Ricostruire le città dall’interno. I comuni virtuosi.

Renzo Piano (www.rpbw.com) è del parere, e molti come me concordano perfettamente, che le città vanno rinnovate dall’interno. Questo significa che, invece di ampliarle eccessivamente verso le periferie, vanno riqualificate fin dal nucleo dove palazzi, condomini e strutture di vario genere necessitano di essere ristrutturate, talvolta demolite e ricostruite, altre volte completamente rinnovate e sostituite con progetti fondati su nuove logiche e nuove tecnologie.

Se molti concordano con questa teoria, molti altri pensano invece che ricostruire dall’interno sia errato in quanto un comune così perde gli oneri di urbanizzazione, si blocca la crescita del paese (sia demografica che economica) e la popolazione non lo accetta.

Diversi comuni, definiti “virtuosi”, stanno dimostrando invece come sia oltremodo valida la prima teoria la quale non impedisce ovviamente la crescita verso le periferie ma la pone come fase successiva ad un’ottimizzazione tecnologico-strutturale di quanto già disponibile in un contesto abitativo. Le città risultano così più vivibili, pulite, ordinate, ottimizzate ed esteticamente gradevoli. Inoltre le nuove tecnologie in esse inserite migliorano la qualità della vita degli abitanti.

Per conoscere chi sono e cosa hanno realizzato i comuni definiti virtuosi visita il sito: www.comunivirtuosi.org

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Le città del futuro iniziano ad essere una realtà tangibile nel mondo.
Anche in Italia qualcosa si muove, ma con molte difficoltà…

3 risposte a “Ricostruire le città dall’interno. I comuni virtuosi.”

  1. Penso sia un’idea grandiosa, nella sua semplicità. Permetterebbe di risolvere in un colpo una lunghissima serie di problemi complessi, come il traffico, l’efficienza energetica, modernizzare l’urbanismo e riabilitare la città. Se pensiamo che molti edifici sono stati costruiti “per errore”, non vedo perché dover pagare il prezzo di questi errori per sempre.
    Ad ogni modo, la difficoltà più evidente al progetto di rimodellazione interna delle città, lo vedo nei condomini di edifici residenziali. Nessuno accetta facilmente di lasciare la propria casa per vederla abbattere e ricostruire.

  2. Ciao Davide, l’abbattimento e la ricostruzione sono operazioni previste nel caso in cui la palazzina sia cadente, pericolante e non abitabile. Per tutti gli altri casi vale una normale ristrutturazione che può prvedere l’impiego di nuove tecnologie… da semplici cappotti per migliorare l’isolamento termico acustico, sino all’impiego di rivestimenti in grado di produrre energia per il condominio stesso 😀

  3. Non c’è alternativa: questa è l’unica via da percorrere. Non è più possibile erodere territorio all’agricoltura, a fronte anche di un netto calo demografico. Le nostre città , a partire dal dopoguerra sino agli anni ’80, sono state brutalizzate con interventi che sono sotto gli occhi di tutti. Quindi si deve pensare a ricostruire interi quartieri che stanno nella prima e seconda periferia delle città, creando architetture ed edifici a misura d’uomo. Certo sorgono alcuni grossi problemi legati ad una tipica situazione italiana, ovvero alla frammentazione dei proprietari nell’ambito dei palazzi costituenti il quartiere. Vanno comunque studiati e risolti. Tutto ciò a beneficio della città stessa e delle possibilità di lavoro legate all’edilizia.

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