La Ferrari più bella

Enzo Ferrari diceva che la Ferrari più bella era quella che doveva ancora essere costruita. Io a distanza di molto tempo dall’uscita delle Ferrari che dominarono gli anni ’80 credo che la Ferrari più bella sia stata la F40… Meglio ancora se si tratta del modello LM.

Interni nudi e crudi. Spartana. Essenziale. C’era solo quello che serviva per correre. La cilindrata del motore non era enorme e impossibile. La cavalleria non mancava. La tecnologia la respiravi in ogni angolo. Trasudava artigianato in ogni finitura… Alcune sembravano persino arrangiate. All’epoca vedere parti in carbonio e altre in alluminio equivaleva a vedere qualcosa di assolutamente straordinario. Follia pura su strada e un autotelaio divertente e, a detta di molti collaudatori, facile da guidare (con la dovuta esperienza ovviamente).

Infine il prezzo, contrariamente a quanto potremmo pensare, era più alto all’epoca che oggi. Una Ferrari F40 nel 1987 costava circa 300 milioni di lire. In quel periodo, stando agli indici di inflazione ed al potere d’acquisto, con una tale cifra si potevano acquistare più o meno “sei” appartamenti. Oggi una Ferrari con prestazioni di tutto rispetto, un abitacolo con tutte le comodità ed una miriade di accessori elettronici, costa intorno ai 200 mila Euro. Con una cifra simile, spesso, non si riesce ad acquistare nemmeno un appartamento di 100 mq.

Alcuni di voi vorrebbero effettuare il confronto con Ferrari di rango più elevato e costi stratosferici, tuttavia la Ferrari F40 era davvero molto, molto più semplice e spartana delle attuali supercar e molto, molto più divertente.

La linea poi (de gustibus) è davvero azzeccata: semplice e filante. Difficile replicare 🙂

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I mesi in cui escono le auto migliori dalle fabbriche

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili -18-

Titolo o argomento: I mesi in cui escono le auto migliori dalle fabbriche

Settembre Ottobre

Molti non lo sanno ma nessuna macchina che esce da una fabbrica è uguale all’altra. Nemmeno se parliamo dello stesso modello. Questo perchè i macchinari che vengono utilizzati per realizzarle hanno bisogno di essere revisionati, ricalibrati, ritarati, rimessi a puntino… Usate il termine che volete fattostà che hanno bisogno di “manutenzione”.

I mesi dell’anno utilizzati per questo scopo dalle fabbriche sono di norma i mesi estivi.  Ovvero il periodo nel quale le vendite subiscono una riduzione e ci si può permettere di fermare qualche linea di montaggio. Di fatto acquistare un’auto che sia stata fabbricata nel mese di Settembre/Ottobre da un vantaggio al cliente che desidera tenere lo stesso mezzo per molti, molti anni. Forse non tutti sanno che le automobili che escono tra le prime (migliaia) di una catena di montaggio revisionata ad hoc sono le migliori in assoluto dal punto di vista costruttivo e pertanto sono le più longeve e affidabili.

Se infatti non vi appartiene l’idea di cambiare l’auto ogni 4-5 anni (come invece chiederebbe il mercato) ma desiderate superare i 10-15 anni e magari, come me, vi affezzionane al vostro mezzo, beh allora vi auguro di trovare un venditore abbastanza paziente.

Un venditore che desideri realmente accontentarvi, prima dell’acquisto, vi può fornire il numero di serie del veicolo (per verificare se l’auto scelta appartiene ad una serie che è stata indicata dalle riviste specializzate come portatrice di qualche particolare difetto) ed il relativo mese di produzione. Molti venditori non lo sanno e potrebbero dirvi che tuttociò non è vero oppure dirvi che la vettura è stata prodotta nei mesi autunnali anche se così non è… Tuttavia esiste un’apposita documentazione che si può chiedere per verificare il tutto e che, i venditori più seri, vedendovi preparati, non dovrebbero esitare a fornirvi.

Purtroppo motore e automobile non è detto che vengono realizzati nello stesso periodo, in tal caso conviene richiedere il numero di serie ed il mese di fabbricazione di ciò che ci interessa sia più preciso e ben lontano dai limiti delle tolleranze costruttive: sto parlando del motore.

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Auto elettriche: idee per fare il pieno gratis

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: Auto elettriche e pieno gratis – parte 2

Auto elettriche

Idee per fare il pieno gratis

Mentre in America si punta sul marketing elettrico, in Europa non stiamo di certo a guardare.

La IAV è un’azienda tedesca dal nome impronunciabile (Ingenieurgesellschaft Auto und Verkehr) che ha recentemente brevettato un sistema per ricaricare le auto direttamente in strada. L’idea è quella di un’autostrada a pagamento che permetta  di ricaricare le batterie dell’auto durante il percorso tramite un sistema wireless. Effettivamente grazie all’induzione elettromagnetica è possibile trasportare energia elettrica senza la necessità di un cavo e questo principio abbinato ad un ricevitore elettromagnetico montato direttamente sul fondo della macchina permette la completa ricarica.

Ecco una breve animazione di questa tecnologia:

Download Ricarica wireless

La Nissan è la prima marca di auto che prevede di inserire un dispositivo di ricezione wireless sulle proprie vetture garantendo un’efficienza del 90%.

Un ulteriore scenario previsto per questo tipo di tecnologia, è quello di installarlo in strade urbane e interurbane molto trafficate, così da permettere in un futuro il completo abbandono delle stazioni di ricarica, visto che sarà possibile recuperare tutta l’energia necessaria direttamente in strada. Per questo servizio ovviamente sarà previsto un costo, ragione per cui ogni auto avrà un codice ID collegato al proprietario a cui verranno consegnate le fatture relative alla reale energia assorbita. Grazie a questo sistema si risolve il problema dei lunghi tempi di ricarica e della corta autonomia della batteria.

Se infatti la batteria è agli sgoccioli sarà sufficiente scegliere un percorso alternativo che comprenda una strada dotata di ricarica elettrica wireless per poter continuare a viaggiare senza preoccuparsi di fermarsi a fare il pieno.

Mi piacerebbe concludere con una soluzione forse meno interessante ma sicuramente molto creativa. Questa volta viene dalla Spagna, dal gruppo Telefónica che ha presentato un piano di riutilizzo per le proprie cabine telefoniche. Se infatti nel ventunesimo secolo quasi tutti abbiamo un telefono cellulare e il ruolo delle cabine telefoniche è venuto a mancare, Telefónica ha proposto nell’ultimo consiglio di amministrazione di convertire tutte le cabine telefoniche presenti in Spagna in punti di ricarica per auto elettriche. Questo permetterà a migliaia di persone di ricaricare il proprio veicolo mentre sta comodamente parcheggiato, magari in pieno centro, senza preoccuparsi di niente.

L’idea è semplice e attuabile sin da subito. Ovviamente il quadrato di parcheggio più vicino alla cabina sarà riservato alle auto elettriche, e scendendo dall’automobile sarà sufficiente inserire la propria tessera identificativa nella cabina e lasciare che l’auto si ricarichi. Si inizia quest’anno da Madrid, e poi l’iniziativa sarà allargata anche a Barcellona e Siviglia nel 2010.

Sicuramente vedremo fra pochi anni spuntare molte altre iniziative,

secondo voi chi ha più possibilità?

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti. Inviato dalle isole Canarie
.

Note

Vorrei aggiungere al prezioso articolo scritto da Davide alcuni spunti. Le auto verranno fornite di un ID per il pagamento della reale energia utilizzata per la ricarica delle batterie. Probabilmente la risposta delle aziende produttrici di batterie (in accordo con le case automobilistiche per vender più auto) sarà quella di investire per creare batterie estremamente più longeve e con una maggiore autonomia. In seguito potrebbero ipotizzare di fornire (come già è stato fatto su diversi prototipi) le stesse auto con pannelli fotovoltaici che ricaricano le batterie mentre si è in marcia.

Inoltre nell’aspetto ecologico c’è da considerare che se le batterie non saranno poi così durature anche dal punto di vista del numero di ricariche che è possibile eseguire e quindi della vita utile del dispositivo, sarà necessario spendere molto denaro “pubblico” per lo smaltimento di un rifiuto così largamente inquinante. Il rovescio della medaglia è dietro l’angolo.

Anche l’inquinamento da onde elettromagnetiche al giorno d’oggi offre una molteplicità di dubbi circa la salute dell’uomo. Un pò come avviene per i cellulari e molti dei dispositivi più moderni…

Auto elettriche: Il pieno gratis

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: Idee per fare il pieno gratis – parte 1

Auto elettriche

Idee per fare il pieno gratis – parte prima-

Continuiamo a parlare di auto elettriche, ma questa volta da bravi economisti ci interesseremo di uno di quei problemi che fino a poco fa scoraggiava l’avvento della nuova tecnologia. Quando per la prima volta abbiamo parlato di auto elettriche, abbiamo terminato dicendo:

“C’è ancora molta strada da percorrere prima che il petrolio venga definitivamente sostituito. Il principale problema restano le infrastrutture, c’è bisogno di molta sperimentazione, investimenti e di standard internazionali.”

A questa piccola riflessione c’è da sommarne un’altra: il costo del carburante. Sembra scontato per molti che l’elettricità costi meno della benzina. Bisogna invece prendere in considerazione serie misure di espansione dell’industria elettrica se pretendiamo che tutti  i mezzi di trasporto del futuro (o molti di essi…) dipendano da questa fonte.

E’ interessante osservare come oggigiorno alcune imprese abbiano già preso la palla al balzo e trasformato questi problemi in opportunità per crescere nel futuro mercato dell’elettricità stradale.

Un primo esempio?

Andiamo negli Stati Uniti, dove è stata creata la prima autostrada “elettrica”. E’ la 101, il ramo che va da San Franscisco a Los Angeles, ed è provvista di 5 stazioni di ricarica elettrica. La curiosità è che è possibile ricaricare gratis in qualsiasi stazione di rifornimento la propria Tesla Roadster (che è l’unico modello attualmente venduto negli USA) in circa 3 ore.

E se il tempo di ricarica sembra assurdamente lungo, è proprio questo il motivo per cui l’offerta è valida. Infatti queste stazioni di rifornimento sono associate alle filiali della banca Robobank, che invita i propri clienti a lasciare la loro auto parcheggiata a ricaricarsi mentre compiono le proprie azioni finanziarie presso la filiale. O mentre mangiano in uno dei ristoranti annessi che fa capo allo stesso gruppo imprenditoriale.

Insomma l’offerta di ricaricare completamente il “serbatoio” dell’auto è un invito a spendere le tre ore nel centro commerciale della stazione di rifornimento.

E’ un’idea senza dubbio interessante e, se pensiamo al futuro, possiamo immaginarci centri commerciali, cinema, ristoranti, stadi, parchi giochi e chi più ne ha più ne metta, offrendo ai propri clienti la sosta-ricarica gratis come strategia di marketing.

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L’offerta diventa ancora più appetitosa se, come nel caso di una delle cinque stazioni di rifornimento dell’autostrada 101, l’energia elettrica è generata direttamente da un grande impianto fotovoltaico che ricopre il parcheggio e la zona del centro commerciale.

Continua…

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti. Inviato dalle isole Canarie.

La battaglia dell’automotive ecologico: Auto a Idrogeno

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: Auto a idrogeno

La battaglia  dell’automotive ecologico

Quello che molti non sanno

L’idrogeno, il più semplice dei carburanti esistenti al mondo (H2), sembra ormai pronto a sbarcare nel mondo dei mezzi di trasporto commerciali. Esistono due tipi di motore, attualmente in fase di sviluppo, utilizzanti l’idrogeno come combustibile:

  • Motori a scoppio che utilizzano una miscela di benzina + idrogeno.

  • Le celle a combustibile.

 La miscela benzina (o metano) + idrogeno semplicemente arricchisce il normale carburante per auto con una percentuale variabile di idrogeno, permettendo di diminuire le emissioni del veicolo (l’idrogeno non emette direttamente CO2) e allo stesso tempo tenere sotto controllo la combustione in camera di scoppio. La percentuale di idrogeno della miscela è limitata per via del basso rendimento dell’idrogeno puro in camera di combustione.

Per migliorare tale valore di rendimento, con il tempo si è passato dal motore tradizionale ad un motore elettrico. La famosa cella a combustibile, altro non è che un generatore elettrico alimentato direttamente a idrogeno ed aria, senza bisogno di combustione termica.

A livello pratico, l’efficienza termodinamica di una pila a combustibile si aggira attorno al 70%, questo significa che è possibile liberare solo il 70% dell’energia contenuta chimicamente nell’idrogeno, mentre il restante 30% viene irrimediabilmente persa.

Questa piccola introduzione ci porta al principale problema dell’idrogeno (ed in generale dell’elettricità) nel trasporto: l’idrogeno non è una fonte di energia. L’idrogeno a differenza della benzina è solo un vettore, ovvero un mezzo per trasportare energia da un posto a un altro. Infatti se finora il costo della benzina era determinato dall’estrazione del petrolio e dalla sua raffinazione, ora si calcolerà il costo dell’idrogeno esattamente come il costo dell’energia elettrica, ovvero in base al costo della fonte utilizzata per produrlo.

Lasciando da una parte la teoria sull’idrogeno e sui suoi vantaggi/svantaggi, vediamo come si stanno muovendo le principali case produttuttrici di automobili in questo contesto.

GM

A Torino è stato presentato HydroGen4, il primo veicolo elettrico a celle combustibili a idrogeno. La Regione Piemonte investirà circa 10 milioni di euro per la costruzione di distributori di idrogeno sull’autostrada Torino-Milano e per la produzione di vetture prova. E’ una buona notizia, e dimostra come solo il connubio pubblico-privato potrà contrastare la dipendenza del petrolio.

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Mazda

La casa giapponese lotta controcorrente e concentra il lavoro dei propri ingegneri sulla Mazda RX-8 Hydrogen RE, rimodellando il tanto amato motore Wankel per funzionare a inizione diretta di idrogeno. La seconda generazione di questa vettura, già in vendita in Europa, è dotata di 109 CV (80 kW), ha 100 km di autonomia con l’idrogeno e 45 km con la benzina. L’idea è che il serbatoio di benzina sia di emergenza, come in tutti i motori bi-fuel.

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Hyundai

Il gruppo Hyundai ha annunciato un investimento di più di 2,25 miliardi di euro destinato allo sviluppo delle auto ecologiche, confermando l’obiettivo di diventare entro il 2012 uno dei primi quattro costruttori di veicoli a basse emissioni al mondo. E’ una somma esorbitante, che al momento attuale ha già fruttato una concept, la i-Blue.

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Toyota

Ha sviluppato un SUV a idrogeno (Highlander FCHV), che è stato testato su un percorso di oltre 400 miglia in condizioni reali. Come conclusione di questi test, la Toyota ha presentato un documento sulla reale possibilità di introduzione di un veicolo completamente alimentato ad idrogeno. Non dimentichiamo che la Toyota ha puntato moltissimo sull’ibrido, e sembra voler continuare su questo percorso, almeno fino a che le infrastrutture per l’elettrico/idrogeno non saranno completate.

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BMW

Equipaggiata con il motore è il V12 di 6.0 litri della “760i”, depotenziato e portato a 260 CV e 390 Nm di coppia a 4300 giri, la “Hydrogen 7” dovrebbe raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in meno di 10 secondi e toccare i 230 km/h di velocità (limitata elettronicamente). La vettura ha due serbatoi: 74 litri di benzina e 8 chilogrammi di idrogeno (mantenuto liquido a una temperatura di -250°) che, secondo la Casa, garantiscono rispettivamente 500 e 200 chilometri di autonomia; quando uno rimane vuoto, il sistema passa automaticamente all’altro. Visto che viaggiando a idrogeno l’auto ha minime emissioni inquinanti, speriamo che presto il più grande diventi inutile.

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Di seguito i principali punti aperti riguardo le due tecnologie, tanto per Toyota come per il resto dei costruttori:

Celle a combustibile

  • Costi: alti, ma in linea con gli obiettivi per l’introduzione commerciale.
  • Durabilità: in miglioramento, ancora insufficiente per l’uso abituale.
  • Autonomia e partenza a freddo: Risolto.
  • Infrastruttura: punto dolente, la redditività non è chiara, sussidi pubblici inizialmente necessari.

PHEV/BEV

Plug-in ibrido elettrico/Elettrico a batteria

  • Costo Batterie: alto sulla base dei kW-hr. Riduzioni significative difficili con tecnologia a ioni di litio.
  • Durabilità: non provata per il raggiungimento degli obiettivi di costo e dimensioni.
  • Densità di potenza/energia: bassa. Miglioramenti limitati.
  • Performance a basse temperature: bassa. Miglioramenti limitati.
  • Ricarica: Residenziale (~50%) e poche stazioni pubbliche.

Prendendo in considerazione questo studio della Toyota (si può scaricare qui la presentazione) possiamo concludere che c’è ancora molta strada da percorrere prima che il petrolio venga definitivamente sostituito. Il principale problema restano le infrastrutture, c’è bisogno di molta sperimentazione, investimenti e di standard internazionali. Questo collo di bottiglia ritarderà senza dubbio l’introduzione dei veicoli elettrici/idrogeno nel trasporto di massa. Anche in questo caso sono gli interessi di potere/economici del pianeta a frenare il progresso tecnologico.

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti. Inviato dalle isole Canarie.

La battaglia dell’automotive ecologico: Auto elettriche

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: La battaglia dell’automotive ecologico

La battaglia  dell’automotive ecologico

Soluzioni dai principali costruttori

Probabilmente tutti avranno seguito con un pizzico di interesse il duello recentemente tenutosi tra i due standard in lotta per il posto di nuovo supporto digitale. Il BlueRay ha vinto la competizione, lasciando l’HD-DVD nel posto riservato ai cimeli da museo. Nel mercato c’era posto per un solo formato.

In questi mesi stiamo partecipando ad un nuovo duello e in palio c’è il posto d’onore sul podio per il futuro dell’automobilismo e, chissà, del trasporto in generale. Ma le carte in gioco sono un po’ diverse rispetto a quelle del sopracitato successore del DVD.
In primo luogo abbiamo due tecnologie le quali probabilmente prenderanno piede più o meno simultaneamente:

l’idrogeno e l’elettrico.

Mi permetto di fare un po’ di previsione del futuro dicendo che da qui a qualche anno l’intera gamma di modelli automobilistici si dividerà in elettrico e idrogeno proprio come oggi già vediamo con il benzina e il gasolio.

Vediamo alcuni partecipanti al duello delle “Elettriche”:
Fiat. La squadra di casa gioca d’anticipo, lanciando sul mercato Brasiliano la Fiat Palio Weekend. Magari non sarà il top del design, ma sarà la prima auto elettrica venduta e prodotta in Sud America. Questo modello prevede un’autonomia di 120km (pochini per il Brasile dico io..), batterie di nichel-sodio ricaricabili in 8 ore e completamente riciclabili. Il costo sarà di circa 70.000€.

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Tesla. Per il momento la favorita, producendo un auto dal design accattivante, prezzo onesto e ottima autonomia. Purtroppo ci vorranno altri due anni per vedere sulle strade americane una Model S, e chissà quanto per l’Europa. Ad ogni modo, se i patti commerciali che sta stringendo a destra e a manca andranno in porto, sarà il partner tecnologico delle future versioni elettriche di grandi marche come Chrysler, Mercedes e Smart. In ogni caso, il modello S avrà un’autonomia di 360km e un prezzo di 35.000€ al cambio attuale.
Vedi anche gli articoli:

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Mitsubishi. La Giapponese punta sul motore direttamente alla ruota, o meglio detto in-wheel motor. Significa cambiare il concetto di motore (non di auto!) e dotare il mezzo di 4 motori elettrici direttamente collocati al mozzo delle ruote. In questo modo si evitano le perdite meccaniche e si riduce al minimo il numero di parti in movimento. In teoria tutta la spinta va sulla ruota. Il modello appena uscito si chiama Miev e prevede un’autonomia di 160km e una velocità massima di 130km/h. Sulla sua piattaforma sono prevista la Peugeot 1001 e la Citroën Re-Volt.

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Ford. Sempre dall’America arriva la notizia che l’alta dirigenza dell’unico gruppo motoristico sopravvissuto senza aiuti statali vuole giocarsi la carta del verde, producendo un veicolo elettrico su base Focus. Ancora non si sa molto, anche se ci si aspetta una grande inversione di rotta in un mercato che fin’ora è stato capeggiato da Suv e Pickup.

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Questi sono solo alcuni dei molti pretendenti al titolo. Fra poco ci abitueremo a valutare un auto in base alla durata delle batterie, al tempo di ricarica e al peso/ingombro delle batterie. Mentre per quello che riguarda il tipo di prese elettriche e la tecnologia di stoccaggio più efficiente, sono sicuro che chi riuscirà ad imporre il proprio standard si convertirà nel leader futuro dell’automobile.

Continua…

Nella prossima entrata parleremo di auto ad idrogeno.

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.

Decade davvero la garanzia?

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili -13-

Titolo o argomento: Decade davvero la garanzia?

In concessionaria mi hanno detto che se non riporto la moto / auto da loro per i tagliandi decade la Garanzia. E’ vero?

NO, NON è ASSOLUTAMENTE VERO!!!

Dalla entrata in vigore del Regolamento CE 1400/2002, conosciuta come “Direttiva Monti”, le riparazioni e le sostituzioni possono essere effettuate presso qualsiasi operatore senza perdere la Garanzia Ufficiale della Casa madre.

La mia esperienza personale

Ho acquistato più di una moto Aprilia presso un concessionario di inaffidabile fama. Questo solo perchè mi sarei dovuto spostare “fuori” per effettuare l’acquisto da altre parti. Siccome si trattava di una 250 2 tempi spinta, il titolare se la rideva e mi faceva capire che sarei stato sempre alla loro assistenza (ed infatti per la maggior parte delle persone che conosco che hanno acquistato la moto lì, così è stato). Così io simpaticamente (visto l’affronto) gli ho detto:”La vedi ‘sta moto? Guardala bene perchè non la vedi più!” E lui replicò dicendo che sarebbe decaduta la garanzia ecc ecc. Niente di più falso. Dopo un centinaio di chilometri di percorrenza il motorino passo passo che regola le valvole di scarico si rompe. Cosa strana. Disponendo noi del blog di un’officina laboratorio (Ralph DTE Automotive & Motorsport | www.ralph-dte.net) ed essendo, chi si occupa del reparto motori, qualificato, abbiamo proceduto allo smontaggio ed al controllo del pezzo. Risultato: è emerso che il concessionario aveva manomesso i cavi che partono dal motorino passo passo e raggiungono i comandi delle valvole di scarico. La casa li tende lasciando un certo gioco, mentre il concessionario li ha tirati con molta forza piegando l’alberino del motorino delle valvole RAVE. Ho chiamato l’Aprilia e sono stati davvero molto molto professionali. Mi hanno inviato il componente tramite il concessionario (GRATIS in GARANZIA) e non mi hanno obbligato a sostituirlo presso di lui. La Garanzia non è decaduta e la moto è andata sempre bene. Davvero molto bene. Penso di essere uno dei pochi che pur disponendo sempre e solo di moto 2 tempi, non ha mai avuto problemi di rotture o affidabilità.
Ai comportamenti di certe concessionarie le case dovrebbero porre molta attenzione. Eh già perchè forse molte case non considerano che se un concessionario imbroglia un cliente, spesso il cliente stesso che non se ne intende (non è obbligato a intendersene) dà la colpa all’auto/moto scelta e impreca brutte parole contro le case madri. Risultato se non fossi stato motorista anche io avrei creduto che l’Aprilia RS 250 fosse un pessimo prodotto poco affidabile. Invece non è affatto vero, anzi… tutto il contrario.

Direttiva Monti – Regolamento europeo 1400

Lo scopo della direttiva, tradotta in un regolamento europeo vincolante per tutti i paesi della Comunità Europea, è sostanzialmente contrastare le pratiche che limitano la possibilità dei consumatori di scegliere i propri fornitori.

Nel tempo la concorrenza tra i fabbricanti ha portato a concentrare l’attenzione del mercato sul prezzo e le condizioni d’acquisto obbligando i consumatori ad utilizzare le officine autorizzate per la manutenzione ordinaria.

In sostanza i costruttori hanno potuto spostare parte dei ricavi dalla vendita al servizio obbligando i clienti all’acquisto dei ricambi di consumo a prezzi d’affezione al di fuori di ogni concorrenza.

Paradossalmente il prolungamento a due anni della garanzia ha rinforzato questa pratica.
Con la direttiva Monti si può acquistare l’auto dove si preferisce e far eseguire la necessaria manutenzione dove meglio si crede purché l’officina scelta risponda a precisi requisiti, disponga delle informazioni della casa ed utilizzi ricambi originali o di qualità corrispondente, senza che possa essere negata, al cliente, l’applicazione della Garanzia del Costruttore in caso di necessità.

Prima della entrata in vigore del Regolamento 1400 (Direttiva Monti), il Consumatore doveva sottostare a precisi vincoli per la manutenzione ordinaria, con costi fissati dalla Casa; se anche un semplice tagliando veniva effettuato al di fuori della rete di Officine autorizzate, la Casa e per essa le Officine autorizzate, avrebbero negato l’applicazione della garanzia per qualsiasi pezzo.

Questa “tradizione”, a tutto vantaggio delle Case e delle Officine da esse stesse autorizzate, è stata giudicata dalla Comunità Europea in contrasto con la libera concorrenza, ed è stato, quindi, introdotto il Regolamento 1400.

Le innovazioni del Regolamento 1400 e del D.Lgs. 24 hanno, come finalità primaria, la tutela del Consumatore nei riguardi del godimento della Garanzia di buon funzionamento rilasciata dalla Casa costruttrice del Veicolo.

Oggi il Consumatore può scegliere la soluzione più conveniente per lui, beneficiando della concorrenza tra le Officine delle reti ufficiali delle Case e quelle indipendenti, purché qualificate.

Questo articolo vi indica i nuovi diritti e come fare per trarne il dovuto vantaggio.

Concetti della Direttiva Monti

La Direttiva stabilisce, sostanzialmente, che le limitazioni imposte dai Costruttori nel subordinare l’applicazione della garanzia sul “Nuovo” sono illegali. In dettaglio:

Il diritto dell’Officina Generica ad acquisire “Parti di ricambio del Costruttore auto” presso la rete del Costruttore.
Il diritto dell’Officina di usare “Parti Ricambio Originali”, fornite cioè dal costruttore delle parti stesse su specifiche della Casa automobilistica.
Il diritto dell’Officina di utilizzare “Parti di qualità corrispondente (conformi)”, fornite quindi da costruttori indipendenti che certificano la conformità delle parti di ricambio in relazione alle specifiche originali ed al livello di qualità prescritto dalla casa automobilistica.
Il diritto delle Officine di procurarsi tali parti anche da canali commerciali indipendenti e competitivi.
Il diritto del consumatore di effettuare interventi di manutenzione ordinaria, anche durante il periodo di garanzia, presso officine di sua scelta, purché qualificate.
Il diritto del venditore e/o del consumatore dell’auto di effettuare interventi di riparazione o montaggio di accessori, presso officine di sua fiducia. E’ chiaro che un officina, non appartenente alla rete di assistenza del costruttore, non può fornire parti e manodopera gratuitamente, mentre il consumatore deve operare nel quadro del D.Lgs.24 e può esercitare, in alcuni casi, il diritto di regresso verso il venditore; tuttavia la casa non può più far decadere la garanzia sul veicolo a causa di singoli interventi su parti difettose effettuate da officine non autorizzate, che rimangono responsabili verso il consumatore delle parti fornite secondo i termini del D.Lgs.24.
Il diritto delle Officine di accedere alle informazioni tecniche relative a manutenzione, riparazione e servizio (es. istruzioni di smontaggio, strumentazione specifica,formazione tecnica etc) rilasciate dalla casa automobilistica, alle stesse condizioni praticate alle officine “autorizzate”. La effettuazione di operazioni relative a richiami formali del costruttore deve essere svolta nell’ambito della rete di officine autorizzate. Quindi il Consumatore può scegliere liberamente il venditore più conveniente, senza doversi preoccupare della garanzia di buon funzionamento che il Costruttore DEVE riconoscere, indipendentemente dal venditore.
Il Consumatore può rivolgersi dove meglio crede per la manutenzione ordinaria e per la installazione di equipaggiamenti after market, senza che il costruttore possa far decadere la garanzia.
La nozione di “Garanzia del Costruttore” o di buon funzionamento.
Il costruttore del veicolo si assumeva la responsabilità del buon funzionamento dell’intero veicolo acquistato dal Consumatore, riparando o sostituendo parti che si rivelassero difettose, tramite una Officina debitamente autorizzata che gestisse il rapporto “contrattuale “ tra il Consumatore ed il Costruttore.
Il Costruttore rispondeva delle Parti assemblate sul veicolo, indipendentemente dal fornitore delle medesime, comprese parti come batteria, pneumatici etc. L’intero modello della “garanzia” rifletteva una concezione del rapporto tra le parti dove il consumatore è cliente della casa automobilistica, raggiunto tramite la rete organizzata della casa stessa.
Oggi non è più così; il venditore è tenuto ad assicurare la garanzia sulle auto da lui vendute e risponde direttamente al consumatore di ogni difetto emerso nei 24 mesi seguenti la vendita (o di più se la casa pubblicizza garanzie estese per oltre 24 mesi).
Il costruttore, tipicamente, subordina la propria responsabilità sulle parti difettose all’effettuazione della manutenzione ordinaria, tipicamente strutturata in “tagliandi” da effettuarsi a percorrenza o scadenze temporali prescritte.
La nozione di Manutenzione Ordinaria
Per mantenere lo stato di efficienza previsto dalla casa automobilistica il veicolo deve essere sottoposto a periodiche ispezioni e sostituzioni di materiali di consumo. Durante queste fasi di ispezione le parti sottoposte ad usura vengono verificate e, se necessario, sostituite a pagamento; in caso di usura anomala (o di difetti di altre parti che causano tale anomala usura) l’officina deve segnalare tale necessità perché l’acquirente possa decidere il da farsi.
Durante il periodo di garanzia ovviamente l’acquirente richiederà l’applicazione della medesima.
L’aspetto rilevante della corretta manutenzione ordinaria è l’ ispezione sistematica del veicolo che è finalizzata a prevenire inconvenienti seri identificando difetti o anomalie in fase precoce. Questa è la ragione per cui la mancata effettuazione dei “tagliandi” è legittimamente ragione perché venga negata l’applicazione della garanzia da parte della casa automobilistica anche per parti apparentemente non direttamente coinvolte nei tagliandi. In effetti il contenuto delle operazioni relative ai “tagliandi” è descritto sommariamente nel “libretto d’uso e manutenzione” consegnato al consumatore insieme al veicolo ( il “cosa”), mentre le procedure di ispezione ed i criteri di valutazione dello stato d’usura etc (il “come”), sono riservati alla letteratura tecnica, circolari e quant’altro che la casa automobilistica riservava alla propria rete di assistenza. Oggi, con modalità diverse da casa a casa, tali informazioni sono obbligatoriamente rese disponibili anche agli operatori indipendenti.

Elettrica e raffinata: Tesla Model S

Tesla Motors Model S

Non c’è bisogno di una gran descrizione per definire un tale portento di tecnologia. I numeri bastano per dare l’idea di cosa la Tesla sia stata in grado di fare.

Abitabilità fino a 7 persone di cui 5 adulti e 2 bambini

Propulsore elettrico dalle prestazioni superiori

Accelerazione da 0 a 100 km/h: 5.6 secondi

Velocità massima: 200 km/h

Autonomia: 418 km

Alimentazione tramite batterie al litio raffreddate ad acqua posizionate sotto la vettura

Tempo di ricarica: soli 45 minuti

Tempo di sostituzione batterie: 10 minuti nei centri autorizzati

Peso vettura: circa 1700 Kg

L’estetica non è assolutamente compromessa dalle esigenze tecnologiche. Il pacco batterie trova la sua sede in un punto nascosto della vettura e si è potuto procedere a sfogare l’immaginazione stilistica come meglio si è creduto. Davvero Notevole. Il prezzo della vettura (commercializzata a partire dal 2012) previsto dalla casa madre si aggira attorno ai 37.000 euro, compresa una garanzia di 4 anni per l’intera auto e di 10 anni per le batterie. Tuttavia, come al solito, secondo alcune indiscrezioni, sembra che in Italia costerà quasi il doppio. Su questo sarà importante riflettere dato che l’auto elettrica dovrebbe essere un incentivo lontano dalle speculazioni e atto a tenere le strade e l’ambiente più puliti.

Automobile a idrogeno open source

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Rubrica: The expert on the salmon

Titolo o argomento: Auto a idrogeno

Automobile ad idrogeno open source?

 In questi giorni mi sono interessato particolarmente a quei progetti che si potrebbero convertire in un nuovo modo di concepire l’ingegneria e l’economia. E chissà se ci spingeranno ad uscire dalla crisi. Uno dei progetti  più interessanti che ho trovato è un’auto a idrogeno che si chiama The Hyrban.

Questo nuovo concetto di automobile per l’uso cittadino sarà presentato la settimana prossima in Inghilterra, con l’originale caratteristica che

chiunque può partecipare al suo design finale.

L’auto è stata ideata da professori ed alunni delle università di Oxford e Cranfield e ora l’azienda Riversimple (riversimple.com) sta pianificando la sua fabbricazione. Ma la cosa più interessante è che hanno lasciato il progetto aperto

(open source)

alla partecipazione di tutti. Chiunque può apportare le sue opinioni in pieno stile 2.0 attraverso questa wiki (http://www.40fires.org/Wiki.jsp?page=The%20Hyrban). The Hyrban avrà le stesse dimensioni di una Smart For-two, un peso di 350 kg, raggiungerà una velocità massima di 80 km/h e un’autonomia di 321 km. Le pile a combustibile ad idrogeno saranno di 6 kW e disporrà di motori elettrici in ogni ruota. Al posto delle pile, un insieme di superconduttori.

Ora, come se non bastassero queste novità per intrigare il potenziale pubblico di acquirenti, c’è un’ulteriore caratteristica in questo modello di auto.

Riversimple pretende

affittare il veicolo per un periodo di 20 anni,

ricariche di idrogeno incluse.

Anche se per alcuni potrebbe essere una buona abitudine quella di mantenere lo stesso veicolo per tanti anni, è difficile immaginare che la maggior parte dei clienti la accogla con entusiasmo. Ad ogni modo, quello di includere il combustibile nel prezzo d’acquisto non è del tutto male (si attenuano le oscillazioni di prezzo), e l’idea che il design dell’automobile sia aperto alle proposte della comunità sicuramente è unica nel suo genere.

Gli sviluppatori di questo modello pretendono cambiare le abitudini di consumo e di progettazione in un settore in forte crisi (General Motors su tutte) riscrivendo le regole del mercato dell’automobile. Se come Marchionne (CEO della FIAT) ha dichiarato tempo fa, rimarrano solo 6 grandi produttori di automobili, bisognerà davvero inziare a cambiare strategia ed imporre un modello più aperto e più efficiente.

E chissà che in un futuro non così lontano, l’idea di open source largamente utilizzato nel mondo dell’informatica non possa essere accolto con successo anche in altri campi dell’ingegneria e del design. Io un euro ce lo scommetterei..

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Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.
Fonte:
ISon21.es