Cucina tipica italiana: La burocrazia

Burocrazia, ignoranza e un pizzico di furbizia.

Mescolare il tutto per bene e otterrete un tipico piatto italiano dal retrogusto amaro
Meglio sdrammatizzare prima di farvi leggere l’elenco che vi presento sotto 😀

Si tratta di una lista di documentazioni (da far preparare ad un geometra qualificato) e di spese (alcune delle quali davvero inutili) da sostenere semplicemente per acquistare un negozio in Italia. La lista diventa molto più lunga nel caso in cui il geometra scelto non sia adeguatamente qualificato e non si accorga di tutti i possibili errori fatti dagli uffici comunali sui loro incartamenti o dal venditore del negozio che magari ha apportato delle modifiche senza aver chiesto i dovuti permessi.

Se state per acquistare un negozio, mi raccomando, verificate prima che il venditore non abbia fatto qualche “modifichina” che a voi potrebbe costare caro…

Si tratta quindi di un cane che si morde la coda. La burocrazia è eccessiva in Italia ok, ma spesso è diretta conseguenza di operazioni eseguite dai cittadini senza autorizzazione.

Di seguito l’elenco che ha afflitto un nostro lettore: 

1. Documento DIA per richiedere al comune il permesso di montare un palo per sostenere un’insegna.

Pagamento al comune ed al geometra incaricato di compilare la richiesta.

2. Documento DIA per richiedere al comune il permesso di montare un’insegna sul palo indicato al precedente punto. (Non ne bastava uno?)

Pagamento al comune ed al geometra incaricato di compilare la richiesta.

3. Passaggio di proprietà locale uso negozio per commercio.

Pagamento documenti passaggio di proprietà al notaio incaricato

4. Pagamento 10% di tasse sul valore della rendita catastale dell’immobile.

5. Aggiornamenti al catasto sulla destinazione d’uso del locale in seguito ad errori commessi dal catasto stesso nella registrazione dell’immobile.

Ovviamente pagamento aggiornamento documentazione a carico dell’acquirente; voglio sottolineare che le tasse sopracitate servono per pagare un servizio che tra l’altro non funziona e che porta a pagare altre tasse a fronte degli errori commessi dal fornitore del servizio stesso.

6. Sanatoria per correggere distorsioni e incongruenze tra il disegno del negozio presente sulle planimetrie di catasto e ufficio tecnico del comune, ed il reale disegno dell’immobile spesso modificato da precedenti proprietari senza effettuare le necessarie richieste.

Pagamento della documentazione, necessaria a correggere l’errore, a carico del venditore. Per fortuna! Direte voi. Invece questa spesa è a carico del venditore a patto che voi conosciate la legge o che un onesto geometra che ha voglia di soffermarsi sulla questione vi informi opportunamente in tempo. Eh già perchè, molto spesso, il notaio non sa se quanto è scritto sulle planimetri combacia con la realtà.

7. Documento per richiedere al comune il trasferimento dell’insegna dal vecchio negozio a quello nuovo.

8. Documentazione per richiedere al comune il trasferimento dell’esercizio dell’attività nel nuovo locale.

9. Documentazione per richiedere al comune il permesso (sembrerà assurdo ma è così) di cambiare i vetri delle vetrine da opachi a trasparenti, cambiare battiscopa e mattonelle, aggiungere una targa accanto alla porta di ingresso.

10. Obbligo di costruire un bagno (con antibagno altrettanto obbligatorio) nel locale che andate ad acquistare nel caso quest’ultimo non ne sia provvisto e allo stesso tempo dovesse venire usato da voi con destinazione “negozio” oppure “ufficio” (Categorie C1).

Spesa che grava molto spesso sull’acquirente che scopre solo in seguito che è tenuto a farlo obbligatoriamente.

11. Spese extra per notaio/avvocato/geometra che vi informa approfonditamente circa i punti elencati fin’ora.

E non è tutto!

Se state acquistando un negozio perchè avete pagato l’affitto in quello precedente per molti anni e ritenete che non ne valga più la pena, l’elenco raddoppia:

Volete lasciare i cartelli, che descrivono dove vi trasferite, all’interno del precedente negozio?

Bene, occorre rivolgersi all’avvocato perchè la legge vi tutela ma il proprietario del precedente locale potrebbe opporsi e strapparvi i cartelli che avrete affisso sulle vetrine, con la conseguenza di rovinarvi la clientela. La legge vi tutela ma farsi tutelare sarà un costo in più. Potete comunque chiedere ingenti danni al proprietario del locale che avevate in affitto.

Sapete che se andate via da un locale in affitto che utilizzavate come negozio perchè il proprietario aumenta il canone mensile, avete diritto ad avere indietro ben 18 mensilità?

Sapete che se il proprietario del negozio che avevate in affitto decide di affittare ad un commerciante con la vostra stessa attività, vi deve altre 18 mensilità?

Note

Da notare inoltre l’esistenza di una legge che in sostanza rende nullo un passaggio di proprietà di un negozio (ad esempio) qualora venga effettuato senza aver prima redatto le necessarie sanatorie che correggono gli errori tra i disegni registrati presso il catasto e la planimetria reale del negozio che andate a comprare.

Articolo 40 della legge n.47 del 1985

Questo può accadere in particolar modo se andate a comprare un negozio che è stato modificato strutturalmente dai proprietari senza richiederne l’autorizzazione in comune. In tal caso ricordate che le Sanatorie sono a carico del VENDITORE e che se quest’ultimo dovesse rifiutarsi di farle o non le facesse nel modo corretto, vi ritrovereste a pagare negozio e passaggio di proprietà con la conseguenza che il passaggio sarebbe NULLO e potreste perdere tutto il denaro speso.

Tutto si fa, basta saperlo 😀

Ragione per cui vi informiamo su queste utili curiosità su questo blog. Abbiamo impiegato intere settimane per poter scrivere questo articolo e poterci informare su tutti i parametri che vi abbiamo elencato. Nonostante tutto l’elenco potrebbe essere aggiornato nei prossimi giorni.

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