I segreti dei consumi di carburante

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili
Titolo o argomento: I segreti dei consumi di carburante

Introduzione

Ho notato che c’è molta confusione quando si parla di consumi di auto. E’ ancora forte la credenza che le piccole utilitarie consumino meno. Niente di più sbagliato.

Ho conosciuto tanta gente che aveva piccole vetture come la panda e al tempo stesso lamentavano percorrenze di 10 chilometri al litro. Uno di loro in particolare mi sorprese perché negli anni ’90 passò dalla Panda alla tanto agognata Lancia Delta HF Integrale. Mi dimostrò che utilizzando debitamente la sua Lancia secondo le norme stradali, i consumi erano molto molto simili, ossia sui 10 km/l sia per la Panda sia per la Delta. Eppure la prima era un 750 la seconda un 2000 turbo 16 valvole.

Durante un test sui consumi condotto da quattroruote (ai tempi in cui uscì la prima Z3), presero in prova una Z3M e usandola nell’extraurbano raggiunsero i 18 km al litro… Con 321 CV!!! Possiedo una Renault Clio 1.8 16v (140CV) del ’92, una macchina che ha quasi 20 anni e che consuma meno della Panda (circa 60 CV) che la mia ragazza ha comprato l’anno scorso. La mia Clio, tutta egregiamente originale e tenuta a puntino percorre tranquillamente 14-15km/l, la Panda della mia ragazza (nuova) rasenta i 10km/l. Io ho più del doppio della sua potenza. Per fortuna in questi anni Toyota ha spiegato che con un motore brillante si possono ottenere consumi inferiori. E finalmente! Mi credevano solo gli altri motoristi fino a pochi anni fa.

Ragionando per estremi, una Ferrari F50 con un motore 12 cilindri 4,7cc 520 CV ha dei consumi paurosi, mi sembra ovvio… Ma si tratta di ben 12Cilindri. Immaginate di prendere lo stesso motore, frazionarlo, e trasformarlo in un 4 cilindri. Consumerebbe di più o di meno di quello di una comune auto “piccola” a 4 cilindri? La risposta è che consumerebbe molto meno, ma costerebbe un’esagerazione di più per l’elevata raffinatezza. I primi motori a “benzina” a “iniezione diretta” di Renault e Audi di qualche anno fa, avevano consumi davvero contenuti in proporzione alle vetture sulle quali erano montati. Oggi si stanno adeguando un pò tutti in seguito alle nuove normative della comunità europea.

Fattori importanti

I consumi non dipendono da quanto è piccola una macchina. Non è assolutamente detto che una vettura piccola consumi meno di una più grande. Quello che è certo è che la vettura piccola costa meno di quella più grande. Ma non a pari qualità. Costa meno a scapito di tutti i parametri che regolano la qualità di una vettura fatta eccezione per l’impianto idraulico dei freni (che deve essere supersicuro) e quello dello sterzo (anche se non sempre).

I consumi dipendono da:

  • Raffinatezza ed efficienza del motore (tolleranze, giochi, accoppiamenti di organi meccanici, rendimento termico e volumetrico. Avremo modo di parlarne in seguito.)
  • Qualità del carburante usato
  • Peso del veicolo
  • Peso delle persone a bordo
  • Aerodinamica
  • Larghezza pneumatici
  • Presenza di Accessori quali portapacchi
  • Finestrini aperti
  • Aria condizionata accesa
  • Strada che si percorre
  • Modo di guidare
  • Elettronica
  • Utilizzo eccessivo dei freni
  • Azioni abbondanti sull’acceleratore

Consumo Specifico

Inoltre vediamo come si calcola il consumo specifico di un motore:

Consumo specifico di carburante:

Csc=Mc/Pe

dove Mc è la massa del combustibile

e Pe è la potenza effettiva erogata

E’ tuttavia un parametro dimensionale e, la sua unità di misura, è  g/KWh ovvero grammi di combustibile su chilowatt ora.

Il Consumo specifico di energia, invece, è un parametro “adimensionale” e vale:

Cse=(Mc·Hi)/pe

dove Hi è il potere calorifico inferiore del combustibile ossia la quantità di calore sviluppata nel corso della combustione completa dell’unità di massa del combustibile considerato.

Il reciproco del consumo specifico di energia, ovvero 1/Cse rappresenta il RENDIMENTO GLOBALE DEL MOTORE:

ηg=1/Cse

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L’elettronica

Bisogna infine tenere conto di un parametro importantissimo al quale nessuno, o quasi, fa caso: L’elettronica.

Se una vettura viene prodotta con un dato motore (ad esempio un 1.9 TD) e se nell’anno in cui la vettura esce in produzione, aumentano le tasse di possesso delle automobili (il bollo) o le assicurazioni, le case costruttrici, per evitare di perdere le vendite e quindi i clienti, intervengono sull’elettronica (la famosa centralina) limitando le prestazioni del motore ed abbassando i suoi valori di coppia e potenza. Ne segue che la vettura sarà soggetta ad un bollo minore e chi era intenzionato ad acquistarla probabilmente non vi rinuncerà. Sono centinaia i casi. E’ una cosa molto frequente adattare la potenza del motore alle richieste della clientela tarando le centraline.

Spesso questo fenomeno da modo ai preparatori di centraline elettroniche, di riportare (in caso di piccole differenze) ai valori ottimali la coppia e la potenza erogate dal motore con un conseguente abbassamento (chissà come mai) dei consumi tanto pubblicizzato specie sulle riviste.

Un motore ben fatto, ben studiato, che gira rotondo, che non è soffocato, che non porta un peso eccessivo farà sicuramente meglio di un’utilitaria uscita male di fabbrica sotto ogni aspetto.

Conclusioni

Se le piccole utilitarie non vantano consumi contenuti tanto quanto ci si aspetta, vantano però bolli e assicurazioni più bassi. Questo ovviamente può essere considerato un vantaggio. I ricambi non risultano essere più economici di auto più prestanti, anzi… molto spesso si verifica il contrario. Il paraurti di una BMW serie 3 costa la metà di un paraurti di una Renault Clio. Verificate voi stessi. Le candele di una Golf costano di più delle candele di una “macchina” da corsa ben più prestigiosa. Rovinare il motore su una nota vettura a metano (ed è successo a 9 clienti su 10) costa molto di più che aver comprato la medesima vettura a benzina ed aver pagato il carburante. E così via…

TUTTAVIA l’automobile è un modo di esprimersi, di vivere, un Status Symbol… Mai criticare le vetture degli altri, noi italiani siamo molto permalosi in merito. Il mio è un ruolo delicato, la gente mi chiede informazioni sulla propria vettura e spesso mi vedo costretto a mentire perchè altrimenti ci si offende. Quindi il mio consiglio è:

“Acquistate l’auto che vi piace. Tutto qui. Non ci pensate troppo. Un appassionato come me, come ce ne sono tanti, che si ritrova però ad essere motorista, perito meccanico e laureando in Ing. Meccanica, magari vorrà qualcosa di più da un’auto e si ritroverà ad essere più “criticone”, “borbottone” e “razionale” nelle sue scelte… 😀 “

NOTE:

nel prossimo articolo vi sveleremo una curiosità quasi straordinaria su una nota supercar italiana.

I supporti motore e le vibrazioni

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili -8-

Titolo o argomento: Quelle vibrazioni che sanno di vecchio, e invece…

Iniziate ad accorgervi che la vostra amata vettura (amata per gli appassionati…) vibra, è più rumorosa talvolta ruvida nell’utilizzo. Non sempre la causa è imputabile a gravi e costosi problemi. Alle volte si tratta solo e semplicemente di un banalissimo supporto motore che ha terminato il corso della sua vita utile. Il motore sta su ma il tampone di gomma è quasi totalmente compresso.

Risultato?

Le vibrazioni indotte dal motore o dalla strada non vengono più adeguatamente smorzate, le marce entrano male perchè il motore non si trova nella sua posizione corretta, fastidiosi rumori metallici echeggiano nell’abitacolo e sembrano provenire proprio dal vano motore.

Certo le cause potrebbero anche essere altre, quindi

come capire se si tratta di un supporto motore?

Fateci caso… quando avviate il motore, quest’ultimo sobbalza? E quando lo spegnete anche peggio? Sentite che non appena girate la chiavetta per spegnerlo, uno scossone accompagna lo spegnimento? Se vi muovete in prima marcia lentamente, alle volte, vi capita che accelerando si senta una vibrazione metallica quasi come se due pezzi di ferro battessero? Nonostante la frizione nuova le marce entrano ma si fatica un pò di più sulla leva?

Probabilmente la vostra vettura ha percorso molti chilometri oppure ne ha percorsi pochi ma tutti in centro tra san pietrini e buche…

Comunque sia non preoccupatevi, non si tratta di un pezzo costoso. Un piccolo problema che si risolve con pochi euro e chi vi ridona il piacere della guida di una vettura che sembra scorrere su una tavola d’olio, precisa, pulita, silenziosa… Così piacevole da farvi chiedere: “E io volevo cambiarla? Per colpa di un pezzo rotto che costava (prezzo indicativo) sui 70 80 euro?”

L’unico peccato è che non è un lavoro che si può fare a casa. Ci vuole un meccanico affidabile che disponga ovviamente di una gruetta per sorreggere il motore mentre il supporto da sostituire è sganciato, e un paio di cavalletti di sicurezza qualora la vettura sia stata sollevata con un crik. Certo è che se conoscete quanto appena spiegato renderete più difficile la vita a qualche furbacchione che vuole farvi spendere centinaia d’euro o peggio, farvi sostituire l’auto…

Le vuoi storiche?

Parlando con Federico, un mio amico Designer Industriale, argomentavamo circa il prezzo di mezzi d’epoca e, per riassumervi la conversazione, abbiamo distinto in particolar modo quattro differenti casi nei quali spesso ci si imbatte quando si decide di acquistare un mezzo d’epoca.

Usato d’epoca sul quale si specula.

Tipico usato che ha scarso valore ma che viene venduto a prezzi improponibili per i più variegati motivi: mode, film che l’hanno abbondantemente pubblicizzato, o ancora per il semplice motivo: “Non è bello ciò che è bello, ma ciò che piace agli altri”. Argomento trattato anche da noi, clicca qui.

Non mancano poi i casi in cui comitive di persone si mettono d’accordo pubblicando di punto in bianco sui siti di vendite online, diversi annunci a prezzi esorbitanti di uno stesso prodotto. Così da infondere la credenza che quello sia il prezzo di mercato. Trovata a dir poco geniale. Ma ecco come scoprire il trucco. Vai semplicemente in edicola e acquista autorevoli riviste di auto/moto d’epoca per sapere il valore reale e poi confrontalo con il prezzo trovato online. Infine domandati valutanto la tecnica del mezzo scelto: vale la pena spendere così tanto su un mezzo difettoso, tecnicamente inefficiente, del quale non trovi i ricambi se non a prezzi spasmodici? Oppure è meglio sceglierne un altro più valido anche tecnicamente?

Usato d’epoca di lusso

Ovvero tutti quei mezzi che indipendentemente dal valore tecnico sono fortemente desiderati. In questo caso l’opinione che se ne ha è prettamente soggettiva. Sono quei casi in cui una critica può fortemente ferire l’orgoglio del possessore. Nessuno meglio di lui sa cosa prova per quel particolare veicolo… Il più delle volte nemmeno il proprietario riesce a spiegarlo. Si tratta di pezzi molto particolari. Il cui valore si alza notevolmente per la forte, immensa richiesta e desiderio di possedere una vettura o una moto che era già nata con l’intento di non essere per tutti.

Usato d’epoca di validità tecnica

Ne fanno parte tutti quei pezzi passati alla storia per delle particolari scelte tecniche che hanno aperto un’era. Ne sono un tipico esempio (anche se esagerato) le prime formula 1 a effetto suolo.

Usato d’epoca di validità storica

Caso a parte è quello di chi compra un pezzo storico per metterlo in salotto proprio per ricordare la storia del progetto. In tal caso spendere cifre cospicue anche se si tratta di una meccanica poco valida, acquista sicuramente più senso. Un tipico esempio, dice Federico, è la Vespa sulla quale fu montato un cannone in tempi di guerra. Non ci andrete a fare la spesa, quindi il problema ricambi, costi, validità tecnica non sussiste.

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Bellezza, moda o validità del prodotto?

Scegliete voi naturalmente.

Ogni veicolo è una storia a sé; la situazione varia da caso a caso, chi intende effettuare un acquisto dovrebbe stare attento e condurre una buona indagine sul prodotto per capirne i reali motivi dell’elevato costo e giustificare a sé stesso la validità della sua scelta.

Quando sale la temperatura dell’acqua

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili

Titolo o argomento: Quando sale la temperatura

Arriva la primavera e come niente l’estate… ti ritrovi in coda con l’auto su qualche salita di montagna o nelle code autostradali. Noti che la temperatura del motore è salita oltre i 90°C.

Cosa fai?

Chiaro, spengo il motore!

Errato!

Allora provo ad aprire il cofano!

Uhm, sì ma non risolvi moltissimo!

Ricorda che se spegni il motore la pompa dell’acqua smette di girare. La pompa è trascinata dalla cinghia dei servizi che a sua volta è azionata dall’albero motore. Spegnere il motore fa sì che il motore non generi altro calore è vero, ma non servirà per smaltire quello in eccesso che può provocare dannose rotture.

Un consiglio ottimo per rimediare al surriscaldamento del motore (in qualunque stagione dell’anno) è quello di accendere subito l’aria calda dell’impianto di ventilazione della vettura. ATTENZIONE: l’aria calda, NON il climatizzatore.

Accendere l’aria calda ti sarà utile per prelevare calore dal radiatore. Il riscaldamento delle automobili è alimentato dal circuito di raffreddamento dell’auto, ossia prende calore dall’acqua calda che gira nel radiatore passando per i manicotti e raggiungendo il motore.

Naturalmente d’estate non è una cosa gradevole, ma puoi orientare le bocchette dell’aria verso i finestrini aperti. Una soluzione certamente scomoda ma che salva letteralmente il tuo motore da situazioni di surriscaldamento (e i danni che ne derivano) dovute a lunghi tratti in salita a bassa velocità (montagna) o lunghe code dove si cammina a passo d’uomo e non si può spegnere il motore a lungo (code autostradali). E non salva solo il tuo motore… anche il portafogli.

L’unica tipologia di casi in cui un simile rimedio non ha effetto, è quella in cui il surriscaldamento avviene in seguito ad una rottura meccanica (guarnizione della testata ad esempio). Se si tratta di una “scaldata” è un conto, bensì se il problema alla radice nasce da una rottura meccanica. Le cose sono molto differenti…

L’auto del futuro? Leggera Elettrica e per soli 50.000 Euro??? -2-

Che ci fosse bisogno di auto più leggere, come si legge ultimamente su molte riviste, non è una gran scoperta né tanto meno una novità.

Da anni infatti case prestigiose puntano parte dei loro sforzi sulla riduzione di peso dei loro mezzi per permettere a vetture di cilindrate più elevate di consumare quantità di carburante simili allo sorelle minori.

Inoltre vivendo nel mondo delle corse posso confermarvi che da secoli (si fa per dire) i top team fino ai più modesti preparatori puntano sull’alleggerimento del mezzo per ottenere migliori prestazioni, minori consumi, poter installare serbatoi più piccoli e portare il peso del mezzo al limite consentito dalle fiches di omologazione nei vari campionati.

Anche su strada vedemmo circa 8 anni fa un tentativo da parte di Volkswagen di vendere la nota LUPO 3L, ossia la lupo che permetteva (non ho avuto la fortuna d testarla) di percorrere 100 km con 3 litri di carburante. Questa possibilità era dovuta in particolar modo ad alcune parti della carrozzeria in materiale composito. Ciò ovviamente ne aumentò il prezzo rendendola meno desiderata. Fun comunque un idea brillante. E, in fondo, i costi non aumentarono in modo spasmodico. Le minute utilitarie elettriche che vorrebbero offrire per circa 50.000 euro rappresentano una barriera insormontabile per il cittadino interessato all’ecologia.

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Infine da diverso tempo noi del Blog ci interessiamo alla preparazione di una Clio 1.8 16V. La preparazione ora non interessa più il motore come una volta… Ci interessiamo da tempo di riuscire a realizzare parti della carrozzeria in materiale composito che siano esattamente identiche alle originali ma con un peso nettamente inferiore. Il nostro scopo è di abbattere i consumi già ottimi per questo mezzo in grado di percorre da originale 14 km/l nonostante la cavalleria… L’operazione effettivamente è molto costosa ma non ci occorre per avere un vantaggio economico, bensì per testare in prima persona di quanto riusciamo ad abbassare i consumi. Operazione davvero difficile che va avanti con enormi sforzi e solo nei momenti in cui il budjet ci permette particolari sviluppi che siano evoluti e con contenuti tecnici differenti dalla normale componentistica per il tuning delle autovetture. Non si tratta nel nostro caso di kittare una vettura ma di ingegnerizzarla…

Più avanti pubblicheremo i risultati e gli sviluppi dei nostri lavori che per il momento preferiamo tenere riservati.

L’auto del futuro? Leggera Elettrica e per soli 50.000 Euro??? -1-

Le idee per il futuro volgono nuovamente verso la direzione del mezzo elettrico che ha tutt’al più un piccolo motore a scoppio di emergenza. Corredate di ruote alte e stabili con larghezza ridotta per ridurre i consumi e che mentre sono parcheggiate si ricaricano con pannelli solari anche se il cielo è nuvoloso. Hanno pesi contenuti che permettono loro di aumentare l’autonomia.

Sono ottime idee: ma che risparmio porta acquistare una vettura dalle dimensioni di uno scooter cabinato per 50.000 euro? Ma soprattutto chi se la potrà permettere?

Certo è vero che una tecnologia prima di conquistare un’elevata diffusione costa di più… molto di più. Ma non vedo come possa aver successo una simile idea. Eppure molte riviste che si interessano di economia ne hanno parlato ultimamente. Le hanno presentate ed hanno commentato con le stesse nostre osservazioni circa il prezzo.

Però nessuno parla della TESLA. L’azienda che produce auto elettriche delle dimensioni di auto vere, sicure, l’azienda che produce auto elettriche con autonomie fino a 3 volte più elevate di quelle che conosciamo. L’azienda che realizza auto elettriche BELLE, sportive e desiderabili nonchè prestanti. Raggiungono velocità di tutto rispetto e autonomie impensabili per i modelli di cui sentiamo parlare. Non ne parla nessuno così ve le facciamo vedere noi: teslamotors.com

Giudicate voi stessi (sono realizzate su base Lotus e costano meno delle scatolette di cui si sente parlare in questi giorni); ultima cosa, non meno importante, sono già in produzione da una vita negli Stati Uniti.

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Risparmiare il carburante: il sistema cut off.

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili
Titolo o argomento: Risparmiare il carburante

Ho una macchina abbastanza stabile quindi posso mettere a folle in tutte le discese e risparmiare carburante.

Errato, oggi le migliori utilitarie (sotto il punto di vista dei consumi) sono corredate di una utile funzione che si chiama CUT OFF. Questo sistema permette di interrompere l’iniezione di carburante ogni qualvolta si rilascia il gas. Offre un ottimo risparmio di carburante in tutte quelle situazioni in cui lasciando il gas il motore diventa passivo e viene trascinato dalle ruote motrici e non viceversa, ovvero durante le discese o i rilasci di gas in autostrada ad elevate andature ad esempio.

Il risparmio ottenuto è maggiore rispetto a quello che si ottiene mettendo in folle. In quest’ultima modalità infatti il motore per rimanere acceso deve essere comunque alimentato anche se solo al minimo. E’ vero però che sotto un determinato numero di giri l’alimentazione viene comunque ripristinata e il CUT OFF si interrompe per evitare lo spegnimento del motore.

Le vetture tedesche furono le prime anni fa a montare questi sistemi sulle auto. Oggi molte altre marche si sono adeguate. Inoltre sottolineo che quando dico “le migliori vetture montano questo sistema”, è da intendersi: migliori sotto il punto di vista della gestione dei consumi. Sottolineo questo per evitare che una vettura venga considerata ottima in ogni aspetto solo perchè dispone di un tale sistema. Ovviamente non è detto.

Acquistare un’auto usata, ecco cosa guardare.

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili
Titolo o argomento: Cosa devo guardare se acquisto un’auto usata?
Metodo: cosa devo guardare per non fare errori?

La vettura usata deve essere libera per ogni tipo di prova, se questo ti viene impedito vuol dire che c’è qualcosa da nascondere.

Se ti dicono di parlare con il proprio meccanico che garantisce, tu rispondi che deve essere “il tuo meccanico” a garantire e non quello del venditore. Il tuo meccanico è disinteressato e neutrale ovviamente.

Autotelaio e carrozzeria

Porta la macchina da un gommista esperto, possibilmente da uno che prepara assetti anche sportivi e sia ben attrezzato. Fai verificare che l’auto non sia incidentata e che il telaio sia diritto. Mettila sul ponte e controlla il suo stato nella parte inferiore. Avere la convergenza da rifare è normale e non significa che il telaio è storto.

Controlla tutte le guarnizioni, specie quelle intorno a parabrezza e lunotto e osserva se sul bordo di esse trovi tracce di vernice. Se sì chiedi perchè (sicuramente l’auto è stata verniciata). Sii un bravo psicologo: se chi sta vendendo esita nelle spiegazioni o evita il discorso, ha qualcosa da nascondere. Non effettuare l’acquisto.

Controlla la verniciatura contro luce di giorno all’aperto, se trovi strani aloni, quella parte è stata riverniciata.

Controlla le staffe che reggono i fari anteriori, verifica incrinature o imperfezioni nella verniciatura. Se hai un carrozziere di fiducia informati su tutti quei fattori che indicano riverniciature in punti anomali. La comune bottarella non pregiudica l’ottimo funzionamento di un mezzo ovviamente.

Controlla se le portiere chiudono tutte allo stesso modo e verifica se senti strane vibrazioni su uno degli sportelli. L’auto potrebbe aver preso una seria botta da quella parte. Controlla i codici sui vetri per capire se uno di essi è stato sostituito ed eventualmente chiedi perché.

Anche un pneumatico usurato in modo anomalo può esser segno di un telaio storto.

Motore

Ovviamente guida l’auto e senti le tue impressioni. I chilometri non saranno mai quelli che leggi a meno che tu non stia acquistando da un privato (anche in questi casi però ho trovato persone che li hanno tirati indietro).

Verifica la fumosità allo scarico. Se parti a freddo in una giornata invernale è normale che esca la condensa e ti possa sembrare fumo bianco. Tranquillo non è olio.

Se il motore, in temperatura, fuma in modo anomalo, potrebbe avere problemi con la guarnizione della testa o con i paraoli delle valvole che lasciano passare l’olio in camera di scoppio. Questo viene in parte bruciato e mandato allo scarico.

Verifica, tramite un meccanico esperto, possibilmente con una sonda a fibre ottiche e l’apposito monocolo o monitor, lo stato di camere di scoppio, pistoni e cilindri. E’ sufficiente togliere tutte le candele -niente di più- potrai vedere velocemente se i cilindri sono rigati o presentano tracce di grippaggio. Un esperto in rettifiche ti potrà essere utile…

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Segni omogenei a 45° che si incrociano per tutta la superficie del cilindro non sono dovuti a danni ma servono per trattenere l’olio sulle pareti dei cilindri e lubrificare i pistoni.

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Attraverso un compressiometro (dal meccanico) potrai verificare la tenuta di pistoni e valvole. In poche parole verificherai se c’è compressione nel motore e quindi, se il motore va a dovere e consuma carburante nella norma. I valori corretti sono riportati sui manuali delle officine specializzate.

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Se mentre il motore è avviato senti strani e persistenti ticchettii metallici, potrebbe avere i bicchierini idraulici delle punterie danneggiati.

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Verifica aprendo il cofano motore che non ci siano eccessive macchie d’olio o perdite che hanno causato abbondanti strisciate. In tal caso evita l’acquisto.

Verifica che nel vaso di espansione il liquido di raffreddamento non sia “melmoso”. Se dovesse presentarsi sotto forma di melma significa che si è miscelato con l’olio per problemi di tenuta tra testata e monoblocco. Evita l’acquisto ovviamente.

Quando leggi che il motore è stato appena “rifatto” domandati perchè uno spende tanto per rifare un motore e poi rivende subito il mezzo… Inoltre un motore, quando lo si restaura, bisogna saperlo preparare e revisionare altrimenti è molto facile rovinarlo del tutto. In Italia sono veramente pochi quelli che effettuano tali lavori in modo corretto e con un livello di precisione decisamente elevato. Oltre alle capacità e alle conoscenze nonchè una rigorosa pazienza, bisogna disporre di macchine per rettifica decisamente costose e con gradi di precisione molto molto elevati.

Quando leggi su un’inserzione che gomme e freni sono stati appena sostituiti non è detto che si tratti di un’auto in pessime condizioni ma potrebbe esser stata molto sfruttata… In effetti se il mezzo è in ottime condizioni, il proprietario non si interessa di cambiare gomme e freni ma si limita a dirvi di farlo oppure non vi dice nulla in quanto sa che il suo mezzo è OK ed ha bisogno al limite della regolare e normale manutenzione ordinaria.

Circa i mezzi elaborati (auto moto) sappiate che non è assolutamente vero che valgono di più, anzi… Le elaborazioni riducono drasticamente il valore del mezzo. Per non parlare poi di mezzi omologati che però hanno girato in pista: il loro valore è molto molto BASSO. Non farti prendere dall’euforia del fatto che la macchina sia bella e aggressiva. Ne troverai altre 10 meglio a prezzi più vantaggiosi.

Un mezzo originale può essere facilmente iscritto all’ASI se sei un appassionato. Un mezzo elaborato non ha alcuna possibilità.

Conclusioni

Infine il consiglio che penso sia più semplice ed efficace: acquista un’auto o una moto usata da un conoscente, un amico, un parente, un collega di lavoro, insomma una persona fidata. Risparmi tempo e denaro. Se un mio amico acquista una moto che ho posseduto, fidati che non prende un bidone 😀

Una pompa del gasolio da 1500 euro

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili
Titolo o argomento: Una pompa del gasolio da 1500 euro

La mia auto diesel stentava a partire eppure non ha moltissimi chilometri: era necessario sostituire la pompa del gasolio con una spesa che addirittura si è avvicinata, tra pezzi e manodopera, ai 1500 euro?

Non è detto! Spesso accade semplicemente che i 4 tubicini di ritorno del gasolio, se si tratta di un motore a 4 cilindri ovviamente, si siano crepati (magari la macchina è spesso parcheggiata fuori la notte oppure ha molti anni ma un chilometraggio non molto alto). Crepandosi si verificano delle perdite e, allo stesso tempo, delle infiltrazioni di aria. In tal caso il motore stenta a partire e dà le stesse impressioni di una pompa che non va (proprio per il fatto che entra aria). In tal caso la spesa si aggira (costo effettivo) sui 20 centesimi a tubicino più la manodopera. Verificate sempre che i tubicini di ritorno del gasolio non abbiano evidenti fenditure.

In alternativa. Candelette vecchie o una batteria non in forma o ancora un motorino di avviamento consumato, danno segni simili ma con delle varianti fondamentali: “il problema non si presenta tutto in un colpo”. Sentireste che l’affaticamento all’avviamento comincia gradualmente con il tempo al contrario dei tubicini che possono cedere all’improvviso. E’ comunque importante sottolineare che nei motori diesel il decadimento della batteria è improvviso ma, se siete attenti, potete notare un abbassamento generale della tensione anche dall’affievolimento delle luci del cruscotto già qualche mese prima.