300.000 km con la stessa auto: oggi si può?

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili

Titolo o argomento: 300.000 km, oggi si può?

Spesso sento dire a chi ha comprato un’auto che non brilla per affidabilità, che tanto le auto di oggi sono tutte uguali. E non solo! Che le auto di una volta erano migliori, duravano di più… Ecco io vorrei assolutamente smentire queste affermazioni. Le auto di oggi non sono tutte uguali e sono molto, molto migliori delle auto anche solo di 20 anni fa.

Migliori in cosa?!

  • Nella precisione dell’assemblaggio delle scocche.
  • Nella conseguente silenziosità del mezzo.
  • Nell’affidabilità delle protezioni anticorrosione: avete più visto un’auto con la ruggine per le nostre strade?
  • Nella sicurezza sia attiva che passiva.
  • Nei sistemi di sospensioni e nella rigidità del telaio.
  • I motori, sebbene molte case utilizzino ancora monoblocchi di 20 anni fa (aggiornati solo nella testata a 16 valvolve anziché a 8 e nell’iniezione), vantano accoppiamenti più precisi tra gli organi in movimento e finiture leggermente migliori. Ecco forse i motori sono la parte che meno è migliorata da un punto di vista dei materiali e dell’assemblaggio ma… ovvio il motore è dentro, non si vede e non siete tutti esperti motoristi o addetti alle rettifiche.
  • Sono migliorati i sistemi di iniezione del carburante ed i relativi consumi.
  • Gli abitacoli sono più confortevoli anche se ci stiamo dimenticando che l’automobile è sì un mezzo anche di piacere oltre che di spostamento, ma i gadgets attualmente presenti (a mio avviso in eccesso) ci distraggono più facilmente dalla guida (visto che la maggior parte di noi non ha l’autista o visto  che, pur essendo molti degli accessori sono per i passeggeri, vengono spesso utilizzati da chi guida comportando seri rischi per la strada) aumentando il rischio di incidenti.

Perchè vi ho citato quest’ultimo punto?

Ho percorso in macchina sulla strada quasi unmilioneduecentomila chilometri (1.200.000) in auto, moto, motorino, bicicletta. Ovvero quasi 300.000 km con ognuna delle 4 auto che si sono successe in famiglia. E in tutti questi chilometri ho visto moltissimi comportamenti irresponsabili. I gadgets presenti sulle piccole utilitarie sbarazzine non bastano a giustificarne il prezzo. Spesso sono addirittura inutili, pericolosi, distolgono dalla guida e servono solo per attirare l’attenzione dei giovani. Lo comprendo benissimo, ma la prossima volta che acquistate un’auto cercate di informarvi e valutare la validità del mezzo, la robustezza, la durata del motore. Cercate di acquistare un piccolo carroarmatino se non avete intenzione di cambiarla a breve. Vi tornerà sicuramente più utile.

Ma come sono riuscito a percorrere così tanti chilometri anche con le vecchie auto?

La risposta è molto più semplice di quanto crediate: Non sono tanto importanti i chilometri fatti, bensì la quantità (in numero e in denaro) di parti di ricambio che sono occorse per percorrerli. Con le vecchie auto che abbiamo avuto a casa (non cito modello e marca perché rischio di toccare l’orgoglio di qualcuno: ogni appassionato santifica il proprio mezzo e non ama sentir critiche anche se queste sono veritiere) ci sono volute spese consistenti di manutenzione e parti di ricambio nonostante una guida tranquilla. Con le ultime due vetture,  in particolar modo con l’attuale, una Opel Astra 2.0 turbo 16 valvole (diesel), c’è stata la svolta. Ho raggiunto stamane i 300.000 km (foto sopra) ed ho speso realmente poco in ricambi. Oltre al normale tagliando ho sostituito il flussometro, la pompa dell’acqua, una puleggia della cinghia servizi, il gancio che ferma l’asta per reggere il cofano, e i supporti motore. Ovviamente si tratta di un mezzo che mi ha molto soddisfatto ma, come per tutte le cose, c’è stato anche qualcuno a cui è capitato il modello difettoso e che non comprerà mai più una Opel. Un mio conoscente ha percorso tutto felice 450.000 km con la sua Alfa 166. Complice della sua longevità il fatto di averli percorsi quasi tutti in autostrada o comunque sia nell’extraurbano. Ma non è male. Un mio amico ha percorso 260.000 km con una vecchia Renault Clio 1.8 16 valvole cambiando più volte i supporti motore ed effettuando i normali tagliandi. Mio zio con una Fiat Regata 2.0 Diesel ha percorso la bellezza di 500.000 km utilizzandola spesso per andare a trovare amici e parenti all’estero. Una follia. Ha rifatto la testata e altre parti del motore molte volte ma… non male.

Fattori determinanti

Certamente fattori che giocano un ruolo fondamentale nella vita di un’automobile sono:

  • la bontà del progetto,
  • i materiali utilizzati per il manovellismo e la distribuzione,
  • l’architettura della distribuzione,
  • le tolleranze dimensionali,
  • l’assenza di difetti di fonderia,
  • l’assenza di errori nei trattamenti termici delle leghe adoperate,
  • la quantità di km effettuati in città,
  • la qualità dell’olio motore utilizzato,
  • l’intervallo tra un cambio d’olio (+ filtro olio) e l’altro,
  • la qualità del filtro aria
  • il corretto montaggio del filtro aria e la verifica di falle nella tenuta,
  • lo stile di guida,
  • la possibilità di far sostare l’auto di notte in garage lontano dall’umidità,
  • il fatto di non vivere in zone di mare,
  • l’utilizzo che si fa del motore a freddo,
  • la serietà del meccanico che provvede alla manutenzione…
  • la tecnica adottata durante gli interventi,
  • la capacità di comprendere l’origine di un problema,
  • la capacità di comprendere problemi correlati e/o consecutivi ad un problema iniziale,
  • una potenza specifica contenuta ma proporzionata alla massa del veicolo.

Per il resto la differenza la farà la quantità di ricambi, costosi o meno, che vi occorrerà per raggiungere questi chilometraggi e la fortuna di aver scelto una marca, o meglio, un modello che sia riuscito bene. Il fatto che la mia ultima Opel Astra sia andata e stia continuando ad andare molto bene risiede anche in motivi legati al Marketing. Nel 1998 L’Astra 2 doveva essere l’auto del rilancio, non doveva assolutamente deludere; l’obiettivo era l’irrigidimento del 100% del telaio e consumi davvero bassi. Ne risultò una vettura molto performante anche se dal motore poco brillante (fu aggiornato un paio di anni dopo), con un telaio quasi da corsa e delle ottime sospensioni, uno sterzo preciso, impeccabile piacere di guida sportiva, ottima resistenza alla corrosione, complesso carrozzeria-motore molto robusto e affidabile. Davvero non male rispetto alle concorrenti di pari prezzo tuttavia bisogna sempre esaminare il caso singolo, modello per modello, in quanto il fatto che questa vettura andò bene non significa che tutte le vetture di questo marchio siano sempre andate bene. Occorre mettere da parte gli amori, occorre imparzialità e obiettività.

Continua…

Curiosità

La luce impiega un solo secondo per percorrere i 300.000 chilometri che il veicolo in questione ha percorso in circa 10 anni. L’esatta velocità della luce è: 299.792,458 km/s.

Link correlati

400.000 km e non sentirli: quando la cura dell’auto raggiunge lo stato dell’arte

300000.jpg

 Scatto eseguito accostando non appena possibile poche centinaia di metri dopo
il raggiungimento dei 300.000 chilometri. La luce impiega un solo secondo per
percorrere i 300.000 chilometri che questo veicolo ha percorso in circa 10 anni.

9 risposte a “300.000 km con la stessa auto: oggi si può?”

  1. Salve,
    Prima di tutto volevo complimentarmi per il sito e per le tematiche affrontate. Premetto che sono laureato in ing. meccanica e mi ritengo un appassionato di motori.
    Leggendo questo articolo mi è venuto in mente di quei famosi flaconi per trattamenti al sintoflon o ceramica che girano in commercio. Ho cercato dati oggettivi ma su internet non se ne trovano molti.
    Si sente solo gente che dice: “si ora la macchina va meglio”, si ma meglio rispetto a cosa?
    Gli unici dati che ho trovato ( sempre che siano affidabili visto che provengono dal sito di chi vende il prodotto) sono che il coefficiente d’attrito dinamico del trattamento al sintoflon è 0.04 quello del trattamento ceramico è 0.03 mentre su un altro sito ho visto che il coeff. d’attrito dinamico acciaio su acciaio lubrificato è di 0.047. Ora percentualmente se confrontiamo l’attrito del trattamento ceramico vs acciaio su acciaio abbiamo una riduzione dell’attrito di circa il 36% che può sembrare rilevante ma un coefficiente d’attrito din. di 0.047 quando i componenti di un motore si trovano in regime oleodinamico è già di per se basso. Inoltre in questi siti non si parla nelle conseguenze nel lungo periodo di questo trattamento come depositi ecc. Ed un’ultima domanda che mi sorge spontanea è che se questi trattamenti hanno solo benefici perchè le case costruttrici di auto non li applicano dalla fabbrica?

  2. Salve,
    a dire il vero non ho mai condotto prove e ricerche su questo genere di prodotti pertanto preferisco non azzardare ipotesi al momento onde evitare di affermare sciocchezze. Sebbene sia noto che le case costruttrici progettino i loro veicoli (e soprattutto i motori) con una precisa durata al fine di favorire il cambio del veicolo con uno nuovo, non credo che non adottino simili trattamenti per tale motivo. In generale, quando si apre il motore di una automobile destinata all’uso stradale, non è raro notare una miriade di imperfezioni: sbavature di fonderia che non sono state eliminate, disegno delle guarnizioni non perfettamente combaciante con quello del componente sul quale vanno montate, rugosità eccessive che non sono state eliminate (specie nelle testate), bordi che possono fungere da inneschi per cricche, ecc… Tutte queste omissioni in realtà non sono fatte in cattiva fede, bensì per ridurre i costi di produzione del motore. Attualmente il costo di produzione di un motore è di circa 30 Dollari al chilowatt. Effettuando lavorazioni aggiuntive, finiture e trattamenti i costi possono lievitare. In realtà l’utente medio non desidera acquistare un prodotto che duri a lungo, l’influenza delle mode (molto forte soprattutto tra i giovani) porta a valutare solo scelte puramente estetiche. A questo punto risulta ovvio che qualunque virgola in più rappresenta una spesa non necessaria per raggiungere il fine della vendita. Nonostante ciò non ho i dati alla mano per poter valutare la reale efficacia del trattamento citato. Personalmente però posso affermare che, senza alcun trattamento, ma solo utilizzando le dovute accortezze tecniche ho percorso con tutti i mezzi avuti in famiglia circa 300.000 km mentre, con il mezzo il cui cruscotto è rappresentato nella foto sopra, ora sono vicino ai 400.000 km (con un veicolo in condizioni ottimali) e non mancherò a scrivere un articolo al raggiungimento del chilometro 400.000.
    PS. Cercherò di prendere sicuramente informazioni in merito ai trattamenti ceramici e proverò a rispondere in seguito 🙂

  3. salve, ho una domanda.
    possiedo una smart diesel del 2001 che ha percorso attualmente 175000 km, con nessuna sostituzione importante (solo l’alternatore che si è bruciato a 120000 km e la valvola egr rimossa dopo che questa si è bloccata a 112000 km).
    ultimamente, utilizzo nel gasolio l’additivo per pulire gli iniettori e ogni accelerazione la faccio premendo a manetta l’acceleratore, ma non arrivando al limite dei giri (cambio a 3000), da quando faccio questo sento il motore più pronto.
    ora, una guida di questo tipo usurerà precocemente il motore? perchè se è vero che accelerando a manetta si sfrutta tutta la potenza e quindi l’usura sarà maggiore, è anche vero che si raggiunge prima la velocità di crociera, che poi naturalmente mantengo con un filo di gas, inoltre dovrei mantenere più pulito il sistema di alimentazione. quindi qual’è il suo parere?
    grazie

  4. Salve Mattia,
    la tua domanda mi ha stuzzicato il desiderio di risponderti, con una breve analisi, tramite un articolo apposito al quale ho piacere di allegare alcune foto di uno dei motori a corredo della Smart, completamente revisionato e ripristinato dopo un grippaggio con un mio caro amico. Entro poche ore verrà pubblicato sia l’articolo che le foto (sperando siano di formato sufficiente dato che sono state scattate con il cellulare in officina di rettifica).
    Ecco il link diretto: http://ralph-dte.eu/2014/08/24/stile-di-guida-e-longevita-del-motore/

  5. Salve, ho una SEAT 1400 GPL e ho letto con interesse l’articolo e tra i fattori determinanti per la vita di un automobile indichi la qualità dell’olio motore utilizzato, l’intervallo tra un cambio d’olio (+ filtro olio) e l’altro e la qualità del filtro aria. Siccome su internet di oli motore se ne fa un gran parlare, specifiche, viscosità, marche ma non si riesce mai a venirne a capo vorrei un giudizio su oli e filtri da chi come te ha realmente percorso così tanti km.
    Grazie

  6. Buongiorno Ale,
    l’articolo prosegue con il punto della situazione fatto a 400.000 km (sempre con la stessa vettura e motore ovviamente), il link è il seguente:
    http://ralph-dte.eu/2013/11/06/400000-km-e-non-sentirli-quando-la-cura-dellauto-raggiunge-lo-stato-dellarte/
    L’articolo è di oltre un anno fa. Ora andiamo in direzione 500.000 km (attualmente ci troviamo a circa 450.000).
    Per quanto riguarda gli oli è sufficiente rispettare le gradazioni indicate dal costruttore e le varianti previste nel caso in cui si viva in luoghi particolarmente caldi o particolarmente freddi. Per la marca purtroppo non posso darti un nome per ragioni pubblicitarie. Uso però oli completamente sintetici per impieghi severi di marche che non sono pubblicizzate molto ma vengono largamente utilizzate negli impieghi agonistici. Comunque anche usando oli semi-sintetici o sintetici di gamma base, l’importante è ridurre gli intervalli di cambio per ridurre gli effetti di usura. Attualmente cambio l’olio ogni 10.000-15.000 km. Se il progetto del motore è valido e l’auto viene guidata con coerenza… i cambi dell’olio daranno un prezioso contributo (anche se in realtà si tratta di un tema assai più complesso che non è proprio opportuno sintetizzare e semplificare come ho appena fatto, il fatto è che spesso si desidera una ricetta pronta in poche mosse per ottenere un tale risultato, invece i nostri quasi 500.000 km sono frutto di una serie di studi sulla cura e l’utilizzo dell’auto e del motore, che durano da molti anni e da circa un milione e mezzo di chilometri fatti con sole 3 auto anche se l’attuale è l’unica che può andare molto oltre i 500.000 km essendo in questo momento in più che ottime condizioni).

I commenti sono chiusi.