Bancarelle cinesi

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Gli equivoci e le colpe degli italiani

Sento dire sempre più spesso che i prodotti cinesi che si trovano presso le bancarelle, in particolar modo i capi di abbigliamento, sono uguali ai prodotti italiani… quindi, a detta di molte donne, tanto vale comprare i prodotti cinesi per il minor prezzo.

Su questo tema si è verificato uno dei più grandi equivoci che si possa immaginare. Facciamo un pò di chiarezza. Con l’avvento, negli ultimi anni in modo più conistente,  delle bancarelle cinesi presenti nei centri storici e alle fiere, la gente ha conosciuto un nuovo mondo. Un mondo fatto di prodotti venduti a costi molto bassi e dall’estetica tutto sommato piuttosto gradevole. Insomma c’è stata una proposta golosa e alternativa alle solite bancarelle. La fase successiva, quella della quale pochi si sono accorti, è stata la fase in cui anche molti proprietari italiani di bancarelle hanno deciso di rifornirsi di materiale di provenienza orientale. Se lo scopo era quello di trarre un maggior profitto vendendo ai soliti prezzi, il risultato che oggi possiamo toccare con mano è stato ben diverso: le casalinghe e le ragazze che frequentano spesso le bancarelle si sono accorte che non vi è alcuna differenza tra i prodotti cinesi e quelli venduti da molte bancarelle italiane. Questo ha portato molte persone a dire: Guarda che i prodotti che compri alle bancarelle cinesi sono uguali ai nostri! Perchè devo spendere di più?

Il risultato è stato che ora la gente crede che i prodotti cinesi e quelli italiani siano uguali, in più chi ha avuto la brillante idea di cammuffare prodotti di dubbia provenienza per prodotti italiani, ha avuto maggiori incassi in realtà per un limitatissimo periodo di tempo (il tempo sufficiente affinchè le clienti si accorgessero dell’assenza di differenze).

In soldoni un nostro atto incoscente ha ulteriormente rovinato il mercato e confuso le idee di moltissime persone. Non è vero infatti che il prodotto di dubbia provenienza a costo irrisorio sia uguale a quello italiano che invece vanta coloranti che rispettano le normative della comunità europea, tessuti altrettanto certificati, finiture sicure e manodopera regolare. Sono inoltre sempre più insistenti le voci secondo le quali il cromo, presente nelle scadenti tinture dei capi di abbigliamento di dubbia provenienza, sia diretta causa di tumori*.

*Chiedi personalmente informazioni agli esperti di tessuti e del Made in Italy e, ovviamente, ai medici che si interessano di questo fattore di rischio.

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Abbigliamento protettivo obbligatorio in moto

In cantiere l’articolo 171 che regolamenta le protezioni per i centauri

Di seguito la legge sulla quale si sta lavorando:
«1. L’articolo 171 del Codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, è sostituito dal seguente:
”Art. 171 – (Dotazione di sicurezza per la conduzione di veicoli a due ruote) –
1. Durante la marcia, ai conducenti, e agli eventuali passeggeri, di ciclomotori e motoveicoli è fatto obbligo di indossare indumenti e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo di tipo omologato, in conformità con i regolamenti emanati dall’ufficio europeo per le Nazioni Unite – Commissione economica per l’Europa e con la normativa comunitaria.

2. Ai fini di cui al comma 1:
a) per i veicoli fino a 11 Kw è obbligatorio l’utilizzo del casco integrale;
b) per i veicoli da 11 Kw a 25 Kw è obbligatorio l’utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle mani, e di giacca tecnica con protezioni per spalle e gomiti;
c) per i veicoli da 25 Kw a 52 Kw è obbligatorio l’utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle mani, e di giacca tecnica con paraschiena integrale e con protezioni per spalle e gomiti;
d) per i veicoli oltre 52 kw è obbligatorio l’utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle mani e di una tuta tecnica o di una giacca tecnica con paraschiena integrale e con protezioni per spalle e gomiti e di pantaloni tecnici con protezioni per fianchi e ginocchia.
3. Sono esenti dagli obblighi di cui al comma 2, i conducenti e i passeggeri:
a) di ciclomotori e motoveicoli a tre o quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa;
b) di ciclomotori e motoveicoli a due o a tre ruote dotati di cellula di sicurezza a prova di crash, nonché di sistemi di ritenuta e di dispositivi atti a garantire l’utilizzo del veicolo in condizioni di sicurezza, secondo le disposizioni del regolamento.
4. Chiunque viola le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 74 a euro 299. Quando il mancato uso degli indumenti e del casco riguarda un minore trasportato, della violazione risponde il conducente.
5. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e chi commercializza indumenti e caschi protettivi per motocicli, motocarrozzette o ciclomotori di tipo non omologato è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 779 a euro 3.119.
6. Gli indumenti e i caschi di cui al comma 5, ancorché utilizzati, sono soggetti al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI».
Considerazioni

Per come la vedo io ci sono dei lati positivi e gli ovvi rovesci della medaglia. Anticiperei il rovescio della medaglia: vien da sé che l’obbligo di qualcosa costringe a delle spese impreviste molto spesso poco gradite. Inoltre in questo caso vi è da considerare la scomodità di utilizzo d’estate o nei brevi tratti o ancora per recarsi a lavoro.   D’altra parte però dopo aver visto dei miei conoscenti che andando al mare con le infradito, il costume, una maglietta a maniche corte, una R1 e, subendo un incidente, si sono ritrovati al pronto soccorso con abrasioni tali da rendere visibili le ossa, con schiene grattuggiate a vita e mani e piedi smaciullati… beh allora mi vengono da dire sostanzialmente due cose:

1. Con certe moto è meglio se ci vai solo in pista.

2. Con certe moto se proprio vuoi andare per strada è meglio che ti vesti in modo adeguato

3. Con certe moto sarebbe meglio che stessimo più attenti al codice stradale e, qualora sbaglino gli altri e ci coinvolgano, sicuramente un abbigliamento adeguato ci preserva e ci permette di poter vivere la giovinezza (mi riferisco anche ai 50enni) nel modo più sano possibile.

Credo che la tendenza degli italiani sarà quella di non concordare con questa legge, però ci rendiamo conto di certe cose solo dopo che ci capitano. La prevenzione non è nella nostra cultura. Probabilmente parlo così per aver visto le conseguenze, sul corpo umano, di una semplice caduta a 70-80 km/h sull’asfalto rovente estivo e le conseguenze gravissime per velocità superiori…

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Inversioni di tecnologia: i pneumatici per le auto elettriche

Rubrica: Tecnologie utili ai mezzi elettrici ed ibridi, ma non solo…
Titolo o argomento: Il pericolo della troppa silenziosità

Per anni la ricerca delle grandi case produttrici di pneumatici si è basata anche sull’obiettivo di realizzare gomme sempre più silenziose durante il rotolamento. Questo per rendere la marcia più confortevole e dare l’idea di vetture più solide… Ora che le auto elettriche stanno realmente per farsi strada e irrompere nei mercati di tutto il mondo, si inizia addirittura a pensare di fare un passo indietro -è molto raro che accada ma evidentemente non impossibile- e dotare le vetture di pneumatici che non siano poi così silenziosi.

Pare proprio che per i pedoni sarà molto difficile abituarsi all’idea che, attraversando una strada, si corra il rischio di essere investiti* perchè non si è avvertito alcun rumore che ponesse in allarme. Effettivamente, abituati al trambusto della città (ma non solo), siamo ormai in grado di capire se attraversare una strada o meno dando uno sguardo con la coda dell’occhio e soprattutto accertandoci dei rumori prossimi a noi. In tal modo si osserva frequentemente gente che attraversa la strada e guarda il cellulare o un giornale ma che non corre rischi perchè i rumori nelle immediate vicinanze sono ben marcati e distinguibili.

La ricerca potrebbe quindi orientarsi verso pneumatici che emettano un particolare sibilo? In fondo gli strumenti a fiato giocano con l’aria per emettere le diverse note. Potrebbe un pneumatico fare altrettanto?

*Stessa ragione per la quale spesso i ciclisti vengono maledetti (talvolta ingiustamente); semplicemente non li si sente arrivare e ci comportiamo in modo distratto.

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Trovare lavoro: attenti alle false speranze

Completate i vostri studi e iniziate a contattare, spesso visitare ditte, aziende, piccole e medie imprese. Prendete la vostra auto e vi imbarcate in complesse giornate di tour tra un centro storico e una zona industriale. Ecco quindi alcuni consigli per capire se state perdendo tempo:

  1. In primis cerca sempre di portare di persona il tuo curriculum vitae. Avere un contatto diretto con il tuo possibile datore di lavoro ti garantisce alcune chances in più e non solo per la certezza della consegna del curriculum stesso…
  2. Quando entri nel luogo di lavoro prescelto richiedi un breve colloquio con il titolare. Molto probabilmente lui sarà impegnato e ti farà attendere. Questo perchè non si aspettava la tua visita. Nel momento in cui gli parlerai dovrai riassumere le motivazioni che ti portano da lui e cercare di catturare il suo interesse ovviamente. Se durante la tua breve esposizione lui ti chiede subito il curriculum vitae senza nemmeno averti ascoltato, stai certo che non è minimamente interessato e cerca un pretesto per liberarsi di te.
  3. Se durante il vostro breve colloquio il titolare viene spesso interrotto da altri collaboratori o dipendenti o, persino dai clienti, a nulla servirà il fatto che ti abbia lasciato parlare fino alla fine. Molto probabilmente non avrà avuto orecchi per te sin dall’inizio e puoi averne prova non tanto dal fatto che siete stati interrotti dai suoi collaboratori (ci può stare) bensì dal fatto che persino un cliente si è intromesso tra di voi ed il titolare senza il minimo garbo non ha impedito che ciò avvenisse cercando di ritagliare un minimo di privacy magari nel suo ufficio.
  4. Ricorda che quando si cerca realmente nuovo personale, si dedica una cura sopraffina nell’ascoltarlo e nel fargli domande. Le domande che ti può porre un titolare generalmente sono quelle che lo cautelano e che gli conferiscono la sicurezza che tu sei la persona che stava cercando. Se non ti vengono fatte domande, non gli interessi. Tu assumeresti qualcuno senza nemmeno conoscerlo un pò?
  5. Se il discorso prende piede tra voi due ma quando tocca a te fare delle domande lui è vago o risponde cose che non hanno molto a che fare con ciò che stavi chiedendo, significa che sta facendo lavorare un pò troppo la fantasia… Ha qualcosa da nascondere e potresti avere sorprese poco piacevoli. Perchè se mi chiedi “A” ti dovrei parlare di “B”?
  6. Se ci sono altri dipendenti nel luogo di lavoro dove ti sei recato, cerca di osservare il comportamento ed in particolar modo i volti di costoro. Lo stato di salute di un’azienda non lo capisci dalle belle parole che ti vengono dette, nè tantomeno da una cravatta di seta… Le capisci dall’umore di chi sta lavorando lì dentro già da tempo. I visi dei dipendenti raccontano la vera storia di un’azienda ed esprimono quanto questa realmente funzioni. Ricorda: un’azienda che funziona in armonia è un’azienda dove, sebbene vi sia una buona dose di severità da parte del titolare che deve essere per forza di cose esigente, i dipendenti risultano sì stanchi, sì sudati, sì impegnati, ma allo stesso tempo sereni… Può scapparci il sorriso, la battuta tra di loro, la presa in giro. Questo è un chiaro strumento di misura che ti svela: qui si lavora sodo, ma si sta bene…
  7. Cerca di capire se il titolare è realmente il proprietario dell’azienda nella quale ti sei recato. Spesso puoi scoprire che con la stessa semplicità con la quale vieni assunto, perderai il lavoro. Perchè? Non è la prima volta che un’azienda è di una persona ma fornisce un servizio per un’altra azienda… che a sua volta è di un gruppo di imprenditori e così via… Se cerchi esperienze lavorative può andare benone per formarti ma se cerchi un minimo di stabilità è meglio che chi decide di assumerti sia anche il proprietario dell’attività: capirai così “l’andazzo” sin dal principio.
  8. Infine, secondo la fisiognomica, c’è una relazione tra quanto il tuo interlocutore si tocca il naso o si copre la bocca e quante cose sta dicendo in modo distorto o non perfettamente veritiero. Un dettaglio importante del linguaggio del corpo.

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Bielle in alluminio

Rubrica: Materiali e motori

Titolo o argomento: Bielle in alluminio

Le bielle realizzate in alluminio possono essere ottenute per fusione o per stampaggio. La lega scelta per lo stampaggio della biella in alluminio contiene rame e silicio (Cu-Si). La lega destinata alla fusione invece è a base di silicio e manganese (Si-Mg). Tali bielle fanno davvero gran fatica ad uscire dallo stadio sperimentale per via del loro comportamento”anisotropo” delle fibre: resistono bene a trazione e male a compressione ed il problema nasce proprio in questo dato che le bielle lavorano prevalentemente a compressione (fase di combustione). Probabilmente, come è stato per il titanio, sarà la ricerca dei giusti elementi di alligazione (cioè che formano la lega metallica) a poter conferire ad un simile organo le proprietà richieste.

Maggiori informazioni sul sito Automotive & Motorsport di Ralph DTE: www.ralph-dte.net

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Allenamento per diventare seri istruttori di guida sportiva

Rubrica: Diventare istruttore di guida sicura/guida in pista -3-
Titolo o argomento: Prolungare i corsi di guida per mantenere l’allenamento

La nostra ricerca di informazioni in tema “diventare istruttori di guida sicura/sportiva” prosegue con non poche difficoltà. Abbiamo contattato quasi tutte le principali scuole di guida sportiva presenti in Italia (ora stiamo iniziando a contattare le principali presenti sul territorio europeo). Ciò che è emerso e che accomuna tutti i corsi, è la breve durata degli stessi la quale, a mio avviso, risulta insufficiente per un corretto allenamento alla tecnica di guida professionale.

La mia proposta per porre rimedio al problema è molto semplice:

Una volta terminato il corso di guida sicura/sportiva non sarebbe male che le scuole che offrono i corsi, forniscano anche una convenzione con gli autodromi interessati in modo tale da permettere a coloro che hanno partecipato con maggiore interesse di potersi allenare a prezzi competitivi nell’arco dell’anno. L’autodromo utilizzato per il corso sarebbe così più attivo e le scuole che si appoggiano a tali piste potrebbero noleggiare le loro vetture avendo così un ritorno economico più costante ed un servizio più completo anche una volta che il cliente ha superato il corso.

Posso ipotizzare che in tal modo il costo dei corsi potrebbe scendere a prezzi più interessanti offrendo le scuole una quantità di servizi più ampia, costante, meglio distribuita e che può dar luogo a numerose altre attività. Il cliente non dovrebbe quindi preoccuparsi di dimenticare ciò che ha imparato o di procurarsi un mezzo sportivo assai costoso per mantenere il proprio allenamento.

Fedi tecnologiche

Se la solita fede o fedina d’oro non vi basta più, se desiderate qualcosa di diverso dalle solite abitudini, qualcosa di originale e allo stesso tempo assai tecnologico, ecco a voi le fedi in titanio. Ultraleggere, eleganti e altamente protette da ogni forma di ossido e perdita di brillantezza… per amori che durano nel tempo.  Il titanio è un metallo dall’aspetto argenteo molto duttile che si caratterizza per l’elasticità, il basso peso, e il non essere soggetto agli agenti atmosferici. Per questo è particolarmente indicato per la realizzazione di gioielli, dal momento che leggerezza e resistenza conferiscono al metallo una comoda vestibilità e un’ottima resistenza alle corrosioni. L’elasticità e la resistenza di questo metallo, permettono la realizzazione di gioielli di alto pregio anche con un filo sottile di metallo, indicato per la valorizzazione di pietre preziose, quindi perfetto anche per un anello di fidanzamento!

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Disinserire l’EGR che effetti produce?

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili -22-

Titolo o argomento: Disinserire l’EGR che effetti produce?

“Ho disinserito l’EGR così la macchina va più forte!”. Altra leggenda metropolitana. Assolutamente non è vero.

Se il motore della tua auto è provvisto di sistema di ricircolo gas EGR un motivo c’è. I gas di scarico vengono fatti passare nuovamente in camera di scoppio (solo ai regimi intermedi, mai al minimo né a pieno carico) per abbassare la temperatura di combustione. Questo ha un effetto positivo sulla riduzione delle emissioni inquinanti.

Ma non è tutto. Gli ingegneri quando progettano un motore con EGR, considerano nel bilancio termico del motore stesso gli effetti che l’EGR ha. Se disinserisci (con vari stratagemmi che non mensionerò in questo articolo) l’EGR, il primo reale effetto che hai è una temperatura di esercizio leggermente maggiore del motore. Le prestazioni non migliorano, peggiorano. Non escluderei la possibilità persino di danneggiamenti della testata laddove piccoli innesci di frattura possono essere ampiamente stimolati dal maggior calore.

Noti invece un miglioramento delle prestazioni, disinserendo l’EGR, solo quando i componenti che lo fanno funzionare non fanno il proprio dovere, ovvero quando si sono danneggiati. In tal caso la soluzione migliore rimane sempre quella del controllo (tramite presa OBD) dei componenti del sistema di ricircolo dei gas: valvola EGR, modulatore elettropneumatico,modulo di comando, misuratore massa aria, elettrovalvole.

Successi e sconfitte

Il successo di un’idea creativa e/o imprenditoriale è un ottimo metodo per realizzare dei profitti da reinvestire nelle persone, in nuove idee, nuovi strumenti, migliori spazi di lavoro. La sconfitta, sebbene poco appagante, offre un’inestimabile fonte di informazioni per conseguire un valido risultato al passo successivo. Eccezion fatta per i testardi. Dice un detto: Pessimista è colui che vede in ogni occasione una difficoltà; ottimista è colui che vede in ogni difficoltà un’occasione. Non abbiate paura di parlarne, di farvi e fare domande a chi vi sta intorno… Nessuno vince sempre. E poi, diciamoci la verità, se vi presentate sempre vittoriosi (anche fingendo), la gente sarà poco propensa a collaborare con voi, a darvi una mano nel conseguimento del prossimo risultato. Viceversa quando vi presentate un pò delusi e insoddisfatti di un risultato, la gente vi vedrà più umani, più vicini e sarà più propensa a tendervi una mano. Sì lo so, sembra quasi sadico…

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