Tecnologie in Edilizia – L’importanza del tetto -2-

Tetti ben fatti

Le caratteristiche meccaniche tecnologiche di un ottimo tetto

Un buon tetto si caratterizza per un insieme di requisiti indispensabili che agiscono in maniera sinergica e garantiscono il massimo comfort e il maggior risparmio energetico in ogni stagione.
Si possono distinguere fra quelli meccanici, riguardanti la tipologia della struttura, e tecnologici.

REQUISITI MECCANICI: la resistenza
La struttura portante di ogni tetto nelle due tipologie principali (piano continuo di un solaio in latero-cemento o discontinuo di un solaio in legno) deve sopportare carichi permanenti (strutturali) e sovraccarichi accidentali, riconducibili principalmente all’azione di agenti atmosferici, come la neve o il vento:

  • per pendenze che vanno dai 20° ai 60°, in cui la neve si accumula in strati che possono scivolare verso il basso, la normativa prevede la necessita’ di distribuire sulla copertura elementi fermaneve, disposti per file parallele alla linea di gronda in quantita’ proporzionale alla criticita’ della situazione;

  • la forza del vento agisce in maniera distribuita o localizzata, sotto forma di turbolenze e vortici: in questo caso esercita una pressione soprattutto sulle linee di bordo, di gronda, di colmo, che vanno accuratamente ancorate.

 

REQUISITI TECNOLOGICI: controllo delle condizioni “igrometriche” del manto

 

La porosita’ naturale delle tegole nei manti in laterizio rende le coperture relativamente permeabili, e cioe’ traspiranti e resistenti all’acqua allo stesso tempo.
Dopo precipitazioni abbondanti, pero’, le tegole imbibite d’acqua si asciugano velocemente solo esternamente per l’azione del sole e del vento: se non si provvede in qualche modo, l’intradosso puo’ rimanere umido per lungo tempo, originando possibili fenomeni degenerativi delle tegole stesse e degli strati sottostanti.

Uno dei modi per mantenere temperatura e umidita’ il piu’ possibile uniformi fra esterno e interno e’ adottare una micro – ventilazione sottomanto, posando a secco gli elementi del manto su supporti (listelli di legno) paralleli od ortogonali alla linea di gronda (fig. 1).
Una pendenza intorno al 35% e’ sufficiente per determinare differenze di pressione e temperatura tra la linea d’ingresso dell’aria (linea di gronda) e la linea di uscita (linea di colmo), necessarie per innescare il movimento dell’aria nell’incavo creato. Naturalmente la linea di gronda e quella di colmo devono essere libere da ostruzioni.

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La micro – ventilazione sottomanto puo’ essere incrementata mediante speciali tegole d’areazione.

REQUISITI TECNOLOGICI: controllo delle condizioni “igrometriche” del tettoScambi termici in inverno e in estate
Il tetto svolge un ruolo rilevante nel bilancio energetico degli edifici: migliorarne le prestazioni termiche influisce positivamente sul microclima interno, riducendo i consumi energetici dovuti a riscaldamento e raffrescamento e di conseguenza l’inquinamento ambientale. I due parametri essenziali in questo senso sono:

  • l’isolamento termico, che si determina quantificando le dispersioni termiche in periodo invernale;

  • la ventilazione, che consente di ridurre il flusso termico entrante nel periodo estivo e di smaltire il vapore interno nel periodo invernale.

Durante il periodo invernale, un buon tetto deve limitare le dispersioni termiche e accumulare il calore fornito dall’irraggiamento solare, in modo da poterlo rilasciare lentamente negli ambienti interni durante la notte. E’ necessario quindi uno strato isolante che, posizionato all’estradosso del solaio di copertura (al di sotto e non interposto ai listelli di ventilazione, fig. 2), sia in grado di migliorare il controllo dei ponti termici e limitare i fenomeni di condensa.
Un altro aspetto da non sottovalutare e’ il controllo degli eventuali ponti termici in corrispondenza dei cordoli e delle travi in cemento armato.

stratoisolante.jpg

Un tetto con un buon sistema di ventilazione garantisce invece un generale raffrescamento naturale degli ambienti sottotetto, con conseguente aumento del comfort e diminuzione dei costi. Si puo’ realizzare come ventilazione sottomanto:

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oppure, in presenza di sottotetto non abitato, si puo’ attivare mediante aperture contrapposte ubicate nelle chiusure verticali; in questo caso lo strato termo-isolante andra’ posto all’estradosso dell’ultimo solaio interpiano.
Controllo della condensa interstiziale
La condensa interstiziale si forma di solito in inverno negli strati esterni di chiusura, quando il vapore interno, migrando verso l’esterno, incontra materiali ad elevata impermeabilita’. Questo si verifica quando questi strati si trovano sopra lo strato termo – isolante.

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Fra le possibili soluzioni si può:

  • “bloccare” il vapore ascendente sotto lo strato termo – isolante con uno strato a elevata impermeabilita’ al vapore (polietilene, membrane bituminose), detto barriera al vapore.

  • diffondere l’eventuale vapore attraverso il tetto, anziché bloccarlo, con una membrana impermeabile e traspirante che, resistendo al vento e all’acqua, permette il passaggio all’esterno del vapore, impedendo di fatto la formazione della condensa interstiziale.