Quando si impara la vita a memoria

Rubrica: Mente e salute
Titolo o argomento: Vivere in modo ripetitivo penalizza drasticamente le prestazioni del tuo cervello

Un problema che accuso di frequente con diverse persone con cui entro in contatto è il fatto che quando chiedo loro perchè compiono determinate scelte, perchè si comportano in un determinato modo (o perchè vivono sempre allo stesso modo), loro stessi per primi non sanno offrirmi una valida risposta. Il più delle volte si ottengono risposte del tipo “Perchè sì” oppure “Perchè ho fatto sempre così”. Molte persone fanno le cose a memoria. Del resto la ripetitività non richiede un grande sforzo cerebrale anche se poi, alla fin fine, il bilancio è piuttosto sfavorevole e se ne ricavano quasi esclusivamente effetti negativi: il cervello si assopisce, le sue prestazioni scadono, non si formano nuovi collegamenti neurali e si entra gradualmente in una sorta di stand-by mentale. Senza poi considerare che una vita comoda, priva di attività fisica e intellettuale porta depressione (nelle sue varie forme e livelli, talvolta anche sottovalutati), una lunga lista  di malattie e scompensi, nonché un invecchiamento precoce dell’organismo (ovviamente non lo dico io, lo affermano i maggiori neuroscienziati e biologi molecolari del mondo – si veda un certo John Medina – dopo aver condotto e ripetuto innumerevoli volte specifici test di rigore scientifico).
Di seguito riporto alcuni esempi reali di risposte che, se facciamo attenzione, ad ognuno di noi sarà capitato di dare/sentire almeno una volta (ma non ho dubbi che sia accaduto ben più frequentemente).

Perchè prendi questa strada? Ce n’è una nuova più comoda che passa qui vicino!
Ah già, non ci pensavo, comunque ho sempre fatto questa, continuo a fare questa.
Mah…

Perchè ricompri lo stesso oggetto di cui ti sei tanto lamentato/a? Non era un acquisto insoddisfacente?
A casa i miei sono abituati con questo prodotto, hanno sempre preso questo.
Mah!?!

Perchè ogni volta che ti si rompe l’automobile sospetti che si tratti sempre dello stesso pezzo?
Perchè io sapevo che si rompe quello.
AriMah?!

Ti ho spiegato qual è il problema che ha il tuo dispositivo X, perchè non cerchi di risolverlo?
Perchè tanto adesso ha ripreso a funzionare!
E quindi? E se ti dovesse dare nuovamente problemi? Boh.

Perchè stai imparando teoremi e nozioni a memoria per l’esame, non pensi che il/la prof se ne possa accorgere?
Per fare prima, tanto non ci si capisce niente e poi… a cosa mi servono definizioni, teoremi e corollari nella vita e nel lavoro?
Argh…

Se non stai riuscendo, perchè non provi a trovare una soluzione differente per realizzare la tua idea?
Perchè il professore/libro dice/riporta che si fa così.
???? Fai un tentativo almeno.
No no, tanto non è possibile altrimenti.
Ma hai maturato delle esperienze al riguardo?
No ma tanto il professore/libro dice/riporta che si fa solo così.
Ma cos’è una canzone?

Cosa ci ha “educato” a fare le cose in modo ripetitivo, senza porci domande e senza nutrire il minimo desiderio di provare a far meglio? Il cervello impara molto rapidamente le cose ripetitive, può accadere per un jingle pubblicitario che magari odiamo, ma non riusciamo a toglierci dalla mente, così come può accadere per uno stile di vita che probabilmente vorremmo anche cambiare ma senza renderci conto che le aree del cervello competenti non sono educate, istruite, preparate, formate o allenate che dir si voglia, per farlo. A volte ci manca letteralmente un pezzo. Chi ce lo ha tolto? Nessuno in particolare, succede semplicemente quando la società ambisce ad una vita sempre più comoda, sempre più agiata, con sempre più pseudo-benessere. Più ci circondiamo di comodità e più diventiamo vulnerabili. L’agio, le comodità e la vita facile magari stentano ad arrivare ma rimane infulcrato nella mente quell’obiettivo di benessere postoci davanti agli occhi come una preda mobile, come la lepre meccanica dei cani da corsa.
Se invece infulcrato nella mente avessimo il desiderio di cambiare, anche nel nostro piccolo, le banalità del mondo moderno allora, molto probabilmente, riusciremmo a stimolare quelle aree del cervello che rifiutano di imparare le cose a memoria e rifiutano di accettarle come dato di fatto. Aree che possono invece spronarci con nuove idee, nuovi stimoli, nuove connessioni logiche. Insomma come a dire che la necessità aguzza l’ingegno e i problemi, presi per il verso giusto, possono persino trasformarsi nella palestra della vita.

Così magari un giorno sarete voi a fare una strada diversa dal solito avendo in macchina qualcuno che, sorpreso, vi dirà di non conoscerla; sarete voi a capire perchè un prodotto non vi rendeva soddisfatti e ad individuare quale azienda, al di là dell’immagine, sa realizzare le cose come più vi garba; sarete voi ad informarvi su come si rovinano le cose che usate quotidianamente e come vadano curate per evitare inutili sprechi di denaro; sarete voi a farvi domande ed a cercare risposte logiche al perchè è successo qualcosa a ciò che vi è utile, perchè prima funzionava, poi non più, poi nuovamente sì.
Le cantilene ripetitive vi anestetizzano la mente, fatela girare, allenatela, fatela andare sempre più forte (ne rimarrete inaspettatamente sorpresi). La memoria in fondo è un ottimo ausilio alla ragione. Usare la memoria senza la ragione vi permette di fare in maniera robotica sempre le stesse cose. Quindi se state perdendo denaro, continuerete a perderlo, se il lavoro sta peggiorando continuerà a peggiorare, se quelle che credevate essere le vostre solide fondamenta stanno cedendo, continueranno a cedere. Fatevi domande, sempre, non siate pigri e non accontentatevi di semplici stereotipi, di ricette pronte, o di quello che ha detto la persona più simpatica o carismatica o trascinatrice del momento.

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