L’arte di copiare

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Rubrica: The expert on the salmon
Titolo o argomento: L’arte di copiare

L’arte di copiare copiare copiare copiare

A differenza di come per anni le maestre ci hanno insegnato a scuola, in taluni casi, copiare può far bene. Copiare è forse la maniera più antica di progredire, giàcché sarebbe uno spreco non riprodurre un successo solo per non essere stati noi gli artefici dell’idea.

Ovviamente nell’attualità copiare spudoratamente un’idea è un reato, infatti ogni idea originale può essere protetta dal diritto d’autore. Però questo discorso non vale per le strategie. Copiare una strategia vincente, è di per sè una strategia vincente. Un esempio esplicativo sono i web-browser, come Firefox di Mozilla e IE di Microsoft che si sono copiati alternativamente le idee ad ogni nuova versione, in modo da limitare la distanza di prestazioni ed aumentare la competizione.

Però affinché una idea copiata sia un’idea vincente, bisogna sapere como adattarla al proprio contesto. O ad un nuovo contesto.

Il vincitore del premio imprenditore 2008 spagnolo è andato a un tale David Benavente, il quale a mio avviso ha saputo copiare genialmente un’idea. Laureato in Ingegneria Informatica, ha preso niente meno che un progetto di missile intelligente a basso costo dell’esercito per convertirlo in un sistema intelligente per lo spegnimento degli incendi.
David ha preso il missile, ne ha migliorato il puntamento adattandolo alle condizioni tipiche degli incendi, l’ha riempito di acqua e schiuma ritardante, e ne ha ottimizzato il processo produttivo. Grazie a questa piccola idea (piccola si fa per dire) e grazie al resto del progetto completamente copiato da un missile vero e proprio, ha trasformato un’arma in una attività imprenditoriale a fini pacifici.

Quali sono le fasi di una copiatura strategica?

  1. Tenersi informati sulle recenti scoperte tecniche e strategie imprenditoriali – Non smettere mai di studiare e tenersi aggiornati anche usciti dall’università o dal corso di studi

  2. Sapersi muovere anche in settori paralleli – Le auto elettriche non sarebbero mai nate senza un avanzo tecnologico nelle batterie elettriche

  3. Adattare le idee allo stile di lavoro attuale per non sconvolgere i meccanismi che stanno funzionando bene – Il difficile del lavoro sta nell’integrare l’esperienza maturata nel lavoro proprio con nuove idee che riescano a ottimizzare tempi e risorse

  4. Vincere sul tempo – Copiare alcune fasi del lavoro o del servizio ci permette di dedicare più tempo a quei processi che per noi sono fondamentali e dai quali possiamo trarre vantaggio competitivo.

  Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.
Fonte principale: capital.es

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Buon Compleanno Raffaele

E’ solo una mail automatica…

Eppure ha un effetto piacevole sul cliente.

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Stamattina ho aperto la mia casella di posta come ogni giorno ed ho trovato gli Auguri di Buon Compleanno da parte dello staff di LIVE for SPEED, da parte della NIKON, e da parte di un noto motoclub: TINGAVERT.

Ovviamente si tratta di email automatiche che partono se l’utente, nel momento della registrazione, ha scritto tutti i suoi dati. L’effetto però è comunque piacevole, si ha come la sensazione che ci sia una sorta di interessamento nei confronti del cliente. Nei primi istanti non si pensa nemmeno al fatto che la mail provenga da un sistema automatizzato. Naturalmente l’idea a monte è dedicata a tutti i clienti con l’obiettivo di farli sentire maggiormente seguiti e più importanti che in passato.

Un’ottima strategia… un’idea molto gradita.

Così vi chiederete: “Sarà un servizio che offrono tutte le grandi imprese?” Risposta: “No! Non tutte, anzi, pochissime.” Ma se lo offriste ai vostri clienti potreste far parlare di voi… almeno un giorno in più, almeno per qualche istante. Un ricordo piacevole per il cliente che per il suo prossimo acquisto o servizio, potrebbe scegliere nuovamente voi. Attenti però a non deludere le aspettative. Se comunicate ad un cliente che vi servono alcuni dati in più per mandargli gli auguri e poi non li inviate, potreste ottenere l’effetto contrario: potrebbe non tornare da voi prendendo la vostra dimenticanza come una mancanza di interessamento. Successe ad un parrucchiere dal quale andavo anni fa. Meglio di ogni altra opzione poi, riuscire a sorprendere. Il cliente che non si aspetta gli auguri rimane ancor più deliziato : )

Ci sono un italiano, uno svizzero e un tedesco…

Rubrica: Ci sono un italiano, uno svizzero e un tedesco

Titolo o argomento: Avviare i giovani al lavoro. Un metodo migliore

Non è un barzelletta, Imparare il mestiere? In Germania si può. Tirocinio e preparazione completa. E il lavoro? E’ assicurato.

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Trovi (finalmente) un lavoro presso una ditta che fa lavorazioni meccaniche ad esempio. Ti viene richiesto di imparare ad usare delle macchine utensili. Ti arrangi come meglio puoi. I colleghi per timore di perdere il posto non ti aiutano e non ti insegnano nulla. Ti fai male (a volte anche con consegenze permanenti). Ricorri a qualcuno che possa tutelarti. Vengono eseguiti dei controlli sul luogo di lavoro. Durante i controlli viene osservato solo se i macchinari erano a norma. Nessuno valuta il tuo livello di preparazione. Fine della storia (nella maggior parte dei casi). E’  evidente che il meccanismo di lavoro non funziona (almeno non sempre) correttamente.

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Trovi (finalmente) un lavoro presso una ditta che fa lavorazioni meccaniche ad esempio. Ti viene richiesta la volontà di imparare prima tutti i trucchi del mestiere. Ti obbligano a fare un corso di ben “3” anni con una paga minima. Ti garantiscono per legge il lavoro al termine del corso. Ti invogliano a studiare durante il corso. Se non passi l’esame devi studiare un altro anno (altra ragione per cui non si perde tempo…). Appena passato l’esame sei assunto come promesso. Prendi una buona paga. Diventi un tecnico specializzato nel tuo settore. L’elevata quantità di ore maturata ti evita errori inutili. L’elevata quantità di ore alle spalle ti evita di farti male con i macchinari. Se sei bravo diventi un tecnico desiderabile e ricercato anche presso altre ditte. La differenza la fai tu con il tuo talento. Le norme di sicurezza sul macchinario diventano un ausilio in più di cui puoi godere e non una scusa, nel caso ti facessi male, per darti tutta la colpa e non ripagarti del fatto che non sei stato formato in modo adeguato.

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Molto simile a quello tedesco ma è opportuno sottolineare che, ad esempio, nelle scuole superiori svizzere vengono insegnate materie utili, pratiche a noi sconosciute quali ad esempio:

Saper vivere autonomamente essendo autosufficienti nel cucinare, cucire, stirare, tenere in ordine la casa (particolarmente orientato per le ragazze), usare i servizi online per il pagamento delle bollette e risparmiare tempo e denaro… Diciamoci la verità:”Quanti di noi o delle nostre ragazze sanno pagare una bolletta via internet, evitando di passare la mattinata in macchina a cercare un parcheggio (a pagamento), inquinando, consumando carburante inutile, facendo file agli sportelli e perdendo tempo da dedicare a cose più importanti? Quanto ci costa in realtà una bolletta in termini economici e di salute?”

Saper aprire un’attività, realizzare un piano di impresa dalla semplice apertura di una tabaccheria fino alla grende impresa con decine/centinaia di dipendenti che esporta prodotti in tutto il mondo. Diciamoci ancora una volta la verità: “Quanti di noi sono capaci a fare velocemente tutti i passi necessari per informarsi quantomeno circa i costi per aprire un’attività che sognamo, circa le tasse che andremmo a pagare, circa un utile bilancio dei PRO e CONTRO per valutare se una nostra idea potrebbe diventare realtà?”

Mi sono limitato a fare una sintesi della sintesi giusto per farvi capire il metodo che adottano. In realtà vengono approfondite molte più materie, molti più fattori, molti più strumenti per mettere a segno le proprie capacità e i propri talenti. Penso che quanto appena detto sia un ottimo spunto di riflessione e che non sia necessario aggiungere altro.

Yak shaving (come evitare lo)

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Una matassa di cose da fare
Quando la nostra impresa va in blocco… Una tipica situazione da evitare per essere vincenti.

L’espressione “Yak shaving” tradotta letteralmente significa semplicemente rasatura di uno Yak; tuttavia tale espressione viene utilizzata per esprimere l’ultimo di una serie di passi che a volte (si spera il meno possibile) siamo costretti a  compiere per raggiungere uno scopo assai lontano da tali passi.  Un tipico comportamento controproducente per ognuno di noi sia nella vita di tutti i giorni, sia all’interno di un meccanismo aziendale.

Un semplice esempio (tratto da un libro di “Seth Godin”)

“Oggi voglio lucidare l’auto con la cera… Oops, l’attrezzo è rotto da questo inverno. Devo comperarne uno nuovo… Ma il negozio si trova dall’altra parte del lago e, se ci vado senza il mio pass, dovrò pagare il pedaggio sul ponte! Un attimo! Posso prendere in prestito la tessera del mio vicino! Ma lui non me la darà se non gli restituisco il cuscino antistress che ha preso in prestito mio figlio… Non l’abbiamo restituito perchè è uscita un pò di imbottitura e dobbiamo prendere qualche pero di Yak per sistemarlo!” Così vi ritrovate allo zoo a radere uno Yak, e tutto questo solo per poter lucidare l’auto con la cera! Sono le situazioni più ingarbugliate, le matasse da sbrogliare, i grattacapi più temuti nei quali, se solo una cosa va male, tutta l’attività, tutto i vostri piani vanno all’aria.

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Qual è il vantaggio delle piccole aziende rispetto ai colossi?

Il contatto tra il piccolo imprenditore (commerciante, artigiano…) e la sua clientela è massimo. Può prendere decisioni molto velocemente senza dover far riferimento a dei superiori che non conoscono il cliente e che non sanno cosa possa realmente desiderare per essere soddisfatto. La possibilità di poter cambiare strategia velocemente è fondamentale. Agire in piccolo e ragionare in grande è il metodo ottimo per essere forti in un mercato dove, ad essere in crisi, sono prevalentemente i Big… Approfondiremo più con calma questi ultimi aspetti descritti nei successivi articoli. Buona lettura

Chicago man

Chi è?

La microeconomia identifica il consumatore con la tendenza ad avere il massimo come un “Chicago man”. Si tratta di un tipo di consumatore che ha percezioni, preferenze e decisioni indirizzate alla massimizzazione dell’utilità personale. Non accetta niente se non il meglio. Preferisce rinunciare ad un acquisto mediocre ed attendere la possibilità di portare a buon fine un acquisto ottimo, piuttosto che risparmiare ed acquistare qualcosa di cui potrebbe pentirsi o che potrebbe non soddisfare le aspettative.

Non è detto che costui spenda effettivamente di più; è sufficiente chiedersi ad esempio: “Quante lavatrici avresti comperato in dieci anni se avessi scelto tra i prodotti più economici pensando che siano tutte uguali? E se avessia acquistato (sempre facendo riferimento all’esempio in causa) una sola lavatrice di ottima qualità ma più costosa del 30% che ha una vita di 20 anni, avresti speso di più o di meno?” Il Chicago man non ha tutti i torti infondo…

C’è però una sorta di interferenza

tra il consumatore e la sua decisione nell’effettuare un determinato tipo di acquisto anziché un altro: Il consumatore si basa anche sullo stile o sull’immagine di esclusività e prestigio dei prodotti. A tal proposito vale il noto principio: Non è bello ciò che ci piace, ma ciò che piace agli altri. Niente di più sbagliato ovviamente. Adattarsi ad essere, o desiderare di essere ciò che gli altri si aspettano da noi, ciò che la società silenziosamente ci impone, non è altro che il modo più dispendioso per non raggiungere mai i nostri sogni. Il non essere/non fare ciò che in realtà desideriamo, paradossalmente ci costa persino di più. Ovvio che non è per tutti così. Fortunatamente.

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Collaborazione tra giovani e imprese

Rubrica: Imprenditoria attiva
Titolo o argomento: Collaborazioni intelligenti

E così ci ritroviamo con un dilemma… Grandi imprese stanno soffrendo le crisi di settore, scarseggiano di idee innovative e non crescono. Nel frattempo ci sono giovani brillanti che escono da istituti tecnici, professionali e dalle Università o ancora giovani che hanno un innato senso del pratico e magari alcun titolo di studio, che sono a spasso o che non arrivano a fine mese solo con il lavoro che hanno… Sarebbe fondamentale non tassare brevi collaborazioni tra questi giovani e le imprese per riuscire ad ottenere di più con meno: Ottimizzare.

Come si potrebbero fondere le cose?

Un’impresa che sa innovare e che dispone di ottime capacità comunicative (se esiste linkatemela per cortesia 🙂 ) dovrebbe poter disporre di un’organizzazione che renda possibile il dialogo tra essa stessa e le menti che brulicano…

Riuscire a sottrarre un’idea non brevettata ad esempio, è un ottimo modo per perdere la possibilità di lavorare con qualcuno che invece di darvi quell’unica idea, ne avrebbe fornite 10, 100… ma anche solo due. Due ottime idee possono anche equivalere ad una pesante svolta in termini di innovazione e crescita. Naturalmente resterà un’utopia. Se avrò l’occasione di crescere con un ottimo gruppo di lavoro sarò lieto di usare questa logica.

Vi chiederete:

Perchè le grandi imprese non ci hanno già pensato?

Perchè non lo fanno?

Perchè le grandi imprese hanno paura del cambiamento. Ne sa qualcosa un certo Seth Godin (cercate il suo sito…). Le grandi imprese tendono ad innovare o a tentare di farlo solo quando ormai si trovano con le spalle al muro. Le grandi imprese fondamentalmente sono gestite spesso da chi ha paura che un cambiamento porti più alla rovina che ad un salto di qualità. Ovvio che non tutti i cambiamenti sono produttivi, ma il non voler rischiare affatto non premia a quanto pare.

I più piccoli saranno primi, forse perchè non avendo nulla da perdere, rischieranno e tenteranno strade nuove.

Nei prossimi articoli spiegheremo le ragioni economiche, logiche, vere e valide per cui piccole imprese possono ottenere un maggior successo di imprese giganti o multinazionali… Nei prossimi articoli speriamo di stimolare la vostra voglia di fare, di dire la vostra, di essere creativi e vi daremo ottime ragioni per puntare sui vostri progetti.

Nel frattempo citiamo una bellissima risposta che Giovanni Rana ha dato in un intervista inerente la sua carriera:

In sintesi tre punti o meglio tre consigli per i giovani tratti dalla sua intervista:

“Siate ottimisti,  siate creativi, inventate il vostro lavoro perchè oggi non è più possibile sperare nel posto fisso.”

Forse non tutti sanno che Giovanni Rana ha inventato diversi macchinari che gli hanno conferito successo nel suo lavoro, ha iniziato da cose semplici e si è costruito la sua più grande passione giorno dopo giorno…

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L’imprenditore migliore

L’imprenditore migliore non è necessariamente il più ricco, l’imprenditore migliore è quello che:

  1. Insegue i propri sogni.
  2. Ha degli obiettivi validi, seri che vuole raggiungere utilizzando al meglio le sue idee.
  3. Non mette il denaro al primo posto, ma la voglia di arrivare.
  4. Sa evolversi, cambiare modo di operare quando necessario.
  5. Sa fare passi indietro quando sbaglia.
  6. Sa che uno Yacht non ha alcun valore… Può essere un grande così com’è e usa il suo denaro per crescere innovare, offrire lavoro entro i limiti della stabilità aziendale ovviamente.
  7. E’ una persona normale con pregi e difetti che sa ascoltare l’esperienza di altre persone.
  8. Che vuole dividere con le persone care la possibilità di crescere insieme.
  9. E’ soprattutto il piccolo imprenditore, quello che economicamente non sempre ce la fa, non arriva, che rinuncia ad una vacanza per comprare un nuovo attrezzo, che rinuncia ad un’auto più costosa per migliorare il luogo di lavoro.
  10. Quello che non accetta compromessi e non è schiavo del denaro, quello che nella valutazione del costo opportunità, sa che può scegliere una soluzione a minor vantaggio economico purché sia la migliore.
  11. Quello che sa quali carte giocare prima, per crescere dopo.
  12. Quello che osserva come si lavora, sul posto di lavoro e decide che è ora di far meglio prima che si arrivi oltre i limiti.
  13. L’imprenditore migliore può tranquillamente essere il ragazzo con il diploma del 5° superiore che si mette in testa di aprire una particolare attività in proprio, magari insieme ad un amico.
  14. E’ quello che sa cosa sia il capitale umano, che da importanza allo stimolo fondamentale che può dare alle persone che con lui lavora e, assieme ad esse, migliora la qualità del lavoro stesso.
  15. E’ quello che si comporta bene, indipendentemente dal fatto che qualcuno glie lo riconosca o meno, perchè sa che è giusto ed è felice anche se la sua impresa è piccolissima e ci lavorano 2 persone…
  16. L’imprenditore migliore non  è quello che dice frasi del tipo: “Faccio questa cosa sbagliata perchè la legge lo permette e perchè finché c’è chi compra non vedo nulla di male, non è colpa mia ma di chi compra…”

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Patente a premi

Rubrica: Imprenditoria attiva
Titolo o argomento: Patente a punti, strade pericolose, premi per il cittadino esemplare

Nonostante l’introduzione della patente a punti, sono comunque molti i comportamenti azzardati, maleducati, irresponsabili di molti automobilisti ogni giorno. Ci si trasforma in pirati solo nel caso in cui da un comportamento sbagliato deriva una tragedia. Invece grazie al cielo non succede un grave incidente ogni volta che viene commessa una grave infrazione…

Spesso lo si fa non per cattiveria, ma perchè si ha fretta, perchè non ci si rende conto che arrivare 5 minuti dopo salva la vita nostra e di altri… Spesso gesti irresponsabili vengono commessi con incoscenza. Ovvero in realtà non ci si sta rendendo conto di quello che si sta facendo. Telefonate al cellulare mentre si guida, forse, con una mano, accelerazioni eccessive in città, sorpassi in curva (anche mentre piove) sulle strade extraurbane, sorpassi azzardati quando il motore non ce la fa, o ce la fa così bene da farci credere di poter rischiare…

Così i punti vengono tolti, giustamente, a coloro i quali commettono azioni sciocche e rischiose.

  1. Ma cosa succederebbe se, oltre a togliere i punti, in caso di infrazioni, nei casi opposti venissero dati premi a coloro che invece non commettono infrazioni? Sarebbe uno stimolo per tutti a guidar meglio e con più attenzione?
  2. Immaginate che rischiate di essere fermati per motivi contrari, ovvero perchè una pattuglia vi ha visti percorrere un tratto di strada nei limiti, rispettando le precedenze e senza mettere in pericolo ciclisti e motociclisti ad esempio…
  3. Immaginate che si possa rischiare di essere fermati per ricevere un piccolo premio in punti patente o altro di tanto in tanto…

Ci si può costruire un piccolo business. D’altronde lo stato ha forti spese quando ci sono troppi incidenti e una politica rieducativa potrebbe rivelarsi utile.

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Crisi Banche Edilizia: quanta confusione

Come siamo bravi a fare confusione

Le crisi di settore ci sono sempre state e sempre ci saranno. Ci sono i settori che per un periodo vanno meglio e per un altro periodo hanno tendenza a calare. Ci sono settori che si riprendono quando innovano, altri che ritornano quando si scopre che un’innovazione portata da un prodotto o servizio alternativo non rispondeva alle aspettative.

Persino all’interno dello stesso settore edile ci sono crisi distinte dovute a metodi di costruzione obsoleti, oppure a logiche di lavoro sbagliate, a progetti che non vanno più, a zone che non sono più le preferite dalla massa, a investimenti errati o troppo grandi andati male e, perchè no, ai matrimoni in diminuzione. Certo il settore edile è quello che va in crisi con cicli molto più lunghi di quelli della meccanica o dell’elettronica e quando va relativamente in crisi (io stimo ogni 20 anni circa al contrario di altri settori ingegneristici che si alternano nella competizione ogni 5 anni… ripeto: a mio avviso) non subisce un vero e proprio calo, piuttosto una fase di stasi in cui i prezzi rimangono stabili e non calano come molti ipotizzano. E vorrei aggiungere:”magari calassero!” Si vedrebbero subito le imprese migliori, quelle che sanno fare di più con di meno, quelle che sanno fare delle scelte, che sanno otiimizzare e apportare innovazione nei metodi e nel servizio offerto. Se calassero i prezzi significherebbe che anche la materia prima, e tutto quanto ruota attorno all’edilizia, costa meno. Così non è, almeno per il momento. Nessuno può fare una reale previsione, nemmeno i maggiori esperti. Non possiamo sapere la massa cosa deciderà, che tipo di case vorranno tra 5 anni, dove e come. Possiamo fare solo delle ipotesi.

Pertanto, concludo dicendo il messaggio centrale di questo articolo: sentire che delle persone che conosco sono andate in banca per un mutuo e la banca ha cercato in tutti i modi di scoraggiarli incitandoli ad attendere tempi migliori con una assurda previsione di calo dei prezzi delle case, mi sembra solo un’azione errata volta a non centrare l’argomento sul vero problema: “la crisi vera reale è delle banche.”

Non possiamo nemmeno immaginare come siano state gestite in questi ultimi 15-20 anni, fatto sta che il problema reale è che la banca ora ha bisogno di clienti fidati al 100% per uscire dalla sua crisi e questo dopo un periodo in cui sono stati concessi mutui e prestiti ovunque. Questo genera una situazione di sfiducia che, per far bella figura, viene giustificata dicendo che è preferibile attendere più in là perchè i prezzi scenderanno.

Accertatevi voi stessi, andate in banca, chiedete e informatevi, dite che avete trovato la casa che vi piace al prezzo che volevate e ditegli che siete sicuri dell’acquisto. A questo punto saranno costretti a dirvi che vi concedono il mutuo oppure no perchè possono o non possono o perchè si fidano o meno.

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