Ralph DTE

Bringing art into engineering

La continua lotta contro il sistema Italia: Le infrastrutture

Scritto da Raffaele Berardi il 14 maggio 2015

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

Le infrastrutture

Molti pensano che quando troviamo le strade tutte rotte e la vettura sobbalza l’unico problema sia la perdita di comfort di marcia ed il pranzo che ci torna su. In realtà non è solo questo il problema, strade rotte significano migliaia d’Euro di spese di manutenzione straordinaria per ogni automobilista. Si danneggiano i supporti motore che devono frenare le eccessive accelerazioni verticali cui sono soggetti motore e accessori motore. Si danneggia il comparto sospensioni, ovvero l’insieme costituito da ammortizzatore idraulico, duomo (ove va bloccato superiormente l’ammortizzatore), triangolo che sostiene l’ammortizzatore dal basso, giunti, silent block (riferito agli schemi di sospensioni classici). Si danneggiano inoltre le testine di sterzo ed i cuscinetti delle ruote, per non parlare poi delle sollecitazioni che usurano in maniera anomala e precoce i pneumatici, rendono il telaio meno rigido, mandano in tilt numerose parti dell’impianto elettrico del veicolo. Ma non solo! Aumentano i consumi di carburante*, si allenta tutto l’interno dell’abitacolo (sia le parti incollate che avvitate relative al cruscotto ad esempio) innescando fastidiose vibrazioni (che si manifestano tanto prima quanto più è ridotta la qualità e la cura dell’assemblaggio del veicolo, ma questo è un altro discorso).

Senza poi considerare il cospicuo aumento di incidenti stradali dovuti alla perdita di stabilità dei veicoli, al tentativo di evitare in extremis una buca vista all’ultimo momento ed ai comportamenti sempre meno prevedibili di automobilisti che, per evitare di danneggiare l’auto, iniziano a percorrere lunghi tratti di strada contromano (specie nell’extraurbano) per evitare le buche in serie magari presenti solo da un lato della strada. Non si capisce quindi se chi in lontananza procede sulla tua stessa corsia, ma verso di te, lo stia facendo perchè in stato di ebrezza, perchè guarda lo smartphone o perchè evita più buche possibili prima di rientrare nella sua corsia.

Nel mio caso addirittura gli interi tratti tra casa e Università, tra casa mia e dei miei amici, tra casa e centro e  tra tutte le strade che portano ai principali punti di interesse della città, sono completamente, e gravemente, dissestati. Gravemente significa che il livello di danno è così elevato che una distrazione può causare un incidente mortale. Significa che percorro più volte al giorno circa 30 km di puro (e sottolineo che il termine puro non è usato come un’iperbole) fuoristrada “professionale”. Con l’aggravarsi della situazione è divenuto necessario modificare lo stile di guida, apprendere nuove tecniche, dotarsi di mezzi** in grado di reggere tali crescenti sollecitazioni e, in tutto questo, nemmeno un rimborso da parte degli organi competenti, magari con uno sconto sui bolli che anzi, continuano ad aumentare. In virtù del contrario è stata persino introdotta irresponsabilmente la tassazione piena per i veicoli d’epoca di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, ossia quei veicoli che mai useresti su strade di questo genere, quei veicoli che rappresentato una delle più grandi passioni di questo paese.

Se ci fate caso, da che tempo e tempo, viene sempre tassato in maniera incisiva ciò che tiene in vita questo paese, ciò che lo ha reso rinomato in tutto il mondo mentre decenni di opportunisti silenziosamente lo depredavano. L’Italia è basata sulle passioni, ne ha fatto un prestigio, un motivo di orgoglio in tutto il mondo ma nemmeno queste virtù, a quanto pare, meritano un minimo di rispetto.

*L’inquinamento provocato dalle continue frenate e dalle seguenti “ri”accelerazioni per evitare buche o affrontarle a velocità moderate, è molto, ma molto maggiore, di quello che si avrebbe utilizzando il medesimo veicolo su strade sane e senza filtro antiparticolato o sistemi EGR. Ciò che realmente riduce l’inquinamento non viene curato e, guarda caso, non comporta l’acquisto di nuovi veicoli.
**Vedi il paragrafo “Secondo esempio” di seguito.

Esempi di risposte logiche

Primo esempio

Data la mia passione per le vetture e le moto prettamente da pista ed il mio interesse piuttosto limitato per i veicoli stradali, la mia risposta non è tardata ad arrivare (già diversi anni fa) privandomi della mia auto stradale. Niente più bollo, niente più assicurazione, niente più revisione, niente più mantenimento, ricambi, carburante, spese extra per danni causati dal manto stradale, niente di niente. Oltre all’immenso risparmio di denaro che ho destinato ai miei studi ed alle mie ricerche (rendendo così inutili finanziamenti e logiche dell’indebitamento), ho ottimizzato i miei spostamenti facendo a metà con l’auto di mio padre il quale la condivide con me senza problemi ottenendo in cambio tutta l’assistenza di cui necessita gratuitamente (ci guadagnamo in due). In circa 10 anni ha risparmiato oltre 9.000 Euro di spese di manutenzione ed ha risparmiato altri 40-45.000 Euro per l’acquisto di altre due eventuali auto (confronto basato sulla sostituzione media, seppur assurda, stimata attualmente dagli operatori del settore). Cifre minori, ma dello stesso ordine di grandezza, le ho risparmiate anche io grazie alla “macchina che non ho”. Ed ecco come si recuperano decine di migliaia di Euro per studiare e ricercare, con qualche piccolo sacrificio di comfort, senza “indebitarsi” e senza pendere dal consenso o meno di terzi.

Due persone, una macchina, sembra persino assurdo ai tempi d’oggi e se lo pensate (in parte) vi capisco. Per il resto mi muovo in moto e, più frequentemente, con i miei prototipi elettrici a costi che fanno ridere (senza considerare che, ciò che costruisco io (al momento solo per me stesso) non è afflitto da obsolescenza programmata. Ciò che si rompe infatti, o l’ho progettato male, o l’ho usato allo sfinimento (ho all’attivo, passati i 30 anni, ben 1 milione e mezzo di km percorsi con auto, moto, bici… praticamente ho l’endurance nel sangue). Questo per dire che, se accuso gli effetti di un disservizio, posso avere la facoltà di tagliare “legalmente” i fondi a chi quel servizio non me lo fornisce più. Nel mio caso vinco io, nel caso di molti altri, che non hanno alternative, magari per questioni di lavoro, familiari o di orari o perchè particolarmente legati alle abitudini, purtroppo non va così. L’importante è sapere che le “strade” ci sono, possono essere scomode ma regalare grandi soddisfazioni (in sostanza la tanto agognata felicità***).

***Ricordate che torna più soddisfatto a casa dalla famiglia colui che ha faticato, ha sudato, magari è stato scomodo, ma ha compiuto la sua opera, piuttosto che un uomo avezzo al non far nulla e desideroso di continue comodità. Un po’ come quando, in seguito all’attività fisica sportiva preferita, ci si sente positivamente stanchi, stanchi scaricati, stanchi rilassati, stanchi liberi.

Secondo esempio

Per garantire la mia sicurezza ho dovuto acquistare una vecchia moto da enduro che ho provveduto a rimettere a nuovo da solo (non solo perchè si tratta di una mia particolare competenza professionale ma anche per limitare drasticamente l’ammontare della spesa e, in particolar modo, per limitare “l’ingiustizia” di una spesa che non volevo compiere). L’ho acquistata con diversi acciacchi ma con il telaio perfetto e le carene come nuove. Motore, forcella, forcellone, freni, elettronica, accessori, parti arruginite, impianto di raffreddamento,  trasmissione, ecc., li ho completamente ricostruiti. Ma il tempo non si può perder così quando si ha altro di più importante da fare. La moto da corsa che usavo prima non l’ho venduta, l’avrei ritenuto un sopruso, una violenza… ma è comunque ferma e la posso usare solo in pista anche se passeggiarci per strada mi faceva, a suo tempo, un gran piacere.

Per la mia attuale moto da enduro sto costruendo un powertrain per trasformarla in elettrica/ibrida che, qualora l’Italia non volesse omologarmi, potrà circolare comunque considerato che le motorizzazioni di ben 3 stati della Comunità Europea mi hanno già confermato che lo faranno volentieri (alle volte penso che ci “schifano” proprio e quando vedono giovani che si danno da fare, ho come l’impressione che diventino quasi caritatevoli… sob. Un tempo si diceva “Meglio invidia che pietà”, oggi invece…).

Continua…

Link correlati

La continua lotta contro il sistema Italia: Introduzione
La continua lotta contro il sistema Italia: Il tempo
La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza
La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità
La lotta continua contro il sistema Italia: Le infrastrutture
La lotta continua contro il sistema Italia: L’istruzione e la formazione
La lotta continua contro il sistema Italia: La tecnologia
La lotta continua contro il sistema Italia: La legislazione
La lotta continua contro il sistema Italia: La qualità della vita
La lotta continua contro il sistema Italia: La privacy
La lotta continua contro il sistema Italia: La tranquillità
La lotta continua contro il sistema Italia: La matematica
La lotta continua contro il sistema Italia: Conclusioni

Ulteriori articoli correlati presto disponibili

High angle view of a pothole with two traffic cones

Immagine tratta da una ricerca sul web. Se siete i proprietari del diritto d’autore dell’immagine,
potete chiederne la rimozione o indicarci il copyright da specificare. Image taken from research
on the web. If you own the copyright of the image, you can request its removal or indicate the
copyright to be specified.

Pubblicato in Aspetti psicologici, comportamenti della società e NS, DIY Do It Yourself, Forse non tutti sanno che/chi è, Imprenditoria, microeconomia, marketing, branding, Mondo lavoro | Tagged: , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su La continua lotta contro il sistema Italia: Le infrastrutture

La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità

Scritto da Raffaele Berardi il 13 maggio 2015

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

La sanità

Mia nonna dispone di una interessante gamma di acciacchi dovuti all’età, a dire il vero mia nonna rappresenta un vero e proprio caso di studio utile per la medicina (ma snobbato -gulp!- da diversi medici) in quanto, a lei, non si cariano i denti qualunque cibo mangi e anche in totale assenza di pulizia dentale giornaliera. I denti le restano bianchi e puliti in ogni caso. Li ha tutti a 84 anni belli come a 20, nessuna carie, nessun dente traballante, nessun danno. Lei ci apre persino le bottiglie con i tappi metallici (a me fa rabbrividire). Come è possibile, dopo oltre 80 anni, non si sa e nessuno sembra volerlo sapere/studiare (questo per me è un vero mistero della vita persino superiore al chi siamo, da dove veniamo e quando finirà realmente il petrolio…). Ma non solo. Mia nonna, a seguito dei disservizi che conosciamo tutti, è divenuta un caso di studio persino per me* che, proprio a seguito delle incombenti necessità per assisterla, sono potuto risalire alla causa (con tanto di prove scritte confermate dal medico e dalle case farmaceutiche) di alcuni suoi acciacchi. Insomma mia nonna, potremmo persino dire, sta benone, o meglio è di ottima costituzione, resistente agli urti della vita come un blocco di ghisa ma, superato un certo punto ha fatto crak (sempre perchè a tutto c’è un limite).

Il problema economico-sociale che vede al centro del discorso mia nonna, così come i nonni della maggior parte degli italiani, è che la pensione che ha non è assolutamente sufficiente né per vivere, né per coprire l’assistenza a casa, né tantomeno per acquistare parte del materiale di consumo necessario alla sua cura e che lo stato le passa solo in misura ridotta pressappoco del 50% rispetto alle reali necessità. Ancora peggio il discorso dell’assistenza a casa che, viene fornita dallo stato, solo per un’ora al giorno, sei giorni la settimana. Ne segue che la mia famiglia deve provvedere “con il proprio reddito” a sostenere le spese per l’assistenza, per il materiale di consumo, per le bollette, per la spesa e tutto l’occorrente. Ma, cosa ancor più preziosa, deve provvedere con il proprio tempo. Nessuna persona di buon senso che nutra dei sentimenti si sottrarrebbe a questo impegno, è ovvio. Però se considerate che poi i miei genitori non riescono a lavorare come potrebbero (con le enormi conseguenze che ciò comporta specie in connubio con la crisi economica, la pressione fiscale e la drastica riduzione della qualità della vita), sono esausti e abbattuti da una realtà che si spaccia per democratica e chiede, chiede, chiede, ti controlla, ti sollecita, ti priva e poi, quando c’è da dare, si assenta… ebbene immaginate quindi come poteva andare a finire?

*Che non mi sostituirei mai al parere di un medico preparato, non mi permetterei mai in virtù della coerenza e del rispetto verso le professioni.

Esempi di risposte logiche

Subentro io per fornire tutto quanto è nelle mie possibilità al fine di vedere i miei genitori e mia nonna stare al meglio. Ma questo nuovamente va a scapito della mia (nostra) esistenza, del mio ruolo nella società, dei miei studi, delle mie ricerche. Tutto rallenta e diventa distante con un effetto molto simile a quando muovete una telecamera in avanti zoomando indietro, voi avanzate ma tutto si allontana.

Quello che ho potuto fare io è stato capire le cause che hanno portato mia nonna nelle sue condizioni e sottrarle dalla mia (nostra) vita: dallo stile alimentare, alle abitudini giornaliere, dalle sollecitazioni cui è sottoposta quotidianamente la nostra mente fino al controllo del tipo di farmaci assunti ed i relativi dosaggi. Quest’ultimo punto è molto delicato in quanto siamo abituati a fidarci ciecamente di ciò che viene scritto su un foglio di carta e non abbiamo gli strumenti per verificare se quanto scritto è corretto. Spesso un certo tipo di medici nemmeno informa esaurientemente paziente e familiari circa le reali problematiche ed uno dei motivi, acquisito in seguito ad una mia interrogazione mirata, è che diversi medici lo ritengono inutile vista l’ignoranza in materia di chi si presenta a loro. Anche in tal caso posso (in parte) capire.

Guarda caso però, per una volta che sono voluto andare oltre è venuto fuori che 6 anni fa a mia nonna è stata prescritta una dose doppia (rispetto al massimo consentito indicato dalle principali case farmaceutiche di marchi noti e di farmaci equivalenti) di un preciso farmaco il quale, dopo 5 anni di esubero ha fatto consistenti danni. Se sei anni fa io avessi semplicemente letto il foglio di carta bianco, andando a verificare le confezioni di ogni singolo farmaco e le avvertenze all’interno, avrei evitato questa grave conseguenza (o parte di essa, visto che non si può integralmente dimostrare a rigore scientifico) così come sono riuscito poi ad evitarla al suo compagno che ora, proprio grazie a questo, sta benone in direzione 100 anni (e per benone intendo che porta a spasso il cane, va in bicicletta, fa i suoi giretti spesso al parco, zappa persino la terra gratis per puro gusto personale e, over the top, è lui che aiuta i vicini quando ne hanno necessità.

Non date mai nulla per scontato, imparate a leggere, subito dopo a studiare, a ragionare e, prima di andare a prendervela con qualcuno, verificare che quanto avete tratto sia corretto. Nessun medico mi ha potuto mai dare del saccente o dell’arrogante dopo che gli ho portato la “carta scritta” con i dosaggi errati e le avvertenze targate con i marchi delle principali case farmaceutiche. Anche in questo caso da un disagio qualcosa ho guadagnato, nonostante ciò potrei comunque perdere prematuramente l’affetto di una persona cara come mia nonna.

Continua…

Link correlati

La continua lotta contro il sistema Italia: Introduzione
La continua lotta contro il sistema Italia: Il tempo
La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza
La lotta continua contro il sistema Italia: La sanità
La continua lotta contro il sistema Italia: Le infrastrutture
La lotta continua contro il sistema Italia: L’istruzione e la formazione
La lotta continua contro il sistema Italia: La tecnologia
La lotta continua contro il sistema Italia: La legislazione
La lotta continua contro il sistema Italia: La qualità della vita
La lotta continua contro il sistema Italia: La privacy
La lotta continua contro il sistema Italia: La tranquillità
La lotta continua contro il sistema Italia: La matematica
La lotta continua contro il sistema Italia: Conclusioni

Ulteriori articoli correlati presto disponibili

toto_peppeino_e_la_malafemmina_500px

T’ho fatto male? Pensa alla salute!!
Tratto da | Taken from
Totò, Peppino e la… malafemmina, Camillo Mastrocinque, Italia, 1956

Pubblicato in Aspetti psicologici, comportamenti della società e NS, DIY Do It Yourself, Forse non tutti sanno che/chi è, Imprenditoria, microeconomia, marketing, branding, Mondo lavoro | Commenti disabilitati su La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità

La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza

Scritto da Raffaele Berardi il 11 maggio 2015

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

La sicurezza

Nelle ultime settimane ho ricevuto visita da ben 4 gruppi (3 coppie ed 1 singolo) di persone straniere poco raccomandabili e da 2 persone italiane (1 coppia di soggetti diversamente salubri) altrettanto poco raccomandabili (alcuni persino in preda all’effetto di stupefacenti secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine che si sono adoperate al meglio per fornirmi la loro assistenza). Si è trattato di sopralluoghi a scopo di successivo furto (le forze dell’ordine ne sono già al corrente e stanno operando di conseguenza). Il risultato è che già uno dei potenziali furti è andato in porto a mio danno con modalità ed esiti che possono essere enunciati solo dopo l’azione del giudice.

Però che ho subìto un furto lo posso dire, che il furto si poteva evitare anche. Si poteva evitare in quanto l’autore dello stesso non è nuovo a questo tipo di crimini ed infatti, grazie ad opportune fonti ed alla prolifica collaborazione delle forze dell’ordine e della scientifica, è stato individuato a tempo di record ed è ora in carcere. Il problema è che uscirà presto (niente di nuovo mi direte) e che, grazie a questo “entra ed esci”, nelle ultime settimane pare abbia compiuto circa 7 furti ma… questo paese non sa farsi rispettare, o meglio, non vuole.

Tagliare i fondi alle forze dell’ordine, metterli nelle condizioni di non avere il carburante per le proprie vetture, ridurre i posti di blocco, rendere inermi persone che più di altre credono nella giustizia, è una mossa che non serve ad altro che aumentare la criminalità, distogliere la gente dai problemi seri del paese, far vivere le persone nell’ansia.  Inoltre, come nella logica già spiegata in passato del “creo una causa affinché tu poi ne possa accettare una conseguenza antidemocratica”, permette di ottenere sciempiaggini come ad esempio i pagamenti elettronici obbligatori (con surplus di spese e commissioni) quando un semplice ed economico bonifico è già fin troppo sicuro, legale e “tracciabile” pur non implicando “spese obbligatorie di mantenimento strumenti quali il POS, tariffe sul venduto (che si sommano ad una già smisurata tassazione), linea telefonica per la rete di trasmissione dei dati implicitamente obbligatoria, ecc.”. Ma ciò che si ottiene da crimini depenalizzati e caos è ben di più e, ogni cittadino lo sa dato che, in modi diversi, ne ha fatto e ne fa le spese.

Esempi di risposte logiche

Per raggiungere il livello di sicurezza a me utile ho approfondito i miei studi in meccatronica al fine di realizzare impianti di sicurezza personalizzati (non commerciali) molto difficili da interpretare per un malvivente. Questo mi ha permesso, con opportune impostazioni metodologiche iniziali, di trarre conoscenze utili anche per i miei prototipi ibridi ed elettrici (dato che io compio studi universitari in Ing. Meccanica che non prevedono applicazioni di meccatronica per le quali mi sarei dovuto rivolgere a terzi). In questo modo ho cercato in ogni caso di trarre un guadagno anche da un disagio.

Nell’attività di mio padre ho suggerito l’esposizione delle scatole dei prodotti senza i prodotti all’interno, in tal modo il negozio mantiene un aspetto professionale, comunicativo e caldo. I prodotti non sono stati rimossi dalle confezioni per essere immagazzinati altrove, questo perchè in tal modo si sarebbe solo spostato il problema presso un altro luogo che a sua volta non possiamo controllare. Ho semplicemente suggerito a mio padre di chiedere alle aziende con cui lavora alcuni packaging dei prodotti più costosi. In tal modo, grazie alla logica matematica, semplicemente non si può rubare ciò che non c’è. Trattasi di un primo esempio di risoluzione autonoma di un problema (che “altri” non risolvono) senza far uso di strumenti illegali né tantomeno di violenza e, persino, con un guadagno formativo (in questo caso in meccatronica).

Continua…

Link correlati

La continua lotta contro il sistema Italia: Introduzione
La continua lotta contro il sistema Italia: Il tempo
La lotta continua contro il sistema Italia: La sicurezza
La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità
La continua lotta contro il sistema Italia: Le infrastrutture
La lotta continua contro il sistema Italia: L’istruzione e la formazione
La lotta continua contro il sistema Italia: La tecnologia
La lotta continua contro il sistema Italia: La legislazione
La lotta continua contro il sistema Italia: La qualità della vita
La lotta continua contro il sistema Italia: La privacy
La lotta continua contro il sistema Italia: La tranquillità
La lotta continua contro il sistema Italia: La matematica
La lotta continua contro il sistema Italia: Conclusioni

Ulteriori articoli correlati presto disponibili

attenzione_pericolo_furti_500px

Segnali come quelli esposti preventivamente dalle Ferrovie dello
Stato Italiane potreste vederli presto esposti anche nei condomini,
nei parcheggi, nei luoghi pubblici con suggerimenti circa la
prevenzione da molteplici attività criminali. Prima della propria
prevenzione però è necessaria la prevenzione da parte della
società civile di cui si fa parte.

Pubblicato in Aspetti psicologici, comportamenti della società e NS, DIY Do It Yourself, Forse non tutti sanno che/chi è, Imprenditoria, microeconomia, marketing, branding, Mondo lavoro | Tagged: , , , , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza

La continua lotta contro il sistema Italia: Il tempo

Scritto da Raffaele Berardi il 11 maggio 2015

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

Il tempo
(nel mio caso sottratto allo studio, alla ricerca ed alla prototipazione)

Se devo affrontare (in difesa) i problemi di cui si dovrebbero occupare opportuni* gestori dello stato**, ciò cui vado in contro sono una serie sconcertante di disagi: dalla perdita di tempo (e quindi di opportunità professionali), all’accumulo di inutile stress (che può danneggiare la capacità di concentrazione), dalla perdita di energie (con conseguente minore resa quando ci si applica su uno studio in modo intensivo), alla perdita di risorse economiche (fondamentali per lo sviluppo di nuove tecnologie utili alla collettività). Tutte cause-effetto di cui si conosce ampiamente la natura in quanto largamente trattate sui testi di economia, di neuroscienze e, persino, di biologia molecolare, tanto per darvi una prima massiccia fonte.

Ora, posso io esser libero di ipotizzare che se si conoscon bene gli effetti che determinate cause offrono, si possano indurre tali cause volontariamente per ottenere risultati quali il blocco della crescita sociale, tecnologica ed evolutiva di un paese, nonché la competitività economica? La mia ipotesi, adornata di ricche dimostrazioni causali***, è… sì.

Per porre rimedio alla situazione ho operato una vasta e articolata serie di scelte logiche, che non posso render pubbliche in quanto trattasi di strategie, che hanno la particolarità di basarsi sul rispetto della legge, la logica matematica e la totale assenza di uso di forza/violenza (a mio avviso decisamente inutile per ottenere risultati solidi, determinati e durevoli). Di seguito proseguo con esempi più concreti tratti dal quotidiano, ma se avete colto l’essenza di questo paragrafo, allora ne potrete realizzare molti altri (sulla base delle vostre specifiche esigenze) tanto facilmente quanto più avrete studiato oltre gli ordinari schemi standard.

Continua…

*E (primo condizionale figurato) specializzati.
**Nonché (secondo condizionale figurato) dipendenti al servizio dei cittadini e da quest’ultimi stipendiati anche se attualmente senza facoltà né potere di giudizio d’operato e di eventuale licenziamento per inadempienze. Leggi vitali per la salute di qualunque paese che, chissà come mai, mancano.
***Con “dimostrazione causale” intendo la possibilità logica di dimostrare almeno un movente causa-effetto.

Link correlati

La continua lotta contro il sistema Italia: Introduzione
La lotta continua contro il sistema Italia: Il tempo
La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza
La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità
La continua lotta contro il sistema Italia: Le infrastrutture
La lotta continua contro il sistema Italia: L’istruzione e la formazione
La lotta continua contro il sistema Italia: La tecnologia
La lotta continua contro il sistema Italia: La legislazione
La lotta continua contro il sistema Italia: La qualità della vita
La lotta continua contro il sistema Italia: La privacy
La lotta continua contro il sistema Italia: La tranquillità
La lotta continua contro il sistema Italia: La matematica
La lotta continua contro il sistema Italia: Conclusioni

Ulteriori articoli correlati presto disponibili

GP_HD_Harold Lloyd_LR_500px

Image’s copyright: Girard-Perregaux and Academy Museum of Motion Pictures

Pubblicato in Aspetti psicologici, comportamenti della società e NS, DIY Do It Yourself, Forse non tutti sanno che/chi è, Imprenditoria, microeconomia, marketing, branding, Mondo lavoro | Tagged: , , , , , , | Commenti disabilitati su La continua lotta contro il sistema Italia: Il tempo

La continua lotta contro il sistema Italia: Introduzione

Scritto da Raffaele Berardi il 9 maggio 2015

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

Introduzione

Oggi fa un mese esatto che non riesco a pubblicare i miei articoli. Nonostante abbia già scritto numerose bozze ed abbia perfettamente chiaro quali temi trattare, quali fonti contattare, quali spunti inserire, quali viaggi fare, non riesco a trovare un momento di tranquillità per riprendere la concentrazione ed organizzare contenuti di qualità come si conviene ad una seria e prolifica divulgazione. La causa risiede nel fatto che il sistema Italia da troppi anni continua a non funzionare e gli effetti dei conseguenti danni non tardano a farsi sentire. Se fosse solo per reale incompetenza degli addetti ai lavori potrei anche capire (in parte) ma… che si tratti di precise volontà per mettere il paese in ginocchio ed annullare slealmente la sua competitività, proprio non lo posso tollerare.

Io mi occupo di studiare, ricercare, imparare e, al momento opportuno, progettare, sperimentare e costruire. L’oggetto delle mie ricerche, dei miei studi e dei miei progetti, è generalmente utile ad un enorme numero di persone (vedi l’intro alla pagina STUDIO). Quindi questa mia volontà nello studiare, ci si aspetterebbe, dovrebbe esser premiata in qualche modo in quanto rara ed al contempo necessaria. Ma secondo voi è ciò che realmente accade? Ovviamente no (scialba domanda retorica) anche se un lieto fine per fortuna c’è. Grazie ad una formazione extra (non prevista dagli ordinari percorsi di studio), ho imparato a risolvere da solo molti dei problemi che echeggiano nel quotidiano. Naturalmente quel poco che posso fare da solo è utile solo ai miei familiari e me però, se desiderate seguire nella lettura, è probabile che riesca ad offrirvi una scossa utile a credere di più nel vostro potenziale nascosto. Certo non posso esporre chiaramente la mia strategia sulle questioni economiche, del lavoro, dei trasporti, dell’energia, dell’innovazione, e molto altro, per il semplice motivo che, per fare una legge sciocca che renda illegale la mia vita pare che bastino pochi giorni, mentre per emettere leggi utili all’intero paese pare non siano sufficienti diversi decenni.

Sono naturalmente portato per affrontare i problemi di tutti i giorni (di diversi livelli di difficoltà e che si estendono dalla microeconomia all’ingegneria, dalla burocrazia alle truffe, dalla giovane impresa all’organizzazione di servizi, dai trasporti all’energia, dall’innovazione alla legislazione, ecc.), analizzarli e, sovente, persino risolverli. Non son fatto per ignorarli attendendo l’improbabile intervento di qualche chimerico personaggio… A tutto però c’è un limite, cominciamo quindi con qualche utile spunto.

Continua…

Link correlati

La lotta continua contro il sistema Italia: Introduzione
La continua lotta contro il sistema Italia: Il tempo
La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza
La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità
La continua lotta contro il sistema Italia: Le infrastrutture
La lotta continua contro il sistema Italia: L’istruzione e la formazione
La lotta continua contro il sistema Italia: La tecnologia
La lotta continua contro il sistema Italia: La legislazione
La lotta continua contro il sistema Italia: La qualità della vita
La lotta continua contro il sistema Italia: La privacy
La lotta continua contro il sistema Italia: La tranquillità
La lotta continua contro il sistema Italia: La matematica
La lotta continua contro il sistema Italia: Conclusioni

Ulteriori articoli correlati presto disponibili

lottare_500px

Tratto da | Taken from
Matrix, Lana e Andy Wachowski, USA, Australia, 1999

Pubblicato in Aspetti psicologici, comportamenti della società e NS, DIY Do It Yourself, Forse non tutti sanno che/chi è, Imprenditoria, microeconomia, marketing, branding, Mondo lavoro | Tagged: , , , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su La continua lotta contro il sistema Italia: Introduzione

Tecnologie innovative al bivio: Il curioso caso TESLA Motors

Scritto da Raffaele Berardi il 9 aprile 2015

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Mercati, crisi e sensazioni

Con riferimento all’articolo:
Nuova offerta tecnologica per l’auto elettrica da battere: la TESLA Model S

Questo articolo espone dei pensieri personali sulla base dei dati e dei fatti riportati in azzurro (Premessa e Prezzi) nell’articolo “Nuova offerta tecnologica per l’auto elettrica da battere: la TESLA Model S” (linkato poco sopra). E’ spassionatamente consigliata la lettura di tale articolo (in particolar modo delle sezioni scritte in azzurro) prima di procedere con la lettura di quanto segue.

La sensazione, ma questa è solo una mia sensazione, nulla di vero, concreto e dimostrabile, è che se non fosse subentrato Google, con ingenti finanziamenti, di un progetto simile, probabilmente, non se ne sarebbe fatto nulla. La sensazione di continue resistenze (persino da parte di chi dovrebbe spiegare agli studenti come si compongono in particolar modo i progetti TESLA Roadster e TESLA Model S) sembra essere presente e generare attriti. Quando poi TESLA Motors ha annunciato i caricatori Supercharger per “ricaricare gratuitamente” le vetture TESLA in giro per il mondo, per sempre… apriti cielo!

Detto questo è possibile sicuramente far meglio (ho ascoltato proprio di recente soluzioni di importanti aziende italiane che non erano affatto male) ma rimarrà sempre un dubbio: “Se Google non avesse finanziato il progetto TESLA Motors, oggi in Italia cercheremo di far meglio o staremo ancora a raccontare agli studenti che le nostre utilitarie con le batterie al piombo sono il massimo che si può fare?”.

E’ curioso inoltre osservare come grandi aziende mondiali di pura e smisurata innovazione tecnologica siano state vittime di una crisi selvaggia che le ha quasi completamente spazzate via. Mi riferisco ad aziende operanti ad esempio nel settore delle celle speciali agli ioni di litio o impegnate nella produzione di motori ibridi o di importanti ausili utili al funzionamento dei motori ibridi (aziende di cui non posso far nome pubblicamente perchè non hanno effettuato comunicati ufficiali tramite i loro servizi stampa). Eppure l’innovazione non dovrebbe essere antitetica alla crisi? Come mai quando l’innovazione che si apporta rappresenta una reale alternativa le aziende che ne sono autrici iniziano col barcollare? Mentre, guarda caso, quando la tecnologia propinata è di tipo consumistico questo fenomeno non si presenta praticamente mai? Vi basti l’esempio di smartphone e tablet che non portano alcun risparmio nella vita di un individuo ma, anzi, lo fidelizzano a numerosi servizi a pagamento nonché ad un ciclo di acquisti quasi obbligato e assuefacente.

Link correlati

Tecnologie innovative al bivio: Una riflessione diversa
Tecnologie innovative al bivio: Questione di attriti
Tecnologie innovative al bivio: Il curioso caso TESLA Motors

L’alternativa che manca dimostra che non c’è democrazia
Nuova offerta tecnologica per l’auto elettrica da battere: la TESLA Model S

La nazione come il Monopoly
I tre assiomi dell’economia di mercato. + VIGNETTA
Il modello della crescita costante e continua non esiste
L’illusione di una nuova vita all’estero

Chassis TESLA Motors Model S

Image’s copyright: teslamotors.com

Pubblicato in Forse non tutti sanno che/chi è, Imprenditoria, microeconomia, marketing, branding, Ingegneria, tecnologie, energia e cenni di scienze | Tagged: , , , , , , , | Commenti disabilitati su Tecnologie innovative al bivio: Il curioso caso TESLA Motors

Tecnologie innovative al bivio: Questione di attriti

Scritto da Raffaele Berardi il 8 aprile 2015

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Tra utilità reale e fittizia, tra alternativa e consumismo

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Quanto introdotto nel precedente articolo spiegherebbe anche come mai i reali innovatori vengono frenati ed i reali prodotti innovativi non raggiungono agevolmente i potenziali clienti (se non, come abbiamo detto, con molto ritardo, ovvero quando i vantaggi sono ormai quasi azzerati e si ripropone la logica della dipendenza da tecnologie obsolete). La stragrande maggioranza delle persone non vive da vicino le aziende che operano nel campo della reale tecnologia e non si accorge di come le aziende che effettuano ricerche di interesse tecnologico mondiale subiscano strane crisi che le portano alla rovina. Ciò accade nonostante qualunque economista sappia bene che, dove c’è vera innovazione, le crisi si attenuano e si migliora notevolmente la qualità della vita. Ma questa, agli effetti, rimane pura teoria da documentario. La realtà rimane sempre la medesima, passa il tempo ma ognuno in cuor suo si accorge di come in passato stesse meglio e di come le cose tendano sempre a peggiorare anziché migliorare. Il tutto sentendosi inerme, prendendo cioè coscienza con gli anni di non aver gli strumenti per interagire con la situazione e modificarla. Certi problemi sembrano accumularsi e pesare sempre più e ci si chiede costantemente come mai, “se siamo al giorno d’oggi”, non sono stati ancora risolti fino a scomparire.

Certe forze come quella centrifuga in fisica sono dette forze fittizie, per intendere che in realtà non ci sono o, quantomeno, non sono come noi le intendiamo intuitivamente. Stesso discorso vale per il progresso il quale, studiando quotidianamente le reali potenzialità delle più moderne tecnologie, posso affermare con certezza essere fittizio, non c’è, non arriva mai. Se ne parla o se ne sente parlare ma non arriva mai. Viene concesso sempre in dosi appena percettibili e, un attimo dopo, scompare.

Fate poi attenzione a coloro che elargiscono previsioni in virtù di non si sa quale dote; non fanno altro che sostenere cosa ci sarà tra qualche anno quasi a voler tenere costantemente le persone in aspettativa (tanto la memoria della società degli ultimi 30 anni si è notevolmente affievolita). E mentre le persone aspettano con fiducia, il tempo passa e tutto viene dimenticato. Tutti stanno in stand-by e nessuno avvia nulla di nuovo. Nulla cambia. Avete presente quando a fine anni ’80 (io ero bambino) ci dicevano: “Nel 2000 le auto voleranno!”. Insistevano con questa castroneria fino a farlo credere a non si sa quante persone ma poi, stringi stringi, auto che volano se ne sono viste? Sì, una e non nel 2000. E’ costosissima, è difficilissimo usarla, è estremamente pericolosa e sposta in cielo problemi che abbiamo in terra come il traffico, con conseguenze ben più serie in caso di incidente. Vent’anni a rompere i timpani e parti sane di materia grigia con questa previsione, oggi potete vedere tutti come è andata a finire (e con 15 anni di bonus track). Quindi sentire ora che tra 10-20 anni tutti avremo questo o quello, usufruiremo di, ci avvantaggeremo di… proprio non mi persuade. Le tecnologie che oggi già ci sono, e sono fruibili anche se non diffuse, sono più che sufficienti e non vedo perchè rimandare di altri 20 anni l’innovazione che tra 20 anni potrebbe essere nuovamente rimandata con previsioni scriteriate di chissà quanto altro tempo.

Le tecnologie innovative che oggi sono in realtà già disponibili faticano a raggiungere l’utente finale per le spropositate resistenze; cosa succederebbe infatti se la gente raggiungesse più agevolmente i propri obiettivi, se avesse realmente la possibilità di risparmiare denaro sulle spese comuni di tutti i giorni? Si riavvierebbe un intero paese e ricomincerebbe la sua marcia, ma è evidente che laddove i mercati hanno deciso che deve ora esserci il collasso finanziario, tali tecnologie non possono arrivare, altrimenti tutto salta. Ma non possono raggiungere tanto facilmente nemmeno i paesi che sono fuori dall’occhio della crisi, altrimenti addio globalizzazione. Questo è un aspetto concreto della tecnologia che il grande pubblico non conosce e conta molto più del semiconduttore celato dietro il display touch.

Pretendete di avere ora le tecnologie che già esistono e che non trovate in alcuna realtà in Italia, in poche realtà in Europa ed in qualche realtà nel mondo, pretendete la formazione, l’istruzione perchè dell’ennesima diavoleria digitale ve ne fate poco se non siete liberi. Insomma un nuovo prodotto offre una reale alternativa o un’ulteriore dipendenza? Questo è quanto, a mio modesto parere, dovremmo chiederci il più delle volte e questo è quanto, sempre a mio avviso, non pensiamo, ingenuamente, mai. Ognuno individualista, porta avanti la sua battaglia con i propri problemi, ognuno individualista non concepisce che se si raggiunge la radice dei problemi, si ottengono soluzioni che abbracciano una grossa fetta di persone vittime delle crisi portate dai mercati che tramite opportune e intraducibili metamorfosi sembrano non avere alcun nesso con esse. E, invece, se sapeste quanto le tecnologie che non hanno raggiunto la gente sono complici dell’arretratezza e della dipendenza…

Continua…

Link correlati

Tecnologie innovative al bivio: Una riflessione diversa
Tecnologie innovative al bivio: Questione di attriti
Tecnologie innovative al bivio: Il curioso caso TESLA Motors

L’alternativa che manca dimostra che non c’è democrazia
Nuova offerta tecnologica per l’auto elettrica da battere: la TESLA Model S

La nazione come il Monopoly
I tre assiomi dell’economia di mercato. + VIGNETTA
Il modello della crescita costante e continua non esiste
L’illusione di una nuova vita all’estero

Attriti

Image’s copyright: Circle Track Magazine powered by Hot Rod Network www.hotrod.com

Pubblicato in Forse non tutti sanno che/chi è, Imprenditoria, microeconomia, marketing, branding, Ingegneria, tecnologie, energia e cenni di scienze | Tagged: , , , , , , , | Commenti disabilitati su Tecnologie innovative al bivio: Questione di attriti

eSystem di Dometic, sistema di generazione, accumulo e gestione dell’energia per uso ricreativo e residenziale – Berardi Store

Scritto da Raffaele Berardi il 8 aprile 2015

Berardi Store

BerardiStore

Vendita e assistenza autorizzata Electrolux Dometic Waeco DEFA

Elettrodomestici, elettronica e utility Hi Tech per la Casa, il Camper, la Nautica e Professional per i settori indicati di seguito:

Settore alberghiero, ristorazione e catering
Settore automotive
Settore automotive alternativo
Settore A/C per autoveicoli, bus, veicoli su rotaia, elicotteri…
Settore grandi impianti
Settore elettronica ed energie rinnovabili
Settore biomedicale
Settore pulizie professionali
Settore tempo libero e avventura
Settore trasporti via terra
Settore trasporti via mare
Settore trasporti speciali
Settore residenziale

Servizio Assistenza e Ricambi caravan motorhome camper barche

Frigoriferi trivalenti ad assorbimento, climatizzatori, generatori, inverter, gruppi frigoriferi, kit fotovoltaici, eBike professionali, accessori di ogni genere…

Costruzione di eBike su misura per il cliente

Motori, gestione elettronica, pacchi batterie, strumenti, accessori, componentistica, sistemi frenanti, kit, progettazione, assistenza tecnica e ricambi…

Aperti soprattutto durante le ferie 😀

Sito web: www.berardi-store.eu Contatti: www.berardi-store.eu/contattaci.html

Pubblicato in SPOT | Tagged: , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su eSystem di Dometic, sistema di generazione, accumulo e gestione dell’energia per uso ricreativo e residenziale – Berardi Store

Tecnologie innovative al bivio: Una riflessione diversa

Scritto da Raffaele Berardi il 7 aprile 2015

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Tra utilità reale e fittizia, tra alternativa e consumismo

Le tecnologie innovative portano inevitabilmente ad un bivio, nella prima direzione vi è la reale utilità offerta da una nuova tecnologia, l’auspicabile alternativa che essa offre (riduzione di uno sforzo fisico, riduzione di costi, semplificazione di una procedura, svolgimento di particolari compiti, benessere…). Nella seconda direzione si va verso le tecnologie che offrono più attrazione, carisma, in alcuni casi persino sensazione di potere; si tratta di quel tipo di tecnologie che inducono una fittizia utilità sovente di tipo consumistico (fidelizzano cioè l’utente comportando tra l’altro un aumento delle spese da egli sostenute nonché un cambio di comportamento incline alla ridotta attività fisica, la minore capacità concreta di socializzazione e la chiusura mentale. E’ opportuno quindi distinguere bene una tecnologia innovativa utile da una che fa sì uso di ritrovati sofisticati, frutto di ricerca scientifica, ma non produce benefici bensì puro e solo consumismo.

Il primo tipo di tecnologia è molto raro che sia messo a disposizione delle persone e, generalmente, o le raggiunge con ritardi temporali abissali, o viene tassata in modo incisivo perchè in grado di apportare un vantaggio in quanto reale valida alternativa ad una tecnologia obsoleta o non più compatibile con l’ambiente (vedasi gli impianti fotovoltaici, i sistemi di accumulo dell’energia, i sistemi di recupero dell’energia, le celle agli ioni di litio, i sistemi di illuminazione a basso consumo, le pompe di calore, la cogenerazione, i veicoli elettrici e ibridi, i carburanti alternativi, il pellet, il biogas, le biotecnologie, strumenti e automazione per la medicina e la ricerca, i sistemi per l’energia, i sistemi per i trasporti, tecnologie per la produttività, ecc. per i quali la reale tassazione, nonché le speculazioni al contorno, non sono sempre visibili per i consumatori ma son più che note dalla parte di chi produce).

Il secondo tipo di tecnologia invece non produce vantaggi tali da poter esser considerato alternativa di qualcosa di più costoso e meno redditizio, anzi, produce ulteriori spese, dipendenze e fidelizzazioni. Questo tipo di tecnologia (ad es. cellulari, smartphone, tablet, decoder, ecc.) raggiunge rapidamente chiunque nel mondo (e senza gli ostacoli insormontabili cui sono sottoposte invece le nuove tecnologie ad esempio per i trasporti o per la produttività) senza particolari gravanti tassazioni e, anzi, con una serie di prodotti e servizi al seguito che, invece di agevolare le vite delle persone, le portano a spendere porzioni consistenti del proprio reddito per servizi, abbonamenti, prodotti complementari o di ricambio, aggiornamento dei modelli, ecc..

Si tratta di situazioni così sottili che spesso non ce ne accorgiamo e, complice la giustificabile ignoranza in materie strettamente legate alle vere tecnologie, crediamo sovente di essere circondati da modernità quando, in realtà, siamo avvolti sempre dalla stessa situazione: la dipendenza*.

*Per chi ama la matematica, possiamo immaginare la dipendenza come quel vettore che ha origine nel punto di libertà e ti indica quanto da essa sei distante, maggiore è la sua intensità e maggiore è la dipendenza da una situazione e meno si è liberi.

Un display che scorre sotto le nostre dita viene visto come “potere” conferitoci dalla tecnologia, ma la verità è che si ha potere sulla propria vita quando si è liberi. Molti strumenti moderni largamente diffusi non rendono minimamente liberi. Fidelizzano. Vincolano. Spesso sono addirittura strumenti di controllo e registrazione di dati sensibili, abitudini, modi di pensare. Insomma tutto fuorché oggetti di libertà. I veri oggetti, dispositivi, strumenti, progetti e molte realtà che possono fornire pura libertà non raggiungono quasi mai il mercato e se lo fanno, lo fanno con forti ritardi (paradossalmente quando la nuova tecnologia è in realtà diventata obsoleta anch’essa e si è speculato il massimo possibile sulla precedente) oppure subiscono forti tassazioni affinché non offrano una reale convenienza, reale alternativa e quindi reale libertà. Un esempio banale? Molti hanno disdetto il contratto con la società fornitrice di gas per il riscaldamento domestico e lo hanno fatto a favore di caldaie a pellet. Quando il numero di utenti del pellet è diventato consistente ecco che l’iva sullo stesso è stata incrementata drasticamente dal 4% al 22%. In tal modo la spesa che l’utente si trova ad affrontare è di nuovo alta e in più, molto probabilmente, il soggetto non potrà ammortizzare le spese del nuovo impianto (perchè sono cambiate le regole durante il gioco e non al suo termine). Stesso discorso per le pompe di calore tassate da Ottobre 2014 (moltissimi ancora non lo sanno) con controlli annuali privi di utilità alcuna ma perfetti sostituti delle spese per l’ispezione delle caldaie a gas. Questo fenomeno scoraggia l’acquisto ed il sostenimento di “alternative” e abbatte la fiducia dei consumatori che tenderanno ad essere sempre più conservatori e scarsamente inclini a voler imparare cose nuove. La situazione tecnologica mondiale, che lo si voglia ammettere o meno è questa.

Continua…

Link correlati

Tecnologie innovative al bivio: Una riflessione diversa
Tecnologie innovative al bivio: Questione di attriti
Tecnologie innovative al bivio: Il curioso caso TESLA Motors

L’alternativa che manca dimostra che non c’è democrazia
Nuova offerta tecnologica per l’auto elettrica da battere: la TESLA Model S

La nazione come il Monopoly
I tre assiomi dell’economia di mercato. + VIGNETTA
Il modello della crescita costante e continua non esiste
L’illusione di una nuova vita all’estero

Tecnologie innovative

Image’s copyright: www2.imec.be

Pubblicato in Forse non tutti sanno che/chi è, Imprenditoria, microeconomia, marketing, branding, Ingegneria, tecnologie, energia e cenni di scienze | Tagged: , , , , , , , , | Commenti disabilitati su Tecnologie innovative al bivio: Una riflessione diversa