Ecco come ottimizziamo i nostri rifiuti

Nella divisione motori di questo blog viene tenuto in vita il progetto di un laboratorio privato a scopo ricerca ed approfondimento studi universitari. In questo ambiente abbiamo deciso di ottimizzare tutto… ma proprio tutto. Non solo ci occupiamo di fare la raccolta differenziata dei nostri rifiuti, ma ne riutilizziamo la stragrande maggioranza. Questo significa che produciamo oltre il 60% di rifiuti in meno con una metodica tutta nostra.

PLASTICA:

  • Tutte, ma proprio tutte le confezioni in plastica contenenti vari tipi di oli (olio motore, olio cambio, olio freni, olio idroguida, olio per motori 2 tempi…) vengono conservate e utilizzate come sfondo per gli scaffali. Significa che su ogni mensola di ogni scaffale, sul fondo, vi è una fila di confezioni vuote di olio.

  • All’occorrenza vi è sempre disponibile un barattolo per travasi di olio, per rabbocchi, da tagliare come imbuto o per raccogliere l’olio usato e consegnarlo ai distributori di benzina che ne effettuano la specifica raccolta.

  • I colori delle confezioni di olio contribuiscono a dare vita all’ambiente in cui si lavora esercitando ogni singolo colore un effetto cromoterapico sulla mente.

  • Tutte le altre tipologie di confezioni in plastica non vengono gettate ma riutilizzate come contenitori per viti o piccole parti ad esempio.

  • Le confezioni in eccesso vengono conservate in appositi scatoloni per far si che all’occorrenza sia disponibile ogni tipo di contenitore di cui si può aver bisogno. Con il risparmio in denaro che ne consegue…

  • Le confezioni in plastica dei rifiuti domestici invece le raccogliamo ugualmente per gli scopi sopra citati (confezioni di gelato, barattoli di shampoo, spazzolini) e le riutilizziamo per il lavaggio di piccole parti meccaniche.

  • Anche gli spazzolini per i denti, al termine della loro vita utile, vengono riutilizzati in laboratorio per rimuovere lo sporco in modo delicato da alcuni componenti meccanici.

  • Le imbottiture degli imballi che ci vengono spediti, vengono archiviate e conservate in modo da riutilizzarle quando siamo noi a spedire qualcosa. E’ una soluzione molto comoda soprattutto per la rapidità con cui poi siamo in grado di imballare un oggetto e spedirlo nell’arco della giornata senza andare in giro a cercare il materiale necessario ad un imballo più che valido.

  • Le buste di plastica (come ad esempio quelle della spesa) vengono conservate in una scatola e riadoperate all’occorrenza. Una busta fa sempre comodo…

  • Le taniche di saponi o acqua distillata vengono egregiamente riutilizzati per raccogliere oli usati o liquidi di raffreddamento non più efficaci o, come è successo qualche volta, per contenere 5 Euro di benzina se rimango a piedi 😀

  • Le fascette di plastica utilizzate su grandi diametri e poi tagliate, vengono riutilizzate su piccoli diametri dove sono ancora funzionali al 100%.

CARTA:

  • Gli strappi di carta utilizzati per asciugarsi le mani o per asciugare un pezzo appena lavato vengono accumulati in un apposito bidone. Quando si asciugano vengono riutilizzati fino a che la carta si strama. Questo ci permette di risparmiare di acquistare diverse bobine di carta. Una sola bobina di carta per officina dura fino a 3 volte di più.

  • Gli scatoloni vengono conservati tutti per due scopi. Il primo: archiviare sugli scaffali in modo ordinato parti che al momento non ci occorrono. Il secondo per avere sempre disponibili imballi qualora ci capitasse di vendere un pezzo online.

  • Tutti ma proprio tutti i fogli di carta (pubblicità, appunti, lettere…) vengono conservati in una cartella e riutilizzati per fare disegni, scarabocchi, schizzi di un prototipo, calcoli, schemi, grafici, liste di ricambi…

  • Gli scatoloni danneggiati vengono riadoperati sotto le vetture o le moto in caso di perdite di olio o quando si effettuano svuotamenti del circuito di raffreddamento o il cambio dell’olio. Questo ci permette di riutilizzarli numerose volte per evitare di macchiare il pavimento. Questa operazione non comporta solo un risparmio del cartone, bensì anche un risparmio dei saponi che sarebbero necessari all’eventuale pulizia del pavimento.

OLI USATI:

  • Purtroppo solo una minima parte di oli usati (e non di tutti i tipi) viene conservata e riutilizzata per la lubrificazione di viti ad esempio prima del rimontaggio o per tenere a mollo in un contenitore una parte meccanica smontata che potrebbe ossidarsi. La rimanente parte viene consegnata ai distributori di benzina che effettuano la raccolta degli oli usati.

METALLO:

  • Tutte le bombolette di metallo vengono raccolte in un apposito contenitore e gettate, non appena pieno, negli appositi cassonetti.

  • I barattoli di metallo riutilizzabili vengono conservati, come le confezioni di plastica dell’olio, per motivi anche estetici (sempre come sfondo per gli scaffali) e per ricordare i particolari prodotti che più ci hanno soddisfatto o per contenere diversi tipi di grasso, viti, piccole parti meccaniche facili da perdere come quelle che costituiscono i carburatori…

  • I contenitori di metallo più grandi e robusti (anche più difficili da smaltire) vengono riutilizzati come veri e propri contenitori per gli attrezzi che non possono essere facilmente appesi o riposti in un carrello d’officina.

  • Vecchi ricambi e parti di metallo vengono conservate per poterle studiare, per fare delle differenze con le medesime parti realizzate dalle ditte del settore ricambi anni prima.

  • Le parti di metallo con particolari caratteristiche vengono riutilizzate, dopo essere state correttamente revisionate, pulite e lucidate, per realizzare dei complementi di arredo che sto disegnando.

VETRO:

  • Il vetro rappresenta solo una minima parte dei nostri rifiuti, lo conserviamo dentro un apposito contenitore per un periodo di tempo variabile, dopodiché, se non gli abbiamo trovato uno scopo. Lo portiamo agli appositi cassonetti.

BATTERIE:

  • Le batterie usate destinate all’autotrazione vengono riconsegnate alla ditta che ce le ha vendute la quale provvederà a rimandarle a chi le ha prodotte.

  • Le batterie di piccole dimensioni come quelle dei telecomandi o delle calcolatrici, vengono raccolte in un apposito contenitore e, solo quando raggiungeremo una debita quantità, le porteremo (con un solo viaggio) ai cassonetti destinati a questo tipo di raccolta.

 STOFFE:

  • Vecchi abiti, vecchi lenzuoli, vecchi asciugamani, magliette, jeans… insomma tutto quanto realizzato con una stoffa, viene tagliato in piccole parti e riutilizzato come straccio. Oppure se si tratta di un tessuto di grandi dimensioni, viene pulito e riutilizzato per coprire parti meccaniche che non devono essere esposte alla polvere.

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Qualunque altra tipologia di rifiuto non elencata, viene da noi riutilizzata laddove si riesca a trovare uno scopo estetico, funzionale o di risparmio. Fattosta che alla fine dal laboratorio escono solo ed esclusivamente delle taniche destinate al benzinaio per la raccolta degli oli usati. Oltretutto, trattandosi di un laboratorio privato, le quantità di olio raccolte sono assai minime nell’arco di un anno.

Software cad low cost

Rubrica: La pirateria è un reato grave
Titolo o argomento: Software pirata? Non è necessario spingersi a tanto

Software pirata? Non è necessario spingersi a tanto

Da una ricerca che abbiamo condotto risulta, quale motivo della preferenza di software pirata, il fatto che le copie originali siano eccessivamente costose e che si possano tenere in prova per periodi letteralmente insufficienti all’apprendimento. A quanto pare diventa assai difficoltoso, per chi desidera approcciare un nuovo mondo, poter acquistare tutto il necessario anche solo per una prova di qualche mese in modo tale da stabilire se il software scelto appaga o meno le esigenze.

Così, secondo alcune indiscrezioni, risulterebbe addirittura che le case produttrici sappiano bene che i giovani ad esempio di Ing. Edile possiedono, nel 99,9% dei casi, programmi cad pirata e quelli di Ing. Meccanica, programmi di calcolo avanzati. Questo per favorire la diffusione di specifici programmi e farli meglio conoscere. Il passaparola ancora oggi pare sia il metodo pubblicitario tra i più potenti. Una volta aperto lo studio, sarà compito dei possessori di copie pirata adeguarsi acquistando copie con regolare licenza spendendo diverse migliaia d’euro.

Il fatto più toccante è che spesso si scopre che questi programmi non sono poi così intuitivi e richiedono corsi specifici a volte molto costosi anch’essi. Inoltre si viene a scoprire che, in molti casi (non in tutti ovvio…), si è acquistato un programma del costo di migliaia di Euro per fare sempre le stesse cose che si possono fare con software più semplici ed economici.

E allora perchè si spendono migliaia di Euro? Semplicemente perchè si tende a desiderare il programma più diffuso. Pare non ci sia proprio soluzione! La domanda è sempre la medesima, specie quando si iniziano nuove attività: “Quando riuscirò a mettere qualcosina da parte?” Così questo mese vi segnaliamo un programma per Mac (ora anche Windows):

Turbocad in versione 2D a soli 59,00 Euro

Turbocad in versione 2D/3D a soli 129,00 Euro.

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Potete acquistarlo sia su AppleStore sia sul sito ufficiale di Turbocad. Il prezzo è il medesimo:

  • Rapporto Qualità prezzo: Ottimo.

  • Lavora tranquillamente con ogni file DWG proveniente da qualunque software CAD.

Qualcuno potrebbe parlarvi di problemi di compatibilità tra file dwg provenienti da diversi software. Abbiamo accertato al 100% che con Turbocad non vi è problema alcuno di compatibilità.

turbocad_articolo-ralph-dte.jpg

Compatibilità

  • AutoCAD® DWG/DXF
  • JPEG (export only)
  • CGM (import only)
  • Claris CAD (import only)
  • PNG
  • ACIS® SAT
  • Adobe® EPS
  • Adobe® Illustrator
  • Adobe® PDF (export only)
  • IGES
  • PICT
  • TIFF
  • Rhino 3DM (import only)
  • Spline (import only)
  • STEP
  • TEXT
  • Truespace COB
  • DAT (import only)
  • 3DS (import only)
  • FAC (import only)
  • BMP
  • STL
  • WRL (export only)
  • 2D Raster

Non metterti nella condizione di passare seri guai, non utilizzare copie pirata. Cifre come 100 Euro sono abbordabili soprattutto se si pensa al servizio enorme offerto dal programma e se si pensa che in fondo, per un cellulare, molto spesso si spende di più.

Conclusioni

Case come la Adobe mettono a disposizione per gli studenti sconti reali che arrivano fino all’80%. I programmi che rilasciano agli studenti funzionano in modo permanente e non sono limitati nelle loro funzioni. Ovviamente non si possono utilizzare all’interno di studi tecnici.

Altre case come l’Autodesk, tenendo conto dell’elevato costo dei propri prodotti e del fatto che un mese di prova non è sufficiente per valutarne la preferenza, hanno deciso di rilasciare per gli studenti alcuni dei loro più importanti software in prova per ben 13 mesi e in modo completamente gratuito. Tuttavia, personalmente avrei preferito una soluzione più simile a quella Adobe. Acquistare il software con lo sconto, usarlo quando voglio, per passione e senza limiti di funzionalità. In caso di elevato soddisfacimento circa il prodotto e in caso di apertura di uno studio, avrei provveduto ad acquistarne una copia valida per lavorare.

Esempio di studio di funzione con 2 moduli

Rubrica: Matematicamente, Speciale funzioni matematiche – 5
Titolo o argomento: Esercizio svolto in modo chiaro in ogni sua parte

Ecco a voi passaggi semplici e con tutte le spiegazioni passo passo che spesso ci imbarazziamo a chiedere ai professori. La funzione che andiamo a studiare presenta più particolarità e dettagli del normale, ragione per cui è stata scelta.

Clicca qui per vedere lo studio della funzione

!! pdf in aggiornamento !!

Spiegato ed illustrato passo dopo passo. Tratto da un appello di Analisi Matematica 1

Un esercizio piuttosto articolato che richiede di “ragionare”, motivo per cui ve lo spieghiamo con calma. Non impiegherai più di due ore nel leggerlo e rileggerlo più volte… Uno sforzo che vale la pena fare per prepararsi ad un simile esame con una grande quantità di esercizi.

grafico-funzione_500x500.jpg

Suggerimenti:

  • Dai una scorsa veloce all’intera pagina allegata

  • Successivamente inizia a leggere ogni argomento con calma senza avere fretta di finire subito

  • Rileggi la stessa cosa più volte fino a capire i motivi di ogni passaggio

  • Verifica i conti su un foglio

  • Ripassa le disequazioni di primo e secondo grado e quelle fratte

  • Confronta il grafico presente sulla pagina con quello che otterrai ad esempio dalla calcolatrice scientifica

  • Procurati una tabella delle derivate

  • Leggi i precedenti articoli di Matematicamente speciale funzioni matematiche…

… Li trovi selezionando MatematicaMENTE nelle categorie a lato di questo BLOG.

Link correlati

Speciale funzioni matematiche -1- Introduzione al concetto di funzione
Speciale funzioni matematiche -2- Dom Codom Invertibilità Monotonia
Speciale funzioni matematiche -3- Elenco funzioni matematiche note
Speciale funzioni matematiche -4- Come si studia una funzione
Speciale funzioni matematiche -5- Esercizio svolto in ogni sua parte

La casa, un investimento sicuro?

Rispondendo ad una moltitudine di lettori

Non è detto!

Su cosa si batte ultimamente? Sui prezzi. Si cerca di risparmiare il più possibile senza rendersi conto dei rischi cui si va incontro. E’ il caso di Rita che ci ha raccontato la sua esperienza a dir poco negativa in un acquisto che era meglio non fare.

Attratta dal prezzo vantaggioso, oltre un anno fa, Rita ha acquistato un appartamento con ingresso indipendente in un condominio a mo’ di villette. Una casa tutto sommato piuttosto carina che ha comportato però un mutuo di 20 anni.

Dopo poche settimane dal trasloco Rita si è accorta che in cucina ed in camera da letto vi erano notevoli macchie di umidità. Nel giro di pochissimi giorni si sono trasformate in vere e proprie infiltrazioni.

Dopo aver tentato invano di far sistemare il difetto all’impresa cui si era rivolta, ha deciso di chiamare un tecnico di tasca sua. In soldoni è emersa la quasi totale assenza di isolamenti adeguati. Non solo non ci sono isolamenti a norma di legge, ma non ci sono proprio isolamenti di alcun genere.

Indipendentemente dalle conseguenze legali di cui non conosciamo i dettagli, il risultato è stato che Rita ha provato a rivendersi la casa senza successo, ovviamente ha tentato di vendere ad un prezzo più basso di quello pagato, avvisando i possibili acquirenti del difetto e pensando che lo sconto fatto sarebbe bastato per compensare i lavori… Insomma ha provato a vendere la casa per chiudere il mutuo non avendo i soldi per potersi pagare da sola la sistemazione degli isolamenti.

Da numerose visite, numerosi colloqui con tecnici del settore, geometri, costruttori, agenti immobiliari, amici nel settore edile ecc, è emerso che attualmente il valore di quella casa è ZERO. Inserire gli adeguati isolamenti, a casa finita, ha un costo oltremodo elevato. Nessuno vuole acquistare quella casa o le altre presenti in quella schiera di appartamenti (visto che non è l’unica ad avere manifestato tali gravi problemi).

Spesso, spendere un pò di più, da un ritorno nel tempo… Spesso però, spendere un pò di più è impossibile e si cade in una serie di problemi con gravi ritorsioni nel tempo. Passi l’elettrodomestico difettoso trovato nel centro commerciale, passi la spesa errata di qualche centinaio d’euro o la delusione per l’auto che non va come vorremmo, ma non può passare una spesa che segna la vita di una famiglia e che ci si deve portar dietro per 20 anni se non di più. Quando siete nel dubbio, meglio non fare l’acquisto… Sicuramente.

La casa deve essere fatta bene punto… e dovete esser certi che sia così.

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Si è rotta davvero la guarnizione della testata?

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili -10-

Titolo o argomento: Si è rotta davvero la guarnizione della testata?

Quali altri danni possono dar sintomi simili alla “costosa” rottura della guarnizione della testata?

  1. Il termostato (in sintesi: l’organo che permette il passaggio dell’acqua dal radiatore al monoblocco) è bloccato in posizione chiusa. L’acqua di refrigerazione dal radiatore non riesce a raggiungere il monoblocco del motore. Costo operazione e sostituzione termostato: pochi Euro. Cifre che possono aggirarsi intorno ad una decina scarsa di Euro + la manodopera.

  2. La ventola del radiatore non parte più perchè si è incantato o danneggiato il sensore sul radiatore.

  3. Si è rotto l’impianto di riscaldamento (non il clima) e il radiatorino dello stesso o un manicotto perde acqua. Verifica se si bagnano i tappetini all’interno dell’abitacolo.

  4. Si è rotto un manicotto che trasporta liquido refrigerante nel vano motore. Verifica la presenza di acqua verdina sotto la vettura in garage.

  5. Si è rotta la pompa dell’acqua. Il suddetto organo non garantisce più la dovuta tenuta. Verifica strisciate di liquido refrigerante (non confonderlo con l’olio ben più scuro) sul lato pompa dell’acqua, ossia il lato cinghia di distribuzione.

  6. Il radiatore è ostruito. Può esserci anche semplicemente un eccesso di foglie o una busta di plastica incastrata sulla bocca del radiatore.

Infine ma solo infine può essere dovuto ad una rottura della guarnizione della testa. L’acqua entra in camera di combustione. Cambia il suono del motore. Le candele sono imbrattate. Il liquido nel vaso di espansione è sporco di olio o prodotti della combustione.

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Perchè le pubblicità comiche non funzionano più?

Rubrica: Pubblicità e dintorni

Titolo o argomento: Comicità

Quando il mondo della pubblicità ha virato puntando sulla comicità, ha trovato un metodo ottimo per ottenere attenzione e raggiungere il pubblico da casa. Ci si affezionava a curiose e improbabili storielle durante le quali, tra le righe si presentava un marchio, un prodotto…

Un’idea ottima che ha funzionato per molti anni. Tuttavia oggi qualcosa non va. Le pubblicità divertenti attirano il pubblico che però spesso e volentieri nemmeno ricorda il prodotto pubblicizzato o i contenuti dell’offerta mostrata.

Spesso il personaggio che recita nello sketch è più famoso del prodotto pubblicizzato. Questo, oltre a portare grandi costi per chi commissiona una pubblicità, fa si che pochissimi si ricordino l’oggetto della promozione. E’ molto più facile che ci si ricordi la battuta detta dal comico. Tuttavia esistono delle eccezioni come ad esempio la pubblicità di FASTWEB nella quale Valentino Rossi non è protagonista di scene in moto e non ha nulla a che fare con il suo mondo (idea ottima a mio avviso) e, incuriositi dal fatto di vederlo in una veste più quotidiana, ascoltiamo cosa ha da dire insieme al simpaticissimo comico Paolo Cevoli.

Al contrario nel caso di quell’altra pubblicità, che non ricordo mai qual è, Mike Bongiorno e Fiorello mi fanno ridere ancor di più ma non è mai successo una sola volta che mi ricordassi cosa cavolo stessero pubblicizzando. Mi distolgono troppo dall’oggetto del messaggio.

L’esempio migliore che mi viene alla mente (è penso sia ottimo visto che conosco molte persone che lo ricordano in qualunque momento) è quello della pubblicità della Palio nella quale un ciclista, ai semafori,  si appoggiava sempre sul cofano di una Palio nuova nuova… Il risultato fu che l’automobilista, scocciato, all’ennesimo semaforo mise la retromarcia all’improvviso e il ciclista cadde. Pubblicità a dir poco ottima visto che a distanza di anni la gente ricorda queste 3 parole: ciclista, fiat, palio… Il bello è che la pubblicità costò veramente poco ed i protagonisti erano perfetti sconosciuti (ragione per cui lo spot costò poco). La pubblicità ebbe molto successo, la vettura un pò meno… Ma questo è per un altro motivo…

I segreti dei consumi di carburante

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili
Titolo o argomento: I segreti dei consumi di carburante

Introduzione

Ho notato che c’è molta confusione quando si parla di consumi di auto. E’ ancora forte la credenza che le piccole utilitarie consumino meno. Niente di più sbagliato.

Ho conosciuto tanta gente che aveva piccole vetture come la panda e al tempo stesso lamentavano percorrenze di 10 chilometri al litro. Uno di loro in particolare mi sorprese perché negli anni ’90 passò dalla Panda alla tanto agognata Lancia Delta HF Integrale. Mi dimostrò che utilizzando debitamente la sua Lancia secondo le norme stradali, i consumi erano molto molto simili, ossia sui 10 km/l sia per la Panda sia per la Delta. Eppure la prima era un 750 la seconda un 2000 turbo 16 valvole.

Durante un test sui consumi condotto da quattroruote (ai tempi in cui uscì la prima Z3), presero in prova una Z3M e usandola nell’extraurbano raggiunsero i 18 km al litro… Con 321 CV!!! Possiedo una Renault Clio 1.8 16v (140CV) del ’92, una macchina che ha quasi 20 anni e che consuma meno della Panda (circa 60 CV) che la mia ragazza ha comprato l’anno scorso. La mia Clio, tutta egregiamente originale e tenuta a puntino percorre tranquillamente 14-15km/l, la Panda della mia ragazza (nuova) rasenta i 10km/l. Io ho più del doppio della sua potenza. Per fortuna in questi anni Toyota ha spiegato che con un motore brillante si possono ottenere consumi inferiori. E finalmente! Mi credevano solo gli altri motoristi fino a pochi anni fa.

Ragionando per estremi, una Ferrari F50 con un motore 12 cilindri 4,7cc 520 CV ha dei consumi paurosi, mi sembra ovvio… Ma si tratta di ben 12Cilindri. Immaginate di prendere lo stesso motore, frazionarlo, e trasformarlo in un 4 cilindri. Consumerebbe di più o di meno di quello di una comune auto “piccola” a 4 cilindri? La risposta è che consumerebbe molto meno, ma costerebbe un’esagerazione di più per l’elevata raffinatezza. I primi motori a “benzina” a “iniezione diretta” di Renault e Audi di qualche anno fa, avevano consumi davvero contenuti in proporzione alle vetture sulle quali erano montati. Oggi si stanno adeguando un pò tutti in seguito alle nuove normative della comunità europea.

Fattori importanti

I consumi non dipendono da quanto è piccola una macchina. Non è assolutamente detto che una vettura piccola consumi meno di una più grande. Quello che è certo è che la vettura piccola costa meno di quella più grande. Ma non a pari qualità. Costa meno a scapito di tutti i parametri che regolano la qualità di una vettura fatta eccezione per l’impianto idraulico dei freni (che deve essere supersicuro) e quello dello sterzo (anche se non sempre).

I consumi dipendono da:

  • Raffinatezza ed efficienza del motore (tolleranze, giochi, accoppiamenti di organi meccanici, rendimento termico e volumetrico. Avremo modo di parlarne in seguito.)
  • Qualità del carburante usato
  • Peso del veicolo
  • Peso delle persone a bordo
  • Aerodinamica
  • Larghezza pneumatici
  • Presenza di Accessori quali portapacchi
  • Finestrini aperti
  • Aria condizionata accesa
  • Strada che si percorre
  • Modo di guidare
  • Elettronica
  • Utilizzo eccessivo dei freni
  • Azioni abbondanti sull’acceleratore

Consumo Specifico

Inoltre vediamo come si calcola il consumo specifico di un motore:

Consumo specifico di carburante:

Csc=Mc/Pe

dove Mc è la massa del combustibile

e Pe è la potenza effettiva erogata

E’ tuttavia un parametro dimensionale e, la sua unità di misura, è  g/KWh ovvero grammi di combustibile su chilowatt ora.

Il Consumo specifico di energia, invece, è un parametro “adimensionale” e vale:

Cse=(Mc·Hi)/pe

dove Hi è il potere calorifico inferiore del combustibile ossia la quantità di calore sviluppata nel corso della combustione completa dell’unità di massa del combustibile considerato.

Il reciproco del consumo specifico di energia, ovvero 1/Cse rappresenta il RENDIMENTO GLOBALE DEL MOTORE:

ηg=1/Cse

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L’elettronica

Bisogna infine tenere conto di un parametro importantissimo al quale nessuno, o quasi, fa caso: L’elettronica.

Se una vettura viene prodotta con un dato motore (ad esempio un 1.9 TD) e se nell’anno in cui la vettura esce in produzione, aumentano le tasse di possesso delle automobili (il bollo) o le assicurazioni, le case costruttrici, per evitare di perdere le vendite e quindi i clienti, intervengono sull’elettronica (la famosa centralina) limitando le prestazioni del motore ed abbassando i suoi valori di coppia e potenza. Ne segue che la vettura sarà soggetta ad un bollo minore e chi era intenzionato ad acquistarla probabilmente non vi rinuncerà. Sono centinaia i casi. E’ una cosa molto frequente adattare la potenza del motore alle richieste della clientela tarando le centraline.

Spesso questo fenomeno da modo ai preparatori di centraline elettroniche, di riportare (in caso di piccole differenze) ai valori ottimali la coppia e la potenza erogate dal motore con un conseguente abbassamento (chissà come mai) dei consumi tanto pubblicizzato specie sulle riviste.

Un motore ben fatto, ben studiato, che gira rotondo, che non è soffocato, che non porta un peso eccessivo farà sicuramente meglio di un’utilitaria uscita male di fabbrica sotto ogni aspetto.

Conclusioni

Se le piccole utilitarie non vantano consumi contenuti tanto quanto ci si aspetta, vantano però bolli e assicurazioni più bassi. Questo ovviamente può essere considerato un vantaggio. I ricambi non risultano essere più economici di auto più prestanti, anzi… molto spesso si verifica il contrario. Il paraurti di una BMW serie 3 costa la metà di un paraurti di una Renault Clio. Verificate voi stessi. Le candele di una Golf costano di più delle candele di una “macchina” da corsa ben più prestigiosa. Rovinare il motore su una nota vettura a metano (ed è successo a 9 clienti su 10) costa molto di più che aver comprato la medesima vettura a benzina ed aver pagato il carburante. E così via…

TUTTAVIA l’automobile è un modo di esprimersi, di vivere, un Status Symbol… Mai criticare le vetture degli altri, noi italiani siamo molto permalosi in merito. Il mio è un ruolo delicato, la gente mi chiede informazioni sulla propria vettura e spesso mi vedo costretto a mentire perchè altrimenti ci si offende. Quindi il mio consiglio è:

“Acquistate l’auto che vi piace. Tutto qui. Non ci pensate troppo. Un appassionato come me, come ce ne sono tanti, che si ritrova però ad essere motorista, perito meccanico e laureando in Ing. Meccanica, magari vorrà qualcosa di più da un’auto e si ritroverà ad essere più “criticone”, “borbottone” e “razionale” nelle sue scelte… 😀 “

NOTE:

nel prossimo articolo vi sveleremo una curiosità quasi straordinaria su una nota supercar italiana.

Simulazioni in Grande Stile

IWay

I-Way è il più grande centro di simulatori di guida di F1 del mondo con i suoi 5000 metri quadri, 6 vere scocche in carbonio di F1, 6 vere scocche di vetture da 24 hours du mans, 6 scocche di vetture da Rally e una serie infinita di computer che riescono a riprodurre ogni condizione di guida su qualunque tracciato. Le macchine sono disposte in fila per due. Sei per ogni hangar. Un sistema di luci rende l’atmosfera ancora più futuristica di quello che è. Eh già perché qui il futuro ce lo avete davanti visto che queste F1 si muovono “regalando” (si fa per dire…) accelerazioni e decelerazioni fino a 2g, praticamente reali, grazie ad un sofisticato sistema di pistoni idraulici che imprimono a vettura e pilota accelerazioni longitudinali e laterali prossime a quelle vere. Unica nota dolente un rollio, un beccheggio e un’imbardata a dir poco eccessivi.

Test scientifici hanno dimostrato che i piloti che “guidano” un simulatore di F1 della I-Way e quelli che vanno in pista realmente hanno medesime sensazioni: stessi battiti, stessa produzione di adrenalina, stesso stress… rischiando, ovviamente, molto meno.

Articolo suggerito da: Federico
Fonte: la Repubblica.it

Le 3R della sostenibilità – Riciclare

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Rubrica: The expert on the salmon
Titolo o argomento: Le 3R della sostenibilità – parte 4

Riciclaggio

La terza R della nostra trilogia ambientale parla di quello che oggigiorno rappresenta la destinazione dell’11% di tutti i rifiuti Italiani: il riciclaggio.

Già, solo l’11%.

Sebbene infatti con il progredire delle tecniche di riciclaggio si è riusciti ad aumentare il rendimento del recupero (vetro e metalli sono vicini al 100%), rimane ancora una questione aperta:

convincere le persone a fare la loro parte.

In qualsiasi paese, la maggior parte delle persone dice di essere favorevole al riciclaggio. Ma concretamente solo una piccola percentuale è attivamente impegnata nel dividere la propria immondizia per tipo di materiale e utilizzare sacchetti diversi per ognuno di essi. E pensare che questa semplice operazione potrebbe portare all’innesco di una catena di risparmi: meno materie prime sprecate, meno energia consumata, meno inquinanti immessi nell’atmosfera.. migliore qualità di vita per l’ambiente e per le nostre tasche.
In questo fronte, si stanno muovendo molte entità distinte. Da un lato ci sono i comuni (come quello di Ancona 😀 ) che stanno obbligando le famiglie a distribuire i propri rifiuti in appositi cassonetti distinti. In questo modo si disincentiva il più possibile l’utilizzo del cassonetto unico per i rifiuti domestici.

Però che fare con i rifiuti che si producono fuori dall’ambito domestico?

Molte imprese si sono interessate al tema, con il chiaro obiettivo di generare un business. Un esempio lo da una società australiana di distributori automatici, la Envirobank Recycling che ha creato delle macchine da collocare al lato dei normali distributori per raccogliere le lattine utilizzate.

Invece di gettare la lattina nel cassonetto, la si introduce nella macchina riciclatrice e in cambio si ottiene uno sconto su un’altra bibita o un coupon con il quale ricaricare il cellulare.

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E l’impresa ha già in cantiere altre macchine con lo stesso funzionamento per diversi tipi di residui (plastica, olio esausto, batterie, ecc.) da applicare nei luoghi adeguati: dai centri commerciali alle stazioni di rifornimento.

Altre idee interessanti vengono ad esempio da Apple che negli USA ha aperto un servizio di raccolta a domicilio nelle scuole e negli uffici pubblici per la raccolta e lo smaltimento dei vecchi computer o dispositivi elettronici (di qualsiasi marca).
Ma senza dubbio l’idea più originale l’ha avuta CocaCola.. Da quest’anno nella maggior parte degli stadi di baseball sono presenti al lato dei distributori automatici di lattine, dei cestini a forma di “ricevitore”: una volta terminata la bevanda basterà prendere la mira e utilizzare la lattina come una palla da baseball e fare centro. Ma senza preoccuparsi perché sia quelle che entrano, sia le altre, vengono raccolte e portate al centro di riciclaggio più vicino.

Probabilmente vedremo nei prossimi tempi queste e molte altre idee arrivare anche in Italia, con l’aumentare del prezzo delle materia prime (il costo della lattina incide per il 35% circa sul prezzo di vendita di una bevanda) le imprese si ingegneranno sempre più su come recuperare questi scarti.

A beneficio anche dell’ambiente.

Se dopo anni di leggi ambientali siamo solo all’11% di riciclaggio, forse sarà proprio la creatività a fare centro nell’animo dei consumatori.

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.
Fonte: Ison21.com