Ralph DTE

Bringing art into engineering

Refrigerazione magnetica

Scritto da Raffaele Berardi il 22 settembre 2016

Rubrica: Energia

Titolo o argomento: Principi fisici pratici…

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Ciclo termodinamico

Il ciclo termodinamico di un sistema frigorifero magnetico, ovvero di un sistema di refrigerazione che sfrutta l’effetto Magnetocalorico (vedi link riportati in basso), può essere a grandi linee assimilato a quello di una macchina frigorifera a compressore.

Prima di descrivere le 4 fasi ricordiamo che inizialmente il materiale (la lega magnetocalorica) si trova in equilibrio termico con l’ambiente nel quale è collocato, nello specifico tale ambiente risulta isolato per andare in contro alla condizione di adiabaticità.

Fase 1: Magnetizzazione adiabatica

La prima fase consiste nella “magnetizzazione adiabatica”. Il materiale, inserito in un ambiente isolato, viene accoppiato ad un refrigeratore e sottoposto ad un campo magnetico che induce l’allineamento dei dipoli magnetici degli atomi (i domini magnetici si orientano quindi tutti allo stesso modo), la vibrazione delle molecole si incrementa, il materiale si scalda. Conservandosi l’energia, l’aumento di temperatura avviene perché si riduce l’entropia e la capacità termica del materiale (ovvero l’attitudine ad accumulare calore).

Fase 2: Trasferimento entalpico isomagnetico

Nella seconda fase si ha un “trasferimento entalpico isomagnetico”, il calore ottenuto viene prelevato mediante un fluido che evolve attraverso il refrigeratore. Durante questa fase il campo magnetico applicato non cambia, ciò per impedire che i dipoli magnetici possano riassorbire calore. Una volta che il materiale è stato sufficientemente raffreddato (dal fluido che evolve nel circuito) viene separato dal refrigeratore.

Fase 3: Demagnetizzazione adiabatica

La terza fase, detta di “demagnetizzazione adiabatica”, prevede una riduzione del campo magnetico mantenendo la sorgente isolata dall’ambiente esterno (trasformazione adiabatica). I dipoli magnetici si orientano casualmente, la vibrazione delle molecole si riduce ed il materiale si raffredda. L’energia (e l’entropia) è trasferita da entropia termica a magnetica (ovvero disordine dei dipoli magnetici).

Fase 4: Trasferimento entropico isomagnetico

Nella quarta ed ultima fase ha luogo il “trasferimento entropico isomagnetico”, il campo magnetico è mantenuto costante per impedire al materiale di scaldarsi e la lega magnetocalorica (che è stata raffreddata ad una temperatura inferiore a quella ambiente) viene posta a contatto con l’ambiente caldo per asportare il suo calore raffreddandolo.

Nota semplificativa

All’atto pratico queste fasi vengono ottenute generalmente con sistemi assiali azionati da un motore elettrico che mette in rotazione un albero sul quale è posto il magnete che andrà ad avvicinarsi e ad allontanarsi ciclicamente dal materiale ferromagnetico.

Parallelismi con il ciclo frigorifero delle macchine a compressore

La fase 1 sopra descritta equivale a quella di compressione del gas frigorigeno (o fluido refrigerante) in un ordinario ciclo frigorifero.

La fase 2 è equivalente a quella dell’espulsione di calore nel ciclo frigorifero convenzionale.

La fase 3 corrisponde alla fase di espansione del ciclo frigorifero convenzionale ove l’espansione del gas produce l’effetto di raffreddamento. Ed è proprio in seguito all’espansione del gas refrigerante che si produce la potenza frigorifera principale.

La fase 4 equivale all’assorbimento di calore nel ciclo frigorifero convenzionale. L’assorbimento di calore produce l’effetto di raffreddamento nel vano isolato che inizialmente si trovava a temperatura ambiente

Sostanzialmente, quindi, al posto della compressione del gas, si ha l’introduzione di una lega magnetocalorica in un campo magnetico e, al posto dell’espansione del gas, la stessa, viene portata al di fuori del campo. Grazie all’effetto magnetocalorico (vedi in basso i link correlati) si ottiene un assorbimento e un espulsione ciclica di calore analoga a quella di un tradizionale ciclo frigorifero.

Esistono tuttavia delle differenze sostanziali infatti in un fluido refrigerante gassoso l’acquisto e la cessione di calore sono piuttosto rapidi grazie alle turbolenze che si creano le quali inducono una rapida ed efficiente trasmissione del calore. Ciò non avviene invece nei materiali solidi magnetocalorici dove il calore viene trasportato a seguito di una lenta propagazione molecolare. Attualmente sono in studio conformazioni “porose” che si pensa dovrebbero agevolare la propagazione del calore; inoltre una riduzione delle distanze tra la lega magnetocalorica ed il fluido che asporta calore renderebbero più veloce il processo di raffreddamento magnetico.

Vantaggi

Il sistema non necessità di un compressore.
Non vi sono gas refrigeranti (inquinanti o infiammabili) nel circuito.
Non vi sono alte pressioni operative.
Il sistema consuma il 35% di energia in meno rispetto al ciclo a compressore.
Il sistema è sicuro per l’ambiente.
Il sistema permette di raggiungere temperature estremamente basse prossime allo 0 Kelvin (impianti multi-stadio).
Alta reversibilità.

Svantaggi (vedi il video della presentazione)

Il costo iniziale del sistema di refrigerazione è piuttosto alto.
Le leghe magnetocaloriche attuali risultano costose.
I materiali magnetocalorici ideali sono attualmente alla fase di studio

Fonti:
Centro Studi Galileo
Università di Scienze Applicate di Yverdon-les-Bains Svizzera

Link correlati

Che cos’è leffetto magnetocalorico?
Refrigerazione magnetica

Schema refrigerazione magnetica

Image’s copyright: Harekrushna Maharana
https://www.youtube.com/watch?v=KrQR8h4NKk0

Pubblicato in Ingegneria, Tecnologie, Energia e Cenni di scienze | Tagged: , , , , , , , , , | Lascia un commento »

Accumulatori di freddo per contenitori termici e frigoriferi per campioni biologici – Berardi Store

Scritto da Raffaele Berardi il 22 settembre 2016

Berardi Store

BerardiStore

Vendita e assistenza autorizzata
Electrolux Dometic Waeco DEFA

e ancora:
Condaria, Cruisair, Marine Air Systems, Sealand
Cramer, Mobicool, Origo, Smev
AEG, Grand Cuisine, Frigidaire, Rex, Zanussi, Zoppas
LOFRA
ITEM
TESLA Powerwall

Elettrodomestici, elettronica e utility Hi Tech
per la Casa, il Camper, la Nautica
e
Professional per i settori indicati di seguito:

Settore alberghiero, ristorazione e catering
Settore automotive
Settore automotive alternativo
(prototipi di biciclette elettriche, moto elettriche,
Formula SAE elettriche ed ibride…)
Settore stazioni di ricarica Aria Condizionata
(per autoveicoli, bus, veicoli su rotaia, elicotteri)
Settore grandi impianti
(grandi cucine, grandi lavanderie)
Settore elettronica
Settore energie rinnovabili
(produzione, accumulo e gestione dell’energia)
Settore biomedicale
(refrigerazione e trasporto campioni biologici)
Settore tempo libero e avventura
Settore trasporti via terra, via mare e trasporti speciali
Settore residenziale
(tecnologie per le abitazioni del futuro)

Servizio Vendita Assistenza e Ricambi equipaggiamenti,
accessori, elettrodomestici, elettronica ed utility
per caravan, motorhome, camper barche…

Frigoriferi trivalenti ad assorbimento, climatizzatori, generatori, inverter, gruppi frigoriferi, kit fotovoltaici, eBike professionali, accessori di ogni genere…

Costruzione di biciclette elettriche su misura per il cliente
(eBike a basso costo ed elevata autonomia, fino a eBike
ad elevatissime prestazioni per impieghi speciali)

Motori, gestione elettronica, pacchi batterie, strumenti, accessori, componentistica, sistemi frenanti, kit, progettazione, assistenza tecnica e ricambi…

Record del Mondo di Autonomia di una bicicletta elettrica ad elevate prestazioni studiata e prototipata in partnership con Ralph DTE

“580 km con una sola carica”

Progettazione e installazione impianti energetici stand alone con sistemi d’accumulo

Espressamente dedicati per uso residenziale, commerciale, imbarcazioni, veicoli ricreativi, veicoli speciali, mezzi pesanti, fuoristrada e le applicazioni più disparate…

Aperti soprattutto durante le ferie : )

Sito web: www.berardi-store.eu
Contatti: www.berardi-store.eu/contattaci.html

Pubblicato in SPOT | Tagged: , , , , , , , | Commenti disabilitati su Accumulatori di freddo per contenitori termici e frigoriferi per campioni biologici – Berardi Store

Che cos’è l’effetto magnetocalorico?

Scritto da Raffaele Berardi il 20 settembre 2016

Rubrica: Energia

Titolo o argomento: Principi fisici pratici…

Si tratta di un processo di tipo magneto-termodinamico, ossia un processo nel quale un cambiamento del campo magnetico induce una variazione, reversibile, della temperatura. Il fenomeno si osserva applicando e rimuovendo opportunamente un campo magnetico ad un materiale ferromagnetico (più precisamente parliamo di leghe magnetocaloriche* costituite ad esempio da Gadolinio, Silicio e Germanio oppure da Ferro e Rodio) posto in ambiente isolato (condizione adiabatica).

*Leghe magnetocaloriche dai costi contenuti e dalle proprietà prossime a quelle ideali sono attualmente in fase di studio. La tecnologia dei materiali può fare passi da gigante in questo ambito grazie alle scoperte degli ultimi decenni.

Il materiale ferromagnetico è suddiviso in regioni ognuna delle quali viene denominata dominio magnetico (nell’accezione matematica del termine). Tali regioni hanno la caratteristica di contenere atomi i cui momenti magnetici sono di egual verso e direzione. Ognuna di queste regioni, pertanto, possiede una magnetizzazione uniforme (vedi figura in basso) ma di differente orientamento rispetto alle regioni limitrofe. In linea di massima vi è comunque un orientamento maggiormente ricorrente a seconda della struttura cristallina del materiale.

Quando un campo magnetico viene applicato alla lega magnetocalorica i domini magnetici tendono ad uniformarsi in un unico dominio più grande dove i momenti magnetici degli atomi sono tutti uguali (vedi figura in basso) e il materiale si scalda per la maggiore agitazione molecolare che questo comporta. Ad una diminuzione del campo magnetico precedentemente applicato corrisponde una tendenza alla ri-orientazione libera dei singoli domini magnetici. Tale ri-orientazione dei domini avviene con assorbimento di energia termica ed il materiale, che ricordiamo si trova in ambiente isolato, si raffredda. L’energia termica viene utilizzata proprio per riorientare i momenti magnetici degli atomi.

Continua…

Link correlati

Che cos’è leffetto magnetocalorico?
Refrigerazione magnetica

Domini magnetici

A sinistra i diversi orientamenti magnetici, uniformi solo in
precise regioni dette domini. A destra l’orientamento totalmente
uniforme indotto da una campo magnetico.

Pubblicato in Ingegneria, Tecnologie, Energia e Cenni di scienze | Tagged: , , , | Lascia un commento »

Celle fotosintetiche: Processo di trasformazione del biossido di carbonio in idrocarburi riutilizzabili come combustibili

Scritto da Raffaele Berardi il 7 settembre 2016

Rubrica: Energia

Titolo o argomento: Copiare le piante per trasformare l’anidride carbonica in energia

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

La cella fotosintetica, che è una sorta di foglia artificiale creata in laboratorio, sfrutta una dinamica parallela a quella delle piante, una reazione detta di “riduzione” ovvero l’opposto della reazione di “ossidazione” o della “combustione”, per produrre Syngas (ovvero gas di sintesi). Il Syngas altro non è che una miscela di idrogeno, monossido di carbonio, minime qunatità di metano e di biossido di carbonio, esso può essere usato direttamente come combustibile oppure trasformato in gasolio o in diversi idrocarburi. La reazione di riduzione che porta al Syngas deve essere guidata da appositi catalizzatori; fino a non molto tempo fa sono stati utilizzati catalizzatori piuttosto costosi (vedi ad esempio l’argento) i quali, però, si sono rivelati inefficienti.

La situazione è cambiata decisamente quando si sono iniziati ad utilizzare, in qualità di catalizzatori, composti nanostrutturati denominati TMDC (Transition Metal Dichalcogenides, in italiano, metalli di transizione dicalcogenuri, ovvero trattasi di materiali nanostrutturati 2D che, come gli appassionati del tema sapranno già bene, mostrano proprietà fisiche un tempo impensabili) abbinandoli ad un elettrolita costituito da un liquido ionico non convenzionale all’interno di una cella elettrochimica a 2 comparti e 3 elettrodi. Il catalizzatore che ha restituito i risultati migliori è stato il tungsteno diselenide nella forma nanometrica non perfettamente piana definita nanoflake (nanoflake tungsten diselenide). Quest’ultimo è molto attivo, capace di rompere i legami chimici dell’anidride carbonica e di raggiungere prestazioni sorprendenti se si pensa che è 1000 volte più veloce dei catalizzatori costituiti da metalli nobili ed è circa 20 volte più economico.

In realtà non è la prima volta che si usano catalizzatori di tipo TMDC. Altri ricercatori l’hanno già fatto ad esempio per ricavare idrogeno, ma mai per la riduzione dell’anidride carbonica. Questo perché il catalizzatore, da solo, non riesce a “sopravvivere” alla reazione in quanto i suoi siti attivi vengono avvelenati e ossidati. Invece, utilizzando un fluido ionico denominato etil-metilimidazolio tetrafluoroborato (ethyl-methylimidazolium tetrafluoroborate), mescolato al 50% con acqua, si genera un co-catalizzatore che conserva attivi i siti del TMDC anche nelle condizioni più difficili di riduzione.

La foglia artificiale realizzata dai ricercatori dell’UIC è costituita da celle fotovoltaiche (di silicio, a tripla giunzione) incaricate di raccogliere la luce, catalizzatore (tungsteno diselenide) e co-catalizzatore (etil-metilimidazolio tetrafluoroborato) posti sul catodo, infine ossido di cobalto in un elettrolita di fosfato di potassio posti sull’anodo. Quando la luce investe le celle fotovoltaiche, idrogeno e monosssido di carbonio vengono sprigionati dal catodo mentre ossigeno libero e ioni di idrogeno sono emessi dall’anodo. Gli ioni di idrogeno poi diffondono attraverso una membrana posta al lato del catodo e partecipano alla riduzione dell’anidride carbonica.

I risultati lasciano ben sperare per nuovi impieghi dei TMDC (metalli di transizione dicalcogenuri) i quali, assieme a quelli offerti dal grafene, rappresentano un passaggio definitivo ad una nuova era della ricerca scientifica-tecnologica in ambiti di rilievo come l’ambiente, l’energia, la medicina.

Fonte:
University of Illinois at Chicago – www.uic.edu
Elenco dei catalizzatori disponibile su: science.sciencemag.org

Che cos’è l’ossidoriduzione?

In questa breve rubrica si parla di ossidare, ridurre, ossidoriduzione per chi ne fosse a digiuno ne diamo una definizione piuttosto basilare che merita, naturalmente, tutti i dovuti approfondimenti da parte del lettore.

In chimica le reazioni di ossidoriduzione sono quelle in cui si ha uno scambio di elettroni tra una specie chimica e l’altra (cambia quindi il numero di ossidazione degli atomi). Tipici fondamentali esempi di reazioni di ossidoriduzione sono la respirazione e la fotosintesi clorofilliana. Con il termine “ossidazione” si intende che la specie chimica perde elettroni, mentre con il termine “riduzione” (dal latino re-ducedere ovvero riportare) si intende che la specie chimica acquisisce elettroni.

Es. 1
Processo fotosintetico
6CO2 + 6H2O + Energia solare → C6H12O6 + 6O2

Es. 2
Respirazione cellulare
C6H12O6 + 6O2 → 6CO2 + 6H2O + Energia (ATP)

Link correlati

Fotosintesi clorofilliana
Fotosintesi clorofilliana: Fase luminosa e fase oscura
Rendimento della fotosintesi e dei pannelli fotovoltaici
La respirazione – Il processo inverso della fotosintesi
Produrre l’idrogeno attraverso la fotosintesi
Che cos’è una cella Fotosintetica?
Celle Fotosintetiche: Trasformare la CO2 in idrocarburi
Celle Fotosintetiche: Processo di trasformazione della CO2
Che cos’è una cella Fotovoltaica?

Cella fotosintetica

Image’s copyright: www.uic.edu

Pubblicato in Ingegneria, Tecnologie, Energia e Cenni di scienze | Tagged: , , , , , , , , | Lascia un commento »

Celle fotosintetiche: Trasformare il biossido di carbonio in idrocarburi riutilizzabili come combustibili utilizzando il sole come fonte di energia

Scritto da Raffaele Berardi il 7 settembre 2016

Rubrica: Energia

Titolo o argomento: Copiare le piante per trasformare l’anidride carbonica in energia

I ricercatori dell’Università dell’Illinois a Chicago hanno realizzato un cella solare in grado di trasformare l’anidride carbonica presente nell’atmosfera in idrocarburi direttamente utilizzabili o facilmente trasformabili nei carburanti noti. Il tutto sfruttando l’energia proveniente dal sole ed opportuni catalizzatori (maggiori info sullo studio, sui finanziamenti e sulla domanda di brevetto disponibili sulla rivista Science, presso la National Science Foundation, presso lo United States Departement of Enerrgy e sul sito web dell’Università dell’Illinois www.uic.edu).

Nonostante si tratti di un progetto di estremo rilievo, esso consiste tutto sommato in un sistema relativamente semplice, economico ed efficiente. Si suppone addirittura che sia possibile trasformare l’anidride carbonica atmosferica a costi competitivi con quelli degli ordinari carburanti.

Come è noto ai più le celle solari di tipo “fotovoltaico” (ovvero quelle che sfruttano il cosiddetto effetto fotovoltaico) trasformano la luce solare in energia elettrica direttamente utilizzabile o, meglio, immagazzinabile in un serbatoio che prende il nome di accumulatore elettrochimico (volgarmente… le batterie). Le celle progettate in questo caso, invece, sono sì solari ma di tipo “fotosintetico”. Questo significa che si comportano come le piante e l’energia proveniente dalla luce non diventa una corrente elettrica ma dà luogo ad una reazione chimica che, con l’ausilio di particolari catalizzatori, assorbe l’anidride carbonica atmosferica restituendo un combustibile come prodotto e risolvendo così due problemi non da poco (l’inquinamento ambientale e l’approvvigionamento di carburante). Realizzare ad esempio campi dotati di celle solari fotosintetiche equivarrebbe a pulire l’aria da notevoli quantità di carbonio producendo al contempo combustibile ad alta densità di energia in modo efficiente.

E’ quindi concreta oggi la possibilità di produrre carburanti rinnovabili anziché far uso di carburanti di origine fossile i quali sono protagonisti di un percorso a senso unico che termina con l’emissione di gas serra. Il tutto copiando semplicemente la dinamica delle piante quando, nella fase luminosa, trasformano l’anidride carbonica in glucosio (vedi in basso i Link correlati).

Continua…

Fonte:
University of Illinois at Chicago – www.uic.edu
Elenco dei catalizzatori disponibile su: science.sciencemag.org

Link correlati

Fotosintesi clorofilliana
Fotosintesi clorofilliana: Fase luminosa e fase oscura
Rendimento della fotosintesi e dei pannelli fotovoltaici
La respirazione – Il processo inverso della fotosintesi
Produrre l’idrogeno attraverso la fotosintesi
Che cos’è una cella Fotosintetica?
Celle Fotosintetiche: Trasformare la CO2 in idrocarburi
Celle Fotosintetiche: Processo di trasformazione della CO2
Che cos’è una cella Fotovoltaica?

Celle fotosintetiche

Image’s copyright: www.uic.edu

Pubblicato in Ingegneria, Tecnologie, Energia e Cenni di scienze | Tagged: , , , , , , , | Lascia un commento »

La continua lotta contro il sistema Italia: La qualità della vita

Scritto da Raffaele Berardi il 30 agosto 2016

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Stress in aumento, disordini alimentari, problemi cardiovascolari, scarsa possibilità di dedicarsi ai rapporti umani, aumento dei divorzi, minori nascite, figli più trasandati, la memoria storica collettiva breve… Poche ore da dedicare a sé stessi, persone sotto sforzo come muli da traino, non c’è mai un attimo per riflettere, per fermarci e renderci conto di come sta volando il tempo senza che realmente abbiamo apportato qualcosa di bello a noi stessi. La felicità è fittizia sui social network dove un gelato preso con gli amici viene risaltato da appositi filtri fotografici per farlo sembrare un film.

Poi quegli amici parlano di un disagio, magari gli rispondiamo solo “Eh succede, che ci vuoi fare?” e dopo pochi secondi torniamo tutti a dire cretinate per non pensare a quel che ci fa male o che temiamo. Abituati, istruiti che esternare qualcosa di triste (certo non 24 ore su 24, mi riferisco ad un possibile e comprensibile periodo no) può allontanare le persone da noi. Bisogna essere felici, sempre, anche quando non lo siamo, la società, sostengono gli “esperti” della comunicazione, vuole così. Sorridenti, attrattivi, carismatici, guai a voler lavorare sul nostro intimo profondo, guai ad evolverci, guai ad innovare e lasciare gli ormeggi del “faccio anche io quello che fanno tutti intorno a me”, guai a desiderare qualcosa di realmente importante nella nostra vita. Vuoi mettere parlare del nuovo telefono o del suv o della vacanza low cost alle falde del chi l’ha già mangiato?

E’ un po’ questo il quadro generale che ho intorno, non vedo quasi nessuno realmente felice. Negli ultimi anni, di circa 10 amici che si sono sposati ben 7 si sono separati o hanno divorziato in un intervallo compreso tra i 2 ed i 5 anni dopo il matrimonio (non di rado stanno meglio quelli che convivono perché semplicemente si impegnano di più sentendosi prede di un più facile abbandono). Ovviamente quasi tutti con bimbi piccoli che stanno patendo le pene dell’inferno. Dei rimanenti solo 1 o 2 danno l’idea di avere un rapporto veramente solido. La differenza tra i due gruppi sta tutta prevalentemente in una sola cosa, la comprensione, pochi hanno la fortuna di riceverne. Facile a dirsi osservando dall’esterno, più difficile a farsi, ne convengo con chi lo sta già pensando.

Tutti rapiti dal lavoro, dagli straordinari, occasioni di arrotondamenti, slanci di carriera, tutti con pochi momenti da dedicare realmente a sé stessi (sono stato così anche io), quei pochi momenti che, se per qualche circostanza sfavorevole vanno male, fanno già pensare che il rapporto sia logoro e immeritevole di cure e attenzioni (basta così poco?). Ma, soprattutto, tutti assillati da un mostro terribile chiamato “mutuo”. Ci si arriva ad annullare pur di riuscire in uno schema classico che è diventato:

Titolo di studio,
matrimonio entro 27-30 anni,
mutuo,
aiutino per inserirci dentro il SUV,
sacrifici spasmodici per riuscire anche se la corrente va in un’altra direzione,
annullamento di sé stessi,
scarsa volontà di capirsi,
egocentrismo,
fine rapporto (con la seguente convinzione: se non fai quello che rientra nei miei obiettivi allora non mi ami).

E perché invece non potrebbe essere come segue?

Passione per uno o più temi sviluppati crescendo grazie a genitori che trovavano il tempo di giocare qualche pomeriggio/sera con noi con una bella scatola di LEGO;
virtù della pazienza, saper rischiare, aspettare di trovare la persona ideale pur con tutti i suoi difetti a bilanciare le sue singolari qualità;
l’unione fa la forza per l’acquisto di una mezza casetta e l’altra metà… mutuo leggero;
auto vecchia (perché no… magari d’epoca) con una bella riverniciatura fiammante (atteggiamento ribelle, rock, provocatorio);
una pista da ballo, un viaggio in bici per il mondo;
desiderio di conoscere e capire chi ci sta vicino;
dedizione;
vivere la vita…

Sono sicuro che quanto ho scritto ora può apparire persino assurdo ma… ho le prove che esiste 🙂 Qualcosa ci sta abituando che i rapporti umani si gestiscano dall’equivalente di un pannello di controllo con qualche click settando solo le impostazioni che noi vogliamo imperativamente. Tutti pronti a dire che non è vero, sicuro, ma alla fin fine quanti hanno la fortuna di esser meno stressati o riescono comunque ad esser più disponibili e desiderosi di dedicarsi al rapporto umano che sia nella coppia, nelle vere amicizie, nel lavoro, con i figli? La verità è che corriamo troppo dietro ad altro e questo altro ci prende tutto il tempo e, spesso, quando ce ne rendiamo conto… è troppo tardi.

Che si tratti di una relazione sentimentale o dei propri figli, non si può pretendere un insieme di funzioni dal partner al fine di realizzare un quadretto omologato o esigere figli in gamba lasciandoli giornate intere davanti alla console di gioco purché non ci disturbino mentre siamo intenti a rincorrere qualcosa che forse nemmeno c’è.

Una semplice proposta

Quindi che fare? Il mio modesto pensiero, che non vuole essere assolutamente una massima ma solo e realmente un modesto pensiero, è: “Rinuncia a qualcosa”. Ho come la sensazione che rinunciando a qualcosa di noi stessi (qualcosa, non tutto, non mi riferisco all’annullarsi, più ad una ricerca di equilibrio e parità) possiamo fare molto di più di quanto crediamo e toglierci soddisfazioni inaspettate.

Conclusione

Il fatto è che chi doveva distruggere l’economia c’è riuscito, chi doveva operare in modo opportunistico ha avuto successo, anche con una certa facilità, gestendo la Leva del potere (vedi in basso i Link correlati: La leva del potere). Dobbiamo ormai riconoscerlo anche se, certo, è nobile la caperbietà che contraddistingue gli italiani. In realtà l’apprezzo molto ed è motivante. Ma mi chiedo quale sia il vero limite che non dovremmo superare, quand’è che non vale più la pena combattere contro un mostro silente e invisibile che percepiamo ma non riusciamo ad afferrare? Dov’è il punto di equilibrio in cui, sì, facciamo del nostro meglio ma non lasciamo alla deriva le persone a noi care? A cosa possiamo rinunciare e a cosa non dovremmo mai rinunciare? Cosa tramanderemo nel futuro (vedi in basso i Link correlati: Problemi intergenerazionali di comunicazione) se non abbiamo mai tempo di comunicare perché intenti a correre dietro a schemi preimpostati? Rinunciare a qualcosa può esser utile affinché non ci proiettiamo in un futuro di stupidi gestiti come marionette dagli stessi opportunisti che hanno fatto crollare il valore del nostro lavoro, della nostra casa, della nostra vita, oppure l’hanno reso troppo costoso al momento sbagliato?

Link correlati

Problemi intergenerazionali di comunicazione
La leva del potere

Curiosità sul cervello…: connessioni tra attività fisica, cervello e salute – 1
Curiosità sul cervello…: connessioni tra attività fisica, cervello e salute – 2
Curiosità sul cervello…: connessioni tra attività fisica, cervello e salute – 3
L’energia umana: Il cervello (curiosità evoluzionistiche)

La continua lotta contro il sistema Italia: Introduzione
La continua lotta contro il sistema Italia: Il tempo
La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza
La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità
La continua lotta contro il sistema Italia: Le infrastrutture
La continua lotta contro il sistema Italia: L’istruzione e la formazione
La continua lotta contro il sistema Italia: La giovane impresa – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La giovane impresa – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 3 + VIGNETTA
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 4
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Intro
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 3
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 4
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 5
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione (Le leggi mancanti)
La continua lotta contro il sistema Italia: La qualità della vita
La continua lotta contro il sistema Italia: La privacy
La continua lotta contro il sistema Italia: La tranquillità
La continua lotta contro il sistema Italia: La matematica
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni

Giocare con i figli

Si lasciano troppo spesso con i nonni, con una babysitter, o davanti una console di gioco… poi la società cambia e non capiamo perché. Basta dedicargli del tempo per cambiare il mondo, sono le figure di domani, i professionisti, i medici, gli ingegneri, i tecnici, gli artisti, gli atleti, i “gestori del potere”… in un modo o nell’altro avranno la loro influenza sul futuro.
Image’s copyright: familytimes.biz

Pubblicato in Aspetti psicologici, Società e Neuroscienze, Forse non tutti sanno che/chi è, Mondo lavoro | Tagged: , , , , , , , , , , | Lascia un commento »

La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione (Le leggi mancanti)

Scritto da Raffaele Berardi il 29 agosto 2016

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Introduzione: operare opportune connessioni logiche

Affinché la lettura sia interessante, preferisco evitare di esporre una lunga (quanto inutile) lista di leggi corredate da petulanti casistiche di problemi di cui tutti, in un modo o nell’altro, siamo più che consapevoli. Quello che preferisco fare, come mio solito, è in realtà profilare un metodo che il lettore possa poi applicare in modo logico a tutte le situazioni che ritiene meritevoli di interesse.

Così, dopo una brevissima lista iniziale di leggi mancanti, posta giusto per entrare nell’ordine di idee, ci focalizzeremo su quella che ritengo la più pericolosa per quanto concerne la situazione economica che abbiamo attraversato e che ci accingiamo ad attraversare in futuro. Quanto seguirà sarà l’esposizione di un caso che funga da introduzione alla comprensione di problemi ben più complessi che siamo soliti ignorare (anche perché nessuno ce ne parla mai presentando connessioni tematiche complete, integrali, sicuramente non in modo schietto) perché ci manca l’anello di congiuzione che faccia scattare la molla logica in testa.

Al tale caso dedicheremo, subito dopo quest’articolo, i dovuti approforndimenti (vedi in basso i “link correlati”) utilizzando come di consueto un linguaggio semplice, esempi concreti realmente vissuti (quindi non fantasie né chiacchiere da bar) e quelle provocazioni che ai soggetti più perspicaci forniscono una stimolante scossa.

Un esempio per avvicinarci all’ordine di idee

Chiunque disponga di un po’ di senno si è ormai accorto di come gli smartphone abbiano offerto numersosi vantaggi contrapposti ad altrettanti grandi scotti da pagare cari. Non molto tempo fa ho assistito ad una scena di “ordinaria follia”.

Lungo una strada una ragazza camminava su un marciapiedi e, ovviamente, la sua testa era rivolta verso il basso totalmente presa dalle sue attrazioni social e multimediali. Lungo la stessa strada un ragazzo stava facendo la stessa identica cosa con la differenza che lui si trovava alla guida della sua automobile. Ad un certo punto il ragazzo sbanda e punta la ragazza. Io rimango senza fiato, un paio di secondi sono durati ore. Lei non si accorge di niente e tra l’altro indossa anche le cuffie cosicché nemmeno l’udito può esserle d’aiuto. Il ragazzo è preso dal suo telefono ma, per fortuna, quando è ormai a pochi centimetri dalla ragazza, riesce a prevenire l’impatto notandola con la coda dell’occhio. Una decisa correzione sullo sterzo gli permette di evitarla e lei, totalmente presa dal suo smartphone e con le cuffie ad isolarla dal mondo esterno, nemmeno si accorge di cosa ha sfiorato in quell’istante.

Questa per me è follia pura, in confronto la nuova moda di lanciarsi dagli aerei senza utilizzare il paracadute, sfruttando apposite tute (che offrono un controllo ottimale dell’assetto di volo durante la caduta libera) per centrare degli assorbitori di impatto a terra, credo sia più razionale. La vettura utilizzata dal ragazzo dispone notoriamente di vivavoce bluetooth che permette, legalmente, l’utilizzo del telefono (in sola conversazione) a bordo. Tuttavia dovrebbe essere oramai chiaro che questo paliativo in realtà spinge a fare un uso completo del telefono in auto. Basti pensare anche solo a quando ci sono a bordo passeggeri che non devono ascoltare le nostre conversazioni e si deve agire sul telefono per rispondere in modo che la chiamata non venga in automatico diffusa dagli altoparlanti del veicolo in modalità vivavoce. Anche la sola interazione col bluetooth distrae pericolosamente dalla guida. Semplicemente l’uso in auto del telefono dovrebbe essere totalmente vietato (oppure dovrebbe andarci bene che tutti gli altri ascoltino le nostre conversazioni ed i nostri messaggi). Ovviamente nessuno sarà d’accordo ma quando vostra figlia verrà investita su un marciapiedi mentre, in fondo, non faceva nulla di male, vedrete che cambierete idea. Un mastodontico mercato da miliardi di dollari può trovare un’ulteriore soluzione tecnologica innovativa o continuare imperterrito, costi quel che costi, operando richieste di regolamentazioni ad hoc.

Una breve lista per spaziare

Esempi di natura analoga si potrebbero fare per le leggi che oppongono resistenza “immotivatamente” alla trasformazione di veicoli già esistenti in veicoli elettrici o ibridi o che non forniscono mediante prassi semplificate senza vincoli di età (del veicolo) e di tecnologia impiegata.

E ancora, non trovo comprensibile come sia possibile trasmettere spot sul gioco d’azzardo in fasce orarie che vedono i bambini come principali spettatori, così come non si capisce come sia possibile trasmettere alle soglie del 2020 spot e televendite di prodotti che rappresentano palesemente delle “truffe”.

Mancano leggi che vietino la molestia telefonica da parte di promotori e venditori di svariata natura (vi sarete accorti come il Registro delle Opposizioni non porti il giovamento sperato e di come esistano delle regolette, sovente ignorate, come la registrazione doppia al tal registro utile ad avere una reale esclusione dalle molestie. Perché mai doppia? Come faccio ad immaginare che possa esserci questo archibugio? Perché la mia parola non basta già la prima volta? E così via…

Fino a leggi mancanti che permettano ai cittadini di valutare i servizi di cui dispongono (o che gli mancano) e di operare una sanzione, nei confronti dei relativi erogatori, qualora il tale servizio si tramuti in un grave disservizio.

Il caso di rilievo per la nostra economia

Ma c’è una legge, che ha subito “curiose” variazioni nell’arco degli ultimi decenni, fino a trasformarsi in una completa mancanza, i cui effetti si sono rivelati disastrosi per la nostra economia (a livello di piccole e medie imprese, artigiani, commercianti, professionisti…) e che praticamente tutti, o quasi, ignoriamo essere la causa di tali notevoli disagi nonché di drastiche perdite economiche e di opportunità (specie per i giovani).

Mi riferisco ad una opportuna regolamentazione che “ammaestri” i famosi “sottocosto”. Sono sicuro che solamente gli operatori del settore più arguti e le menti più frizzanti si sono già accorti della filiera di danni (che verranno raccontati nell’apposito articolo che seguirà) che deriva da un mercato “sregolato”, ma la massa rimane (e rimarrà) vittima di sé stessa e della propria scarsa curiosità (un po’ come Pinocchio diretto al paese dei balocchi: in fondo perché chiedersi come mai qualcuno abbia interesse a “regalarci”, o meglio, a far credere di regalarci, qualcosa?) e, forse, anche questa si chiama “selezione naturale” e non tutto il male vien per nuocere.

L’articolo “Valutati solo da un prezzo…” (vedi in basso i “link correlati”) vi introduce ai concetti di “frattaglie” e di “avvoltoio silente”, mentre l’articolo “Sottocosto, frattaglie e l’avvoltoio silente” completa il quadro spiegandovi le dinamiche logiche con cui il mondo del sottocosto apporta ingenti danni alla nostra microeconomia facendo perno su debolezze e ignoranza.

Continua…

Link correlati

Valutati solo da un prezzo…
Sottocosto, frattaglie e l’avvoltoio silente – Articolo in preparazione

La continua lotta contro il sistema Italia: Introduzione
La continua lotta contro il sistema Italia: Il tempo
La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza
La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità
La continua lotta contro il sistema Italia: Le infrastrutture
La continua lotta contro il sistema Italia: L’istruzione e la formazione
La continua lotta contro il sistema Italia: La giovane impresa – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La giovane impresa – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 3 + VIGNETTA
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 4
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Intro
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 3
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 4
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 5
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione (Le leggi mancanti)
La continua lotta contro il sistema Italia: La qualità della vita
La continua lotta contro il sistema Italia: La privacy
La continua lotta contro il sistema Italia: La tranquillità
La continua lotta contro il sistema Italia: La matematica
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni

distrazioni_alla_guida

Immagine tratta da una ricerca sul web. Se siete i proprietari del diritto d’autore dell’immagine,
potete chiederne la rimozione o indicarci il copyright da specificare. Image taken from research
on the web. If you own the copyright of the image, you can request its removal or indicate the
copyright to be specified.

Pubblicato in Aspetti psicologici, Società e Neuroscienze, Forse non tutti sanno che/chi è, Imprenditoria, Microeconomia, Marketing, Branding, Mondo lavoro | Tagged: , , , , , , , , | Lascia un commento »

La fondamentale differenza tra Design, Draw e Style

Scritto da Raffaele Berardi il 19 agosto 2016

Rubrica: Drawing, Design and Ideas

Titolo o argomento: Al nucleo dei concetti chiave

Tra le parole più travisate degli ultimi anni troviamo sicuramente termini come Democrazia, Amicizia, Condivisione, Sociale, Ricerca, Realtà, ma anche Design e talvolta, persino, Arte. Il problema è che le esemplificazioni improprie della realtà fanno il giro del mondo molto rapidamente (e si radicano tenacemente), mentre il nucleo dei concetti, e quello che gravita loro intorno, è difficile da osservare e di conseguenza da comunicare, tramandare e risulta quindi piuttosto volatile.

In questo caso prendiamo ad esempio la parola Design, molti attribuiscono a questo termine il significato di Disegno e, subito dopo, la trasfigurazione di uno schizzo stravagante, di un oggetto irrazionale, diverso dall’ordinario, che è poco fruibile, magari scomodo, sicuramente strano, di forte impatto estetico ed il cui significato potrebbe persino rimanere indecifrato (in taluni casi, addirittura, guai a chiederne il senso all’autore). Quindi un oggetto spesso incomprensibile anche ad un’attenta analisi, insomma un oggetto che il gergo comune definisce “di Design”.

Il mio modesto parere è che non sia assolutamente questa la corretta accezione di Design. Premesso che questo affascinante termine esprime in realtà il senso di “Progettazione”, esso racchiude in sé un mondo pressoché infinito che trova le sue origini subito dopo la comparsa dell’uomo sulla terra (se non del pollice opponibile e quindi, ancor prima, della scimmia). Questo perché il senso di Design è equiparabile al senso di “trovare una soluzione a”.

Quindi in realtà il Design non esprime stravaganza, linee inusuali, giochi liberi di forme e di pensieri, bensì la stesura di un progetto a partire da obiettivi preposti, calcoli, specifiche tecniche, conoscenza di mezzi per raggiungere precisi scopi, fino al miglioramento ergonomico, funzionale e di utilizzo di un prodotto.

Quello che poi concerne gli aspetti propri del disegno lo ritroviamo all’interno del termine Draw (Disegno) mentre quanto fa riferimento all’impatto, la presenza, la comunicazione delle intenzioni dell’oggetto, lo ritroviamo nel termine Style (Stile). Si può progettare infatti un oggetto partendo da un problema da risolvere, uno scopo da raggiungere, una funzionalità da soddisfare (siamo quindi nel campo del Design), si può effettuare questo percorso tramite strumenti di disegno (ad esempio assistito al calcolatore e quindi CAD o CADD, Computer-Aided Design and Drafting) oppure operando direttamente sulla materia prima se si ha una grande esperienza ad esempio in una precisa branca dell’artigianato, nonché una mente visiva e, infine, si può attribuire uno stile a quel che si progetta contestualizzandolo ad esempio in un’epoca, una moda, una tendenza, un genere, un modello, una famiglia di prodotti di una precisa gamma o rivolti ad un preciso utente finale.

Quindi, ecco, il Design è forse qualcosina di più di un gruppetto di linee anarchiche che si muovono verso direzioni che non ci si aspetta generando dapprima stupore, o interdizione, e poi una sorta di attrazione irrazionale, o repulsione incondizionata.

Un semplice esempio

Nell’immagine un semplice esempio di accoppiamento di due campioni di legno lamellare uniti mediante incastri (detti a Coda di rondine). Il sistema è stato realizzato allo scopo di non impiegare né viti, né colle. Per raggiungere l’obiettivo si sono dovuti adoperare utensili con forme specifiche e seguire una precisa matematica di fresatura. L’insieme di tutte queste problematiche è inglobabile dentro il concetto di Progettazione (Design), gli schizzi su carta o i file CAD rientrano nel campo del Disegno (Draw) e l’aspetto estetico, la resa complessiva offerta all’osservatore, rientra nel campo dello Stile (Style).

Link correlati

La fondamentale differenza tra Design, Draw e Style
La Forma, la Linea, il Colore ed il Materiale – Articolo in modalità PRO

Incastri a coda di rondine

Pubblicato in Design, Draw e Style | Tagged: , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su La fondamentale differenza tra Design, Draw e Style

Semplicemente sublime – L’intervista di Davide Cironi a Horacio Pagani

Scritto da Raffaele Berardi il 1 agosto 2016

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili

Titolo o argomento: Quando si insegue un sogno anziché un mercato

Quella che vi proponiamo di seguito è l’intervista perfetta, poi vi spiegheremo perché. L’autore dell’intervista è Davide Cironi, appassionato virale di automobili carismatiche d’altri tempi, nonché ragazzo capace di concretezza che ha dato vita con i suoi amici ad una realtà decisamente interessante che vi invito a visitare tramite il suo canale YouTube. L’intervistato è Horacio Pagani, un uomo riservato (ma dai grandi contenuti) che custodisce dentro di sé un mondo intero di passione per l’arte e la tecnica. Ammirevole la sua capacità di sognare e di trasformare i sogni in realtà, ammirabile la sua semplicità abbinata ad una complessa fede artistico-tecnica, ammirevole il fatto che realizzi vetture che seguono i suoi sogni e non quelli del mercato, ammirevole l’istinto ed il fatto che trasmette umiltà, rispetto, cura per la storia e le tradizioni. Ammirevole infine la capacità di trasformare i sogni in realtà passando per le strade della follia.

Qui non pubblichiamo mai articoli di questo genere ma, almeno in questo caso in cui, in qualche modo, mi rivedo in quel che vedo ed in quel che sento, abbiamo il vero piacere di esprimere profonda ammirazione verso l’intervista e l’intervistato. Semplicemente perché si tratta di qualcosa di vero, di sincero, di diretto, dove conta solo la passione, l’amore, la follia, la genialità, la semplicità. Ingredienti che oggi sono oltremodo preziosi perché oltremodo rari.

Tutta la mia stima e la mia ammirazione per questi contenuti strabocchevoli e per tutto quello che questi contenuti significano e nascondono. Mi rendo conto che non sia per tutti facile capire cosa si celi dietro quelle parole, quali visioni, quali sensazioni, quali esperienze condotte, quali difficoltà superate, quali delusioni e quali successi, quali fatiche… ma quello che proveremo a far noi qui sarà proprio tradurvi questa gamma di sensazioni con i nostri semplici progetti a tema che (speriamo il prima possibile) intendiamo mostrarvi pur non desiderando noi realizzare prodotti su larga scala né tantomeno ambiti dalla massa o dai mercati. Staremo a vedere che caos ne scaturirà, intanto la nostra ammirazione è tutta per questa splendida nonché singolare intervista. Complimenti vivissimi.

Nota. Finalmente invece di noiosi e inflazionati inglesismi di mercato si cita un nome: Leonardo da Vinci.

Pubblicato in Aspetti psicologici, Società e Neuroscienze, Automotive e Automotive alternativo, Design, Draw e Style | Tagged: , , | 4 Comments »