Rovina del giocatore d’azzardo

Rubrica: Matematicamente
Titolo o argomento: La rovina del giocatore d’azzardo

Un cammino a caso nel quale un giocatore d’azzardo scommette su degli esperimenti ripetuti, in ciascuno dei quali la sua probabilità di vittoria è strettamente compresa tra 0 e 1. Tale possibilità si conclude quando il giocatore riesce a raddoppiare il suo capitale iniziale oppure quando lo perde completamente.

Ad esempio può iniziare con 5 euro e scommettere sempre 1 fino a che vince 10 euro, oppure perdere tutta la somma iniziale. Tale procedimento dà “le probabilità di transizione di una catena di MARKOV” con due stati assorbenti; la probabilità di andare in rovina dipende sia dallo stato iniziale che dalla probabilità di vittoria di ogni esperimento.

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Priorità dei tempi TV, priorità diaframma AV

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -3-
Titolo o argomento: Priorità dei tempi TV – Priorità diaframma AV

Cosa significano queste voci?

Per priorità dei tempi si intende che, posizionando la rotella di selezione su TV, possiamo andare a scegliere il tempo esatto di durata dello scatto che desideriamo. Ma non siamo ancora in piena modalità manuale e gli altri parametri li sceglie la macchinetta. Se ad esempio vogliamo usare la luce naturale che passa dalla finestra ma ci accorgiamo che l’oggetto fotografato in modalità automatica viene scuro, possiamo impostare la macchina fotografica su TV e scegliere un tempo di esposizione di 1 secondo. Se la foto viene troppo luminosa, riduciamo a mano a mano sino a che non otteniamo l’immagine desiderata. Attenzione che ciò che vediamo sul display della macchinetta non corrisponderà alla vera luminosità che avrà la foto. Generalmente le foto sono più scure di come le vediamo sul dispay da 2 o 3 pollici. Vice versa se la foto è ancora troppo scura agiamo nuovamente sul tempo aumentando magari a 1,6 secondi poi 2, …, 3, sino ad arrivare al tempo ottimale. Saranno le vostre prove a darvi ragione. Il risultato del vostro scatto lo verificherete correttamente sul vostro monitor del pc o mac. I mac vanno particolarmente forte in questo settore vantando monitor di qualità eccelsa in HD.

Ho sottointeso che durante queste operazioni il flash viene disattivato. Una foto in ambiente poco luminoso fatta con il flash viene molto molto differente dalla stessa fatta senza flash e con un tempo di esposizione di circa 2 secondi. Sicuramente ve ne siete accorti ed è per questo che volete esplorare le regolazioni manuali della vostra compatta.

Altra cosa che ho sottointeso è l’uso di un cavalletto…

Un motivo per il quale ho preferito non pubblicare una lista di priorità dei tempi e dei diagrammi a seconda dei vari casi, è che le situazioni e le scene possono essere assai differenti tra loro. Nella vostra foto non incide solo la sorgente luminosa (artificiale o naturale) ma tutti gli oggetti intorno a quello da fotografare, i loro riflessi, e tutto quanto si trova dietro e sotto l’oggetto fotografato. Ogni oggetto intorno a quello fotografato emette radiazioni luminose ben precise che influenzano il vostro scatto. Ad esempio impostando un tempo di 0,3 secondi con diaframma f8 utilizzando una luce alogena ed uno sfondo bianco, la foto può dare un risultato che può essere molto differente se le regolazioni sono le stesse ma lo sfondo dietro l’oggetto è di un colore diverso dal bianco oppure se invece della luce artificiale si usa la luce diurna, o ancora se vicino all’oggetto da scattare avete posizionato un carrellino degli attrezzi che magari è rosso. State sicuri che influenzerà la vostra foto con componeti di luce rossa che potreste non notare inizialmente.

Per priorità diaframma come indicato sul menù di alcune compatte si intende che posizionando la rotella di selezione su AV sceglierete l’apertura (solitamente circolare o poligonale) che ha il compito di ostacolare o favorire la luce che raggiungerà la pellicola o il sensore.

Con un’apertura f5,5 più luce raggiungerà il sensore, mentre con un apertura f8 ne arriverà molta meno e vi accorgerete che dando la priorità alla scelta dell’apertura AV, prima dello scatto sul dispay vi comparirà anche il tempo di esposizione che la macchinetta sceglierà. Noterete che impostando un f8 (valore massimo possibile per la canon A540) il tempo di esposizione aumenta, mentre impostando un f5,5 (valore minimo possibile per la A540) il tempo di esposizione si ridurrà notevolmente a frazioni di secondo.

C’è una netta relazione tra queste due regolazioni TV-AV. Ogni valore impostato su una regolazione ne implica un altro che sceglie la macchina fotografica. Vi accorgerete che se ad esempio scegliete un tempo di 1/6 di secondo, in automatico il processore sceglierà un’apertura f5,5. Mentre se darete la priorità alla scelta dell’apertura e userete un’apertura f5,5, in automatico il processore della compatta sceglierà un tempo di esposizione di 1/6 di secondo.

Note:

  • Con il diaframma a piena apertura, la zona di nitidezza in profondità (profondità di campo)  sarà relativamente limitata.

  • Diminuendo l’apertura (l’operazione è detta diaframmare) si aumenta l’estenzione della zona di nitidezza, che raggiunge il massimo quando il diaframma è portato all’apertura minima.

  • Diaframmi di piccole dimensioni richiedono però tempi di esposizione più lunghi e conseguentemente implicano un maggior rischio di mosso se il soggetto o la fotocamera si spostano durante l’esposizione.

  • I numeri f esprimono il rapporto tra la lunghezza focale dell’obiettivo e il diametro dell’apertura del diaframma

Ecco qualche esempio semplice. Notate che le caratteristiche dello scatto sono contenute nel nome del file e ripetute nell’elenco sotto. Ci sono alcune foto sottoesposte e altre sovraesposte. Questi “errori” sono voluti per meglio comprendere cosa accade distribuendo la quantità di luce che vi occorre in modi differenti:

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  1. foto A: tempo di esposizione 0,05 secondi ovvero 1/20 di secondo; f/stop 5.5

  2. foto B: tempo di esposizione 0,2 secondi ovvero 1/5 di secondo; f/stop 5.5

  3. foto C: tempo di esposizione 0,25 secondi ovvero 1/4 di secondo; f/stop 5.5

  4. foto I: tempo di esposizione 1 secondo; f/stop 8.0

  5. foto O: tempo di esposizione 2,5 secondi; f/stop 8.0

  6. foto P: tempo di esposizione 3,2 secondi; f/stop 8.0

  7. foto R: tempo di esposizione 5,0 secondi; f/stop 8.0

E’ interessante notare come con tempi di esposizione maggiori si usi un’apertura più piccola che oltretutto impedisce il passaggio di alcune radiazioni luminose sulla frequenza del giallo. La foto perde parzialmente, a nostro vantaggio, quella componente giallina che è causata da lampadine non appropriate al tipo di scatto.

In seguito vedremo alcuni effetti interessanti ottenibili giocando con le esposizioni e altri risultati ottenibili con diversi tipi di luce e, cosa importante spiegandone il perchè. Parleremo quindi di radiazione luminosa con accenni di fisica.

Continua…

L’Italia è stretta e lunga…

Gli Italiani sono disordinati, gli italiani sono ordinatissimi, gli italiani sono puliti, gli italiani sono inquinatori, gli italiani sono cordiali, gli italiani sono maleducati, gli italiani sono artisti, gli italiani sono demotivati, gli italiani sono perditempo, gli italiani sono ottimi lavoratori, gli italiani sono organizzati, gli italiani sono disorganizzati, gli italiani sanno il loro mestiere, gli italiani sono ignoranti… Come sono gli Italiani?

Puoi girare l’Italia “in lungo e… in lungo”. Non troverai un italiano uguale all’altro rimango stupito ogni giorno di più da pregi e difetti di ogni regione dell’Italia. Ognuna con diversi problemi, ognuna con diverse caratteristiche. C’è un Italia più viva, una più sorniona ma artistica, una più creativa, una più rigorosa ma chiusa, ogni regione con la sua storia, ogni regione con le sue persone che, seppur con modi diversi, inseguono le stesse cose, sognano le stesse cose… Infondo infondo, siamo  tutti uguali. Eppure dal tacco alla cima tutto è completamente diverso con diversi pregi e diversi difetti.

Siamo andati a visitare i mercatini di Natale a Brunico e Bressanone (e brevemente a Innsbruck). Tante le cose che ci hanno colpito con alti e bassi. Tanta pulizia, tanto ordine, tanta precisione, tanto rigore… La gente per le vie è tanta eppure non sembra esserci rumore confusione. Giusto i turisti parlano a voce un pò più alta. I negozi chiudono alle ore 18:00 e se sei già entrato e stai per fare un acquisto ti chiedono di tornare l’indomani. Senza considerare che magari il giorno dopo è di chiusura e dovrai anche ripartire. Queste sono cose che a me piacciono molto poco. A dire il vero sono entrato in un negozio di cravatte e affini bellissimo, mi piaceva tutto quanto esposto e non sapevo cosa scegliere. I prezzi erano talmente ottimi che pensavo ci fosse qualche errore. Sono dovuto uscire, ormai erano le 18:15. Sono rimasto male.

La mattina dopo passiamo lì davanti al negozio e troviamo la signora vicino la porta, chissà come mai decidiamo di entrare nonostante il fastidio del giorno prima e…

…Scopriamo che la signora era veramente gentile, cordiale, molto precisa e che il fatto dell’orario è un’abitudine di tutti lì. Loro sono precisi con te ma tu devi esserlo con loro. Per soli 15 euro ha messo sotto sopra l’intero negozio dandomi la possibilità di scegliere la cravatta preferita. Sono bastati pochi minuti e si è aperta a parlare con noi persino di cose personali. E’ stata molto dolce e l’abbiamo ringraziata molto. A volte le apparenze ingannano. Da quelle parti sono così: Rigorosi ma non per cattiveria.

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Quel benessere momentaneo che costa caro…

Senza accorgercene ecco in breve (si fa per dire) la lista alla quale ci siamo assuefatti piano piano, o perchè lo fanno gli altri, o perchè il mercato ce lo ha quasi imposto “silenziosamente”:

Neanche a dirlo: il cellulare. Superfunzionale: deve fare filmini con la qualità di un colossal; foto (con il pacchetto THE BEST viene anche il tecnico per le luci); giochi, televisione, radio, lettore mp3, computer, palmare, navigatore, sms, mms, internet, wi-fi, avvisarvi su chi ha vinto un reality, a volte RUBRICA, più raramente usato per telefonare… 😀

Neanche a ridirlo: secondo cellulare con la tariffa più agevolata per le chiamate verso le targhe dispari, per quelle pari invece usiamo il telefono precedente

Lettore mp3: per ascoltare 80 GB di canzoni ovvero 22.857 brani da ascoltare tutti (68.571 minuti di musica ovvero 1142,85 ore) ovviamente in mezz’ora di autobus.

Navigatore per ritrovare la macelleria in paese sotto casa nostra. Non mi ricordo mai se quando apro il portone devo girare verso il bar o verso la croce gialla….

Computer portatile con l’hard disk più grande della storia… per salvare 20 file di testo che stanno in un dischetto da 1,44MB scritti con l’ultimo programma di scrittura che però occupa 3GB. E per tenere le foto del battesimo del figlio del cugino della sorella di quella nuora di terzo grado amica del collega del tabaccaio di fronte casa di nonna. Ma non la nostra nonna vera, la vecchietta di paese tanto tenera che ormai è diventata un parente.

Portatile Mignon. Si appoggia comodamente sul portarotolo di carta igenica per fare video conferenze con gli amici soprattutto nel “momento del bisogno”…

Macchina fotografica da Xn MegaPixel in modo che le foto, se sono brutte, si vedano veramente bene… che sono brutte.

Utilitaria con verniciatura fatta a mano nel primo pomeriggio dallo stesso stilista che ci ha fatto la cinta così pesante che ci cadono i pantaloni. Auto ovviamente munita di presa usb per collegare il pace maker alla centralina e scegliere la mappatura: sport, race, pioggia (rain), gita nell’entroterra toscano… per sentire la strada “nel cuore”.

Televisore al Plasmon (plasma) per “nutrire energicamente” i nostri bambini con concetti fondamentali e di primaria importanza per la loro crescita e lo sviluppo delle loro capacità: reality, gente spacciata per famosa non si sa per quale motivo, pubblicità di tariffe, canoni, abbonamenti ai quali, mi raccomando, non possiamo mancare; gente che canta, balla, zompetta, si offende, si pettina al buio… Una volta va bene, due pure, ma sempre attaccati li no eh!

Lettore dei “soli” formati: cd/dvd/hd/blueray/md/sd/mmc/3,5″/dat/video8/vhs/miniDV/HDV/cici/coco/ecacameocaz (come direbbe un buontempone che conosco), ma stiamo aspettando che ne escano altri 20 per averli tutti 😀

Occhiali da sole che abbaiano il sole stesso. Li riconosci perchè sono così potenti che li vedi in giro quando il sole per non farsi abbaiare rende la giornata nuvolosa…

Penso non manchi nulla. Qualche scemenza per farsi due risate. Due risate che però fanno riflettere.

Aspetti psicologici.

Molti psicologi e studiosi ritengono che questo grande desiderio di possedere tutto nasca da un recondo senso di insoddisfazione personale che più si tenta di colmare con degli oggetti e più ci lascia vuoti. Ogni nuovo ogggetto è una nuova speranza di felicità… una felicità che si assopisce già dopo poche ore dall’acquisto. Diverso è il discorso per chi acquista materiale tecnico per una reale utilità o meglio per lavoro o passione. In questi ultimi casi un acquisto tanto agognato può rendere realmente più sereni per il raggiunto scopo di un obiettivo ambito e per la consapevolezza che tale materiale sarà utile a qualcosa, utile a raggiungere uno scopo. E’ importante distinguere sempre un acquisto motivato da un acquisto fatto per noia.

Quando tiriamo troppo la corda…

Oggi ho ricevuto una mail da Tophost, la mail in questione si riferiva all’annullamento di un servizio che hanno proposto negli anni passati con risultati che fanno riflettere. L’iniziativa offriva ai clienti la possibilità di scegliere da soli il prezzo da pagare per il secondo anno (o successivo) di servizio di hosting -ovvero il servizio che ci permette di avere uno spazio nel web per siti e blog- e, chi fosse stato scontento del servizio per motivi plausibili poteva farsi uno sconto da solo e motivare il perchè.

Direi un’iniziativa ottima. Quando mai vi capita che qualcuno vi chieda: “pagami per quanto valgo secondo il tuo parere…”

Naturalmente cosa è successo? In molti se ne sono approfittati e nella mail che hanno mandato ai clienti, e che pubblico qui sotto, trovate le motivazioni che la gente ha dato anche divertendosi a prendere in giro lo staff di Tophost. La mail (in blu) diceva:

Ci dispiace essere arrivati al punto di dover scrivere queste righe. Purtroppo le belle iniziative franano per la furbizia di alcuni soggetti che agiscono in modo avido e approfittatore, senza senso civico e pronti ad accaparrarsi tutto quello che possono, anche se non gli spetta!
 

“Non ho soldi sulla carta ricaricabile”, oppure “mi faccio lo sconto quantità” o anche “penso di aver diritto ad uno sconto”, senza dimenticare i burloni del tipo “siete bravi e rinnovo a meno”; e le chicche “non lo uso” o l’ho usato poco.

Con questa iniziativa molti hanno messo in luce la loro pochezza senza pensarci due volte. Nonostante ad alcune persone, in modo privato, abbiamo detto di smetterla di farsi lo sconto a prescindere a fronte di scuse puerili e di non usare questa iniziativa in modo illecito, non siamo stati ascoltati.
Ora siamo costretti a far sentire la nostra voce in modo chiaro e a malincuore abbiamo deciso di sospendere l’iniziativa del rinnovo a prezzo variabile. Il ringraziamento va alle persone che hanno approfittato dell’iniziativa, potete trovarne in bella mostra alcuni sul blog dedicato ai Clienti.

Un doveroso ringraziamento a chi ha partecipato a tale iniziativa in modo onesto e costruttivo, perché abbiamo ricevuto molti spunti per migliorare e molti attestati di merito.

Ora tornando a noi io mi (e vi) chiedo: “Come è possibile pensare di cambiare l’Italia o, più in grande il mondo, se nel nostro piccolo siamo esattamente come le persone che critichiamo? Il politico perfetto non esiste. E’ utopia. Avoglia a litigare! Quello che può esistere è una società migliore… e parte da noi. Inutili i discorsi del tipo: “ma se non lo fa tizio, perchè lo devo fare io?” ecc. ecc.

Spero ci sia ancora gente che abbia il desiderio di dare l’esempio e trascinare sulla buona strada le persone che ha intorno. Se ciò fosse ramificato, ognuno di noi farebbe molto…

 

Muffa, condensa e umidità in casa?

La muffa, la condensa e l’umidità

La condensazione del vapore d’acqua sulle pareti provoca il germogliare e diffondersi della muffa, funghi di cui si nutrono varie specie batteriche. La presenza di muffe negli ambienti è una delle principali cause di non igiene delle case e può provocare malanni alle vie respiratorie ed anche danni più gravi alla salute. L’acqua condensa a causa di:

  • basse temperature delle pareti, cioè scarso isolamento termico o presenza di ponti termici;

  • insufficiente ventilazione, cioè concentrazione di vapore elevata;

  • serramenti a tenuta, cappe a ricircolo etc, cioè scarsa evacuazione del vapore;

  • cattiva conduzione dell’alloggio (sovraffollamento, temperatura troppo bassa di notte…)

La temperatura superficiale

Il confort dell’ambiente è dovuto principalmente ad una buona temperatura operante, cioè alla temperatura media tra quelle dell’aria e delle pareti: pareti fredde inducono sensazione di disagio. Inutile tenere alta la temperatura dell’aria: provoca fastidiosi malesseri. È meglio aumentare la temperatura radiante delle pareti con una buona “coperta” isolante. Anche i sistemi di riscaldamento radiante ( a parete, a pavimento, a soffitto etc..) sono da preferire rispetto a quelli convettivi (termosifoni, fan-coil, etc..) che mettono in circolazione polvere e microrganismi.

Sicurezza, igiene, rumori, energia e salute in casa

La casa è lo spazio dove maggiormente deve essere salvaguardata la salute e il benessere dell’uomo. Una casa sana è dunque amica dell’uomo. Ma spesso si confonde il concetto di casa sana con quello di casa costruita con materiali naturali. Senza nulla togliere allo spirito poetico di chi desidera abitare in una casa completamente “ecologica”, ma cercando di essere concreti, analizziamo il problema, esaminandone i vari aspetti:

• La purezza dell’aria;

• L’igiene ambientale;

• La sicurezza al fuoco;

• La sicurezza degli impianti;

• Il rumore;

• La nocività dei materiali impiegati nel costruire;

• La nocività dei materiali impiegati in casa;

• L’energia e la protezione dell’ambiente esterno.

• Il ciclo di vita dei prodotti.

Alcuni organismi e associazioni si occupano esplicitamente del problema e rilasciano attestazioni di conformità.

E’ la concentrazione degli inquinanti il vero pericolo in casa.

Per mantenere bassa e quindi non pericolosa la concentrazione, si può intervenire riducendone le immissioni; utilizzando cioè materiali meno inquinanti. Per fare questo conviene esaminare quale è il contributo percentuale degli inquinanti comunemente presenti nelle case. In ogni caso la ventilazione è il modo per ridurre la concentrazione.

Può avvenire:

  • naturalmente, attraverso gli spifferi e l’apertura saltuaria delle finestre (20% del fabbisogno necessario)

  • attraverso la traspirazione dei muri (3% del fabbisogno)

Nè la traspirazione nè l’apertura dei serramenti possono fornire una adeguata ventilazione.

Solo con sistemi specifici (impianto di ventilazione continua a tiraggio naturale o meccanico) si può sopperire al fabbisogno d’aria.

Necessità di arieggiare gli ambienti

La ventilazione degli ambienti è necessaria per un ambiente sano: in primo luogo

serve per rifornire di ossigeno la respirazione umana, e ridurre la concentrazione di

CO2. Con l’aria esterna si può diluire tale concentrazione.

Evitare il ricircolo dei microrganismi

Una buona prassi è evitare di ricircolare ciò che viene aspirato con i comuni aspirapolveri e rimesso in circolazione nell’aria. Bisognerebbe effettuare le pulizie a finestre aperte oppure disporre di filtri adeguati sull’apparecchio o meglio ancora installare un sistema di aspirazione centralizzata che espella all’esterno l’aria aspirata.

La pulizia degli impianti

Ricordarsi di controllare la pulizia degli impianti di ventilazione, le condotte d’aria, i termosifoni e i ventilconvettori.

Ritorna il baratto: Uno scambio interessante

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Uno scambio interessante

Se sui libri di storia abbiamo letto che il baratto era una forma primitiva di commercio e se è vero che i vari rami del mercato emergono ciclicamente, allora incominciate a credere al fatto che il baratto stia tornando.

Un esempio?

A dire il vero ci ho fantasticato più volte per evitare le banche e per usufruire con amici di maggiori servizi a minor prezzo ma gli esempi che seguiranno sono ben più evidenti:

  • Chiacchierando con due tecnici, un elettricista e un idraulico, ho saputo che loro non pagano mai i loro impianti e non li fanno pagare nemmeno ad amici e parenti. Come? Semplicissimo, senza nemmeno bisogno di spiegazioni, l’uno offre la sua esperienza all’altro non in cambio di soldi… bensì in cambio di un servizio analogo. Io ci rifletterei.

  • Io sono motorista e più volte ho riparato gratuitamente motori & co ad amici parenti e persino alla mia ragazza che inizialmente era scettica. In cambio ognuno di loro mi ha offerto gratuitamente servizi relativi ai loro rispettivi lavori. E non è poco. Fidatevi non è poco. Se hai delle esperienze, delle abilità, sfruttale. Quando non ci sono di mezzo denaro e potere, sono sempre sane  e fanno bene al cuore vostro, di amici e conoscenti…

  • Stessa cosa ho visto fare ad alcuni geometri, ognuno dei quali specializzato in diversi rami, chi nelle ristrutturazioni, chi nel disegno 3d, chi nello stile rustico.

  • Ho visto un tecnico di assistenza TV dare delle dritte nell’Electrolux BerardiStore in cambio di assistenza gratuita sul camper. Uno metteva a puntino il frigo del camper ad assorbimento e l’altro gli diceva come far rifunzionare il televisore a tubo catodico tanto amato.

 Avrei molti moltissimi esempi ma il succo si è capito. Credo anche che questo sistema renda persino più unite le persone. Certo deve sussistere una compatibilità e non si vive di solo scambio. Non potete realizzare dei maglioni a mano per pagare la spesa alla cassa, ovvio :)… Ma potreste offrire un servizio gratuito di maglieria ad un supermercato che dispone dell’angolo abbigliamento, in cambio di buoni spesa… Non stuzzicatemi la fantasia, sono tremendo in queste cose.

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Continua… nel prossimo articolo un esempio bancario molto interessante su come, in alcuni casi, potete autofinanziarvi.

Compatta digitale: Tempo di esposizione

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -2-
Titolo o argomento: Tempo di esposizione

Se utilizzate la vostra compatta digitale in modo automatico forse non ve ne sarete accorti, se invece stuzzicate le varie funzioni con curiosità potrete notare che la rotellina che gestisce le modalità di scatto si può posizionare sulla voce “TV”. TV non ha nulla a che fare con le opzioni per fare brevi filmini. Per quelli vi è un’apposita funzione indicata dal simbolo della telecamera. La rotellina per scegliere le funzioni, quando viene posizionata su TV, permette all’operatore di scegliere i tempi di esposizione ovvero di selezionare il tempo durante il quale il diaframma resterà aperto. Più il diaframma resterà aperto e più luce raggiungerà il sensore (o la pellicola nelle macchine fotografiche “normali”). Questa particolare possibilità ci permette di effettuare scatti in zone poco luminose come stand fieristici o meglio di notte. Uno scatto per così dire prolungato deve poter riprendere un soggetto fermo, mantenendo ferma anche la macchina fotografica. E’ necessario utilizzare ad esempio un cavalletto, ma può trattarsi di un qualunque supporto. Se si muove la macchina fotografica o il soggetto fotografato, la foto verrà indubbiamente mossa e poco gradevole. Al contrario se si scattano foto con tempi di esposizione prolungati, con il soggetto in movimento e lo sfondo fermo o viceversa, si possono ottenere effetti interessanti. Un esempio è rappresentato dalla foto sottostante dalla quale abbiamo poi ricavato una grafica che oggi si trova nell’ufficio di un mio amico in formato 2816×2112. Non è affatto poco per una compatta. Sullo sfondo del porto, lo scatto prolungato mette in evidenza il movimento delle automobili che si strasformano in scie di luce generate dai fari ripresi per più secondi consecutivi. E’ possibile operare al contrario e ridurre il tempo di esposizione per uno scatto ad un oggetto che si muove in velocità (una moto in pista, un atleta ecc.). In questo caso per non avere un’immagine mossa i tempi saranno ridotti fino a minime frazioni di secondo ma dovremo regolare altri parametri (che vedremo in dettaglio nel prossimo articolo) affinché, con uno scarso afflusso di luce al sensore, la foto non venga scura o completamente nera.

Continua…

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