BIMU 2014: Costruire le macchine che costruiscono le tue idee…

Rubrica: Eventi

Titolo o argomento: BIennale delle Macchine Utensili

In precedenza abbiamo introdotto in modo quasi scherzoso la distanza che intercorre tra il sapere come si fa una cosa (teoria) ed i mezzi necessari per realizzarla veramente (pratica). Ora, premesso che nel nostro caso potrebbe trattarsi di un prodotto dell’industria meccanica o del design, se vi interessa essere concreti ma volete provare il piacere di realizzare autonomamente almeno un passaggio che vi porti dalla vostra idea al vostro prodotto finito (e quindi senza acquistare macchinari mastodontici e senza affidarvi integralmente ad aziende terze), allora al BIMU (BIennale Macchine Utensili), la fiera mondiale dell’innovazione, troverete addirittura la componentistica necessaria per realizzare ad esempio un sistema di automazione ideato da voi, una macchina utensile dedicata, un sistema personalizzato per la prototipazione di un vostro concept. Insomma tutto ciò che è necessario, ma non sufficiente, per sviluppare autonomamente una vostra applicazione o parte di essa. La differenza però, come sempre, la faranno prevalentemente la vostra tenacia, le vostre competenze e tutto quello che sarete stati in grado di imparare a fare da soli al di fuori del vostro percorso di studi presso l’istituto tecnico o la facoltà di ingegneria ad hoc per voi.
Non esiste infatti un kit già predisposto per costruire l’esatto macchinario mirato sulle vostre specifiche esigenze e che potrà realizzare il vostro preciso pezzo o il vostro particolare assieme secondo le modalità da voi previste; esistono altresì delle “componenti specializzate” che, inserite opportunamente nella struttura da voi ideata e costituita, permettono di completare il vostro macchinario. Ad esempio potrebbe trattarsi di viti senza fine, azionamenti elettromeccanici, sensori di fine corsa, carrelli, giunti, schede hardware e tutto quanto, abbinato ad una struttura ben concepita, vi permette di realizzare il vostro controllo numerico dedicato ad una particolare lavorazione ad alta precisione o, perchè no, alla prototipazione rapida. Di seguito una breve galleria fotografica in cui vengono mostrati solo gli scatti non ripetitivi rispetto a quelli dai noi effettuati presso altre fiere del settore di cui abbiamo già avuto il piacere di parlare in precedenza.

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Attuatore a vite senza fine Miniattuatore a vite senza fine Attuazione elettromeccanica Downhill MTB Durometri Durometri cuscinetti sistema a vite senza fine Prototipazione casco MTB Scansione 3d Scansione 3d Sistemi di misura Sistemi di misura Sistemi di misura Viti senza fine per attuazione meccanica

Il processo di introduzione di un nuovo prodotto (NPI)

Rubrica: Dal prototipo al prodotto finito
Titolo o argomento: Sincronismi metodici di fasi e processi

Se siete un’azienda all’avanguardia difficilmente avrete bisogno di questa serie di articoli, se siete, invece, degli studenti alle prese con una simulazione di impresa il modello organizzativo che verrà argomentato potrebbe essere un ottimo spunto. Infine se siete dei giovani imprenditori o una piccola azienda di artigianato, nonostante il numero limitato di pezzi che probabilmente intendete produrre, potreste trovare utile capire a fondo come e dove un’organizzazione estremamente ben concepita e articolata si riveli vincente ed in grado di fare la differenza sulle vostre economie e sui risultati raggiungibili.

Il problema che troppo spesso si incontra quando si intende realizzare un prodotto, a qualunque livello, è la difficoltà nel dar vita prima di tutto ad un modello organizzativo che permetta un’ottima strutturazione, interazione e comunicazione tra tutti i team di tecnici coinvoliti. Un buon progetto infatti non è quasi mai sufficiente se si sprecano somme di denaro considerevoli per passi non preventivati e imprevisti perfettamente evitabili. Stesso dicasi per il tempo (risorsa sovente anche più importante del denaro) e le energie da dedicare all’intero processo produttivo affinché il prodotto raggiunga il mercato al momento desiderato.

Attività essenziali quali pensare, proporre, migliorare, prototipare, ottimizzare, costruire, promuovere e immettere sul mercato un nuovo prodotto (originariamente un prototipo) vanno interconnesse tra loro e sincronizzate in una vera e propria “timeline” quasi come se steste editando un video ricco di variegate scene, effetti ed una trama da comunicare e far agevolmente comprendere al grande pubblico, meglio se nel momento più “azzeccato”. Ciò che segue è una raccolta completa di passaggi che si estendono immaginariamente lungo due dimensioni, su una sorta di asse cartesiano figurato, tratta dal lavoro di Lotus Cars che, per chiarezza ho voluto suddividere in “fasi” e “processi. Le fasi rappresentano gli stati di avanzamento lungo la “timeline”, i processi sono invece le linee specializzate che devono essere condotte lungo le fasi al fine di completare ogni aspetto del prodotto.

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Il processo di introduzione di un nuovo prodotto (NPI)

FASE 1: Inizio | Start
FASE 2: Proposta del prodotto | Product proposal
FASE 3: Definizione e sviluppo del prodotto | Product definition and development
FASE 4: Ingegneria di prodotto e di processo | Product and process engineering
FASE 5: Fabbisogno del prodotto e prove | Product facilities and trials
FASE 6: Produzione di massa | Mass production
FASE 7: Fine | End

Processo 1: Dare uno stile | Styling
Processo 2: Integrazione del veicolo | Vehicle integration
Processo 3: Ingegneria | Engineering
Processo 4: Catena di fornitura | Supply Chain
Processo 5: Produzione | Manufacturing
Processo 6: Test e sviluppo | Test and Development

Processo di introduzione di un nuovo prodotto sul mercato

Image’s copyright: Lotus Cars

Cittadini passivi ad energia quasi zero

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Quando si studia tanto perchè ci si rende conto di non sapere nulla e poi si scopre che là fuori è pure peggio…

Se l’espressione del titolo si riferisse ad abitazioni anziché a persone, probabilmente, ci troveremmo davanti a case risparmiose, efficienti e con bollette inesistenti. Nel caso dei cittadini il significato è opposto. Cittadini passivi, cioè subiscono tutti gli eventi e le altrui decisioni inermi e privi di ogni capacità di capire, elaborare, valutare, scegliere e proporre. Ad energia quasi zero, sono stanchi morti (come avrebbe detto Totò “per ora sono stanchi… più in là saranno morti) e non ne vogliono più saper di nulla che comporti una qualche forma di impegno mentale.

In questa tipologia di persone, quelli che incontro o con cui ho una qualche forma di dialogo o di scambio, portano alla mia attenzione domande/affermazioni stucchevoli del tipo: “Hai tolto il contatore del gas a casa, è come cucini? Come ti scaldi?”, “Usi l’energia del fotovoltaico la notte? A me il negoziante ha detto che è impossibile!”, “Prima ti ho visto fare in bici quella salita in montagna fortissimo, saranno stati almeno 40-50 km/h, come diamine facevi? … E’ elettrica? Ma non sembra! E dove sono i pezzi, i fili, le batterie e tutto il resto?”, “Come sarebbe che non hai dovuto cambiare il contratto dell’energia per utilizzare il piano di cottura a induzione? Non ti scatta il contatore con 3KW? Consumano tantissimo!”, “Come posso risolvere il mio problema se gli organi preposti a tale compito non se ne occupano?”, e così via.

Io resto interdetto davanti a questo. Come è possibile che la gente mi parli continuamente di aggeggi elettronici conoscendone ogni caratteristica e le sigle di interi cataloghi a memoria (quest’ultimo dato, tra l’altro, assolutamente inutile per la memoria del cervello umano… ma occupa spazio…) e poi non sappia nulla di ciò che può realmente fare oggi per cambiare la propria vita?
Ho un robot in laboratorio che quando ha il pacco batterie scarico, non riceve più i segnali corretti dai sensori ad ultrasuoni ed inizia ad urtare ogni ostacolo come se fosse rintontito; ecco certe persone (molte a dire il vero) oggi mi sembrano così… sfiniti, incosapevoli, passivi. Ci vorrebbe una bella ricarica.

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ricaricati.jpg

Image’s copyright: www.creativeeducation.co.uk

Voci del controllo di qualità in ambito meccanico

Rubrica: Qualità (il concetto di)
Titolo o argomento: Aspetti e definizioni della qualità in ambito meccanico

Cosa si può intedere per qualità? Come abbiamo introdotto nell’articolo “Che cos’è la qualità?” può essere percepita nel liguaggio comune come una caratteristica, un valore. Nell’ambito industriale, invece, la qualità è tutt’altro che un concetto soggettivo, essa rispecchia la conformità a precise specifiche (caratteristiche misurabili e realizzabili) e l’adeguatezza all’uso (valore percepito dal cliente). Il termine “qualità” non viene usato per esprimere un livello di merito in senso comparativo, né è utilizzato in senso quantitativo per valutazioni tecniche. In tali casi infatti devono essere aggiunti altri termini qualificativi quali “qualità relativa” (i prodotti/servizi sono classificati secondo una graduatoria di merito o comparativa) e “livello di qualità” o “misura della qualità” (quando vengono effettuate precise valutazioni tecniche in senso quantitativo). La qualità di un prodotto o di un servizio è influenzata da numerose attività interagenti fra loro come ad esempio: progettazione, produzione, assistenza, manutenzione.

Controllo qualità (QC)

Sistema per produrre economicamente beni o servizi con un livello di qualità che incontri le richieste del cliente.

Controllo di qualità del processo

Attività tese a ridurre e mantenere minima la variabilità dei risultati di un processo di produzione. Il miglioramento del processo, la sua standardizzazione e lo sviluppo delle tecnologie sono favorite da queste attività.

Controllo statistico del processo (SPC)

Controllo di qualità del processo attraverso metodi statistici.

Popolazione

Un insieme di tutti gli elementi aventi caratteristiche da considerare per il controllo e il miglioramento del processo e la qualità del prodotto. Un gruppo che viene trattato sulla base di campioni è normalmente la popolazione rappresentata dai campioni stessi.

Lotto

Insieme di beni prodotti nelle stesse condizioni.

Campione

Un elemento (o elementi) di un prodotto prelevato dalla popolazione al fine di analizzarne caratteristiche.

Dimensioni del campione

Numero degli elementi del prodotto nel campione.

Bias

Valore calcolato sottraendo il valore vero dalla media dei valori misurati quando vengono eseguite misurazioni multiple.

Dispersione

Variazione in valore di una caratteristica di interesse in relazione al suo valor medio. La deviazione standard normalmente viene utilizzata per rappresentare la dispersione di valori nell’ intorno della media. Riferimento immagine 1.

Istrogramma

Un diagramma che divide l’intervallo tra il valore massimo e il valore minimo di misura in diverse colonne e ne mostra la frequenza relativa in ciascuna di esse, nella forma di un grafico a barre. Ciò rende più facile stimarne la media o la dispersione. Una distribuzione simmetrica a forma di campana è detta distribuzione normale ed è molto usata negli esempi teorici, poichè le sue caratteristiche sono facili da calcolare. Tuttavia, occorre cautela perché molti processi reali non seguono una distribuzione normale e presupporlo porterebbe a conclusioni errate.

Capacità (capability) del processo

Prestazione specifica del processo, dimostrata quando è sufficientemente standardizzato (il prodotto in uscita risulta omogeneo, nelle sue caratteristiche di qualità) ogni causa di malfunzionamento è eliminata, ed esso si trova in uno stato di controllo statistico. La capacità del processo è pari a ±3σ o 6σ quando la caratteristica in uscita dal processo mostra una distribuzione normale. σ (sigma) indica la deviazione standard.

Indice della capacità di processo (PCI o Cp)

Indice che misura la possibilità che un processo possiede di realizzare un risultato coerente con determinate prescrizioni. Dovrebbe essere sempre maggiore di 1σ. E’ calcolato dividendo la tolleranza di una caratteristica per la capacità del processo (6σ). Il valore calcolato dividendo dividendo per 3σ la differenza tra la media (X segnato) e un limite di tolleranza, può essere assunto come valore dell’ indice in caso di tolleranza unilaterale. L’indice di capacità di processo assume che una caratteristica segua la distribuzione normale. Riferimento immagini 2 e 3.

Carte di controllo

Usata per controllare il processo, separa le variazioni casuali da quelle dovute ad un cattivo funzionamento. La carta di controllo consiste in una linea centrale (CL) e linee di controllo razionalmente disposte sopra e sotto di essa (UCL e LCL). Si può affermare che il processo sia sotto controllo statistico quando tutti i punti rilevati, relativi alle sue caratteristiche, si trovano all’ interno delle due linee di controllo senza tendenze marcate. La carta di controllo è un utile strumento per verificare il processo di produzione e quindi la qualità del prodotto. Riferimento immagine 4.

Variazioni casuali

Queste variazioni hanno una importanza relativamente bassa. Qualora identificate, esse sarebbero tecnologicamente e/o economicamente impossibili da eliminare.

Carta di controllo X(segnato)-R

Carta utilizzata per il controllo di processo, in grado di fornire il maggior numero di informazioni sul processo stesso. La carta X(segnato)-R consiste nella carta di controllo X(segnato), che usa la media di ogni sottogruppo per monitorare Bias anomali della media del processo, e la carta di controllo R, che usa il range per valutare variazioni anormali. Normalmente le due carte vengono utilizzate insieme.

Come leggere la carta di controllo

Le tendenze (trend) illustrate di seguito sono quelle tipicamente considerate indesiderabili su una carta di controllo e stanno a significare che il processo è affetto da un effetto sistematico al quale si deve porre rimedio. Questi esempi rappresentano solo regole indicative. Nella definizione di regole reali, si prenda in cosiderazione la specifica variazione del processo. Per applicare tali regole, assumendo che le linee di controllo inferiore e superiore siano distanti dalla linea centrale di 3σ, si divida la carta di controllo in sei aree ad intervalli di 1σ. Lo stesso principio può essere applicato alla carta di controllo X e alla carta X(segnato). Si ipotizza una distribuzione normale. E’ possibile formulare altre regole in base ad ogni tipo di distribuzione.

Per gentile cortesia di Mitutoyo Italiana s.r.l.
Approfondimenti tratti dagli appunti universitari dell’autore

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Controllo qualità - Dispersione Controllo qualità - Indice della capacità di processo Controllo qualità - Indice della capacità di processo (note) Controllo qualità - Carte di controllo

eBike: scheda tecnica prototipo Ralph DTE EBK SuperLight

Ralph DTE EBK SuperLight è una variante naturalmente concepita e sviluppata di EBK Endurance. Durante gli sviluppi della versione a lunga autonomia (parliamo di circa 580 km, record mondiale per una bicicletta elettrica… per noi motivo di grande soddisfazione e di incoraggiamento anche verso i prototipi di auto/moto a cui stiamo lavorando) si è sentita automaticamente la necessità di rendersi conto delle potenzialità di una bicicletta elettrica ottimizzata fino all’estremo. Era vivo il desiderio di orientarsi verso una maneggevolezza che fosse più che mai vicina a quella di una moto da gran premio senza però rinunciare ad un’autonomia di tutto rispetto. Detto fatto… e dalla montagna ci siamo spostati verso i kartdromi. Per entrambe le versioni vi è allo studio un telaio molto simile (interamente progettato e costruito da noi) che differisce per minimi accorgimenti tecnici; al momento viene quindi testata esclusivamente la componentistica del powertrain, la gestione elettronica (realizzata sulle nostre specifiche grazie a fruttuose collaborazioni), gli impianti e le parti maggiormente sollecitate.

Grazie ad una chimica delle celle decisamente riuscita ed idonea per scariche continue ad elevati amperaggi, siamo riusciti a ridurre il peso del pacco batterie di quasi il 50%, a parità di capacità, rispetto a quello adottato su Ralph DTE EBK Endurance. E’ opportuno però sottolineare come il precedente pacco sia studiato per una vita utile notevolmente lunga (8 anni di vita previsti e circa 3000 cicli di utilizzo con le scariche adottate nei cicli dei nostri test) e come risulti pertanto perfettamente adatto per il tipo di utilizzo che se ne intende fare su EBK Endurance. Considerando infine che si è scelto di disporre di una capacità del pacco batterie inferiore di oltre il 50% rispetto a quello della versione Endurance, siamo quindi riusciti a ridurre la massa del pacco di ben 4 volte ottenendo comunque un’autonomia compresa tra i 250 ed i 300 km in modalità a pedalata assistita (al primo livello di assistenza) e tra i 45 ed i 60 km in puro elettrico a potenza piena (con picchi di 3kW) a seconda dell’utilizzo su percorsi ricchi di dislivelli o tendenzialmente pianeggianti.

*Leggi i paragrafi “Prestazioni”, “Note sulle prestazioni” e “Note sull’autonomia”.

Scopo del progetto

Non si tratta di un prodotto destinato alla vendita anche se, tramite “www.Berardi-Store.eu” (partner ufficiale di questo Blog), vengono vendute tutte le componenti necessarie per realizzare autonomamente biciclette elettriche da strada a norma di legge e biciclette da competizione o per esigenze speciali. Ci serviamo di questi prototipi al fine di studiarne ogni minimo dettaglio e poter sfruttare il bagaglio di conoscenze maturato di volta in volta per dedicarci ad applicazioni più particolari di cui avremo modo di parlare meglio in seguito. Siamo in grado di trarre da questi progetti centinaia di dati da studiare e soluzioni a numerose problematiche tecniche dei veicoli puramente elettrici ed ibridi non necessariamente solo a due ruote (biciclette, trike, tandem, citybike, mountainbike, moto da enduro, moto da corsa, ecc.) ma anche a quattro ruote (kart, FSAE, Formulini, ecc.). Ralph DTE EBK SuperLight nasce per divertire alla guida e far provare qualche brivido pistaiolo con prestazioni intermedie tra la versione Endurance e la versione Performance.

Motore
Elettrico di tipo brushless;
installazione nel mozzo ruota;
trasmissione diretta;
efficienza ∼90%;
potenza erogabile impostabile elettronicamente nel range tra 250Watt e 3000Watt;
coppia massima sviluppata >100Nm;
hall sensors;
numerosi sensori di temperatura powertrain;
sensore velocità motore giri/min;
sensore coppia motore Nm.

Gestione elettronica
Display per la visualizzazione di tutti i parametri del powertrain (velocità media, velocità istantanea, velocità massima, tensione minima, tensione istantanea e tensione massima, corrente istantanea, corrente massima, Watt erogati, Watt di picco, Wh consumati, Wh/km, Wh rigenerati, Ah consumati, Ah rigenerati, % rigenerazione, km percorsi… ecc.. Impostazione della potenza massima erogabile, impostazione della velocità massima raggiungibile, impostazione della pedalata assistita, ecc..).
Controller gestione della rigenerazione dell’energia in frenata/rilascio su vari livelli.
Elettronica di gestione del pacco batterie (funzioni di protezione e controllo).
Un sistema di datalogging.
Un collegamento satellitare.
Un sistema telemetrico per la dinamica del veicolo.
Upgrade: Controllo separato per la frenata rigenerativa con manettino impostabile su più livelli tipo F1.

Pacco batterie
Ai litio polimeri (chimica riservata);
Elevatissima ciclabilità grazie a particolari parametri del progetto.
Protezione da corto circuito, sovratensione, sottotensione, sovratemperatura, scariche eccessive.
Bilanciamento passivo delle celle in carica/scarica.
Rilievo di tutti i dati elettrici e delle condizioni di funzionamento.
Sensori di temperatura.
Tracciamento di tutti i dati in relazione al percorso ed alle mappe acquisite dal GPS.

Controlli
Acceleratore mediante potenziometro lineare.
Sensore di coppia nella guarnitura dei pedali.
Possibilità di switching da PAS a eBike.
Connessione del powertrain al computer mediante cavo seriale RS232 o USB.
Possibilità di connettere al computer in maniera indipendente i vari dispositivi elettronici del powertrain (è possibile lavorare sull’elettronica di un dispositivo durante interventi di manutenzione sugli altri dispositivi, come nelle massime categorie motosportive).
Cruise control con possibilità di variazione dei valori +/-.
Ignition Cut – Frenata rigenerativa.
Upgrade: Controllo separato per la frenata rigenerativa con manettino impostabile su più livelli tipo F1.

Ciclistica
Telaio monoammortizzato o biammortizzato.
Cerchione posteriore rinforzato per i carichi apportati dal powertrain.
Raggi “estremamente rinforzati” e tagliati a misura per ospitare il motore elettrico.
Pneumatici con corpo “estremamente rinforzato” e basso numero di tele per pollice.
Ciclistica ottimizzata per l’inserimento in curva e la stabilità alle andature sostenute.
Camere d’aria rinforzate.

Implementazioni a breve termine
Sistema frenante a disco anteriore da 230mm.
Sistema frenante a disco posteriore da 180mm.
Sistemi di raffreddamento interamente progettati e costruiti da noi.
Nuovi strumenti di analisi del percorso effettuato.
Nuovo cablaggio cavi con relativi sistemi di connessione derivati dalla F1.
Nuova serie sterzo e forcella specifica per le maggiori sollecitazioni.

Prestazioni
Velocità massima in puro elettrico: 68,1 km/h
Velocità massima in pedalata assistita: 25 km/h
Potenza massima in puro elettrico: 3000 Watt
Potenza massima in pedalata assistita: 250 Watt
Coppia massima: >100Nm
Corrente massima: >100A
Pendenza massima superabile: n.d.
Accelerazione da 0 a 25 km/h: n.d.
Accelerazione da 0 a 50 km/h: n.d.
Autonomia in puro elettrico: c.a. 50-60 km (con una coppia di 100Nm e una potenza di 3kW)
Autonomia in pedalata assistita: c.a. 100 km (con una coppia di 100Nm e una potenza di 3kW)
Autonomia in pedalata assistita: c.a. 250-300 km (con una coppia di 27Nm, intervento di assistenza alla pedalata su livello 1, una potenza di picco di 250Watt e una velocità massima di 25 km/h).

Note sulle prestazioni

L’autonomia e la velocità massima raggiungibile nelle varie configurazioni dipendono dal tipo di percorso effettuato (pendenza delle salite, frequenza delle salite, intervallo tra le salite e le discese, tratti pianeggianti, grado di rigenerazione in discesa/rilascio, ecc.), dalla massa del ciclista, dall’aerodinamica (l’abbigliamento può costituire un freno aerodinamico ad esempio nel caso di giacconi invernali), dalle condizioni ambientali (in caso di vento i consumi aumentano come per tutte le tipologie di veicoli), dalla qualità delle celle impiegate nel progetto, dal livello di sofisticazione dell’elettronica a corredo, dal tipo di motore elettrico scelto (il progetto del rotore, dello statore, degli avvolgimenti, ecc. influenza notevolmente le capacità del motore di esprimere coppia e potenza, nonché di consumare più o meno energia ai diversi regimi di rotazione) e dalla massa della bicicletta sommata a quella del powertrain.

Note sull’autonomia

Attenzione, i valori forniti circa le percorrenze chilometriche “non” sono stati ottenuti affidando l’eBike ad un ciclista minuto, molto leggero, su un percorso di sola pianura, in assenza di vento, ostacoli, sconnessioni e ponderando la richiesta di prestazioni. I valori sono stati ottenuti “andando costantemente al massimo” delle prestazioni erogabili nelle varie configurazioni, con un ciclista di 74 kg, in presenza di “numerose salite”, sconnessioni del fondo, intemperie, considerata la massa delle strumentazioni installate a bordo per il test, ecc. Questo significa che i circa 40-60 km coperti in modalità “puro elettrico” sono stati effettuati con il gas quasi sempre aperto al massimo. Per il termine “quasi” non ci sono asterischi, il quasi simboleggia il fatto che è naturale che esistano tratti dove si debba chiudere il gas, frenare, decelerare o fermarsi. Non è poco…

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Ralph DTE EBK SuperLight

Non è affatto facile risolvere le innumerevoli problematiche tecniche che si celano
dietro la realizzazione di una buona bicicletta elettrica DIY, ma quando si parte e si
va ogni sforzo è ripagato e la sensazione di libertà che si prova è indescrivibile.

Stile di guida e longevità del motore

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili | Le domande dei lettori
Titolo o argomento: Influisce uno stile di guida vivace sulla longevità del motore?

Risponendo a: Mattia

Mattia scrive: Possiedo una Smart diesel del 2001 che ha percorso attualmente 175000 km, con nessuna sostituzione importante (solo l’alternatore che si è bruciato a 120000 km e la valvola egr rimossa dopo che questa si è bloccata a 112000 km). Ultimamente, utilizzo nel gasolio l’additivo per pulire gli iniettori e ogni accelerazione la faccio premendo a manetta l’acceleratore, ma non arrivando al limite dei giri (cambio a 3000 giri/min), da quando faccio questo sento il motore più pronto. Ora, una guida di questo tipo usurerà precocemente il motore? Perchè se è vero che accelerando a manetta si sfrutta tutta la potenza e quindi l’usura sarà maggiore, è anche vero che si raggiunge prima la velocità di crociera, che poi naturalmente mantengo con un filo di gas, inoltre dovrei mantenere più pulito il sistema di alimentazione.  Quindi qual è il suo parere? Grazie.

Quando acceleri a fondo in realtà non sfrutti tutta la potenza, infatti se guardi le curve caratteristiche di potenza e coppia del tuo motore ti accorgerai che ad un dato numero di giri corrisponderà una data potenza ed una data coppia (ad esempio a 3.000 giri potrebbe trattarsi di un valore prossimo al 50% della potenza massima erogabile). Il parametro che invece va al massimo è il carico ossia l’azione sull’acceleratore e quindi la completa apertura della farfalla. La centralina elettronica elaborerà la curva (nelle tre dimensioni) più idonea di mappatura considerando quindi il carico al 100%. Non è detto che in queste condizioni si ottenga sempre una risposta pronta, potrai accorgerti infatti che in determinate condizioni (sia di utilizzo del motore che atmosferiche) la risposta del motore migliorerà alleggerendo l’azione sul gas piuttosto che lasciandola costante o aumentandola. Quando si guida in questa modalità, ovvero con un carico elevato ed un ridotto numero di giri, le temperature degli organi di manovellismo e distribuzione aumentano per molteplici motivi. La portata e la pressione dell’olio non risultano ottimali e non permettono di “asportare” correttamente calore dagli organi sollecitati, stesso dicasi per l’impianto di refrigerazione che non estrae sufficiente calore dalle pareti dei cilindri e non ne scambia a dovere con l’esterno tramite il radiatore. In particolar modo i pistoni aumentano di temperatura e non riescono a trasferire una buona quantità di calore alle pareti dei cilindri. Le conseguenze possono pregiudicare l’affidabilità e la longevità del motore. A lungo andare infatti si possono verificare deformazioni degli organi e trafilaggi di olio con le conseguenze che ne derivano. Certo nel tuo caso si tratta di piccoli frangenti, inoltre diverse case automobilistiche consigliano questo tipo di guida motivandola come un aiuto alla riduzione dei consumi di carburante (e quindi delle emissioni). Ad ogni automobilista la propria scelta quindi. Per quanto concerce invece l’impianto di alimentazione, io personalmente per tenerlo in ordine, preferisco più che altro cambiare qualche volta di più il filtro del carburante. Se questo è sempre efficiente è molto difficile che gli iniettori soffrano di qualche patologia a meno che non si tratti di un difetto caratteristico. Aver percorso 175.000 km con un motore di piccola cilindrata senza che vi sia stata la necessità di effettuare particolari riparazioni non è affatto male, il traguardo dei 200.000 km è oramai vicino.

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Motore Smart 3 cilindri Motore Smart 3 cilindri Motore Smart 3 cilindri Motore Smart 3 cilindri

Scatti di un frangente del montaggio di un motore 3 cilindri (che equipaggia la piccola Smart)
in seguito alle operazioni di rettifica necessarie al ripristino dello stesso.
Per cortesia dei miei amici e colleghi Giorgio e Peppe.

50esimo Tesla Supercharger aperto in Europa per viaggiare gratis per sempre

Rubrica: Simple news
Titolo o argomento: Notizie di rapida lettura da fonti professionali nel mondo
Fonte: Tesla Motors

Aperto in queste ore il cinquantesimo Tesla Supercharger d’Europa. Si tratta delle stazioni di ricarica superveloci che Tesla Motors sta installando in giro per l’intero mondo.

Le stazioni di ricarica super rapide Tesla Supercharger permettono ai clienti Tesla Motors di ricaricare rapidamente le loro vetture “gratuitamente” per sempre. In parole povere i clienti Tesla Motors viaggeranno gratis per sempre.

Grazie alle stazioni di ricarica attualmente presenti in Europa i clienti Tesla Motors possono viaggiare gratis da Stoccolma fino alla Costa Azzurra.

Entro la fine dell’anno i clienti Tesla Motors potranno viaggiare gratuitamente praticamente in quasi tutto il territorio europeo.

Gli itinerari comprendono Oslo-Stoccolma-Copenhagen, Amburgo-Ginevra e Berlino-Francoforte. In Francia, la “Route du Soleil” collega Parigi alla Costa Azzurra.

Sono inoltre in arrivo nuove stazioni nel nord del paese per permettere di viaggiare fino ad Amsterdam e fino in Germania. Nel Regno Unito, saranno presto aperte nuove stazioni Supercharger a Londra e a Birmingham.

E’ stato da poco inaugurato il 156° Supercharger nel mondo. La rete Supercharger è diventata così la rete di ricarica rapida più vasta del mondo, nonché quella sviluppatasi più velocemente.

Nel mese di luglio, la rete europea Supercharger da sola ha alimentato le vetture Model S con più di 600 MWh di energia. In questo modo sono stati percorsi un totale di 3,6 milioni di chilometri, la distanza equivalente a guidare fino alla Luna e tornare per quattro volte e mezzo. Nello stesso mese, i Supercharger in Europa hanno fatto risparmiare oltre 380 000 litri di benzina e impedito la dispersione di oltre 1100 tonnellate di anidride carbonica.

Per ulteriori informazioni digita la voce “Tesla Supercharger” nella casella cerca in alto a destra del Blog.

Per visitare la mappa delle stazioni Tesla Supercharger copia e incolla sul tuo browser il seguente link: http://www.teslamotors.com/it_IT/supercharger

Curiosità sul cervello, l’elaboratore più avanzato al mondo: connessioni tra attività fisica, cervello e salute – Parte 3

Rubrica: Neuroscienze

Titolo o argomento: Curiosità sul cervello, l’elaboratore più avanzato al mondo

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Quindi, come introdotto nel precedente articolo, se non si fa attività fisica gli elettroni tossici, derivanti dal processo di assorbimento del glucosio da parte delle cellule, si accumulano in eccesso nell’organismo perchè non entra abbastanza ossigeno utile ad assorbirne la maggior parte. Persino se si dispone di un cervello sano c’è modo di migliorare il sistema di rifornimento del sangue, e quindi dell’ossigeno, ai vari tessuti mediante l’attività fisica. Quello che spesso non viene compreso è che l’esercizio non fornisce ossigeno e nutrimento al corpo ma lo munisce  di un accesso migliore per l’ossigeno e per il nutrimento. L’esercizio fisico crea letteralmente nuovi vasi sanguigni nei tessuti organici dando così modo all’ossigeno di raggiungere maggiori aree dove si annidano gli elettroni tossici ed abbattere drasticamente la tossicità che comportano.

L’esercizio fisico incrementa il flusso sanguigno attraverso i tessuti dell’organismo perchè i vasi sanguigni vengono stimolati a creare una particolare molecola. Tale molecola prende il nome di ossido nitrico ed è in grado di regolare il flusso sanguigno. Quando il flusso viene incrementato automaticamente l’organismo genera nuovi vasi sanguigni in grado di penetrare sempre più in profondità nei suoi tessuti. Questo straordinario processo migliora sia la distribuzione del nutrimento che la rimozione delle sostanze di scarto nocive ed ha luogo in modo efficiente solo con l’esercizio fisico regolare.

Quanto espresso vale per l’intero corpo umano, quindi anche per il cervello. Grazie a studi di Neuroimaging è stato possibile dimostrare che l’esercizio fisico incrementa il volume sanguigno in una zona cerebrale denominata “giro dentato”. Il giro dentato è una parte vitale dell’ippocampo, profondamente responsabile della nostra memoria. Un volume superiore di sangue, in grado di raggiungere il cervello attraverso nuovi capillari stimolati dall’esercizio fisico, permette di nutrire e ripulire una quantità superiore di cellule nervose. Ma non solo, oltre al miglioramento dell’accesso ai tessuti si è provata la stimolazione di uno dei più potenti fattori di crescita cerebrali, si tratta del “Brain Derived Neurotrophic Factor” (fattore neurotrofico di derivazione cerebrale) il quale si comporta come un fertilizzante agevolando lo sviluppo di tessuto sano, stimolando la neurogenesi e rendendo desiderosi i neuroni di connettersi maggiormente gli uni con gli altri.

Continua…

Fonte: John Medina – Molecular biologist

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Migliorare la distribuzione del nutrimento ai tessuti e la rimozione delle sostanze
tossiche di scarto richiede un minimo di impegno giornaliero nel compiere attività
fisica aerobica con la volontà ed il desiderio di volerlo fare realmente.
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potete chiederne la rimozione o indicarci il copyright da specificare. Image taken from research
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