Curiosità sul cervello, l’elaboratore più avanzato al mondo: connessioni tra attività fisica, cervello e salute – Parte 2

Rubrica: Neuroscienze

Titolo o argomento: Curiosità sul cervello, l’elaboratore più avanzato al mondo

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Nel precedente articolo si è introdotto il nesso logico tra esercizio fisico, salute del cervello e salute del corpo, spiegando come il cervello si sia sviluppato 2 milioni di anni fa accrescendo improvvisamente il suo volume e migliorando le sue prestazioni, così come quelle dell’intero organismo, quando l’uomo camminava per ben 10-20 km al giorno a caccia di cibo ed alla ricerca di luoghi sicuri. La gran mole di esercizio ha sviluppato in qualche modo le sue capacità cognitive e si è riflessa sulla sua salute. L’esercizio fisico non fa solamente bene all’organismo in modo diretto ma offre benefici al cervello che si ripercuotono di conseguenza sull’intero organismo.

I numeri dei benefici

E’ scientificamente dimostrato che esercizi fisici aerobici, rigorosamente all’aria aperta (in zone salubri) e non in locali chiusi, 30 minuti alla volta e non 30 minuti sparsi lungo l’intera giornata, due o tre volte la settimana, accompagnati da una dieta idonea, offrono importanti benefici cognitivi nonché a livello vascolare. Sono altrettanto scientificamente dimostrate le minori incidenze di insorgenza dell’Alzheimer, addirittura -60%, e della possibilità di ictus cerebrale, -57%.

Camminare parecchie volte alla settimana, con passo andante e per almeno 20 minuti di seguito, già offre vantaggi tangibili per il cervello. Si è persino osservato che i sedentari irrequieti che si muovono nervosamente mostrano già dei benefici, sia di tipo cognitivo che vascolare, rispetto ai sedentari che stanno totalmente fermi.

L’esercizio fisico fa talmente bene al cervello che è in grado di agire incisivamente sull’umore, addirittura molti psichiatri affiancano le normali terapie ad un regime calibrato di attività fisica. Oggi non sono rari i casi di depressione coltivata tra la vita in ambienti chiusi, l’ozio ed il continuo uso, smodato, di gadget elettronici e social media. In simili casi c’è una lunga coda di patologie, anche più gravi della depressione, che possono potenzialmente mostrarsi molto prima della terza età.

Sia nei casi di depressione che di ansia l’esercizio fisico si è rivelato immediatamente benefico e con effetti duraturi sia nell’uomo che nella donna. Più a lungo si mantiene uno stile di vita ricco di attività fisica (non agonistica) all’aria aperta è maggiori sono i benefici riscontrati dagli scienziati.

Un curioso meccanismo

Ma andiamo gradualmente sul tecnico. Il corpo umano opera affinché i cibi di cui si alimenta siano convertiti in glucosio ovvero in quel tipo di zucchero che rappresenta una delle risorse energetiche “preferite” del corpo stesso. Il glucosio ed altri prodotti metabolici sono assorbiti dal flusso sanguigno attraverso l’intestino tenue. Le sostanze nutritive successivamente vengono inviate all’intero organismo per poi depositarsi nelle cellule che costituiscono i vari tessuti organici. Le cellule hanno il “vizio” di accaparrarsi famelicamente ciò che è dolce. La chimica delle cellule scompone la struttura molecolare del glucosio e ne estrae energia zuccherina. Tale processo è talmente violento che alcuni atomi vengono letteralmente fatti a pezzi generando molte scorie tossiche. Nel caso di cui ci stiamo interessando tali scorie sono rappresentate da una moltitudine di elettroni strappati agli atomi delle molecole di glucosio. Gli elettroni spaiati impattano contro altre molecole presenti nelle cellule trasformandole in radicali liberi, le sostanze più tossiche conosciute dal genere umano. Questi elettroni possono persino provocare mutazioni del DNA. Ciò che impedisce all’organismo di morire rapidamente per overdose di elettroni è un’atmosfera ricca di ossigeno la cui principale funzione, una volta respirato, è quella di assorbire quanti più elettroni nocivi possibile.

Il cervello umano non può attivare più del 2% dei suoi neuroni simultaneamente. Se si superasse una tale soglia il consumo di glucosio sarebbe così elevato da causare uno svenimento. Ciò significa che il cervello ha bisogno di molto glucosio ma questo genera allo stesso tempo molte scorie tossiche. Di conseguenza necessita di una abbondante ossigenazione, tramite il sangue che vi affluisce, che deriva unicamente da una costante e proporzionata attività fisica. Ecco spiegato quindi il nesso logico tra esercizio fisico, salute del cervello e salute del corpo. Del resto se il cervello non va è difficile che vada tutto il resto dell’organismo.

Tre importanti requisiti

I tre requisiti per la vita di ogni individuo sono quindi: alimenti (sani), assunzione di liquidi (sani), aria fresca (salubre). Si può vivere una trentina di giorni senza cibo ma solo una settimana senza acqua (concetto che dovrebbe essere assodato più che altro dai lettori avanti con l’età dato che più si va avanti con gli anni e più, chissà perché, si tende a bere meno autodanneggiandosi e vivendo sempre più in modo statico in ambienti chiusi… la ricetta per morire presto e gravemente ammalati, a voi la scelta), infine circa 5 minuti in assenza di ossigeno sono sufficienti per rischiare danni gravi e permanenti al cervello.

Continua…

Fonte: John Medina – Molecular biologist

Link correlati
Curiosità sul cervello…: attività fisica, cervello e salute – 1
Curiosità sul cervello…: attività fisica, cervello e salute – 2
Curiosità sul cervello…: attività fisica, cervello e salute – 3
Curiosità sul cervello…: attività fisica, cervello e salute – 4 – Articolo in modalità PRO
Curiosità sul cervello…: Specifiche tecniche

sinapsi_500px.jpg

Image’s copyright: www.scienceillustrated.com.au

Curiosità sul cervello, l’elaboratore più avanzato al mondo: connessioni tra attività fisica, cervello e salute – Parte 1

Rubrica: Neuroscienze

Titolo o argomento: Curiosità sul cervello, l’elaboratore più avanzato al mondo

Il genere Homo comincia con l’Homo habilis e termina con noi, Homo sapiens. La massa cerebrale dell’Homo habilis aveva dimensioni pressoché analoghe a quelle di un’arancia. Circa 2 milioni di anni fa il nostro cervello ha improvvisamente incominciato a crescere. Le ragioni non sono ancora note ma c’è un dettaglio molto interessante dal quale partono spunti avvincenti: un cervello voluminoso è un organo molto esigente sotto il punto di vista dei “consumi”. Il cervello umano, pur costituendo solo il 2% della massa corporea, consuma il 20% dell’energia disponibile.

Il cervello è conformato per risolvere problemi connessi alla sopravvivenza in un ambiente esterno instabile e, allo stesso tempo, per farlo in movimento quasi costante. Milioni di anni fa l’uomo viveva quotidianamente in spazi aperti molto vasti, circondato da costanti pericoli e con la necessità di muoversi continuamente (si stimano circa 10-20 chilometri al giorno per l’uomo e circa 5-10 chilometri al giorno per la donna) per procurarsi cibo e ambienti sicuri dove rifugiarsi.

Studi mirati sulla precedente osservazione hanno permesso di comprendere che il cervello umano e la sua capacità di calcolare, memorizzare, creare connessioni logiche (ragionare) e sorprendere, si sono sviluppate mentre l’organismo era maggiormente sottoposto ad esercizio fisico (quindi non dietro noiose scrivanie in ambienti chiusi dall’aria viziata).

Volendo semplificare al massimo la salute e la funzionalità del corpo dipendono dalla salute del cervello, la salute del cervello dipende dall’esercizio fisico correttamente ponderato alle possibilità dell’organismo di cui si dispone (non si fa riferimento all’attività agonistica), l’esercizio fisico permette di potenziare le prestazioni del cervello. Quindi se il cervello sta bene, il corpo sta bene. E per far star bene il cervello c’è bisogno di attività fisica costante e proporzionata all’organismo.

Esercizio fisico → miglioramento condizioni cervello → miglioramento salute generale.
Vi ricorda niente un certo “Mens sana in corpore sano”?

Da notare la recente scoperta dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn Cnr) di Roma che smentisce l’irreversibilità del declino della neurogenesi (il processo di formazione di nuove cellule nervose) nell’età adulta. Si è scoperto infatti che con l’esercizio fisico costante non solo si annulla il declino della neurogenesi ma si attiva un’iperproliferazione di nuove cellule nervose, con effetto duraturo, che incrementa le capacità mnemoniche generando nuove connessioni e nuove funzionalità… Certo sarà dura combattere la flemmaticità dei più pigri.

Continua…

Fonte: John Medina – Molecular biologist | Ibcn Cnr

Link correlati

Curiosità sul cervello…: attività fisica, cervello e salute – 1
Curiosità sul cervello…: attività fisica, cervello e salute – 2
Curiosità sul cervello…: attività fisica, cervello e salute – 3
Curiosità sul cervello…: attività fisica, cervello e salute – 4 – Articolo in modalità PRO
Curiosità sul cervello…: Specifiche tecniche

connessioni_cervello_corpo_salute_esercizio_fisico_500px.jpg

Image’s copyright: www.bryanchristiedesign.com

L’Italia, un paese scomodo

Rubrica: Così è la vita
Titolo o argomento: L’Italia è nostra, riprendiamocela…

L’Italia ripudia la guerra, è un paese artisticamente ricco, paesagisticamente altrettanto ricco, dotato della spettacolarità della conformazione a penisola affacciata sul Mediterraneo ma, più di ogni altra cosa, l’Italia è il paese di quel tipo di persone che meglio di altre al mondo hanno saputo arrangiarsi, inventare, studiare, ricercare, costruire, precedere, innovare, sviluppare, essere originali, espressivi, artistici, trovare soluzioni, raggiungere risultati importanti prima dei big. L’Italia scombussolava, regalava emozioni, generava l’istinto del desiderio dell’intero mondo verso i propri prodotti, generava passioni virali, faceva battere i cuori di chi sentiva passare i dodici cilindri più esclusivi del pianeta o le due ruote che, nella loro bellezza ed eleganza sapientemente mista all’aggressività tipica dei purosangue, hanno dominato i podi di motomondiale e superbike per decadi instaurando il terrore nei rivali che arrivarono persino a temere di non poter mai vincere. L’Italia vantava il prestigio di migliaia, decine, centinaia di migliaia di piccole realtà artigianali e industriali sparse per il paese. Il modello economico perfetto dove il potere non è in mano ad una sola azienda enorme che decide le sorti che vuol decidere, ma distribuito su una vasta rete di professionisti sparsi sul territorio e che competono proficuamente e pieni di stimoli tra loro (modello che, chissà perchè…, stanno distruggendo in tutto il mondo). L’Italia vestiva, l’Italia calzava, l’Italia mangiava sano ed equilibrato con gusto, l’Italia beveva il frutto di una terra prossima all’equatore, affacciata sul mediterrano e climaticamente equilibrata. L’Italia si saziava su ceramiche poggiate su pregiati legni e utilizzando acciai in una sinfonia di materiali e artigianato puro, ricco, dotato del nostro valore aggiunto. L’Italia intratteneva con musica, film, teatri, musei, opere, spettacoli artistici e originalità in ogni dove. L’Italia stupiva, sbalordiva, lasciava senza fiato. L’Italia era inarrivabile e come accade sempre, o quasi, si capisce ciò che si aveva quando non lo si ha più.

L’Italia oggi mangia schifezze, intrattiene con altrettante schifezze, ha denaturato l’artigianato e l’industria dei piccoli artigiani, delle piccole e medie imprese, l’Italia oggi aggiunge sostanze poco salutari per far fermentar prima il prestigio enogastronomico, l’Italia importa vestiti con tessuti pieni di coloranti cancerogeni provenienti dai paesi orientali, l’Italia non ricerca quasi più, non innova, non tiene le redini, l’Italia butta ciò che ottiene dalla terra per tenere alta la domanda e far arrivare merce, scadente, dall’estero. L’Italia è in affanno, piegata sulle ginocchia, non ce la fa più, stroncata da gestioni che negli anni l’hanno venduta a chi ci invidiava. L’Italia sta diventando a poco a poco di altri, quegli stessi che prima o poi ci detteranno le loro condizioni e ci porranno la fatidica domanda: “Ti sta bene così oppure preferisci andartene?”. L’Italia è nostra, riprendiamocela.

L’Italia è quel paese che nonostante le piccole dimensioni, nonostante il piccolo popolo, colpiva nel segno, senza abusi, senza violenza, senza oppressioni, senza trabocchetti. Altre economie mondiali invece non sanno generare ricchezza senza che questo comporti decine, centinaia di guerre. Altre economie mondiali non sanno innovare senza copiare chi ha avuto idee nuove, originali, inaspettate, prima. Altre economie non sanno ottenere risultati come i nostri senza “barare”. Altre economie pur traendo radici da paesi enormi con superfici estramamente più vaste della nostra non riuscivano ad essere produttivi e competitivi tanto quanto noi, oppure lo erano alla pari ma con popolazioni decisamente più numerose. L’Italia, in un piccolo angoletto del mondo, è stata in grado di far tremare superpotenze devastantemente più grandi. L’Italia faceva paura. L’Italia era quel paese che portava molti stranieri a chiedersi “Ma come diamine fanno?”.

L’Italia deve essere ripresa dagli italiani che devono sentirsi liberi dall’oppressione di altri paesi ed iniziare nuovamente a far da sé. Non c’è rimasto molto e, purtroppo, l’ignoranza dilaga. Cambiano le facce, cambiano i colori, nessuno sa bene cosa fare, conosce realmente i pericoli che stiamo correndo, si fida di qualcuno. Le teste piene di problemi (generati poi da chi…) e sempre adornate dal quel pensiero che a nulla porta: “Va beh dai, ci penserò domani… se avrò tempo, se avrò voglia, se non sarò stanco, se sarò sereno, se avrò risolto questo problema…”. Ma il problema è un “errore ciclico”, il problema è creato e conformato affinché tu non abbia tempo di risolverlo. L’Italia è nostra, riprendiamocela*.

*Ma se ogni italiano non si impegna a lottare, a studiare cose nuove e ad imparare a guardare le cose che non conosce anche da nuovi punti di vista…

Link correlati
Problemi ravvicinati del terzo tipo: problemi con ritorno atteso
Problemi ravvicinati del terzo tipo: problemi proficui
Problemi ravvicinati del terzo tipo: problemi opzionali
Problemi ravvicinati del terzo tipo: problemi temporizzati
Problemi ravvicinati del terzo tipo: problemi concatenati (Istruzioni per diventare scemi oggi)
Il primo grande problema del mondo
Il primo grande problema del mondo – Parte seconda
Il primo grande pensiero dell’uomo
Problemi intergenerazionali di comunicazione
Come risolvi un problema?
La vera rivoluzione della comunicazione
L’inflazione di internet

italia_dallo_spazio_500px.jpg

Suggestiva immagine dell’Italia vista dallo spazio.
Image’s copyright: www.wired.com

eBike: test #2 prototipo Ralph DTE EBK Endurance

Il caso di studio

Questo caso di studio inquadra i problemi cruciali della trasformazione di una bicicletta tradizionale in eBike e si pone l’obiettivo di testare i migliori compromessi tra semplicità di trasformazione, gestione razionale delle masse aggiunte (al fine di non penalizzare la guidabilità), autonomia, prestazioni, economia d’esercizio, ammortamento della spesa sostenuta, scelta di componenti affidabili, scelta delle celle più idonee, scelta dell’elettronica più idonea, scelta dei sistemi di gestione, ecc. Grazie a sofisticate strumentazioni durante l’intero arco della prova verranno rilevati tutti i dati necessari per scrivere un breve ma completo trattato tecnico.

Il test #2 del 2014

Il secondo test condotto su Ralph DTE EBK Endurance (in versione aggiornata secondo gli ultimi sviluppi e necessità tecniche) ha avuto termine questa settimana. La moltitudine di prove eseguite ci ha dato modo di ricavare numerosi dati provando anche qualche brivido dovuto ad imprevisti tecnici. Si tratta in ogni caso di inconvenienti graditi ed importanti per capire di cosa ha bisogno una eBike, concepita con un elevato standard qualitativo, per funzionare al meglio ed in modo affidabile.

La curva dei consumi

Il motore elettrico (ma sarebbe più corretto dire la “macchina elettrica”) che monta EBK Endurance è concepito per offrire un minore consumo alle andature sostenute. Volendo verificare abbiamo rilevato che il consumo energetico sostenuto per percorrere circa 8 km tra i 5 km/h ed i 30 km/h è pressoché analogo a quello sostenuto per percorrere circa 15 km tra i 45 km/h ed i 56 km/h (a parità di massa trasportata a bordo). Qualora si desideri invertire questa tendenza l’intervento sull’elettronica non è sufficiente ed è necessario operare radicali modifiche all’architettura del motore elettrico; ma di questo parleremo meglio in seguito, quando potremo esporre anche la curva del consumo energetico.

Le sollecitazioni: effetti sui cablaggi

Quindi sui lunghi percorsi dove è richiesta potenza piena ed un elevato numero di giri non abbiamo avuto alcun problema di autonomia ed il prototipo ha rispettato pienamente le aspettative e, anzi, ci ha permesso di andare oltre quello che avevamo previsto mesi fa. D’altra parte però le sollecitazioni, alle alte andature, specie sui percorsi pieni di buche, fanno sentire in modo più incisivo la loro influenza richiedendo una cura dell’assemblaggio ricca di accorgimenti.

Durante uno sterrato percorso a circa 52 km/h, infatti, uno dei generosi cavi di alimentazione, che dal pacco batterie raggiungono il controller, si è sfilato dal faston interrompendo bruscamente il flusso di corrente. In seguito ad un sonoro schiocco la trazione del mezzo è venuta meno ma il sistema di rigenerazione è rimasto attivo andando però ad alimentare solo i sistemi di bordo e non il pacco batterie. Il cockpit ci ha fornito un quadro della situazione ma quando l’eBike si è fermata del tutto, anch’esso ha cessato le sue funzioni (salvando comunque prima tutti i dati). In sostanza dal momento in cui il cavo si è scollegato, generando il cosidetto schiocco (parliamo sempre di circa 50A), il sistema di protezione del pacco batterie ha rilevato in pochi millisecondi l’anomalia, ha disattivato il pacco batterie, ha bloccato il teleruttore ed ha impedito eventuali cortocircuiti. Dopo una rapida assistenza tecnica e dopo il ripristino della gestione elettronica e del pacco batterie, è stato necessario bloccare i cavi nei faston anche con un bagno di stagno di sicurezza. I cavi di alimentazione infatti hanno una massa considerevole rispetto al resto della cavetteria che porta esclusivamente dei segnali e sarà opportuno lavorare per assicurarli nel modo più consono.

Nota

Attualmente l’intero powertrain messo a punto da noi, completo in ogni sua parte descritta nella scheda tecnica, è installato su un normale telaio da trekking. Soluzione utile per le prove elettriche, elettroniche e prestazionali. Stiamo lavorando duro affinché il telaio dedicato sia presto pronto per le nostre prove.

Link correlati
eBike: scheda tecnica prototipo Ralph DTE EBK Endurance
eBike: scheda tecnica prototipo Ralph DTE EBK Performance – Prossimamente…
eBike: scheda tecnica prototipo Ralph DTE EBK SuperLight
eBike: test #1 prototipo Ralph DTE EBK Endurance
eBike: test #2 prototipo Ralph DTE EBK Endurance
eBike: test #3 prototipo Ralph DTE EBK Endurance
eBike: test #4 prototipo Ralph DTE EBK Endurance – In preparazione
eBike: test #5 prototipo Ralph DTE EBK Endurance – In preparazione

Ralph DTE EBK Endurance

Attualmente l’intero powertrain messo a punto da noi, completo in ogni sua parte descritta
nella scheda tecnica, è installato su un normale telaio da trekking. Soluzione utile
per le prove elettriche, elettroniche e prestazionali. Stiamo lavorando duro
affinché il telaio dedicato sia presto pronto per le nostre prove.

Il florido mercato dei semiconduttori

Rubrica: Simple news
Titolo o argomento: Notizie di rapida lettura da fonti professionali nel mondo
Fonte: Agenzia IHS

Il mercato dei semiconduttori al momento sembra non conoscere rallentamenti. Tra i maggiori consumatori di semiconduttori al mondo si trovano nomi quali Apple, Samsung, HP, Lenovo e Dell.

Apple ha acquistato nel 2013 semiconduttori per 30,3 miliardi di dollari. Tale valore equivale al 9,9% del consumo mondiale di semiconduttori.

Samsung ha acquistato nello stesso anno semiconduttori per 22,2 miliardi di dollari. Una fornitura equivalente al 7,3%  del consumo mondiale.

HP nel 2013  ha acquistato semiconduttori per 10,1 miliardi di dollari, ovvero il 3,3% del consumo mondiale.

Lenovo nel 2013 ha acquistato semiconduttori per un totale di 9,2 miliardi dollari, ovvero circa il 3,0 % del consumo mondiale.

Dell, al quinto posto, ha acquistato nel 2013 solamente, si fa per dire, semiconduttori per 7,7 miliardi di dollari pari al 2,5% del consumo mondiale.

Osservazione a cura dell’autore: per renderci conto del volume di spesa sostenuto dalla sola Apple nell’anno 2013 per i semiconduttori, la spasmodica cifra di 30,3 miliardi di dollari corrisponde attualmente a circa 22,2 miliardi di Euro ovvero oltre 43 “mila miliardi” delle vecchie lire.

Osservazione a cura dell’autore: l’acquisto dei soli semiconduttori da parte di Apple copre 1/96 del debito pubblico italiano. Questo significa che se l’Italia, con le menti ed i talenti che ha, tornasse ad investire in ricerca e sviluppo come accadeva nel dopoguerra, tornerebbe nel giro di pochi anni ad essere una delle prime superpotenze economiche mondiali.

Osservazione a cura dell’autore: per chi desidera capire meglio la natura della precedente affermazione e desidera poter leggere delle fonti interessanti per curiosare, confutare, dissentire o concordare, consiglio la lettura del libro “Il miracolo scippato” di Marco Pivato – Donzelli Editore. Si tratta di un libro che a mio avviso rappresenta uno dei validi spunti per riflettere e costruire un proprio pensiero sulle potenzialità di questo paese, le occasioni che costantemente perdiamo, l’errata gestione e quant’altro desidererete osservare.

Principio di funzionamento della microscopia a scansione di sonda

Rubrica: Strumenti e attrezzature

Titolo o argomento: I mezzi per studiare morfologia e proprietà dei corpi solidi

Segue da:
Che cos’è la Microscopia a scansione di sonda?

Principio di funzionamento

Come introdotto nel precedente articolo di questa rubrica, la microscopia a scansione di sonda (Scanning Probe Microscopy o, semplicemente, SPM) investiga microstrutture superficiali, e le relative proprietà locali, mediante una speciale sonda appuntita a forma di ago. La porzione di ago utilizzata nelle analisi ha dimensioni pari a soli 10 nanometri. La distanza tra punta e campione (che non si toccano mai) è solitamente compresa tra 0,1 e 10 nanometri. A seconda del tipo di SPM vi sono diverse modalità di interazione tra punta e campione utili per generare indirettamente una mappa tridimensionale della superficie analizzata.

Si sfrutta ad esempio la corrente elettrica, più precisamente l’effetto tunnel, nei microscopi di tipo STM (microscopi a effetto tunnel), così come si sfruttano le forze di van der Waals (forze di tipo attrattivo e repulsivo a livello atomico) nei microscopi di tipo AFM (microscopi a forza atomica). Ma si può far perno anche su forze di tipo magnetico, forze elettriche e persino fenomeni ottici, al fine di ottenere indirettamente la scansione di una superficie a livello atomico.

In ognuno dei casi citati lo scopo è quello di tenere sempre costante la distanza tra la sonda ed il campione, ovviamente questo non è direttamente possibile in quanto ogni superficie, anche quella apparentemente più liscia, se ingrandita mostra delle importanti irregolarità (specie a livello atomico). Per riuscirci è necessario ricorrere a qualche stratagemma, lo stesso che poi permette di mappare la topografia superficiale.

Ora se utilizziamo un principio fisico (corrente elettrica, forze atomiche, forze magnetiche, forze elettriche, fenomeni ottici) possiamo sapere che ad una precisa distanza della sonda dal campione l’entità del tale fenomeno fisico ha un preciso valore corrispondente (che nel nostro esempio chiameremo parametro “P” – vedi l’immagine in basso). Ovviamente vi è una dipendenza univoca tra il parametro “P” e la distanza “z” che intercorre tra sonda e campione. A questo punto un sistema, detto di retroazione “FS”, si occupa di mantenere costante la distanza punta-campione semplicemente controllando le variazioni del parametro “P” al fine di apportare correzioni alla distanza sonda-campione e riportarla quasi istantaneamente al valore “P0” impostato dall’operatore. Affinché ciò sia possibile il segnale che interpreta lo scostamento dal parametro “P” (ΔP = P-Po) viene amplificato ed inviato ad un trasduttore piezoelettrico “PT” incaricato di effettuare il controllo. Nel caso in cui lo scostamento dal parametro “P” sia maggiore di 0,01 Å (dove Å significa Ångström ovvero 1×10-10 m) il trasduttore riporta la distanza al valore predefinito (che corrisponde ovviamente ad un ΔP nullo, ovvero segnale differenziale nullo).

In questo archibugio risiede il trucco per il rilievo topografico della microstruttura superficiale presa in esame. Sono infatti tutti i valori degli scostamenti da “P0“, una volta memorizzati, a fornire i dati per tracciare al computer una mappa fedele della superficie (immagine topografica). Oltre alla analisi topografica della superficie i microscopi a scansione permettono analisi di altre proprietà (meccaniche, elettriche, magnetiche, ottiche) fondamentali per chi opera nei più disparati settori correlati alla fisica delle superfici.

Continua…

Si ringrazia per i preziosi spunti, la disponibilità ed il materiale di studio fornito il Prof. Andrea Di Donato del dipartimento di Ingegneria Biomedica, Elettronica e delle Telecomunicazioni dell’Università Politecnica delle Marche.

Unità di misura e conversioni

1 nm = 1 x 10-6 mm ovvero 0,000001 mm (milionesima parte del millimetro)
1 nm = 1 x 10-9 m ovvero 0,000000001 m (miliardesima parte del metro)

1 Å = 0,1 nm = 1 x 10-7 mm ovvero 0,0000001 mm (decimilionesima parte del mm)
1 Å = 1 x 10-10 m ovvero 0,0000000001 m (decimiliardesima parte del metro)

0,01 Å = 0,001 nm = 1 x 10-9 mm ovvero 0,000000001 mm (miliardesima parte del mm)

Link correlati

Che cos’è la Microscopia a scansione di sonda?
Principio di funzionamento della microscopia a scansione di sonda
Tipologie di microscopia a scansione di sonda (STM, AFM, EFM, MFM, SNOM) – Articoli in modalità PRO
Utilità, applicazioni e destinatari della microscopia a scansione di sonda – Articoli in modalità PRO
Ralph DTE nanometrico – Prossimamente

Schema microscopia a scansione di sonda SPM

Schema logico di funzionamento della microscopia a scansione di sonda SPM.
Immagine tratta dalle dispense universitarie.

Pannelli fotovoltaici flessibili per veicoli speciali, imbarcazioni e camper – Berardi Store

Berardi Store

BerardiStore

Vendita Assistenza Ricambi Installazione
prodotti
Electrolux Dometic Waeco DEFA
per la CASA, il CAMPER, la NAUTICA e per applicazioni PROFESSIONALI

E ancora:
Condaria, Cruisair, Marine Air Systems, Sealand
Cramer, Mobicool, Origo, Smev
AEG, Grand Cuisine, Frigidaire, Rex, Zanussi, Zoppas
LOFRA, ITEM…

Elettronica Meccatronica Elettrodomestici Utility Hi Tech
per la Casa, il Camper, la Nautica
e
Professional per i settori indicati di seguito:

Alberghiero, ristorazione e catering
(frigoriferi, cantine vini, armadi climatizzati, frigo container…)

Automotive & Automotive alternativo
(sensori di parcheggio, impianti telecamere di retromarcia, sistemi di cruise control, sistemi di preriscaldamento dei motori e degli abitacoli… prototipi di biciclette elettriche, moto elettriche, Formula SAE elettriche ed ibride…)
Veicoli speciali
(allestimento fuoristrada, furgoni, camion, moto per impieghi speciali
e per attraversare il mondo dal deserto a Caponord)
Stazioni di ricarica Aria Condizionata
(per autoveicoli, bus, veicoli su rotaia, elicotteri)
Elettronica, Meccatronica, Robotica, Automazione
(costruzione di dispositivi personalizzati per le più svariate esigenze)
Energie rinnovabili
(produzione, accumulo e gestione dell’energia)
Carpenteria metallica e lignea
(costruzione di supporti e dispositivi personalizzati per laboratori e attività professionali)
Biomedicale
(refrigerazione e trasporto campioni biologici)
Tempo libero e avventura
(tutti gli accessori di cui hai bisogno per viaggiare…)
Trasporti via terra, via mare e trasporti speciali
(dispositivi elettronici per veicoli commerciali, veicoli industriali, veicoli militari, veicoli di soccorso…)
Residenziale
(tecnologie per le abitazioni del futuro)

Servizio Vendita Assistenza Ricambi Installazione equipaggiamenti,
accessori, elettrodomestici, elettronica ed utility
per caravan, motorhome, camper barche, moto…

Frigoriferi trivalenti ad assorbimento, climatizzatori, generatori, inverter, gruppi frigoriferi, kit fotovoltaici, eBike professionali, accessori di ogni genere…

Costruzione di BICICLETTE ELETTRICHE su misura per il cliente
(eBike a basso costo ed elevata autonomia, fino a eBike
ad elevatissime prestazioni per impieghi speciali)

Motori, gestione elettronica, pacchi batterie, strumenti, accessori, componentistica, sistemi frenanti, kit, progettazione, assistenza tecnica e ricambi…

Record del Mondo di Autonomia di una bicicletta elettrica ad elevate prestazioni studiata e prototipata in partnership con Ralph DTE

“580 km con una sola carica”

Progettazione e installazione IMPIANTI ENERGETICI stand alone con sistemi d’accumulo

Espressamente dedicati per uso residenziale, commerciale, imbarcazioni, veicoli ricreativi, veicoli speciali, mezzi pesanti, fuoristrada e le applicazioni più disparate…

LABORATORI di Ingegneria dedicati:

Energetica, Tecnica del Freddo, Meccatronica, Materiali e Lavorazioni Meccaniche, Motori a combustione interna, Motori Elettrici, Prototipazione…

Aperti soprattutto durante le ferie : )

Sito web: www.berardi-store.eu
Contatti: www.berardi-store.eu/contattaci.html

Quelli che non vogliono dire grazie

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Quelli che non vogliono dire grazie

Tempo fa ho conosciuto una persona, una bravissima persona, con un’inclinazione piuttosto strana, non chiede mai aiuto agli altri. Costui evita tutte le situazioni in cui potrebbe trovarsi a dover chiedere e cerca sempre di fare solo quello che può riuscire a far da sé. In questo modo non cresce, non riesce ad ottenere di più di quello che ha, a costruire qualcosa di utile, a migliorare la sua condizione e progredire. Tutto questo anche se le occasioni non gli mancano e nonostante possieda diversa materia prima per dar vita a molte idee professionali così come a fruttuosi e costruttivi baratti (spazi privati idonei all’uso agricolo e/o artigianale, piccole ma valide proprietà, buone attrezzature per l’agricoltura, attrezzature di base per la carpenteria, la lavorazione del ferro e del legno e di prodotti agricoli, conoscenze tecniche professionali, competenze, spunti di partenza notevoli, ecc.).

Insomma tutte cose che, se te le ritrovi per un motivo o per l’altro semplicemente aprendo una porta la mattina, possono darti modo di “partire” subito ed effettuare anche solamente dei semplicissimi baratti con chi ha altre competenze e/o possiede altre attrezzature. Per non parlare poi delle brillanti occasioni, non necessariamente a sfondo imprenditoriale dominante, di dar vita a realtà di studio e ricerca come già avviene per gli apicoltori più preparati, gli agricoltori biologici, i produttori di latticini e salumi a filiera corta, e via discorrendo.

Ma qual è il motivo per cui questa persona rinuncia da una vita alle opportunità che gli si prospettano ogni giorno*? La risposta non è una mia supposizione ma la risposta realmente ottenuta dalla logica domanda, appena citata, posta a questo signore. Perchè non vuole dire grazie. Ogni singolo favore che gli viene rivolto da chi gli vuole bene, anche dai più intimi, lo retribuisce con moneta. Non vuole mai sentirsi in debito, teme vivamente questa situazione e crede che lo possa mettere in una condizione di inferiorità o incastrarlo in situazioni dalle quali sostiene di non poter venir fuori senza noie. Non comprende come possa esser bello avere bisogno degli altri e ricevere una mano da persone che spontaneamente, con il loro contributo, non farebbero altro che dimostrargli il loro affetto. Si priva così di una conferma che per molti altri invece è vitale e li fa sentire apprezzati. Con questa persona si potrebbero realizzare belle cose insieme ma il fatto che lui non voglia mai avere l’aiuto delle persone a lui vicine porta quest’ultime ad evitare di chiedere la sua collaborazione.

Risultato? Tutti fermi come dei tonti nonostante ci sia il potenziale di realizzare qualcosa di buono insieme, qualcosa che ti fa sentire stanco la sera ma allo stesso tempo soddisfatto e appagato, tutti fermi nonostante ci sia modo di aiutarsi e di sostenersi vicendevolmente con strategie che, specie di questi tempi, farebbero risparmiare denaro ad entrambi (si veda il caso dei condomini che condividono un unico allaccio all’ADSL e la pagano una sciocchezza al mese, oppure quegli agglomerati di villette, ancora rarissimi in Italia, che condividono uno Smart Grid indipendente dalla rete di distribuzione dell’elettricità).

Altro risultato? Quasi tutto quello che fa va in perdita o non produce per quello che è il reale potenziale. Non conta infatti un quintale di mele in più (ottenute magari con l’abuso della chimica…) come può esser naturale pensare, bensì la capacità di cogliere opportunità per creare situazioni, occasioni ed aspettarsi cose nuove che prima non si immaginavano minimamente. Conta la capacità di saper vivere senza schemi rigidi evitando così la “vita a memoria” che tanta apparente sicurezza sembra offrire ma che tante affascinanti sfaccettature della vita fa perdere. Così le attrezzature si arrugginiscono, le mura invecchiano e marciscono. Niente rende e niente è florido. Non si generano occasioni e opportunità, tutto quello che mantiene gli costa un patrimonio quando invece gli basterebbe collaborare con le persone più vicine e fidate che ha intorno (ma delle quali in realtà non credo si fidi) per trasformare la decadenza in fertilità. Contento lui…

*E’ proprio vero che chi ha il pane non ha i denti : )

Link correlati

Quelli che non collaborano
Quelli che non partecipano: Spirito di comunità
Quelli che ci fanno retrocedere: I retrocessori
Quelli che imparano la vita a memoria
Quelli che non vogliono dire grazie
Quelli che ti devono far cadere per forza
Quelli che voglion comandare

 grazie_in_lingue_diverse_500px.jpg

Alcuni penseranno che dire grazie sia tutto sommato facilissimo specie a fronte degli innumerevoli
vantaggi che trarrebbe questo mio amico, in realtà quando si hanno certi blocchi mentali la
difficoltà è enorme. Un po’ come quando ci imbattiamo in quelle persone che non chiedono
scusa e non ci riescono perchè sarebbe come un attacco al loro orgoglio ed alla loro solidità.
Immagine tratta da una ricerca sul web. Se siete i proprietari del diritto d’autore dell’immagine,
potete chiederne la rimozione o indicarci il copyright da specificare. Image taken from research
on the web. If you own the copyright of the image, you can request its removal or indicate the
copyright to be specified.

Stazioni di ricarica super rapide per auto elettriche Tesla Motors

Rubrica: Simple news
Titolo o argomento: Notizie di rapida lettura da fonti professionali nel mondo
Fonte: Tesla Motors

Aperta in questi giorni la centesima stazione di ricarica super veloce per le auto elettriche Tesla Motors, si chiama Tesla Supercharger.

Il numero delle stazioni è in costante crescita, sono infatti già attive (o in fase di imminente apertura) 114 stazioni nel mondo. Di queste 94 si trovano in Nord America, 17 in Europa e 3 in Cina.

Le stazioni sono alimentate da pannelli fotovoltaici e le ricariche per i clienti Tesla Motors sono “gratuite”. Tesla Motors infatti sostiene: “Con noi viaggiate gratis, a vita”.

Le stazioni Tesla Supercharger permettono di ricaricare oltre 40 kWh di energia in poco meno di 20 minuti. La carica superveloce può proseguire fino all’80% della capacità della batteria (equivalente a 384 km di autonomia a 88 km/h costanti nelle vetture con pacco batterie da 85 kWh), valore oltre il quale necessariamente la curva di ricarica deve subire un rallentamento per non danneggiare le celle.

Le stazioni di ricarica Tesla Supercharger si trovano ad un massimo di 160 km le une dalle altre e sono collocate in posizioni strategiche inizialmente studiate sulla base delle esigenze dei clienti delle principali città statunitensi, europee e cinesi.

Tesla Motors permette ai clienti di suggerire dove collocare ulteriori stazioni di ricarica al fine di espandere notevolmente la propria rete.

I clienti Tesla Motors nel mondo hanno già effettuato ricariche presso le stazioni Tesla Supercharger sufficienti a coprire una distanza 573 volte superiore al giro del pianeta.