Dal motore L537 della Lamborghini Murcielago LP 640 al motore L539 della nuova Lamborghini Aventador LP 700-4 – Parte seconda

Rubrica: Motorismo

Titolo o argomento: Effetti della variazione di alesaggio e corsa sul manovellismo
Segue dall’articolo introduttivo:
Dal motore L537 della Lamborghini Murcielago LP640 al… – Parte prima

Effetti della variazione di Alesaggio e Corsa sul manovellismo

Interasse canne. Con un incremento dell’alesaggio, risulta ovvio che l’interasse tra le canne dei cilindri del motore diventi maggiore. L’interasse è la quota che intercorre tra l’asse di due cilindri adiacenti. Passando da 93 mm a 103,5 mm si hanno oltre 10 mm di incremento. Questo comporta un motore più lungo di circa 50 mm, il che può diventare un rilevante problema in fase di progettazione.

Lunghezza motore. Per contenere il più possibile il maggiore ingombro longitudinale conseguente dall’aumento dell’alesaggio dei cilindri, si è operata una completa riprogettazione delle intercapedini entro le quali scorre il fluido refrigerante. Una difficoltà non da poco per gli ingegneri motoristi i quali sono chiamati a collaborare con gli ingegneri telaisti e con i carrozzieri che spesso impongono forti vincoli dimensionali per l’alloggiamento dei motopropulsori sia per evitare di intaccare la maneggevolezza del veicolo, sia per ragioni estetiche.

Velocità media del pistone. La velocità media del pistone è un parametro che riguarda il grado di sollecitazione degli organi del manovellismo, inoltre offre un’idea del rendimento meccanico del motore. La riduzione della corsa da 89 mm (motore L537) a 76,4 mm (motore L539) ha permesso di ridurre la velocità media del pistone da 23,7 m/s a 21 m/s nonostante il regime di rotazione massimo sia aumentato di 250 giri/min. Tale variazione ha inoltre permesso di ridurre il lavoro medio di attrito sviluppato ad ogni ciclo dall’unità di cilindrata.

Il raffreddamento. Premesso che in un motore a corsa corta si riduce la capacità di raffreddamento dello stantuffo, è opportuno notare che il rapporto tra la quantità di calore sottratta dal cilindro e quella sviluppata dalla combustione che in esso avviene, e quindi il grado di raffreddamento del motore, è inversamente proporzionale alla velocità media dello stantuffo.

Sollecitazioni meccaniche. La velocità media del pistone è scesa dal valore di 23,7 m/s (motore L537) al valore di 21 m/s (motore L539) riducendo così le forze d’inerzia, le forze centrifughe ed i conseguenti carichi agenti su pistoni, bielle, albero motore e bronzine. Ciò, abbinato ad un nuovo ordine di accensione (il motore L537 aveva il seguente ordine: 1-7-4-10-2-8-6-12-3-9-5-11; mentre per il motore L539 l’ordine è: 1-12-4-3-2-11-6-7-3-10-5-8), ha permesso di eliminare il volano e ridurre la massa dell’albero a gomiti (forgiato) il quale, tra l’altro, è più rigido avendo una forma più raccolta dovuta a bracci di manovella più corti.

Regime di rotazione. Se consideriamo due motori, a parità di cilindrata e di grado di riempimento dei cilindri, quello che gira più in alto erogherà una maggiore potenza. Il motivo risiede nel semplice fatto che la quantità di aria e combustibile introdotti è direttamente proporzionale al numero di giri raggiunti. Come indicato pochi paragrafi sopra, diminuendo la corsa si riduce la velocità media raggiunta dal pistone. Questo significa che si può incrementare il regime di rotazione fino a raggiungere le medesime sollecitazioni agenti sul precedente motore con corsa maggiore. In questo caso la riduzione della corsa, da 89 mm a 76,4 mm, ha permesso un incremento del regime di rotazione di circa 250 giri al minuto a beneficio dell’erogazione della potenza in alto. In realtà i tecnici potevano spingersi oltre ma, molto probabilmente, hanno conservato questa possibilità per il motore che equipaggerà la prossima novità Lamborghini attualmente in fase di studio.

I motori a corsa corta e la coppia. Tra il motore L537 ed il motore L539 vi è una differenza di coppia massima di soli 3 kgm anche se questa si presenta ora 500 giri/min prima, a tutto vantaggio delle prestazioni. In effetti non è facile ottenere importanti aumenti di coppia laddove vi è una riduzone della corsa (problema tipico dei motori di F1 che sono noti per la loro scarsa trattabilità ed elasticità fuori dai regimi di utilizzo); tuttavia la progettazione di condotti adeguati e di una distribuzione ottimale, giocano un ruolo fondamentale sulla modifica delle curve di coppia e potenza a beneficio del tipo di utilizzo che si intende fare del motore. Operazioni le quali, nonostante siano complesse, risultano più fattibili grazie alla presenza della fasatura variabile a controllo elettronico. La sensazione di una maggiore capacità di sviluppare coppia motrice, da parte della Aventador, deriva più che altro dall’adozione di un nuovo cambio a 7 rapporti ben spaziati (motore L539) al posto del precedente a 6 rapporti abbinato al motore L537.

Lo schema del motore. Inutile dire che lo schema 12 cilindri a V di 60° risulti essere uno dei migliori in assoluto per la semplice ragione che le forze ed i momenti del primo e secondo ordine sono perfettamente equilibrati. Inoltre l’adozione di un motore molto frazionato come il V12 permette di ottenere potenze specifiche superiori a mano a mano che si incrementa il regime di rotazione. Anche il rendimento termico del V12, rispetto ad esempio ad un V8 di pari cilindrata totale, risulta migliore in quanto il diametro dei singoli cilindri è minore e permette di raggiungere maggiori rapporti di compressione riducendo di conseguenza  i consumi specifici. Cosa da non sottovalutare, in un motore destinato ad avere prestazioni elevate, è che un maggiore frazionamento implica la possibilità di un migliore raffreddamento. Nonostante ciò gli Ingegneri della Lamborghini stanno pensando di adottare sulle future vetture termostati pilotati elettronicamente al fine di ottenere un miglior controllo sulle temperature in gioco (con variabilità).

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Variazione del rapporto Alesaggio Corsa

Nell’immagine è appena percettibile la differenza di alesaggio e corsa tra i due modelli, tuttavia
il cambio di prestazioni risulta notevole  grazie alla ridefinizione dell’intero progetto del motore.
Sulla sinistra è visibile un esempio, riferito al singolo cilindro, in cui l’alesaggio vale 88 mm
e la corsa 89 mm; mentre sulla destra i valori sono rispettivamente di 95 mm e 76,4 mm.
Image’s copyright: www.ralph-dte.eu

Dal motore L537 della Lamborghini Murcielago LP 640 al motore L539 della nuova Lamborghini Aventador LP 700-4 – Parte prima

Rubrica: Motorismo

Titolo o argomento: Incremento delle prestazioni del motore lasciando inalterata la cilindrata

Incrementare la coppia e la potenza di un motore ad elevate prestazioni, avendo importanti vincoli di cui tener conto, è senza dubbio un lavoro complicato (ma fattibile) specie se uno dei vincoli è rappresentato dall’impossibilità di variare la cilindrata. Questo significa che Automobili Lamborghini S.p.A., al fine di realizzare il nuovo motore L539 della Aventador, ha chiesto ai propri ingegneri di incrementare le prestazioni del motore L537 della Murcielago lasciando inalterata la cilindrata e lo schema V12 di 60°. Se il secondo vincolo non rappresenta affatto un problema, il primo comporta una gran mole di studi e prove. Il sistema più semplice per ottenere maggiore potenza e coppia da un motore a combustione interna, consiste senza dubbio nell’aumentare la cilindrata. Tale sistema però è ormai bandito dalle strategie di sviluppo perchè, neanche a dirlo, è anti-ecologico. Si punta quindi su altre direzioni di sviluppo. Direzioni che non rappresentano una concreta innovazione, perchè mature come la storia del motorismo, ma che rappresentano più un complesso lavoro di affinamento. Direzioni che stanno conoscendo un elevato grado di ricerca e perfezionamento di ogni minimo dettaglio, anche quello all’apparenza più insignificante, per spremere quanto di più possibile si possa avere da un 6,5 litri aspirato con schema 12 cilindri a V di 60° e regime di rotazione massimo attestato attorno agli 8000 giri al minuto. Analizziamo quindi, per passi semplificati, gli interventi che si sono operati in progettazione affinché il propulsore Lamborghini L537 6,5 litri V12-60° da 640 cavalli sbocciasse nel nuovo motore L539 6,5 litri V12-60° da 700 cavalli.

Variazione di Alesaggio e Corsa

Per mantenere la medesima cilindrata, nel passaggio dal motore L537 al motore L539, si è operato un incremento dell’alesaggio da Ø88 mm a Ø95 mm in concomitanza con una riduzione della corsa da 89 mm a 76,4 mm (il solo incremento dell’alesaggio avrebbe ovviamente comportato un aumento della cilindrata violando il primo vincolo imposto). Il motore da “quadro” è così diventato a “corsa corta” o “super quadro”. E’ chiaro che si tratta di una scelta ponderata di cui si sono oltremodo analizzati gli effetti globali e le conseguenze quali la riprogettazione degli organi che ne subiscono l’influenza. Le valvole ad esempio, trovando una superficie più ampia in camera di combustione, sono state riprogettate incrementando il diametro. Operazione che ha senso se anche i condotti di aspirazione/scarico vengono ridimensionati. Modificando però il dimensionamento di valvole e condotti si opera un cambiamento radicale nella “respirazione” del motore che richiede un nuovo profilo delle camme e quindi differenti leggi di apertura/chiusura delle valvole e differenti alzate. A sua volta tale operazione comporta un adeguamento della fasatura variabile e dell’elettronica in essa operante. Ma non solo. Aumentare l’alesaggio significa andare verso una riduzione del rapporto geometrico di compressione, cosa che agli effetti non succede riducendo la corsa; l’adeguamento del disegno di camera di combustione e del pistone, come vedremo, risulterà comunque necessario. Un lavorone che è durato circa tre anni.

E’ opportuno, inoltre, considerare tutta una serie di vantaggi che hanno reso più che corretto operare un aumento dell’alesaggio ed una riduzione della corsa, nel passaggio dal motore L537 al motore L539, piuttosto che il contrario. In primis la potenza del motore aumenta con il quadrato dell’alesaggio, viceversa, se si incrementa la corsa, la potenza cresce solo con un esponente di 0,5-0,6; grazie alla testa del cilindro più ampia, si ha la possibilità di incrementare il diametro delle valvole e posizionarle in modo migliore assieme alla candela; infine, nel complesso, il motore ha un peso minore (va sottolineato però che nel passaggio dal motore L537 al motore L539, la gran parte della riduzione del peso è dovuta ad una forte ottimizzazione degli accessori che, grazie ad un migliore e più ordinato posizionamento, ha permesso di risparmiare l’installazione di inutili staffe, piaste, viti, ecc.). D’altra parte però, nella scelta di un incremento di alesaggio, vi sono anche alcuni conseguenti svantaggi quali ad esempio una maggiore massa di valvole e pistoni.

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Motore V12 di 60 gradi

Nel V12 di 60° le forze ed i momenti del primo e secondo ordine sono perfettamente equilibrati.
Lo stesso si verifica ad esempio nel 6 cilindri in linea e nel V12 a cilindri contrapposti.
D’altra parte però l’ingombro verticale risulta maggiore rispetto ad esempio ad un V8 di 90°.
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Perchè le valvole di aspirazione sono più grandi di quelle di scarico?

Rubrica: Le domande dei lettori | Curiosità della tecnica da corsa

Titolo o argomento: Differenza diametro valvole in un motore a c.i.
Rispondendo a: Alessio

Non si tratta di una priorità legata ai soli motori da competizione, anche i motori stradali hanno le valvole di aspirazione con un diametro leggermente più grande per quella di aspirazione. Generalmente il diametro della valvola di scarico è minore del 10-15% rispetto a quello della valvola di aspirazione. Le ragioni di tale scelta sono legate prevalentemente al coefficiente di riempimento ed alle sollecitazioni termiche. Il diametro delle valvole di aspirazione ha un peso maggiore sull’ottenimento di un buon coefficiente di riempimento (λv), questo significa che il progettista sacrifica volentieri il diametro delle valvole di scarico a favore di quelle di aspirazione al fine di ottenere migliori prestazioni del motore. Lo spazio in camera di combustione è limitato e non si può avere tutto. D’altra parte, la riduzione del diametro delle valvole di scarico, offre un rovescio della medaglia favorevole in quanto le valvole di scarico hanno due importanti problemi che, guarda caso, si risolvono proprio riducendone il diametro: le sollecitazioni termiche e la tenuta. Essendo la valvola di scarico maggiormente sollecitata termicamente rispetto alla valvola di aspirazione, un diametro minore favorisce lo smaltimento del calore per cessione verso la guida e la sede della valvola stessa. Inoltre diminuendo il diametro della valvola di scarico si riducono i suoi problemi di tenuta.

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Dimensionamento della testata (parte prima): le valvole di aspirazione – schema 2 valvole per cilindro
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Dimensionamento della testata (parte quinta): le valvole di scarico

Differenza diametro valvole

Generalmente la differenza tra il diametro della valvola di aspirazione e quella di scarico,
si aggira attorno al 10-15% a vantaggio della valvola di aspirazione. A sinistra lo schema
nel caso delle due valvole per cilindro, a destra quello delle quattro valvole per cilindro.

La fuga dei cervelli dall’Italia: l’esempio di Guglielmo Marconi.

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Un importante esempio di fuga di cervelli analizzato brevemente nelle sue fasi salienti

Il percorso di studi

Guglielmo Marconi non ama studiare materie che possono comportare una perdita di tempo per le sue ricerche. Non segue un ordinario corso di studi (comprensivo di greco, latino, filosofia) ma, grazie ad una madre dalla mente aperta, riesce ad ottenere lezioni private per approfondire le sue conoscenze in materie come ad esempio le scienze matematiche e la fisica.

I riconoscimenti

Arriva a dedicare fino a 16 ore al giorno ai suoi esperimenti ed alle sue ricerche. Nonostante non abbia un vero titolo di studio, riesce ad ottenere il Premio Nobel per la Fisica (è il primo italiano ad ottenerlo). Questo ovviamente non significa che non si debba studiare e si debba sperare che la storia si ripeta, significa semplicemente che bisogna dedicarsi con estrema dedizione ai propri progetti.

La concretezza

Brevetta le sue idee (venendo tra l’altro da una famiglia decisamente benestante), ma non solo. Studia, ricerca e produce da solo tutto quello che la sua brulicante mente gli suggerisce. Quando mostra le sue idee, non si limita a raccontarle, le realizza concretamente ed è in grado di dimostrare dal vivo come esse funzionino e di quali ritocchi o miglioramenti necessitino.

I rischi e le difficoltà

Per anni non riesce a vendere nemmeno un suo prodotto. Del resto, su questo blog l’ho scritto tante volte, se fosse così facile avere successo in una o più imprese (soprattutto nella prima), tutti sarebbero arrivati e tutti farebbero ciò che dovrebbe loro portare una fortuna. Questo per ricordarvi che se la vostra idea fatica a decollare o ad essere compresa o a portare guadagni (anche che si tratti di una accogliente trattoria tipica del luogo) non dovette mollare subito perchè qualche “limitato” vi dice: “Hai visto? Non ti sta rendendo niente! Stai perdendo tempo!”. Il rischio per Marconi è sempre molto elevato eppure si mette in gioco perchè sa che le sue idee funzionano, l’ha dimostrato più volte, e sa che può migliorarle e varcare nuovi confini. Non si basa su fantasie, le sue teorie, quelle che fino a quel momento nessuno ha nemmeno immaginato, sono concrete.

Il successo all’estero

In Italia, neanche a dirlo, non riscuote successo e non viene capito. Nessuno investe su di lui. Arrivano persino a dire che una palla di cannone arriva più lontano di un suo segnale radio. Ma la madre di Guglielmo è inglese e questo fattore lo ispira ad esportare le sue idee nella sua seconda patria dove otterrà i primi clamorosi successi. Insomma una storia sistematica per l’Italia dalla quale la fuga dei migliori cervelli è, dopo oltre un secolo, ancora all’ordine del giorno.

I conflitti

La vita di Marconi, un’inarrestabile produzione di successi e passaggi fondamentali della storia, incappa nei più antichi e dannosi fenomeni del mondo: l’invidia e l’interesse. Le aziende di comunicazione del momento, basate su filo, invece di assorbire le idee di Marconi collaborando assieme, invece di arricchire la loro ricerca, i loro strumenti, il loro potenziale, il loro futuro, decidono di sporcare l’immagine di Guglielmo annunciando in ogni angolo del mondo che il risultato dell’esperimento di comunicazione wire-less atttraverso l’Oceano Atlantico, è fallito. Ovviamente non si tratta della verità. Guglielmo era visto come un pericolo e le aziende, già allora, temevano i cambiamenti.

La dedizione per il cambiamento

Quando ormai Guglielmo Marconi, superate notevoli difficoltà, ha ottenuto tutto, decide di compiere l’ennesimo passo inusuale e folle per i più. Riprende i suoi studi sulle onde corte accantonando quelli sulle onde lunghe che gli hanno portato successo e fama mondiale. Tutti lo ritengono un matto e sostengono che le onde corte non hanno utilità alcuna nella comunicazione. Un nuovo rischio, una nuova impresa, nuovi investimenti e Guglielmo riesce ad ottenere comunicazioni migliori a metà prezzo da offrire al mondo intero. Studi e risorse che oggi, come non mai, sono alla base delle attuali comunicazioni da un semplice modem wire-less, fino ai satelliti più sofisticati che esplorano l’universo.

Conclusioni

Non c’è una regola esatta da seguire, non c’è un libretto di istruzioni per avere successo. La maggior parte dei tentativi sono vani e sono poche, pochissime le persone la cui fama tecnica echeggia nel mondo, tuttavia, se credi in qualcosa e se questo qualcosa funziona e lo puoi dimostrare, vai fino in fondo.

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Che cos’è un corpo nero?

Trattasi di un corpo in grado di assorbire totalmente l’energia raggiante che lo investe. Stiamo parlando quindi di un oggetto ideale in quanto non esiste alcuna sostanza, nemmeno il nerofumo, che soddisfi completamente questa condizione, senza riflettere o trasmettere neppure una minima parte delle radiazioni incidenti. Il corpo nero si chiama così perché assorbe molto bene tutta la radiazione che lo investe. Un’ottima approssimazione di corpo nero è un contenitore in cui sia stato fatto un piccolo foro. A temperatura ambiente il foro appare assolutamente nero, ed il motivo è che la radiazione luminosa che entra nel contenitore viene diffusa molte volte al suo interno, ed è molto più probabile che alla fine venga assorbita piuttosto che riesca ad uscire dallo stesso foro da cui è entrata.

La radiazione che entra nella cavità scalda le pareti. Queste riemettono l’energia sotto forma di radiazione infrarossa. Al raggiungimento dell’equilibrio termodinamico l’energia elettromagnetica entrante nella cavità è uguale a quella irraggiata dal foro tuttavia, il tipo di radiazione emessa dipende dalla temperatura della cavità. Ciò dimostra come un corpo nero non sia effettivamente nero. Esso appare così solo nei pressi della temperatura ambiente ovvero in quel range di temperatura in cui la radiazione visibile assorbita viene restituita nel campo delle microonde o dell’infrarosso lontano che, ovviamente, non siamo in grado di vedere. Se le pareti del corpo nero fossero a temperatura elevata, ad esempio a circa 1000 °C, allora il foro riemetterebbe radiazione visibile e il corpo non sarebbe assolutamente nero.

Corpo nero

 La radiazione luminosa che entra nel corpo nero viene diffusa molte volte al suo interno,
ed è molto più probabile che alla fine venga assobita piuttosto che riesca ad uscire
dallo stesso foro da cui è entrata.

Incrementa la tua velocità di lettura

Si stima che se leggi ad alta voce, leggi circa 200 parole al minuto. Non è possibile leggere più velocemente ad alta voce comprendendo allo stesso tempo il testo. Se invece leggiamo un libro normalmente, curiosamente, si presenta lo stesso fenomeno della lettura ad alta voce. In sostanza si segue un tempo che è analogo a quello della lettura ad alta voce, un po’ come se il tempo di lettura ci fosse dato da una voce presente nella mente la quale ci chiede di scandire ogni singola parola.

In realtà è possibile leggere a velocità decisamente superiori comprendendo perfettamente il testo. Il raggiungimento di questo obiettivo però si ottiene, neanche a dirlo, con l’allenamento (ostacolo fisso dei pigri). Un valido strumento di allenamento lo potete trovare ad esempio su spreeder.com, un sito web che vi permette di inserire, in una apposita casella, i vostri testi digitali provenienti da pagine web o da file pdf tanto per intenderci.

Incrementare la velocità di lettura vi permette di leggere i testi non più parola per parola, bensì frase per frase. Questo esercizio, oltre a permettervi di studiare in tempi più brevi, mantiene il cervello ben allenato e giovane, stimola la vostra memoria e vi rende mentalmente frizzanti.

Per evitare che possiate incappare nell’errore di muovere velocemente gli occhi saltando delle parole, spreeder.com vi permette di inserire il testo desiderato in un’apposita casella dotata di comandi analoghi a quelli di un riproduttore video. Il vostro testo comparirà così con ordine, rapidamente, parola per parola. Raggiungere poi l’obiettivo di lettura “frase per frase” sarà possibile leggendo libri puntando un dito sul testo e muovendolo con velocità via via crescente man mano che ci si abitua. L’occhio è un ottimo strumento di inseguimento. Seguire il dito vi evita di saltare le parole risparmiando inutili perdite di tempo.

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La percezione della tecnologia

Un ragazzo tempo fa mi raccontava il suo ultimo acquisto: un cellulare iperfunzionale. Nel vedermi poco interessato alle mirabolanti funzioni mi ha detto sorridente: “Ho capito, sei uno a cui non piace la tecnologia eh?”; massimo sconcerto per me. Gli ho dato l’indirizzo del mio blog e degli altri miei siti invitandolo ad esplorarli anche solo rapidamente.

Un mio amico di recente mi ha raccontato che ha comprato il suo nuovo telefono cellulare, uno smartphone di ultima generazione della marca x. Dice che così si sente aggiornato in campo tecnologico. Questa volta non è solo lo sconcerto ad invadermi, anche una timida sensazione simile alla paura.

Oggi sono in molti a sostenere di parlare di “Tecnologia” nel momento in cui argomentano le funzioni di una consolle di gioco, di uno smartphone o del vivavoce bluetooth di cui la nuova auto è dotata di serie. Rendersi conto di quanto tutto questo sia enormemente limitativo nei confronti del termine “Tecnologia” non è effettivamente di facile comprensione. Così ora, solo perchè sono un provocatore 🙂 ti chiedo retoricamente: “Conosci il significato del termine tecnologia?”.

Il Dizionario Italiano Ragionato ne dà la seguente definizione: Sostantivo femminile. Propriam. Lo studio della tecnica. Tuttavia la voce ha avuto una notevole fortuna e sostituisce frequentemente la voce tecnica, che pare più povera. Anziché Storia della tecnica si legge spesso sui frontespizi Storia della tecnologia. Con il termine tecnologia ci si riferisce ad un apparato moderno, ad un apparato di una qualche complessità.

Wikipedia offre una definizione altrettanto interessante: Il termine tecnologia è una parola composta che deriva dalla parola greca τεχνολογία (tékhne-loghìa), letteralmente “discorso (o ragionamento) sull’arte”, dove con arte si intendeva sino al secolo XVIII il saper fare, quello che oggi indichiamo con la tecnica. Se la tecnica riguarda la manualità, il ragionamento diventa la razionalizzazione o comprensione dei risultati raggiunti attraverso l’azione concreta: in sintesi la tecnologia diventa il progetto della tecnica.

L’enciclopedia della UTET invece definisce la tecnologia come lo studio dei procedimenti tecnici legati alle singole lavorazioni industriali. La tecnologia perciò esamina le attrezzature, le macchine, gli impianti, e in generale i processi che concorrono alla trasformazione di una determinata materia prima, attraverso le varie fasi di lavorazione che conducono tale materia prima alle fasi che ne permettono gli impieghi richiesti. Per alcuni, peraltro, il termine tecnologia si riferisce alla fase più moderna della tecnica legata ormai allo sviluppo della scienza.

I giovani oggi utilizzano il termine tecnologia per definire quello che in realtà rappresenta la periferia della tecnologia. Associano spesso tale termine ad oggetti che offrono illusive sensazioni di evoluzione. Nascono così siti internet e blog che utilizzano impropriamente il termine nel titolo al fine di comunicare che si sta parlando dell’ultimo modello del prodotto x.

Allora, tornando alla mia precedente domanda retorica: “Se l’aggiornamento tecnologico è rappresentato dall’ultimo smartphone, che cosa saranno mai: le nanotecnologie, lo studio dei fenomeni termoelettrici, gli accumulatori di energia cinetica a volano, le strutture realizzate basandosi sullo studio della biomimetica, gli smart materials, i materiali piezoelettrici di cui sono dotati i marciapiedi di un corso di Tolosa che autoalimentano i lampioni, le stampanti 3D, il taglio al plasma, i generatori termoelettrici, i sistemi E.R.S., il fotovoltaico retrofit, ecc.?”.

Prima o dopo il termine tecnologia è sempre bene porre un secondo termine che definisce la branca alla quale ci si riferisce (vedi ad es. nanotecnologie, tecnologia meccanica, tecnologia dei materiali, tecnologia alimentare, tecnologia microelettronica, tecnologia delle costruzioni, tecnologia delle comunicazioni, ecc.) per evitare di finire nel vago o, peggio, svalutare un concetto che ha un peso decisamente maggiore di un affascinante gadget.

Carrozzeria in composito

E’ più “tecnologico” chi possiede l’ultimo modello di consolle di gioco o chi, sapendo lavorare
i materiali compositi, ha ridotto il peso del suo veicolo andando quindi a ridurre i consumi
di carburante ed ottenendo quindi un beneficio economico?
Image’s Copyright: Penn Electric Racing

Quanto costa davvero quello che compri?

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Pensi di aver risparmiato ma forse non è così…

Crisi o non crisi abbiamo tutti la necessità di affrontare le spese per l’acquisto di beni di uso quotidiano e, meno frequentemente, per l’acquisto di beni utili a svolgere particolari funzioni: l’automobile, un computer portatile, uno strumento di lavoro, una lampada, un accessorio per la cucina, un lettore dvd, un deumidificatore, un ricambio o qualunque altra cosa vi occorra.

Solitamente (ma non sempre per fortuna) vedo le persone affrontare queste spese con la stessa ottica, ovvero cercando il prezzo più basso. Alle volte si tenta di trovare il prodotto, ritenuto qualitativamente più valido, in qualche disperata offerta sottocosto o in una particolare situazione di sconto legata a condizioni o finanziamenti. Altre volte ci si orienta direttamente verso prodotti che si sa… sono un po’ più modesti ma, accidenti, costano meno! Ed è qui che si può incappare nell’errore classico di chi crede di aver risparmiato e invece non riesce nella sua mesta impresa.

Ammettiamo che Pierino e Mariolino abbiano bisogno entrambi di un computer portatile. Ammettiamo che Pierino ne acquisti uno a 500 Euro e che Mariolino ne acquisti uno che, a parità di caratteristiche, costa 700 Euro. Ovviamente la condizione necessaria da sottolineare è che il prezzo dei due prodotti sia “realmente” lo specchio della qualità degli stessi. Cioè il computer che ha un prezzo maggiore non deve averlo per questioni ingiustificate di marchi, mode, strategie di mercato, copertura di costose campagne pubblicitarie, altro.

Ora, se il computer di Pierino ha una durata di 2 anni mentre quello di Mariolino ha una durata di 5 anni, senza dubbio Pierino avrà risparmiato nell’istante in cui ha compiuto l’acquisto ma, in realtà, sarà Mariolino che avrà speso meno.  Il computer di Pierino infatti sarà costato 0,68 Euro al giorno mentre il computer di Mariolino, nonostante il prezzo iniziale più alto, sarà costato solo 0,38 Euro al giorno. Ovvero l’arco di tempo durante il quale i due soggetti avranno beneficiato della possibilità di utilizzare il loro prodotto sarà nettamente diverso e la spesa giornaliera sarà stata di gran lunga inferiore per Mariolino.

E’ importante che un consumatore consideri non solo il prezzo iniziale di acquisto, ma anche la durata che avrà il bene acquistato. Per quanto tempo il bene funzionerà? Ma non solo. Per quanto tempo funzionerà correttamente? Per quanto tempo funzionerà senza creare noie, senza obbligare a ricorrere ad assistenze tecniche, ricambi, perdite di tempo, arrabbiature?

Sebbene il detto “Chi più spende, meno spende” non sia più applicabile al giorno d’oggi per via della multitudine di beghe che si nascondono dietro a sconti, promozioni, prodotti difettosi, marchi luccicanti, mode, stock di prodotti scadenti o difettosi destinati a particolari promozioni, prodotti a transito bloccato nei magazzini (ovvero prodotti che hanno sostato a lungo nei magazzini, hanno subito urti, danneggiamenti degli imballi, umidità), confusione dei consumatori… sebbene non si possano ignorare tali insidie, il detto mantiene pur sempre un fondo di verità che si chiama: ammortamento.

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Non credere a…

Quest’anno, il mio Augurio di Buone Feste, naturalmente rivolto a tutti, lo voglio offrire in modo differente dalla solita “grafica sponsor” contenente il solito albero di Natale, tanti colori ed il solito “nomesito” sull’intestazione. Non vi devo convincere di tornare su questo sito, lo farete voi se lo riterrete curioso a sufficienza. Quest’anno, visti gli eventi eccezionali che hanno interessato l’intero mondo, vi porgo i miei migliori Auguri di Buone Feste citando le parole di un Ingegnere di cui apprezzo la preparazione.

Su un libro di Giacomo Augusto Pignone, tra le varie appendici, ho trovato delle curiose riflessioni legate alla vita ed ai frequenti giochi di specchi in cui molte persone, vuoi perchè sono ingenue o poco formate, vuoi perchè sono meno avvedute o perchè, semplicemente, prima o poi capita a tutti, cadono. Sono considerazioni piuttosto interessanti ed ognuno le può valutare a proprio modo.

Non credere a…

A chi tenta di convincerti sfruttando le tue emozioni.
Sa che sono il tuo punto debole.

A chi cerca di prenderti per il naso prendendoti per la gola.
A chi lancia messaggi che, pronunciati ad un metro di distanza, superano i 30 deci-Bel.
Il teorema di Pitagora non ha bisogno di essere urlato.

A chi, protetto da cerchi concentrici di a-prioristica reverenza, si rende inaccessibile anche al più pacato contradditorio. “Guardati dall’uomo di un solo libro” (Confucio).
A chi non è capace di fare un pacato contradditorio, ma fa rissa, grida, sopraffà, sbeffeggia.
A chi usa linguaggi ambigui per contrabbandare, sotto vello virtuoso, associazioni oblique.
Alle fresche verginità.
La storia pregressa dei neo-vergini spesso rivela crimini immani.

Alle rozze semplificazioni delle ideologie.
Se fosse così facile cambiare il mondo, vivremmo in Paradiso da millenni.
Ci ha tentato perfino Dio: è finito in croce.

Al tolemaico “trompe-l’oeil” prospettico (ahimé inevitabile, visto che viviamo incollati alla terra) di cui sono impregnate ideologie e teologie. E purtroppo l’umano “senso comune”.
Ai fondamentalismi. Sono malattie mentali. Sono malati mentali tutti i grandi massacratori.
A chi dice di parlare in nome di Dio. Se così fosse, bisognerebbe ammettere che Dio non sa che la terra gira, visto che i suoi infallibili portavoce perseguitavano chi lo diceva.
A chi (arrogante o mellifluo) osteggia la Ragione.

Tratto da un appendice di “Motori ad alta potenza specifica”
di Giacomo Augusto Pignone
e Ugo Romolo Vercelli

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Trompe-l’oeil. Pere Borrell del Caso, Sfuggendo alla critica, olio su tela.
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