Gli Highlights della Formula 1

Se come me, sei molto impegnato/a e ti stai perdendo il campionato di Formula uno, sul sito ufficiale della Formula uno è stata allestita una “pagina” dove puoi trovare degli ottimi video in alta risoluzione del campionato di Formula 1.

Ricorda che i video non sono scaricabili, è illegale, ma puoi guardarli tutte le volte che vuoi sul sito ufficiale.

Ecco il link alla pagina:
http://www.formula1.com/content/fom-website/en/video.html

Inoltre guardando questi video puoi testare la bontà della tua linea ADSL, scegli il formato video di miglior qualità, non deve andare a scatti nemmeno una volta…

highlights_formulauno.jpg

Sensori di spostamento: Linear Variable Differential Transformer

Rubrica: Telemetria (sensori di spostamento)
Titolo o argomento: Sensori LVDT – Linear Variable Differential Transformer

LVDT è l’acronimo di Trasformatore Differenziale Variabile Lineare che, come implica il nome, è un trasformatore con accoppiamento secondario variabile dipendente dalla posizione del nucleo. Il Trasformatore Variabile Differenziale Lineare ed il suo apposito amplificatore di segnale, sono progettati per essere utilizzati con la stessa facilità di un comune potenziometro lineare ma con vantaggi non indifferenti in termini di:

  • precisione (qualora il veicolo viaggi su asperità estreme e continue: vedi i rally)

  • basso attrito del sensore

  • risoluzione infinita

  • possibilità di operare in zone del veicolo molto calde.

Trasformatore variabile differenziale LVDT

Il trasformatore LVDT è utilizzato per misurare direttamente uno spostamento lineare o rotante. Indirettamente viene utilizzato per misurare parametri come forza o pressione. I trasformatori di tipo LVDT sono disponibili in un range che può variare da pochi millimetri ad alcuni metri anche se ques’ultimi hanno campi di applicazioni al di fuori del settore motoristico.

Il Trasformatore Variabile Differenziale Lineare deve essere alimentato da una tensione a corrente alternata che produce una tensione secondaria sempre a corrente alternata. Il rapporto tra i due valori viene utilizzato per determinare lo spostamento del nucleo e ricavare quindi il parametro cercato. La tensione secondaria che viene generata, infatti, varia a seconda della posizione del nucleo montato sullo stantuffo.

In figura (qui sotto) si osserva che la tensione è di 0,5 volt quando lo stantuffo del trasformatore è tutto retratto (ossia quando la sospensione della vettura è tutta compressa fino a fondo corsa. Tampone). Mentre la tensione diventa di 4,5 volt quando lo stantufo del trasformatore è tutto esteso fuori dalla sua sede (ossia quando la sospensione è tutta estesa; magari la vettura ha due ruote sollevate dopo aver preso abbondantemente un cordolo). Infine a metà corsa la tensione in uscita è di 2,5 volt.

Trasformatore variabile differenziale LVDT telemetria

La complessa circuiteria di modulazione e decodificazione (demodulazione) dello spostamento, richiesta dal trasformatore LVDT, è inclusa nell’amplificatore Pi LVDT il quale produce una corrente continua in proporzione alla posizione del nucleo. Questa caratteristica da il vantaggio di non dover effettuare delle calibrazioni prima dell’uso (come invece avviene per i potenziometri lineari). Ad una determinata posizione del nucleo posto sullo stantuffo, corrisponde una determinata tensione e, di conseguenza un valore elettrico che verrà interpretato dalla telemetria come un valore di posizione.

Ricapitolando per effettuare una misurazione precisa ad esempio della corsa di una sospensione di una vettura GTR, è necessario disporre del trasformatore LVDT ed il relativo amplificatore. La tensione in uscita dall’interazione di questi due strumenti andrà dai 0,5 Volt ai 4,5 Volt. La posizione centrale avrà un valore in uscita di 2,5 Volt indipendentemente dalla lunghezza della corsa dello stantuffo.

Come è fatto e come funziona un LVDT

Un Trasformatore Variabile Differenziale Lineare consiste in un avvolgimento principale, due avvolgimenti secondari ed un nucleo. Gli avvolgimenti principali e secondari sono alloggiati in un cilindro di metallo, con un’asta, corredata di un nucleo magnetico, semovibile che può scorrere dentro il cilindro.

Ha una finitura esterna che fornisce protezione  ed un buona resistenza meccanica nonché superfici di scorrimento a bassissimo attrito.

Trasformatore variabile differenziale LVDT telemetria

Quando l’avvolgimento primario viene alimentato, negli avvolgimenti secondari viene prodotta una corrente proporzionale alla posizione del nucleo. Questo fa sì che l’informazione sulla posizione di una sospensione (ad esempio) venga trasformata in segnale elettrico.

Trasformatore variabile differenziale LVDT telemetria

I trasformatori differenziali lineari sono costituiti come si può vedere nella figura sopra, da un trasformatore con due secondari uguali e simmetrici collegati in “controfase” l’uno rispetto all’altro (i due avvolgimenti secondari si trovano di 180° fuori fase rispetto al polo comune centrale). L’ accopiamento tra il primario e i secondari dipende dipende dalla posizione del nucleo mobile di materiale ferromagnetico. Quando il nucleo si trova nella posizione centrale la differnza tra le due mutue induttanze dei due secondari è nulla.  L’esempio sopra mostra che allo ZERO ELETTRICO entrambi i voltaggi sono della medesima grandezza ma fuori fase di 180°.

Glossario

  • Gamma elettrica: La gamma elettrica del trasformatore LVDT è il reale range di funzionamento entro il quale le misure rilevate hanno la massima precisione.

  • Zero Elettrico: Il punto dove sia il voltaggio primario che il secondario hanno la stessa grandezza.

  • Gamma Meccanica: La gamma meccanica del trasformatore LVDT ossia la corsa che può compiere lo stantuffo (al quale è applicato il nucleo) dentro il cilindro del trasformatore stesso. Solitamente è più lunga della gamma elettrica ma questo non vuol dire che le misurazioni, oltre i limiti della gamma elettrica, saranno affidabili.

  • Zero Meccanico: Questo è il centro della gamma meccanica. Ovviamente lo Zero Elettrico e Meccanico coincidono.

  • Sensibilità: Questo valore è utilizzato da alcuni produttori per specificare la precisione del prodotto. Lla sua unità di misura è in “mV Out per Volt In per mm”. Dove Volt In è la tensione primaria in V RMS.

  • Rapporto di somma e Differenza: Alcuni produttori di trasformatori LVDT specificano nei dati tecnici il Rapporto di Somma e Differenza cioè (VsecA-VsecB)/(VsecA+VsecB) in cui Vsec A e Vsec B sono i voltaggi secondari del trasformatore LVDT.

Copyright
La PI Research ha autorizzato il blog www.ralph-dte.eu ed i siti ad esso collegati, alla pubblicazione di parte del materiale messo a disposizione. E’ severamente vietato riprodurre il materiale presente in questa rubrica. Chiunque pubblicasse su altri siti, forum o blog tale materiale, andrà ad incorrere in problemi legali dei quali non siamo responsabili.

Ringrazio vivamente:
Il mio caro amico “Giorgio”  per la gentile concessione della sua telemetria.
La PI research per i preziosi dati concessi.
Link correlati
La curva ideale di apertura del gas – Articolo in modalità PRO
La telemetria delle F1 degli anni ’90
La differenza tra la telemetria ed il rilevamento dati
Sensori di spostamento: Potenziometro lineare
Sensori inerziali: Accelerometro – Giroscopio
Sensori di spostamento: LVDT linear variable differential transformer
Sensori per l’aerodinamica: Tubo di Pitot
Sensori per l’aerodinamica: Calibrare il tubo di Pitot
Sensori di velocità: ABS, controlli trazione, controlli stabilità
Telemetria, accelerazione laterale e qualche dubbio…
Sensori di velocità: Un chiaro esempio
Sensori altezza vettura
Parentesi sui controlli attivi su un volante di Formula1
Sensori di torsione
Sensori di torsione: Un chiaro esempio
Sensori di spostamento: Un chiaro esempio: Estensione/Compressione
Interpretare le prestazioni del differenziale autobloccante tramite la telemetria

Quanto è veloce la tua linea internet?

Verificalo a questo link

http://www.speedtest.net/

effettuando lo Speed TEST

Appena accedi al sito e clicca sulla piramide animata al centro della mappa

dopodiché attendi che la lancetta dell’indicatore si fermi ed esca il responso.

Ti ricordiamo che i gestori non garantiscono la linea promossa negli spot pubblicitari. Quella è la linea di picco che può essere raggiunta ma non garantita.

speedtest.jpg

Come si studia una funzione matematica

Rubrica: Matematicamente, Speciale funzioni matematiche – 4

Titolo o argomento: Come si studia una funzione matematica
Le principali cose da osservare

Innanzi tutto ti anticipiamo che più sembra complicata la funzione e più ques’ultima si semplifica, tuttavia negli appelli di Analisi Matematica 1 esistono funzioni senz’altro più lunghe da studiare ma non per questo particolarmente difficili. E’ necessario distinguere la difficoltà dalla lunghezza dello studio di una funzione. Vedremo nei prossimi articoli interessanti esercizi svolti e spiegati in modo realmente elementare. Se ci seguite già da ora vi consigliamo di ripassare le equazioni e le disequazioni di 2° grado, nonché derivate e calcolo dei limiti, prima di attingere agli esercizi svolti che pubblicheremo. Un minimo impegno da parte vostra è logicamente indispensabile 😀

Potrebbe interessarti leggere l’articolo: “Analisi Matematica 1: Metodo di studio e divisione del lavoro”

I passaggi fondamentali e, soprattutto, i perchè

DOMINIO o insieme di definizione della Funzione. Ci serve, in parole povere, per sapere dove, sugli assi cartesiani, la funzione sarà presente o meno (dove potrà passare il grafico e dove no). Solitamente indichiamo con un tratteggio il punto o uno dei punti dell’asse X dove la funzione NON ESISTE. E’ probabile che in questi particolari punti ci siano degli asintoti come vedremo più avanti. Nell’esempio in figura sotto: Y=X/(X-2), il dominio è D=R-[2]. Questo perchè, ovviamente Y= 2/0 NON ESISTE. Viceversa se la funzione fosse stata il reciproco y=(x-2)/2, essendo y=0/2, allora la funzione sarebbe ESISTITA e sarebbe valsa ZERO. Il relativo dominio sarebbe stato tutto R (ovvero tutto l’insieme dei numeri Reali).

y=x/(x-2)

Si analizza se la funzione che andiamo a studiare ha qualche SIMMETRIA ovvero se è PARI o DISPARI…

FUNZIONE PARI: se f(-x)=f(x) allora la funzione è pari in quanto sostituendo (AD ESEMPIO) alla x sia il valore 2 , sia il valore -2, otteniamo lo stesso “output”. Tipiche funzioni pari sono y=x^2 (che significa X elevato alla seconda) e y=cos(x). Se ad y=x^2 sostituiamo x=-2 oppure x=2, la funzione da sempre come valore d’uscita y=4. Quindi è pari.

FUNZIONI DISPARI: se f(-x)=-f(x) allora la funzione è dispari. Tipiche funzioni dispari sono y=x e y=sen(x). Se ad y=x sostituiamo x=-1 oppure x=1, otteniamo differenti valori della y.

ASINTOTO VERTICALE:

limx→X0 f(x) = ± ∞

Se sull’asse delle X, più ci avviciniamo ad un punto (X0) e più la funzione va verso +∞ oppure -∞, allora ci troviamo davanti ad un asintoto verticale. Non serve ricordarsi il limite scritto qui sopra a memoria… è più facile ricordarsi l’immagine sotto ed il senso che ha.

y=1/log(x-1)

ASINTOTO ORIZZONTALE:

limx→±∞ f(x) = L (appartenente ad R)

Se sull’asse delle X, più ci spingiamo all’infinito (± infinito) e più la funzione si avvicina asintoticamente ad un punto preciso dell’asse delle y, allora ci troviamo davanti ad un asintoto orizzontale. Non serve ricordarsi il limite scritto qui sopra a memoria… è più facile ricordarsi l’immagine sotto ed il senso che ha. Più andate avanti verso +∞ e più la funzione si avvicina asintoticamente alla retta y=2 (tanto per fare un esempio). In questo particolare esempio questo accade anche muovendosi verso -∞ ma non è detto sia per forza così.

y=(2x)/(x-2)

ASINTOTO OBLIQUO

Anticipiamo subito che se la funzione è dotata di asintoto orizzontale, è inutile andare a cercare l’asintoto obliquo. Calcolandolo trovereste nuovamente l’equazione della retta dell’asintoto orizzontale. Se c’è asintoto orizzontale non c’è asintoto obliquo.

L’equazione dell’asintoto obliquo è l’equazione lineare:

y=mx+q ovvero: y-mx-q=0 → [y-(mx+q)]=0[f(x)-(mx+q)]=0

ed il limite dell’asintoto obliquo è: limx→+∞[f(x)-(mx+q)]=0

dove:

m=limx→+∞f(x)/x

q=limx→+∞[f(x)-mx]

E’ ovvio che se c’è asintoto orizzontale (ad esempio y=2) ne segue che m=0 in quanto sarebbe: y= 0·x + q ovvero: y= q (nel nostro esempio y=2). Ragione per cui non ha senso calcolare l’asintoto obliquo se vi è quello orizzontale.

y=(x-1)3/(x-2)2 il cui asintoto obliquo vale y=x+1

m=limx→+∞ [(x-1)3/(x-2)2]/x=1

q=limx→+∞ [((x-1)3/(x-2)2)-mx]=1

INTERVALLI DI CRESCENZA – DECRESCENZA

Dov’è che il grafico cresce? Dove decresce? In che punto raggiunge un minimo o un massino? Calcola la derivata prima della funzione che stai studiando

Crescenza quando f'(x)>0  Il risultato è l’intervallo nel quale la funzione cresce.

Decrescenza quando f'(x)<0 Il risultato è l’intervallo nel quale la funzione decresce.

Massimo o minimo relativo quando f ‘(x)=0. Quando la “derivata prima” si azzera ci troviamo davanti ad un massimo o minimo relativo.

Intuiamo se si tratta di un massimo o un minimo già osservando i limiti precedentemente studiati, oppure osservando se la funzione cresce e poi decresce (ad esempio) ci troviamo davanti ad un massimo relativo (è ovvio… perchè?) o viceversa… O ancora possiamo capire se ci troviamo davanti ad un massimo o un minimo relativo studiando Convessità – Concavità.

INTERVALLI DI CONVESSITà – CONCAVITà

Dov’è che il grafico è convesso? Dov’è che il grafico è concavo? Cos’è un punto di flesso? Calcola la derivata seconda della funzione che stai studiando 

Convessa quando f ”(x)>0 Il risultato è l’intervallo nel quale la funzione è convessa.

(Graficamente) Convessa quando le rette tangenti si trovano sotto la curva.

Concava quando f ”(x)<0 Il risultato è l’intervallo nel quale la funzione è concava.

(Graficamente) Concava quando le rette tangenti si trovano sopra la curva.

Flesso quando  f ”(x)=0

Continua…

Link correlati

Speciale funzioni matematiche -1- Introduzione al concetto di funzione
Speciale funzioni matematiche -2- Dom Codom Invertibilità Monotonia
Speciale funzioni matematiche -3- Elenco funzioni matematiche note
Speciale funzioni matematiche -4- Come si studia una funzione
Speciale funzioni matematiche -5- Esercizio svolto in ogni sua parte

Padre e Figlio -1-

Ma quando vi ricapita di vedere una cosa così?

Trovandoci nella società delle contraddizioni è facile, sempre più facile, trovare figli che se vedono fare una cosa ai genitori, devono fare il contrario… Sempre e solo il contrario. Perchè noi giovani siamo moderni, siamo diversi, abbiamo nuove esigenze, siamo innovatori e contraddiciamo… Certo come no. E’ questa la strada giusta, la strada verso il fallimento di una intera società.

Ma guardate come nel video, il figlio guarda il padre con ammirazione e come il padre risponde con uno sguardo di pieno orgoglio…

Quando c’è questo c’è tutto.

La società viene su sana come una piantina ben curata.

Al contrario oggi sempre più spesso vedo esempi (avendo la ragazza che fa anche la catechista) di genitori completamente disinteressati ai figli, alle loro esigenze, ai loro sogni. Genitori che pensano di essere stati bravi solo perchè hanno dato la punizione per un voto basso e hanno tolto il computer ai figli per una settimana. Genitori con i paraocchi, genitori delusi, genitori che hanno smesso di sognare e spengono quotidianamente anche i sogni dei figli.

Li capisco, anche io a volte smetto di sognare venendo a sapere che nella città dove vivo la delinquenza è notevolmente aumentata ma in giro non si sa solo perchè non se ne parla, non fa notizia… Eppure la preoccupazione, anche se ho solo 29 anni, c’è.

C’è perchè quando ero bambino ci scorazzavo tranquillo in bicicletta nel mio quartiere ma se un domani avrò un figlio… forse non lo potrà fare, visto che volano coltellate per sottrarre un ipod ad un sedicenne e perchè vengo a sapere che gli stranieri sguazzano nel crimine in Italia perchè qui tutto è consentito o tutto funziona male o… non lo so.

Io non so perchè l’Italia è come un genitore che non sa stimolare i propri figli, non sa farli sognare, impegnare… Non lo so ma me ne dispiace tanto.

Mi impegno molto per far crescere questo blog e poi… e poi un domani mi daranno una coltellata per togliermi la macchina sportiva e, fatiche di anni, non saranno servite a nulla.

Ma la vogliamo rimettere in piedi questa nazione? O continueremo a stare dietro a ciò che fa o non fa notizia? Mi è bastato parlare con un amico che fa il poliziotto per sapere che di quello che succede realmente nella città dove vivo i media non ne parlano affatto. Ma perchè? Allora  a cosa servono? Solo per rompere i maroni con i reality? Cittadini e cittadini che pensano ad una città tranquilla finché il dramma non capita a loro. Ma loro non potevano immaginare, non sapevano…

Ci vuole che chi è adulto faccia l’adulto e che i giovani possano sognare… e piano piano una nazione si riaddrizza.

E’ bello pagare le tasse solo in un caso: Quando lo stato si prende cura di te.

Continua…

Fosforescenza

E’ vero che alcuni saponi garantiscono

un Bianco imbattibile?

Da un certo punto di vista sì. Questi detersivi contengono delle sostanze fosforescenti, le quali assorbono la radiazione ultravioletta (che non è visibile) riemettendola con più bassa energia, e precisamente nella regione del blu.

Così un indumento bianco appare realmente “più bianco” ma per il semplice fatto che la composizione spettrale della luce da esso emessa è arricchita dalla parte del blu, come se l’oggetto avesse una temperatura di colore più alta della sorgente che lo illumina.

In parole più semplici, un bianco arricchito di blu appare più pulito, uno arricchito di rosso appare più sporco.

bianco-imbattibile-articolo-ralph-dte.jpg

Macchina o pilota?

Ma allora conta di più

la macchina o il pilota?

Vorrei dare una risposta prettamente dal mio punto di vista. In qualità di puro appassionato di guida (non posso definirmi un pilota perchè non sono iscritto ad alcun campionato per ora) so bene che è difficile sminuire le proprie doti di guida e dare un peso leggermente maggiore alla vettura ma… qualunque sia il tuo nome, se la macchina non va, non va. Certo ci sono piloti che meglio di altri hanno saputo far crescere un mezzo (un’auto, una moto), ma se lo avessero lasciato come lo hanno trovato, non sarebbero andati lontano. Per questo si dice ad esempio che Schumacher ha sviluppato insieme alla Ferrari la sua auto. Schumacher è prima di tutto un grande collaudatore. Stesso dicasi per molti altri piloti di formula uno o del motociclismo, o qualunque altra categoria che prevede uno sviluppo del mezzo da corsa. Se c’è sviluppo, c’è crescita sia da parte dell’auto, sia da parte del pilota. Insieme percorreranno molta strada. Inizialmente però conta molto di più la vettura e, piloti meno esperti che si presentano con buone auto di base, hanno indubbiamente la strada più spianata. Viceversa essere piloti esperti, anche di grosso calibro, anche avendo vinto almeno un mondiale, e salire su una vettura che poco può contro la concorrenza, dimostra che contro un mezzo che non è nato bene, il pilota può poco. Tutt’al più le sue doti di guida lo porteranno a contenere i danni. Ma non si sta nelle corse per giocare in difesa, non sempre. E’ per questo che anche chi si schiera ultimo in partenza ci mette la grinta. Anche l’ultimo è convinto di poter attaccare e fare un buon risultato se non ottimo.

Una formula uno che mescola le carte in gioco può far bene all’umore di alcuni piloti e male ad altri, può migliorare gli ascolti e le presenze del pubblico in pista. Può causare sbalsi di umore, la perdita di certezze o il rafforzamento delle proprie convinzioni. La cosa importante è che tutti, ma proprio tutti, possano avere la possibilità di vincere e, i fuoriclasse, dimostrare di essere tali… Macchina permettendo.

estrattori-f1.jpg

In breve:

Pilota forte → Auto forte = Grandi risultati ↑

Pilota forte → Auto mediocre = Grandi incertezze ↑↓

Pilota giovane → Auto forte = Buoni, talvolta sorprendenti, risultati ≈↑

Pilota inesperto → Auto debole = Rivedere il tutto… ≈

Sensori inerziali: accelerometro e giroscopio

Rubrica: Telemetria (sensori di spostamento)
Titolo o argomento: Sensori basati su potenziometro lineare

L’importanza dell’acquisizione di dati in una corsa moderna è indiscussa. I dati possono essere utilizzati non solo per confermare feedback dal conducente, ma anche per quantificare problemi. Un ingegnere di pista che ha buoni dati dalla sua telemetria ed ha una buona familiarità con le misure entro le quali deve trovarsi il veicolo, sa come intervenire in ogni situazione e con maggiore precisione quanto più è precisa la telemetria stessa. Questo aiuta a portare il veicolo più vicino alle sue prestazioni ottimali nel limitato tempo di prova e pratica permesso. Lo stesso si fa confrontando gli effetti di vari schemi di guida. Gli aspetti del comportamento dei veicoli possono essere valutati dai cosiddetti “studi inerziali,” studiando l’accelerazione e il movimento della macchina.

  • Misure di accelerazione longitudinale e laterale mostrano semplicemente quanto duramente la macchina sta frenando, girando, e accelerando.

  • Analisi dettagliate dell’accelerazione laterale mostrano il bilanciamento della vettura durante le curve.

I dati necessari per gli studi inerziali vengono dai sensori che rilevano la velocità delle ruote e dai sensori inerziali. I sensori inerziali includono accelerometri e “rate sensors” chiamati comunemente giroscopi.

Accelerometro
Un accelerometro può essere posizionato per misurare:

Posizionamento accelerometro telemetria

Posizionamento accelerometro

Un’alternativa all’utilizzo di un accelerometro per misurare l’accelerazione longitudinale è ricavarsi la derivata della velocità misurata. Questo è incluso in un Math Channel presente nel software di Analisi PI Version 6 di PI Research. Tuttavia qualsiasi inesattezza nella misura della velocità di ogni ruota data ad esempio dal bloccaggio di una ruota o dalla crescita del diametro di un pneumatico in seguito al surriscaldamento, o ancora inesattezze dovute agli effetti che si manifestano nella percorrenza della curva porteranno a una valutazione imprecisa dell’accelerazione longitudinale.

Accelerometro telemetria

Accelerometro a 3 assi PI Research

Accelerometro Pi Research della F1 degli anni '90

Accelerometro giroscopio Pi Research della F1 degli anni ’90

Giroscopio

Un giroscopio misura il tasso angolare di svolta. Ad esempio, se un giroscopio sta girando ad un tasso di una rotazione (360°) ogni 10 secondi, allora misurerà 36 livelli al secondo. I cambiamenti agli angoli di rollio, imbardata e beccheggio su una macchina con sospensioni rigide, sono generalmente piccoli, e quindi non vengono misurati nel modo migliore utilizzando un giroscopio.

Posizionamento giroscopio telemetria

Posizionamento giroscopio

Giroscopio telemetria

Giroscopio PI Research

Esempio

Riprendiamo l’esempio dell’articolo precedente (Telemetria parte 3) e ricordiamo che la sezione del tracciato presa in considerazione corrisponde al momento in cui il pilota, a seguito di un errore, è andato abbondantemente sul cordolo creando forti oscillazioni sulle sospensioni lato sinistro. Come stiamo per vedere in questo articolo, il pilota ha causato una perdita di velocità improvvisa evidenziata nel primo dei due grafici (nell’immagine in basso) da un improvviso scalino sul diagramma della velocità. Ma non solo: questa volta sotto il diagramma della velocità, abbiamo impostato il diagramma “Lateral G” ossia il diagramma dell’accelerazione laterale. Quest’ultima viene rilevata dall’asse perpendicolare al senso di marcia dell’accelerometro. Cosa osserviamo sul grafico dell’accelerazione laterale? Finché il grafico si trova sotto lo zero, la vettura sta sterzando a sinistra. Sopra lo zero la vettura sta sterzando a destra. Vediamo che il grafico passa per lo zero in quanto il pilota che inizialmente sterzava verso sinistra, dopo essere passato sul cordolo, inizia a sterzare verso destra per entrare nella curva successiva. Più è alta la tenuta di strada della vettura e più il grafico si allontana dallo zero (stiamo parlando solo dell’accelerazione laterale al momento). Quando il grafico si trova nei pressi dello ZERO il pilota procede in un rettilineo, o si trova nell’istante (come in questo esempio) in cui passa da una curva a sinistra ad una verso destra (o viceversa), o ancora, sta perdendo aderenza… Ovvero il suo sistema: telaio-sospensioni-gomme non sta funzionando a dovere e scivola.

Accelerometro - Esempio telemetria

Accelerometro: esempio telemetria

Copyright
La PI Research ha autorizzato il blog www.ralph-dte.eu ed i siti ad esso collegati, alla pubblicazione di parte del materiale messo a disposizione. E’ severamente vietato riprodurre il materiale presente in questa rubrica. Chiunque pubblicasse su altri siti, forum o blog tale materiale, andrà ad incorrere in problemi legali dei quali non siamo responsabili.

Ringrazio vivamente:
Il mio caro amico “Giorgio”  per la gentile concessione della sua telemetria.
La PI research per i preziosi dati concessi.
Link correlati
La curva ideale di apertura del gas – Articolo in modalità PRO
La telemetria delle F1 degli anni ’90
La differenza tra la telemetria ed il rilevamento dati
Sensori di spostamento: Potenziometro lineare
Sensori inerziali: Accelerometro – Giroscopio
Sensori di spostamento: LVDT linear variable differential transformer
Sensori per l’aerodinamica: Tubo di Pitot
Sensori per l’aerodinamica: Calibrare il tubo di Pitot
Sensori di velocità: ABS, controlli trazione, controlli stabilità
Telemetria, accelerazione laterale e qualche dubbio…
Sensori di velocità: Un chiaro esempio
Sensori altezza vettura
Parentesi sui controlli attivi su un volante di Formula1
Sensori di torsione
Sensori di torsione: Un chiaro esempio
Sensori di spostamento: Un chiaro esempio: Estensione/Compressione
Interpretare le prestazioni del differenziale autobloccante tramite la telemetria

Moto TURBO “low cost”: passione a costo zero – 3

Rubrica: Le nostre prove
Titolo o argomento: Moto turbo – parte terza

Si gira la chiavetta, si preme start, il motore non esita un solo istante e va in moto… Suona bene, preciso, accattivante. Qualche colpo di gas e si avvertono subito le intenzioni di questa moto. Sergio ci racconta la sua esperienza di Guida dopo aver percorso pochissima strada dal termine della realizzazione del modello. Dice: “Non si tratta di una moto inguidabile come molti pensano; la modesta sovrapressione data dalla presenza del turbo non si avverte nemmeno ai bassi dove il motore gira rotondo e la moto risulta guidabile. Ai medi regimi la spinta diventa corposa ma con garbo. La forcella si estende ed il gusto è garantito.” Il problema della ciclistica – continua Sergio- è nel carattere per così dire sottosterzante di questa moto. Un problema che aveva anche da originale e che sta pensando di risolvere con nuove modifiche che affronterà quest’anno. Il modello non è quindi definitivo e subirà tutta una serie di affinamenti per scoprire dove può condurlo una passione così forte. In previsione nei prossimi mesi a venire c’è la partecipazione a diversi moto raduni di Honda elaborate…

Moto Special - Moto turbo a bassa pressione

Non vediamo l’ora di scoprire in seguito le nuove impressioni di guida di Sergio e tutti i lavori che sta minuziosamente mettendo in cantiere per il futuro. Tanti, tantissimi complimenti a Sergio per il favoloso lavoro di artigianato che conquisterà il cuore di molti lettori appassionati 😀

Un ringraziamento particolare va a Sergio Fileni della Officina Meccanica Fileni di Jesi per l’intervista concessaci e tutto il tempo dedicato allo smontaggio di alcune parti per effetturare scatti più chiari possibili.

Link correlati:

Moto turbo “low cost” – parte 1
Moto turbo “low cost” – parte 2
Moto turbo “low cost” – parte 3