BMW M3 Simulazione di guida

Scarica la versione demo del simulatore BMW

A questo link (http://www.bmw.it/it/it/newvehicles/mseries/m3coupe/2007/game/content.html) trovate una curiosa pagina del sito BMW dove è possibile scaricare una demo molto giocabile (e con una grafica all’altezza della situazione) di “BMW M3 Challenge”. Provandolo abbiamo  osservato come molti dettagli richiamino il noto simulatore di guida per eccellenza “Live for speed”.

La vettura risponde molto realisticamente a sottosterzo, sovrasterzo inoltre sono previste diverse regolazioni quali ad esempio 3 step di controllo di trazione, la possibilità di inserire/disinserire l’ABS e il DSC… Potete scegliere l’assetto originale o quello BILSTEIN più rigido e potete optare per cerchi da 19 pollici molto precisi ma che rendono la guida un pò più nervosa e i cerchi base da 18″ più adatti per chi inizia.

Naturalmente nello showroom del simulatore sceglierete il colore preferito della vostra nuova M3 🙂 , setterete la grafica e il vostro volante (ma va bene anche la tastiera o il joystick) per partire subito per i turni di prove ed il weekend di gara contro l’Intelligenza artificiale…

m3challenge.jpg

P.N.D. Prove Non Distruttive

Rubrica: P.N.D. Prove non distruttive -1-

Titolo o argomento: Introduzione alle prove non distruttive

Sono tutte quelle procedure e quelle tecniche volte alla valutazione dell’integrità di materiali o di manufatti senza alterarne o distruggerne lo stato. Vengono effettuate allo scopo di ottenere le informazioni necessarie alla valutazione della accettabilità del manufatto. Le prove non distruttive vengono eseguite allo scopo di rilevare la presenza di eventuali difetti in materiali o manufatti (rilevazione), di identificare la tipologia (caratterizzazione) e, quando possibile, definire le dimensioni (dimensionamento).

Rilevazione difetto

Fase che consiste nell’appurare se nel pezzo in esame vi siano o meno difetti.

Caratterizzazione del difetto

Dopo aver rilevato un difetto si cerca di definirne la natura. E’ compito dell’operatore stabilire se il difetto rilevato è interno o affiorante, se planare o volumetrico, se allungato o tondeggiante. In caso di difetti in saldatura, per caratterizzare il difetto ci si avvale di dati quali il tipo di materiale base, il materiale d’apporto, il tipo di preparazione del giunto, procedimento di saldatura impiegato, trattamenti termici, ecc. (vedremo ogni dettaglio in seguito nei futuri articoli).

Dimensionamento del difetto

Consiste nel determinare la lunghezza, larghezza, profondità del difetto, nonché la sua posizione nella parte oggetto del controllo (profondità e orientamento).

Tipi di PND

Metodo radiografico

Metodo ultrasonoro

Metodo magnetoscopico

Metodo dei liquidi penetranti

Metodo delle correnti indotte

Metodo delle prove di tenuta o della rilevazione di fughe

La foto sottostante riguarda…

…La parte finale di un semiasse di una delle vetture da corsa preparate per un campionato europeo in una delle prime scuderie dove ho lavorato. E’ possibile notare la rottura per torsione dovuta forse ad un difetto o più probabilmente ad un componente troppo vecchio e logoro. In categorie superiori e in altre scuderie dove ho lavorato, si utilizzano software che tengono il conto delle ore di vita di ogni singolo componente della vettura. Questo permette di sostituire un pezzo prima che si rompa. E’ straordinario e di estrema semplicità. Un mio caro amico usa queste tecniche persino in categorie minori e, in effetti, le sue vetture non si rompono praticamente mai… Io ho il vizio di adottare tecniche decisamente professionali anche su mezzi molto semplici per il puro gusto di far bene. Ciò che invece non concepisco è come, in un campionato europeo, i controlli fossero inesistenti da parte di alcune scuderie sui loro mezzi. Nonostante tutto riuscivano a vincere spesso e quando non vincevano, la maggior parte delle volte, era dovuto a rotture. Il componente nella foto si è rotto durante il rettilineo del traguardo a Zandvoort a pochi giri dalla fine. Dieci giorni di lavoro buttati al vento per superficialità e conoscenze tecniche non adeguate.

Rottura per torsione su cuscinetto

Problema di Montmart dell’abbinamento

Rubrica: Matematicamente
Titolo o argomento: Problema di Montmart dell’abbinamento

Il problema di determinare la probabilità che, in un abbinamento casuale di due insiemi accoppiati naturalmente (come due mazzi di carte o un gruppo di lettere e di buste con gli indirizzi) esista almeno un abbinamento corretto.

Tale probabilità tende a: [1-(1/e)] al crescere del numero degli elementi dell’insieme.

La lettera “e” nella formuletta rappresenta per l’appunto  il numero degli elementi dell’insieme.

1-1sux.png

Errori macroscopici di assemblaggio

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili
Titolo o argomento: Assemblare un’auto da corsa, un’operazione alla quale riservare gran rigore

C’era una volta, in una scuderia dove ho lavorato, un meccanico che credeva di sapere tutto e invece aveva delle conoscenze assai grossolane della tecnica con cui si assembla una vettura da corsa. Il problema non è da poco specie se si considera che le vetture, che preparavamo e assemblavamo nell’arco di una intera settimana prima di partire, erano destinate ad un campionato europeo.

All’epoca come oggi io non sapevo e non so tutto. Fidatevi che c’è sempre molto da imparare anche quando ci si sente molto sicuri di sé. Quello che vi rende apprezzati in un team di lavoro non è mai la saccenza, ma il desiderio costante di imparare e di cercare nuove sfide. Quando invece è la saccenza a regnare nel vostro orgoglio, i vostri collaboratori non avranno un attimo di esitazione nel prendersi belle rivincite su di voi alla vostra prima gaffe.

Quello che fa la reale differenza è la capacità di usare la logica, gli strumenti messi a disposizione dagli studi (ad esempio per diventare un Perito o un Ingegnere o un tecnico specializzato) e gli strumenti messi a disposizione dall’esperienza maturata fin da quando avete iniziato un mestiere.

Nel caso della preparazione di una vettura destinata alle competizioni, la forza fisica serve davvero a poco ed è l’ultimo elemento da inserire nella lista di ciò che vi occorrerà. Cosa voglio dire? Semplicemente che prima di ridurre un disco frizione del costo di oltre 250,00 – 300,00 Euro in queste condizioni (vedi foto), perchè il cambio non ne vuole sapere di entrare nella sua sede (e lo si forza avvitandolo con più forza), uno dovrebbe chiedersi: “Perchè il cambio non entra nella sua sede?” Fermi tutti, dovrebbe entrare agevolmente e non con tutto questo sforzo! Cosa ho sbagliato?

Ricordo che il mio collega mi fece passare un pomeriggio d’ inferno a sopportare le sue parolacce perchè non aveva centrato il disco della frizione correttamente nella sua sede e l’albero del cambio, non riuscendo ad attraversare il disco tramite il foro scanalato, premeva contro la superficie della frizione stessa estraendo letterlamente la sede scanalata e distruggendola. Invece di forzare le cose ad andare a posto, non sarebbe meglio soffermarsi a riflettere? Conoscere meglio sia come sono fatte le cose sia come si usano? E questo non penso valga solo per l’assamblaggio di un propulsore da corsa.

Disco frizione Renault Clio 3.0 V6 montanto male e danneggiato

Disco frizione Renault Clio 3.0 V6 montato male e danneggiato

Scatti realizzati da noi nel nostro lab.

BMW Concept – Quando la fantasia propone cose ora inconcepibili

Un altro esempio di quella che io chiamo “Teoria degli accostamenti” ovvero la logica che opera nella mente di chi sa fondere logiche appartenenti a settori distinti e che ritengo rappresenti il futuro (parte uno; parte due). Logiche apparentemente lontane possono fondersi insieme generando un prodotto unico…

In questo esempio vediamo una sorta di tessuto applicato come carrozzeria ad una vettura bavarese; l’eccezzionale flessibilità e capacità di mutamento la rendono un prodotto alquanto affascinante.

Download BMW Concept

La necessità dei numeri grandi

Compatte digitali,  lettori mp3, cellulari, notebook e pc, reflex, gadjets elettronici di ogni genere dietro i quali corriamo, spesso senza renderci conto che i numeri che ci riempiono la testa, la maggior parte delle volte sono eccessivi, inutili, non ci occorrono. O perlomeno non sempre… Giga byte, Mega Pixel, Frequenze di Clock, Ram, Hard disk enormi, pollici, sempre più pollici. Ma ci servono realmente?

In 7 casi su 10, abbiamo constatato, no. Non sfruttiamo al limite il prodotto acquistato e quando lo sostituiamo andiamo dietro a numeri più grandi senza nemmeno sapere che differenze reali troveremo nel prodotto e se realmente ci occorrono.

In 2 casi su 10, il prodotto viene acquistato per il puro gusto di possedere quello con le caratteristiche tecniche più elevate. Si tratta di un disturbo compulsivo ossessivo ormai diffuso e perchè no, forse a causa della pubblicità martellante ai limiti del plagio. O dell’impatto che certe tecnologie di consumo hanno sulla società.

In 1 solo caso su 10, chi acquista un prodotto più performante lo fa per sfruttarlo a pieno e perchè gli occorre realmente per hobby, per passione, o per lavoro. Ma un solo caso su dieci di acquisto coscenzioso ci sembra pochino.

Ma servono veramente tutti quei Gb e megapixel? Ecco un altro esempio di un paio di buoni scatti realizzati semplicemente conoscendo l’uso delle luci (di cui parleremo più approfonditamente a primavera nella sezione “Grafica e intrattenimento” di questo Blog) e delle funzioni manuali di una semplice (ma non più di tanto) compatta digitale.

Troveremo il seguito più approfondito di questo articolo in 6 articoli che seguiranno l’articolo: Portare al limite una Canon a 540.

NB. le foto di seguito riportate sono state ridimensionate per utilità del Blog. Quelle originali avevano dimensioni di ben 2816 x 1584.

aeroblog1_ralph-dte.jpg aeroblog2_ralph-dte.jpg

In entrambe le foto abbiamo fatto sì che fosse visibile la macchina fotografica che ha fatto gli scatti. Come è possibile osservare non si tratta di una reflex. Volendo sarebbe stato possibile realizzare le foto senza che fosse visibile la compatta usata. Nella prima è volutamente a fuoco solo una parte dell’oggetto; in modalità manuale regolando il fuoco abbiamo fatto sì di simulare un obiettivo più professionale.

La vettura si scompone…

Rispondendo a Luca

Rispondiamo a Luca che ci chiede come mai sul simulatore di guida ( http://www.liveforspeed.net) pur mantenendo le campanature simmetriche sulla destra e la sinistra della vettura, in frenata la vettura flette sulla destra scomponendosi e terminando spesso in testa coda se ritarda la frenata:

E’ probabile che in parte tu ti sia già risposto: potresti aver settato una frenata eccessiva che porta al bloccaggio delle ruote anteriori e a tampone le sospensioni anteriori. In questa situazione il mezzo fatica ad inserirsi in curva e tutte le masse non sospese (ovvero quelle sorrette dalle sospensioni) che non sono perfettamente bilanciate come ad esempio la massa del pilota e le asimmetrie dei componenti montati sul telaio potrebbero portare il mezzo a sbilanciarsi con estrema facilita. Immagina che se le sospensioni hanno una corsa dello stelo insufficiente, in frenata si comprimono fino a toccare il fondo corsa (a tampone) e perdendo ogni proprietà elastica. In poche parole non ammortizzano più e le masse del veicolo scaricano su ogni ruota in modo irregolare. Situazione assolutamente da evitare.

Di solito si pone rimedio a questo problema verificando la taratura della frenata e alzando il corpo vettura aumentando la corsa dello stelo (l’altezza)  delle sospensioni. Se al di là della frenata il mezzo ti sembra bilanciato, alza la vettura della stessa quantità sia sul fronte che sul retro in modo da mantenere il medesimo equilibrio che avevi prima. La frenata potresti ridurla (non sappiamo il valore da te adottato) per esempio da 1800Nm a 1720-1750Nm e vedere se trai giovamento da questi interventi.

I manuali di liveforspeed consigliano di non superare valori di 1600-1680Nm.

Proporre un’idea ad un’azienda. Con quali tutele?

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -4-
Titolo o argomento: Può convenire proporsi ad un’azienda? Con quali tutele? Perchè?

Un rapido esempio

Premesso che “brevettare” ad esempio un nuovo sistema di comunicazione in buona parte del mondo (brevetto internazionale) serve solo a fare in modo che, nel caso l’idea sia realmente valida da poter offrire un gran ritorno economico, le aziende interessate la brevettino o comunque la realizzino in uno dei paesi non coperti da brevetto. Operazione sicuramente più semplice per una multinazionale. Premesso questo, nutriamo alcuni sospetti circa l’utilità di brevettare qualcosa se non si è una grande azienda e non si dispone di grandi capitali e gruppi di studi legali al seguito.

L’azienda che potrebbe realizzare il prodotto in uno stato dove il vostro brevetto non è coperto, poi potrebbe diffondere il prodotto in larga scala nel mercato tramite normalissime esportazioni e l’ingente capitale investito per corpire l’idea con un brevetto se ne andrebbe a farsi friggere.

Inoltre: di quante persone bisogna fidarsi per raggiungere lo scopo? Dai colleghi con cui si sviluppa il prodotto, alle aziende interessate o che fingono di non esserlo, agli studi o uffici preposti al controllo che l’idea sia veramente nuova. Mi sono sempre chiesto se andando in camera di commercio non ci sia il rischio che gente più esperta si appropri dell’idea nel controllare la sua valenza. Passerò da malfidato ma sapete com’è…

A questo punto per me vi è un’unica soluzione

Acquisire il “diritto morale” e non economico sul prodotto inventato, in modo tale da poter godere del privilegio di essere riconosciuto ovunque come colui che ha inventato un nuovo sistema, una nuova utilità.

  • Il vantaggio è che si può così essere facilmente assunti a buoni livelli dalle aziende interessate al prodotto anche perchè se sono furbe e dedite all’evoluzione, dovrebbero sapere che la vostra mente nel loro ambiente tirerà fuori molte più novità aumentando il prestigio dell’azienda stessa. Se così non fosse vi assumerà l’azienda concorrente e la prima ci rimetterà 2 volte.

  • Lo svantaggio è che non si ha diritto economico su ciò che si è inventato. Un pò come gli studenti che vincono i concorsi sulle tesi di laurea e ricevono un premio di 1000 euro per un’idea che non si calcola che valore possa avere… sicuramente di gran lunga superiore.

 Pertanto non inseguire il massimo profitto, ancora una volta potrebbe essere una carta vincente, soprattutto considerato che inseguendo scopi economici ci si può ritrovare a perdere sia il diritto di brevetto che quello morale. Ovvero, perdere tutto.

Ovviamente se invece avete la possibilità di un amico avvocato o di uno studio legale fidato che vi segua, beh allora potete ambire a di più…

Sogni il tuo brevetto?

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -3-

Titolo o argomento: Sogni il tuo brevetto?

Se il brevetto ti sembra qualcosa di lontano da ciò che pensavi o speravi di trovare come opzione di salvataggio della tua idea ti consigliamo di leggere il Regolamento (CE) n. 6/2002 del Consiglio, del 12 dicembre 2001, su disegni e modelli comunitari:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32002R0006:IT:HTML

pare infatti che sia possibile (attenzione ha validità solo nella Comunità Europea) registrare da soli i propri modelli se rispettano determinati prerequisiti (riportati nel lunghissimo testo presente al link sopra) e se rispetti tutta una serie di regole… ma attenzione, il minimo errore e come probabilmente immaginate, tutto va a monte. Farsi seguire da un avvocato, meglio se un amico fidato che ha scelto questo tipo di studi, potrebbe essere la carta vincente per salvaguardare nel migliore dei modi l’idea, il lavoro, l’oggetto che vorreste registrare…

Uno stralcio del regolamento che trovate al link sopra:

DIRITTO DEI DISEGNI E MODELLI
Sezione 1
Requisiti per la protezione
Articolo 3
Definizioni
Ai fini del presente regolamento s’intende per:
a) “disegno o modello”: l’aspetto di un prodotto o di una sua parte quale risulta in particolare dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale e/o dei materiali del prodotto stesso e/o del suo ornamento;
b) “prodotto”: qualsiasi oggetto industriale o artigianale, comprese tra l’altro le componenti destinate ad essere assemblate per formare un prodotto complesso, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici, esclusi i programmi per elaboratori;
c) “prodotto complesso”: un prodotto costituito da più componenti che possono esser sostituite consentendo lo smontaggio ed un nuovo montaggio del prodotto.
Articolo 4
Requisiti per la protezione
1. Un disegno o modello è protetto come disegno o modello comunitario se ed in quanto è nuovo e possiede un carattere individuale.
2. Il disegno o modello applicato ad un prodotto o incorporato in un prodotto che costituisce una componente di un prodotto complesso è considerato nuovo e dotato di carattere individuale soltanto se:
a) la componente, una volta incorporata nel prodotto complesso, rimane visibile durante la normale utilizzazione di quest’ultimo, e
b) le caratteristiche visibili della componente possiedono di per sé i requisiti di novità ed individualità.
3. Per “normale utilizzazione” a termini del paragrafo 2, lettera a) s’intende l’impiego da parte dell’utilizzatore finale, esclusi gli interventi di manutenzione, assistenza e riparazione.