Ma la D.I.A. è necessaria o no?

La D.I.A. ovvero “Denuncia Inizio Attività” viene spesso definita dai geometri come documento necessario che deve essere redatto in caso di modifiche ad un fabbricato. E’ vero… ma non sempre. Se devi effettuare modifiche che coinvolgono la volumetria del locale, la D.I.A. è sicuramente necessaria per effettuare i lavori in piena regolarità, se invece i lavori prevedono la manutenzione del locale, non è assolutamente necessaria alcuna D.I.A. e questo non lo affermo io, bensì il DPR 380/01 del 6 Giugno 2001 (articolo 6 – Ordinaria manutenzione).

Così se ad esempio desiderate cambiare un pavimento sappiate che non occorre far altro che trovare  un bravo artigiano e procedere con i lavori.

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Caos deterministico

Rubrica: Matematicamente

Titolo o argomento: Che cos’è il caos deterministico?

Una tra le più recenti scoperte della matematica sperimentale è il cosiddetto “caos deterministico”.

Quando un sistema dinamico (di qualsiasi natura e scala) è sufficientemente complesso e dotato di interazioni non lineari, la sua evoluzione nel tempo, nonostante sia governata da leggi  rigorosamente “deterministiche”, può diventare “caotica”.

La soluzione degli algoritmi che descrivono l’evoluzione di un sistema dinamico prende il nome di “attrattore”. Il nome deriva dal fatto che la soluzione numerica dei sistemi di equazioni è normalmente di tipo iterativo, a “convergenza”. Tutto avviene in sostanza come se essa fosse dotata di un potere di “attrazione”, che appunto la attrae verso la convergenza.

Quando la curva rappresentativa dell’attrattore è “regolare”(un punto, un segmento, un cerchio, un ellisse, una qualsiasi curva unica o periodicamente ripetitiva) si ha un attrattore “ordinario”.

Quando invece è “irregolare” (una curva infinitamente aggrovigliata, mai ripetitiva) si ha un attrattore “strano, cioè “caotico”. La curva infinitamente aggrovigliata che si ottiene è un “frattale”: una linea infinitamente lunga e mai ripetitiva ma contenuta in un’area o un volume (o un iper-spazio) di dimensioni finite.

Il termine “frattale” deriva dal fatto che simili curve infinitamente aggrovigliate su sé stesse, finiscono per assumere caratteristiche di “quasi” superfici, “quasi” volumi, ecc., assumendo così dimensioni non intere, frazionarie, “frattali” appunto.

La più nota rappresentazione visiva di fenomeni caotici è la famosa “farfalla” di Edwin Lorenz la quale mostra l’evoluzione “caotica” del clima fornita da un modello meteorologico del 1963. L’attrattore di Lorenz esprime il noto concetto di “effetto farfalla” e cioè che in sistemi caotici, piccole differenze nelle condizioni iniziali possono originare, dopo un tempo sufficiente, grandi differenze nelle condizioni finali.

Il caos deterministico è stato perciò impropriamente anche definito come la possibilità che “piccole cause possano generare grandi effetti”. In questo senso è diventato famoso l’aforisma di Lorenz secondo cui: ” il battito delle ali di una farfalla in Brasile, può provocare un uragano nel Texas”. In realtà in senso “fisico” è errato dire che “piccole cause possono generare grandi effetti”. E’ invece corretto affermare che un’infinità di microcause (ognuna di per sé trascurabile), agendo su tempi sufficientemente lunghi, possono produrre per accumulo macro effetti non trascurabili.

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Imballaggi di plastica. Guadagnamoci su :)

Dal Pane ai Motori, un modo curioso di risparmiare.

Avete presente quel genere di cose a cui si preferisce non pensare con la scusa che si ha già la testa piena d’altro? No?

Sarà capitato a chiunque di acquistare i panini all’olio confezionati in buste di plastica. E che buste!! Sono ottime, robustissime, tanto difficili da rompere quanto da smaltire. E se non si fa la raccolta differenziata la situazione è anche peggiore.

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Allora perchè buttarle?

Negli ultimi anni si è maggiormente diffusa l’abitudine di riutilizzare le buste della spesa… finalmente. Ma bisogna rendersi conto che non basta più. Allora se per smaltire una robustissima busta di panini all’olio ci vogliono oltre 100 anni, perchè non sfruttare queste caratteristiche per altri utilizzi?

Io ho iniziato ad accumulare le buste che si scartano con l’uso dei prodotti alimentari. Le uso per contenere organi meccanici che devono essere riparati da polvere, sporco, ossido*… Pensate che una volta andavo persino in una ferramenta specializzata ad acquistare degli imballi per questo scopo. Ora semplicemente conservo le robustissime buste dei panini. Non inquino. Proteggo i componenti meccanici nel mio laboratorio e non spendo denaro per andare a comprare delle apposite buste/imballaggi che sono assolutamente identici.

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Nella foto un pistone automobilistico imballato in un sacchetto di plastica di alta qualità per uso alimentare. Il pistone è stato leggermente lubrificato e imballato. Risultato: il laboratorio è in ordine e pulito, il pistone è preservato da polvere e umidità.

Non vi fa riflettere il fatto che in passato pagavo diversi euro delle buste che tutti noi buttiamo ogni giorno? Pagavo per comprare una cosa che buttate. La conseguenza è che c’è la possibilità di “vendere” qualcosa che solitamente si butta… 100% guadagno. Basta diffondere questo tipo di cultura. Come per tutte le cose ci vorrà del tempo. Se invece questo messaggio lo trasmettesse la tv basterebbero poche settimane.

Perchè non l’ho fatto prima? Perchè non ero attento alla spesa che si fa in casa…

E voi?

Autoclave: fase di mantenimento

Rubrica: Che cos’è un’autoclave?

Titolo o argomento: Fase di mantenimento

Prosegue dall’articolo: Vedi i link correlati in basso

Per mantenimento si intende l’arco di tempo durante il quale temperatura e pressione all’interno dell’autoclave ed il vuoto all’interno delle sacche contenenti il manufatto, vengono mantenuti costanti.

La temperatura raggiunta e mantenuta costante all’interno dell’Autoclave, viene regolata in base ai parametri indicati nelle specifiche tecniche di ogni tipo di resina utilizzata.

Un sofisticato sistema di raffreddamento provvede a correggere la tendenza della temperatura a salire durante la reazione chimica esotermica della resina.

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Autoclave: fase di riscaldamento

Rubrica: Che cos’è un’autoclave?

Titolo o argomento: Riscaldamento

Prosegue dall’articolo: Vedi i link correlati in basso

Quando il componente che abbiamo realizzato con la fibra di carbonio è stato modellato ed opportunamente impregnato di resina*, procederemo ad inserirlo nell’autoclave per la fase di riscaldamento. Prima di essere inserito verrà imballato in apposite sacche sigillate.

La temperatura verrà alzata con un gradiente proporzionale allo spessore del pezzo ed al numero di pezzi che abbiamo inserito nell’autoclave.

Si prosegue con la pressurizzazione. Il pezzo da realizzare viene protetto e sigillato in apposite sacche, dopodiché verrà mantenuto sotto vuoto spinto per favorire l’uscita dell’aria rimasta imprigionata tra gli strati di tessuto e resina in fase di assemblaggio.

La trasmissione di calore non avviene in modo diretto, bensì tramite lo scambio dell’aria fatta circolare all’interno dell’autoclave.

Il tempo che occorre per raggiungere la massima temperatura del ciclo è stabilito dallo spessore e dalla quantità di resine adottate. Per controllare l’efficacia di questo ciclo produttivo si è soliti utilizzare dei “pezzi campione” che hanno le stesse caratteristiche del pezzo che andiamo a realizzare ma sono muniti di sonde per il rilevamento dati.

Qualora lo spessore del pezzo superi i 10mm è consigliabile effettuare delle soste durante il riscaldamento per uniformare la temperatura su tutto il corpo del pezzo da realizzare.

*I fornitori di materiale professionale vendono la fibra già imbevuta che va solo modellata sullo stampo.

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Introduzione all’uso dell’Autoclave

Rubrica: Che cos’è un’autoclave?

Titolo o argomento: Conoscere l’autoclave

Possiamo definire le autoclavi come delle vere e proprie camere iperbariche. Nell’ingegneria che si interessa di materiali, meccanica e del settore motoristico sono fondamentali per produrre organi, componenti o intere parti strutturali di vetture da corsa e non solo…

Sebbene la fibra di carbonio venga modellata al di fuori delle Autoclavi, il passaggio all’interno di queste camere iperbariche è d’obbligo per far polimerizzare la resina che il tecnico provvederà ad applicare manualmente, in fase di modellazione, o della quale la fibra stessa sarà già provvista. La resina polimerizza nel momento in cui l’autoclave inizia a fornirgli il calore necessario per la trasformazione chimica.

L’uso dell’Autoclave conferisce una resistenza del 30% maggiore rispetto a tutti gli altri processi di polimerizzazione. In essa vengono controllate la temperatura, la pressione e il vuoto. Tramite uno speciale sistema di riciclo dell’aria, composto da ventilatore e apposite canalizzazioni, si ottiene l’omogeneità della temperatura.

È possibile riscaldare l’autoclave anche  per mezzo di una batteria elettrica opportunamente dimensionata. La temperatura è controllata in fase di riscaldamento, mantenimento e raffreddamento. I gradienti di riscaldamento/raffreddamento sono stabiliti a seconda delle specifiche richieste dal cliente. La pressione viene regolata in fase di pressurizzazione, mantenimento e scarico per mezzo di valvole pneumatiche modulanti che, gestite dal sistema di controllo, lasciano entrare o uscire l’aria/azoto necessari al ciclo.

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Autoclavi dell’azienda ATR Group che attualmente sta passando un momento difficile. Speriamo si risollevi presto dalla crisi.

Universitari: gli atteggiamenti che non costruiscono

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Gruppi di studio

Ricordo che quando mi diplomai all’istituto tecnico in qualità di perito meccanico, mi iscrissi all’università (ingegneria meccanica) pieno di buoni propositi e convinto di fare un buon lavoro di gruppo con alcuni miei compagni delle superiori.

Paura

Tutto il contrario. In breve tempo il gruppo non si incontrò più per studiare insieme. Il motivo? Diverse persone avevano il timore di agevolare le lauree altrui… Niente di più falso, studiare in gruppo è sempre stata la cosa migliore.

Faziosità

Successivamente mi rivolsi ad un’associazione studentesca. Anche quest’esperienza trovò presto la fine. Mi si richiedeva un’appartenenza all’uno o all’altro schieramento, ma per me che sono imparziale di natura non è stato possibile. I legami si sono rotti e con essi un sereno proseguimento degli studi.

Limitata costruttività

Passa altro tempo, conosco la mia attuale ragazza ed i suoi amici. Non mi è stato possibile fare gruppo di studio nemmeno con alcuni di loro che ormai erano organizzati in diverso modo. Quasi fosse un processo irreversibile.

A questo punto credo che questa sia una prerogativa della città in cui vivo. Ho notato infatti che gli studenti di altre regioni, ad esempio, sono molto più uniti, si aiutano e  collaborano in altra maniera. Costruiscono.

Ma quali vantaggi e quali svantaggi ho avuto da questa esperienza?

Sono uno studente fuoricorso di Ingegneria Meccanica. Non ho mai passato un esame copiando, non ho mai imparato a memoria… Ho passato tutti i miei esami solo quando ho realmente capito, realmente imparato concetti tecnici e logica matematica. Ho allenato in modo esasperato la mia mente, non sono diventato più intelligente ma sicuramente più sveglio, più efficace, più logico, più redditizio… Sono un ottimizzatore nato. Riesco a fare una molteplicità di cose in modo organizzato e con ottimi risultati. Ho un curriculum denso, bello, interessante, carico di esperienze lavorative (molte delle quali condotte gratuitamente)  andate a buon fine. Perchè non ho lasciato nei momenti di difficoltà? Perchè l’ingegneria mi piace, la amo e se sei un creativo ti permette di sbizzarrire la tua fantasia… Sono tremendo in questo 😀

Eppure senza il “pezzo di carta” per il quale mi manca ancora qualche esame, per lo stato, sono pari al nulla… e questo mi pesa tanto.

La morale? Lavorate/Studiate in gruppo. Ognuno di voi è speciale per un diverso motivo. Non pensate che studiando insieme ad altri perderete qualcosa. Al contrario apprenderete ciò che di buono l’altro ha da offrirvi. Perchè tutto vi può essere utile a tutto… se siete svegli. 😉

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Gli universitari preferiscono studiare in gruppo

Motorismo: Dimensionamento della testata – Parte sesta

Rubrica: Motorismo

Titolo o argomento: Dimensionamento della testata – Parte sesta

Verifiche finali

Dopo aver ottenuto tutti i parametri costruttivi elencati nei precedenti articoli della rubrica “Motorismo” (digita: Motorismo all’interno della casella “cerca” in alto per ricercare tutti i precedenti articoli) potrebbe accadere che questi siano troppo grandi. Le loro dimensioni potrebbero essere eccessive per la camera di scoppio che abbiamo a disposizione.

In tal caso si opera sulle valvole una riduzione del diametro e se ne aumenta l’alzata. Questa soluzione però le avvicina di più al cielo del pistone che, per essere reso compatibile, verrà provvisto di apposite scanalature per ospitare l’avvicinamento delle valvole e mantenere quindi il giusto gioco.

In questo modo aumenta anche il volume della camera di scoppio e risulta difficile ottenere rapporti di compressione geometrici elevati. La progettazione, come al solito, diviene quindi un campo che richiede molti compromessi.

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Maggiori approfondimenti alla sezione “Motorismo” della pagina “Motori“.

Burocrazia edilizia italiana

Rubrica: Ci sono un italiano, uno svizzero e un tedesco

Titolo o argomento: La burocrazia italiana per l’edilizia

I tedeschi fanno 1000 volte meglio di noi!!

Due esempi veri reali opposti,  oggi più che mai sbalorditivi.

bandiera-italia.gif In Italia per tirare su un semplice muro di circa 80 cm di larghezza per quasi 200 cm di altezza, la burocrazia e i costi sono talmente alti (si parla di oltre 5000 Euro – vedi la fonte in basso) da far perdere la pazienza a chiunque. Oltre un anno di attesa per il cliente e per il geometra responsabile dei lavori il quale, purtroppo, trova regole diverse a seconda dei comuni nei quali va a lavorare. Questo lo costringe a doversi informare ogni volta dall’inizio quasi fosse un principiante. In realtà in Italia manca un sistema di regole unificato per tutte le città e tutte le regioni.  Nell’era delle normative europee, delle norme Uni Iso e dei sistemi di certificazione della qualità, questo è totalmente inammissibile.

bandiera-germania.jpg In Germania la legge invece afferma che occorrono permessi solo se si modifica l’estetica di un’abitazione e quindi solo se si modifica l’esterno. Questo ovviamente per non compromettere la funzionalità e la bellezza di un quartiere. Comprensibile! Al contrario, internamente alle abitazioni si gode della più totale privacy e si possono effettuare modifiche senza bisogno di alcun permesso e di alcuna spesa.

Ma se dovessimo costruire una casa in Italia o in Germania,

come si complicherebbero le cose?

bandiera-germania.jpg Partiamo dalla Germania perchè lo so che non state più nella pelle. I tedeschi godono di leggi davvero pratiche, comprensibili e precise. Non solo! Sono a totale vantaggio del cittadino… In Germania acquisti un lotto di terreno, fai una domanda (da solo, senza bisogno di tecnici) di poche paginette, la porti a mano gratuitamente al portiere del municipio oppure la spedisci con un costo di pochi centesimi per posta ordinaria… E dopo sole 3 settimane ti arrivano i permessi di costruire. Fatto, finito… 1,45 Euro per la posta ordinaria che supera i 50gr (altrimenti costerebbe ancora meno) e stop. Chiami l’impresa la quale ovviamente ti certificherà tutto: dalla qualità dei lavori, dei materiali fino al consumo energetico e tutti i dispositivi di risparmio dell’energia… Non devi pensare ad altro. Può tuttavia accadere di trovare degli imprevisti e avere la necessità di variazione dei lavori. Benissimo, si invia un aggiornamento della domanda e si attende la risposta che in Germania arriva dopo una settimana. Cioè vi rendete conto? In Italia si aspetta oltre un anno per tirare su un muro con una spesa burocratica di oltre 5000 Euro e in Germania in una settimana ti correggono GRATIS un permesso per costruire una VILLA BIFAMILIARE (vi prego di guardare bene la fonte che ho indicato sotto a testimonianza di quanto scritto. Dopo i primi 20 minuti circa di video, si inizia a parlare approfonditamente di quanto sintetizzato in questo articolo)…

bandiera-italia.gif In Italia invece per costruire una casa cosa e quanto ci vuole? L’articolo diventerebbe troppo lungo e noioso. Basta l’esempio di un semplice muro per fare le proporzioni.

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Per sapere ancora di più vi abbiamo allegato in basso la fonte completa di informazione.

Fonte: Report