Logica matematica, imprenditoria e lavoro.

Se io affermo: “Alle volte sono sempre invincibile” commetto un errore di logica e questo perchè o sono invincibile sempre oppure lo sono a volte. Se io invece attribuisco alla voce “a volte” un insieme di definizione ovvero specifico una situazione, un intervallo, un range entro il quale è valida la voce  “sempre invincibile”, non commetterò più un errore di logica nell’affermare che in quelle date volte sono sempre invincibile. Ad esempio se affermo: “Le volte in cui gioco a calcetto sull’erba sintetica vinco sempre” ho definito il perchè mi considero sempre invincibile ma allo stesso tempo solo alle volte. Ho posto quindi una condizione. Meglio ancora sarebbe affermare: “Quando gioco a calcetto sull’erba sintetica vinco sempre mentre quando gioco sul campetto sotto casa pieno di buche non vinco quasi mai”.

Questo banale esempio è un esempio piuttosto chiaro di cosa sia la logica matematica. Sebbene sia abbondantemente evitata dalla maggior parte degli studenti, risulta invece assai importante per allenare la mente soprattutto quando si combatte con lavori eseguiti in modo troppo meccanico e ripetitivo. Spesso nell’imprenditoria si seguono troppo degli schemi abituali e si è poco allenati ad utilizzare la mente per “ragionare”. Allenare la mente studiando la matematica non solo migliora le prestazioni sul lavoro e durante lo studio, ma stimola la creatività ed aiuta a risolvere i problemi in modo decisamente più rapido ed efficiente. In imprenditoria spesso si lavora su affermazioni che non sono logiche con il risultato che ci si ritrova davanti ad ostacoli insormontabili. Se si fosse più abituati a “ragionare” sarebbe possibile prevedere le successive mosse ed i successivi risultati ottenibili prendendo una determinata direzione proprio come quando si gioca a scacchi o si risolve il cubo di Rubik. 😀

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Impossibile risolvere il cubo di Rubik se non si prevedono a mente
diverse mosse successive a quella che si sta per operare.

Kitchen Hideaway di Electrolux. Una cucina virtuale.

Consente di creare una virtual area di preparazione degli alimenti
che non occupa spazio immediato.

La cucina a scomparsa è un concetto di realtà virtuale al quale non siamo ancora abituati ed al quale uomini e donne appassionati di cucina non si abitueranno mai (giustamente). Tale tecnologia permette alle persone che vivono una vita in carriera, magari frenetica e sempre fuori casa, di usufruire di una cucina centrale robotica (unica per l’intero edificio/condominio hi-tech) comandata virtualmente dall’interno del proprio appartamento tramite un apposito casco. Mediante questo casco gli abitanti di un edificio possono immaginare di essere in una vera cucina atti a preparare un pasto particolare senza gestire realmente mobili, strumenti, elettrodomestici ed ingredienti. I pensieri degli utenti vengono trasmessi agli chef robot presenti all’interno della cucina centrale dell’edificio; quest’ultimi preparano il pasto esattamente come tu stai decidendo mentre indossi il casco “Kitchen Hideaway” dopodiché un sistema di montacarichi provvederà a consegnare il tuo pranzo o la tua cena al tuo appartamento. In questo modo non ti devi preoccupare di acquistare una cucina, degli elettrodomestici né tantomeno di fare la spesa… Eh già perchè la spesa la ordina la cucina robotica dell’edificio sulla base delle richieste dei condomini.

La Kitchen Hideaway è un’idea di Daniel Dobrogorsky, Australia.

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Le dimensioni della ricchezza

Se vogliamo rappresentare un punto ci è sufficiente una dimensione, ma se vogliamo rappresentare una superficie necessitiamo di due dimensioni e se vogliamo rappresentare un solido abbiamo bisogno di tre dimensioni. Scontato direte voi. Come le rette, gli spazi e i solidi hanno bisogno delle loro opportune dimensioni per essere rappresentati, così la ricchezza ha più di una dimensione.

Ognuno di noi può collocare la ricchezza in una diversa dimensione. La massa, ad esempio, vede la ricchezza esclusivamente come la disponibilità di enormi capitali. Tanto più denaro si ha, tanto più si è ricchi. Una dimensione più completa vede invece la ricchezza come la capacità di un uomo di saper fare, inventare, evolvere, creare e, cosa più importante, adattarsi.

Per quanto possa sembrare un concetto molto astratto, ecco che con un semplice esempio tutto diventa più chiaro:

“Chi è più ricco tra un individuo che dispone di elevati capitali ammucchiati da una parte, conservati con molta preoccupazione e difesi con ogni mezzo possibile, una persona che se perde tali capitali perde la sua sensazione di sicurezza ed un secondo individuo che studia, ha esperienza, sa fare, sa creare, sa risolvere problemi, affrontare situazioni, evolversi con la società, adattarsi alle necessità che cambiano, provvedere autonomamente alla maggior parte delle cose di cui ha bisogno e mettere a disposizione degli altri le sue conoscenze?”

Certo la battaglia per questa risposta è dura. Non si può negare che il secondo individuo se disponesse di maggiori capitali potrebbe fare molte, molte più cose e creare molte più situazioni, occasioni… Ma non si può nemmeno negare che il primo individuo, al primo errore o al primo collasso economico delle realtà che ha intorno, diventi un poveretto che potrebbe non saper fare nulla e che non ha alcuna chance di sopravvivenza. -Nel film “Un povero ricco”, Renato Pozzetto interpretava una persona afflitta dalla paura di diventare povera. Alla fine questo personaggio decide di simulare la povertà per vedere se sa cavarsela… Nella sua comicità il film ha una morale decisamente istruttiva.-

Conosco un ragazzo che con circa 2.000 euro ha acquistato degli attrezzi per lavorare il legno. Con un investimento così basso oggi vende e stravende i suoi prodotti in legno e questo è solo uno dei tanti lavori che sa fare. Conosco anche un’altra persona che non ha fatto altro che ammucchiare il suo denaro e che dopo tanti anni, se qualcuno dovesse portarglielo via, non saprebbe fare niente di niente. Sicuri che la ricchezza sia solo nel denaro? O anche nelle capacità di sapersela cavare?

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Il denaro “dà” ricchezza, l’artigiano è un esempio “di” ricchezza

Ducati, Valentino Rossi e il Marketing

Se dovesse andare in porto l’accordo tra Ducati e Valentino Rossi, assisteremo ad uno dei più grandi eventi di marketing della storia sportiva. Ducati: la casa che produce moto seducenti, belle, con quel qualcosa in più che gli appassionati amano. Moto con carisma, moto che hanno quasi un’anima. Moto per le quali parole come “desmodromico”, “desmosedici”, “telaio a traliccio”, “la rossa di Borgo Panigale”, hanno avuto un effetto pubblicitario coinvolgente come pochi per chi adora le due ruote… e Ducati lo sa bene, tanto che la sua pubblicità, il suo marketing, la sua importanza nel mondo dei motori è cresciuta utilizzando in modo sempre più marcato questi termini di pari passo con le vittorie. Eppure, sono convinto che se Ducati avesse avuto le punterie pneumatiche al posto del desmodromico, avrebbe vinto ugualmente. Desmodromico*… si prova quasi un sottile senso di potere a pronunciare questa parola composta che significa “corsa vincolata”.

Ora immaginate di unire le forze mediatiche, pubblicitarie, di notorietà di Ducati con quelle del fenomeno sportivo ma anche pubblicitario dell’ultimo decennio: Valentino Rossi. Valentino rappresenta coinvolgimento, fantasia,  simpatia, creatività, spensieratezza, razionale follia, voglia di prendersi sul serio ma non sempre… cosa ne può scaturire?

Non oso immaginare quanti spot trarranno spunto dall’accostamento del cognome “Rossi” con il colore della moto… quanti spot si baseranno sul fatto che pilota italiano vincente su moto italiana vincente rappresentano passione allo stato puro… L’Italia dei centauri impazzirà. Una parte dei tifosi Ducati (quella che non sopporta Valentino) resterà male e potrebbe abbandonare il tifo sfegatato, altri ci metteranno un pò a metabolizzare la cosa ma, la stragrande maggioranza, non starà nella pelle. Le vendite dei prodotti Ducati aumenteranno con decisione. Verranno create nuove versioni “racing replica” delle supersportive. Nuovi gadjet, nuove iniziative promozionali, nuovi eventi. C’è solo da aspettare e guardare incuriositi perchè in fondo è questo il ruolo di chi sta oltre il teleschermo.

*Desmodromico deriva da DESMOS che sisgnifica vincolato e DROMOS che significa corsa. Qundi DESMODROMICO significa a corsa vincolata. 

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Gli artisti del fotoritocco si stanno già sbizzarrendo nel fare ipotesi circa la livrea
della possibile moto di Valentino.

Il blog Ralph DTE compie 2 anni

Il passato

Se il primo anno è stato fondamentale per dare un’impostazione ai contenuti, farsi conoscere e tentare di comunicare ai lettori i nostri buoni intenti, il secondo anno non è stato da meno. Abbiamo realizzato sempre più rubriche e con contenuti sempre migliori tratti da fonti più che autorevoli quali testi universitari (presi anche all’estero), professori esperti e tecnici di particolari aziende. Abbiamo raggiunto diverse aziende, associazioni, fiere ed eventi per informarli della nostra esistenza e con loro abbiamo collaborato a diffondere l’informazione tecnica inerente il motorsport, le tecnologie, ma anche l’imprenditoria, l’artigianato, la società con i suoi strambi comportamenti.

Il presente

Il mio blog non è un normale blog monotematico. Esso tratta temi legati alle tecnologie meccaniche, motoristiche e dei materiali, nonchè tecnologie edili e grafiche. Il tutto viene arricchito con approfondimenti circa la microeconomia, l’imprenditoria, il marketing ed il branding con concetti semplificati e rapidi esempi tratti dalla realtà per spronare i giovani e trasmettere a quelli con maggiore potenziale come uscire dalle crisi, come stare con i piedi per terra, come spendere al meglio il loro budjet, come evitare sprechi inutili e come, anche se non se ne parla mai abbastanza, sia possibile passare dalla teoria della scuola alla pratica del lavoro reale. Ecco perchè le tecnologie che mi appassionano non possono essere trattate solo nella loro sfera principale teorica ma vengono arricchite con concetti che ruotano loro intorno e che alcuni inizialmente pensavano che nulla avessero a che fare con la tecnica. Si cerca quindi di dare ai giovani idee e strumenti per capire che, a volte, con sogni realizzabili e spesso anche con capitali limitati, si può fare molto di più di quanto la società ci lasci credere.

Il futuro

Due anni densi, nei quali si è fatto un gran lavoro per dare un’infarinatura di base agli argomenti che verranno trattati in maniera sempre più ampia e approfondita. Verranno mostrate in futuro alcune delle idee che per ragioni di sicurezza dalle possibili copie sono state tenute celate ed esposte unicamente alle possibili aziende interessate. Verranno mostrati lavori, metodi e idee illustrati con servizi fotografici e  interessanti video, verranno aperte le pagine protette da password che attualmente sono in fase di completamento e verranno realizzate alcune piccole sorprese. Infine verranno inserite sempre più interviste e prove condotte da noi. Ora che le basi ci sono, gli anni a venire spero siano di buon auspicio per sfogare tutto quello che sento brulicare dentro di me e spero apprezziate questa mia stramba follia. 🙂

Una grazie di cuore a tutti i lettori i quali anche se non sono ancora in numero esorbitante sono passati da poche migliaia del primo anno a quasi centomila nel secondo. Lettori che mostrano di essere molto appassionati, che mi inondano di email, che sono cordiali e che non scrivono commenti inutili o offensivi come accade in blog molto più famosi di questo. Ciò mi porta a sperare di avere sempre una cerchia ristretta di lettori ma sempre validi, realmente appassionati e selezionati come quelli che ho attualmente.

Grazie, Raffaele Berardi.

Ralph DTE

Baricentro di un veicolo

Rubrica: Dinamica del veicolo

Titolo o argomento: Baricentro di un veicolo e vettori che in esso agiscono

Nei veicoli, come per tutti i corpi che sono soggetti alla forza di gravità, conoscendo l’intensità, la direzione ed il verso del peso, si può definire un punto nel quale è possibile considerare concentrata ed applicata per l’appunto la forza di gravità. Questo punto è detto baricentro. Per un veicolo la determinazione di tale punto è molto laboriosa e l’accuratezza della sua ricerca è di fondamentale importanza per la determinazione a priori del comportamento dinamico del veicolo.

La forza centrifuga e la forza peso possono essere rappresentate come vettori agenti sul baricentro, così la risultante di queste due forze diventa una linea inclinata funzione delle lunghezze dei vettori sommati. Finché questa linea rimane all’interno della zona individuata dalle ruote il veicolo sarà stabile.

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Nell’immagine il vettore orientato verso sinistra rappresenta l’intensità, la direzione ed il verso della forza centrifuga (FC), il vettore orientato verso il basso rappresenta la Forza di gravità agente sul corpo (FG), il vettore P rappresenta la risultante delle due forze. Il punto in cui sono applicati tali vettori è il Centro di Gravità (CG) o Baricentro.

Quando la retta d’azione della risultante arriverà all’esterno del piano d’appoggio il veicolo risulterà sottoposto ad un’azione di capovolgimento. Questo è il motivo fondamentale per cui i veicoli destinati alle corse presentano un baricentro molto basso, ottenuto abbassando le singole masse elementari (scocca, motore, trasmissione) come posizione rispetto al suolo, oppure allargando le carreggiate del veicolo.

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Il vettore risultante tra la forza centrifuga e quella di gravità esce al di fuori delle ruote, il veicolo tenderà al ribaltamento.

Impresa, giovani imprenditori e finanziamenti

Dalla comunità europea fino al più potente motore di ricerca

Oggi vi “linko” (voce del verbo linkare, sost.: link 🙂 ) due siti con contenuti assai interessanti per coloro che hanno la passione per l’impresa, che vivono l’impresa e che necessitano di un contributo per crescere, sviluppare, evolversi o semplicemente affrontare delle spese particolari in un momento poco proficuo.

Commissione europea:
http://ec.europa.eu/youreurope/business/access-to-finance/italy/index_it.htm

Il sito della Commissione europea “La tua Europa” sul quale trovate la pagina relativa alla Direzione Generale per l’incentivazione delle attività imprenditoriali (DGIAI) del Ministero dello Sviluppo economico, la quale coordina e gestisce gli interventi agevolativi a favore delle imprese.

La DGIAI concede ed eroga agevolazioni finanziarie alle imprese, al fine di sostenere importanti obiettivi di politica industriale quali le attività di ricerca e sviluppo e l’innovazione tecnologica, interventi per le situazioni di crisi industriale, agevolazioni per le aree meno sviluppate e il sostegno per l’accesso al credito per le piccole e medie imprese.

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Google Ventures:
http://www.google.com/ventures/

Il sito che Google ha realizzato specificatamente per comunicare il suo desiderio di finanziare le imprese di tutti i settori in qualunque fase di crescita loro si trovino. Non nascondono che sono particolarmente interessati alle aree nelle quali Google può avere accesso con il suo team, ossia l’intero mondo delle tecnologie e di tutto ciò che permette alle imprese di poter raggiungere un maggiore successo. Google afferma chiaro e tondo di investire per il ritorno finanziario (e ci mancherebbe…), questo significa che gli autori delle idee che verranno valutate come “fattibili” e che verranno finanziate, avranno una conferma in più (grazie ad un team di esperti) della reale qualità della loro idea.

Movimenti della scocca: rollio, beccheggio, imbardata.

Rubrica: Dinamica del veicolo

Titolo o argomento: Movimenti del veicolo attorno ai principali assi

L’interazione fra i vari gruppi sospensivi, ovvero tra le sospensioni indipendenti delle quattro ruote, genera una serie di moti della scocca rispetto alla ruote che sono di particolare interesse per la definizione del comportamento del veicolo.

I più importanti movimenti per la definizione del comportamento dinamico del veicolo sono il rollio, il beccheggio e l’imbardata.

Il rollio consiste in un trasferimento di peso (o di carico se vogliamo) trasversale del veicolo attorno all’asse longitudinale del veicolo stesso (vedi figura sotto). Questo fenomeno, come vedremo nei prossimi articoli, condiziona notevolmente la tenuta di strada di qualsiasi veicolo con alterazione degli angoli caratteristici (in particolar modo la campanatura o camber) fino a provocare gravi perdite di aderenza delle ruote con conseguente usura anomala e precoce delle stesse.

Il beccheggio è quel trasferimento di peso longitudinale con rotazione attorno all’asse trasversale del veicolo (vedi figura sotto). Si verifica prevalentemente in fase di accelerazione e frenata. Il beccheggio è legato al concetto di trasferimento di carico longitudinale che abbiamo trattato in appositi articoli (vedi i link correlati in basso).

Il moto di imbardata ovvero la rotazione attorno ad un asse verticale è una specie di sterzata che è legata all’aderenza dei pneumatici e alle dimensioni caratteristiche del veicolo: passo e carreggiata. Tutte le forze che tendono a muovere la scocca si realizzano perché i pneumatici a contatto con il terreno offrono delle reazioni vincolari analizzando le quali è possibile determinare i moti cui è sottoposta la scocca. Un parametro fondamentale per l’analisi dei moti è la posizione del baricentro.

Il pompaggio, ovvero l’oscillazione secondo un asse verticale mantenendo la scocca parallela al terreno, è un moto che si può considerare come un caso particolare di beccheggio (una sorta di beccheggio simmetrico).

Link correlati

Trasferimento di carico parte – 1
Trasferimento di carico parte – 2
Trasferimento di carico parte – 3
Trasferimento di carico parte – 4
Trasferimento di carico parte – 5

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Calo di zuccheri davanti al computer?

Rubrica: Mente e salute

Titolo o argomento: Attenti ai luoghi comuni

Solitamente quando si sta troppo tempo davanti al pc e si accusa stanchezza si afferma la solita frase fatta: “Ah, ho un calo di zuccheri”. Ebbene, questa frase è letteralmente inesatta anzi, del tutto scorretta. A quanto pare la sensazione di stanchezza è prettamente legata allo stress che il computer imprime al nostro organismo. Tale stress ha un effetto piuttosto incisivo sui consumi di magnesio e potassio del nostro corpo. Il magnesio ed il potassio sono tra i più importanti sali minerali di cui l’organismo ha bisogno per l’equilibrio idrosalino delle cellule. Un equilibrio che, per quanto strano possa sembrare, viene alterato dalle luci al neon che retroilluminano i monitor lcd.

Pertanto oltre ai soliti consigli che riguardano le pause di almeno venti minuti ogni ora di utlizzo del pc e la corretta illuminazione dell’ambiente in cui si usa il computer stesso (vedi il nostro articolo specifico), è bene osservare una dieta ricca di sali minerali e integrarli giornalmente attraverso la giusta alimentazione.

Ricordiamo che:

Il calcio si trova in: latte  e suoi derivati (latticini, yogurt, formaggi), pesce in scatola (salmone, sardine), ortaggi a foglia verde;
Il magnesio si trova in: frutta secca, soia, cacao;
Il sodio si trova in: sale da tavola (cloruro di sodio), alcuni tipi di alghe marine commestibili, olive, latte, e spinaci;
Il potassio si trova in: legumi, patate, pomodori, banane;
Il cloro si trova in: sale da tavola;
Lo zolfo si trova in: carne, uova, legumi;
Il ferro si trova in: carni rosse, verdure a foglia verde, pesce (tonno, salmone), uova, frutta secca, fagioli, cereali;
Il fosforo si trova in: latte e pesce.

Ah dimenticavo! Assumere snack, merendine e dolciumi quando si accusa stanchezza nell’utilizzo del pc non solo non vi aiuta a reintegrare sali minerali ma causa una situazione di iperglicemia ossia di eccesso di zuccheri che alla lunga può portare al diabete. Se proprio non sai cosa mangiare è sempre bene mangiare un frutto o dei semplici crackers… cosa che tra l’altro vale anche dopo aver compiuto degli sforzi fisici che nulla hanno a che vedere con il pc. 🙂

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