Trattamenti superficiali: Sinterforgiatura

Rubrica: Trattamenti superficiali

Titolo o argomento: Migliorare le proprietà meccaniche delle superfici dei metalli

Sinterforgiatura

Processo che prevede una prima fase di sinterizzazione (vedi nei “Link Correlati” i Trattamenti Termici) per ottenere un grezzo il quale successivamente viene compattato in uno stampo di precisione di forma prossima a quella finale. Tale processo aumenta la densità strutturale del materiale con le ovvie e conseguenti migliori prestazioni meccaniche.

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Tetti ben fatti

Le caratteristiche meccaniche tecnologiche di un ottimo tetto

Un buon tetto si caratterizza per un insieme di requisiti indispensabili che agiscono in maniera sinergica e garantiscono il massimo comfort e il maggior risparmio energetico in ogni stagione.
Si possono distinguere fra quelli meccanici, riguardanti la tipologia della struttura, e tecnologici.

REQUISITI MECCANICI: la resistenza
La struttura portante di ogni tetto nelle due tipologie principali (piano continuo di un solaio in latero-cemento o discontinuo di un solaio in legno) deve sopportare carichi permanenti (strutturali) e sovraccarichi accidentali, riconducibili principalmente all’azione di agenti atmosferici, come la neve o il vento:

  • per pendenze che vanno dai 20° ai 60°, in cui la neve si accumula in strati che possono scivolare verso il basso, la normativa prevede la necessita’ di distribuire sulla copertura elementi fermaneve, disposti per file parallele alla linea di gronda in quantita’ proporzionale alla criticita’ della situazione;

  • la forza del vento agisce in maniera distribuita o localizzata, sotto forma di turbolenze e vortici: in questo caso esercita una pressione soprattutto sulle linee di bordo, di gronda, di colmo, che vanno accuratamente ancorate.

 

REQUISITI TECNOLOGICI: controllo delle condizioni “igrometriche” del manto

 

La porosita’ naturale delle tegole nei manti in laterizio rende le coperture relativamente permeabili, e cioe’ traspiranti e resistenti all’acqua allo stesso tempo.
Dopo precipitazioni abbondanti, pero’, le tegole imbibite d’acqua si asciugano velocemente solo esternamente per l’azione del sole e del vento: se non si provvede in qualche modo, l’intradosso puo’ rimanere umido per lungo tempo, originando possibili fenomeni degenerativi delle tegole stesse e degli strati sottostanti.

Uno dei modi per mantenere temperatura e umidita’ il piu’ possibile uniformi fra esterno e interno e’ adottare una micro – ventilazione sottomanto, posando a secco gli elementi del manto su supporti (listelli di legno) paralleli od ortogonali alla linea di gronda (fig. 1).
Una pendenza intorno al 35% e’ sufficiente per determinare differenze di pressione e temperatura tra la linea d’ingresso dell’aria (linea di gronda) e la linea di uscita (linea di colmo), necessarie per innescare il movimento dell’aria nell’incavo creato. Naturalmente la linea di gronda e quella di colmo devono essere libere da ostruzioni.

microventilazione.jpg

La micro – ventilazione sottomanto puo’ essere incrementata mediante speciali tegole d’areazione.

REQUISITI TECNOLOGICI: controllo delle condizioni “igrometriche” del tettoScambi termici in inverno e in estate
Il tetto svolge un ruolo rilevante nel bilancio energetico degli edifici: migliorarne le prestazioni termiche influisce positivamente sul microclima interno, riducendo i consumi energetici dovuti a riscaldamento e raffrescamento e di conseguenza l’inquinamento ambientale. I due parametri essenziali in questo senso sono:

  • l’isolamento termico, che si determina quantificando le dispersioni termiche in periodo invernale;

  • la ventilazione, che consente di ridurre il flusso termico entrante nel periodo estivo e di smaltire il vapore interno nel periodo invernale.

Durante il periodo invernale, un buon tetto deve limitare le dispersioni termiche e accumulare il calore fornito dall’irraggiamento solare, in modo da poterlo rilasciare lentamente negli ambienti interni durante la notte. E’ necessario quindi uno strato isolante che, posizionato all’estradosso del solaio di copertura (al di sotto e non interposto ai listelli di ventilazione, fig. 2), sia in grado di migliorare il controllo dei ponti termici e limitare i fenomeni di condensa.
Un altro aspetto da non sottovalutare e’ il controllo degli eventuali ponti termici in corrispondenza dei cordoli e delle travi in cemento armato.

stratoisolante.jpg

Un tetto con un buon sistema di ventilazione garantisce invece un generale raffrescamento naturale degli ambienti sottotetto, con conseguente aumento del comfort e diminuzione dei costi. Si puo’ realizzare come ventilazione sottomanto:

ventilazione_sottomanto.jpg

oppure, in presenza di sottotetto non abitato, si puo’ attivare mediante aperture contrapposte ubicate nelle chiusure verticali; in questo caso lo strato termo-isolante andra’ posto all’estradosso dell’ultimo solaio interpiano.
Controllo della condensa interstiziale
La condensa interstiziale si forma di solito in inverno negli strati esterni di chiusura, quando il vapore interno, migrando verso l’esterno, incontra materiali ad elevata impermeabilita’. Questo si verifica quando questi strati si trovano sopra lo strato termo – isolante.

condensa.jpg

Fra le possibili soluzioni si può:

  • “bloccare” il vapore ascendente sotto lo strato termo – isolante con uno strato a elevata impermeabilita’ al vapore (polietilene, membrane bituminose), detto barriera al vapore.

  • diffondere l’eventuale vapore attraverso il tetto, anziché bloccarlo, con una membrana impermeabile e traspirante che, resistendo al vento e all’acqua, permette il passaggio all’esterno del vapore, impedendo di fatto la formazione della condensa interstiziale.

     

Il business del futuro?

Il giorno in cui saremo in grado di vendere rifiuti, avremo tra le mani uno di quei business giganti che nemmeno immaginiamo. Certo è che rimane fondamentale l’anticipare i tempi ed essere i primi a farlo. Se avrete un’idea geniale al riguardo, saranno in molti a copiarvela poi. Quindi la differenza la farà la vostra capacità di essere stati i primi. Se poi realizzerete un marchio… beh allora potreste fare un bel centro in quanto la gente ricorda sempre chi è stato il primo a fare cosa e, automaticamente, classifica come migliore proprio chi ha preceduto tutti gli altri……….

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Fare arte con i rifiuti

Rubrica: Arte e rifiuti, un accostamento possibile

Titolo o argomento: Fare arte con i rifiuti

I numeri dell’arte non hanno limiti

Certo è che avere la capacità di realizzare un oggetto, un’idea gradevole con gli scarti che abbiamo in cucina, in cantina, in garage o nella soffitta della nonna… ha dell’incredibile. Eppure osservate questi esempi e valutate voi stessi se in fondo in fondo non sono oggetti gradevoli, essenziali, artistici?

Naturalmente non tutte le idee che troveremo in giro per il web possono piacerci, ma se almeno una cosa vi ha intrigato, allora è il momento buono di stuzzicare la fantasia e mettervi all’opera…

NB. è severamente raccomandato non dare retta a quel tipo di persone pronte a criticare il vostro operato classificandolo come inutile, sono persone non adatte a comprendere certe finezze 😀

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Tecnologie in Edilizia – L’importanza del tetto -1-

Tetti ben fatti 

Il corretto isolamento nelle coperture 
Isolamento adeguato ai limiti di trasmittanza riportati nel decreto legislativo n.311

Il rendimento energetico nell’edilizia e’ un argomento affrontato in Italia dal Dlgs n. 311/2006 che, in vigore dal 2 febbraio 2007, fornisce i nuovi parametri di riferimento sulle dispersioni di calore per tutti gli edifici nuovi e ristrutturati. Il provvedimento e’ un intervento necessario in vista di un risparmio energetico che nei prossimi anni dovrebbe diventare sempre piu’ consistente in un paese, come il nostro, dove all’edilizia si riconduce il 40% circa dei consumi energetici totali.

Valori limite, zone climatiche, soglie temporali

Nello specifico, la normativa fornisce i valori limite di trasmittanza termica (espressa in Kwh/m2k) per tutte le superfici dell’edificio, in modo da stabilire un grado di isolamento ideale. Questi valori non sono univoci per tutto il paese ma variabili in funzione della zona climatica dei vari Comuni di appartenenza.

Il territorio italiano e’ stato infatti suddiviso in 7 zone climatiche, che vanno dalla zona A (in cui rientrano i Comuni piu’ caldi) alla F, (che comprende i piu’ freddi): i valori di trasmittanza diventano progressivamente piu’ bassi dalla A alla F, dove la richiesta di riscaldamento e’ maggiore e l’involucro degli edifici deve riuscire a disperdere all’esterno la minor quantita’ possibile di calore.

Inoltre e’ previsto che tali limiti diventino ogni anno piu’ severi, fino al 1° gennaio 2010, come si evince dalla seguente tabella, che riporta i dati relativi alle coperture:

tabella-trasmittanza.jpg

Arginare la dispersione di calore dal tetto

E’ stato calcolato che in ogni edificio il 25-30% circa delle dispersioni termiche avviene attraverso il tetto. L’isolamento di questa parte incide dunque in maniera rilevante sul risparmio energetico complessivo e deve essere realizzato non solo scegliendo con attenzione il materiale isolante, ma impiegando anche un corretto spessore, in modo da verificare quanto previsto dalla normativa.

Di seguito sono riportati due esempi di calcolo utili per individuare il corretto spessore del materiale isolante in relazione alla zona climatica e alle 3 soglie temporali.

I calcoli sono stati eseguiti sulla seguente stratigrafia:

stratigrafia_tetto.jpg

1) intonaco per interni a base di calce e gesso, spessore=1,5 cm;
2) solaio in latero cemento 16+6, spessore=22cm; massa volumica 1800 kg/m3 (resistenza termica 0,33 m2K/W, desunto dalla UNI 10355 rif.2.1.03);
3) camera non ventilata spessore=5 mm;
4) strato isolante EPS 100, con coefficiente di conducibilita’=0,034 W/mK;
5) camera debolmente ventilata spessore=60 mm;
6) pannello multistrato OSB;
7) guaina bituminosa ardesiata spessore=3,5 mm.

Secondo la norma UNI 6946, se la copertura e’ ventilata va trascurato il contributo resistivo delle tegole e dell’aria. La massa delle tegole ai fini del calcolo e’ trascurabile, di essa non si sfrutta l’inerzia, essendoci una camera di ventilazione.

Gli ottimi valori di trasmittanza termica dell’EPS, unitamente agli altri materiali che compongono la stratigrafia, coprono tutti i limiti previsti dal Dlgs, se considerati nei due diversi spessori da 6 e 8 cm. In particolare:

con strato EPS da 6 cm si verificano tutti i valori richiesti fino alla zona climatica C, nelle ultime due soglie temporali (2008-2010):– massa: 295,91 kg/m2
trasmittanza U: 0,36 W/m2K
– fattore di attenuazione: 0,1527
– sfasamento: 9h 15′

con strato EPS da 8 cm si verificano tutti i valori richiesti fino alla zona climatica F, nell’ultima soglia temporale (2010):– massa: 295,91 kg/m2
trasmittanza U: 0,29 W/m2K
– fattore di attenuazione: 0,1489
– sfasamento: 9h 21′

 

Trattamenti superficiali: Rivestimenti sintetici

Rubrica: Trattamenti superficiali

Titolo o argomento: Migliorare le proprietà meccaniche delle superfici dei metalli

Rivestimenti sintetici

I rivestimenti sintetici sono applicabili, praticamente su tutti i pezzi, tramite: pennelli, spatole, immersione, rivestimento con pellicole, trattemento elettrostatico delle superfici, tramite fiamma o sinterizzazione a vortice. Sinterizzazione a vortice: il pezzo viene preriscaldato a 300°C e mantenuto in un vortice di polvere di materiali sintetici provocato da un flusso d’aria messo in pressione. La polvere si deposita sul pezzo e forma un rivestimento plastico efficace contro la corrosione o come isolamento fonico, termico, elttrico o, addirittura per motivi estetici.

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Trattamenti superficiali: Trattamento laser

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Indurimento superficiale con trattamento laser

Trattamento adottato in caso di superfici particolarmente complesse. E’ importante notare che in seguito a tale trattamento, nonostante le superfici ottengano una maggiore durezza, possono comunque essere lavorate alle macchine utensili.

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A proposito di idee e brevetti

Guardate cosa è successo ad un ragazzo sardo. Il servizio di striscia, nei primi istanti un pò comico, è in realtà tutto da seguire:

Ci è successa una vicenda molto simile quando partecipammo ad un concorso con una “rivista” per il restyling della Ford GT 40. Onestamente però devo ammettere che ci sono delle differenze sostanziali con ciò che è accaduto al ragazzo sardo nel ’99: la vettura che disegnai non era identica a quella che poi è uscita, ma molto molto somigliante. L’anno in cui partecipai al concorso era, se ricordo bene, lo stesso o forse prima. I dettagli identici al mio disegno erano: il cofano anteriore, i fari anteriori, il paraurti anteriore, gli sportelli laterali e le prese d’aria nelle fiancate. Vorrei pubblicare il mio disegno ma al momento lo possiedo solo in forma cartacea. Comunque sia voglio sperare che fummo in tanti a disegnare la GT 40 in un certo modo e che, chi vinse, fu debitamente premiato (e non con i soliti 1000 euro da concorso di tesi, meglio se con un bel posto di lavoro 🙂 )

 gt40.jpg

modello ufficiale

Fortunatamente, il posteriore è molto differente – e questo mi rasserena- quindi il mio caso infondo è andato benino ma il ragazzo citato nel servizio di striscia mi sembra sia stato letteralmente copiato pari pari…

In casi come quello esposto dal servizio sopra, risiede la ragione del nostro non voler pubblicare tutti i contenuti di questo Blog subito… Capirete che ci stiamo informando su tutti gli strumenti possibili per tutelarci. Strumenti di cui parleremo ogni volta che avremo un aggiornamento. Ecco i link ai precedenti articoli:

Trattamenti superficiali: Riporto ceramico

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Riporto ceramico

I materiali ceramici possono essere proiettati con processi chimici. Essi aderiscono per incatenamento sulla superficie del pezzo. Le applicazioni in ceramica servono a proteggere dal calore, dalla corrosione e dall’usura.

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