La telemetria delle F1 degli anni ‘90

Rubrica: Dalla telemetria delle F1 (anni ’90) alle più sofisticate telemetrie attuali
Titolo o argomento: La telemetria ereditata dalla Jordan F1

Premessa

Questa rubrica richiederà un gran lavoro e sarà suddivisa in molti articoli resi leggeri e semplificati. Già a metà percorso avrete un’ottima visione di come sia composto e di come funzioni un apparato di rilevamento e trasferimento dati su un veicolo da corsa.

Introduzione

Incredibile la quantità di dati che si potevano visionare già negli anni ’90 sul display del cockpit (prima foto in basso) di una F1 e, perchè no, su una evoluta vettura da turismo o superturismo:

Velocità istantanea, Velocità massima, Velocità media, Cronometro, Dati degli accelerometri, Dati dei giroscopi, Trasferimenti di carico tra avantreno e retrotreno e viceversa, Peso gravante su ogni ruota in ogni istante, Giri motore, e tutti i normali dati di prassi (temperature, pressioni, quantità, ecc.).

Una impressionante matassa di cavi (seconda foto sotto) collegava tutti i sensori posti su telaio, motore, sospensioni e gomme, alla centralina principale (terza foto sotto). Quest’ultima inviava i dati sia al pilota, visibili tramite il display del cockpit, sia ai box mediante un trasmettitore posto sul telaio (quarta foto sotto) ed un ricevitore posto a bordo pista (sesta foto sotto). Naturalmente i dati potevano anche essere scaricati direttamente su PC per mezzo di un complesso software e relativo cavetto (quinta foto sotto).

Ringrazio vivamente:
Il mio caro amico “Giorgio”  per la gentile concessione della sua telemetria.
La PI research per i preziosi dati concessi.

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La telemetria delle F1 degli anni ’90
La differenza tra la telemetria ed il rilevamento dati
Sensori di spostamento: Potenziometro lineare
Sensori inerziali: Accelerometro – Giroscopio
Sensori di spostamento: LVDT linear variable differential transformer
Sensori per l’aerodinamica: Tubo di Pitot
Sensori per l’aerodinamica: Calibrare il tubo di Pitot
Sensori di velocità: ABS, controlli trazione, controlli stabilità
Telemetria, accelerazione laterale e qualche dubbio…
Sensori di velocità: Un chiaro esempio
Sensori altezza vettura
Parentesi sui controlli attivi su un volante di Formula1
Sensori di torsione
Sensori di torsione: Un chiaro esempio
Sensori di spostamento: Un chiaro esempio: Estensione/Compressione
Interpretare le prestazioni del differenziale autobloccante tramite la telemetria

Telemetria - Display cockpit Cavi telemetria

Telemetria, centralina e sdoppiatori trasmettitore transponder

cavo pc ricevitore transponder

Idee Rinnovabili

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: Idee rinnovabili

IDEE rinnovabili

Giusto al ritorno del mio recente viaggio a Lanzarote, mi sono soffermato a pensare di come la stagione fredda stia per terminare. Quindi per accogliere nel migliore dei modi la primavera che ci attende alle porte, vorrei proporre degli spunti innovativi che riuniscano due questioni fortemente legate tra loro e al mondo dell’economia:

L’energia e l’ambiente.

E quale posto migliore per iniziare se non il mio piccolo arcipelago? Bé, per quanto possa sembrare solo un posto incantevole nel quale andare in spiaggia e prendere il sole, l’arcipelago Canario nasconde un lato fortemente interessato alle politiche ambientali. Se da un lato infatti le 7 isole che lo compongono vivono principalmente di turismo, quindi fortemente invogliate a dimostrarsi amanti dell’ambiente e delle energie rinnovabili, dall’altro il fabbisogno di energia impone scelte drastiche per sostenere

l’alta richiesta di energia elettrica.

Un campo di prova perfetto per varare nuove tecnologie e iniziative un po’ fuori dagli schemi. In questo contesto si situa un’iniziativa a mio modesto parere molto innnovativa.

L’iniziativa si chiama Eólica.

Il nome Eólica si ispira alla straordinaria forza del vento che muove i mulini eolici e genera energia. Eólica è un parco eolico speciale. Infatti oltre a produrre energia in modo costante in una delle zone più ventose dell’isola di Tenerife, in diverse occasioni si trasforma in un congiunto di eventi e di festival musico-culturali unico nel suo genere. Si compone di energie naturali, di reciclaggio dei residui, di laboratori, esposizioni, congressi, visite, spettacoli e musica costante giorno e notte. I migliori DJ riuniti in un contesto d’eccezione.

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Insomma arte, musica ed ecologia all’interno di un parco eolico. Un’idea per sensibilizzare il pubblico dell’importanza delle energie rinnovabili utilizzando l’enorme spazio a disposizione. Utile per insegnare ad avere coscenza del mondo in cui viviamo ed imparare a prendercene cura. Ed in più a costo zero, giacchè la superficie occupata dai generatori eolici non viene utilizzata in nessun modo.

E per ampliare un po’ il tema, ci sono altre piccole isole che si stanno muovendo per ottenere certificazioni di “buona condotta” in tema energetico ambientale. Due ulteriori esempi sono l’isola de El Hierro (sempre nelle Canarie) e l’intero arcipelago delle Maldive. El Hierro è la prima, e per ora unica, isola ad impatto zero. L’isola produce il 100% del proprio fabbisogno energetico mediante una centrale idroelettrica utilizzata congiuntamente a un impianto eolico. Inoltre dei piccoli impianti ad energia solare si occupano del riscaldamento dell’acqua. L’unico impianto a gasolio è riservato alle situazioni d’emergenza, quindi non viene considerato come emissione permanente.
Le isole Maldive hanno invece recentemente annunciato l’intenzione di convertirsi nel primo stato completamente alimentato a energia verde. E la cosa più curiosa è l’intenzione di adottare un impianto per la termoconversione delle noci di cocco!

E’ bello vedere che le idee non mancano. Nei prossimi giorni vedremo quali sono i vantaggi di una politica economica ambientale e di come l’aumento dell’interesse del pubblico per i temi ecologici abbia influenzato il comportamento delle imprese.

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.

Fonte principale:
eolica.es

Vuoi saperne di più?

  • Eolica Tenerife: http://www.webtenerife.it/PortalTenerife/Utilidades/Agenda/festival-eolica-2008.htm?Lang=it

  • El Hierro isola “IBRIDA”: http://www.lifegate.it/ambiente/articolo.php?id_articolo=2262

  • Caso Maldive: http://www.guardian.co.uk/environment/2009/mar/15/maldives-president-nasheed-carbon-neutral

Introduzione al concetto di funzione matematica

Rubrica: Matematicamente, Speciale funzioni matematiche  – 1

Titolo o argomento: Introduzione al concetto di funzione matematica

Funzione matematica:

Legge che associa ad ogni elemento di un insieme (A) chiamato dominio (o insieme di definizione), uno ed un solo elemento dell’insieme (B) chiamato codominio. Entrambi gli insiemi sono costituiti da numeri Reali. In simboli si scrive:

f : A → B oppure più semplicemente y=f(x)

ecco un esempio molto semplice di funzione matematica: y=x+1 E’ sufficiente sostituire alla x il valore che si desidera e sommare ad esso 1, otterremo il valore della y.

Naturalmente se siete arrivati a questo articolo conoscete benissimo questa definizione e vi interessa più che altro la sintesi delle funzioni che seguirà. Al contrario, se non conoscete cosa sia una funzione matematica, questa definizione vi sarà poco utile.

Uso quindi parole mie per farvi capire il concetto:

 Immagina che per ottenere la giusta miscela per una crema che stai preparando devi aggiungere per ogni uovo un cucchiaio di zucchero.

  • Immagina che la x rappresenti la quantità di uova

  • e che la y rappresenti la quantità di cucchiai di zucchero.

Se la miscela corretta è di un cucchiaio di zucchero per ogni uovo, avrai la seguente funzione matematica y=x ossia: 1=1; 2=2; 3=3 che non significa altro che per ogni elemento x c’è un elemento di y. Per ogni uovo c’è un cucchiaio di zucchero.

Se invece la miscela corretta fosse stata di 2 cucchiai di zucchero per ogni uovo, avresti ottenuto:

y=2·x ovvero sostituendo 1 alla x avresti ottenuto: 2=2·1

Come vedi inserendo 1 al posto della x (che rappresenta le uova) ottengo una y di valore 2 (che rappresenta i cucchiai di zucchero). Per ogni uovo ci sono due cucchiai di zucchero.

Quindi come vedi, anche se non è facile, puoi capire che le funzioni matematiche mettono in relazione vari elementi tra loro che possono addirittura essere rappresentati su un piano cartesiano in modo da avere l’idea di un andamento della situazione.

Continua…

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Speciale funzioni matematiche -1- Introduzione al concetto di funzione
Speciale funzioni matematiche -2- Dom Codom Invertibilità Monotonia
Speciale funzioni matematiche -3- Elenco funzioni matematiche note
Speciale funzioni matematiche -4- Come si studia una funzione
Speciale funzioni matematiche -5- Esercizio svolto in ogni sua parte

Troppo tempo davanti al pc…

Rubrica: Mente e salute

Titolo o argomento: Passare troppo tempo davanti al pc danneggia l’organismo

Da una semplice insonnia fino alla depressione, la strada è lunga?

Nemmeno tanto! Passare intere ore davanti ad un computer causa:

  • perdita di liquidi, secchezza delle fauci.

  • disturbi alla melatonina, ditrurbi del sonno.

  • induce la depressione (causata dal bagliore della luce al neon che illumina i cristalli liquidi).

  • riduce notevolmente la creatività.

  • sottopone a forte stress le articolazioni (specie se la posizione davanti al computer non è corretta).

  • Bruciore, lacrimazione, stanchezza alla lettura, visione annebbiata e/o sdoppiata per gli occhi.

  • Fastidio alla luce, Mal di testa.

 Alcuni semplici consigli:

  • Sempre valida la regola di ideare, inventare, progettare su carta e poi, solo in fase finale, sviluppare con l’ausilio del pc.

  • Spegnere il pc almeno un paio d’ore prima di andare a dormire. Questo perchè il bagliore del monitor produce una sorta di errore nel nostro cervello il quale lo percepisce in modo simile alla luce del giorno sfalsando gli equilibri giorno/notte. Questo giustifica notti insonni dopo aver lavorato molto al pc anche la sera.

  • Fare una pausa di almeno una ventina di minuti ogni ora.

  • Non utilizzarlo per qualche giorno di seguito… almeno di tanto in tanto.

  • Non accanirsi nell’utilizzo sperando in un pomeriggio di ultimare un sito web, aggiornare il blog, guardare le caselle di posta elettronica, salutare tutti su msn e skype, rispondere alle notizie sugli utlimi forum preferiti, vedere le inserzioni di oggetti in vendita e portare avanti le trattative mentre ci si lava i denti, vedere le offerte di e-commerce sui siti preferiti, vedere tutti gli spezzoni dei film preferiti su youtube, ecc. ecc…

  • Schermare finestre con tende ergonomiche adeguate al lavoro al PC.

  • Schermare e ridurre luci artificiali, usare lampada da tavolo.

  • Disporre il monitor perpendicolare alle fonti luminose.

  • Collocare monitor e documenti alla stessa distanza dagli occhi il più lontano possibile, purchè siano leggibili.

  • Regolare contrasto, luminosità e caratteri del monitor (sfondo chiaro e lettere scure).

  • Ammiccare spesso e fissare oggetti o persone lontani.

  • Rinnovare l’aria del locale di lavoro.

 Rispettare la legge 626

circa la posizione da assumere sulla sedia (che deve essere a norma), l’altezza del tavolo e le distanze corrette dal pc, è sicuramente un valido contributo per la vostra salute.

In particolar modo per la vostra vista… a meno che non vogliate vedere così : )

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Taglio al plasma

Rubrica: Taglio dei metalli
Titolo o argomento: Taglio al plasma

L’utilizzo del Plasma, specie negli utlimi anni, è stata particolramente dedicata al taglio dei metalli di grosso spessore.

Il Plasma allo stato puro si trova ad una temperatura estremamente alta: alcuni milioni di gradi. Quello prodotto artificialmente per le applicazioni di taglio ha una temperatura notevolmente più bassa: circa 10.000°C-30.000°C.

Il taglio dei metalli con il Plasma può avvenire con macchinari automatici (macchine a controllo numerico) o manualmente attraverso una torcia.

La torcia che produce il Plasma consiste in una sorta di cilindro (con più cavità) al centro del quale vi è un elettrodo negativo che fa scoccare un arco elettrico tra l’elettrodo stesso e il pezzo da tagliare (o eventualmente da saldare, come vedremo in seguito). Intorno all’elettrodo vi sono diversi canali nei quali passa:

  • il gas inerte utile a produrre il plasma (nella cavità centrale della torcia).

  • un gas per la concentrazione del getto di plasma (nella cavità intermedia).

  • gas protettivo (nella cavità più esterna).

  • il liquido refrigerante, utile ad abbassare la temperatura dell’elettrodo e la temperatura dell’estremità della torcia, passa in appositi canali posti nelle zone a temperatura più elevata.

Il gas inerte fuoriesce da un anello di rame con ugello calibrato. Sarà subito dopo questo punto che inizierà a formarsi il Plasma. Il taglio avviene per fusione del materiale e non per combustione come nell’ossitaglio (che vedremo in seguito). Maggiori dettagli tecnici nel video in basso e nel prossimo articolo.

Note: lo stato del plasma è definito il quarto stato della materia, in quanto non è né uno stato solido, né liquido, né gassoso, ma è uno stato particolare che si trova in atmosfera durante le scariche elettriche. Si ipotizza che le stelle siano composte di plasma; ovvero gran parte dell’universo.

Quando sale la temperatura dell’acqua

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili

Titolo o argomento: Quando sale la temperatura

Arriva la primavera e come niente l’estate… ti ritrovi in coda con l’auto su qualche salita di montagna o nelle code autostradali. Noti che la temperatura del motore è salita oltre i 90°C.

Cosa fai?

Chiaro, spengo il motore!

Errato!

Allora provo ad aprire il cofano!

Uhm, sì ma non risolvi moltissimo!

Ricorda che se spegni il motore la pompa dell’acqua smette di girare. La pompa è trascinata dalla cinghia dei servizi che a sua volta è azionata dall’albero motore. Spegnere il motore fa sì che il motore non generi altro calore è vero, ma non servirà per smaltire quello in eccesso che può provocare dannose rotture.

Un consiglio ottimo per rimediare al surriscaldamento del motore (in qualunque stagione dell’anno) è quello di accendere subito l’aria calda dell’impianto di ventilazione della vettura. ATTENZIONE: l’aria calda, NON il climatizzatore.

Accendere l’aria calda ti sarà utile per prelevare calore dal radiatore. Il riscaldamento delle automobili è alimentato dal circuito di raffreddamento dell’auto, ossia prende calore dall’acqua calda che gira nel radiatore passando per i manicotti e raggiungendo il motore.

Naturalmente d’estate non è una cosa gradevole, ma puoi orientare le bocchette dell’aria verso i finestrini aperti. Una soluzione certamente scomoda ma che salva letteralmente il tuo motore da situazioni di surriscaldamento (e i danni che ne derivano) dovute a lunghi tratti in salita a bassa velocità (montagna) o lunghe code dove si cammina a passo d’uomo e non si può spegnere il motore a lungo (code autostradali). E non salva solo il tuo motore… anche il portafogli.

L’unica tipologia di casi in cui un simile rimedio non ha effetto, è quella in cui il surriscaldamento avviene in seguito ad una rottura meccanica (guarnizione della testata ad esempio). Se si tratta di una “scaldata” è un conto, bensì se il problema alla radice nasce da una rottura meccanica. Le cose sono molto differenti…

Intervista ad un bancario

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: La crisi delle banche vista dall’interno

Sono andato a trovare un amico che non vedevo da tempo. Lui lavora in banca, è laureato in economia e commercio e mi ha voluto raccontare le sue impressioni. Ciò di cui si fa un gran parlare ma di cui in realtà si parla poco. La mia intenzione non è quella di scrivere un lungo articolo pesante e noioso. Non lo leggerebbe nessuno. Così, sinteticamente, vi racconto i punti risultanti della nostra lunga chiacchierata.

Domanda

Meglio un grande gruppo bancario o la piccola banca sotto casa, un credito cooperativo ad esempio?

Risposta

Un grande gruppo probabilmente può darti più sicurezza a livello di disponibilità di denaro, tuttavia difficilmente ti concederà un mutuo. Questo perchè la domanda che farai al tuo consulente verrà inoltrata al suo superiore, poi al direttore… Il direttore a sua volta la passerà a tutta una serie di suoi superiori che, molto spesso, nemmeno si conoscono. Figuriamoci se conoscono il cliente o se sanno se realmente possono fidarsi di lui. Risultato? Il mutuo viene facilmente rifiutato. La piccola (piccola si fa per dire) banca ti offre il vantaggio che molto facilmente puoi conoscere il direttore, parlarci spesso… lui sa che lavoro fai, ogni tanto osserva il tuo conto e, per fortuna ha pochissimi superiori a cui far riferimento per la domanda di un mutuo. Questo fa sì che molto più facilmente la tua domanda di mutuo possa essere accettata.

Domanda

Molti parlano di crisi generale. Ha comunque avuto un grosso peso la crisi propria delle banche. A cosa è dovuta secondo la tua opinione?

Risposta

Negli ultimi anni le banche hanno puntato, credendolo un buon invenstimento, alla concessione di un numero sempre maggiore di prestiti e mutui. Sebbene sembri un discorso molto valido, il rovescio della medaglia sta nel fatto che molte… moltissime persone, non hanno adempito al loro impegno di pagamento delle rate. Questo per vari motivi, ma è un discorso soggettivo che varia da caso a caso. Il risultato è stato che le banche pur prendendo i beni ipotecati si sono trovate a far fronte a notevoli difficoltà per risanare le perdite. Semplicemente è collassato un sistema.

Conclusioni

Se banche e finanziarie avessero prestato più denaro ai giovani imprenditori e meno denaro per il consumismo, vedi ad esempio la moltitudine di prodotti presi a rate sacrificando una parte troppo elevata di stipendio, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. Invece in Italia ottenere un prestito per acquistare delle attrezzature di lavoro è una cosa difficilissima, mentre trovare la rata (famoso tasso zero…) per ostentare la ricchezza con un’auto che non possiamo mantenere è lecito e concesso molto più facilmente. Un’idea davvero poco produttiva…

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Mi sono rivolto ad una finanziaria e…
La Svizzera degli anni ’80

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La Svizzera degli anni ‘80

Chissà se oggi è ancora così?

Abbiamo intervistato un imprenditore italiano che oggi manda avanti un’azienda di cosmetica dalle medie dimensioni, ma molto molto valida in termini di qualità dei prodotti. La tipica domanda che si fa in questi casi è: “Come hai fatto?” Diciamoci la verità, spesso ce lo chiediamo e lo chiediamo e, altrettanto spesso non ci vengono date risposte dettagliate con la paura che anche altri possano riuscire ad imitarle.

Questo imprenditore (che ha preferito rimanere anonimo) ci ha raccontato che nei primi anni ’80 chiese prestiti ovunque ma le sue domande furono rifiutate. Non per mancanza di denaro… per ignoranza.

Tentò quella che per lui poteva essere una pazzia: Andò a fare la sua richiesta presso una banca Svizzera. La cosa curiosa sta in cie segue:

Non gli risposero immediatamente “no!” Gli dissero che il prestito (piuttosto elevato a suo tempo) lo avrebbero concesso solo se avesse presentato la sua idea, il suo piano d’impresa e tutti i dettagli di ciò che voleva realizzare, ai loro tecnici. Lui lo fece e un personale altamente specializzato analizzò le sue proposte.

Risultato:

Giudicarono le idee molto valide e concessero il prestito addirittura senza garanzie. Inoltre un equipe specializzata della banca seguì l’impresa per diversi mesi, suggerendo e consigliando laddove possibile.

Oggi l’azienda di questo imprenditore non è enorme, non ci lavorano centinaia di persone, ma funziona bene. Ha sempre prodotto un certo volume di prodotti e non ha mai compiuto follie pur di crescere ancor di più a tutti i costi. Semplicemente funziona.

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Da noi sarebbe invece una follia pensare che una squadra altamente specializzata ti possa persino seguire e consigliare nei primi passi dopo averti concesso un prestito senza garanzie per avviare la tua azienda… 🙁

Mi chiedo: “Perchè?”

Pura e semplice follia?

Un esempio più che mai attuale di una persona imprevedibile.

Si tratta di un ingegnere elettronico, ha un lavoro facoltoso in una azienda che si occupa di marketing e un sogno totalmente incongruente con i suoi studi: Divertire e Divertirsi.

Lui per inseguire questo sogno è disposto a lasciare il suo lavoro. In pochi avrebbero il coraggio di farlo, specie al giorno d’oggi.

Infondo il problema che spesso ci affligge è la paura del cambiamento.

Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia, non sa quello che trova…

Quanto siamo disposti a rischiare per svoltare la nostra vita?