Valutazioni sugli impianti fotovoltaici ed i contratti della rete

Rubrica: Impianti fotovoltaici

Titolo o argomento: Valutazioni sugli impianti fotovoltaici

Rispondendo a Federico

Premesso che la potenza di un impianto fotovoltaico si misura in Wp (ovvero watt di picco) che e’ pari alla potenza erogata dai moduli in condizioni standard alla temperatura ambiente di 25°C e in presenza di una radiazione solare che sia di 1 kW per metro quadro in una giornata serena a mezzogiorno.

Premesso che gli impianti fotovoltaici sono scesi “vertiginosamente” di prezzo (come tutti i prodotti tecnologici dopo l’avvenuta diffusione) dai famosi 30.000 euro iniziali di qualche anno fa, ai circa 15.000 euro odierni per un impianto sufficiente ad una famiglia di 3 persone.

Premesso che un rendimento è il rapporto tra una grandezza fisica (potenza, lavoro…) reale erogata (al numeratore) e la stessa grandezza assorbita (al denominatore) e che i rendimenti dei pannelli fotovoltaici sono migliorati notevolmente arrivando anche in alcuni prototipi a superare il doppio del valore da te citato nella domanda.

Ebbene, premesso tutto ciò, possiamo affermare che più si diffonde questa tecnologia pulita, più i prezzi si abbassano e più la qualità (ovvero la resa) migliora. Il primo cellulare arrivato in Italia costava oltre un milione di lire, oggi un cellulare 100 volte più tecnologico costa 5 volte meno. Tra qualche anno non ci sarà più bisogno di chiedere un incentivo e ci potremo accontentare di recuperare una parte dell’acquisto scaricandolo dalle tasse.

La questione che a me invece preoccupa (e che al momento in pochi vedono), è che l’attenzione non viene incentrata sul vero argomento principale, ovvero: l’indipendenza energetica di un’abitazione. Se la tecnologia andasse oltre (e le potenzialità ci sono) si potrebbero creare (a prezzi ragionevoli) impianti solari che soddisfano totalmente il fabbisogno energetico della casa e che dispongano di accumulatori per la disponibilità energetica durante la notte o nelle giornate nuvolose. In Sardegna questo meccanismo (anche se non so con esattezza a quale livello tecnologico) è stato attuato laddove la società elettica non può raggiungere il cliente. Certo è che, d’altra parte, se non si dispone di un allaccio alla società elettrica, in caso di guasti si va incontro a seri problemi. Immaginate le conseguenze in frigoriferi e congelatori o se lavorate al pc o se semplicemente rimanete al buio in un periodo come questo…

Non ci possiamo dirigere verso gli estremi né da un lato né dall’altro. Ma la direzione giusta dovrebbe essere quella di inquinare il meno possibile, essere autosufficienti energicamente e disporre di contratti molto agevolati con la o “le” società elettriche per avere una linea garantita di corrente sempre.

Invece il meccanismo che abbiamo oggi è…

Ipotesi senza incentivi statali

Tu acquisti un impianto che non dà un contributo totale al fabbisogno energetico della tua abitazione, ma che sommato (tipicamente) ai 3 Kw che già abbiamo con la società elettrica ti porta a produrre quel tanto di energia giornaliera in più che la stessa società elettrica acquista da te per poi farti uno sconto in bolletta a fine anno. Lo sconto non consiste in una resa in denaro ma in uno sconto nei successivi utilizzi di energia elettrica a pagamento. Significa che nei mesi a seguire ti arriveranno bollette via via più basse. Risultato è che ci si trova a fare un bilancio tra i 15.000 euro spesi per un impianto sui 3Kw e il denaro che risparmierai dalla bolletta negli anni successivi. Invece di essere in condizioni di autosufficienza energetica, inizi a fare l’amministratore della corrente che produci nel tentativo (nell’arco dei 20 anni) di rientrare della spesa iniziale sostenuta. Il vantaggio lo si può ottenere solo nel caso in cui si abbia la fortuna di vivere in zone soleggiate, e contemporaneamente si abbia già l’abitudine di  consumare poco… Ma se la casa la si vive abbastanza utilizzando diferse utenze quali condizionatori, phon superpotenti e forni, beh allora mi sembra dura ottenere un recupero vantaggioso. Ci siamo avvicinati molto ma manca ancora qualcosina. I pannelli dovrebbero avere rendimenti ben più elevati, costi minori e permetterti di avere condizioni ancora più agevolate con le società elettriche.

Con gli incentivi statali?

Nel caso in cui si riescano ad ottenere gli incentivi statali che secondo le nostre fonti (basta rispettare i termini di iscrizione che scadono a metà febbraio 2009) risultano ammontare a 1550 euro l’anno per un impianto da ben 3 KW, allora si azzera quasi la bolletta e si dispone di energia pulita. Se si vive in zone poco soleggiate e ventose sarrebbe molto meglio utilizzare l’eolico e le correnti marine. E quindi offrire energie pulite proprie al tipo di zona e di clima.

Conclusioni

Nel caso in cui non si riuscisse ad usufruire degli incentivi (perchè non si sono rispettate le scadenze per ottenerli o perchè si è in sovrannumero) ti ritroveresti con una spesa annua di circa 700 euro per pagare a rate l’impianto (queste sono le cifre citate in volantini vari recuperati in fiera – vedi i siti sotto citati), ma ogni anno ti accorgeresti che stai risparmiando in bolletta al massimo (nei casi migliori) 350 400 euro. Quindi ogni anno staresti spendendo cifre intorno ai 300 euro per il pagamento dell’impianto. Inoltre in base alle varie zone d’Italia più o meno soleggiate, andrebbero ad ottenersi risultati eccessivamente differenti. In meridione, un pannello fotovoltaico rende più del doppio che a Milano ad esempio. Nebbia e piogge non garantiscono il funzionamento a regime dei pannelli fotovoltaici. Una simile fonte di energia andrebbe incentivata oltremodo in centro meridione per dar loro anche un vantaggio economico tale da potersi distinguere in Italia per le particolari caratteristiche. Certo è che produrre energia in modo pulito è al quanto accattivante e nobile per salvaguardare il pianeta dagli enormi cambiamenti climatici.

Quanto durano i pannelli fotovoltaici?

Dispongono di una garanzia di 20 anni e, assicurano i produttori, dopo 20/25 anni il decadimento del rendimento si aggira intorno al 19-20%.

Il tuo lavoro ONLINE Come Dove Quando e Perchè?

Premetto che molte cose elencate sono valide anche se si lavora a casa e non per forza online.
Anticipazioni
Vantaggi

  • Non devi affittare o acquistare un negozio vero su una strada

  • Non devi acquistare un arredamento per il suddetto negozio

  • Non devi consumare carburante per raggiungere il negozio ogni giorno 4 volte al giorno

  • Non devi pagare bollette doppie casa negozio, e quindi niente corrente in più, niente riscaldamento in più, niente telefono in più, niente immondizia in più, niente tasse sul negozio qualora sia di tua proprietà,

  • niente impianto di climatizzazione o aria condizionata da acquistare per tenere fresco il negozio o se no la gente va dal concorrente dove si sta più freschi

  • niente insegna da costruire

  • niente tassa da pagare sull’insegna

  • niente computer doppio casa/lavoro e relativi accessori

  • nessun problema di parcheggio o di abbonamenti ai mezzi pubblici per raggiungere il negozio

  • Ti basta la linea telefonica a casa con internet

  • Ti basta possedere un regolare ufficio/laboratorio sotto casa (regolarmente dichiarato al comune ovviamente) a norma circa le condizioni da rispettare per evitare rumori molesti o inquinamento (in comune sapranno spiegarti).

  • Il tuo ufficio potrebbe essere la camera di tuo fratello o sorella che si è sposato, il tuo garage rimesso a nuovo, o la tua cantina, o quel pezzo di vecchia casa colonica che nessuno usava più, la tua casa stessa (come ha fatto un dentista che conosco)

  • Puoi offrire un prodotto a prezzi maggiormente concorrenziali avendo meno spese (certo hai le spese di spedizione e il probabile abbonamento ad un corriere espresso per risparmiare… ma non è escluso che ti sarebbe servito anche in un negozio fisico.

Svantaggi

  • Non tutte le attività possono essere realizzate via web (ovvio che una pasticceria deve necessariamente avere un negozio molto igenico tra l’altro, ma la stessa cosa non è ad esempio per un geometra o uno che fa letti in ferro battuto o meglio un ragazzo che realizza siti web per terzi)

  • Non tutti possono realizzare l’attività sotto casa o nel vecchio fienile 🙂

  • Devi investire in marketing più che in un negozio normale (sperando che tu stia pensando al marketing vero che promuove un prodotto buono autentico 🙂 )

  • Devi farti conoscere soprattutto all’inzio sapendo essere geniale

 Detto prima questo, possiamo rispondere al

COME?

Sarà necessario acquistare uno spazio sul web oppure acquistare spazi con siti preimpostati da compilare, nettamente più facili da realizzare ma con lo svantaggio di una minore flessibilità. Se non hai molte pretese non avrai alcun problema con questa soluzione. Dovrai poi procedere alla realizzazione di un sito web tramite programmi come Dreamweaver di Adobe (che hanno un costo che devi mettere in conto), oppure affidarti a chi ne realizza uno, passandoci diverso tempo insieme in modo che il sito prenda la forma esatta che gli daresti tu. Anche questo ha un costo. Inferiore al costo del programma tra l’altro; d’altra parte l’acquisto del programma ti da netta indipendenza sia nei tempi di realizzazione sia nel modo, sia nella manutenzione. Una volta che il sito è pronto lo dovrai caricare sul web tramite il suddetto servzio di hosting.

E’ naturale però che per realizzare un sito web devi aver già pianificato il tipo di attività che vuoi sperimentare ed aver allestito il tuo studio/laboratorio, aver aperto la partita iva (se ti affidi ad un commercialista spendi circa un centianio di euro ma sei sicuro di aver fatto ogni passo correttamente e di aver preso la giusta partita iva utile alla tua attività). Se sei in grado di far da solo, vai agli uffici finanziari (c’è anche un sistema online ma… meglio gli uffici) e procedi con l’apertura. Se ci ripensi hai qualcosa come 60 giorni (ma attenzione che le leggi cambiano spesso) per richiudere la partita iva senza dover pagare alcunché (imps ecc.).

DOVE?

Abbiamo detto che a casa ci sembra l’opzione migliore (per le attività che lo permettono).

QUANDO?

Se il lavoro che stai facendo non ti soddisfa ma lo stipendio è sicuro, non fare sciocchezze! Non rinunciarci. Puoi aprire la tua attività online gradualmente e iniziare a promuoverla. Solo se prenderà davvero piede potrai trovarti davanti alla decisione di dedicarci tutto il tuo tempo lasciando il lavoro che non ti appaga o che è a rischio. Se sei bravo a realizzare ottime sedie in legno (dico per dire), puoi iniziare come un hobby e fare l’aggiunta di partita iva a quella che già hai (se ne possiedi una) e pagare meno tasse perchè così è previsto dalla legge se si fa solo un’aggiunta.

PERCHE’?

Perchè se dentro di te fremi al pensiero di fare una cosa che ti piace, la devi fare, anche se ti chiamano egoista (purchè sia onesta ovvio). Alcuni amici o gruppi di amici cambiano. E se ad esempio non fai una cosa solo perchè così saresti stato meno con gli amici (che se sono tali fidati non ti lasciano), ti ritroverai, nel momento in cui dovessero cambiare, con la delusione di aver perso l’uno e l’altro per non essere stato rigoroso nelle tue scelte. Salti una due o tre vacanze estive o in montagna per comprare le attrezzature? Va bene! E’ un sacrifico per te, per la tua vita. Comunque andrà avrai vissuto una particolare esperienza, ti sarai spinto un pò oltre, avrai usato una delle parti migliori della tua mente. Rinunci alla macchina alla moda per qualche annetto ancora? Va bene anche questo… perchè, se riesci, sai poi cosa dirai? “E pensare che con quei soldi ci stavo comprando la nuova coupè XXXXX, a quest’ora…”

Ovvio che niente è facile, niente è scontato, non tutti riescono, non è per tutti infondo… E forse quello che faccio fatica ad accettare è che sia normale che sia così.

Introduzione agli impianti fotovoltaici

Rubrica: Impianti fotovoltaici

Titolo o argomento: Introduzione agli impianti fotovoltaici

I vantaggi dell’installazione di un impianto fotovoltaico sono molteplici, distinguibili fra quelli ambientali e quelli economici. Dal primo punto di vista, con un sistema del genere e’ possibile sfruttare una fonte inesauribile di energia, come il sole, che permette un risparmio diretto dei combustibili fossili e la riduzione a zero dell’emissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera.

Il vantaggio economico abbraccia diversi aspetti. Strutturalmente, e’ certamente significativa la lunga vita di questi impianti, non soggetti a grosse usure e bisognosi di minima manutenzione (essenzialmente la pulizia della superficie trasparente dei moduli, per permettere una corretta ricezione della luce solare all’interno delle celle).

A livello produttivo il beneficio che gli impianti connessi alla rete possono ricavare e’ molto interessante, sia grazie al servizio di “Scambio sul posto”, offerto dalla societa’ distributrice dell’energia elettrica (per gli impianti di potenza non superiore a 20kWp) sia, soprattutto, grazie alla recente normativa italiana che concede incentivi statali sull’energia prodotta (il cosiddetto “conto energia”), dando la possibilita’ di recuperare il capitale impiegato per la costruzione dell’impianto negli anni successivi, attraverso il suo stesso funzionamento.

Il servizio “Scambio sul posto”. E’ un meccanismo applicabile ad impianti di potenza compresa fra 1 e 20kWp, indicati, in genere, ad essere installati in abitazioni di privati cittadini, attivita’ commerciali o piccole aziende. Un generatore connesso con la rete vi inietta direttamente e costantemente l’energia elettrica prodotta, a meno che prima del punto di consegna non ci sia utilizzo. Negli impianti fotovoltaici residenziali, pero’, l’istante di produzione dell’energia e quello del consumo non coincidono sempre durante la giornata. Il meccanismo dello “scambio sul posto” permette di quantificare l’energia riversata in rete tramite l’utilizzo di un apposito contatore, per poi detrarla dall’energia consumata in totale dall’utente. Quando l’energia elettrica immessa annualmente non supera quella prelavata dalla rete, si ottiene un significativo risparmio sulla bolletta elettrica. Se l’energia elettrica prodotta eccede quella prelevata, si puo’ beneficiare di un credito di energia da consumare nell’arco dei 36 mesi successivi alla produzione.
Il beneficio economico di questo servizio, erogato dalla societa’ elettrica che esegue l’allacciamento, si puo’ cumulare a quello del cosiddetto “Conto energia”.

Il “Conto energia”. E’ un incentivo statale che non interviene nella fase dell’investimento iniziale, ma incoraggia la produzione stessa dell’energia elettrica. Questo sistema di finanziamento, infatti, fa si’ che tutta l’energia elettrica prodotta venga remunerata, generalmente ogni mese, dal (GSE) Gestore dei Servizi Elettrici per i primi venti anni di vita dell’impianto connesso alla rete.

Le tariffe dell’incentivo per il 2007/2008 espresse nella tabella qui sotto (€/kWh) variano in base alla potenza nominale dell’impianto (espressa in kWp, la potenza di picco, ossia la potenza teorica massima che il tetto puo’ produrre nelle condizioni standard di insolazione e temperatura dei moduli) e al tipo di installazione architettonica scelta (gli impianti integrati architettonicamente godono di un aumento dell’incentivo statale):

dati-tecnici.jpg

In base al recente DLgs 19 febbraio 2007, possono usufruire dell’incentivo persone fisiche, persone giuridiche, soggetti pubblici, condomini di unita’ abitative o di edifici, che devono inoltrare la richiesta dell’incentivo al GSE subito dopo l’inizio del funzionamento dell’impianto fotovoltaico.

La produzione in cifre. Alle latitudini dell’Italia centro meridionale un metro quadrato di moduli puo’ produrre in media 0,3 -0,4 kWh/giorno nel periodo invernale e 0,6-0,8 kWh/giorno in quello estivo. 10 mq di tetto solare in Italia centrale, possono coprire il 30%-50% dei consumi di una famiglia.

Il trapano dal dentista? Non occorre più!

Presto, forse, potremo dimenticare il fastidioso trapano del dentista: la dottoressa Eva Stoffels-Adamowicz, ricercatrice del Dipartimento di Fisica dell’Università di Eindhoven, in Olanda, ha infatti messo a punto un nuovo sistema capace di eliminare la carie senza dover grattare meccanicamente le parti malate dei denti, come si fa con il normale trapano.

Si tratta di uno speciale ago in tungsteno, lungo circa 5 centimetri: dalla sua punta esce un getto di ossido di azoto, un gas che il nostro corpo produce naturalmente per combattere le infezioni e le infiammazioni.

Il getto è mortale per tutti i batteri e li elimina senza scampo in pochi secondi. Il dentista può portare, ovviamente, il getto solo dove occorre e curare le parti danneggiate del dente senza produrre rumore o fastidiose vibrazioni; inoltre, cosa non da poco, senza rimuovere parti fondamentali del dente che ne pregiudicano la resistenza negli anni.

Il metodo è molto rapido, dopo la “disinfestazione” si procede all’otturazione con il doppio farevole risultato che ne consegue: minori tempi, minori costi…

Chissà se questo metodo arriverà in Italia? Noi abbiamo seri dubbi… Magari in una vacanza all’estero perchè non approfittare per un controllo e una sistematina del cavo orale? 🙂

Aero Design

Le forme del design sono moltissime, probabilmente tante quante sono le immagini e i ricordi che le idee dei progettisti riescono a evocare. Suggestioni che si concretizzano e conquistano uno spazio attraverso i materiali.

Altrettante sono le fonti d’ispirazione, che offrono spunti per la progettazione di oggetti, arredamenti e architetture. Da animali ed elementi naturali a strumenti d’uso comune, da soggetti di cult-movie a dipinti e opere letterarie.

Anche tecnologia e trasporti sono veri e propri “motori di ricerca” estetica, e le opere che ne derivano suscitano sempre un grande fascino. Le creazioni che prendono spunto dai velivoli e che, in qualche caso, utilizzano materiali di derivazione aeronautica, sono riconducibili a una particolare forma di design, molto ricercata e innovativa.

Da quando esiste, l’aereo e’ stato spesso utilizzato come fonte d’ispirazione, a partire dalle carrozzerie di alcune vetture americane degli anni ’50, che con tubi a vista e prese d’aria influenzarono il design del settore automobilistico in ogni parte del mondo.
Un esempio calzante e attuale, in questo senso, e’ costituito da Saab.

L’azienda, che alla fine degli anni ’30 produceva aerei militari, nel 1947 lancio’ la 92, un’automobile fortemente ispirata a concetti di tipo aeronautico. Da allora la casa automobilistica e’ rimasta sempre fedele a questa impostazione, fino ad arrivare a produrre la concept car Aero X, presentata al Salone di Ginevra 2006. Un vero e proprio esercizio di design: linee tese e affusolate, parabrezza senza montanti e cockpit che ricorda in tutto e per tutto una cabina di pilotaggio.

[slideshow=17]

Microeconomia “numero indice”

Che cos’è un indice?

Una volta c’era chi al mercato aveva il pollice verde… Oggi al mercato i pollici non vanno più di moda e si ricorre quasi unicamente agli indici… 😀 Un indice misura un dato rispetto ad un suo valore di base. Spesso siamo spaventati quando nei telegiornali sentiamo parlare velocemente di indici che salgono scendono e nemmeno riusciamo a capire di cosa si tratti. In realtà il discorso è molto semplice. Facciamo subito un esempio che chiarifica il concetto molto meglio di lunghe spiegazioni:

Ammettiamo che il computer portatile ABC nell’anno 2001 costasse Euro 1500,00.

Ammettiamo che 3 anni dopo, nel 2004, il suo prezzo avesse raggiunto i 1700,00 Euro.

Se prendiamo il primo valore ovvero 1500 euro e lo paragoniamo a 100, facendo una semplice proporzione con il prezzo del 2004 di 1700,00 euro otteniamo:

1500 : 100 = 1700 : X

ne deriva ovviamente che: (100•1700)/1500 = 113,33

Il valore 113,33 rappresenta l’indice che segnala l’incremento del prezzo del computer portatile rispetto all’anno 2001 che potrebbe ad esempio essere l’anno in cui è uscito sul mercato.

Prezzo nominale e prezzo reale

Poniamo subito all’attenzione un esempio.

Dati:
prezzo nominale = 3,1 (ovvero prezzo del prodotto X nel 1967),
indice riferito al 1999 = 100,
indice riferito al 1967 = 7,9

Incognita:

Qual è il prezzo reale, ovvero prezzo del prodotto X rapportato ad oggi? Semplicemente è necessario rapportare gli indici e moltiplicare per il prezzo nominale, ovvero: 3,1 · (100 / 7,9) =  39,24

Trattamenti superficiali: Nichelatura galvanica

Rubrica: Trattamenti superficiali

Titolo o argomento: Migliorare le proprietà meccaniche delle superfici dei metalli

Nichelatura galvanica

I trattamenti superficiali galvanici si eseguono trattando i metalli elettroliticamente (es. zincatura, nichelatura, cromatura, ossidazione, ecc…). I processi galvanici possono comportare sia addizione sia rimozione di parti in un determinato metallo grazie al trasferimento elettrolitico del metallo stesso. La nichelatura galvanica, che ricopre di uno strato di nichel diversi metalli, contribuisce ad aumentarne la resistenza meccanica e la resistenza alla corrosione di un pezzo. Esistono diversi altri trattamenti galvanici tuttavia, in campo motoristico, l’unico adottato è proprio quello della nichelatura. Il trattamento superficiale di nichelatura galvanica trova impiego ad esempio sulle canne integrali (allogiate nei monoblocchi) realizzate in ghisa al nichel.

Link correlati

Introduzione ai trattamenti termici degli acciai
Introduzione ai trattamenti superficiali
Introduzione ai trattamenti di finitura superficiale

Randomizzare

Rubrica: Matematicamente
Titolo o argomento: Cosa significa randomizzare

Scegliere o ordinare i dati, gli individui, ecc. in modo deliberatamente casuale, di solito allo scopo di aumentare l’affidabilità dei risultati statistici ottenuti.

In particolare, significa che la conoscenza dei numeri generati da questo processo, o da un qualunque altro processo, non porta informazioni aggiuntive al riguardo del prossimo numero generato.

Note: ricordo perfettamente, quando frequentavo le scuole superiori all’ITIS, che il mitico professor Raniero Romagnoli sceglieva gli interrogati con la funzionalità RANDOM della sua calcolatrice… Il risultato interessante è che dalla sua calcolatrice su 10 numeri estratti, 8 corrispondevano al numero 2 ovvero Anselmi (il secondo in ordine alfabetico) 🙂

Tecnologie in Edilizia – Risparmiare energia

Il laterizio, un valido contributo al risparmio energetico 

A causa dell’apparente abbondanza di combustibili fossili, negli ultimi decenni l’industria edilizia ha colpevolmente trascurato quegli accorgimenti costruttivi che, da soli, potrebbero fare la differenza in termini di risparmio energetico, tutela ambientale e sicurezza. Integrati negli attuali sistemi costruttivi, infatti, gli impianti di riscaldamento invernale e di condizionamento dell’aria estivi sono responsabili ogni anno di un’incredibile emissione di anidride carbonica, che l’atmosfera ormai non puo’ piu’ sopportare. E’ un dovere di tutti interessarsi al tema della sostenibilita’ anche in materia edilizia.

Un sistema semplice e antico

Gli antichi ce lo insegnano: costruire muri di grande spessore e’ il modo piu’ semplice per trattenere il calore all’interno degli ambienti durante l’inverno e lasciar fuori la calura in estate. Capace di sostituire in tutte le loro funzioni i dispositivi ausiliari di termoregolazione che utilizzano grandi quantita’ di energia e rilasciano sostanze tossiche nell’atmosfera, e’ anche il metodo costruttivo piu’ economico, meno inquinante, sicuro e rispettoso dell’ambiente.

La considerazione si basa su dati precisi. L’ANDIL (Associazione Nazionale Degli Industriali dei Laterizi), impegnata da tempo nella diffusione dei principi della sostenibilita’ edizia e dei mezzi per realizzarla, ha recentemente finanziato uno studio sulla funzione della massa dell’involucro edilizio in relazione al consumo energetico: il risultato e’ stato che la massa consente un risparmio energetico fino al 30% in piu’ rispetto alle pareti leggere a parita’ di trasmittanza termica, sia in fase di riscaldamento invernale che di rinfrescamento estivo.

laterizio_400.jpg

Pareti in laterizio: [A] con isolante nell’intercapedine (1 intonaco esterno, 2 laterizio semipieno, 3 intercapedine, 4 isolante termico, 5 forato in laterizio, 6 intonaco interno); [B] monomuro (1 intonaco esterno termocoibente, 2 blocchi in termolaterizio, 3 malta cementizia, 4 intonaco interno); [C] con laterizio faccia a vista (0 coloritura interna, 1 intonaco interno, 2 forato in laterizio, 3 isolante, fibre di legno, 4 intercapedine d’aria, laterizio a vista).

Caratteristiche del laterizio

Il laterizio, cosi’, assume un’importanza del tutto nuova sullo sfondo delle recenti problematiche ambientali ed energetiche. Oltre a questo tipo di vantaggi, assicura ottimali condizioni di comfort e di qualita’ dell’abitare perche’ e’:

Particolarmente longevo: con una manutenzione praticamente nulla, mantiene perfettamente inalterate le proprie prestazioni strutturali, termo-acustiche ed estetiche;

Sicuro per le persone che vi vivono a stretto contatto, in quanto privo di emissioni di sostanze nocive;

A ridotto impatto ambientale, anche grazie alla possibilita’ di essere riutilizzato una volta dismesso;

Resistente agli incendi.

L’importanza della certificazione

La certificazione energetica di un edificio e’ molto utile e aiuta a stabilire com’e’ stato isolato, coibentato e quindi in quale grado puo’ contribuire al risparmio energetico.
La comunita’ europea ha dato da tempo indicazioni circa la certificazione energetica degli edifici: la Direttiva 2002/91/CE e’ stata formulata proprio con lo scopo di sensibilizzare gli utenti sugli aspetti energetici da considerare nel momento della scelta dell’immobile. Il suo recepimento e’ avvenuto in Italia attraverso i d.lgs. 192/05 e 311/06, che stabiliscono le caratteristiche che si devono tener presenti ai fini della classificazione degli edifici in merito alla prestazione energetica, punto di partenza per un’adeguata certificazione.

A questo fine, fra le altre cose, ANDIL ha firmato un importante protocollo di intesa con CasaClima, associazione protagonista nella certificazione energetica degli edifici.
La targhetta CasaClima aiuta a valutare l’efficienza di un edificio nonche’ a prevederne i costi di gestione, evidenziandone l’entita’ del fabbisogno di calore secondo due classificazioni: la classe di isolamento termico e la qualita’ dell’impiantistica.