. Quante di più, dipende dal tipo di lavoro ovviamente.

Spesso ha orari elastici che, sacrificando l’ora di pranzo, gli permettono verso la metà del pomeriggio di poter usciredal lavoro e poter così recarsi a casa o a fare la spesa, o andare in qualche gradito o utile negozio. Fare le proprie faccende insomma.

I risultati dell’azienda, dell’ente ecc. per cui lavora dipendono solo in minima parte dal suo incarico (questo almeno nella stragrande maggioranza dei casi).

In caso di febbre, influenza, convenzionali problemi di salute, può chiedere dei permessi (a volte retribuiti, a volte no) e può stare a casa… L’azienda per cui lavora andrà avanti ugualmente.

In caso di maternità può stare a casa diversi mesi e con stipendio (anche se parziale) comunque accreditato sul conto.

Non deve comprare il posto in cui lavora

Non deve affittare il posto in cui lavora

Non deve chiedere mutui o prestiti per il posto in cui lavora

Non si deve preoccupare se il posto in cui lavora dovrà subire aggiornamenti agli impianti acqua, gas, corrente…

Non paga le bollette del posto in cui lavora (Acqua, gas, telefono, corrente, spazzatura…).

Non deve pagare tasse sul posto in cui lavora (insegna, permessi comunali, dia…).

I PRO del commerciante

In molti casi si trova a vendere i prodotti che gli interessano o lo appassionano

Spesso passa molto tempo tra le cose che ama (vedi ad esempio chi ha un negozio di Computer, hardware, software, accessori…).

Non si sente il fiato sul collo in maniera costante per via di un superiore arterio sclerotico ad esempio.

Può chiudere il negozio una mezz’oretta prima di tanto in tanto per fare la spesa più con calma.

Può fare due chiacchiere con i clienti senza essere ripreso, anzi molto spesso questo atteggiamento fa piacere ai clienti che si sentono più a casa.

Può organizzare il metodo del proprio lavoro.

E’ generalmente dinamico. Deve trattare con i clienti, con i fornitori, con i collaboratori, con i colleghi, con i rappresentanti.

Guadagna leggermente di più di uno statale ma… (c’è un MA grande come una casa, vedi sotto).

Le note DOLENTI dello statale

E’ costretto molto spesso a fare lavori o a ricoprire mansioni che non gli piacciono.
Non riceve i giusti stimoli dal lavoro.
Subisce spesso ingiustizie dai suoi superiori.
Fa un lavoro che molto spesso si rivela noioso ed insoddisfacente.
Non può una mattina tirare giù la serranda 30 minuti prima per fare uno strappo alla regola.
Sa che pochi comprenderanno che la noia causata dal suo lavoro è comunque un peso che equivale ad un grande sforzo per il suo organismo.
Gli ambienti di lavoro non sono sempre ben illuminati, areati, colorati, piacevoli…
Non può sostituire il collega di lavoro maleducato o poco collaborativo o irritante.
Potrebbero volerci anni, senza una giusta “spinta”, per ottenere un posto fisso e quindi per non combattere con il precariato e le incertezze che ti assillanno giorno e notte.

Le note DOLENTI del commerciante

Vive nell’incertezza. Un mese di lavoro può andare bene e uno, o più, possono andare male.

Dalla maggiore cifra incassata in un mese (sempre che in quel mese si sia lavorato), devono essere sottratte una forte quantità di spese:

Bollette di: acqua, gas, corrente, spazzatura, telefono…

Mutuo per l’acquisto del locale, altrimenti affitto del locale.

Spese impreviste: un impianto da rifare a norma di legge, una nuova insegna, un condizionatore per acclimatare il locale, rottura del motore della serranda o della serranda stessa…

Può avere una quantità variabile di merce invenduta che potrebbe essere costretto a svendere perchè sono usciti nuovi modelli di tale prodotto.

Potrebbe essere costretto dai fornitori a fare ordini con un quantitativo minimo di merce da rispettare anche se sa che poi non riuscirà a venderla tutta.

Se si ammala il negozio resta chiuso e non si lavora… quindi non si mangia.

Se rimane incinta si appella alla mano di tutti i parenti prossimi alla santità. Non solo non lavorerà e non incasserà o incasserà meno, ma dovrà pagare un sostituto/a.

Potrebbe volerci molto tempo per avviare il negozio… Potrebbe anche non avviarsi mai e non riscuotere il successo sperato.

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Chi è il terzo che non gode?

Come ormai avrete capito mi riferisco a liberi professionisti e artigiani, i quali oltre ad avere le beghe di entrambe le “specie” 🙂 trattate sopra, fanno i conti con alcune gravanti spese in più…

Eh già perchè in fondo cosa volete che sia il fatto di dover spendere ingenti cifre (spesso debiti) per macchinari, attrezzature, capannoni, ricambi dei macchinari stessi, corsi di aggiornamento, il rischio di espandersi strutturalmente e da un punto di vista del volume di affari e del personale, per poi trovarsi pochi anni dopo (se non mesi) a dover fare dei distruttivi passi indietro. Complici crisi, leggi che possono giocare a sfavore per l’una o l’altra attività, mancanza parziale o totale di risorse e servizi dello stato… Inoltre ogni imprenditore lo sa, un attività la si avvia in circa due anni all’interno dei quali puoi incontrare forti momenti bui e scoraggianti che non sono facili psicologicamente e finanziariamente da reggere…

Note conclusive

Con questo articolo vorrei utopicamente concludere le controversie tra le varie categorie dato che bene… non se la passa nessuno. Fatta ovviamente eccezione per quelle attività che si trovano in ottime posizioni o che hanno prodotti che si vendono da soli o che comunque sono la moda del momento. Buonagiornata 😀