Simulazioni in Grande Stile

IWay

I-Way è il più grande centro di simulatori di guida di F1 del mondo con i suoi 5000 metri quadri, 6 vere scocche in carbonio di F1, 6 vere scocche di vetture da 24 hours du mans, 6 scocche di vetture da Rally e una serie infinita di computer che riescono a riprodurre ogni condizione di guida su qualunque tracciato. Le macchine sono disposte in fila per due. Sei per ogni hangar. Un sistema di luci rende l’atmosfera ancora più futuristica di quello che è. Eh già perché qui il futuro ce lo avete davanti visto che queste F1 si muovono “regalando” (si fa per dire…) accelerazioni e decelerazioni fino a 2g, praticamente reali, grazie ad un sofisticato sistema di pistoni idraulici che imprimono a vettura e pilota accelerazioni longitudinali e laterali prossime a quelle vere. Unica nota dolente un rollio, un beccheggio e un’imbardata a dir poco eccessivi.

Test scientifici hanno dimostrato che i piloti che “guidano” un simulatore di F1 della I-Way e quelli che vanno in pista realmente hanno medesime sensazioni: stessi battiti, stessa produzione di adrenalina, stesso stress… rischiando, ovviamente, molto meno.

Articolo suggerito da: Federico
Fonte: la Repubblica.it

Compatta digitale: profondità di campo

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -4-
Titolo o argomento: Profondità di campo

Il diaframma, oltre ad attenuare la luce, ha un compito non da poco:

La regolazione della profondità di campo.

Attraverso la regolazione del diaframma, presente anche su una semplice compatta come la canon A540 (posizione sulla funzione AV), decidiamo fin dove mettere a fuoco o meno. Gli spazi dietro e avanti l’oggetto messo a fuoco, possono essere anch’essi messi a fuoco o meno.

  • Ad un f-stop piccolo ovvero diaframma molto aperto, corrisponde una piccola profondità di campo. Ne segue che il soggetto della foto è a fuoco mentre gli oggetti avanti al soggetto e lo sfondo, risultano sfuocati. Tecnica di fondamentale importanza se si deve risaltare un primo piano in una foto o un dialogo in una scena di un film ad esempio.

  • Nella prima foto l’f-stop della canon A540 era impostato su 2.6. Notiamo come gli oggetti davanti e dietro il vasetto centrale, siano sfuocati.

f-stop-piccolo.jpg

  • Ad un f-stop grande ovvero diaframma poco aperto, corrisponde una più ampia prodondità di campo. Si può mettere correttamente a fuoco il sogetto e tutto ciò che lo circonda.

  • Nella seconda foto l’f-stop della stessa compatta digitale era impostato su 8.0. La zona a fuoco diventa, di conseguenza, maggiore.

 f-stop-grande.jpg

 Inoltre è possibile osservare come la luce delle due foto sia differente (gli effetti su una reflex potrebbero essere differenti… ma ne parleremo in seguito…). Per effettuare dei piccoli aggiustamenti, si può correggere l’apertura del diaframma di piccole frazioni. Sulla canon A540, è possibile premere (in fase di scatto e con la modalità impostata su AV) il tasto che solitamente si usa per cancellare le foto nella modalità di riproduzione (tasto indicato dalla freccia nella foto seguente) e correggere l’apertura del diaframma di piccole frazioni.

tasto-correzione-esposizione.jpg

Infine, per meglio comprendere le differenti aperture del diaframma, ecco uno schema esplicativo:

esempi-aperture-diaframma.jpg

Prima di passare all’acquisto di una Reflex, ritengo che sarebbe opportuno esasperare le potenzialità di una compatta digitale. Nei primi 4 articoli di questa rubrica (che puoi richiamare inserendo le parole chiave del titolo nella casella “CERCA” in alto a destra) puoi già comprendere se sei portato o meno nel fare foto di buon livello semplicemente con una macchina fotografica di basso costo. Una volta arrivati all’estremo delle potenzialità di un’ottica così modesta… allora puoi tentare il grande salto.

Quanto è veloce la tua linea internet?

Verificalo a questo link

http://www.speedtest.net/

effettuando lo Speed TEST

Appena accedi al sito e clicca sulla piramide animata al centro della mappa

dopodiché attendi che la lancetta dell’indicatore si fermi ed esca il responso.

Ti ricordiamo che i gestori non garantiscono la linea promossa negli spot pubblicitari. Quella è la linea di picco che può essere raggiunta ma non garantita.

speedtest.jpg

Troppo tempo davanti al pc…

Rubrica: Mente e salute

Titolo o argomento: Passare troppo tempo davanti al pc danneggia l’organismo

Da una semplice insonnia fino alla depressione, la strada è lunga?

Nemmeno tanto! Passare intere ore davanti ad un computer causa:

  • perdita di liquidi, secchezza delle fauci.

  • disturbi alla melatonina, ditrurbi del sonno.

  • induce la depressione (causata dal bagliore della luce al neon che illumina i cristalli liquidi).

  • riduce notevolmente la creatività.

  • sottopone a forte stress le articolazioni (specie se la posizione davanti al computer non è corretta).

  • Bruciore, lacrimazione, stanchezza alla lettura, visione annebbiata e/o sdoppiata per gli occhi.

  • Fastidio alla luce, Mal di testa.

 Alcuni semplici consigli:

  • Sempre valida la regola di ideare, inventare, progettare su carta e poi, solo in fase finale, sviluppare con l’ausilio del pc.

  • Spegnere il pc almeno un paio d’ore prima di andare a dormire. Questo perchè il bagliore del monitor produce una sorta di errore nel nostro cervello il quale lo percepisce in modo simile alla luce del giorno sfalsando gli equilibri giorno/notte. Questo giustifica notti insonni dopo aver lavorato molto al pc anche la sera.

  • Fare una pausa di almeno una ventina di minuti ogni ora.

  • Non utilizzarlo per qualche giorno di seguito… almeno di tanto in tanto.

  • Non accanirsi nell’utilizzo sperando in un pomeriggio di ultimare un sito web, aggiornare il blog, guardare le caselle di posta elettronica, salutare tutti su msn e skype, rispondere alle notizie sugli utlimi forum preferiti, vedere le inserzioni di oggetti in vendita e portare avanti le trattative mentre ci si lava i denti, vedere le offerte di e-commerce sui siti preferiti, vedere tutti gli spezzoni dei film preferiti su youtube, ecc. ecc…

  • Schermare finestre con tende ergonomiche adeguate al lavoro al PC.

  • Schermare e ridurre luci artificiali, usare lampada da tavolo.

  • Disporre il monitor perpendicolare alle fonti luminose.

  • Collocare monitor e documenti alla stessa distanza dagli occhi il più lontano possibile, purchè siano leggibili.

  • Regolare contrasto, luminosità e caratteri del monitor (sfondo chiaro e lettere scure).

  • Ammiccare spesso e fissare oggetti o persone lontani.

  • Rinnovare l’aria del locale di lavoro.

 Rispettare la legge 626

circa la posizione da assumere sulla sedia (che deve essere a norma), l’altezza del tavolo e le distanze corrette dal pc, è sicuramente un valido contributo per la vostra salute.

In particolar modo per la vostra vista… a meno che non vogliate vedere così : )

nudo-artistico.jpg

Scanner 3d

So bene che per alcuni di voi non è una sorpresa, ma per stimolare piacevolmente la mente dei nostri lettori e per estendere a nuovi potenziali utenti il mondo del 3d ecco a voi lo scanner 3d: https://www.nextengine.com/indexSecure.htm?gclid=CMXyyoCS35gCFcyR3wodfl6scw

Attraverso un simile strumento potete trasferire un modello reale di un oggetto, sul vostro computer trasformandolo quindi in un modello 3d (elaborabile al computer) grazie ad un sofisticato sistema di scansione multi laser. Ognuno dei molteplici raggi laser emessi rileva un punto distinto dell’oggetto reale riportandolo sul vostro computer con un livello elevato di precisione. In pratica otterrete sul vostro pc un modello di disegno tridimensionale senza doverlo disegnare voi da zero. Naturalmente una sufficiente conoscenza di come si lavora nel mondo del 3d è comunque consigliabile.

nextengine-3d-scanner.jpg

Il prezzo non è da poco, ma se la vostra idea è brillante e, soprattutto, se le circostanze non vi impediscono di lavorare ed avere lo studio in casa, beh allora potrebbe essere un buon investimento. Non dite però troppo a voce alta la vostra idea, prima realizzatela…

Se siete dei temerari, se volete inventare il vostro mestiere e se vi affascina il mondo del 3d ma non ne sapete ancora molto, sappiate che potete imparare anche voi… Non è impossibile.

E se qualcuno vi dice che non potete fare una cosa, probabilmente è perchè lui stesso non la sa fare… Concetto che viene espresso molto bene nel film “La ricerca della felicità” tratto da una storia vera. Imparare è difficile ma non è impossibile.

Buon lavoro 🙂

Quanto vale un sito?

Domande strane con risposte altrettanto impensabili : )

State prendendo un caffè durante una piccola pausa lavoro. Per la testa vi passano i pensieri più assurdi. E’ normale, capita a tutti di volare via con la mente… a volte anche come i brevi sketch della nota serie Scrubs. Allora perchè non andare a vedere che valore hanno raggiunto i siti che frequentate di più? Dove? Visitando siti come “Stimator” (stimator.com) potete sbalordirvi nel vedere i valori attribuiti ai protagonisti del web. Come potrete immaginare i motori di ricerca hanno valori elevatissimi. Ma le stime effettuate sono perfettamente affidabili? Almeno nei casi dei siti “normali”, a mio avviso, non tanto. Dati come quelli relativi al numero delle pagine visitate, ai visitatori giornalieri (dati utili per la stima del valore) e tutto quello che viene rilevato dai sistemi di tracciamento, spesso non combaciano con i dati forniti con elevata precisione ad esempio da Google Analytics. Rimane quindi il quesito: come si può sapere con precisione quanto vale un sito, magari il vostro?

Valore sito web

Avere il pane… e i denti : ) -1-

BOOT CAMP

Per il tuo tipo di lavoro preferisci utilizzare i sistemi Mac OS X ma proprio non puoi fare a meno di alcuni programmi che girano sotto windows… Così decidi di creare una partizione sul tuo Mac con BOOT CAMP e magari non hai subito a disposizione una copia online della guida con tutti i consigli…

Certo può succedere.

Ecco perchè qui ne trovi una copia a disposizione:

boot-camp-guida-installazione-configurazione.pdf

Nella guida c’è tutto quello che ti serve sapere, ogni consiglio. Ricorda solo che quando deciderai di cancellare la partizione con windows, dovrai andare sulle preferenze di sistema e reimpostare l’avvio predefinito con MAC OS X onde evitare errori nei successivi avvii.

Non rischiare di perdere i tuoi dati:

Ricorda di utilizzare prima la Time machine per la copia di back up del tuo intero computer. La Time machine non salva il sistema operativo, salva però tutti i tuoi dati, documenti, foto, video, musica e tutti i programmi che tu hai aggiunto al tuo Mac. Quindi se ti dovesse capitare di inizializzare il disco, potrai inserire tutti i tuoi vecchi dati su una nuova versione di MAC OS X tranquillamente.

boot_camp_os_select.png

Priorità dei tempi TV, priorità diaframma AV

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -3-
Titolo o argomento: Priorità dei tempi TV – Priorità diaframma AV

Cosa significano queste voci?

Per priorità dei tempi si intende che, posizionando la rotella di selezione su TV, possiamo andare a scegliere il tempo esatto di durata dello scatto che desideriamo. Ma non siamo ancora in piena modalità manuale e gli altri parametri li sceglie la macchinetta. Se ad esempio vogliamo usare la luce naturale che passa dalla finestra ma ci accorgiamo che l’oggetto fotografato in modalità automatica viene scuro, possiamo impostare la macchina fotografica su TV e scegliere un tempo di esposizione di 1 secondo. Se la foto viene troppo luminosa, riduciamo a mano a mano sino a che non otteniamo l’immagine desiderata. Attenzione che ciò che vediamo sul display della macchinetta non corrisponderà alla vera luminosità che avrà la foto. Generalmente le foto sono più scure di come le vediamo sul dispay da 2 o 3 pollici. Vice versa se la foto è ancora troppo scura agiamo nuovamente sul tempo aumentando magari a 1,6 secondi poi 2, …, 3, sino ad arrivare al tempo ottimale. Saranno le vostre prove a darvi ragione. Il risultato del vostro scatto lo verificherete correttamente sul vostro monitor del pc o mac. I mac vanno particolarmente forte in questo settore vantando monitor di qualità eccelsa in HD.

Ho sottointeso che durante queste operazioni il flash viene disattivato. Una foto in ambiente poco luminoso fatta con il flash viene molto molto differente dalla stessa fatta senza flash e con un tempo di esposizione di circa 2 secondi. Sicuramente ve ne siete accorti ed è per questo che volete esplorare le regolazioni manuali della vostra compatta.

Altra cosa che ho sottointeso è l’uso di un cavalletto…

Un motivo per il quale ho preferito non pubblicare una lista di priorità dei tempi e dei diagrammi a seconda dei vari casi, è che le situazioni e le scene possono essere assai differenti tra loro. Nella vostra foto non incide solo la sorgente luminosa (artificiale o naturale) ma tutti gli oggetti intorno a quello da fotografare, i loro riflessi, e tutto quanto si trova dietro e sotto l’oggetto fotografato. Ogni oggetto intorno a quello fotografato emette radiazioni luminose ben precise che influenzano il vostro scatto. Ad esempio impostando un tempo di 0,3 secondi con diaframma f8 utilizzando una luce alogena ed uno sfondo bianco, la foto può dare un risultato che può essere molto differente se le regolazioni sono le stesse ma lo sfondo dietro l’oggetto è di un colore diverso dal bianco oppure se invece della luce artificiale si usa la luce diurna, o ancora se vicino all’oggetto da scattare avete posizionato un carrellino degli attrezzi che magari è rosso. State sicuri che influenzerà la vostra foto con componeti di luce rossa che potreste non notare inizialmente.

Per priorità diaframma come indicato sul menù di alcune compatte si intende che posizionando la rotella di selezione su AV sceglierete l’apertura (solitamente circolare o poligonale) che ha il compito di ostacolare o favorire la luce che raggiungerà la pellicola o il sensore.

Con un’apertura f5,5 più luce raggiungerà il sensore, mentre con un apertura f8 ne arriverà molta meno e vi accorgerete che dando la priorità alla scelta dell’apertura AV, prima dello scatto sul dispay vi comparirà anche il tempo di esposizione che la macchinetta sceglierà. Noterete che impostando un f8 (valore massimo possibile per la canon A540) il tempo di esposizione aumenta, mentre impostando un f5,5 (valore minimo possibile per la A540) il tempo di esposizione si ridurrà notevolmente a frazioni di secondo.

C’è una netta relazione tra queste due regolazioni TV-AV. Ogni valore impostato su una regolazione ne implica un altro che sceglie la macchina fotografica. Vi accorgerete che se ad esempio scegliete un tempo di 1/6 di secondo, in automatico il processore sceglierà un’apertura f5,5. Mentre se darete la priorità alla scelta dell’apertura e userete un’apertura f5,5, in automatico il processore della compatta sceglierà un tempo di esposizione di 1/6 di secondo.

Note:

  • Con il diaframma a piena apertura, la zona di nitidezza in profondità (profondità di campo)  sarà relativamente limitata.

  • Diminuendo l’apertura (l’operazione è detta diaframmare) si aumenta l’estenzione della zona di nitidezza, che raggiunge il massimo quando il diaframma è portato all’apertura minima.

  • Diaframmi di piccole dimensioni richiedono però tempi di esposizione più lunghi e conseguentemente implicano un maggior rischio di mosso se il soggetto o la fotocamera si spostano durante l’esposizione.

  • I numeri f esprimono il rapporto tra la lunghezza focale dell’obiettivo e il diametro dell’apertura del diaframma

Ecco qualche esempio semplice. Notate che le caratteristiche dello scatto sono contenute nel nome del file e ripetute nell’elenco sotto. Ci sono alcune foto sottoesposte e altre sovraesposte. Questi “errori” sono voluti per meglio comprendere cosa accade distribuendo la quantità di luce che vi occorre in modi differenti:

foto-a-005-f55.jpg foto-b-02-f55.jpg foto-c-025-f55.jpg foto-i-10-f80.jpg foto-o-25-f80.jpg foto-p-32-f80.jpg foto-r-50-f80.jpg

  1. foto A: tempo di esposizione 0,05 secondi ovvero 1/20 di secondo; f/stop 5.5

  2. foto B: tempo di esposizione 0,2 secondi ovvero 1/5 di secondo; f/stop 5.5

  3. foto C: tempo di esposizione 0,25 secondi ovvero 1/4 di secondo; f/stop 5.5

  4. foto I: tempo di esposizione 1 secondo; f/stop 8.0

  5. foto O: tempo di esposizione 2,5 secondi; f/stop 8.0

  6. foto P: tempo di esposizione 3,2 secondi; f/stop 8.0

  7. foto R: tempo di esposizione 5,0 secondi; f/stop 8.0

E’ interessante notare come con tempi di esposizione maggiori si usi un’apertura più piccola che oltretutto impedisce il passaggio di alcune radiazioni luminose sulla frequenza del giallo. La foto perde parzialmente, a nostro vantaggio, quella componente giallina che è causata da lampadine non appropriate al tipo di scatto.

In seguito vedremo alcuni effetti interessanti ottenibili giocando con le esposizioni e altri risultati ottenibili con diversi tipi di luce e, cosa importante spiegandone il perchè. Parleremo quindi di radiazione luminosa con accenni di fisica.

Continua…

Compatta digitale: Tempo di esposizione

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -2-
Titolo o argomento: Tempo di esposizione

Se utilizzate la vostra compatta digitale in modo automatico forse non ve ne sarete accorti, se invece stuzzicate le varie funzioni con curiosità potrete notare che la rotellina che gestisce le modalità di scatto si può posizionare sulla voce “TV”. TV non ha nulla a che fare con le opzioni per fare brevi filmini. Per quelli vi è un’apposita funzione indicata dal simbolo della telecamera. La rotellina per scegliere le funzioni, quando viene posizionata su TV, permette all’operatore di scegliere i tempi di esposizione ovvero di selezionare il tempo durante il quale il diaframma resterà aperto. Più il diaframma resterà aperto e più luce raggiungerà il sensore (o la pellicola nelle macchine fotografiche “normali”). Questa particolare possibilità ci permette di effettuare scatti in zone poco luminose come stand fieristici o meglio di notte. Uno scatto per così dire prolungato deve poter riprendere un soggetto fermo, mantenendo ferma anche la macchina fotografica. E’ necessario utilizzare ad esempio un cavalletto, ma può trattarsi di un qualunque supporto. Se si muove la macchina fotografica o il soggetto fotografato, la foto verrà indubbiamente mossa e poco gradevole. Al contrario se si scattano foto con tempi di esposizione prolungati, con il soggetto in movimento e lo sfondo fermo o viceversa, si possono ottenere effetti interessanti. Un esempio è rappresentato dalla foto sottostante dalla quale abbiamo poi ricavato una grafica che oggi si trova nell’ufficio di un mio amico in formato 2816×2112. Non è affatto poco per una compatta. Sullo sfondo del porto, lo scatto prolungato mette in evidenza il movimento delle automobili che si strasformano in scie di luce generate dai fari ripresi per più secondi consecutivi. E’ possibile operare al contrario e ridurre il tempo di esposizione per uno scatto ad un oggetto che si muove in velocità (una moto in pista, un atleta ecc.). In questo caso per non avere un’immagine mossa i tempi saranno ridotti fino a minime frazioni di secondo ma dovremo regolare altri parametri (che vedremo in dettaglio nel prossimo articolo) affinché, con uno scarso afflusso di luce al sensore, la foto non venga scura o completamente nera.

Continua…

tv.jpg ancona-porto.jpg