Simulare o Emulare?

Rispondendo a Lorenzo

Non si tratta di due termini che possono essere considerati sinonimi. “Emulare” non è un termine che può combaciare perfettamente con “simulare”.

Il dizionario dice:

Simulare significa: “fingere che esista un qualcosa che di fatto non esiste”
Emulare significa: “Cercare di imitare o di superare”

L’informatica dice:

Oggi questi termini vengono spesso utilizzati in ambienti informatici (una volta invece si riferivano a comportamenti di persone…), così l’emulatore è diventato un programma che permette l’esecuzione di software originariamente scritto per un ambiente (hardware o software) diverso da quello sul quale l’emulatore viene eseguito. Un programma scritto per computer con sistema operativo Windows ad esempio non funziona (in gergo gira) su un computer con sistema operativo differente come Linux. In questi casi si crea sulla macchina ospitante un emulatore che riproduce virtualmente l’ambiente che è stato previsto per l’esecuzione di quel programma.

Il simulatore invece si prefigge di arrivare allo stesso risultato, riscrivendo però (in tutto o in parte) le routine del programma da simulare, in modo da renderlo comprensibile alla macchina su cui gira.

Pertanto emulare significa “cercare di eguagliare un comportamento”. Emulare una tecnica (ad esempio fotografica) oppure un comportamento di una persona che ad esempio ha un particolare carisma o delle virtù. Mentre simulare significa riproporre un modello della realtà per valutarne la dinamica. E’ il caso, ad esempio, dei simulatori di volo (Xplane…) o di guida (Live for Speed). Si può infatti simulare sì un modello informatico, ma anche un modello fisico nel caso si intenda simulare qualcosa di reale.

emulatore-rom.jpg

Nell’immagine vediamo un emulatore rom (read only memory). Si tratta di un dispositivo piuttosto versatile per testare i processori.

Vedi inoltre le Virtual Machine ed ulteriori approfondimenti su simulatori ed emulatori al seguente link.

Alcuni esempi strambi ma chiari

Ci sono persone che copiano gesti, frasi, battute, modi di fare, dettagli nel vestire o nelle scelte quotidiane perchè provano ammirazione verso una persona con delle particolari doti che, indipendentemente da tali doti, semplicemente si comporta così. In questo caso una persona emula un’altra persona.

Quello che invece una persona può simulare è ad esempio un orgasmo. Una simulazione che appartiene al mondo femminile (ed a particolari uomini mutanti  ). In tal caso si riproduce in modo molto prossimo alla realtà un qualcosa che in quel dato momento non c’è.

simulare_orgasmo_fingere_simulatore.jpg

Un’immagine per non prenderci troppo sul serio di tanto in tanto 🙂

Reflex digitale: il teleobiettivo

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -7-
Titolo o argomento: Il teleobiettivo

Il teleobiettivo è un obiettivo detto “a lungo fuoco”, esso inquadra una minima porzione della scena ripresa e questo perchè ha un ridotto angolo di campo. Questo particolare tipo di obiettivo serve ad ottenere immagini ravvicinate ed ingrandite.

Si tratta di obiettivi abbastanza pesanti, molto lunghi e solitamente con una non eccellente luminosità (salvo rari e costosi casi).

Viene utilizzato prevalentemente per i primi piani grazie anche alla sua capacità, oltre che di ingrandire e ravvicinare, anche di non distrorcere le immagini. La ridotta profondità di campo fa sì che il soggetto sia a fuoco mentre tutto ciò che si trova più vicino o più lontano non lo sia. Il soggetto è così maggiormente evidenziato nella scena.

teleobiettivo.jpg

Una curiosa prova hardware: Intel vs Intel

Rubrica: Ralph DTE prova…

Titolo o argomento: Una prova hardware curiosa e discutibile che però fa riflettere

Abbiamo messo a confronto un parametro di un computer Apple iMac del 2006* con un moderno portatile Centrino 2 del 2009. Il parametro su cui si è basata la prova era il tempo di avvio della versione valutativa del software 3d studio max 2010.

La prova è stata eseguita due volte. La prima volta con i computers appena accesi la mattina (quindi belli freddi). La seconda prova è stata effettuata pochi minuti dopo con la memoria ram già pronta.

Le prove sono state condotte con una temperatura in studio poco gradevole di ben 30,3°Centigradi ed una percentuale di umidità del 55%. Entrambi i computer alimentati a corrente.

Ecco tutti i dati ed i tempi rilevati:

1°Avvio del software

iMac (anno ’06) processore Intel Core Duo 2 T7400 2,16Ghz 3GB ram: 43,84 s

Portatile (anno ’09) processore Intel Core Duo2 Centrino2 P7350 2GHz 4GB ram: 1’e25″

2°Avvio del software (memoria RAM già carica)

iMac (anno ’06): 18,09 s

Portatile (anno ’09): 23 s

intel_core_2_duo_curiosa-prova.jpg

Note

Certo non si tratta di due computer nati per utilizzare particolari software 3d, tuttavia ci sembrava interessante metterli sotto il torchio per vedere quali risultati sarebbero emersi. Fate voi le vostre conclusioni anche se ci tengo a sottolineare che si tratta di una prova discutibile dato che il portatile utilizza la tecnologia Centrino 2.

*Ricordiamo che l’iMac utilizza tecnologia da portatile.

Reflex digitale: il sollevamento dello specchio

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -6-
Titolo o argomento: Sollevamento specchio

Quando si eseguono degli scatti, con macchine fotografiche reflex, lo specchietto che ci permette di vedere la scena inquadrata attraverso il mirino si solleva. (Vedi anche il nostro articolo allegato). In quell’istante attraverso il mirino non vediamo più nulla. Appena terminato lo scatto lo specchietto torna nella posizione, per così dire, di riposo. Il sollevamento dello specchio è essenziale affinché la luce possa raggiungere la pellicola o il sensore ovviamente.

specchietto_reflex_articolo-ralph-dte.jpg

Il movimento dello specchio su e giù può indurre delle vibrazioni fastidiose nocive per la messa a fuoco della scena. Per evitare la possibilità di tali vibrazioni molte reflex hanno una funzione che permette di sollevare manualmente (si fa per dire…)  lo specchio quando lo desideriamo. Questa utilità fa si che al momento dello scatto lo specchio sia già sollevato evitando ogni possibilità di vibrazione. Terminato lo scatto potremo riabbassare lo specchio o eseguire nuovi scatti a nostro piacimento.

Altre reflex invece hanno l’impostazione per ottenere un ritardo di pochi decimi di secondo (circa 0,4s) sull’apertura dell’otturatore dopo il sollevamento dello specchio.

Guardiamo le cose sempre nella loro totalità

L’altro giorno stavo tornando a casa in moto, un’automobilista mi abbagliava con i fari che riflettevano negli specchietti. Con la mano sinistra ho coperto lo specchietto e mi sono reso conto che si tratta di una parte della moto che non curo mai. Certo di sfuggita lo guardo mentre sono per strada ma non lo osservo davvero come invece guardo la moto quando è parcheggiata.

Eppure lo specchietto è una parte fondamentale della moto, senza rischierei diversi incidenti. Appoggiandoci una mano sopra, una volta tanto l’ho guardato meglio. Ho guardato come è fatto, il colore, il materiale… Sembra assurdo ma in tanti anni non mi ero mai soffermato così a lungo nell’osservare uno specchietto.

In fondo a chi verrebbe in mente di dire: “Sono proprietario di 2 specchietti, 5 carene, 1 telaio, 1 motore, 2 ruote…” Il tutto viene raggruppato in un insieme chiamato “moto” ovviamente.

Spesso guardiamo le cose nella loro totalità e non ci rendiamo conto che anche la realtà più piccola (nel lavoro, nel commercio, nella professione, nell’artigianato…) è parte fondamentale di un sistema più grande. Un sistema che ha bisogno di quella piccola realtà per funzionare bene ma che spesso non se ne rende conto.

Altrettanto spesso siamo proprio noi che non siamo consci del fatto che la nostra realtà, seppur piccola e da noi sottovalutata, è importante. Noi siamo parti fondamentali di un paese che si chiama Italia e che senza di noi sarebbe incompleto, talvolta non funzionante.

Ci avete mai pensato? 😀

piccole-imprese_piccole-attivita_articolo-ralph-dte.jpg

Dimostrazione paradossale: Se tutti i piccoli negozi e tutte le piccole attività artigianali, le piccole imprese e le piccole realtà professionali chiudessero insieme per la crisi o per leggi che non le tutelano, la nazione si bloccherebbe. Lo stato dovrebbe fare a meno di tanti posti statali. La mancanza di entrate in tasse costringerebbe a controlli molto più severi alle grandi attività per compensare le perdite… Come una moto senza lo specchietto che ad una precedenza impatta su un’auto non vista, lo stato impatterebbe con la realtà con conseguenze che non so prevedere.

Reflex digitale: l’obiettivo grandangolare

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -5-
Titolo o argomento: L’obiettivo grandangolare

Sono obiettivi grandangolari tutti quelli con una lunghezza focale inferiore ai 50mm tuttavia i veri effetti del grandangolo sono apprezzabili con obiettivi da 24mm e da 14mm i quali, con un angolo di campo superiore a 80°, possono inquadrare una scena più ampia.

La conseguenza immediata di tali angoli di campo è l’importante distorsione dell’immagine spesso ricercata appositamente per creare particolari effetti di profondità. Gli oggetti vicini all’obiettivo vengono distorti sino a dare la sensazione di ruotare su sé stessi. Gli oggetti lontani invece appaiono ancor più piccoli e distanti di quanto non lo siano in realtà.

Gli obiettivi grandangolari sono molto luminosi ed hanno un’ampia profondità di campo.

fisheye.jpg

Reflex digitale: l’obiettivo, la lunghezza focale e l’angolo di campo

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -3-
Titolo o argomento: L’obiettivo, la lunghezza focale e l’angolo di campo

Se siete degli esperti in materia questo articolo non vi occorre, ma se siete degli amatori e avete deciso di acquistare un nuovo obiettivo per spingervi oltre il classico 18-55 allora potreste trovarlo utile. 😀

Lunghezza focale

La lunghezza focale solitamente si  misura in millimetri, essa rappresenta la distanza che intercorre tra il centro dell’obiettivo ed il piano focale dove scorre la pellicola o si trova il sensore.

Ruotando la ghiera fino alla posizione ∞ (infinito) è possibile  effettuare la misurazione della lughezza focale quando anche la messa a fuoco è regolata su infinito.

Maggiore è la lunghezza focale e minore sarà la parte di scena inquadrata.

lunghezza-focale.jpg

Angolo di Campo

Viene espresso in gradi e rappresenta l’ampiezza del campo inquadrato da un determinato obiettivo.

Ad ogni lunghezza focale corrisponde un preciso angolo di campo che si ottiene misurando l’angolo al vertice di un triangolo isoscele che ha per base la dimensione della diagonale del fotogramma e per altezza la lunghezza focale.

Tanto maggiore sarà la lunghezza focale e tanto più piccolo sarà l’angolo di campo.

lunghezza-focale_c.jpg

Esempio

Obiettivo con elevata lunghezza focale (a sinistra sotto) o teleobiettivo. Obiettivo con ridottissima lunghezza focale (a destra sotto) o grandangolo; in questo esempio si tratta esattamente di un obiettivo detto “fisheye”. E’ evidente dalle due immagini cosa sia l’angolo di campo…

teleobiettivo.jpg fisheye.jpg

Alcuni valori utili

  • Lunghezza focale/Angolo di campo

  • fisheye/180°

  • 14mm/114°

  • 17mm/104°

  • 24mm/84°

  • 28mm/76°

  • 35mm/64°

  • 50mm/45°

  • 70mm/34°

  • 105mm/23°

  • 135mm/18°

  • 200mm/12°

  • 300mm/8°

  • 400mm/6°

  • 500mm/5°

  • 600mm/4°

  • 1200mm/2°

La sensibilità della pellicola

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -2-
Titolo o argomento: La sensibilità della pellicola

E’ detta anche rapidità della pellicola ed esprime quanto una pellicola sia sensibile alla luce. Una volta veniva espressa in ASA che è l’acronimo di American Standard Association oppure in DIN ovvero Deutsche Industrie Norm.

Oggi, invece di utilizzare le due precedenti denominazioni, se ne usa una: ISO (International Standard Organization). Quella che segue è una scala delle principali pellicole che erano disponibili in commercio prima dell’avvento del digitale: ISO 25 50 100 200 400 800.

Sotto ai 100 ISO le pellicole venivano chiamate a bassa sensibilità. Al valore di 100 ISO venivano chiamate di media sensibilità; oltre i 100 ISO erano definite ad alta sensibilità. Una pellicola a bassa sensibilità produce un’immagine con poca grana. Viceversa una pellicola ad alta sensibilità produce molta grana sulle immagini.

Le pellicole ad alta sensibilità si utilizzano prevalentemente in due casi:

  1. quando la scena ha un’illuminazione molto bassa

  2. quando un oggetto ripreso è in movimento e si adottano tempi di esposizione brevi

auto-in-movimento-scatto-in-movimento.jpg

Con l’avvento del digitale, il range di sensibilità ISO è dato dalla dimensione del sensore. Tanto maggiore è la dimensione del sensore e tanto maggiore sarà la sensibilità raggiungibile. Inoltre, un sensore più grande (a parità di megapixel), vi darà il vantaggio di un minore “rumore” nell’immagine.

Lighting: conoscere la luce

Rubrica: Lighting -1-
Titolo o argomento: Conoscere la luce

La luce viene ben descritta da tre fondamentali grandezze: luminosità (o ampiezza), colore (o frequenza), polarizzazione (o angolo di vibrazione). Nello specifico ecco i parametri per la misurazione della luce:

  • intensità luminosa: Si tratta di una una grandezza fotometrica e fisica la cui unità di misura nel Sistema Internazionale è la candela (cd). L’intensità luminosa viene quantificata come candele in una data direzione di una sorgente che emette radiazione monocromatica di frequenza pari a 540×10^12 hertz e con una intensità radiante in detta direzione di 1/683 watt per steradiante. L’intensità luminosa può anche essere considerata come il numero di fotoni che attraversa una sezione unitaria di un campione (che può essere anche il vuoto) nell’unità di tempo.

  • flusso luminoso: lumen (lm). Il flusso luminoso emesso in tutte le direzioni da una sorgente con intensità luminosa pari ad una candela e rilevabile in un angolo solido di uno steradiante. Lo Steradiante (sr) è il corrispondente tridimensionale del radiante.

  • illuminamento: lux (lx). Un lux equivale ad un lumen su metro quadro. La luce del sole si aggira intorno ai 32.000-100.000 lux; un uffico luminoso varia tra i 400 lx ed i 500 lx; i riflettori di uno studio televisivo raggiungono i 1000 lux; la luce della luna è pari a circa 1 lx.

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Continua…