Il Budjet e la F1

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: Il budjet e la Formula1

Il Budget e la Formula 1

La Formula 1 pensa di adattarsi alla situazione di crisi economica globale e ha proposto per la stagione 2010 un taglio del budget volontario per le scuderie di ben 45 milioni di euro. Incluse nel taglio tutte le spese per innovazione e sviluppo tecnologico.

La FIA, Federazione Internazione dell’Automobilismo, pretende con questa misura di convincere le scuderie, affette da problemi economici, a rimanere nella competizione. Considerando però che la media dei costi che attualmente sostengono le squadre più modeste si aggira intorno ai 150 – 200 milioni di euro, sarà molto complicato che tutti riescano ad adattarsi alla norma in così poco tempo.
Le prime reazione contrarie rispetto all’iniziativa, sono arrivate da Ferrari e Renault che hanno annunciato che se la norma fosse accettata, potrebbero abbandonare la competizione sin dal prossimo anno.

Come mai un taglio del genere potrebbe affettare queste squadre, tanto da annunciare

un eventuale ritiro dal campionato?

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È interessante valutare analiticamente quali sono i fattori economici che spingono le grandi scuderie ad investire cifre esorbitanti nel mondo della Formula 1. La principale ragione è lo sviluppo di nuove tecnologie nella produzione dei veicoli stradali.

Prendiamo come esempio la scuderia Ferrari, che sempre è stato il marchio che più investimenti ha effettuato nella Formula 1.
La partecipazione in questa competizione ha portato grandi risultati circa la vendita delle sue automobili per tre motivi fondamentali:

  • Per le migliorie apportate sulle vetture stradali, puntando sull’innovazione come strategia competitiva.

  • Migliora la valutazione del brand Ferrari come impresa di qualità.

  • Si esporta la visibilità del marchio in tutto il mondo, avendo un ampissimo pubblico di telespettatori della competizione.

E’ importante ricordare che dal punto di vista aziendale, soprattutto in momenti di crisi, è molto importante l’innovazione e il miglioramento del prodotto, e ovviamente le aziende automobilistiche non fanno eccezione.

Stesso discorso valido al 99% per ia MotoGP, che pensa abbandonare il 2 tempi a favore del

più commerciale 4 tempi.

Per via delle normative europee le moto due tempi non sono più commerciabili (o quantomeno lo sarebbero investendoci su…), rompendo questo anello che porta le innovazioni della pista sulla strada e buoni ingressi alle case costruttrici.
Ovviamente a scapito del divertimento.

Povero Michael Schumacher che pochi giorni fa aveva dichiarato che le gare di moto erano più eccitanti di quelle di macchine.

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti. Inviato dalle isole Canarie

Fonte:
El Blog Salmón