Logica matematica, imprenditoria e lavoro.

Se io affermo: “Alle volte sono sempre invincibile” commetto un errore di logica e questo perchè o sono invincibile sempre oppure lo sono a volte. Se io invece attribuisco alla voce “a volte” un insieme di definizione ovvero specifico una situazione, un intervallo, un range entro il quale è valida la voce  “sempre invincibile”, non commetterò più un errore di logica nell’affermare che in quelle date volte sono sempre invincibile. Ad esempio se affermo: “Le volte in cui gioco a calcetto sull’erba sintetica vinco sempre” ho definito il perchè mi considero sempre invincibile ma allo stesso tempo solo alle volte. Ho posto quindi una condizione. Meglio ancora sarebbe affermare: “Quando gioco a calcetto sull’erba sintetica vinco sempre mentre quando gioco sul campetto sotto casa pieno di buche non vinco quasi mai”.

Questo banale esempio è un esempio piuttosto chiaro di cosa sia la logica matematica. Sebbene sia abbondantemente evitata dalla maggior parte degli studenti, risulta invece assai importante per allenare la mente soprattutto quando si combatte con lavori eseguiti in modo troppo meccanico e ripetitivo. Spesso nell’imprenditoria si seguono troppo degli schemi abituali e si è poco allenati ad utilizzare la mente per “ragionare”. Allenare la mente studiando la matematica non solo migliora le prestazioni sul lavoro e durante lo studio, ma stimola la creatività ed aiuta a risolvere i problemi in modo decisamente più rapido ed efficiente. In imprenditoria spesso si lavora su affermazioni che non sono logiche con il risultato che ci si ritrova davanti ad ostacoli insormontabili. Se si fosse più abituati a “ragionare” sarebbe possibile prevedere le successive mosse ed i successivi risultati ottenibili prendendo una determinata direzione proprio come quando si gioca a scacchi o si risolve il cubo di Rubik. 😀

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Impossibile risolvere il cubo di Rubik se non si prevedono a mente
diverse mosse successive a quella che si sta per operare.

Le dimensioni della ricchezza

Se vogliamo rappresentare un punto ci è sufficiente una dimensione, ma se vogliamo rappresentare una superficie necessitiamo di due dimensioni e se vogliamo rappresentare un solido abbiamo bisogno di tre dimensioni. Scontato direte voi. Come le rette, gli spazi e i solidi hanno bisogno delle loro opportune dimensioni per essere rappresentati, così la ricchezza ha più di una dimensione.

Ognuno di noi può collocare la ricchezza in una diversa dimensione. La massa, ad esempio, vede la ricchezza esclusivamente come la disponibilità di enormi capitali. Tanto più denaro si ha, tanto più si è ricchi. Una dimensione più completa vede invece la ricchezza come la capacità di un uomo di saper fare, inventare, evolvere, creare e, cosa più importante, adattarsi.

Per quanto possa sembrare un concetto molto astratto, ecco che con un semplice esempio tutto diventa più chiaro:

“Chi è più ricco tra un individuo che dispone di elevati capitali ammucchiati da una parte, conservati con molta preoccupazione e difesi con ogni mezzo possibile, una persona che se perde tali capitali perde la sua sensazione di sicurezza ed un secondo individuo che studia, ha esperienza, sa fare, sa creare, sa risolvere problemi, affrontare situazioni, evolversi con la società, adattarsi alle necessità che cambiano, provvedere autonomamente alla maggior parte delle cose di cui ha bisogno e mettere a disposizione degli altri le sue conoscenze?”

Certo la battaglia per questa risposta è dura. Non si può negare che il secondo individuo se disponesse di maggiori capitali potrebbe fare molte, molte più cose e creare molte più situazioni, occasioni… Ma non si può nemmeno negare che il primo individuo, al primo errore o al primo collasso economico delle realtà che ha intorno, diventi un poveretto che potrebbe non saper fare nulla e che non ha alcuna chance di sopravvivenza. -Nel film “Un povero ricco”, Renato Pozzetto interpretava una persona afflitta dalla paura di diventare povera. Alla fine questo personaggio decide di simulare la povertà per vedere se sa cavarsela… Nella sua comicità il film ha una morale decisamente istruttiva.-

Conosco un ragazzo che con circa 2.000 euro ha acquistato degli attrezzi per lavorare il legno. Con un investimento così basso oggi vende e stravende i suoi prodotti in legno e questo è solo uno dei tanti lavori che sa fare. Conosco anche un’altra persona che non ha fatto altro che ammucchiare il suo denaro e che dopo tanti anni, se qualcuno dovesse portarglielo via, non saprebbe fare niente di niente. Sicuri che la ricchezza sia solo nel denaro? O anche nelle capacità di sapersela cavare?

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Il denaro “dà” ricchezza, l’artigiano è un esempio “di” ricchezza

Calo di zuccheri davanti al computer?

Rubrica: Mente e salute

Titolo o argomento: Attenti ai luoghi comuni

Solitamente quando si sta troppo tempo davanti al pc e si accusa stanchezza si afferma la solita frase fatta: “Ah, ho un calo di zuccheri”. Ebbene, questa frase è letteralmente inesatta anzi, del tutto scorretta. A quanto pare la sensazione di stanchezza è prettamente legata allo stress che il computer imprime al nostro organismo. Tale stress ha un effetto piuttosto incisivo sui consumi di magnesio e potassio del nostro corpo. Il magnesio ed il potassio sono tra i più importanti sali minerali di cui l’organismo ha bisogno per l’equilibrio idrosalino delle cellule. Un equilibrio che, per quanto strano possa sembrare, viene alterato dalle luci al neon che retroilluminano i monitor lcd.

Pertanto oltre ai soliti consigli che riguardano le pause di almeno venti minuti ogni ora di utlizzo del pc e la corretta illuminazione dell’ambiente in cui si usa il computer stesso (vedi il nostro articolo specifico), è bene osservare una dieta ricca di sali minerali e integrarli giornalmente attraverso la giusta alimentazione.

Ricordiamo che:

Il calcio si trova in: latte  e suoi derivati (latticini, yogurt, formaggi), pesce in scatola (salmone, sardine), ortaggi a foglia verde;
Il magnesio si trova in: frutta secca, soia, cacao;
Il sodio si trova in: sale da tavola (cloruro di sodio), alcuni tipi di alghe marine commestibili, olive, latte, e spinaci;
Il potassio si trova in: legumi, patate, pomodori, banane;
Il cloro si trova in: sale da tavola;
Lo zolfo si trova in: carne, uova, legumi;
Il ferro si trova in: carni rosse, verdure a foglia verde, pesce (tonno, salmone), uova, frutta secca, fagioli, cereali;
Il fosforo si trova in: latte e pesce.

Ah dimenticavo! Assumere snack, merendine e dolciumi quando si accusa stanchezza nell’utilizzo del pc non solo non vi aiuta a reintegrare sali minerali ma causa una situazione di iperglicemia ossia di eccesso di zuccheri che alla lunga può portare al diabete. Se proprio non sai cosa mangiare è sempre bene mangiare un frutto o dei semplici crackers… cosa che tra l’altro vale anche dopo aver compiuto degli sforzi fisici che nulla hanno a che vedere con il pc. 🙂

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Fate conoscere da soli il vostro talento: Clio makeup

Rubrica: Chi fa da sé…

Titolo o argomento: Passioni, Clio Make Up

Se fino a pochi anni fa raggiungere i propri scopi implicava molto spesso l’avere soprattutto fortuna, conoscenze, o buone disponibilità economiche, oggi molto è cambiato ma in pochi si sono accorti delle reali potenzialità disponibili. Dall’editoria alla musica, dalla recitazione agli effetti speciali e, come sto notando ultimamente, persino nel mondo dei motori e dei piloti in erba… grazie ad internet è alla grande rete mondiale di persone, che ora si possono contattare con un click, tutto è cambiato. Vediamo rapidamente come si sono ingegnati i ragazzi più svegli:

Alimentare le proprie passioni: Un chiaro esempio di ciò che voglio comunicarvi è proposto da ClioMakeUp, è questo il NickName di una ragazza che esprime la sua forte passione per il Make Up in modo originale… Lei ha allestito il suo canale Youtube con un numero sempre crescente di video e di iniziative da lei proposte… Perdonatemi il gioco di parole ma “non c’è trucco”, qui gli ingredienti sono:

  1. Studiare,
  2. Sperimentare,
  3. Tanta passione,
  4. Creatività,
  5. Originalità,
  6. La capacità di non mettere distanze tra ciò che le piace fare e quello che fa veramente
  7. La capacità di realizzare video con una più che soddisfacente illuminazione che permette di osservare i dettagli di colore e sfumature proposte da ClioMakeUp. Questa ragazza, nei suoi migliori video, utilizza persino un softbox per migliorare la resa cromatica dei trucchi e delle sfumature che propone.

Il punto sette dimostra come non sia assolutamente vero che bisogna dedicarsi ad una sola cosa per farla bene. Se ClioMakeUp si dedicasse solo al makeup e non ponesse attenzione all’illuminazione (lighting) del suo mini set televisivo non otterrebbe il significativo risultato video dei colori e gran parte del suo lavoro sarebbe vano… Al contrario nel suo piccolo studio fa le cose in grande 🙂

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Pubblicate da soli le vostre opere

Rubrica: Chi fa da sé…

Titolo o argomento: Editoria, pubblicate da soli le vostre opere

Se fino a pochi anni fa raggiungere i propri scopi implicava molto spesso l’avere soprattutto fortuna, conoscenze, o buone disponibilità economiche, oggi molto è cambiato ma in pochi si sono accorti delle reali potenzialità disponibili. Dall’editoria alla musica, dalla recitazione agli effetti speciali e, come sto notando ultimamente, persino nel mondo dei motori e dei piloti in erba… grazie ad internet è alla grande rete mondiale di persone, che ora si possono contattare con un click, tutto è cambiato. Vediamo rapidamente come si sono ingegnati i ragazzi più svegli:

Editoria: se fino a 10-15 anni fa desideravi pubblicare un libro e contattavi una casa editrice, nella maggior parte delle volte la risposta ottenuta era “La ringraziamo per averci contattato/aver mostrato interesse verso la nostra casa editrice, ma al momento non siamo interessati a questo tipo di pubblicazioni in quanto… bla bla bla”, oggi la situazione è ben diversa.

Oggi vi è la possibilità di scrivere un libro (rileggerlo e correggerlo con un/una vostro/a ex prof/prof.ssa di italiano), farlo stampare, rilegare ed infine distribuirlo autonomamente presso le librerie dopo aver pagato gli opportuni diritti d’autore. Ma non solo! Potete promuoverlo voi stessi a costo ZERO su internet… Potete realizzare un piccolo sito introduttivo al vostro o ai vostri libri… Potete persino realizzare un blog per avere un contatto diretto con il pubblico, con gli eventuali lettori, con chi è interessato alla vostra storia. Potete persino scrivere l’intero libro sul vostro sito o allegarlo in formato pdf se non siete interessati a realizzare un profitto ma ci tenete principalmente a diffondere una storia… E non è ancora tutto: potete anche metterlo online sul vostro sito direttamente in vendita e farvi pagare con metodi elettronici o bonifici… Potete metterlo in vendita in formato elettronico ad un prezzo competitivo o in formato cartaceo con spese di stampa rilegatura e spedizione ad un prezzo che comprenda il tutto…

Insomma, oggi, se pensate che realmente ciò che avete ideato possa piacere alla gente, non dovete far altro che muovervi e mettere in moto le vostre idee… Il giudizio di una casa editrice non sarà più importante per voi, sarà importante solo ed esclusivamente ciò che voi pensate e ciò che il pubblico dice di voi… Un ponte diretto tra voi e chi volete raggiungere. Attenti però alle delusioni, il pubblico può essere molto più severo e selettivo di quanto possiate immaginare 😀

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Bancarelle cinesi

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Gli equivoci e le colpe degli italiani

Sento dire sempre più spesso che i prodotti cinesi che si trovano presso le bancarelle, in particolar modo i capi di abbigliamento, sono uguali ai prodotti italiani… quindi, a detta di molte donne, tanto vale comprare i prodotti cinesi per il minor prezzo.

Su questo tema si è verificato uno dei più grandi equivoci che si possa immaginare. Facciamo un pò di chiarezza. Con l’avvento, negli ultimi anni in modo più conistente,  delle bancarelle cinesi presenti nei centri storici e alle fiere, la gente ha conosciuto un nuovo mondo. Un mondo fatto di prodotti venduti a costi molto bassi e dall’estetica tutto sommato piuttosto gradevole. Insomma c’è stata una proposta golosa e alternativa alle solite bancarelle. La fase successiva, quella della quale pochi si sono accorti, è stata la fase in cui anche molti proprietari italiani di bancarelle hanno deciso di rifornirsi di materiale di provenienza orientale. Se lo scopo era quello di trarre un maggior profitto vendendo ai soliti prezzi, il risultato che oggi possiamo toccare con mano è stato ben diverso: le casalinghe e le ragazze che frequentano spesso le bancarelle si sono accorte che non vi è alcuna differenza tra i prodotti cinesi e quelli venduti da molte bancarelle italiane. Questo ha portato molte persone a dire: Guarda che i prodotti che compri alle bancarelle cinesi sono uguali ai nostri! Perchè devo spendere di più?

Il risultato è stato che ora la gente crede che i prodotti cinesi e quelli italiani siano uguali, in più chi ha avuto la brillante idea di cammuffare prodotti di dubbia provenienza per prodotti italiani, ha avuto maggiori incassi in realtà per un limitatissimo periodo di tempo (il tempo sufficiente affinchè le clienti si accorgessero dell’assenza di differenze).

In soldoni un nostro atto incoscente ha ulteriormente rovinato il mercato e confuso le idee di moltissime persone. Non è vero infatti che il prodotto di dubbia provenienza a costo irrisorio sia uguale a quello italiano che invece vanta coloranti che rispettano le normative della comunità europea, tessuti altrettanto certificati, finiture sicure e manodopera regolare. Sono inoltre sempre più insistenti le voci secondo le quali il cromo, presente nelle scadenti tinture dei capi di abbigliamento di dubbia provenienza, sia diretta causa di tumori*.

*Chiedi personalmente informazioni agli esperti di tessuti e del Made in Italy e, ovviamente, ai medici che si interessano di questo fattore di rischio.

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Estensione del concetto di “Arte e artista”

Vorrei estendere, secondo un parere del tutto personale, il concetto di arte. A mio avviso si può allargare la definizione di arte e artista a tutti coloro che mostrano spiccate ed esasperate abilità in un qualunque campo anche se esso è moderno e non vanta una particolare storia o cultura. In fondo la storia la si fa giorno dopo giorno.

Non è forse un artista ad esempio l’artigiano che realizza un prodotto fuori dal coro completamente a mano? Potrebbe trattarsi ad esempio di una moto le cui finiture sono realizzate in metallo battuto come solo un mastro fabbro sa fare. Certo, nel caso di una moto, si tratta di un tecnico o di un gruppo di tecnici, ma il lato artistico è senza dubbio dimostrato con il passaggio da un’idea, una fantasia, al modello vero e proprio funzionante nel quale confluiscono le doti e le abilità di ogni singolo uomo che vi ha partecipato. Non è certamente alla portata di tutti, esasperare la propria passione fino a farne un’arte… un’arte dal contenuto tecnico ma un’arte.

Non è forse un’artista colui che realizza il comò che fa impazzire la vostra ragazza? E’ o non è un’artista chi è riuscito a creare delle immagini suggestive correggendo il colore di quello che ora è il vostro film preferito? Che dire di chi esaspera la propria tecnica di guida fino a partecipare ad un mondiale di rally o di motociclismo facendo perno su finezze sconosciute ai comuni mortali che il suo cervello riesce ad elaborare in modo diverso dalla massa? Quando le capacità costituiscono una rarità e conferiscono particolare abilità a mio avviso denotano un carattere artistico: c’è una dote e ci sono ammiratori di tale dote che ne apprezzano le forme, le sfaccettature e la beata rarità.

Partendo dagli strumenti a disposizione in passato per la scultura, la pittura, l’architettura, siamo arrivati ad avere oggi centinaia forse migliaia di strumenti per esprimerci al massimo su ciò che vogliamo comunicare ad un mondo sempre più interconnesso globalmente.

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Fotogramma tratto dal film “Fuori in 60 secondi” con Nicholas Cage. La correzione del colore della scena è piuttosto evidente e serve a coinvolgere ed appassionare maggiormente lo spettatore accentuando in questo caso il senso di passione per la velocità. Le scene con gradazione più fredda degli ordinari polizzeschi non trasmettono sensazioni aggiuntive oltre a quelle della suspance nella ricerca dei criminali perchè questo è quanto viene richiesto sia dal regista che dallo spettatore. La scelta di gradazioni più fredde nel secondo caso non è assolutamente casuale.

Galateo digitale

Rubrica: Mondo digitale

Titolo o argomento: Estensione del Galateo al mondo digitale

Per subentrate necessità tecnologiche di comunicazione, ci permettiamo di estendere scherzosamente (ma nemmeno tanto) il galateo con una serie di buone maniere di seguito elencate. Viene oggi considerato “mancanza di buone maniere”:

Nella scrittura

Scrivere MAIUSCOLO nei commenti dei forum/blog. Scrivere maiuscolo equivale ad urlare ed a scavalcare gli altri lettori con messaggi che risultano essere spesso più evidenti ma al contempo inutili.

Nei contatti

Contattare una persona su messenger/skype immediatamente dopo la sua connessione. E’ preferibile non istaurare nelle persone il timore che, una volta in linea, verranno assalite immediatamente.

Contattare una persona su messenger/skype anche se il suo stato risulta occupato. Si può al massimo lasciare un breve messaggio di richiesta conversazione in un secondo momento.

Non rispondere o rispondere con esagerati ritardi alle mail (specie se di lavoro) che ci vengono inviate. Anche in caso di risposta negativa è necessario confermare che il messaggio è stato ricevuto e letto e che quanto proposto può non interessare al momento. Un messaggio senza risposta equivale a non rispondere quando una persona ci rivolge la parola. Domandare è lecito, rispondere è cortesia.

Nei post

Pubblicare, ad esempio sui social network, foto in cui compaiono persone (generalmente amici) che non hanno espresso il loro consenso alla pubblicazione e magari ne sono anche inconsapevoli perchè non iscritti al tale social.

Scattare foto e girare video per le strade, in fiera, in un museo, ad un concerto, ecc. senza focalizzarsi sul solo dettaglio di interesse ma riprendendo anche tutti coloro che non hanno espresso il loro consenso.

Insultare utenti di forum/blog per divergenza di pensieri.

Non mantenere le promesse. Spesso vengono aperti forum dove si cura soprattutto la pubblicità e diversi utenti iscritti non riescono a ricevere le risposte in cui sperano.

Postare sui forum domande senza aver prima verificato la presenza dell’informazione cercata. Questa mancanza costringe spesso amministratori e moderatori a dover perdere tempo nell’indicare che la domanda è già stata sollevata da un altro utente ed è disponibile una valida risposta nell’apposita sezione. Sembra niente ma farlo decine di volte al giorno comporta grosse perdite di tempo.

Spamming

Spammare ovunque pubblicità inutile che invade siti, blog, forum, caselle di posta, social network, messenger, skype… soprattutto quando tali messaggi sono superflui e poco attinenti con ciò che desiderate leggere o comunicare.

Inviare newsletter senza che il destinatario lo abbia espressamente richiesto e portandolo a confermare tale scelta con frasi ambigue che significano il contrario di quanto presunto.

In macchina

Guidare distraendosi per utilizzare il cellulare o lo smartphone o accostando in un punto pericoloso o comunque non consentito non curandosi di mettere a rischio le vite delle altre persone.

Negli spazi web

Inserire sul proprio sito banner volgari atti esclusivamente ad ottenere maggiori visite con l’inganno.

Inserire sul proprio sito banner con messaggi che danneggiano la società e che spesso e volentieri non hanno alcuna attinenza con i conenuti del sito web stesso.

Inserire sul proprio sito pubblicità ingannevoli, pur sapendolo, con il solo scopo di ottenere profitti. Sebbene quella pubblicità non sia tua, è inserita nel tuo spazio web e sei responsabile di tutto ciò che comunica la tua pagina web al visitatore.

Nel commercio

Farsi spiegare tutti i dettagli di un prodotto o di una gamma di prodotti presso un negozio fisico di fiducia e compiere poi l’acquisto altrove cercando di sfruttare offerte sul web e sottocosto vari.

:::Lista sempre in aggiornamento:::

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La creatività degli italiani…

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Non trova risposte in Italia

Ad un elevata creatività degli italiani si contrappone una altrettanto elevata mancanza di strutture atta a stimolare tale pregio, svilupparlo, nutrirlo e farlo crescere. E’ così che ad esempio il common rail, invenzione del fisico italiano Mario Ricco (purtroppo pochi conoscono questo dettaglio), ha trovato dimora presso la tedesca Bosch. Questo solo uno dei moltissimi casi in Italia. Per quale ragione dobbiamo essere presi più dalle mode spazzatura che dalla voglia di coltivare passioni? Non so proprio rispondere. Quello che è certo è che l’ultima fortuna che ci rimane risiede nella nostra creatività molto apprezzata all’estero. La lista purtroppo inizia e finisce qui. La nostra creatività è infulcrata nel nostro DNA (non credo si tratti solo di un modo di dire) e noi, avendo una dote naturale, ci sentiamo a posto così e senza alcuna voglia di fare di più… mi chiedo cosa succederà nel tempo proseguendo di questo passo…

A mio avviso avremmo bisogno di

Una struttura dotata di “veri” esperti che valutino le idee (e qualora non comprendano qualcosa di realmente innovativo, che siano almeno in grado di fiutarlo) di giovani intraprendenti, giovani imprenditori, giovani studenti, giovani lavoratori, ecc. Tale struttura deve essere gestita da personale altamente qualificato e competente nel valutare le idee e la fattibilità delle stesse, nonché nel fornire una parte dei fondi per avviarle (anche a fondo perduto) pretendendo un ritorno dei prestiti dopo i primi 2 o 3 anni di attività e con una rata proporzionale alla dichiarazione dei redditi. Questo stratagemma evita tagli e licenziamenti subito dopo aver ottenuto fiducia, prestiti e denaro a fondo perduto.

Comprendere che la ricerca è uno degli investimenti più redditizi per una nazione così come per un’azienda. Investire oggi significa avere grandi ritorni nel lungo periodo.

Avere scuole e Università più flessibili: sono diversi anni che studio ad Ingegneria Meccanica e non riesco a trovare un professore o un’assistente che mi faccia imparare le  corrette tecniche di saldatura. Studiare ad ingegneria non significa per forza indossare giacca e cravatta, potresti ad esempio desiderare, come nel mio caso, di aprire un laboratorio dove si costruiscono “cose”.