Quelli che ci fanno retrocedere: I retrocessori

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Quelli che non solo ci tengono fermi, ma ci fanno arretrare…

Il mondo non va avanti perchè c’è sempre qualcuno che tira in direzione opposta all’evoluzione. Le persone con questo atteggiamento io le chiamo “I retrocessori”. Ho conosciuto una persona, più precisamente una ragazza, che è stata assunta in una società del gas della zona dove risiede, poco dopo questa persona ha iniziato a sistemare casa per prepararsi al suo matrimonio. Fin qui tutto normale (se con il termine “normale” intendiamo un processo standardizzato accettato dai più), i problemi sono subentrati poco dopo quando il futuro sposo, competente del settore edile, ha iniziato a proporre delle modifiche all’edificio dove sarebbero andati a vivere. Questo accusava enormi sprechi di energia a causa di finestre obsolete a singolo vetro, ampi ponti termici, caldaia inefficiente, zone con passaggi d’aria eccessivi provenienti dal garage male collegato all’abitazione e via discorrendo. Le sue proposte di rimodernare l’involucro edilizio rendendolo in grado di trattenere meglio il calore all’interno dell’abitazione sono state vanificate in un istante alla pronuncia di una frase della promessa sposa, una frase tanto breve quanto sconcertante del tipo: “Vuoi risparmiare sul gas, sei matto?”, “Che figura mi fai fare a lavoro?”. Immagino già le reazioni di chi legge: sorpresa, stupore, diretta ilarità in taluni, accennata o crescente inquietudine in taluni altri. Forse il fatto che costei sia stata assunta dietro raccomandazione di un intimo familiare ha una qualche influenza sul fatto che non voglia risparmiare e, anzi, ne abbia persino timore. Nonostante tutte le attuenuanti, giustificabili o meno, plausibili o meno, etiche o meno, legali o meno, una questione dovrebbe essere molto chiara, più che chiara, limpida. Milioni di atteggiamenti quotidiani di questo tipo, diversi nell’espressione ma di egual natura all’origine, frenano inesorabilmente il nostro paese condannandolo ad uno sviluppo largamente chiacchierato ma mai realmente raggiunto. C’è chi sostiene che siamo ormai il primo dei paesi sottosviluppati ma è giusto lasciare ad ognuno la libertà di definirlo come meglio crede anche in relazione ai traguardi di cui si sente fiero o, al contrario, che sente di aver mancato a causa delle condizioni non proprio emancipate.

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Il  gioco del tiro alla fune ben rappresenta la situazione in cui si desidera andare in una
direzione ma qualcuno, opponendo una forza prossima alla nostra, tende a mantenerci
dove siamo o, peggio, a tirarci nel verso opposto. Il tiro alla fune però… è un gioco,
la vita quotidiana è un’altra cosa.
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