Aprilia GP 250. La storia: I titoli -parte seconda-

Una lista che continua… nel migliore dei modi

2002 – Una stagione record

La stagione 2002 del motomondiale sarà ricordata in Aprilia per il record assoluto che la Casa veneta ha conseguito durante l’anno. Aprilia ha infatti vinto 4 dei 6 allori mondiali in palio in questa stagione, un fantastico quartetto: due titoli mondiali costruttori, classe 125 e 250 e due titoli piloti nella 250 con Marco Melandri e nella 125 con Arnaud Vincent. Un annata straordinaria che ha visto le 2T del glorioso Reparto Corse di Noale dominare sulle piste di tutto il mondo e il già ricco palmares di Aprilia salire a quota 21 Titoli Mondiali.

Se le ottavo di litro Aprilia hanno vinto quest’anno 8 delle 16 gare in calendario, nella classe 250 la supremazia è stata addirittura schiacciante. Le quarto di litro di Noale hanno vinto 14 su 16 gare disputate. Dominio totale e incontrastato. Ad oggi, Aprilia ha messo a segno nella sua, seppur giovane, storia nel mondo delle competizioni, ben 140 vittorie nel mondiale velocità di cui 59 nella classe 125 e 81 nella 250, salendo sul podio con i suoi piloti per 392 volte. Non vanno dimenticate le 8 vittorie in Superbike, le 7 Superpole, sempre in Superbike, e i 16 titoli europei nella velocità (6 in 125 e 10 in 250).

E’ stato anche l’anno importantissimo del debutto e della crescita del progetto più ambizioso di Aprilia, la RS Cube, tre cilindri dalla potenza straordinaria, che ha mosso i primi passi nella stagione appena terminata. Un anno importante che ha permesso di gettare le basi per il futuro. Infatti Aprilia raddoppia il suo impegno nella classe regina del motomondiale ed il prossimo anno schiererà una squadra ufficiale con due piloti. I due alfieri Aprilia per la MotoGP sono il campione del mondo in carica della Superbike Colin Edwards ed il funambolico talento giapponese Noriyuki Haga. Ai due assi delle due ruote sarà affidato l’incarico di sviluppare ulteriormente il progetto di punta di Noale e di portarlo alla massima competitività che merita.

Proprio uno dei due piloti che il prossimo anno difenderanno i colori Aprilia nella MotoGP, Noriyuki Haga, è stato protagonista nel Mondiale Superbike. Schierato al via del campionato concluso a fine settembre dal team FGF Aprilia, Nori ha deliziato il pubblico con il suo repertorio unico di numeri da spettacolo, nulla potendo però contro il talentuoso vincitore del titolo mondiale Colin Edwards che il prossimo anno sarà il suo compagno di squadra sulla MotoGP Aprilia.

E’ stato un anno intenso, sportivo, sublime.

2003 – La favola di Poggiali

In classe 250 uno strepitoso Manuel Poggiali riesce nell’impresa di vincere il mondiale al debutto, supportato da un team Aprilia ufficiale assolutamente perfetto; il mondiale costruttori è una formalità, le Aprilia si aggiudicano ben 14 gare, portando sul gradino più alto del podio oltre a Manuel anche Neito, Elias, De Puniet e West.

2006 – L’anno della conquista

Il 2006 è l’anno della riconquista da parte di Aprilia dei titoli mondiali costruttori classi 125 e 250 nel campionato del mondo velocità. La stagione è stata caratterizzata, per quanto riguarda le attività “road racing”, dalle vittorie di due piloti in particolare, Alvaro Bautista nella 125 e Jorge Lorenzo nella 250.

La 250 ha avuto un solo grande protagonista. Si tratta di Jorge Lorenzo, del Fortuna Aprilia team. Il pilota di Palma de Maiorca ha imposto il suo sigillo sulla quarto di litro ottenendo ben 11 pole position e 8 vittorie stagionali. Lorenzo, soprattutto nella seconda parte del campionato 2006, ha fatto della costanza il suo rendimento migliore, con tre gran premi vinti consecutivamente, in Repubblica Ceca, Malesia e Australia. Con 11 pole in una stagione, poi, Lorenzo sorpassa il record fatto segnare da Anton Mang nella stagione 1981.

La stagione 2006 è stata caratterizzata dalla competitività delle moto Aprilia su tutte le piste del mondo, anche quelle tradizionalmente non favorevoli alle caratteristiche dei motori di Noale. Complessivamente Aprilia ha collezionato, fino al Gp d’Australia, 19 vittorie nelle due categorie, 10 in 125 e 9 in 250. Bautista, campione del mondo con tre gare d’anticipo sulla fine della stagione, è salito sul gradino più alto del podio sette volte, due volte Mattia Pasini e una volta Hector Faubel. In 250, Jorge Lorenzo ha vinto 8 volte, mentre Hector Barbera una volta. In entrambe le categorie i vincitori sono compagni di squadra: in 125 si tratta del Master Aspar Team, mentre per la 250 ad imporsi sono stati i piloti del Fortuna Aprilia.

Grazie al secondo posto di Alex De Angelis nel Gp del Giappone, Aprilia riesce a conquistare il suo sesto mondiale marche della 250 nella sua storia. I 20 punti fatti guadagnare alla casa dal pilota di San Marino nella gara nipponica fanno arrivare matematicamente il titolo ad Aprilia, che se lo aggiudica con il punteggio di 316 punti contro i 255 della Honda.

2007 – L’anno della RIconquista

Nel 2007 Aprilia riesce in un impresa formidabile: riconfermare i quattro titoli mondiali vinti l’anno prima. Nella quarto di litro il vincitore è sempre Jorge Lorenzo che, come fece Max Biaggi, si riconferma campione con una gara di anticipo, mentre nell’ottavo di litro è l’ungherese Gabor Talmacsi a fregiarsi del titolo mondiale, confermando l’ottima qualità dei piloti dell’Est Europa.

Il campionato 250 rimarrà per sempre tra i più bei ricordi della storia di Aprilia. Le 11 vittorie, i 10 secondi posti e i 9 terzi posti, che hanno portato alla vittoria del titolo costruttori con tre gare di anticipo e quello piloti con una, non sono l’unica cosa che la rendono speciale. A Brno esordisce ufficialmente la RSA 250 assegnata ad Alvaro Bautista e Thomas Luthi. La moto va subito bene, i piloti sono soddisfatti scoprendone l’ottimo comportamento in curva e la grande agilità nei cambi di direzione, unico punto debole della “vecchia” RSW. Dopo solo due gare, sul circuito dell’Estoril, Bautista taglia per primo il traguardo vincendo il Gran Premio del Portogallo, è la prima vittoria per la RSA che rappresenta il futuro di Aprilia nella quarto di litro.

Il 2007 è l’anno della definitiva consacrazione di Jorge Lorenzo. Il giovane pilota spagnolo a Sepang riesce nella difficilissima impresa di riconfermarsi campione del mondo della 250 con una gara di anticipo. Il suo è un ruolino di marcia impressionante: 9 vittorie, record Aprilia in una stagione eguagliando due grandi campioni come Max Biaggi e Valentino Rossi, un secondo posto, due volte terzo, 8 pole position. Jorge entra di diritto nella storia di Aprilia, che lascerà a fine stagione per fare il grande passo nella classe regina. A Valencia dichiarerà: “Sono triste di dover lasciare l’Aprilia perché battere la Honda, il colosso motociclistico mondiale, non è mai facile ed insieme siamo riusciti a farlo per ben due volte e questo è incredibile. Insieme abbiamo passato momenti bellissimi e mi hanno aiutato sempre tantissimo, per questo auguro ad Aprilia e a tutti coloro che ci lavorano ancora tante vittorie e altri titoli mondiali”.

Articolo tratto dal sito Aprilia

Note

Dopo tutto quanto espresso e ricordato negli articoli che abbiamo dedicato alla storia Aprilia, ora vi chiedo: “Vi sembra possibile eliminare le due tempi dal motomondiale perchè Honda ha deciso così e Aprilia è troppo piccola per poter imporsi?” Aprilia correrà con un motore Honda!?!? Nelle corse?!!? E’ vero che la 250 stradale montava un motore di derivazione Suzuki però… nelle corse mi sembra un pò troppo…

Link

Vedi anche i nostri articoli:

Aprilia GP 250. La storia – Gli anni prima del titolo-
Aprilia GP 250. La storia – Il 1985-
Leggende in modalità irreversibile
Ecco perchè scomparirà il due tempi dal motomondiale

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Auto elettriche: idee per fare il pieno gratis

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: Auto elettriche e pieno gratis – parte 2

Auto elettriche

Idee per fare il pieno gratis

Mentre in America si punta sul marketing elettrico, in Europa non stiamo di certo a guardare.

La IAV è un’azienda tedesca dal nome impronunciabile (Ingenieurgesellschaft Auto und Verkehr) che ha recentemente brevettato un sistema per ricaricare le auto direttamente in strada. L’idea è quella di un’autostrada a pagamento che permetta  di ricaricare le batterie dell’auto durante il percorso tramite un sistema wireless. Effettivamente grazie all’induzione elettromagnetica è possibile trasportare energia elettrica senza la necessità di un cavo e questo principio abbinato ad un ricevitore elettromagnetico montato direttamente sul fondo della macchina permette la completa ricarica.

Ecco una breve animazione di questa tecnologia:

Download Ricarica wireless

La Nissan è la prima marca di auto che prevede di inserire un dispositivo di ricezione wireless sulle proprie vetture garantendo un’efficienza del 90%.

Un ulteriore scenario previsto per questo tipo di tecnologia, è quello di installarlo in strade urbane e interurbane molto trafficate, così da permettere in un futuro il completo abbandono delle stazioni di ricarica, visto che sarà possibile recuperare tutta l’energia necessaria direttamente in strada. Per questo servizio ovviamente sarà previsto un costo, ragione per cui ogni auto avrà un codice ID collegato al proprietario a cui verranno consegnate le fatture relative alla reale energia assorbita. Grazie a questo sistema si risolve il problema dei lunghi tempi di ricarica e della corta autonomia della batteria.

Se infatti la batteria è agli sgoccioli sarà sufficiente scegliere un percorso alternativo che comprenda una strada dotata di ricarica elettrica wireless per poter continuare a viaggiare senza preoccuparsi di fermarsi a fare il pieno.

Mi piacerebbe concludere con una soluzione forse meno interessante ma sicuramente molto creativa. Questa volta viene dalla Spagna, dal gruppo Telefónica che ha presentato un piano di riutilizzo per le proprie cabine telefoniche. Se infatti nel ventunesimo secolo quasi tutti abbiamo un telefono cellulare e il ruolo delle cabine telefoniche è venuto a mancare, Telefónica ha proposto nell’ultimo consiglio di amministrazione di convertire tutte le cabine telefoniche presenti in Spagna in punti di ricarica per auto elettriche. Questo permetterà a migliaia di persone di ricaricare il proprio veicolo mentre sta comodamente parcheggiato, magari in pieno centro, senza preoccuparsi di niente.

L’idea è semplice e attuabile sin da subito. Ovviamente il quadrato di parcheggio più vicino alla cabina sarà riservato alle auto elettriche, e scendendo dall’automobile sarà sufficiente inserire la propria tessera identificativa nella cabina e lasciare che l’auto si ricarichi. Si inizia quest’anno da Madrid, e poi l’iniziativa sarà allargata anche a Barcellona e Siviglia nel 2010.

Sicuramente vedremo fra pochi anni spuntare molte altre iniziative,

secondo voi chi ha più possibilità?

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti. Inviato dalle isole Canarie
.

Note

Vorrei aggiungere al prezioso articolo scritto da Davide alcuni spunti. Le auto verranno fornite di un ID per il pagamento della reale energia utilizzata per la ricarica delle batterie. Probabilmente la risposta delle aziende produttrici di batterie (in accordo con le case automobilistiche per vender più auto) sarà quella di investire per creare batterie estremamente più longeve e con una maggiore autonomia. In seguito potrebbero ipotizzare di fornire (come già è stato fatto su diversi prototipi) le stesse auto con pannelli fotovoltaici che ricaricano le batterie mentre si è in marcia.

Inoltre nell’aspetto ecologico c’è da considerare che se le batterie non saranno poi così durature anche dal punto di vista del numero di ricariche che è possibile eseguire e quindi della vita utile del dispositivo, sarà necessario spendere molto denaro “pubblico” per lo smaltimento di un rifiuto così largamente inquinante. Il rovescio della medaglia è dietro l’angolo.

Anche l’inquinamento da onde elettromagnetiche al giorno d’oggi offre una molteplicità di dubbi circa la salute dell’uomo. Un pò come avviene per i cellulari e molti dei dispositivi più moderni…

Domanda, offerta e l’inesperienza dei giovani

Sempre più affaristi, sempre più tonfi…

Probabilmente a causa degli input sbagliati che offre la televisione, o forse a causa della superficialità, molti giovani si improvvisano simil manager, simil imprenditori… o sarebbe il caso di dire: affaristi? Eh già perchè come vedremo, questi ragazzi hanno ben poco di professionale nella loro preparazione.

Così vi racconto l’ultima situazione che mi è capitata:

Stavo conducendo con un ragazzo una trattativa per l’acquisto di un furgone usato che mi occorre in famiglia. Inizialmente incontro il ragazzo che ha messo l’inserzione. Si presenta bene, è gentile e disponibile. Arriva vestito bene, con una bella macchina, capello preciso… Mi dice che il furgone non è suo, è del padre… tuttavia la trattativa la condurrà lui perchè il padre è negato (dice lui…). Andiamo insieme a vedere il furgone in questione. Rimango sorpreso perchè sembra realmente tenuto bene. Non ha ruggine o parti visibilmente danneggiate.

Chiedo il prezzo ed il ragazzo mi dice una prima cifra (alta a dire il vero) ma dice anche che è trattabile. Ovviamente chiedo di quanto. Non appena lui nota il mio interessamento incomincia a “tirarsela”. Inizia a rimangiarsi la trattabilità dell’acquisto, inizia a raccontarmi che ci “sarebbe” diversa gente interessata che gli deve far avere una risposta persino in giornata…

Insomma la sua disponibilità svanisce nell’istante in cui io mi mostro interessato. Lui inizia a credere che siccome sono realmente interessato, pagherò anche una cifra alta e fuori mercato. Una semplice illusione, lo saluto e lo lascio a bocca asciutta (molto probabilmente non ha mai letto questo blog 😀 )

Il caso vuole che per fortuite coincidenze, cercando altri furgoni simili, la settimana successiva incontro il padre di questo ragazzo che ha condotto la pessima trattativa. Non solo vengo a sapere che il padre non è affatto negato per la vendita del suo furgone, ma il prezzo che chiede sarebbe inferiore (e anche di molto) a quello chiesto dal figlio. In soldoni il padre è intenzionato a vendere al prezzo stimato da riviste e concessionarie (meno il guadagno di una eventuale concessionaria, trattandosi ovviamente di una compravendita tra privati).

La morale l’avete già intuita immagino… 😀

Il mercato, facendo la sintesi della sintesi della sintesi, in sostanza funziona così:

Vi è una Domanda di beni e servizi da parte della gente e vi è un’Offerta da parte delle imprese che producono beni e servizi. La Domanda, detto in parole povere, consiste nelle richieste di una determinata quantità di prodotti ad un determinato prezzo.

Un esempio? Se una barretta di cioccolata costa 5 Euro, sono disposto a comprarne (forse) una, non di più. Se la stessa barretta costa 1 Euro, allora sono disposto a comprarne anche cinque (o un valore compreso tra 1 e 5). L’offerta da parte delle imprese funziona al contrario di come ci si immagina. Molti credono che se per un prodotto c’è una forte richiesta, si abbasseranno i prezzi (errato). L’offerta funziona esattamente al contrario: Maggiori sono le richieste, maggiore diventa il prezzo di un bene o servizio; minori sono le richieste e minore sarà il prezzo di vendita fino a raggiungere un punto in cui l’impresa non ha convenienza a vendere.

La domanda e l’offerta formano due curve (che spesso però vengono schematizzate con due rette) che si intersecano in un punto. Tale punto non è altro che l’Equilibrio nel quale l’acquirente è disposto a comprare ad una determinata cifra una determinata quantità di beni o servizi e l’impresa che offre il bene o servizio è disposta a vendere proprio quella data quantità a quel dato prezzo. In figura è rappresentata l’intersezione tra la curva di domanda e quella di offerta: il punto di Equilibrio Domanda/Offerta.

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Avremo modo in seguito di approfondire meglio molti aspetti inerenti la domanda, l’offerta ed il mercato. Ovviamente li analizzeremo con esempi chiari e semplici alla portata di tutti.

Auto elettriche: Il pieno gratis

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: Idee per fare il pieno gratis – parte 1

Auto elettriche

Idee per fare il pieno gratis – parte prima-

Continuiamo a parlare di auto elettriche, ma questa volta da bravi economisti ci interesseremo di uno di quei problemi che fino a poco fa scoraggiava l’avvento della nuova tecnologia. Quando per la prima volta abbiamo parlato di auto elettriche, abbiamo terminato dicendo:

“C’è ancora molta strada da percorrere prima che il petrolio venga definitivamente sostituito. Il principale problema restano le infrastrutture, c’è bisogno di molta sperimentazione, investimenti e di standard internazionali.”

A questa piccola riflessione c’è da sommarne un’altra: il costo del carburante. Sembra scontato per molti che l’elettricità costi meno della benzina. Bisogna invece prendere in considerazione serie misure di espansione dell’industria elettrica se pretendiamo che tutti  i mezzi di trasporto del futuro (o molti di essi…) dipendano da questa fonte.

E’ interessante osservare come oggigiorno alcune imprese abbiano già preso la palla al balzo e trasformato questi problemi in opportunità per crescere nel futuro mercato dell’elettricità stradale.

Un primo esempio?

Andiamo negli Stati Uniti, dove è stata creata la prima autostrada “elettrica”. E’ la 101, il ramo che va da San Franscisco a Los Angeles, ed è provvista di 5 stazioni di ricarica elettrica. La curiosità è che è possibile ricaricare gratis in qualsiasi stazione di rifornimento la propria Tesla Roadster (che è l’unico modello attualmente venduto negli USA) in circa 3 ore.

E se il tempo di ricarica sembra assurdamente lungo, è proprio questo il motivo per cui l’offerta è valida. Infatti queste stazioni di rifornimento sono associate alle filiali della banca Robobank, che invita i propri clienti a lasciare la loro auto parcheggiata a ricaricarsi mentre compiono le proprie azioni finanziarie presso la filiale. O mentre mangiano in uno dei ristoranti annessi che fa capo allo stesso gruppo imprenditoriale.

Insomma l’offerta di ricaricare completamente il “serbatoio” dell’auto è un invito a spendere le tre ore nel centro commerciale della stazione di rifornimento.

E’ un’idea senza dubbio interessante e, se pensiamo al futuro, possiamo immaginarci centri commerciali, cinema, ristoranti, stadi, parchi giochi e chi più ne ha più ne metta, offrendo ai propri clienti la sosta-ricarica gratis come strategia di marketing.

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L’offerta diventa ancora più appetitosa se, come nel caso di una delle cinque stazioni di rifornimento dell’autostrada 101, l’energia elettrica è generata direttamente da un grande impianto fotovoltaico che ricopre il parcheggio e la zona del centro commerciale.

Continua…

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti. Inviato dalle isole Canarie.

Quel problemino che arriva dal setup…

… o forse no 😀

Nelle sessioni di prove libere in pista (che conduco privatamente o per altre scuderie), dove si lavora sulla messa a punto, sempre più spesso mi accorgo che sono molti i piloti che imputano l’intera colpa di un problema di equilibrio della vettura (o della moto) al setup.

Occupandomi anche di test con appositi software di simulazione, mi sono accorto che anche in questo caso sono molti i piloti per così dire “virtuali” che si soffermano, per il 99,9% del tempo, solo sul setup.

In sintesi questo significa che la maggior parte dei piloti non considera che un problema che si verifica in pista può provenire da loro stessi, dal loro stile di guida, dal loro metodo di affrontare una determinata curva, una determinata chicane, un determinato tornante, un ingresso/uscita di curva, ecc…

Questo li rende una delle specie più cocciute che ci siano 🙂

Spesso la differenza nel rendimento in pista la fanno quei piloti che senza presunzione alcuna ascoltano ciò che i tecnici in squadra hanno loro da consigliare. Li vedi lì seduti ai box che ascoltano, che si fanno spiegare, che chiedono, che non partono dal concetto “so già tutto”…

Purtroppo però tali piloti sono una rarità e quei pochi che hanno il coraggio di fare domande senza credere che questo comportamento turberà la loro autostima, in pista poi si “vedono”.

Così si scopre che un differenziale autobloccante non era tarato male, semplicemente il pilota prolungava la frenata mentre iniziava a sterzare… Si scopre che le sospensioni non erano starate, semplicemente il pilota prima del centro curva apriva il gas in anticipo per poi richiuderlo mentre iniziava a sottosterzare… Si scopre che le gomme non si sarebbero usurate precocemente se il pilota avesse lasciato “scorrere” il mezzo… Si scopre che il cambio non era distanziato male, semplicemente il pilota affrontava le curve con la marcia errata…

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Cambiare fa sempre bene?

Ho notato che molti lettori si sono affezionati ai colori di questo blog, a come sono organizzati gli spazi, a come è organizzato tutto… Così mi sono ritrovato ieri a parlare con l’Ing. Gestionale Davide Mazzanti, il quale anche lui ribadiva che, per il forum che stiamo preparando in abbinamento a questo blog, sarebbe opportuno mantenere una grafica pressoché simile…

Non c’è che dire, la cosa mi ha fatto piacere, sebbene al momento ci seguano solo poco più di 25.000 lettori (ammetto che c’è indubbiamente da crescere 🙂 ), ho notato che diversi mi dicono che l’aspetto del blog durante la lettura è proprio piacevole.

Questo significa che se cambiassi template al blog, non mi evolverei, ma farei un danno. Ormai i lettori vogliono questo 😀 Sono contento di come la semplicità a volte sia meglio di un’accanita evoluzione spesso condotta senza senso.

E le pubblicità?

Altro punto fondamentale è quello che ha riguardato la pubblicità, i lettori hanno gradito che il fatto di non dover cercare, tra i mille spot fuori tema, due righe di contenuti… Qui è il contrario, tra mille contenuti trovi due righe di spot che comunque sia sono inerenti con gli articoli che vengono pubblicati. Persino gli spot in diversi casi fanno informazione qui. Questo ha portato i lettori a continuare a crescere anziché abbandonare la lettura…

Eh già perchè molti che possiedono un sito e lo riempiono di pubblicità di scommesse, giochi d’azzardo, offerte internet e telefoniche ecc, poi non riescono a capire come mai i lettori inizino a diminuire. E’ presto detto. Mettetevi nei panni di un lettore, entrate in un sito, cercate delle informazioni ma non ci riuscite, è pieno di banner che vi compaiono sopra i testi e che dovete spegnere ogni volta che cambiate pagina, è pieno di messaggi che si aprono anche se non lo avete richiesto, le righe di un articolo si mescolano con quelle della promozione del sito di e-commerce del momento…

Risultato?

Pochi secondi e cliccate sulla casetta del broswer per ricominciare la vostra ricerca di informazioni utili.

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Motorismo: Dimensionamento della testata (i condotti) – Parte terza

Rubrica: Motorismo

Titolo o argomento: Dimensionamento della testata (i condotti) – Parte terza

Prosegue dall’articolo: “Motorismo – Dimensionamento della testata parte seconda”

Ricavato il valore del diametro della valvola di aspirazione (motori 2 valvole per cilindromotori 4 valvole per cilindro), possiamo ricavare il diametro del relativo condotto. Questo avrà un andamento inizialmente convergente, successivamente costante ed infine, nei pressi della valvola (ovvero a fine condotto) esso sarà divergente.

Il tratto costante avrà un diametro che si ricava grazie ad un coefficiente empirico pari a 1,7:

diametro condotti

Questa formula offre il miglior compromesso per una curva di potenza. Con valori maggiori si otterrebbero senz’altro maggiori picchi di potenza ma altrettanti vuoti ai bassi che penalizzaziono la progressione nell’erogazione della potenza.

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Il condotto deve avere un andamento più rettilineo possibile onde evitare perdite di pressione.

Continua…

Maggiori approfondimenti alla sezione “Motorismo” della pagina “Motori“.

Prove libere a Fiorano: finalmente un comportamento intelligente

A Maranello per correre si abbandona la strada

e si corre in Pista con la “P” maiuscola.

Ovviamente non è l’unico circuito italiano che offre questa possibilità ma il punto non è questo. Acquistare auto in grado di offrire particolari e travolgenti performance, può indurre a tentare comportamenti azzardati anche se si è il più calmo automobilista. Spesso poi, quando si esagera, non si è sufficientemente preparati e pronti, inoltre ci si affida troppo, ahimé, ai controlli elettronici. Le insidie sono dietro l’angolo. In Italia, terra di motori, ciò lo si considera un peccato veniale quasi permesso o tollerabile, ma così non è. Allora ecco che circuiti come quello di Fiorano (nota pista di proprietà della Ferrardi utilizzata per i test delle sue vetture) accolgono i clienti più saggi che decidono di dare sfogo ai loro impeti corsaioli in tutta sicurezza. Siamo andati a vederli e abbiamo “rubato qualche scatto” dei momenti di vero e puro godimento. Abbiamo trovaro diversi tipi di appassionati. C’era quello che è andato da solo per poter affondare il gas senza che nessuno in macchina gli urlasse la sua paura, ma c’era anche il bravo e coscenzioso papà che assicurando il suo bambino con la cintura di sicurezza, si limitava a buone aperture di gas solo nei punti meno rischiosi ed in modo assennato. Non sono mancati anche errori da parte di qualche pilota che, con il suo costosissimo paraurti anteriore, ha centrato i birilli posizionati lungo il tracciato e, cosa più importante, non è mancato il pazzo furioso che in staccata nel tornantino davanti a noi, ha lasciato scivolare il retrotreno della sua Ferrari 430 Scuderia per affrontare l’intera (e sottolineo intera) curva in un traverso da capogiro. Si è trattato di un istante: abbiamo sentito la frenata violenta, si è sollevato l’odore forte che proveniva dall’impianto frenante e l’urlo del motore con il gas giù a tratti parzializzato è stato accompagnato da una fragorosa sgommata durata alcuni secondi. Per non parlare poi delle rapide cambiate di marcia e del sound dell’allungo… siamo rimasti estasiati. Da notare che un’area della pista era abbondantemente bagnata (artificialmente) e adibita alle prove di handling per il controllo del mezzo in caso di pioggia.

La parte più difficile?

Riuscire a realizzare degli scatti decenti, a fuoco, con lo zoom al massimo,  tra le sbarre del recinto che affianca l’intero circuito cercando di centrare dei soggetti ovviamente in movimento a forte velocità…

Pista di Fiorano - Turni di prove libere Prove libere in pista Prove libere Ferrari Correre in sicurezza - Guida sicura

Image’s copyright: www.ralph-dte.eu

Motorsport Expotech – 2a Edizione ‘09 – Quanta meraviglia

Collaborare ed intraprendere

Si è conclusa ieri la seconda edizione del Motorsport Expotech, una mostra convegno internazionale di materiali innovativi, tecnologie, prodotti e servizi per il motorismo da competizione. L’ingresso è riservato agli operatori del settore così siamo andati a vedere che tipo di agonismo si respirava quest’anno.

Con nostra meraviglia, visitando i vari stand, abbiamo conosciuto i titolari di un’azienda che si occupa di realizzare pezzi, strutture, modellini, prototipi, carrozzerie in materiali compositi e che si sono mostrati molto interessati a collaborare con noi. Per collaborazione intendiamo che hanno accettato di illustrarci passo passo tutte le fasi della realizzazione di un pezzo in carbonio. Sia esso un componente che va abbinato ad un insieme, sia esso una parte strutturale di un telaio e quindi una parte portante. Ci ha sorpreso l’approccio assolutamente costruttivo che abbiamo avuto con questa azienda. Del resto lo scopo del Motorsport Expotech è proprio questo. Con nostra meraviglia abbiamo finalmente ottenuto risposte precise ed approfondite alle nostre domande tecniche. Ci ha sorpreso come i titolari (di cui sveleremo il nome in un articolo appositamente dedicato) si siano mostrati assai collaborativi. Avete presente quando andate da qualcuno e chiedete: “Come si fa?” E costui se la tira e gira che ti rigira non ti dice nulla? Beh con questa azienda è andata esattamente al contrario, anzi, sono stati loro per primi che vedendo il nostro interessamento e apprezzando la realtà del nostro Blog e della nostra scuderia privata ci hanno detto: “Se volete organizziamo un incontro insieme e passiamo una giornata presso la nostra sede a vedere e provare come si fa…” E ancora: “A noi non è che piacciano più di tanto quelle realtà in cui ogni insegnamento sul lavoro deve rimanere sempre un segreto, insomma dove nessuno ti insegna il mestiere e dove non si costruisce mai nulla…”

Lato imprenditoriale

D’altro canto quando si instaurano curiose collaborazioni non è detto che insegnando il mestiere non avvenga qualcosa di costruttivo anche grazie a chi ha imparato. Questa azienda infatti, iniziando a collaborare con i giovani ha avuto tanti ritorni dalle sue iniziative; ora infatti collabora con diverse Università, vende le materie prime a “chi vuol far da sé”, offre il servizio legato alla cottura in autoclave (il forno per la cottura dei pezzi a pressioni elevate) ed infine, solo infine, realizza pezzi per i propri clienti. Questo vuol dire che la maggior parte del loro lavoro nasce proprio grazie allo spirito di collaborazione e dall’aver risposto sì alla fatidica domanda: Potrebbe insegnarmelo? Ammettiamolo, una vera rarità in Italia.

Link correlati

Motorsport Expotech 1° edizione 2008
Motorsport Expotech 2° edizione 2009
Motorsport Expotech 3° edizione 2010
Motorsport Expotech 5° edizione 2013

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