Frigoriferi Climatizzatori Generatori Inverter e accessori di ogni tipo per Camper Motorhome Roulotte – Berardi Store

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Allestimento Camper Motorhome Roulotte

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…sono solo una piccola parte di oltre 2000 prodotti che abbiamo a catalogo e con cui allestiamo mezzi che hanno fatto fino a 3 volte il giro del mondo : )

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Proporre nuovi schemi di motori a combustione interna

Rubrica: Motori alternativi | Le domande dei lettori

Titolo o argomento: Adottare nuovi schemi biella manovella

Rispondendo a: Remo

Remo scrive: Buongiorno. Mi chiamo Remo e sono un disegnatore meccanico. Ho ideato un nuovo tipo di motore a scoppio basato su ciclo due tempi con lubrificazione separata. Tale brevetto è stato pubblicato il 7/11/2019. Mi piacerebbe molto avere un vostro parere al riguardo e possibilmente capire come fare per svilupparlo. Ho anche creato una pagina facebook che si chiama “Motore a pistoni solidali 2 tempi” nella quale potete trovare un filmato di funzionamento e alcune relazioni nonché il brevetto. Ringrazio per l’attenzione e porgo distinti saluti.

Gentile Signor Remo La ringrazio per avermi preso in considerazione come riferimento per un parere. Io lo apprezzo molto da appassionato tuttavia non posso fornire informazioni di carattere progettuale perché questo tipo di studi costano veramente tanto. Anche volendo non avrei matematicamente tempo perché sono già completamente impegnato per i prossimi anni. Le posso fornire giusto qualche spunto vivendo l’ambiente da ormai 23 anni.

In ambito motoristico, ad esempio, non definiscono mai come nuovo un motore che adotta un differente schema rispetto all’ordinario ma utilizza comunque uno meccanismo biella-manovella. Quando ero un adolescente professori e tecnici delle aziende del settore battevano molto su questo tasto.

Altro problema che si verifica con questo tipo di progetti è che l’industria esistente generalmente non acquista varianti di questo tipo perché fuoriescono dalla ormai vecchia e obsoleta ma matura filiera ordinaria.
Il Wankel nonostante la sua celebrità, i suoi punti forti ed i suoi accettabili punti deboli, in qualità di ottima alternativa, su quanti veicoli lo trova installato?

L’ingombro e la disposizione del motore incidono fortemente sulla preferenza di uno schema anziché un altro. Il comune e ormai banale 4 cilindri in linea soddisfa i requisiti di estrema semplicità schematica, semplicità di assemblaggio, semplicità di funzionamento, semplicità di progetto (dovuta anche ad una mole immensa di casi di studio maturati in oltre 100 anni).

Le complicazioni dovute alle tenute ed alla trasmissione del lavoro meccanico vengono viste come problemi perfettamente evitabili con gli schemi dei motori ordinari. Persino in F1 soluzioni che offrivano immensi vantaggi (come le valvole rotative) ma avevano per contro complicazioni di questo genere, non sono state scelte. Troverà sempre dei tecnici che le diranno frasi del tipo: “Perché lo devo fare così se è più semplice farlo nel modo precedente e se conosco già le problematiche legate alla soluzione precedente ed il grado di affidabilità ed ho una enorme filiera che mi affianca e mi fornisce tutto il necessario a costi bassissimi?”.

Inoltre, quel che ho imparato personalmente (ma non è assolutamente legge, glie lo riporto solo perché potrebbe esserle d’aiuto, perdoni la mia ruvidità), è che quando un amante della tecnica idea qualcosa di diverso, che potrebbe rivelarsi un cambiamento utile o meno, trae maggiori vantaggi se realizza da solo la propria idea, la testa, la monta su un prototipo e verifica ai fini pratici come va e che problemi incontra. Fatto questo deve sempre chiedersi se tutto quanto il lavoro fatto porta dei vantaggi adottabili dalla moderna industria rispetto alle soluzioni precedenti.

Infine dovrebbe commercializzare autonomamente le soluzioni studiate, progettate e realmente realizzate qualora scopra che offrono dei vantaggi indiscussi. Oggi i metodi per andare sul mercato si son semplificati di molto e sono disponibili ad un bacino di utenza molto maggiore anche se questo, ovviamente, richiede una gran mole di consocenze ed esperienze sul settore.

Glie lo scrivo perché questo tipo di consiglio, sebbene ad alcuni possa sembrare (almeno inizialmente) ostile, porta generalmente enormi risparmi di tempo. Ho conosciuto persone che hanno realizzato soluzioni con schemi alternativi agli ordinari (come ha fatto lei) perdere addirittura 10-20 anni di tempo (e massicce quantità di denaro) con la credenza che le aziende potessero in qualche modo apprezzare un giorno. In realtà è molto difficile che le aziende apprezzino qualcosa che non permetta nell’immediato di chiudere meglio l’anno fiscale, soprattutto quando esiste un’alternativa collaudata che non richiede cambiamenti e offre già quel che si desidera.

E’ opportuno osservare poi come spesso capiti di realizzare progetti alternativi senza le basi fisiche, matematiche, tecniche necessarie a fare valutazioni di carattere termodinamico, di carattere geometrico, di carattere tecnologico nell’ambito dei materiali, dell’hardware o sotto l’aspetto economico, del mercato, della filiera, delle tecnologie produttive, dei vantaggi da esibire rapidamente al grande pubblico. Questo può impedire di “vedere” la corretta strada da intraprendere con le strategie necessarie per finalizzare un progetto.

Nonostante tutto questo è in ogni caso ammirevole il suo impegno, la sua passione, la sua mente. Se ha un’idea perché non rischiare, non tentare, non sbagliare e riprovare, fare esperienza e migliorare? Tenga sempre conto che è lei con la sua idea davanti al mondo e potrebbe rivelarsi una strategia sbagliata fare affidamento su altri anziché su sé stesso. Si potranno accettare prolifiche collaborazioni una volta che si è fatto il grosso ma tutte le prime mosse spettano a lei (così come la responsabilità di quel che fa).

E’ importante che prenda un telaio (anche già esistente e da poche centinaia di Euro), ci monti sopra un motore standard e poi su un telaio analogo ci monti il suo e faccia una valutazione oggettiva di tutto quel che accadrà (compresa una comparativa di tutti gli aspetti citati poc’anzi).

Sperando di averle fornito utili spunti (è questo il compito del mio Blog, ovvero non il dire come si fa ma il comunicare come ci si arriva, offrire degli stimoli, delle provocazioni…), Le porgo i miei Cordiali Saluti e le Auguro un Buon Lavoro.

Link correlati

Pagina Automotive
Pagina Motorsport

animatedengines.com offre una interessante gammadi schemi di motori, diffusi o meno, dalle più svariate architetture.
Una letteratura tecnica di oltre un secolo spiega i perché della preferenza di una soluzione anziché un’altra.

Macchine Molecolari Naturali, Parte 5: L’energia chimica

Rubrica: Bioingegneria e Biotecnologie

Titolo o argomento: Macchine meccaniche delle dimensioni di molecole

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Al fine di facilitare la comprensione dei fondamentali aspetti energetici legati alle macchine molecolari naturali, può tornar utile introdurre (in via del tutto semplificata) concetti cardine quali: ATP, ADP, idrolisi dell’ATP, sintesi dell’ATP, reazione esoergonica ed endoergonica, respirazione cellulare. Ciò semplificherà molto la comprensione dei meccanismi che hanno luogo nelle macchine molecolari naturali quando l’energia viene accumulata e quando viene ceduta. Per i dovuti approfondimenti, invece, si rimanda alle fonti citate al termine di ognuno degli articoli di questa caratteristica rubrica. A tal proposito i nostri ringraziamenti vanno ad Alberto Credi e Vincenzo Balsani per aver condiviso liberamente/gratuitamente pubblicazioni che, a mio avviso, sono a dir poco spettacolari (maggiori info su “1088press.it” l’editoria in open access dell’Università di Bologna).

Che cos’è l’ATP?

ATP sta per Adenosina Trifosfato, si tratta di una molecola centrale nel metabolismo energetico di ogni cellula che costituisce il nostro organismo. L’ATP è costituita da: adenina (che è una base azotata), ribosio (che è uno zucchero pentoso, ovvero costituito da 5 atomi di carbonio) e da 3 gruppi fosfato collegati in serie con il ribosio. I legami dei gruppi fosfato sono particolarmente ricchi di energia, vengono infatti detti legami altamente energetici. Questa energia, al momento della separazione di 1 gruppo fosfato (P), viene rilasciata e, per ogni mole di ATP, si ottengono circa 7,3 Kcal. Solitamente l’energia viene ricavata per rottura di un solo legame fosfato ottenendo così ADP (Adenosina Difosfato), un fosfato (P) e l’energia appena citata. In caso di necessità, però, è possibile rompere anche il legame del secondo fosfato (ma è un caso che non prenderemo in considerazione in questo breve trattato per ragioni di semplicità). La rottura di un legame fosfato dell’ATP, che avviene per idrolisi, produce quindi ADP + P con emissione di Energia.

Image’s copyright: 1088press, Alberto Credi, Vincenzo Balsani

Che cos’è l’ADP?

L’ADP, Adenosina Difosfato, è costituita (ovviamente) da: adenina (base azotata), ribosio (zucchero pentoso) e 2 gruppi fosfato. Qualora vi sia una particolare richiesta energetica, la rottura del legame di un ulteriore gruppo fosfato, trasformerebbe l’ADP in AMP ovvero Adenosina Monofosfato. Per comprendere meglio cosa siano e che ruoli abbiano l’ATP e l’ADP passiamo ai paragrafi successivi sull’idrolisi dell’ATP e sulla sintesi dell’ATP.

Che cos’è l’idrolisi dell’ATP?

L’idrolisi dell’ATP è una reazione che libera energia necessaria al funzionamento delle nanomacchine biologiche (o macchine molecolari naturali). L’energia viene liberata in seguito alla rottura di un legame fosfato dalla molecola di ATP per idrolisi. La rottura di un legame fosfato avviene per idrolisi ovvero la reazione chimica di scissione è possibile grazie all’intervento dell’acqua. Tale reazione produce ADP + P + Energia. Le reazioni che, come questa, emettono energia sono dette reazioni esoergoniche.

ATP → ADP + P + Energia da utilizzare per le funzioni metaboliche

Che cos’è la sintesi dell’ATP?

Quando otteniamo energia tramite l’idrolisi dell’ATP, otteniamo anche delle sostanze di scarto che non sono utili al buon funzionamento della macchina molecolare. La Natura, grazie all’azione del metabolismo e di un enzima detto ATP sintasi (o ATPasi), ricicla e riutilizza l’ADP e il fosfato libero P per produrre nuova ATP (processo rinnovabile). Il compito dell’enzima ATPasi è quello di catalizzare la reazione tra ADP e il fosfato libero P. Questa reazione si dice endoergonica perchè incamera energia (che in questo caso sarà utile ai processi cellulari) proveniente dalla respirazione cellulare. L’ATP sintasi è in realtà un assieme costituito da un enzima, due motori molecolari ed una pompa ionica. Immaginavate ci fosse tutta questa “Meccanica” nelle cellule del vostro corpo?

ADP + P + Energia dalla respirazione cellulare → ATP (reazione endoergonica)

Che cos’è la respirazione cellulare?

C6 H12 O6 (glucosio) + 6O2 → 6CO2 + 6H2O e rilascio di Energia.

Il glucosio reagisce con 6 molecole di ossigeno e restituisce 6 molecole di anidride carbonica, 6 molecole di acqua con emissione di energia. Tale energia serve per trasformare l’ADP in ATP grazie all’addizione di un gruppo fosfato; questo lavoro viene compiuto dall’ATPasi, l’enzima di cui sopra.
Quindi dal binomio cibo + ossigeno ricaviamo energia che serve per formare, indirettamente, molecole di ATP. Indirettamente in quanto la respirazione cellulare non provvede a fornire in maniera diretta l’energia per le funzioni metaboliche ma la fornisce al “macchinario” che se ne occuperà. Nel momento in cui il nostro corpo ha bisogno di energia procede di nuovo alla rottura del legame fosfato e la molecola di ATP torna ad ADP + P + Energia, come in una sorta di accumulatore.

Curiosità

La quantità di ATP accumulata in ogni cellula è molto limitata e può sostenere l’attività metabolica solamente per una frazione di minuto. Ciò implica la necessità di una continua risintetizzazione che converta ADP in ATP al fine di soddisfare i fabbisogni energetici cellulari.

Ogni conversione di energia potenziale è soggetta a perdite, in questo caso non più della metà dell’energia chimica disponibile può essere utilizzata per formare ATP.

Sia le macchine ma­croscopiche (ad esempio il motore a combustione interna detto anche motore endotermico o, ancora, motore a scoppio) che quelle nanometriche funzionano ossidando un com­bustibile e producendo scarti. Quello che cambia fortemente sono principalmente le temperature e le pressioni in gioco nonché le conseguenze della fisica alla scala nanometrica rispetto a quelle del mondo macroscopico (vedi in basso i link correlati).

Movimenti molecolari ordinati

Abbiamo visto nell’articolo precedente “Macchine Molecolari Naturali, parte 4: Conseguenze della fisica alla scala nanometrica” (vedi in basso i link correlati) che per ottenere movimenti molecolari ordinati la Natura sfrutta magistralmente la combinazione di due energie: quella del moto browniano come energia intensa di spinta (quella che nel mondo macroscopico permetterebbe ad un braccio meccanico di sollevare un pesante carico) e quella molto più modesta (ma strategica) dell’ATP fondamentale per “orientare le scosse di terremoto browniane” affinché il movimento nella direzione desiderata, ovvero quella utile a compiere il lavoro richiesto, ad esempio la contrazione di un muscolo, diventi più probabile nel “sisma”.

Pertanto quando funzioni, come ad esempio il battito cardiaco, richiedono la contrazione di tessuti, tale contrazione avverrà letteralmente ad opera di piccolissimi macchinari naturali di dimensioni nanometriche i cui pezzi meccanici costituenti sono vere e proprie molecole (vedremo nello specifico i movimenti lineari, rotatori e di trasformazione nel seguito di questa rubrica).

Nel mondo macroscopico una ruspa aziona i suoi sistemi di spinta oleodinamici grazie all’energia fornita dal motore a combustione interna. Questo funziona a sua volta mediante l’opportuna miscela di una sostanza ad elevato contenuto energetico, il combustibile (idrocarburi), nel comburente (aria). La combustione avviene a temperature e pressioni elevate ma simili condizioni non possono essere adottate all’interno delle macchine molecolari. Quest’ultime infatti operano a temperatura ambiente costante.
Nel suo celebre discorso del 1959, Feyn­man fece osservare: «Un motore a combustione interna di dimensioni molecolari è impossibile. Possono però essere utilizzate reazioni chimiche che liberano energia ‘a freddo’». Ed è proprio quel che accade nelle macchine molecolari naturali in cui le reazioni, che liberano l’energia utile al loro funzionamento (l’idrolisi dell’ATP), avvengono a temperatura e pressione ambiente secondo una moltitudine di stadi successivi che coinvolgono ognuno una piccola quantità di energia.

Continua…

Fonti
Alberto Credi, Vincenzo Balsani, Le macchine molecolari. 1088 press, 2018;
Alberto Credi, professore ordinario di chimica all’Università di Bologna e
ricercatore associato al Consiglio Nazionale delle Ricerche;
Vincenzo Balzani, professore emerito presso l’Università di Bologna.
Grande Dizionario Enciclopedico, UTET;
UTET Scienze Mediche;
Fondamenti di Chimica, UTET;

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Non puoi inventare ciò che non esiste
Quanti tipi di forze conosci?

Macchine Molecolari Naturali, Parte 1: Congegni, interruttori, attuatori e motori – Intro
Macchine Molecolari Naturali, Parte 2: Biologia e Nanotecnologia
Macchine Molecolari Naturali, Parte 3: Una fabbrica dentro le cellule
Macchine Molecolari Naturali, Parte 4: Conseguenze della fisica alla scala nanometrica
Macchine Molecolari Naturali, Parte 5: L’energia chimica
Macchine Molecolari Naturali, Parte 6: I movimenti meccanici

Image’s copyright: 1088press, Alberto Credi, Vincenzo Balsani

Illustrazione schematica dell’enzima ATP sintasi che presiede alla sintesi dell’adenosintrifosfato (ATP) a partire da adenosindifosfato, ADP, e fosfato inorganico (Pi). Questo enzima, di dimensioni intorno a 10 nm, è costituito da due motori molecolari rotanti, FO e F1, accoppiati fra loro (a). Nel funzionamento normale dell’enzima, una diversa concentrazione di ioni idrogeno ai due lati della membrana cellulare provoca un flusso degli stessi ioni attraverso l’unità C. Tale flusso mette in moto di rotazione l’unità C come se fosse un mulino. La camma γ, solidale con C, preme in successione sulle unità catalitiche α e β di F1, provocando la formazione dell’ATP a partire dagli ingredienti ADP e fosfato. La vista da sopra dell’enzima (b) evidenzia come la camma γ, ruotando, deforma in sequenza i tre siti in cui avviene la sintesi dell’ATP.

L’Italiano, la Matematica e la Comunicazione visiva

Rubrica: Il fantastico mondo della comunicazione, Narrativa

Titolo o argomento: Il legame tra la lingua italiana, la matematica e la comunicazione visiva

L’Italiano e la Matematica si coniugano trionfalmente nelle espressioni logiche. Il primo ha bisogno della seconda per la formulazione di frasi che abbiano un senso, per l’appunto, logico.
Al contempo la matematica ha bisogno dell’italiano per esprimere i suoi fondamenti, i suoi assunti, le sue ipotesi, le sue dimostrazioni…
I numeri nutrono le espressioni logiche e le lettere le raccontano.
La comunicazione visiva, infine, tramite le arti grafiche, può esprimere queste miscele universali facendo uso delle figure retoriche.
Nuovamente il segno grafico ha bisogno delle lettere e le lettere hanno bisogno di un segno grafico ed entrambi hanno bisogno dei numeri per avere un senso che si esprime attraverso i tre.
Ed ogni cosa è avvolta dentro un codice che fa capo al Creatore dell’Universo… e del codice.

Raffaele Berardi

Di seguito il medesimo elaborato che ho scritto però coniugando testo, logica, grafica e un piccolo tributo all’Identità di Eulero. Appare evidente come la resa sia più piacevole o, quantomeno, di maggiore effetto. A mio avviso la presenza di colori e la fluenza delle linee rende il testo più armonioso, in grado di dislocare il lettore dal monitor ed accompagnarlo in un percorso itinerante da una dimensione di partenza (il luogo fisico ove ha avuto accesso a questo articolo) ad un’altra di sviluppo (dove sta elaborando i pensieri suscitati non solo dal testo ma anche dall’accostamento dei colori, delle ombre, dello sfondo, delle linee arzigogolate, della sua personale fantasia reattiva).

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Literature

Image’s copyright: www.ralph-dte.eu

Dall’atomo di idrogeno all’Universo osservabile viaggiando con un foglio di carta

Rubrica: Cenni di Scienze

Titolo o argomento: Intravedere le proporzioni attraverso un oggetto comune

Dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande attraverso un semplice foglio di carta, è possibile. Potete prendere un comune foglio della vostra stampante (formato A4) e compiere una “curiosa astrattezza” che può portarvi in due distinte direzioni, una microscopica, l’altra macroscopica.

L’astrattezza si compone di due azioni (ovviamente quasi puramente mentali, se si esclude un primo avvio totalmente pratico che lascia sorpresi dopo pochi passaggi), una per ogni direzione: la prima, tagliare, per iniziare il percorso microscopico; la seconda, raddoppiare il foglio di carta, per intraprendere il percorso macroscopico. Vedremo poi una variante della prima direzione, piegare anziché tagliare, che contiene curiosità che lasciano di stucco le menti spugnose.

Tagliare

Se decidete di tagliare il foglio di carta (formato A4) a metà, ripetendo l’azione per 30 volte, raggiungerete le dimensioni di un atomo di idrogeno. Il “leggerissimo” problema è che già intorno al decimo taglio incontrerete crescenti difficoltà per cui, più precisamente, al nono taglio una normale forbice potrebbe non essere più adatta. Al decimo taglio inizierete a fare fatica anche con una forbicina per le unghie. All’undicesimo taglio persino con un bisturi per il vinile l’operazione risulterà laboriosa. Tentare oltre con un sistema laser brucerà la carta, con degli abrasivi miscelati in un liquido avrete tutt’altri problemi ma, molto probabilmente, affidandovi alle nanotecnologie avrete modo di trasformare una curiosa astrattezza in un reale prodigio, estremamente laborioso ma possibile, ad esempio attraverso i nanoplotter o la microscopia a scansione.

Raddoppiare

Se invece decidete di raddoppiare il foglio di carta, addizionandolo quindi ad ogni passaggio con un altro uguale a quello appena ottenuto (quindi due fogli A4 vi saranno utili solamente al primo passaggio), vi basterà ripetere l’operazione solo 90 volte per raggiungere le dimensioni dell’Universo osservabile, ovvero le dimensioni di quella porzione di Universo che è indagabile dall’uomo (se si considera la Terra al centro di una sfera l’Universo osservabile ha lo sviluppo del vostro foglio di carta raddoppiato per 90 volte, ma ci si può spingere oltre traslando nello spazio questa sfera di un vettore che ha origine nella Terra e vertice nel luogo raggiungibile dalla sonda che diviene il nuovo centro e spinge oltre l’osservazione).

Il lato più lungo di un foglio A4 misura 29,7 centimetri ovvero 0,297 metri.
Per ottenre 90 raddoppi si eleva il 2 all’esponente 90 (avete bisogno di una calcolatrice scientifica, o di un enorme foglio di carta e una grave forma di autismo) e lo si moltiplica per il lato lungo del foglio A4.

0,297m * (2^90) = 367668191667757941645039894,528 m

Passando dai metri ai chilometri ottengo:
367.668.191.667.757.941.645.039,894528 km
che corrisponde all’ordine di grandezza del foglio A4 raddoppiato 90 volte

Considerando ora che:
1 anno luce vale 9.460.730.472.581 km
L’Universo osservabile misura circa 42 miliardi anni luce

Allora l’Universo osservabile ha una dimensione pari a:
397.350.679.848.402.000.000.000 km
che è dello stesso ordine di grandezza del foglio raddoppiato 90 volte, ovvero:
367.668.191.667.757.941.645.039 km

Piegare

Infine, anche se da un punto di vista prettamente tecnico, un foglio di carta è piegabile solo 7 volte (fate la prova), accadono cose interessanti se ci si propone di nuovo di stuzzicare la mente con la pura teoria non appena raggiunto il limite pratico al settimo passaggio.

Ad ogni piega otterrete un numero di strati di carta doppio rispetto al precedente. Alla piega 0 avete 1 strato di carta (il foglio allo stato iniziale privo di modifiche), alla piega 1 avrete 2 strati di carta, alla piega 2 avrete 4 strati, alla piega 3 avrete 8 strati e così via fino a raggiungere una situazione paradossale enunciata nel finale.  Questo andamento matematico si chiama Progressione Geometrica ed è caratterizzata dal fatto che il “rapporto” (o ragione) tra un numero e il suo precedente è sempre il medesimo.

Tenuto conto di uno spessore di 0,1 millimetri per il foglio di carta preso in analisi, al settimo passaggio avremo ben 128 strati di carta ed uno spessore di 12,8 millimetri. Oltre si va sul teorico e si può quindi avanzare quanto si desidera sino a sconfinare nel paradosso. Sole 42 pieghe di un foglio da 0,1 millimetri di spessore portano a valori pazzeschi, si ottengono infatti 4.000.000.000.000 di strati di carta da 0,1 mm utili a coprire una distanza di poco maggiore rispetto a quella Terra-Luna (che è di circa 380.000 km).
Esercizio per stuzzicare la mente: nonostante il paradosso, se mettessimo in fila le singole molecole di cellulosa che compongono un solo foglio di carta A4 dello spessore di 0,1 millimetri, raggiungeremmo una distanza maggiore o minore? : )

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Literature

Che cosa sono le Nanotecnologie?
Materiali Nanostrutturati
Nanotubi di carbonio

Che cos’è la Microscopia a scansione di sonda?
Principio di funzionamento della microscopia a scansione di sonda

Macchine Molecolari Naturali, Parte 1: Congegni, interruttori, attuatori e motori

Stiamo disimparando il rispetto per il mestiere: 4 casi da tenere d’occhio – Caso 1

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Chi sa fare sa apprezzare, chi riesce a capire sa apprezzare, chi non conosce e non capisce troppo facilmente beffeggia

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Caso 1
Il tipo che vuole sapere da te come si fa il tuo lavoro per farlo al posto tuo

Tale tipo fa parte di una categoria a dir poco assurda. Egli ti telefona, non ti chiede solo qualche ragguaglio per capire il lavoro che potresti andare a fargli ma desidera, con una certa pretesa, conoscerne tutti i dettagli.
Qualora non ricevesse i dettagli richiesti, si presenta a lavoro da te, insiste, cerca di intimidirti dicendoti che tanto il lavoro è semplice, che tanto non costa nulla, che ha visto il tal dei tali forum su internet… insomma, cerca di sminuirti e sminuire la tua esperienza.

State tranquilli, tutto torna. Se come dice lui il lavoro è tanto semplice e su un forum su internet si è già informato di tutto ed ha già capito tutto, perché mai è lì in sede da voi a fare l’appiccicoso?

Perché all’atto pratico non sa fare ma è capacissimo di dire che il vostro lavoro non conta nulla, non costa nulla (infatti tenere aperta una partita iva in Italia è gratis, esente tasse, esente spese, esente impegni e responsabilità… ovviamente no, ma lui ragiona come se fosse così, e infatti è un folle) e quindi, a suo dire, gli potete dire tutti i segreti imparati in anni e anni di attività cosicché lui possa tornare a casa a farselo da solo e senza pagarvi alcun disturbo.

Eh già perché poi acquisterà quel che gli occorre non presso il vostro negozio (nemmeno quello che avete online) bensì su un sito internet di dubbia etica (ma con qualche facciata allettante) ed aggiornerà con un nuovo post da “uomo in gamba” il forum sul quale aveva trovato l’argomento ma non la risposta giusta per risolvere il problema.

Se non individuate subito questi soggetti perderete tempo, perderete denaro, perderete rispetto, perderete la salute in inutili arrabbiature e perderete l’occasione di dedicarvi a clienti ben migliori. Persino una pausa lavoro è rigenerativa e prolifica rispetto ad una qualunque interazione con un tipo così.

Non avete bisogno di questa gente, non rispondetegli, siate educati e trovate il modo migliore di liquidarli senza fornirgli alcuna informazione. Non arrabbiatevi nemmeno, siate filosofici, siate diplomatici, cercate di capire che non tutti possono essere vostri clienti, solo la gente di valore merita le vostre attenzioni, il vostro impegno, la vostra manualità, la vostra esperienza, la vostra stima, i vostri trattamenti migliori. I tipi di questo caso non saranno mai ottimi clienti e non meritano assolutamente la vostra esperienza frutto di sacrifici e non di scorciatoie.

In fin dei conti questi turpi malcreati (cit. ‘A livella, la poesia più amata di Totò) sono liberissimi di fare da soli se sanno come si fa. Ma la logica ribadisce: se hanno davvero la vostra esperienza non verranno mai da voi, così come voi non avete mai bisogno di un vostro concorrente.

Oltretutto, la beffa qualora siate passivi… se date loro quel che vogliono, ogni errore che poi andranno a commettere sarà colpa vostra. Non vi avranno pagato, vi avranno mancato di rispetto e potrebbero pure ritornare a lametarsi e infangarvi perché i piani non sono andati in modo “facile” come loro “pretendevano”.

Curiosità

Chi vive situazioni di vita, di lavoro o relazionali frustranti è più propenso a beffeggiare, detestare, odiare l’equilibrio armonioso altrui. Ciò porta sovente a lasciare, ad esempio, recensioni negative fasulle sul web. Questo accade perché l’odio in esse inserito viene equiparato ad uno sfogo utile alla propria sete di giustizia percepita come assente su altri fronti.

Recensioni negative o positive sono acquistabili sul web. Una simile attività dovrebbe essere vietata a norma di legge e punita penalmente. Le immagini delle aziende possono subire danni in seguito a dichiarazioni mendaci o fatte come sfogo per mancanze proprie esuli dal prodotto o servizio offerto.

Continua…

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Stiamo disimparando il rispetto per il mestiere: 4 casi da tenere d’occhio – Intro
Stiamo disimparando il rispetto per il mestiere: 4 casi da tenere d’occhio – Caso 1
Stiamo disimparando il rispetto per il mestiere: 4 casi da tenere d’occhio – Caso 2
Stiamo disimparando il rispetto per il mestiere: 4 casi da tenere d’occhio – Caso 3
Stiamo disimparando il rispetto per il mestiere: 4 casi da tenere d’occhio – Caso 4

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Stiamo disimparando il rispetto per il mestiere: 4 casi da tenere d’occhio – Intro

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Chi sa fare sa apprezzare, chi riesce a capire sa apprezzare, chi non conosce e non capisce troppo facilmente beffeggia

Apprezzare un mestiere: L’italiano è romantico e resiste ancora

Una parte non trascurabile di persone ha disimparato cosa voglia dire apprezzare un mestiere. Una parte non trascurabile ma per fortuna non la maggior parte della gente, anche se il fenomeno è in aumento. La percentuale di persone affette da questa dimenticanza, o da questa totale mancanza di coscienza, infatti, cresce piano piano ma con un andamento costante (e la costanza, prima o poi, da qualche parte porta).

Perché disimpariamo ad apprezzare?

La causa di avanzamento ostile di questo fenomeno risiede nei forti incentivi provenienti da errate forme di comunicazione di realtà dedite al solo profitto a sangue freddo, al solo profitto del tipo “costi quel che costi purché costi ad altri non enunciati all’interno dello spot, o costi all’utente finale purché se ne accorga in un secondo momento, quando è troppo tardi per far valere qualche diritto”.

Essi battono sulla propinata semplicità di ottenimento, sulla rapidità di ottenimento e sul deprezzamento (fasullo*) anziché su messaggi costruttivi che trasmettano un metodo di vivere sano, equilibrato, sensato, informato, realmente ecologico, realmente sostenibile, che non danneggi le altre persone e mirato a promuovere i veri valori: la serietà, l’artigianato, i rapporti umani sani, le competenze, il rispetto del mestiere e dei lavoratori, l’onestà, spiegazioni chiare su cosa comporta un lavoro per chi lo compie e per chi lo riceve.

*Deprezzamento fasullo dato che l’utente medio andrà poi a spendere più del doppio per recuperare su acquisti di prodotti/servizi scadenti, deludenti, difettosi, appositamente creati per offrire sconti non sostenibili.
Ma questo non lo capisce finché non viene formato dalla scuola fin da piccolo. La sola esperienza con continue perdite di denaro non viene capita a fondo se non gli si spiegano i trucchi del mercato, la saturazione del mercato, la spinta a vendere a tutti i costi per aumentare numeri e crescita che non sono matematicamente possibili né tantomeno sostenibili. Per chi non ha avuto modo di ricevere una sana cultura in tal proposito, ciò equivale ad una lingua sconosciuta, incomprensibile, intraducibile.
Perde denaro (a posteriori) ma non capisce perché, non trova il nesso.

Quali sono le proporzioni del fenomeno?

Si incontrano persone che, in 6 casi su 10, sono ancora delle brave persone, montagne di pubblicità martellanti con promesse che causano il viraggio cerebrale non hanno avuto effetti definitivi su di esse. Negli altri 4 casi assistiamo a fenomeni di vario tipo ma egual radice che si riportano nei relativi esempi analizzati nel seguito.

Continua…

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Il nesso inaspettato tra il consumismo, le passioni e una società debole – Zygmunt Bauman: Amore liquido

Rubrica: Fisica sociale
Titolo o argomento: Recensione del libro “Amore liquido” di Zygumnt Bauman

“Amore liquido” è il titolo di un bellissimo libro del sociologo, filosofo e accademico polacco Zygmunt Bauman. Un libro che può a tratti, solo inizialmente, lasciare interdetti perché è in grado di spiegare la connessione logica tra il mondo del consumismo, delle apparenze, dell’avere senza sforzi… e il mondo dell’Amore vero, del sentimento profondo oltre le emozioni che brillano solo per qualche tempo.

La lettura appare inizialmente difficile (almeno così è stato per me) ma dando fiducia all’autore e proseguendo qualche pagina si riesce a capire che invece è densa di contenuti di gran spessore. Un libro da leggere e rileggere più volte, con calma. Va bene anche solo una pagina al giorno tanti e tali sono i contenuti ricchi di qualità, di unione di temi apparentemente distanti tra loro (come il consumismo e l’Amore) ma in realtà così vicini ed in grado di influenzarsi anche negativamente a vicenda se ci si abbandona all’illusione di una vita facile, quindi povera di passione e di lotte che fanno crescere.

E’ naturale non condividere proprio tutto quanto espresso dall’autore, è naturale leggerlo con senso critico (mai fidarsi di un libro solo perché è tale) ed è naturale farsi una bella passeggiata e pensarci su perché… sebbene sia scritto in modo “complesso” e inizialmente poco intuitivo, si avvicina notevolmente alla realtà e la sgrida e la beffeggia con le armi di una cultura ampia, tonica, osservabile da ogni angolazione.

Di seguito un passo:

“E così è infatti, in una cultura consumistica come la nostra che predilige prodotti pronti per l’uso, soluzioni rapide, soddisfazione immediata, risultati senza troppa fatica, ricette infallibili, assicurazione contro tutti i rischi e garanzie del tipo «soddisfatto o rimborsato». Quella di imparare l’arte di amare è la promessa (falsa ingannevole, ma che si spera ardentemente essere vera) di rendere l’«esperienza dell’amore» simile ad altre merci, che attira e seduce sbandierando tutte queste qualità e promettendo soddisfazioni immediate e risultati senza sforzi.”

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Curiosità sul cervello, l’elaboratore più avanzato al mondo: Specifiche tecniche

Rubrica: Neuroscienze

Titolo o argomento: Curiosità sul cervello, l’elaboratore più avanzato al mondo

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Ipotizziamo scherzosamente, per un istante, che il cervello umano sia riducibile ad un dispositivo altamente tecnologico dotato di struttura omologata, funzioni standard, assorbimenti energetici classificati e caratteristiche tecniche semplificate analoghe per tutti, quali valori riporterebbe la sua targhetta delle specifiche? Riportiamo tali numeri di seguito in un nutrito quanto stuzzicante elenco di riferimento. Numeri che, in realtà, variano da persona a persona non essendoci al mondo un cervello uguale all’altro.

Specifiche tecniche del cervello umano*

Massa: 1,35 kg ovvero, mediamente, il 2% della massa corporea
Volume: 1,7 litri
Lunghezza: 167 millimetri
Larghezza: 140 millimetri
Altezza: 93 millimetri
Quantità di Neuroni: 86.000.000.000
Diametro dei Neuroni: 4-100 Micron
Potenziale elettrico di riposo dei Neuroni: -70 millivolt
Pompe di sodio per Neurone: 1.000.000
Numero di Sinapsi: >150.000.000.000.000
Rapporto materia grigia / materia bianca nella corteccia: 1:1,3
Rapporto Neuroni / Cellule gliali: 1:1
Numero di Neuroni nella corteccia cerebrale (donne): 19.300.000.000
Numero di Neuroni nella corteccia cerebrale (uomini): 22.800.000.000
Perdita di Neuroni della corteccia: 85.000 al giorno
Lunghezza totale delle fibre mielinate: 150.000 chilometri
Superficie totale della corteccia cerebrale: 2500 centimetri quadrati
Numero di Neuroni della corteccia cerebrale: 10.000.000.000
Numero di Sinapsi della corteccia cerebrale: 60.000.000.000.000
Strati della corteccia cerebrale: 6
Spessore della corteccia cerebrale: 1,5-4,5 millimetri
Volume del liquido cerebrospinale: 120-160 millilitri
pH del liquido cerebrospinale: 7,33
Numero di nervi cranici: 12
Flusso sanguigno: 750 millilitri/secondo
Consumo di ossigeno: 3,3 millilitri/minuto
Consumo energetico: >12,6 Wh
Velocità massima degli impulsi elettrici: 720 km/h
Temperatura operativa: 36-38°C

*Valori medi.

Fonti:
Articolo a cura di Raffaele Beradi.
Dati inerenti il cervello a cura di:
Marco Magrini, Cervello. Manuale dell’utente. Giunti, Firenze 2017.
Dott. Gianvito Martino, Neurologo e Direttore della divisione di Neuroscienze dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano.
John Medina – Molecular biologist | Ibcn Cnr.

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