Consumo energetico e Marketing

WATT di CONSUMO ENERGETICO vs WATT SUCTION

La pubblicità dei piccoli elettrodomestici, con gli anni, ci ha abituato al pensiero che si debbano acquistare aspirapolveri con wattaggi sempre più alti. Ci ha inoltre abituato all’idea che più sono alti questi wattaggi e più l’aspirapolvere è potente e aspira meglio…

Niente di più falso!

Quando leggete 2000 watt, 2100 watt, 2200 watt, 2500 watt, ecc. leggete il valore del CONSUMO ENERGETICO di quell’apparecchio, ovvero quanto peserà sulla vostra BOLLETTA. Non è detto che ad un consumo così elevato corrisponda una potenza di aspirazione altrettanto elevata.

Come fare allora per sapere se l’aspirapolvere che si va ad acquistare ha un ottimo rendimento?

Si guarda tra le specifiche tecniche il valore dei WATT SUCTION ovvero dei watt aria di aspirazione. Questo valore indica le effettive prestazioni della macchina. E’ un valore che indica la reale forza di aspirazione e che rappresenza la raffinatezza delle tecnologie di cui dispone la macchina stessa.

Oggi vengono venduti vari aspirapolveri porta a porta, uno in particolare viene venduto a migliaia d’euro e spacciato come il più potente che ci sia. E’ vero? Sì, in parte. Si tratta di un aspirapolvere indubbiamente potente, ingombrante, scomodo da usare e dal costo eccessivo. La gran parte dei prodotti venduti porta a porta usufruiscono di sistemi di vendita ormai passati e costosi.

Come fare allora? C’è un modo per ottimizzare?

Certamente, informatevi presso un buon negozio di fiducia circa le specifiche tecniche dei vari prodotti presenti sul mercato. Un negozio di qualità a differenza di un sistema porta a porta o di centri commerciali, vi garantisce un servizio decisamente più efficiente, una migliore e trasparente conoscenza del prodotto e ottimi rapporti qualità prezzo.

Se sapeste che la potenza che vi occorre la dovete pagare oltre 2500 euro con un prodotto sì potente ma che vi è stato presentato a casa all’improvviso e da non si sà chi… e che potenze analoghe se non superiori le trovate nel modello Top di gamma di una nota azienda svedese a soli 300/400 euro e che quest’ultima poi vi garantisce parti di ricambio per oltre 20 anni e un valido sistema di centri di assistenza… Cosa scegliereste?

Il negozio di fiducia resterà per sempre il modo meno invadente, meno costoso, meno strano, per conoscere il vostro prossimo ottimo acquisto. E se il prodotto non vi interessa? Basta salutarsi, uscire e continuare la passeggiata… Certo è che quando fate riferitmento ad un negozio di fiducia, spendete bene, non comprate robaccia e avete un ottimo punto di riferimento qualora non siate soddisfatti.  Al contrario di punti vendita dispersivi ove il commesso prende comunque lo stipendio se vi ha dato un bidone e soprattutto, non perde la faccia in quanto si giustifica dicendo che non è lui il proprietario… 😀

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Impianti elettrici, di riscaldamento e condizionamento a norma

La legge 46/90 prevede l’adeguamento degli impianti al 31-12-1999. Gli impianti elettrici, di riscaldamento e di condizionamento delle case debbono essere conformi a tale legge; una apposita dichiarazione di conformità deve essere rilasciata dall’installatore autorizzato. La realizzazione degli impianti deve essere eseguita a regola d’arte, cioè rispondere alle norme tecniche in vigore. Le norme tecniche descrivono con grande chiarezza e precisione le caratteristiche che dovrebbero possedere i componenti degli impianti (caldaie, camini, prese elettriche, etc…), le modalità di installazione, le competenze degli operatori, etc.

L’UNI distribuisce gratuitamente articoli esplicativi sull’argomento: www.uni.com/it

Mini F1 su Live for Speed

Rubrica: Simulazioni di guida

Titolo o argomento: Incremento eccessivo delle prestazioni

Grazie ad un plug-in aggiunto alla versione “Y” di Live for speed siamo stati in grado di simulare cosa succederebbe ad una mini (nel simulatore si chiama UF1) se fosse preparata in modo “estremo”. Abbiamo dotato una vecchia mini di propulsore 10 cilindri a V da F1 e l’abbiamo fatta girare su un tracciato ovale. Le fasi della partenza sono state impressionanti. Una sequenza strabiliante durata molto poco… in realtà, come era immaginabile, il corpo vettura non ha retto al surplus di potenza. Non è possibile scaricare simili potenze su vetture normali o comuni utilitarie.

Perchè questa prova?

Naturalmente si tratta di un’iperbole, un modo di ingigantire un problema all’ennesima potenza. Abbiamo fatto un esempio esagerato per farvi capire quanto sia sbagliato elaborare le vetture stradali. Si spendono migliaia d’euro per dare potenze spesso troppo elevate a mezzi con non sono in grado né di sopportarle, né di scaricarle a terra in modo stabile e sicuro. Inoltre la parte piacevole dura molto poco e termina spesso con gravi incidenti.

Invece di aumentare eccessivamente la potenza di un mezzo, con gli ovvi costi che ne derivano, sarebbe meglio trovare il modo di alleggerirlo con gli ovvi risparmi di carburante (e relativo inquinamento in meno) che ne derivano. Se aveste comunque la possibilità di andare in pista con un’utilitaria taroccata, vi accorgereste che, non solo il mezzo sbanda e risulta inguidabile, ma se l’aveste venduto per acquistarne uno più prestante avreste persino speso meno.

Come è finita la mini simulata?

Gomme bruciate di cui una esplosa dopo mezzo giro di pista. Nelle foto vediamo come le gomme non smettessero mai di fumare, soprattutto appena raggiunto il rettilineo dove si dava pieno gas. La parte idraulica delle sospensioni esterne alla curva è esplosa. Le sospensioni si sono deformate. Dopo poche centinaia di metri si è verificato un incidente contro il muro dell’ovale. Tutto questo per simulare il modo di battere una F1 avendo su una vecchia mini 4 persone a bordo, un pieno di carburante, un assetto abbastanza rigido e un propulsore leggermente più potente delle F1 contro le quali si schierava. Roba da matti!

Simulazione elaborazione utilitaria con motore F1 Simulazione elaborazione utilitaria con motore F1 Simulazione elaborazione utilitaria con motore F1 Simulazione elaborazione utilitaria con motore F1

Il rischio di incendio in casa

Il rischio di incendio è uno dei più temuti in casa

Come ridurlo?

  1. Evitare che si sviluppi l’incendio. I materiali da costruzione partecipano in misura marginale al problema. Sono prevalentemente gli arredi le principali cause di incidenti da fuoco. I materiali che sono incorporati nelle murature, come gli isolanti, ben difficilmente possono incendiarsi.

  2. Evitare che la struttura collassi. Le strutture devono essere progettate e costruite in modo da resistere al fuoco ed evitare il crollo dell’edificio. I materiali isolanti possono contribuire in modo decisivo a tale risultato proteggendo le strutture.

  3. Evitare che si sviluppino fumi opachi. Il pericolo più immediato in caso di incendio è costituito dai fumi. L’opacità dei fumi ostacola la fuga e i soccorsi impedendo la vista. I fumi sono sviluppati soprattutto dai materiali che possono facilmente incendiarsi come gli arredi, i mobili imbottiti, le tende, ecc.

  4. Evitare i fumi tossici. La tossicità è letale. Non sempre i materiali sintetici, contrariamente a quanto si ritiene, e comunque non tutti sono i più pericolosi nei confronti dei fumi da incendio. Ad esempio i più tossici sono i fumi prodotti dalla lana e dal cotone…

Rovina del giocatore d’azzardo

Rubrica: Matematicamente
Titolo o argomento: La rovina del giocatore d’azzardo

Un cammino a caso nel quale un giocatore d’azzardo scommette su degli esperimenti ripetuti, in ciascuno dei quali la sua probabilità di vittoria è strettamente compresa tra 0 e 1. Tale possibilità si conclude quando il giocatore riesce a raddoppiare il suo capitale iniziale oppure quando lo perde completamente.

Ad esempio può iniziare con 5 euro e scommettere sempre 1 fino a che vince 10 euro, oppure perdere tutta la somma iniziale. Tale procedimento dà “le probabilità di transizione di una catena di MARKOV” con due stati assorbenti; la probabilità di andare in rovina dipende sia dallo stato iniziale che dalla probabilità di vittoria di ogni esperimento.

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Priorità dei tempi TV, priorità diaframma AV

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -3-
Titolo o argomento: Priorità dei tempi TV – Priorità diaframma AV

Cosa significano queste voci?

Per priorità dei tempi si intende che, posizionando la rotella di selezione su TV, possiamo andare a scegliere il tempo esatto di durata dello scatto che desideriamo. Ma non siamo ancora in piena modalità manuale e gli altri parametri li sceglie la macchinetta. Se ad esempio vogliamo usare la luce naturale che passa dalla finestra ma ci accorgiamo che l’oggetto fotografato in modalità automatica viene scuro, possiamo impostare la macchina fotografica su TV e scegliere un tempo di esposizione di 1 secondo. Se la foto viene troppo luminosa, riduciamo a mano a mano sino a che non otteniamo l’immagine desiderata. Attenzione che ciò che vediamo sul display della macchinetta non corrisponderà alla vera luminosità che avrà la foto. Generalmente le foto sono più scure di come le vediamo sul dispay da 2 o 3 pollici. Vice versa se la foto è ancora troppo scura agiamo nuovamente sul tempo aumentando magari a 1,6 secondi poi 2, …, 3, sino ad arrivare al tempo ottimale. Saranno le vostre prove a darvi ragione. Il risultato del vostro scatto lo verificherete correttamente sul vostro monitor del pc o mac. I mac vanno particolarmente forte in questo settore vantando monitor di qualità eccelsa in HD.

Ho sottointeso che durante queste operazioni il flash viene disattivato. Una foto in ambiente poco luminoso fatta con il flash viene molto molto differente dalla stessa fatta senza flash e con un tempo di esposizione di circa 2 secondi. Sicuramente ve ne siete accorti ed è per questo che volete esplorare le regolazioni manuali della vostra compatta.

Altra cosa che ho sottointeso è l’uso di un cavalletto…

Un motivo per il quale ho preferito non pubblicare una lista di priorità dei tempi e dei diagrammi a seconda dei vari casi, è che le situazioni e le scene possono essere assai differenti tra loro. Nella vostra foto non incide solo la sorgente luminosa (artificiale o naturale) ma tutti gli oggetti intorno a quello da fotografare, i loro riflessi, e tutto quanto si trova dietro e sotto l’oggetto fotografato. Ogni oggetto intorno a quello fotografato emette radiazioni luminose ben precise che influenzano il vostro scatto. Ad esempio impostando un tempo di 0,3 secondi con diaframma f8 utilizzando una luce alogena ed uno sfondo bianco, la foto può dare un risultato che può essere molto differente se le regolazioni sono le stesse ma lo sfondo dietro l’oggetto è di un colore diverso dal bianco oppure se invece della luce artificiale si usa la luce diurna, o ancora se vicino all’oggetto da scattare avete posizionato un carrellino degli attrezzi che magari è rosso. State sicuri che influenzerà la vostra foto con componeti di luce rossa che potreste non notare inizialmente.

Per priorità diaframma come indicato sul menù di alcune compatte si intende che posizionando la rotella di selezione su AV sceglierete l’apertura (solitamente circolare o poligonale) che ha il compito di ostacolare o favorire la luce che raggiungerà la pellicola o il sensore.

Con un’apertura f5,5 più luce raggiungerà il sensore, mentre con un apertura f8 ne arriverà molta meno e vi accorgerete che dando la priorità alla scelta dell’apertura AV, prima dello scatto sul dispay vi comparirà anche il tempo di esposizione che la macchinetta sceglierà. Noterete che impostando un f8 (valore massimo possibile per la canon A540) il tempo di esposizione aumenta, mentre impostando un f5,5 (valore minimo possibile per la A540) il tempo di esposizione si ridurrà notevolmente a frazioni di secondo.

C’è una netta relazione tra queste due regolazioni TV-AV. Ogni valore impostato su una regolazione ne implica un altro che sceglie la macchina fotografica. Vi accorgerete che se ad esempio scegliete un tempo di 1/6 di secondo, in automatico il processore sceglierà un’apertura f5,5. Mentre se darete la priorità alla scelta dell’apertura e userete un’apertura f5,5, in automatico il processore della compatta sceglierà un tempo di esposizione di 1/6 di secondo.

Note:

  • Con il diaframma a piena apertura, la zona di nitidezza in profondità (profondità di campo)  sarà relativamente limitata.

  • Diminuendo l’apertura (l’operazione è detta diaframmare) si aumenta l’estenzione della zona di nitidezza, che raggiunge il massimo quando il diaframma è portato all’apertura minima.

  • Diaframmi di piccole dimensioni richiedono però tempi di esposizione più lunghi e conseguentemente implicano un maggior rischio di mosso se il soggetto o la fotocamera si spostano durante l’esposizione.

  • I numeri f esprimono il rapporto tra la lunghezza focale dell’obiettivo e il diametro dell’apertura del diaframma

Ecco qualche esempio semplice. Notate che le caratteristiche dello scatto sono contenute nel nome del file e ripetute nell’elenco sotto. Ci sono alcune foto sottoesposte e altre sovraesposte. Questi “errori” sono voluti per meglio comprendere cosa accade distribuendo la quantità di luce che vi occorre in modi differenti:

foto-a-005-f55.jpg foto-b-02-f55.jpg foto-c-025-f55.jpg foto-i-10-f80.jpg foto-o-25-f80.jpg foto-p-32-f80.jpg foto-r-50-f80.jpg

  1. foto A: tempo di esposizione 0,05 secondi ovvero 1/20 di secondo; f/stop 5.5

  2. foto B: tempo di esposizione 0,2 secondi ovvero 1/5 di secondo; f/stop 5.5

  3. foto C: tempo di esposizione 0,25 secondi ovvero 1/4 di secondo; f/stop 5.5

  4. foto I: tempo di esposizione 1 secondo; f/stop 8.0

  5. foto O: tempo di esposizione 2,5 secondi; f/stop 8.0

  6. foto P: tempo di esposizione 3,2 secondi; f/stop 8.0

  7. foto R: tempo di esposizione 5,0 secondi; f/stop 8.0

E’ interessante notare come con tempi di esposizione maggiori si usi un’apertura più piccola che oltretutto impedisce il passaggio di alcune radiazioni luminose sulla frequenza del giallo. La foto perde parzialmente, a nostro vantaggio, quella componente giallina che è causata da lampadine non appropriate al tipo di scatto.

In seguito vedremo alcuni effetti interessanti ottenibili giocando con le esposizioni e altri risultati ottenibili con diversi tipi di luce e, cosa importante spiegandone il perchè. Parleremo quindi di radiazione luminosa con accenni di fisica.

Continua…

L’Italia è stretta e lunga…

Gli Italiani sono disordinati, gli italiani sono ordinatissimi, gli italiani sono puliti, gli italiani sono inquinatori, gli italiani sono cordiali, gli italiani sono maleducati, gli italiani sono artisti, gli italiani sono demotivati, gli italiani sono perditempo, gli italiani sono ottimi lavoratori, gli italiani sono organizzati, gli italiani sono disorganizzati, gli italiani sanno il loro mestiere, gli italiani sono ignoranti… Come sono gli Italiani?

Puoi girare l’Italia “in lungo e… in lungo”. Non troverai un italiano uguale all’altro rimango stupito ogni giorno di più da pregi e difetti di ogni regione dell’Italia. Ognuna con diversi problemi, ognuna con diverse caratteristiche. C’è un Italia più viva, una più sorniona ma artistica, una più creativa, una più rigorosa ma chiusa, ogni regione con la sua storia, ogni regione con le sue persone che, seppur con modi diversi, inseguono le stesse cose, sognano le stesse cose… Infondo infondo, siamo  tutti uguali. Eppure dal tacco alla cima tutto è completamente diverso con diversi pregi e diversi difetti.

Siamo andati a visitare i mercatini di Natale a Brunico e Bressanone (e brevemente a Innsbruck). Tante le cose che ci hanno colpito con alti e bassi. Tanta pulizia, tanto ordine, tanta precisione, tanto rigore… La gente per le vie è tanta eppure non sembra esserci rumore confusione. Giusto i turisti parlano a voce un pò più alta. I negozi chiudono alle ore 18:00 e se sei già entrato e stai per fare un acquisto ti chiedono di tornare l’indomani. Senza considerare che magari il giorno dopo è di chiusura e dovrai anche ripartire. Queste sono cose che a me piacciono molto poco. A dire il vero sono entrato in un negozio di cravatte e affini bellissimo, mi piaceva tutto quanto esposto e non sapevo cosa scegliere. I prezzi erano talmente ottimi che pensavo ci fosse qualche errore. Sono dovuto uscire, ormai erano le 18:15. Sono rimasto male.

La mattina dopo passiamo lì davanti al negozio e troviamo la signora vicino la porta, chissà come mai decidiamo di entrare nonostante il fastidio del giorno prima e…

…Scopriamo che la signora era veramente gentile, cordiale, molto precisa e che il fatto dell’orario è un’abitudine di tutti lì. Loro sono precisi con te ma tu devi esserlo con loro. Per soli 15 euro ha messo sotto sopra l’intero negozio dandomi la possibilità di scegliere la cravatta preferita. Sono bastati pochi minuti e si è aperta a parlare con noi persino di cose personali. E’ stata molto dolce e l’abbiamo ringraziata molto. A volte le apparenze ingannano. Da quelle parti sono così: Rigorosi ma non per cattiveria.

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Quel benessere momentaneo che costa caro…

Senza accorgercene ecco in breve (si fa per dire) la lista alla quale ci siamo assuefatti piano piano, o perchè lo fanno gli altri, o perchè il mercato ce lo ha quasi imposto “silenziosamente”:

Neanche a dirlo: il cellulare. Superfunzionale: deve fare filmini con la qualità di un colossal; foto (con il pacchetto THE BEST viene anche il tecnico per le luci); giochi, televisione, radio, lettore mp3, computer, palmare, navigatore, sms, mms, internet, wi-fi, avvisarvi su chi ha vinto un reality, a volte RUBRICA, più raramente usato per telefonare… 😀

Neanche a ridirlo: secondo cellulare con la tariffa più agevolata per le chiamate verso le targhe dispari, per quelle pari invece usiamo il telefono precedente

Lettore mp3: per ascoltare 80 GB di canzoni ovvero 22.857 brani da ascoltare tutti (68.571 minuti di musica ovvero 1142,85 ore) ovviamente in mezz’ora di autobus.

Navigatore per ritrovare la macelleria in paese sotto casa nostra. Non mi ricordo mai se quando apro il portone devo girare verso il bar o verso la croce gialla….

Computer portatile con l’hard disk più grande della storia… per salvare 20 file di testo che stanno in un dischetto da 1,44MB scritti con l’ultimo programma di scrittura che però occupa 3GB. E per tenere le foto del battesimo del figlio del cugino della sorella di quella nuora di terzo grado amica del collega del tabaccaio di fronte casa di nonna. Ma non la nostra nonna vera, la vecchietta di paese tanto tenera che ormai è diventata un parente.

Portatile Mignon. Si appoggia comodamente sul portarotolo di carta igenica per fare video conferenze con gli amici soprattutto nel “momento del bisogno”…

Macchina fotografica da Xn MegaPixel in modo che le foto, se sono brutte, si vedano veramente bene… che sono brutte.

Utilitaria con verniciatura fatta a mano nel primo pomeriggio dallo stesso stilista che ci ha fatto la cinta così pesante che ci cadono i pantaloni. Auto ovviamente munita di presa usb per collegare il pace maker alla centralina e scegliere la mappatura: sport, race, pioggia (rain), gita nell’entroterra toscano… per sentire la strada “nel cuore”.

Televisore al Plasmon (plasma) per “nutrire energicamente” i nostri bambini con concetti fondamentali e di primaria importanza per la loro crescita e lo sviluppo delle loro capacità: reality, gente spacciata per famosa non si sa per quale motivo, pubblicità di tariffe, canoni, abbonamenti ai quali, mi raccomando, non possiamo mancare; gente che canta, balla, zompetta, si offende, si pettina al buio… Una volta va bene, due pure, ma sempre attaccati li no eh!

Lettore dei “soli” formati: cd/dvd/hd/blueray/md/sd/mmc/3,5″/dat/video8/vhs/miniDV/HDV/cici/coco/ecacameocaz (come direbbe un buontempone che conosco), ma stiamo aspettando che ne escano altri 20 per averli tutti 😀

Occhiali da sole che abbaiano il sole stesso. Li riconosci perchè sono così potenti che li vedi in giro quando il sole per non farsi abbaiare rende la giornata nuvolosa…

Penso non manchi nulla. Qualche scemenza per farsi due risate. Due risate che però fanno riflettere.

Aspetti psicologici.

Molti psicologi e studiosi ritengono che questo grande desiderio di possedere tutto nasca da un recondo senso di insoddisfazione personale che più si tenta di colmare con degli oggetti e più ci lascia vuoti. Ogni nuovo ogggetto è una nuova speranza di felicità… una felicità che si assopisce già dopo poche ore dall’acquisto. Diverso è il discorso per chi acquista materiale tecnico per una reale utilità o meglio per lavoro o passione. In questi ultimi casi un acquisto tanto agognato può rendere realmente più sereni per il raggiunto scopo di un obiettivo ambito e per la consapevolezza che tale materiale sarà utile a qualcosa, utile a raggiungere uno scopo. E’ importante distinguere sempre un acquisto motivato da un acquisto fatto per noia.

Quando tiriamo troppo la corda…

Oggi ho ricevuto una mail da Tophost, la mail in questione si riferiva all’annullamento di un servizio che hanno proposto negli anni passati con risultati che fanno riflettere. L’iniziativa offriva ai clienti la possibilità di scegliere da soli il prezzo da pagare per il secondo anno (o successivo) di servizio di hosting -ovvero il servizio che ci permette di avere uno spazio nel web per siti e blog- e, chi fosse stato scontento del servizio per motivi plausibili poteva farsi uno sconto da solo e motivare il perchè.

Direi un’iniziativa ottima. Quando mai vi capita che qualcuno vi chieda: “pagami per quanto valgo secondo il tuo parere…”

Naturalmente cosa è successo? In molti se ne sono approfittati e nella mail che hanno mandato ai clienti, e che pubblico qui sotto, trovate le motivazioni che la gente ha dato anche divertendosi a prendere in giro lo staff di Tophost. La mail (in blu) diceva:

Ci dispiace essere arrivati al punto di dover scrivere queste righe. Purtroppo le belle iniziative franano per la furbizia di alcuni soggetti che agiscono in modo avido e approfittatore, senza senso civico e pronti ad accaparrarsi tutto quello che possono, anche se non gli spetta!
 

“Non ho soldi sulla carta ricaricabile”, oppure “mi faccio lo sconto quantità” o anche “penso di aver diritto ad uno sconto”, senza dimenticare i burloni del tipo “siete bravi e rinnovo a meno”; e le chicche “non lo uso” o l’ho usato poco.

Con questa iniziativa molti hanno messo in luce la loro pochezza senza pensarci due volte. Nonostante ad alcune persone, in modo privato, abbiamo detto di smetterla di farsi lo sconto a prescindere a fronte di scuse puerili e di non usare questa iniziativa in modo illecito, non siamo stati ascoltati.
Ora siamo costretti a far sentire la nostra voce in modo chiaro e a malincuore abbiamo deciso di sospendere l’iniziativa del rinnovo a prezzo variabile. Il ringraziamento va alle persone che hanno approfittato dell’iniziativa, potete trovarne in bella mostra alcuni sul blog dedicato ai Clienti.

Un doveroso ringraziamento a chi ha partecipato a tale iniziativa in modo onesto e costruttivo, perché abbiamo ricevuto molti spunti per migliorare e molti attestati di merito.

Ora tornando a noi io mi (e vi) chiedo: “Come è possibile pensare di cambiare l’Italia o, più in grande il mondo, se nel nostro piccolo siamo esattamente come le persone che critichiamo? Il politico perfetto non esiste. E’ utopia. Avoglia a litigare! Quello che può esistere è una società migliore… e parte da noi. Inutili i discorsi del tipo: “ma se non lo fa tizio, perchè lo devo fare io?” ecc. ecc.

Spero ci sia ancora gente che abbia il desiderio di dare l’esempio e trascinare sulla buona strada le persone che ha intorno. Se ciò fosse ramificato, ognuno di noi farebbe molto…