Introduzione agli impianti fotovoltaici

Rubrica: Impianti fotovoltaici

Titolo o argomento: Introduzione agli impianti fotovoltaici

I vantaggi dell’installazione di un impianto fotovoltaico sono molteplici, distinguibili fra quelli ambientali e quelli economici. Dal primo punto di vista, con un sistema del genere e’ possibile sfruttare una fonte inesauribile di energia, come il sole, che permette un risparmio diretto dei combustibili fossili e la riduzione a zero dell’emissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera.

Il vantaggio economico abbraccia diversi aspetti. Strutturalmente, e’ certamente significativa la lunga vita di questi impianti, non soggetti a grosse usure e bisognosi di minima manutenzione (essenzialmente la pulizia della superficie trasparente dei moduli, per permettere una corretta ricezione della luce solare all’interno delle celle).

A livello produttivo il beneficio che gli impianti connessi alla rete possono ricavare e’ molto interessante, sia grazie al servizio di “Scambio sul posto”, offerto dalla societa’ distributrice dell’energia elettrica (per gli impianti di potenza non superiore a 20kWp) sia, soprattutto, grazie alla recente normativa italiana che concede incentivi statali sull’energia prodotta (il cosiddetto “conto energia”), dando la possibilita’ di recuperare il capitale impiegato per la costruzione dell’impianto negli anni successivi, attraverso il suo stesso funzionamento.

Il servizio “Scambio sul posto”. E’ un meccanismo applicabile ad impianti di potenza compresa fra 1 e 20kWp, indicati, in genere, ad essere installati in abitazioni di privati cittadini, attivita’ commerciali o piccole aziende. Un generatore connesso con la rete vi inietta direttamente e costantemente l’energia elettrica prodotta, a meno che prima del punto di consegna non ci sia utilizzo. Negli impianti fotovoltaici residenziali, pero’, l’istante di produzione dell’energia e quello del consumo non coincidono sempre durante la giornata. Il meccanismo dello “scambio sul posto” permette di quantificare l’energia riversata in rete tramite l’utilizzo di un apposito contatore, per poi detrarla dall’energia consumata in totale dall’utente. Quando l’energia elettrica immessa annualmente non supera quella prelavata dalla rete, si ottiene un significativo risparmio sulla bolletta elettrica. Se l’energia elettrica prodotta eccede quella prelevata, si puo’ beneficiare di un credito di energia da consumare nell’arco dei 36 mesi successivi alla produzione.
Il beneficio economico di questo servizio, erogato dalla societa’ elettrica che esegue l’allacciamento, si puo’ cumulare a quello del cosiddetto “Conto energia”.

Il “Conto energia”. E’ un incentivo statale che non interviene nella fase dell’investimento iniziale, ma incoraggia la produzione stessa dell’energia elettrica. Questo sistema di finanziamento, infatti, fa si’ che tutta l’energia elettrica prodotta venga remunerata, generalmente ogni mese, dal (GSE) Gestore dei Servizi Elettrici per i primi venti anni di vita dell’impianto connesso alla rete.

Le tariffe dell’incentivo per il 2007/2008 espresse nella tabella qui sotto (€/kWh) variano in base alla potenza nominale dell’impianto (espressa in kWp, la potenza di picco, ossia la potenza teorica massima che il tetto puo’ produrre nelle condizioni standard di insolazione e temperatura dei moduli) e al tipo di installazione architettonica scelta (gli impianti integrati architettonicamente godono di un aumento dell’incentivo statale):

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In base al recente DLgs 19 febbraio 2007, possono usufruire dell’incentivo persone fisiche, persone giuridiche, soggetti pubblici, condomini di unita’ abitative o di edifici, che devono inoltrare la richiesta dell’incentivo al GSE subito dopo l’inizio del funzionamento dell’impianto fotovoltaico.

La produzione in cifre. Alle latitudini dell’Italia centro meridionale un metro quadrato di moduli puo’ produrre in media 0,3 -0,4 kWh/giorno nel periodo invernale e 0,6-0,8 kWh/giorno in quello estivo. 10 mq di tetto solare in Italia centrale, possono coprire il 30%-50% dei consumi di una famiglia.

Il trapano dal dentista? Non occorre più!

Presto, forse, potremo dimenticare il fastidioso trapano del dentista: la dottoressa Eva Stoffels-Adamowicz, ricercatrice del Dipartimento di Fisica dell’Università di Eindhoven, in Olanda, ha infatti messo a punto un nuovo sistema capace di eliminare la carie senza dover grattare meccanicamente le parti malate dei denti, come si fa con il normale trapano.

Si tratta di uno speciale ago in tungsteno, lungo circa 5 centimetri: dalla sua punta esce un getto di ossido di azoto, un gas che il nostro corpo produce naturalmente per combattere le infezioni e le infiammazioni.

Il getto è mortale per tutti i batteri e li elimina senza scampo in pochi secondi. Il dentista può portare, ovviamente, il getto solo dove occorre e curare le parti danneggiate del dente senza produrre rumore o fastidiose vibrazioni; inoltre, cosa non da poco, senza rimuovere parti fondamentali del dente che ne pregiudicano la resistenza negli anni.

Il metodo è molto rapido, dopo la “disinfestazione” si procede all’otturazione con il doppio farevole risultato che ne consegue: minori tempi, minori costi…

Chissà se questo metodo arriverà in Italia? Noi abbiamo seri dubbi… Magari in una vacanza all’estero perchè non approfittare per un controllo e una sistematina del cavo orale? 🙂

Aero Design

Le forme del design sono moltissime, probabilmente tante quante sono le immagini e i ricordi che le idee dei progettisti riescono a evocare. Suggestioni che si concretizzano e conquistano uno spazio attraverso i materiali.

Altrettante sono le fonti d’ispirazione, che offrono spunti per la progettazione di oggetti, arredamenti e architetture. Da animali ed elementi naturali a strumenti d’uso comune, da soggetti di cult-movie a dipinti e opere letterarie.

Anche tecnologia e trasporti sono veri e propri “motori di ricerca” estetica, e le opere che ne derivano suscitano sempre un grande fascino. Le creazioni che prendono spunto dai velivoli e che, in qualche caso, utilizzano materiali di derivazione aeronautica, sono riconducibili a una particolare forma di design, molto ricercata e innovativa.

Da quando esiste, l’aereo e’ stato spesso utilizzato come fonte d’ispirazione, a partire dalle carrozzerie di alcune vetture americane degli anni ’50, che con tubi a vista e prese d’aria influenzarono il design del settore automobilistico in ogni parte del mondo.
Un esempio calzante e attuale, in questo senso, e’ costituito da Saab.

L’azienda, che alla fine degli anni ’30 produceva aerei militari, nel 1947 lancio’ la 92, un’automobile fortemente ispirata a concetti di tipo aeronautico. Da allora la casa automobilistica e’ rimasta sempre fedele a questa impostazione, fino ad arrivare a produrre la concept car Aero X, presentata al Salone di Ginevra 2006. Un vero e proprio esercizio di design: linee tese e affusolate, parabrezza senza montanti e cockpit che ricorda in tutto e per tutto una cabina di pilotaggio.

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Microeconomia “numero indice”

Che cos’è un indice?

Una volta c’era chi al mercato aveva il pollice verde… Oggi al mercato i pollici non vanno più di moda e si ricorre quasi unicamente agli indici… 😀 Un indice misura un dato rispetto ad un suo valore di base. Spesso siamo spaventati quando nei telegiornali sentiamo parlare velocemente di indici che salgono scendono e nemmeno riusciamo a capire di cosa si tratti. In realtà il discorso è molto semplice. Facciamo subito un esempio che chiarifica il concetto molto meglio di lunghe spiegazioni:

Ammettiamo che il computer portatile ABC nell’anno 2001 costasse Euro 1500,00.

Ammettiamo che 3 anni dopo, nel 2004, il suo prezzo avesse raggiunto i 1700,00 Euro.

Se prendiamo il primo valore ovvero 1500 euro e lo paragoniamo a 100, facendo una semplice proporzione con il prezzo del 2004 di 1700,00 euro otteniamo:

1500 : 100 = 1700 : X

ne deriva ovviamente che: (100•1700)/1500 = 113,33

Il valore 113,33 rappresenta l’indice che segnala l’incremento del prezzo del computer portatile rispetto all’anno 2001 che potrebbe ad esempio essere l’anno in cui è uscito sul mercato.

Prezzo nominale e prezzo reale

Poniamo subito all’attenzione un esempio.

Dati:
prezzo nominale = 3,1 (ovvero prezzo del prodotto X nel 1967),
indice riferito al 1999 = 100,
indice riferito al 1967 = 7,9

Incognita:

Qual è il prezzo reale, ovvero prezzo del prodotto X rapportato ad oggi? Semplicemente è necessario rapportare gli indici e moltiplicare per il prezzo nominale, ovvero: 3,1 · (100 / 7,9) =  39,24

Trattamenti superficiali: Nichelatura galvanica

Rubrica: Trattamenti superficiali

Titolo o argomento: Migliorare le proprietà meccaniche delle superfici dei metalli

Nichelatura galvanica

I trattamenti superficiali galvanici si eseguono trattando i metalli elettroliticamente (es. zincatura, nichelatura, cromatura, ossidazione, ecc…). I processi galvanici possono comportare sia addizione sia rimozione di parti in un determinato metallo grazie al trasferimento elettrolitico del metallo stesso. La nichelatura galvanica, che ricopre di uno strato di nichel diversi metalli, contribuisce ad aumentarne la resistenza meccanica e la resistenza alla corrosione di un pezzo. Esistono diversi altri trattamenti galvanici tuttavia, in campo motoristico, l’unico adottato è proprio quello della nichelatura. Il trattamento superficiale di nichelatura galvanica trova impiego ad esempio sulle canne integrali (allogiate nei monoblocchi) realizzate in ghisa al nichel.

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Randomizzare

Rubrica: Matematicamente
Titolo o argomento: Cosa significa randomizzare

Scegliere o ordinare i dati, gli individui, ecc. in modo deliberatamente casuale, di solito allo scopo di aumentare l’affidabilità dei risultati statistici ottenuti.

In particolare, significa che la conoscenza dei numeri generati da questo processo, o da un qualunque altro processo, non porta informazioni aggiuntive al riguardo del prossimo numero generato.

Note: ricordo perfettamente, quando frequentavo le scuole superiori all’ITIS, che il mitico professor Raniero Romagnoli sceglieva gli interrogati con la funzionalità RANDOM della sua calcolatrice… Il risultato interessante è che dalla sua calcolatrice su 10 numeri estratti, 8 corrispondevano al numero 2 ovvero Anselmi (il secondo in ordine alfabetico) 🙂

Tecnologie in Edilizia – Risparmiare energia

Il laterizio, un valido contributo al risparmio energetico 

A causa dell’apparente abbondanza di combustibili fossili, negli ultimi decenni l’industria edilizia ha colpevolmente trascurato quegli accorgimenti costruttivi che, da soli, potrebbero fare la differenza in termini di risparmio energetico, tutela ambientale e sicurezza. Integrati negli attuali sistemi costruttivi, infatti, gli impianti di riscaldamento invernale e di condizionamento dell’aria estivi sono responsabili ogni anno di un’incredibile emissione di anidride carbonica, che l’atmosfera ormai non puo’ piu’ sopportare. E’ un dovere di tutti interessarsi al tema della sostenibilita’ anche in materia edilizia.

Un sistema semplice e antico

Gli antichi ce lo insegnano: costruire muri di grande spessore e’ il modo piu’ semplice per trattenere il calore all’interno degli ambienti durante l’inverno e lasciar fuori la calura in estate. Capace di sostituire in tutte le loro funzioni i dispositivi ausiliari di termoregolazione che utilizzano grandi quantita’ di energia e rilasciano sostanze tossiche nell’atmosfera, e’ anche il metodo costruttivo piu’ economico, meno inquinante, sicuro e rispettoso dell’ambiente.

La considerazione si basa su dati precisi. L’ANDIL (Associazione Nazionale Degli Industriali dei Laterizi), impegnata da tempo nella diffusione dei principi della sostenibilita’ edizia e dei mezzi per realizzarla, ha recentemente finanziato uno studio sulla funzione della massa dell’involucro edilizio in relazione al consumo energetico: il risultato e’ stato che la massa consente un risparmio energetico fino al 30% in piu’ rispetto alle pareti leggere a parita’ di trasmittanza termica, sia in fase di riscaldamento invernale che di rinfrescamento estivo.

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Pareti in laterizio: [A] con isolante nell’intercapedine (1 intonaco esterno, 2 laterizio semipieno, 3 intercapedine, 4 isolante termico, 5 forato in laterizio, 6 intonaco interno); [B] monomuro (1 intonaco esterno termocoibente, 2 blocchi in termolaterizio, 3 malta cementizia, 4 intonaco interno); [C] con laterizio faccia a vista (0 coloritura interna, 1 intonaco interno, 2 forato in laterizio, 3 isolante, fibre di legno, 4 intercapedine d’aria, laterizio a vista).

Caratteristiche del laterizio

Il laterizio, cosi’, assume un’importanza del tutto nuova sullo sfondo delle recenti problematiche ambientali ed energetiche. Oltre a questo tipo di vantaggi, assicura ottimali condizioni di comfort e di qualita’ dell’abitare perche’ e’:

Particolarmente longevo: con una manutenzione praticamente nulla, mantiene perfettamente inalterate le proprie prestazioni strutturali, termo-acustiche ed estetiche;

Sicuro per le persone che vi vivono a stretto contatto, in quanto privo di emissioni di sostanze nocive;

A ridotto impatto ambientale, anche grazie alla possibilita’ di essere riutilizzato una volta dismesso;

Resistente agli incendi.

L’importanza della certificazione

La certificazione energetica di un edificio e’ molto utile e aiuta a stabilire com’e’ stato isolato, coibentato e quindi in quale grado puo’ contribuire al risparmio energetico.
La comunita’ europea ha dato da tempo indicazioni circa la certificazione energetica degli edifici: la Direttiva 2002/91/CE e’ stata formulata proprio con lo scopo di sensibilizzare gli utenti sugli aspetti energetici da considerare nel momento della scelta dell’immobile. Il suo recepimento e’ avvenuto in Italia attraverso i d.lgs. 192/05 e 311/06, che stabiliscono le caratteristiche che si devono tener presenti ai fini della classificazione degli edifici in merito alla prestazione energetica, punto di partenza per un’adeguata certificazione.

A questo fine, fra le altre cose, ANDIL ha firmato un importante protocollo di intesa con CasaClima, associazione protagonista nella certificazione energetica degli edifici.
La targhetta CasaClima aiuta a valutare l’efficienza di un edificio nonche’ a prevederne i costi di gestione, evidenziandone l’entita’ del fabbisogno di calore secondo due classificazioni: la classe di isolamento termico e la qualita’ dell’impiantistica.

Un curioso dialogo in banca

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: E’ tutto normale… o no?

Un amico (Marco) mi ha raccontato una breve e coinvolgente (dis)avventura mattutina in banca. Venendo subito al dunque ecco il dialogo che riporta esattamente quanto detto tra il mio amico e la  Responsabile che si occupa di far investire i clienti.

Marco: Buongiorno.
Resp.: Buongiorno, venga si accomodi.

Marco
: sì, mi avete chiamato per darmi dei consigli circa il capitale che ho fermo qui presso di voi.

Resp.
: esattamente, dunque se mi dice il numero del conto vediamo subito la sua situazione…

Marco
: XXXXXXX

Resp.
: molto bene, abbiamo visto che lei ha fermi questi 49.000 euro da qualche mese e le volevamo dare alcuni consigli su come farli fruttare.

Marco
: Molto bene la ascolto…

Resp.
: allora ci sarebbe l’opzione di investire in un fondo comune… bla bla bla.

E la responsabile illustra tutte le condizioni a Marco che non riportiamo per sintesi e per arrivare subito al punto d’interesse.

Marco: quindi lei mi sta dicendo che se vi lascio in mano i miei 49.000 euro voi mi date come interesse 400,00 euro meno le spese? Ma lei sta scherzando?
Resp.: No perchè?

Marco
: Cioè io le dò 49.000 euro, non li posso più toccare per uno o due anni ecc per 400.00 euro di interesse? E dove sta il guadagno scusi? Ma lei ha tenuto conto che se faccio riferimento agli indici e all’inflazione (premetto che Mauro è sufficientemente competente di teorie microeconomiche e relative formule e formulette) dopo due anni il denaro che mi restituite vale molto meno di quello che ho adesso?

Resp
.: Sì certamente, lo so…
Marco: Mi scusi, ma se lo sa, perchè me lo ha proposto?

Resp.:
Perchè è così che funziona!

Marco
: Lei mi dà un bidone e mi dice che io lo devo prendere perchè è normale e perchè è così che funzionano le banche oggi?

Resp.:
Ma tanto non trova altre soluzioni!

Marco:
Ah no? Ma lei lo sa che se compro una nuova sega combinata per la falegnameria ho la possibilità di incrementare la mia produzione di 3 pezzi a settimana e che ognuno di quei 3 pezzi mi rende oltre i 400,00 Euro che mi offre lei?

Resp.:
……………

Note

Esclusi gli straordinari Marco lavora in falegnameria con i suoi tecnici circa 40 ore alla settimana. Con una macchina combinata in più per fare vari tipi di taglio e lavorazioni Marco può realizzare 3 pezzi in più (3 pezzi non significa 3 comodini, significa 3 cucine artigianali ad esempio, lui li chiama 3 pezzi ma in realtà sono molti di più) a settimana. Questi 3 pezzi vengono venduti intorno ai 2000-3000 euro dai quali sottraendo materia prima, manodopera, finiture (maniglie, guide scorrevoli, pomelli, ecc) ammortamenti dei macchinari, le dovute tasse, imballaggi, spedizioni, imprevisti (rottura utensili, altro materiale difettoso da sostituire, ripensamenti del cliente, utensileria nuova ecc.) rimangono proprio cifre intorno ai 300-400 Euro. Allora vi potreste chiedere subito: “perchè Marco non acquista immediatamente una macchina combinata in più per la sua falegnameria?”. Perchè prima di fare un qualunque passo ci si pensa più e più volte inoltre, visto che nel commercio e nell’artigianato i profitti vanno su e giù come le montagne russe in base ai vari momenti, Marco potrebbe acquistare la sua macchina combinata in più, farla lavorare molto per 8 mesi di attività, magari assumere una nuova persona e poi, nel momento in cui le vendite scendono nuovamente trovarsi in crisi perchè non ha guadagnato abbastanza da ripagarla totalmente. O magari il flusso di lavoro potrebbe andar molto bene nei 3 anni a seguire e senza cali in modo tale da far registrare a Marco profitti più che positivi. Chi può dirlo?

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