Sicurezza nei cantieri -2-

Ponteggio fisso

Alcuni consigli utili per evitare pericolosi e dannosi incidenti in cantiere. Nonostante le regole ci siano e siano chiare, al giorno d’oggi, nell’era delle tecnologie, i cantieri sono spesso in condizioni a dir poco “medioevali”. Le responsabilità, che spesso ricadono sui geometri responsabili dei cantieri che si “sgolano” nell’indicare il giusto montaggio ed il materiale necessario per una valida impalcatura a norma, in realtà sono spesso del costruttore che tenta di risparmiare quanto più possibile o dei lavoratori che “sicuri della loro esperienza” sfidano la fortuna.

Un buon metodo oggi adottato per evitare di non essere a norma o di ricadere in strutture artigianali fatte da collaboratori, è quello di “noleggiare” i ponteggi. Le ditte che offrono questi servizi, affittano a prezzi accettabili impalcature a norma, certificate, ben montate e corredate di tutta la segnaletica necessaria, nonchè l’illuminazione e gli accessori che la legge prevede a seconda del luogo ove si va a realizzare un cantiere. Non male per evitare guai…

Dalla classe GP 250 alla SBK

Quali vantaggi e quali svantaggi per Simoncelli?

Non disponendo dei dati della moto di Simoncelli, abbiamo messo a confronto Aprilia RSW 250 GP con Aprilia RSV4 Factory in modo da poter fare alcune considerazioni. Passare da una 250 – 2 tempi del motomondiale ad una 1000 della Superbike è poi così difficile?

Arrivare dalla classe 250 del motondiale significa essere abituati a guidare una moto che ha oltre un cavallo per ogni kg di peso trascinato (escluso il pilota), signfica essere abituati a poter parzializzare solo in minima parte la potenza… eh già perchè come molti di voi sapranno, su un due tempi, arriva tutta insieme e all’improvviso. Più o meno come un temporale. Ed infine significa essere abituati a cambi di traiettoria e staccate eseguibili con una notevole agilità.

Pertanto al contrario di quello che molti pensano, non è la potenza del 1000 c.c. di Noale a poter impensierire un pilota della 250, bensì la maggiore massa con cui si ha a che fare, la maggiore difficoltà nei cambi di traiettoria che, come vediamo sulle dirette in tv, richiede un vero e appassionante corpo a corpo e la difficoltà nel prendere nuove misure con le staccate che per forza di cose devono essere anticipate (dovendo frenare una maggiore massa).

Come abbiamo visto nel passaggio dalla classe 500 alla MotoGP è stato necessario raddoppiare la cilindrata per poter garantire “certe” prestazione. Addirittura nel passaggio da 250 GP a Moto2 la cilindrata è stata più che raddoppiata. Questo perchè una due tempi compie il doppio dei cicli di un motore 4 tempi nello stesso intervallo di tempo. Ne segue una erogazione molto più rabbiosa anche se il due tempi soffre un pò nell’allungo.

Per Simoncelli (pilota della 250 in questi giorni impegnato a sostituire Nakano nella SBK) passare da circa 105 cavalli su 100kg a circa 180 cavalli (all’abero) su 188kg (Dati approssimativi) non è quindi un impedimento in termini di prestazioni ma di masse in gioco.

Scheda Tecnica Aprilia RSW 250 GP:

Motore due tempi, bicilindrico a V di 90°, due alberi controrotanti, raffreddamento a liquido, ammissione a due dischi rotanti, valvola Rave sullo scarico a comando elettronico
Alesaggio e corsa 54 x 54,5 mm
Cilindrata 249,6 cc
Rapporto di compressione tra 16:1 e 18:1
Potenza max/giri oltre 105 cv a 12.500 giri/min
Carburatore Dell’Orto VHSD 41.5
Accensione CDI digitale con batteria
Cambiointeramente estraibile a 6 rapporti
Telaio a doppia trave inclinata, in alluminio
Sospensioni
Forcella a steli rovesciati, Ø 42 mm con doppia regolazione idraulica.
Forcellone in carbonio con bracci a disegno differenziato.
Sistema progressivo APS con ammortizzatore ampiamente registrabile.
Freni
Anteriore a disco doppio in acciaio Ø 255/273 mm.
Posteriore a disco singolo Ø 190 mm.
Ruote in lega di magnesio o carbonio, 17” anteriore e posteriore
Dimensioni peso 100 kg circa ; lunghezza 1.970 mm +/- 30 mm, interasse 1.270 mm
Capacità serbatoio 23 litri.

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Scheda tecnica Aprilia RSV4 Factory:

     Motore 4 tempi 4 cilindri a V longitudinale di 65°, raffreddamento a liquido, distribuzione bialbero a camme (DOHC), quattro valvole per cilindro.
Alesaggio corsa 78 x 52.3 mm
Cilindrata 999.6 cc
Rapporto compressione 13:1
Potenza massima “all’albero” 180 CV (132,4 kW) a 12.500 rpm
Coppia massima all’albero 115 Nm a 10.000 rpm
Alimentazione Airbox con prese d’aria dinamiche frontali. Cornetti di aspirazione ad altezza variabile controllati da centralina controllo motore. 4 corpi farfallati Weber-Marelli da 48 mm con 8 iniettori e gestione Ride-by-Wire di ultima generazione. Multimappa selezionabile dal pilota in marcia Track – Sport – Road
Accensione Elettronica digitale Magneti Marelli integrata nel sistema di gestione motore, con una candela per cilindro, bobine tipo “stick-coil”
Lubrificazione a carter umido con radiatore olio/aria, doppia pompa olio
Cambio estraibile a 6 rapporti
Telaio regolabile in alluminio a doppia trave con elementi fusi e stampati in lamiera. Regolazioni previste: • posizione e angolo cannotto di sterzo • altezza motore • altezza perno forcellone Ammortizzatore di sterzo Öhlins regolabile
Sospensione anteriore
Forcella 43 mm completamente regolabile in precarico molle, estensione e compressione idraulica. Escursione ruota 120 mm
Forcellone a doppia capriata in alluminio
Freni
Ant: Doppio disco diametro 320 mm flottante
Post: Disco diametro 220mm
Pneumatici Radiali tubeless. ant: 120/70 ZR 17 post: 190/55 ZR 17
Peso reale circa 188 kg

Furbo o Ingegnoso?

Potreste rimanere offesi

Oggi più che mai, nell’era dominata dalla televisione, si travisa il senso di alcune parole dai significati talvolta ambigui. Mi riferisco in particolar modo al termine “furbo” che sempre più spesso viene erroneamente abbinato a persone che hanno doti di creatività, intelligenza, flessibilità e ingegno. Persone molto spesso “originali”. Il Dizionario offre la seguente definizione del termine “furbo”:

Abile nel ricavare, con accortezza e prontezza, vantaggi individuali dalle circostanze. Astuto, sagace. Fino alla fine del XVIII secolo questo termine era largamente usato nei confronti di chi assumeva un atteggiamento furfantesco.

Questo significato si distanzia nettamente da quello di creativo ad esempio.

Un creativo è colui che ha capacità di produrre nuove forme o istituzioni, di formulare e risolvere problemi in maniera nuova.

Eppure molto spesso, se siete attivi e intelligenti, vi sarete sentiti definire, anche bonariamente, furbi. Attenzione al significato delle parole! Potreste rimanere offesi senza che ve ne accorgiate 😀

img_furbo-o-ingegnoso_ralph-dte.jpg

Grafica vettoriale e grafica raster

L’utilità di ogni soluzione

La grafica vettoriale (talvolta chiamata forme vettoriali o oggetti vettoriali) è costituita da linee e curve definite da oggetti matematici denominati vettori, che descrivono un’immagine in base alle sue caratteristiche geometriche. Potete spostare o modificare liberamente la grafica vettoriale senza perdere dettagli o chiarezza, poiché è indipendente dalla risoluzione. Essa mantiene quindi bordi vividi durante il ridimensionamento o la stampa su una stampante PostScript o ancora quando si effettua il salvataggio in un file PDF o l’importazione in un’applicazione grafica basata su vettore. Pertanto, la grafica vettoriale rappresenta la scelta migliore per disegni, come i loghi, che saranno utilizzati in diverse dimensioni e su vari supporti di stampa. Nella grafica vettoriale un’immagine è descritta mediante un insieme di primitive geometriche che descrivono punti, linee, curve e poligoni ai quali possono essere attribuiti colori e anche sfumature. È radicalmente diversa dalla grafica raster in quanto nella grafica raster le immagini vengono descritte come una griglia di pixel opportunamente colorati.

Vantaggi e svantaggi della grafica vettoriale

+ Ottima qualità

+ Maggiore compressione dei dati. Una immagine vettoriale occuperà molto meno spazio rispetto ad una corrispondente raster, con una riduzione dell’occupazione di RAM e memoria di massa, principalmente nelle forme geometriche o nei riempimenti a tinta piatta

+ Facile gestione delle eventuali modifiche.

+ La grafica vettoriale, essendo definita attraverso equazioni matematiche, è indipendente dalla risoluzione, mentre la grafica raster, se viene ingrandita o visualizzata su un dispositivo dotato di una risoluzione maggiore di quella del monitor, perde di definizione.

La realizzazione di immagini vettoriali non è una attività intuitiva come nel caso delle immagini raster.

E’ necessario conoscere a fondo tutti gli strumenti del programma che lavora in vettoriale.

Una immagine vettoriale molto complessa può essere molto corposa e richiedere l’impiego di un computer molto potente per essere elaborata. Nel caso di una immagine raster, invece, una volta definita la risoluzione ed il numero di colori, è abbastanza semplice definire le risorse massime necessarie per trattare l’immagine stessa; al contrario di quanto accade con le tinte piatte, i riempimenti sfumati o complessi generati in vettoriale comportano un alto impiego di risorse.

esempio-ingrandimento-grafica-raster-ralph-dte.png esempio-ingrandimento-grafica-vettoriale-ralph-dte.png

Nell’immagine a sinistra possiamo osservare l’ingranimento di una grafica raster, mentre
nell’immagine a destra l’ingrandimento di una grafica vettoriale. Le differenze sono evidenti.

Esempi
File d’esempio grafica raster
File d’esempio grafica vettoriale

Motorismo: Dimensionamento della testata (le valvole) – Parte prima

Rubrica: Motorismo

Titolo o argomento: Dimensionamento della testata (le valvole) – Parte prima

Prima di procedere al dimensionamento della testata è necessario definire il diametro della camera di combustione (in stretta relazione con l’alesaggio dei cilindri), è necessario sapere che le valvole di aspirazione sono più grandi delle valvole di scarico, ed è necessario sapere che le valvole, ovviamente, andranno a muoversi all’interno del volume della camera di combustione e in parte della sezione circolare di ingombro del cilindro.

Scelta del numero valvole

Si tratta di una scelta che dipende dalle specifiche esigenze di progettazione. Lo scopo è quello di avere le sezioni più grandi possibili per poter impiegare condotti altrettanto larghi. Questi parametri influenzano largamente le prestazioni di un motore. Un esempio fu il motore F7P realizzato dalla Renault per le Clio 1.8 – 16v e Williams: un motore inizialmente contestato proprio per le sue abbondanti dimensioni dei condotti. Poco dopo ci si rese conto che questo tipo di scelta favoriva la risposta in ripresa anche con le marce più alte e garantiva una più elevata potenza specifica della categoria…

Due valvole per cilindro

Definire l’area della valvola di aspirazione

area valvola di aspirazione

Ava = Area valvola aspirazione
Vcil = Volume cilindro
n = numero di giri del motore
t = è un parametro che vale 2 per un motore a 4 tempi e 1 per un motore a 2 tempi
Dall’area della valvola di aspirazione se ne può ricavare il diametro attraverso la formula:

diametro valvola aspirazione

Il valore che si ottiene è generalmente troppo grande e non lascia posto né alla candela che deve essere per forza di cose posizionata in camera di scoppio in zona centrale, né alla valvola di scarico.

Come si risolve il problema? Continua…

Maggiori approfondimenti alla sezione “Motorismo” della pagina “Motori“.

Lighting: luce riflessa

Rubrica: Lighting -10-
Titolo o argomento: Luce riflessa

Si ha una luce riflessa quando il fascio luminoso non incide direttamente sul soggetto, ma investe una superficie riflettente e, solo successivamente, segue una nuova traiettoria che investirà il soggetto della scena. La luce viene così smorzata dalla superficie riflettente che , in uno studio può essere un ombrellino riflettente o un pannello riflettente. Di base questi strumenti sono bianchi, tuttavia spesso si utilizzano anche in diverse varianti di colore tra cui pannelli con superfici dorate o argentate. Quando si scatta una foto, qualunque oggetto presente nella scena influenzerà i colori dell’immagine con la luce che è in grado di riflettere.

pannelli_riflettenti_ralph-dte.jpg

In presenza di luce naturale quando ad esempio ci troviamo in un ambiente illuminato dal sole (magari uno studio con ampie vetrate), avremo una luce riflessa nel caso in cui il sole incida con i suoi raggi ad esempio su una parete bianca che a sua volta li riflette sull’elemento da fotografare o riprendere. In tal modo il soggetto può essere investito da due fonti: quella diretta proveniente dal sole e quella riflessa proveniente da una parete che si trova dietro di lui e che illumina in modo tenue e sfumato la sua porzione di corpo che altrimenti sarebbe in ombra.

L’intensità della luce riflessa è direttamente proporzionale all’intensità della sorgente luminosa primaria (che sia il sole o un faretto da studio o ancora un soft box) ed alla qualità della superfcie riflettente.

L’esempio sotto è stato realizzato con una semplice compatta digitale ed un pannello riflettente bianco molto piccolo.

Nella prima foto non abbiamo inserito il pannello riflettente nell’illuminazione della scena. Notiamo l’ombra più marcata ed il faro sinistro del modellino quasi totalmente al buio.

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Nella seconda foto abbiamo inserito un pannello riflettente  bianco al lato sinistro della scena. La sua funzione è stata quella di smorzare l’ombra (prima troppo decisa) ed illuminare di luce riflessa la parte anteriore sinistra del modellino.

 con-superficie-riflettente_ralph-dte.jpg

Inoltre anche l’istogramma risulta più equilibrato e sono state necessarie minori regolazioni di apertura e tempi di esposizione per eseguire lo scatto. Ovviamente il risultato che si può ottenere con una Reflex è nettamente migliore ma più costoso :D.

Nota. Gli scatti sono stati effettuati volutamente in ambiente scarsamente illuminato per rendere maggiormente visibili le differenze.

Motorismo: Altezza del basamento – Distanza tra lo spinotto ed il cielo del pistone

Rubrica: Motorismo

Titolo o argomento: Altezza del basamento – Distanza tra lo spinotto ed il cielo del pistone

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Proseguendo il discorso dall’articolo precedente (motorismo -5-) possiamo ricavare anche la distanza tra lo spinotto ed il cielo del pistone (definita altezza di compressione h). Per farlo è necessario tenere conto degli organi di tenuta del pistone (le fasce o segmenti).

Essendovi in un motore da competizione la tendenza ad utilizzare un solo segmento di tenuta ed un solo segmento raschia olio, avremmo ovviamente un pistone con un cielo molto più vicino allo spinotto. La dimensione esatta dipenderà dal materiale impiegato , dal numero di prove sperimentali eseguite e dall’abilità del progettista.

Con il pistone al punto morto superiore possiamo ricavare l’altezza del basamento (misurata dal perno di banco) come somma dell’altezza h (tra il centro dello spinotto ed il cielo del pistone) con la lunghezza della biella L e la metà della Corsa. Esattamente come segue:

 Altezza tra spinotto e cielo pistone

I fattori della formula appena citata sono rappresentati in modo “indicativo” nell’immagine in alto. Ricordiamo che C/2 (il terzo addendo della somma) va dal centro del perno di biella al centro del perno di banco.

Un solo segmento di tenuta in più su un pistone, sottrae al motore una potenza pari a 1 CV

Maggiori approfondimenti alla sezione “Motorismo” della pagina “Motori“.

Le sigle del web, una lingua sconosciuta? – Realizzazione siti web

Rubrica: Le sigle del web, una lingua sconosciuta?
Titolo o argomento: I significati dei termini legati alla creazione dei siti web

Se facciamo un pò di ordine diventa tutto più chiaro. Questa sintesi non è affatto sufficiente per apprendere realmente i temi che vengono elencati. Questa guida serve a darvi un indirizzo, un orientamento su quello che dovrete poi studiare voi. L’ho scritta perchè molte persone che conosco mi hanno detto che non sanno da dove partire e non conoscono nemmeno il nome delle cose da andare a studiare. Così troverete riassunte le parole che spesso sentite dire in giro velocemente e delle quali non si comprende immediatamente la natura.

Così, in soldoni, quali sono le prime parole da conoscere?

HTML

L’HyperText Markup Language o HTML la cui traduzione letterale è: linguaggio di marcatura per ipertesti, è un linguaggio usato per descrivere la struttura dei documenti ipertestuali disponibili nel World Wide Web ossia su Internet. Tutti i siti web sono scritti in HTML, codice che viene letto ed elaborato dal browser, (internet explorer, firefox, safari, ecc…) il quale genera la pagina che viene visualizzata sullo schermo del computer. L’HTML non è un linguaggio di programmazione, ma un linguaggio di markup, ossia descrive il contenuto, testuale e non, di una pagina web. La sua sintassi è stabilita dal World Wide Web Consortium (W3C).

TAG

Che cosa sono?

Se leggiamo il codice HTML di una pagina web notiamo che ci sono due distinte sezioni: quella dell’header e quella definita body.

I tag head (ovvero quelli presenti nell’header) normalmente non vengono visualizzati dal browser ma servono come informazioni di controllo e di servizio quali:

  • metadata per convogliare informazioni utili ad applicazioni esterne (es. motori di ricerca) o al browser (es. codifica dei caratteri, utile per la visualizzazione di alfabeti non latini)
  • metadata di tipo http-equiv per controllare informazioni aggiuntive nel protocollo HTTP
  • collegamenti verso file di servizio esterni (CSS, script, icone visualizzabili nella barra degli indirizzi del browser)
  • inserimento di script (codice eseguibile) utilizzati dal documento
  • informazioni di stile (CSS locali)
  • il titolo associato alla pagina e visualizzato nella finestra principale del browser

I tag body sono specifici per la formattazione dei contenuti che il visitatore del sito andrà a vedere:

  • intestazioni (titoli di capitoli, di paragrafi eccetera)
  • strutture di testo (testo indentato, paragrafi, eccetera)
  • aspetto del testo (grassetto, corsivo, eccetera)
  • elenchi e liste (numerate, generiche, di definizione)
  • tabelle
  • moduli elettronici (campi compilabili dall’utente, campi selezionabili, menu a tendina, pulsanti eccetera)
  • collegamenti ipertestuali e ancore
  • layout generico del documento
  • inserimento di immagini
  • inserimento di contenuti multimediali (audio, video, animazioni eccetera)
  • inserimento di contenuti interattivi (script, applicazioni esterne)

XML

Esso è un meta-linguaggio di markup, cioè un linguaggio che permette di definire altri linguaggi di markup. Esso serve esclusivamente per definire altri linguaggi.

Ai fini pratici vi indico un esempio di utilizzo molto diffuso di XML. Posso creare un menù con animazioni, transizioni, effetti in Action Script (vedi sotto: AS) e poi gestirlo con un file XML esterno. Cosa vuol dire? Significa che tramite un file XML esterno posso decidere quali saranno le immagini ad essere visualizzate ad esempio. Questo mi permette di inserire un menù interattivo in un sito con un centinaio di pagine html, poi nel momento in cui dovrò sostituire le immagini, invece di aggiornare i menù 100 volte, sarà sufficiente indicare al file xml dove pescare le nuove immagini. Ma potrebbe trattarsi invece di pulsanti, potrei infatti aggiornare in pochi secondi i link ai quali i pulsanti dei menù di un sito fanno accedere. Potrei aggiornare il numero dei pulsanti, il loro colore, la loro dimensione… tutto in pochi secondi per l’intero sito web e da un semplice file xml. Al contrario quando si crea un menù SPRY con il software DREAMWEAVER (tanto per fare un esempio), se realizzo un sito con 100 pagine web e modifico il menù in una pagina, lo devo copiare e incollare in tutte e 100 le pagine. Per cortesia segnalatemi se quanto affermo è errato, i vostri consigli saranno utili sia ai lettori che a me 🙂

XHTML

L’XHTML (acronimo di eXtensible HyperText Markup Language, Linguaggio di marcatura di ipertesti estensibile) è un linguaggio di marcatura che associa alcune proprietà dell’XML con le caratteristiche dell’HTML: un file XHTML è un pagina HTML scritta in conformità con lo standard XML.

AS

ActionScript (AS) è il linguaggio di scripting di Adobe Flash, software che affonda le proprie radici nella grafica vettoriale ma che, anche grazie alla diffusione del plugin, si è ritagliato un proprio spazio nella realizzazione di applicazioni dinamiche, oltre che nella realizzazione di siti web e piccole animazioni.

JS

JavaScript è il linguaggio più utilizzato sul web per scrivere eventi dinamici. Un esempio? Un semplice Roll Over. Un roll over è un effetto utilizzato su quei pulsanti che cambiano ad esempio colore o immagine in sovraimpressione se il mouse ci passa sopra.

PHP

PHP (acronimo ricorsivo di “PHP: Hypertext Preprocessor”, preprocessore di ipertesti) è un linguaggio di scripting interpretato, con licenza open source e parzialmente libera (ma incompatibile con la GPL), originariamente concepito per la realizzazione di pagine web dinamiche. Attualmente è utilizzato principalmente per sviluppare applicazioni web lato server ma può essere usato anche per scrivere script a linea di comando o applicazioni standalone con interfaccia grafica.

Pagine statiche

Sono dei file in codice HTML che descrivono minuziosamente testi da impaginare, grafica e immagini.

Pagine dinamiche

Ricordiamo che un’insieme di pagine web dinamiche non sono pagine con molti contenuti animati, filmati ed effetti… Si tratta altresì di pagine in grado di contenere programmi per il server; questo li esegue e quindi scrive il codice HTML da inviare al browser (che quindi non è preesistente come nella pagina statica).

In altre parole, il contenuto della pagina non è deciso a priori ma può variare in base a condizioni di vario genere. Un esempio dovrebbe chiarire notevolmente: quando su un motore di ricerca effettuate una interrogazione, la pagina dei risultati che vi viene presentata non è già esistente prima della vostra richiesta. Solo dopo che il server ha eseguito la sua ricerca sulla parola chiave da voi indicata viene creato il codice per presentarvi i risultati.

MySQL

MySQL è un database management system (DBMS) relazionale, composto da un client con interfaccia a caratteri e un server, entrambi disponibili sia per sistemi Unix come GNU/Linux che per Windows, anche se prevale un suo utilizzo in ambito Unix. MySQL è un RDBMS, ossia un sistema di gestione per database relazionali. Un database è un insieme strutturato di dati, dalla lista della spesa, all’elenco dei titoli presenti in una grossa libreria. MySQL si occupa della strutturazione e della gestione a basso livello dei dati stessi, in modo da velocizzarne l’accesso, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi.

CSS

I fogli di stile a cascata, meglio noti con l’acronimo CSS (dall’inglese Cascading Style Sheet) e detti anche semplicemente fogli di stile, vengono usati per definire la rappresentazione di documenti HTML, XHTML e XML. Le regole per comporre i fogli di stile sono contenute in un insieme di direttive (Recommendations) emanate a partire dal 1996 dal W3C. L’introduzione dei fogli di stile si è resa necessaria per separare i contenuti dalla formattazione e permettere una programmazione più chiara e facile da utilizzare, sia per gli autori delle pagine HTML che per gli utenti.

DNS

Domain Name System è un sistema utilizzato per la risoluzione di nomi di host in indirizzi IP e viceversa. Il servizio è realizzato tramite un database distribuito, costituito dai server DNS.

Il nome DNS denota anche il protocollo che regola il funzionamento del servizio, i programmi che lo implementano, i server su cui questi girano, l’insieme di questi server che cooperano per fornire il servizio. I nomi DNS, o “nomi di dominio”, sono una delle caratteristiche più visibili di Internet. L’operazione di convertire un nome in un indirizzo è detta risoluzione DNS, convertire un indirizzo IP in nome è detto risoluzione inversa.

ASP

In informatica, le Active Server Pages sono pagine web contenenti, oltre al puro codice HTML, degli script che verranno eseguiti dal server per generare runtime il codice HTML da inviare al browser dell’utente (proprio per questo vengono in genere definite pagine web dinamiche). In questo modo è possibile mostrare contenuti dinamici (ad esempio estratti da database che risiedono sul server web) e modificarne l’aspetto secondo le regole programmate negli script, il tutto senza dover inviare il codice del programma all’utente finale (al quale va inviato solo il risultato), con un notevole risparmio di tempi e banda.

CMS

Un content management system (spesso abbreviato in CMS), letteralmente sistema di gestione dei contenuti, è uno strumento software installato su un server web studiato per facilitare la gestione dei contenuti di siti web, svincolando l’amministratore da conoscenze tecniche di programmazione.

Esistono CMS specializzati, cioè appositamente progettati per un tipo preciso di contenuti (un’enciclopedia on-line, un blog, un forum, ecc.) e CMS generici, che tendono ad essere più flessibili per consentire la pubblicazione di diversi tipi di contenuti.
Tecnicamente un CMS è un’applicazione lato server, divisa in due parti: la sezione di amministrazione (back end), che serve ad organizzare e supervisionare la produzione dei contenuti, e la sezione applicativa (front end), che l’utente web usa per fruire dei contenuti e delle applicazioni del sito.
I CMS possono essere programmati in vari linguaggi tra cui più comunemente in ASP, PHP, .NET; il tipo di linguaggio adoperato è indifferente a livello di funzionalità. Alcuni linguaggi rendono il CMS multipiattaforma, mentre altri lo rendono usufruibile solo su piattaforme proprietarie.

HTTP

Si tratta di un protocollo di trasferimento di un ipertesto. Un ipertesto è un insieme di documenti: testo, suoni, animazioni, video, foto, immagini…

PROTOCOLLI INTERNET

I protocolli sono le regole utilizzate per la trasmissione di qualsiasi tipo di dato su Internet (compresa la voce).

Al seguente link trovi in alto una tabella che racchiude l’elenco aggiornato di protocolli e relativi livelli: http://it.wikipedia.org/wiki/Hypertext_Transfer_Protocol

In conclusione

Se volete realizzare un semplice sito web per la vostra attività studiatevi le basi dell’HTML o acquistate un software che compili il codice per voi. Studiate inoltre qualcosina di Java Script e CSS.

Se invece volete fare un passo avanti con il vostro sito ed inserire dei contenuti interattivi studiate ad esempio gli Action Script 3.0.

Se desiderate evolvere il vostro sito e masticate già da tempo codice e software per la realizzazione di pagine in HTML, studiate l’XHTML e l’XML e migliorate l’efficienza delle vostre pagine.

Se desiderate solo inserire dei contenuti senza preoccuparvi del codice da compilare, procuratevi un CMS. E’ molto valido sia per i siti che per i BLOG.

Se desiderate realizzare un forum scaricatevi il PHPBB 3 dall’apposito sito PHPBB ed installatelo nel vostro spazio web seguendo le utili guide del sito HTML.it

Se desiderate programmare in modo avanzato e realizzare siti dinamici vi suggerisco di seguire appositi studi presso istituti tecnici (se dovete ancora scegliere la specializzazione all’ITIS ad esempio) o di iscrivervi ad Ing. Informatica o mettersi sotto con libri, tutorial, corsi e guide su: PHP, ASP, DNS, MySQL e tutto quanto serve sapere circa la produzione di pagine dinamiche e la gestione di database.

Fonti: wikipedia |  html.it |  e-leva.it |  erweb.it | mc2elearnig.com | Ralph DTE

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HDMI 1.3 tipo A, tipo B, tipo C

Quale cavo utilizzare?

Mi sorprendono le risposte vaghe date su molti siti e forum al riguardo; per tale ragione cercheremo di essere molto chiari ma soprattutto brevi cosicché possiate avere subito la risposta che cercate.

Non è assolutamente vero

che le tre tipologie di cavi HDMI 1.3 siano uguali.

Il cavo HDMI 1.3 tipo A dispone di 19 pin

Dispone di connettori (generalmente maschio da entrambi i capi)  di dimensioni STANDARD con 19 Pin. Trattasi di cavi generalmente placcati per una migliore conduzione del segnale. Il materiale impiegato sotto la placcatura è l’acciaio. Sono disponibili metraggi fino a 30 m. Hanno dimensioni del connettore che ho voluto definire Standard a differenza dei cavi tipo C che hanno dimensioni minori e quindi non accomunabili alle versioni A e B. Stranamente sul web si incontrano articoli che non definiscono questa fondamentale differenza.

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Il cavo HDMI 1.3 tipo B dispone di ben 29 pin

Dispone di connettori (generalmente maschio da entrambi i capi)  di dimensioni  sì STANDARD e della stessa forma dei connettori di tipo A, ma vanta addirittura la presenza di ben 29 Pin per un trasferimento dati sorprendete e senza alcuna tangibile perdita di qualità. Questo impedisce ovviamente l’inserimento di cavi hdmi 1.3 tipo A in prese tipo B e viceversa. I Pin devono corrispondere! Trattasi di cavi generalmente placcati per una migliore conduzione del segnale. Il materiale impiegato sotto la placcatura è l’acciaio. Sono disponibili metraggi fino a 30 m. Hanno dimensioni del connettore che ho voluto definire Standard a differenza dei cavi tipo C che hanno dimensioni minori e quindi non accomunabili alle versioni A e B.

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Il cavo HDMI 1.3 tipo C

ha una forma tutt’altro che compatibile con le versioni tipo A, B.

Dispone di connettori (generalmente maschio da entrambi i capi) in formato MINI con 19 Pin. Trattasi di cavi generalmente placcati per una migliore conduzione del segnale. Il materiale impiegato sotto la placcatura è l’acciaio. Sono disponibili metraggi fino a 30 m.

hdmi-1_3-tipo-c.jpg

Esistono inoltre varianti in cui un capo del cavo ha connettore HDMI 1.3 e l’altro capo dispone di connettore tipo DVI.

Principali applicazioni

Collegare il notebook/pc al televisore LCD. Attenzione! Su molti notebook le schede audio/video sono separate ragione per cui tramite un cavo HDMI potrete inviare il segnale video alla TV ma non il segnale audio che potrete ascoltare comunque dal computer stesso (magari dotato di relativo mini home theatre 5.1-7.1) .

Sorprendenti curiosità

Questi cavi, all’ingrosso, costano addirittura soli Euro 10 + iva nella lunghezza di ben 5 metri. In sostanza quello che risparmiate acquistando ad esempio un computer portatile nelle offerte sottocosto di alcuni centri commerciali, lo restituite prontamente nell’acquisto dei vostri accessori preferiti. Questo secondo la nota legge che nessuno vi regala nulla.