La Svizzera degli anni ‘80

Chissà se oggi è ancora così?

Abbiamo intervistato un imprenditore italiano che oggi manda avanti un’azienda di cosmetica dalle medie dimensioni, ma molto molto valida in termini di qualità dei prodotti. La tipica domanda che si fa in questi casi è: “Come hai fatto?” Diciamoci la verità, spesso ce lo chiediamo e lo chiediamo e, altrettanto spesso non ci vengono date risposte dettagliate con la paura che anche altri possano riuscire ad imitarle.

Questo imprenditore (che ha preferito rimanere anonimo) ci ha raccontato che nei primi anni ’80 chiese prestiti ovunque ma le sue domande furono rifiutate. Non per mancanza di denaro… per ignoranza.

Tentò quella che per lui poteva essere una pazzia: Andò a fare la sua richiesta presso una banca Svizzera. La cosa curiosa sta in cie segue:

Non gli risposero immediatamente “no!” Gli dissero che il prestito (piuttosto elevato a suo tempo) lo avrebbero concesso solo se avesse presentato la sua idea, il suo piano d’impresa e tutti i dettagli di ciò che voleva realizzare, ai loro tecnici. Lui lo fece e un personale altamente specializzato analizzò le sue proposte.

Risultato:

Giudicarono le idee molto valide e concessero il prestito addirittura senza garanzie. Inoltre un equipe specializzata della banca seguì l’impresa per diversi mesi, suggerendo e consigliando laddove possibile.

Oggi l’azienda di questo imprenditore non è enorme, non ci lavorano centinaia di persone, ma funziona bene. Ha sempre prodotto un certo volume di prodotti e non ha mai compiuto follie pur di crescere ancor di più a tutti i costi. Semplicemente funziona.

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Da noi sarebbe invece una follia pensare che una squadra altamente specializzata ti possa persino seguire e consigliare nei primi passi dopo averti concesso un prestito senza garanzie per avviare la tua azienda… 🙁

Mi chiedo: “Perchè?”

L’arte di copiare

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Rubrica: The expert on the salmon
Titolo o argomento: L’arte di copiare

L’arte di copiare copiare copiare copiare

A differenza di come per anni le maestre ci hanno insegnato a scuola, in taluni casi, copiare può far bene. Copiare è forse la maniera più antica di progredire, giàcché sarebbe uno spreco non riprodurre un successo solo per non essere stati noi gli artefici dell’idea.

Ovviamente nell’attualità copiare spudoratamente un’idea è un reato, infatti ogni idea originale può essere protetta dal diritto d’autore. Però questo discorso non vale per le strategie. Copiare una strategia vincente, è di per sè una strategia vincente. Un esempio esplicativo sono i web-browser, come Firefox di Mozilla e IE di Microsoft che si sono copiati alternativamente le idee ad ogni nuova versione, in modo da limitare la distanza di prestazioni ed aumentare la competizione.

Però affinché una idea copiata sia un’idea vincente, bisogna sapere como adattarla al proprio contesto. O ad un nuovo contesto.

Il vincitore del premio imprenditore 2008 spagnolo è andato a un tale David Benavente, il quale a mio avviso ha saputo copiare genialmente un’idea. Laureato in Ingegneria Informatica, ha preso niente meno che un progetto di missile intelligente a basso costo dell’esercito per convertirlo in un sistema intelligente per lo spegnimento degli incendi.
David ha preso il missile, ne ha migliorato il puntamento adattandolo alle condizioni tipiche degli incendi, l’ha riempito di acqua e schiuma ritardante, e ne ha ottimizzato il processo produttivo. Grazie a questa piccola idea (piccola si fa per dire) e grazie al resto del progetto completamente copiato da un missile vero e proprio, ha trasformato un’arma in una attività imprenditoriale a fini pacifici.

Quali sono le fasi di una copiatura strategica?

  1. Tenersi informati sulle recenti scoperte tecniche e strategie imprenditoriali – Non smettere mai di studiare e tenersi aggiornati anche usciti dall’università o dal corso di studi

  2. Sapersi muovere anche in settori paralleli – Le auto elettriche non sarebbero mai nate senza un avanzo tecnologico nelle batterie elettriche

  3. Adattare le idee allo stile di lavoro attuale per non sconvolgere i meccanismi che stanno funzionando bene – Il difficile del lavoro sta nell’integrare l’esperienza maturata nel lavoro proprio con nuove idee che riescano a ottimizzare tempi e risorse

  4. Vincere sul tempo – Copiare alcune fasi del lavoro o del servizio ci permette di dedicare più tempo a quei processi che per noi sono fondamentali e dai quali possiamo trarre vantaggio competitivo.

  Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.
Fonte principale: capital.es

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Ci sono un italiano, uno svizzero e un tedesco…

Rubrica: Ci sono un italiano, uno svizzero e un tedesco

Titolo o argomento: Avviare i giovani al lavoro. Un metodo migliore

Non è un barzelletta, Imparare il mestiere? In Germania si può. Tirocinio e preparazione completa. E il lavoro? E’ assicurato.

bandiera-italia.gif Metodo italiano

Trovi (finalmente) un lavoro presso una ditta che fa lavorazioni meccaniche ad esempio. Ti viene richiesto di imparare ad usare delle macchine utensili. Ti arrangi come meglio puoi. I colleghi per timore di perdere il posto non ti aiutano e non ti insegnano nulla. Ti fai male (a volte anche con consegenze permanenti). Ricorri a qualcuno che possa tutelarti. Vengono eseguiti dei controlli sul luogo di lavoro. Durante i controlli viene osservato solo se i macchinari erano a norma. Nessuno valuta il tuo livello di preparazione. Fine della storia (nella maggior parte dei casi). E’  evidente che il meccanismo di lavoro non funziona (almeno non sempre) correttamente.

bandiera-germania.jpg Metodo tedesco

Trovi (finalmente) un lavoro presso una ditta che fa lavorazioni meccaniche ad esempio. Ti viene richiesta la volontà di imparare prima tutti i trucchi del mestiere. Ti obbligano a fare un corso di ben “3” anni con una paga minima. Ti garantiscono per legge il lavoro al termine del corso. Ti invogliano a studiare durante il corso. Se non passi l’esame devi studiare un altro anno (altra ragione per cui non si perde tempo…). Appena passato l’esame sei assunto come promesso. Prendi una buona paga. Diventi un tecnico specializzato nel tuo settore. L’elevata quantità di ore maturata ti evita errori inutili. L’elevata quantità di ore alle spalle ti evita di farti male con i macchinari. Se sei bravo diventi un tecnico desiderabile e ricercato anche presso altre ditte. La differenza la fai tu con il tuo talento. Le norme di sicurezza sul macchinario diventano un ausilio in più di cui puoi godere e non una scusa, nel caso ti facessi male, per darti tutta la colpa e non ripagarti del fatto che non sei stato formato in modo adeguato.

bandiera-svizzera.gif Metodo svizzero

Molto simile a quello tedesco ma è opportuno sottolineare che, ad esempio, nelle scuole superiori svizzere vengono insegnate materie utili, pratiche a noi sconosciute quali ad esempio:

Saper vivere autonomamente essendo autosufficienti nel cucinare, cucire, stirare, tenere in ordine la casa (particolarmente orientato per le ragazze), usare i servizi online per il pagamento delle bollette e risparmiare tempo e denaro… Diciamoci la verità:”Quanti di noi o delle nostre ragazze sanno pagare una bolletta via internet, evitando di passare la mattinata in macchina a cercare un parcheggio (a pagamento), inquinando, consumando carburante inutile, facendo file agli sportelli e perdendo tempo da dedicare a cose più importanti? Quanto ci costa in realtà una bolletta in termini economici e di salute?”

Saper aprire un’attività, realizzare un piano di impresa dalla semplice apertura di una tabaccheria fino alla grende impresa con decine/centinaia di dipendenti che esporta prodotti in tutto il mondo. Diciamoci ancora una volta la verità: “Quanti di noi sono capaci a fare velocemente tutti i passi necessari per informarsi quantomeno circa i costi per aprire un’attività che sognamo, circa le tasse che andremmo a pagare, circa un utile bilancio dei PRO e CONTRO per valutare se una nostra idea potrebbe diventare realtà?”

Mi sono limitato a fare una sintesi della sintesi giusto per farvi capire il metodo che adottano. In realtà vengono approfondite molte più materie, molti più fattori, molti più strumenti per mettere a segno le proprie capacità e i propri talenti. Penso che quanto appena detto sia un ottimo spunto di riflessione e che non sia necessario aggiungere altro.

Yak shaving (come evitare lo)

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Una matassa di cose da fare
Quando la nostra impresa va in blocco… Una tipica situazione da evitare per essere vincenti.

L’espressione “Yak shaving” tradotta letteralmente significa semplicemente rasatura di uno Yak; tuttavia tale espressione viene utilizzata per esprimere l’ultimo di una serie di passi che a volte (si spera il meno possibile) siamo costretti a  compiere per raggiungere uno scopo assai lontano da tali passi.  Un tipico comportamento controproducente per ognuno di noi sia nella vita di tutti i giorni, sia all’interno di un meccanismo aziendale.

Un semplice esempio (tratto da un libro di “Seth Godin”)

“Oggi voglio lucidare l’auto con la cera… Oops, l’attrezzo è rotto da questo inverno. Devo comperarne uno nuovo… Ma il negozio si trova dall’altra parte del lago e, se ci vado senza il mio pass, dovrò pagare il pedaggio sul ponte! Un attimo! Posso prendere in prestito la tessera del mio vicino! Ma lui non me la darà se non gli restituisco il cuscino antistress che ha preso in prestito mio figlio… Non l’abbiamo restituito perchè è uscita un pò di imbottitura e dobbiamo prendere qualche pero di Yak per sistemarlo!” Così vi ritrovate allo zoo a radere uno Yak, e tutto questo solo per poter lucidare l’auto con la cera! Sono le situazioni più ingarbugliate, le matasse da sbrogliare, i grattacapi più temuti nei quali, se solo una cosa va male, tutta l’attività, tutto i vostri piani vanno all’aria.

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Qual è il vantaggio delle piccole aziende rispetto ai colossi?

Il contatto tra il piccolo imprenditore (commerciante, artigiano…) e la sua clientela è massimo. Può prendere decisioni molto velocemente senza dover far riferimento a dei superiori che non conoscono il cliente e che non sanno cosa possa realmente desiderare per essere soddisfatto. La possibilità di poter cambiare strategia velocemente è fondamentale. Agire in piccolo e ragionare in grande è il metodo ottimo per essere forti in un mercato dove, ad essere in crisi, sono prevalentemente i Big… Approfondiremo più con calma questi ultimi aspetti descritti nei successivi articoli. Buona lettura

L’illuminazione che causa depressione

E’ stato assodato che la luce al neon è causa di depressione. La ristretta gamma dello spettro di luce emessa ne sarebbe il motivo. Si è scoperto che il corpo umano, esposto regolarmente alla luce solare (che dispone ovviamente del più completo spettro di radiazione luminosa) ne trae beneficio mentale psicologico. I finlandesi ad esempio risultano mediamente più “giù di corda” rispetto agli italiani che vantano un clima più soleggiato.

Intere giornate in ambienti chiusi e male illuminati, ma soprattutto illuminati esclusivamente da luci al neon, favorirebbero sconforto e depressioni non indifferenti. Inutile dire che anche i colori dell’arredamento influiscono sull’umore nonché sugli stimoli creativi di chi lavora in un determinato ambiente.

Illuminazioni più calde sono sicuramente più costose in bolletta ma danno un reale vantaggio in ambienti commerciali ad esempio, laddove il cliente dovrebbe vedere il vostro negozio come un luogo familiare dove si sta bene e si sceglie la merce in tranquillità, magari con la giusta spensieratezza offerta da un pò di buona musica… Sono comunque in fase di realizzazione nuove lampadine a risparmio energetico che offrono oltre al risparmio, uno spettro luminoso più completo (non mancheremo nell’aggiornarvi).

Il vantaggio di lampadine con uno spettro luminoso più completo di quello delle luci al neon si farebbe sentire anche in uffici e ambienti di lavoro con particolari situazioni di routine. In questi ultimi, il rischio di continue giornate tristi è ancora maggiore. Senza parlare poi delle aule scolastiche…

Luce, Colore, Musica, Ampie finestre, potrebbero essere fattori da non sottovalutare per far funzionare al meglio le vostre capacità/potenzialità perchè, in fondo il successo di un lavoro, dipende da una moltitudine di fattori che vanno necessariamente armonizzati fra loro 🙂

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I colori regnano nella tua mente, ma come? Clicca su questo link per saperne il significato.

L’imprenditore migliore

L’imprenditore migliore non è necessariamente il più ricco, l’imprenditore migliore è quello che:

  1. Insegue i propri sogni.
  2. Ha degli obiettivi validi, seri che vuole raggiungere utilizzando al meglio le sue idee.
  3. Non mette il denaro al primo posto, ma la voglia di arrivare.
  4. Sa evolversi, cambiare modo di operare quando necessario.
  5. Sa fare passi indietro quando sbaglia.
  6. Sa che uno Yacht non ha alcun valore… Può essere un grande così com’è e usa il suo denaro per crescere innovare, offrire lavoro entro i limiti della stabilità aziendale ovviamente.
  7. E’ una persona normale con pregi e difetti che sa ascoltare l’esperienza di altre persone.
  8. Che vuole dividere con le persone care la possibilità di crescere insieme.
  9. E’ soprattutto il piccolo imprenditore, quello che economicamente non sempre ce la fa, non arriva, che rinuncia ad una vacanza per comprare un nuovo attrezzo, che rinuncia ad un’auto più costosa per migliorare il luogo di lavoro.
  10. Quello che non accetta compromessi e non è schiavo del denaro, quello che nella valutazione del costo opportunità, sa che può scegliere una soluzione a minor vantaggio economico purché sia la migliore.
  11. Quello che sa quali carte giocare prima, per crescere dopo.
  12. Quello che osserva come si lavora, sul posto di lavoro e decide che è ora di far meglio prima che si arrivi oltre i limiti.
  13. L’imprenditore migliore può tranquillamente essere il ragazzo con il diploma del 5° superiore che si mette in testa di aprire una particolare attività in proprio, magari insieme ad un amico.
  14. E’ quello che sa cosa sia il capitale umano, che da importanza allo stimolo fondamentale che può dare alle persone che con lui lavora e, assieme ad esse, migliora la qualità del lavoro stesso.
  15. E’ quello che si comporta bene, indipendentemente dal fatto che qualcuno glie lo riconosca o meno, perchè sa che è giusto ed è felice anche se la sua impresa è piccolissima e ci lavorano 2 persone…
  16. L’imprenditore migliore non  è quello che dice frasi del tipo: “Faccio questa cosa sbagliata perchè la legge lo permette e perchè finché c’è chi compra non vedo nulla di male, non è colpa mia ma di chi compra…”

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Crisi Banche Edilizia: quanta confusione

Come siamo bravi a fare confusione

Le crisi di settore ci sono sempre state e sempre ci saranno. Ci sono i settori che per un periodo vanno meglio e per un altro periodo hanno tendenza a calare. Ci sono settori che si riprendono quando innovano, altri che ritornano quando si scopre che un’innovazione portata da un prodotto o servizio alternativo non rispondeva alle aspettative.

Persino all’interno dello stesso settore edile ci sono crisi distinte dovute a metodi di costruzione obsoleti, oppure a logiche di lavoro sbagliate, a progetti che non vanno più, a zone che non sono più le preferite dalla massa, a investimenti errati o troppo grandi andati male e, perchè no, ai matrimoni in diminuzione. Certo il settore edile è quello che va in crisi con cicli molto più lunghi di quelli della meccanica o dell’elettronica e quando va relativamente in crisi (io stimo ogni 20 anni circa al contrario di altri settori ingegneristici che si alternano nella competizione ogni 5 anni… ripeto: a mio avviso) non subisce un vero e proprio calo, piuttosto una fase di stasi in cui i prezzi rimangono stabili e non calano come molti ipotizzano. E vorrei aggiungere:”magari calassero!” Si vedrebbero subito le imprese migliori, quelle che sanno fare di più con di meno, quelle che sanno fare delle scelte, che sanno otiimizzare e apportare innovazione nei metodi e nel servizio offerto. Se calassero i prezzi significherebbe che anche la materia prima, e tutto quanto ruota attorno all’edilizia, costa meno. Così non è, almeno per il momento. Nessuno può fare una reale previsione, nemmeno i maggiori esperti. Non possiamo sapere la massa cosa deciderà, che tipo di case vorranno tra 5 anni, dove e come. Possiamo fare solo delle ipotesi.

Pertanto, concludo dicendo il messaggio centrale di questo articolo: sentire che delle persone che conosco sono andate in banca per un mutuo e la banca ha cercato in tutti i modi di scoraggiarli incitandoli ad attendere tempi migliori con una assurda previsione di calo dei prezzi delle case, mi sembra solo un’azione errata volta a non centrare l’argomento sul vero problema: “la crisi vera reale è delle banche.”

Non possiamo nemmeno immaginare come siano state gestite in questi ultimi 15-20 anni, fatto sta che il problema reale è che la banca ora ha bisogno di clienti fidati al 100% per uscire dalla sua crisi e questo dopo un periodo in cui sono stati concessi mutui e prestiti ovunque. Questo genera una situazione di sfiducia che, per far bella figura, viene giustificata dicendo che è preferibile attendere più in là perchè i prezzi scenderanno.

Accertatevi voi stessi, andate in banca, chiedete e informatevi, dite che avete trovato la casa che vi piace al prezzo che volevate e ditegli che siete sicuri dell’acquisto. A questo punto saranno costretti a dirvi che vi concedono il mutuo oppure no perchè possono o non possono o perchè si fidano o meno.

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Facoltà di Ingegneria

Manuale d’uso e manutenzione : )

Anche se non è per tutti così, il passaggio dalle scuole superiori all’università, può rivelarsi traumatico per molti ragazzi con ampie aspettative per il loro futuro. Molti si trovano da soli perchè gli amici delle superiori hanno scelto altre facoltà o perchè hanno interrotto i loro studi. Molti altri invece hanno avuto la fortuna di avere compagni di studio vicino, oppure hanno trovato consiglio nei fratelli/sorelle più grandi che magari hanno già finito gli esami e si stanno laureando… altri ancora hanno genitori che fanno i professori o che a loro volta sono ingegneri e sanno insegnargli un metodo di studio valido e suggerirgli come muoversi.

Ma come ci si comporta specie durante il primo anno se non si ha alcun tipo di aiuto/consiglio/sostegno?

Ci si trova persi in un mondo dove sembra che si arrivi sempre tardi, dove le cose le si imparano e le si scoprono dopo… a lezioni perse o appelli di esami saltati o ancora dove non si sa quali carte preparare per la segreteria: tasse personalizzate, timbri, piani di studi. Tutto e nuovo e tutti ti dicono che devi cavartela da solo.

Se vi iscrivete ad ingegneria e siete solo voi e la vostra abilità a portarvi avanti, quello che segue potrebbe essere un buon metodo/consiglio. A tanti potrebbe sembrare persino banale, a molti altri sicuramente no:

  • Arriverete e cercherete gli orari delle lezioni ma potreste presentarvi in aula e non trovare nessuno. I primi tempi (durante il mese di Ottobre) gli orari cambiano spesso. Nessuno vi avvisa. Il sito dell’università magari vi sembra un immenso disordine nel quale le cose più banali non sono facili ed intuitive da trovare. Potrebbe essere utile porre attenzione a fine lezione (quando tutti fuggono non si sa da cosa visto che si sono iscritti di loro volontà…) a ciò che comunica il professore. In alternativa chiedete informazioni, circa le aule scelte dal professore, presso la portineria della facoltà. E’ proprio qui che i professori se cambiano orario o non trovano disponibile un’aula, prendono la chiave dell’aula che utilizzeranno. Verificate che i cartelloni degli orari attaccati sulle pareti di corridoi e uffici non siano cambiati. Questo accade spesso il venerdi e se il lunedi mattina non siete prontamente lì davanti a verificare cambiamenti, potreste letteralmente incasinare un’intera settimana cruciale.

  • Arrivate in aula sempre un pò prima. Oltre la mezz’ora prima. Se siete volenterosi lo farete e riuscirete, sedendovi avanti, ad ascoltare nuovi concetti, nuove logiche alquanto complicate per chi viene dalle superiori. L’ingegneria non prende niente per buono, l’ingegneria dimostra ogni cosa che afferma usando la logica… tanta logica. Potrebbe non piacervi inizialmente, perchè infondo volete solo il voto e passare all’esame successivo. Non è così. Niente ragionamento o niente sforzo nell’usare la vostra mente e niente esame passato.

  • Il primo anno non dedicatelo a fare quanti più esami possibili, utilizzatelo ad inquadrare bene quello che state facendo ma, soprattutto, utilizzatelo per studiare e passare ANALISI MATEMATICA 1, GEOMETRIA e FISICA. Se non passate questi tre esami capendoli, troverete tutto ciò che viene dopo difficile e incomprensibile e il vostro lavoro diventerà ancor più duro di quanto già non lo sia. Quanto tempo impiegherete per passare questi esami dipende da voi ma vi garantisco che passati questi tre, troverete una bella strada in discesa prima delle successive fatiche.

  • Non fate gli esami in maniera disordinata. Ce ne sono tanti che si assomigliano molto e che se fate in successione vi faranno risparmiare molto del tempo investito prima. Fatta Analisi 1, Geometria e Fisica, avete i collegamenti riportati nello schema più in basso in formato 1024×768 (cliccateci sopra). Dopo “analisi matematica 1” vanno possibilmente fatti esami a mio giudizio molto simili quali “analisi matematica 2” e fisica matematica (o meccanica razionale). Fisica matematica non è altro che un modo di utilizzare l’analisi matematica e la fisica nello spazio che ci circonda. Se non avete fatto gli esami che occorrono per comprenderla, non la passerete mai… o comunque ci perderete un tempo eccessivo. Esami come Chimica e Tecnologie di chimica applicata (o Tecnologia dei materiali. Credo si chiami così per gli edili) possono essere agevolmente passati se fatti a poca distanza l’uno dall’altro. Esami come Macchine (che si interessa di Macchine idrauliche: turbine, pompe, scambiatori ecc) e fisica tecnica sono praticamente identici. Se ne fate uno fate subito l’altro. Osservate la sequenza indicata nello schema in basso e valutatela bene.

  • Può tornare molto utile cercare presso la fotocopisteria dell’università, sin dai primi giorni di studi, vecchi appelli o dispense messe a disposizione dai professori. Molti lasciano volutamente del materiale per farvi meglio approfondire o esercitare per l’esame. Inizialmente se studiate da soli potreste non saperlo e vedere altre persone a lezione con molto materiale che voi non avete.

  • In alternativa non pensate che andando a trovare il professore durante l’orario di ricevimento, gli darete fastidio… Tutto il contrario, ai professori fa piacere che vi interessiate a sentire i loro consigli sul metodo di studio e sul materiale aggiuntivo che potrebbero aver messo a disposizione. Se non glie lo chiedete non lo saprete 🙂

  • Tornate a trovare i professori delle superiori e chiedete loro consigli circa la possibilità di ripetizioni di matematica (più raramente fisica). Sicuramente non vi ricordate più tutti i tipi di equazioni e disequazioni (secondo grado, fratte, irrazionali ecc.). Senza le opportune basi non si capisce nulla degli esercizi di Analisi, e Analisi 2. Se il vostro prof. delle superiori non è disponibile, chiedegli se ne conosce uno bravo che lo è: avere qualcuno esperto su cui fare affidamento, è un’ottima carta da giocare quando vi sentite persi.

Esempio di Ingegneria Meccanica in sintesi:

Gli esami collegati dalle frecce sono in stretta relazione tra loro, farli in successione avvantaggia molto.

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