Quando sale la temperatura dell’acqua

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili

Titolo o argomento: Quando sale la temperatura

Arriva la primavera e come niente l’estate… ti ritrovi in coda con l’auto su qualche salita di montagna o nelle code autostradali. Noti che la temperatura del motore è salita oltre i 90°C.

Cosa fai?

Chiaro, spengo il motore!

Errato!

Allora provo ad aprire il cofano!

Uhm, sì ma non risolvi moltissimo!

Ricorda che se spegni il motore la pompa dell’acqua smette di girare. La pompa è trascinata dalla cinghia dei servizi che a sua volta è azionata dall’albero motore. Spegnere il motore fa sì che il motore non generi altro calore è vero, ma non servirà per smaltire quello in eccesso che può provocare dannose rotture.

Un consiglio ottimo per rimediare al surriscaldamento del motore (in qualunque stagione dell’anno) è quello di accendere subito l’aria calda dell’impianto di ventilazione della vettura. ATTENZIONE: l’aria calda, NON il climatizzatore.

Accendere l’aria calda ti sarà utile per prelevare calore dal radiatore. Il riscaldamento delle automobili è alimentato dal circuito di raffreddamento dell’auto, ossia prende calore dall’acqua calda che gira nel radiatore passando per i manicotti e raggiungendo il motore.

Naturalmente d’estate non è una cosa gradevole, ma puoi orientare le bocchette dell’aria verso i finestrini aperti. Una soluzione certamente scomoda ma che salva letteralmente il tuo motore da situazioni di surriscaldamento (e i danni che ne derivano) dovute a lunghi tratti in salita a bassa velocità (montagna) o lunghe code dove si cammina a passo d’uomo e non si può spegnere il motore a lungo (code autostradali). E non salva solo il tuo motore… anche il portafogli.

L’unica tipologia di casi in cui un simile rimedio non ha effetto, è quella in cui il surriscaldamento avviene in seguito ad una rottura meccanica (guarnizione della testata ad esempio). Se si tratta di una “scaldata” è un conto, bensì se il problema alla radice nasce da una rottura meccanica. Le cose sono molto differenti…

Intervista ad un bancario

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: La crisi delle banche vista dall’interno

Sono andato a trovare un amico che non vedevo da tempo. Lui lavora in banca, è laureato in economia e commercio e mi ha voluto raccontare le sue impressioni. Ciò di cui si fa un gran parlare ma di cui in realtà si parla poco. La mia intenzione non è quella di scrivere un lungo articolo pesante e noioso. Non lo leggerebbe nessuno. Così, sinteticamente, vi racconto i punti risultanti della nostra lunga chiacchierata.

Domanda

Meglio un grande gruppo bancario o la piccola banca sotto casa, un credito cooperativo ad esempio?

Risposta

Un grande gruppo probabilmente può darti più sicurezza a livello di disponibilità di denaro, tuttavia difficilmente ti concederà un mutuo. Questo perchè la domanda che farai al tuo consulente verrà inoltrata al suo superiore, poi al direttore… Il direttore a sua volta la passerà a tutta una serie di suoi superiori che, molto spesso, nemmeno si conoscono. Figuriamoci se conoscono il cliente o se sanno se realmente possono fidarsi di lui. Risultato? Il mutuo viene facilmente rifiutato. La piccola (piccola si fa per dire) banca ti offre il vantaggio che molto facilmente puoi conoscere il direttore, parlarci spesso… lui sa che lavoro fai, ogni tanto osserva il tuo conto e, per fortuna ha pochissimi superiori a cui far riferimento per la domanda di un mutuo. Questo fa sì che molto più facilmente la tua domanda di mutuo possa essere accettata.

Domanda

Molti parlano di crisi generale. Ha comunque avuto un grosso peso la crisi propria delle banche. A cosa è dovuta secondo la tua opinione?

Risposta

Negli ultimi anni le banche hanno puntato, credendolo un buon invenstimento, alla concessione di un numero sempre maggiore di prestiti e mutui. Sebbene sembri un discorso molto valido, il rovescio della medaglia sta nel fatto che molte… moltissime persone, non hanno adempito al loro impegno di pagamento delle rate. Questo per vari motivi, ma è un discorso soggettivo che varia da caso a caso. Il risultato è stato che le banche pur prendendo i beni ipotecati si sono trovate a far fronte a notevoli difficoltà per risanare le perdite. Semplicemente è collassato un sistema.

Conclusioni

Se banche e finanziarie avessero prestato più denaro ai giovani imprenditori e meno denaro per il consumismo, vedi ad esempio la moltitudine di prodotti presi a rate sacrificando una parte troppo elevata di stipendio, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. Invece in Italia ottenere un prestito per acquistare delle attrezzature di lavoro è una cosa difficilissima, mentre trovare la rata (famoso tasso zero…) per ostentare la ricchezza con un’auto che non possiamo mantenere è lecito e concesso molto più facilmente. Un’idea davvero poco produttiva…

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Mi sono rivolto ad una finanziaria e…
La Svizzera degli anni ’80

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La Svizzera degli anni ‘80

Chissà se oggi è ancora così?

Abbiamo intervistato un imprenditore italiano che oggi manda avanti un’azienda di cosmetica dalle medie dimensioni, ma molto molto valida in termini di qualità dei prodotti. La tipica domanda che si fa in questi casi è: “Come hai fatto?” Diciamoci la verità, spesso ce lo chiediamo e lo chiediamo e, altrettanto spesso non ci vengono date risposte dettagliate con la paura che anche altri possano riuscire ad imitarle.

Questo imprenditore (che ha preferito rimanere anonimo) ci ha raccontato che nei primi anni ’80 chiese prestiti ovunque ma le sue domande furono rifiutate. Non per mancanza di denaro… per ignoranza.

Tentò quella che per lui poteva essere una pazzia: Andò a fare la sua richiesta presso una banca Svizzera. La cosa curiosa sta in cie segue:

Non gli risposero immediatamente “no!” Gli dissero che il prestito (piuttosto elevato a suo tempo) lo avrebbero concesso solo se avesse presentato la sua idea, il suo piano d’impresa e tutti i dettagli di ciò che voleva realizzare, ai loro tecnici. Lui lo fece e un personale altamente specializzato analizzò le sue proposte.

Risultato:

Giudicarono le idee molto valide e concessero il prestito addirittura senza garanzie. Inoltre un equipe specializzata della banca seguì l’impresa per diversi mesi, suggerendo e consigliando laddove possibile.

Oggi l’azienda di questo imprenditore non è enorme, non ci lavorano centinaia di persone, ma funziona bene. Ha sempre prodotto un certo volume di prodotti e non ha mai compiuto follie pur di crescere ancor di più a tutti i costi. Semplicemente funziona.

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Da noi sarebbe invece una follia pensare che una squadra altamente specializzata ti possa persino seguire e consigliare nei primi passi dopo averti concesso un prestito senza garanzie per avviare la tua azienda… 🙁

Mi chiedo: “Perchè?”

Pura e semplice follia?

Un esempio più che mai attuale di una persona imprevedibile.

Si tratta di un ingegnere elettronico, ha un lavoro facoltoso in una azienda che si occupa di marketing e un sogno totalmente incongruente con i suoi studi: Divertire e Divertirsi.

Lui per inseguire questo sogno è disposto a lasciare il suo lavoro. In pochi avrebbero il coraggio di farlo, specie al giorno d’oggi.

Infondo il problema che spesso ci affligge è la paura del cambiamento.

Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia, non sa quello che trova…

Quanto siamo disposti a rischiare per svoltare la nostra vita?

Non c’è posto per tutti

Studi all’Università perchè sai che è comodo nel caso in cui avessi bisogno improvvisamente di parlare con un professore o chiedere un’informazione ad un compagno di studi. Così ti alzi la mattina e cerchi di arrivare presto per trovare un banchetto sul quale appoggiare la catasta di libri, appunti, riassunti, tabelle, calcolatrici, portatile… Alcune volte trovi un banchetto, altre volte trovi un’auletta inutilizzata e con un gruppo di studio stai lì.

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Tuttavia può accadere che un professore (che nemmeno ha prenotato l’aula) mandi via te e i tuoi compagni perchè vuole utilizzare l’aula per un esame orale che poteva fare nel suo dipartimento. Improvvisamente, a mattinata inoltrata, ti ritrovi a vagare per lunghi corridoi perdendo molto tempo in cerca di un posto che non c’è. Così la mattinata se ne va tra il nervoso e lo sconforto.

Questo è quello che accade anche nel mondo del lavoro. Potresti essere arrivato prima di altri. Sentirti a posto, sicuro. Poi accade l’imprevisto… e improvvisamente sei fuori.

Chi soffre meno in queste circostanze?

Indubbiamente quello che non ha fatto della sua vita uno schema fuori dal quale il mondo è sconosciuto. Quello che si ingegna e con la logica trova una nuova soluzione, la inventa. Inventa il suo lavoro. Certo non è facile. Per questo spesso “non c’è posto per tutti”.

Tecnologie in Edilizia – I lavori intralciano il traffico?

No, non più… 

E’ possibile montare un’intera gru dentro un edificio? Certo. E’ possibile costruire l’edificio intorno a questa gru? Certo. Ultimando l’edificio è poi possibile estrarre la gru? Certo. E’ possibile realizzare tutto questo mentre la gente continua a passeggiare nella piazza sottostante tra le varie vetrine e in tutta sicurezza? Certamente. La tecnologia va avanti e nessuno ferma la fantasia di ingegneri e tecnici (all’estero).

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Psicologia vs Pubblicità

Le preferenze dei consumatori

Che cosa induce le imprese a pagare grandi cifre a sportivi famosi per pubblicizzare i propri marchi o prodotti?

La risposta è semplice: il tentativo di influenzare o cambiare i gusti dei consumatori.

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Vi sono numerosi modelli di automobili utilizzabili quotidianamente nei percorsi cittadini e di scarpe da football o da atletica. Come può un consumatore decidere verso quale marca e modello orientarsi?

Potrebbe acquistare riviste specializzate per informarsi circa le performance e i costi di manutenzione dei diversi prodotti e confrontarne i prezzi.

Spesso o quasi sempre non è questo l’aspetto decisivo della scelta.

Il consumatore si basa sullo stile o sull’immagine di esclusività e prestigio dei prodotti.

A questo riguardo, vale il principio secondo cui non è bello ciò che ci piace ma ciò che piace agli altri!

L’importanza della pubblicità e delle relazioni pubbliche per il successo delle imprese deriva proprio dall’interdipendenza tra i gusti e le preferenze dei consumatori.

Una campagna pubblicitaria di successo modifica le preferenze dei consumatori e cambia le loro scelte.

Se, ad esempio, i produttori di zucchero di canna realizzano con successo una campagna di relazioni pubbliche che cambia a loro favore l’orientamento dei consumatori (rivolto fino a quel momento allo zucchero di barbabietola), il cambiamento delle preferenze modifica le scelte dei consumatori e provoca un aumento della domanda di zucchero di canna.

La ricerca della felicità

Parte di un dialogo tratto dalla scena, a mio avviso, più bella del film “La ricerca della felicità”:

Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa, neanche a me, ok? Se hai un sogno, tu lo devi proteggere… Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare. Se vuoi qualcosa, vai e inseguila punto.

La scena che però vi propongo del film, è il finale. Vi suggerisco di vedere questo film, potrebbe cambiare il modo di vedere la vita… in meglio. La realtà non è un reality, la realtà è quello che sei in grado di percepire con la tua coscienza. Prendi in mano i tuoi anni…