Le aspettative degli studenti

Interessante sondaggio

condotto da “trendence”

In 20 paesi europei trendence ha chiesto agli studenti di 550 Università le loro aspettative circa il lavoro e in primis sull’Università che sceglieranno o hanno scelto.  I paesi in questione sono: Austria, Belgium, Czech Republic, Denmark, Finland, France, Germany, Greece, Hungary, Ireland (Republic), Italy, Netherlands, Norway, Poland, Portugal, Slovakia, Spain, Sweden, Switzerland and the United Kingdom. Dal sondaggio condotto nel 2008 è emerso che oltre il 10% degli studenti universitari di ingegneria ad esempio, sceglie ancora la facoltà più vicina a casa. Fortunatamente oltre il 70% degli studenti sceglie in base ai contenuti delle materie trattate.

A sorpresa, un dato che non sempre ci si può aspettare, quasi l’80% degli studenti si informa prima sulle capacità dei professori che tengono i corsi e sceglie il corso di studi anche in base all’ aspettativa di partecipare ad ottime lezioni, chiare e ben spiegate. Notevole!

Ma vedremo nel file scaricabile qui in basso come non manchi una buona percentuale di giovani che scelgono in base all’interazione tra università e industria ed in base alla qualità delle infrastutture universitarie… Se siete interessanti al sondaggio godetevi la lettura del file che segue : )

Scarica il file pdf con tutti i dati inerenti le risposte degli studenti di 550 Università presenti in 20 paesi Europei.

studiare.jpg

Nelle tabelle presenti a pagina 4 e pagina 5 del file pdf sarà interessante il confronto tra le scelte degli studenti di diverse nazioni. In Italia solo il 26% degli studenti sceglie l’università valutando anche la sua reputazione, mentre in Irlanda, Grecia, Ungheria, Belgio, arriviamo ad oltre il 60% degli studenti che ritengono importante questo fattore. In Francia lo è addirittura per il 70% degli studenti…

In crisi anche i grandi colossi…

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: In crisi anche i grandi colossi ma sarebbe più opportuno dire…

… ma sarebbe più opportuno dire in crisi anche i piccoli commercianti e artigiani!

Vediamo perchè. Quando c’è aria di crisi i primi a soffrirne sono coloro che hanno dimensioni enormi. Sono sempre i primi a sapere se sta per arrivare una crisi o meno e sono loro che attraverso i media diffondono la notizia di crisi e difficoltà economiche che li interessano. Il “piccolo” invece ha spese di gestione molto minori, meno dipendenti da pagare, meno fattori da gestire… meno cose da perdere… E’ sufficiente leggere e confrontare un “conto profitti” e un “conto economico” di una piccola impresa e di una grande impresa (vi mostreremo alcuni esempi nei prossimi articoli), per rendersi conto di come sia di gran lunga più facile per una grande impresa, andare in contro a momenti realmente difficili.

Il “piccolo” inoltre ha dei vantaggi circa la possibilità di cambare velocemente modo e logica di lavoro senza che questo comporti grandi spese, grandi investimenti e grandi cambiamenti nell’organizzazione del personale.

Al contrario in grandi società come la General Motors, un efficiente cambiamento di politica, è un’operazione molto difficile e che altrettanto difficilmente viene attuata.

Perchè?

Perchè General Motors è una società nella quale l’azionista più grande ha un qualcosa come l’1,2% delle azioni. L’azionista più grande di General Motors è una delle persone più ricche del pianeta e possiede solo l’1,2% delle azioni totali…

Cosa vuol dire?

Vuol dire che si tratta di una società talmente grande dove è praticamente impossibile riunire tutti i soci e renderli coesi nel cambiare una politica aziendale. I soci si preoccupano semplicemente di vedere l’andamento delle azioni e valutare se, nel breve o lungo periodo, hanno convenienza a rimanere soci o a vendere le azioni.

Chi si preoccupa allora dell’andamento della società?

Gli amministratori, capaci o meno che siano, prendono le decisioni circa il futuro della società. Se sbagliano, la società affonda e con loro tutti quelli che ci sono dentro. Azionisti compresi. Il lavoro dell’amministratore non viene retribuito in base al successo delle sue operazioni. Questo fa sì che venga comunque percepito uno stipendio indipendentemente dalla resa del lavoro svolto.

Perchè gli azionisti di una società non mandano via gli amministratori meno capaci?

Perchè come vi spiegavo prima in soldoni, sono in numero talmente ampio da dover sostenere dei costi impressionanti per indire convegni, conferenze e per poter pubblicizzare le loro nuove idee utili alla società. In pratica l’azionista scontento ha convenienza a vendere le sue azioni (considerando le perdite) piuttosto che tentare di smuovere le menti degli altri soci verso nuovi modi di lavoro, nuove idee, nuovi cambiamenti (operazione molto più costosa).

Tanto per farvi capire: nessuno ci mette la passione, il desiderio di raggiungere un obiettivo, un sogno… Si tratta semplicemente di operazioni finanziarie volte alla massima resa. Tuttavia non è detto che, chi di dovere, ne sia capace. Spesso amiamo/odiamo un marchio semplicemente per il fatto che ci piaccia o meno la linea di un suo prodotto. La verità invece è molto più complessa e ho cercato di “abbozzarvela” con parole che spero siano state semplici.

grandi-societa.jpg

Come si avvia un’auto di formula1?

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa
Titolo o argomento: Il metodo di avviamento di una formula1 moderna

Come molti di voi sapranno, una Formula uno, ha poco se non nulla a che fare con una comune automobile. Anche l’avviamento non avviene come siamo soliti immaginare. Non vi è un motorino di avviamento per intenderci. Questo sia per risparmiare peso, si per risparmiare spazio importantissimo, sia perchè i delicatissimi motori di F1 hanno bisogno di notevoli cure e attenzioni.

Perchè mettere un motorino di avviamento se, in teoria, serve una sola volta per gara?

Le regolazioni che avvengono prima, dopo e durante l’accensione sono innumerevoli:

L’accensione avviene dall’esterno con l’ausilio di una bombola d’aria compressa.

Il motore viene preriscaldato a 50°C per circa mezz’ora con appositi ventilatori con resistenza elettrica (una sorta di grande phon). Questa operazione evita shock termici all’avvio.

Si procede all’avvio del propulsore (bestie da oltre 300 Cavalli/litro). Operazione che va seguita con due computer portatili collegati alla centralina della vettura e quindi a tutti i sistemi informatici di bordo.

Il processo viene alimentato da una batteria esterna. Quella di bordo è molto piccola e non è una comune batteria, bensì una batteria tampone che occorre solo in caso di malfunzionamenti dell’alternatore.

Nel momento in cui avviene l’accensione l’albero motore deve essere posto in una precisa posizione. Questo perchè i pistoni devono trovarsi a loro volta in una precisa posizione.

L’aria compressa proveniente dalla bombola verrà convogliata al cambio che inizierà a far girare l’albero motore. Nel medesimo istante i tecnici accanto all’auto controlleranno la corretta accensione del carburante nelle camere di scoppio.

Il motore parte

Lo si fa girare in folle per circa 4 minuti.

I tecnici osservano ogni singolo parametro del motore stesso e, se necessario, regolano e modificano ciò che occorre.

Non appena la temperatura del liquido refrigerante ha raggiunto 80°C, il motore viene portato a 6.000 giri/min per 10 secondi.

La vettura è pronta per correre. Meno tempo rimarrà ferma in folle con il motore acceso è meglio sarà. Non sono mancati, ad esempio, casi in cui in un pit stop prolungato il motore ha facilmente surriscaldato e dopo pochi chilometri dalla ripartenza, ha rotto…

avviamento_motore_formula1_500px.jpg

Immagine tratta da una ricerca sul web. Se siete i proprietari del diritto d’autore dell’immagine,
potete chiederne la rimozione o indicarci il copyright da specificare. Image taken from research
on the web. If you own the copyright of the image, you can request its removal or indicate the
copyright to be specified.

Che differenza c’è tra la telemetria e un sistema di rilevamento dati?

Rubrica: Telemetria
Titolo o argomento: Telemetria e rilevamento dati sono due cose ben distinte, attenti alla fondamentale differenza

La parola Telemetria deriva dalle radici greche tele = lontano, e metron = misura. Ovvero significa rilevare dati da lontano. Questo vuol dire che una telemetria è in grado di rilevare i dati occorrenti agli ingegneri su un mezzo da corsa (formula 1, DTM, GTR, Superturismo…) mentre questo sta correndo lungo la pista e trasferirli via radio ai computer presenti ai box. Le prime telemetrie trasferivano i dati ogni volta che la vettura completava un giro e passava davanti al trasponder posto a bordo pista (vedi articolo Telemetria -parte 1-). Le telemetrie più evolute attuali, invece, rilevano e inviano i dati in tempo reale. Addirittura le telemetrie bidirezionali permettono agli ingegneri dai box di intervenire in tempo reale sui parametri da regolare sulla vettura.

Un rilevamento dati si comporta in maniera differente

Per mezzo di esso è possibile rilevare gli stessi dati di una telemetria ma non è possibile inviarli ai box in tempo reale. Per poter osservare i dati, infatti, è necessario attendere che la moto (superbike o motoGP ad esempio) termini le prove o la gara e rientri ai box. Al rientro ai box è possibile connettere l’apparato di rilevamento dati al computer portatile ed effettuare il download di tutti i dati desiderati. Alcuni esempi di misurazioni utili su una macchina/moto da corsa includono l’accelerazione (Forze G) nei 3 assi, le letture delle temperature di gomme e motore, la velocità delle ruote e la corsa delle sospensioni. Nelle foto sopra vediamo come sulle moto da gran premio la corsa delle sospensioni venga rilevata da appositi estensimetri di cui parleremo nei prossimi articoli.

Ringrazio vivamente:
Il mio caro amico “Giorgio”  per la gentile concessione della sua telemetria.
La PI research per i preziosi dati concessi.

Link correlati
La curva ideale di apertura del gas – Articolo in modalità PRO
La telemetria delle F1 degli anni ’90
La differenza tra la telemetria ed il rilevamento dati
Sensori di spostamento: Potenziometro lineare
Sensori inerziali: Accelerometro – Giroscopio
Sensori di spostamento: LVDT linear variable differential transformer
Sensori per l’aerodinamica: Tubo di Pitot
Sensori per l’aerodinamica: Calibrare il tubo di Pitot
Sensori di velocità: ABS, controlli trazione, controlli stabilità
Telemetria, accelerazione laterale e qualche dubbio…
Sensori di velocità: Un chiaro esempio
Sensori altezza vettura
Parentesi sui controlli attivi su un volante di Formula1
Sensori di torsione
Sensori di torsione: Un chiaro esempio
Sensori di spostamento: Un chiaro esempio: Estensione/Compressione
Interpretare le prestazioni del differenziale autobloccante tramite la telemetria

Estensimetro rilevamento dati forcella anteriore

Tutelare la tua idea con un brevetto

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -5-
Titolo o argomento: Tutelare la tua idea, un tuo disegno o addirittura un marchio con un brevetto.

Devi proteggere un modello?
Un disegno?
O addirittura un marchio?

Approfondiamo la nostra rubrica: “Sogni il tuo brevetto?” inserendo il seguente collegamento all’apposito ufficio della camera di commercio:
http://www.cameradicommercio.it/cdc/id_pagina/26/id_tema/17/t_po/Marchi-e-Brevetti.htm

Potrebbe tornarvi utile usufruire del servizio online inizialmente, ed andare di persona negli appositi uffici che vi verranno indicati poi. Se vuoi leggere gli altri articoli di questa rubrica è sufficiente che nella casella “Cerca” in alto a destra, digiti: sogni il tuo brevetto. Ti appariranno tutti gli altri articoli con spunti che potrebbero interessarti.

Inoltre esiste anche un altro sito che potrebbe interessarvi che si chiama UIBM Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Lo trovate al seguente link di collegamento alla pagina principale:
http://www.uibm.gov.it/it/

uibm.jpg

La telemetria delle F1 degli anni ‘90

Rubrica: Dalla telemetria delle F1 (anni ’90) alle più sofisticate telemetrie attuali
Titolo o argomento: La telemetria ereditata dalla Jordan F1

Premessa

Questa rubrica richiederà un gran lavoro e sarà suddivisa in molti articoli resi leggeri e semplificati. Già a metà percorso avrete un’ottima visione di come sia composto e di come funzioni un apparato di rilevamento e trasferimento dati su un veicolo da corsa.

Introduzione

Incredibile la quantità di dati che si potevano visionare già negli anni ’90 sul display del cockpit (prima foto in basso) di una F1 e, perchè no, su una evoluta vettura da turismo o superturismo:

Velocità istantanea, Velocità massima, Velocità media, Cronometro, Dati degli accelerometri, Dati dei giroscopi, Trasferimenti di carico tra avantreno e retrotreno e viceversa, Peso gravante su ogni ruota in ogni istante, Giri motore, e tutti i normali dati di prassi (temperature, pressioni, quantità, ecc.).

Una impressionante matassa di cavi (seconda foto sotto) collegava tutti i sensori posti su telaio, motore, sospensioni e gomme, alla centralina principale (terza foto sotto). Quest’ultima inviava i dati sia al pilota, visibili tramite il display del cockpit, sia ai box mediante un trasmettitore posto sul telaio (quarta foto sotto) ed un ricevitore posto a bordo pista (sesta foto sotto). Naturalmente i dati potevano anche essere scaricati direttamente su PC per mezzo di un complesso software e relativo cavetto (quinta foto sotto).

Ringrazio vivamente:
Il mio caro amico “Giorgio”  per la gentile concessione della sua telemetria.
La PI research per i preziosi dati concessi.

Link correlati
La curva ideale di apertura del gas – Articolo in modalità PRO
La telemetria delle F1 degli anni ’90
La differenza tra la telemetria ed il rilevamento dati
Sensori di spostamento: Potenziometro lineare
Sensori inerziali: Accelerometro – Giroscopio
Sensori di spostamento: LVDT linear variable differential transformer
Sensori per l’aerodinamica: Tubo di Pitot
Sensori per l’aerodinamica: Calibrare il tubo di Pitot
Sensori di velocità: ABS, controlli trazione, controlli stabilità
Telemetria, accelerazione laterale e qualche dubbio…
Sensori di velocità: Un chiaro esempio
Sensori altezza vettura
Parentesi sui controlli attivi su un volante di Formula1
Sensori di torsione
Sensori di torsione: Un chiaro esempio
Sensori di spostamento: Un chiaro esempio: Estensione/Compressione
Interpretare le prestazioni del differenziale autobloccante tramite la telemetria

Telemetria - Display cockpit Cavi telemetria

Telemetria, centralina e sdoppiatori trasmettitore transponder

cavo pc ricevitore transponder

Introduzione al concetto di funzione matematica

Rubrica: Matematicamente, Speciale funzioni matematiche  – 1

Titolo o argomento: Introduzione al concetto di funzione matematica

Funzione matematica:

Legge che associa ad ogni elemento di un insieme (A) chiamato dominio (o insieme di definizione), uno ed un solo elemento dell’insieme (B) chiamato codominio. Entrambi gli insiemi sono costituiti da numeri Reali. In simboli si scrive:

f : A → B oppure più semplicemente y=f(x)

ecco un esempio molto semplice di funzione matematica: y=x+1 E’ sufficiente sostituire alla x il valore che si desidera e sommare ad esso 1, otterremo il valore della y.

Naturalmente se siete arrivati a questo articolo conoscete benissimo questa definizione e vi interessa più che altro la sintesi delle funzioni che seguirà. Al contrario, se non conoscete cosa sia una funzione matematica, questa definizione vi sarà poco utile.

Uso quindi parole mie per farvi capire il concetto:

 Immagina che per ottenere la giusta miscela per una crema che stai preparando devi aggiungere per ogni uovo un cucchiaio di zucchero.

  • Immagina che la x rappresenti la quantità di uova

  • e che la y rappresenti la quantità di cucchiai di zucchero.

Se la miscela corretta è di un cucchiaio di zucchero per ogni uovo, avrai la seguente funzione matematica y=x ossia: 1=1; 2=2; 3=3 che non significa altro che per ogni elemento x c’è un elemento di y. Per ogni uovo c’è un cucchiaio di zucchero.

Se invece la miscela corretta fosse stata di 2 cucchiai di zucchero per ogni uovo, avresti ottenuto:

y=2·x ovvero sostituendo 1 alla x avresti ottenuto: 2=2·1

Come vedi inserendo 1 al posto della x (che rappresenta le uova) ottengo una y di valore 2 (che rappresenta i cucchiai di zucchero). Per ogni uovo ci sono due cucchiai di zucchero.

Quindi come vedi, anche se non è facile, puoi capire che le funzioni matematiche mettono in relazione vari elementi tra loro che possono addirittura essere rappresentati su un piano cartesiano in modo da avere l’idea di un andamento della situazione.

Continua…

Link correlati

Speciale funzioni matematiche -1- Introduzione al concetto di funzione
Speciale funzioni matematiche -2- Dom Codom Invertibilità Monotonia
Speciale funzioni matematiche -3- Elenco funzioni matematiche note
Speciale funzioni matematiche -4- Come si studia una funzione
Speciale funzioni matematiche -5- Esercizio svolto in ogni sua parte

Troppo tempo davanti al pc…

Rubrica: Mente e salute

Titolo o argomento: Passare troppo tempo davanti al pc danneggia l’organismo

Da una semplice insonnia fino alla depressione, la strada è lunga?

Nemmeno tanto! Passare intere ore davanti ad un computer causa:

  • perdita di liquidi, secchezza delle fauci.

  • disturbi alla melatonina, ditrurbi del sonno.

  • induce la depressione (causata dal bagliore della luce al neon che illumina i cristalli liquidi).

  • riduce notevolmente la creatività.

  • sottopone a forte stress le articolazioni (specie se la posizione davanti al computer non è corretta).

  • Bruciore, lacrimazione, stanchezza alla lettura, visione annebbiata e/o sdoppiata per gli occhi.

  • Fastidio alla luce, Mal di testa.

 Alcuni semplici consigli:

  • Sempre valida la regola di ideare, inventare, progettare su carta e poi, solo in fase finale, sviluppare con l’ausilio del pc.

  • Spegnere il pc almeno un paio d’ore prima di andare a dormire. Questo perchè il bagliore del monitor produce una sorta di errore nel nostro cervello il quale lo percepisce in modo simile alla luce del giorno sfalsando gli equilibri giorno/notte. Questo giustifica notti insonni dopo aver lavorato molto al pc anche la sera.

  • Fare una pausa di almeno una ventina di minuti ogni ora.

  • Non utilizzarlo per qualche giorno di seguito… almeno di tanto in tanto.

  • Non accanirsi nell’utilizzo sperando in un pomeriggio di ultimare un sito web, aggiornare il blog, guardare le caselle di posta elettronica, salutare tutti su msn e skype, rispondere alle notizie sugli utlimi forum preferiti, vedere le inserzioni di oggetti in vendita e portare avanti le trattative mentre ci si lava i denti, vedere le offerte di e-commerce sui siti preferiti, vedere tutti gli spezzoni dei film preferiti su youtube, ecc. ecc…

  • Schermare finestre con tende ergonomiche adeguate al lavoro al PC.

  • Schermare e ridurre luci artificiali, usare lampada da tavolo.

  • Disporre il monitor perpendicolare alle fonti luminose.

  • Collocare monitor e documenti alla stessa distanza dagli occhi il più lontano possibile, purchè siano leggibili.

  • Regolare contrasto, luminosità e caratteri del monitor (sfondo chiaro e lettere scure).

  • Ammiccare spesso e fissare oggetti o persone lontani.

  • Rinnovare l’aria del locale di lavoro.

 Rispettare la legge 626

circa la posizione da assumere sulla sedia (che deve essere a norma), l’altezza del tavolo e le distanze corrette dal pc, è sicuramente un valido contributo per la vostra salute.

In particolar modo per la vostra vista… a meno che non vogliate vedere così : )

nudo-artistico.jpg

Taglio al plasma

Rubrica: Taglio dei metalli
Titolo o argomento: Taglio al plasma

L’utilizzo del Plasma, specie negli utlimi anni, è stata particolramente dedicata al taglio dei metalli di grosso spessore.

Il Plasma allo stato puro si trova ad una temperatura estremamente alta: alcuni milioni di gradi. Quello prodotto artificialmente per le applicazioni di taglio ha una temperatura notevolmente più bassa: circa 10.000°C-30.000°C.

Il taglio dei metalli con il Plasma può avvenire con macchinari automatici (macchine a controllo numerico) o manualmente attraverso una torcia.

La torcia che produce il Plasma consiste in una sorta di cilindro (con più cavità) al centro del quale vi è un elettrodo negativo che fa scoccare un arco elettrico tra l’elettrodo stesso e il pezzo da tagliare (o eventualmente da saldare, come vedremo in seguito). Intorno all’elettrodo vi sono diversi canali nei quali passa:

  • il gas inerte utile a produrre il plasma (nella cavità centrale della torcia).

  • un gas per la concentrazione del getto di plasma (nella cavità intermedia).

  • gas protettivo (nella cavità più esterna).

  • il liquido refrigerante, utile ad abbassare la temperatura dell’elettrodo e la temperatura dell’estremità della torcia, passa in appositi canali posti nelle zone a temperatura più elevata.

Il gas inerte fuoriesce da un anello di rame con ugello calibrato. Sarà subito dopo questo punto che inizierà a formarsi il Plasma. Il taglio avviene per fusione del materiale e non per combustione come nell’ossitaglio (che vedremo in seguito). Maggiori dettagli tecnici nel video in basso e nel prossimo articolo.

Note: lo stato del plasma è definito il quarto stato della materia, in quanto non è né uno stato solido, né liquido, né gassoso, ma è uno stato particolare che si trova in atmosfera durante le scariche elettriche. Si ipotizza che le stelle siano composte di plasma; ovvero gran parte dell’universo.