Quando riciclare diventa un affare d’oro

Rubrica: Imprenditoria attiva

Titolo o argomento: Forse non tutti sanno che alcuni rifiuti valgono “oro”

Forse non tutti sanno che in Africa, nelle terre fertili di metalli preziosi, si ricavano circa 25 grammi di oro ogni 1000 kg di terra. Nel mondo invece si ricavano circa 250 grammi di oro ogni 1000 kg di computer, palmari, cellulari, console, ecc. gettati nei rifiuti.  Questo perchè schede elettroniche e diversi componenti sono ricchi di metalli preziosi. Magari la prossima volta si può fare un pensierino prima di gettare un prodotto di elettronica in un comune bidone. Sfruttare le apposite raccolte può voler dire recuperare ricchezza abbattendo l’inquinamento.

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Recuperare computer, cellulari, console, palmari ecc rende di più che cercare l’oro in Africa e salva l’ambiente

Ottimizzazione topologica

Rubrica: Ottimizzazione topologica nella progettazione meccanica

Titolo o argomento: Introduzione all’ottimizzazione topologica

L’ottimizzatore topologico è un software di simulazione che opera costruendo un modello matematico che descrive la rigidezza di un componente partendo da una geometria di riferimento. Simulando il funzionamento del componente, attraverso procedure iterative, il software in automatico individua il materiale non necessario e procede alla sua eliminazione. Il risultato è una nuova geometria che sfrutta al meglio il materiale e che ottimizza le prestazioni, la rigidezza ed il peso del componente.

Ringrazio il mio caro amico Filippo
(Fleet Operations Manager presso Sixt rent a car)
per il prezioso spunto.

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L’ottimizzatore topologico è un software che permette di ottimizzare la forma di un componente
stravolgendo i canoni stilistici tradizionali e spostando ancora più in alto il livello tecnico e
prestazionale del prodotto. Brembo è all’avanguardia su questo campo.

Accordo di segretezza: attenzione ai furbi

Rubrica: Sogni il tuo brevetto?
Titolo o argomento: L’accordo di segretezza deve essere completo e controfirmato in ogni sua parte

Circa un anno fa ho avuto contatti con un’azienda di medie dimensioni che opera nel settore dell’elettronica. Si trattava di un incontro di lavoro in cui dovevo proporre un nuovo prodotto da immettere sul mercato. Trattandosi di un primo appuntamento introduttivo non erano presenti con me due miei amici (fidàti avvocati) tuttavia il titolare mi propone di raccontargli le mie idee assicurandole tramite un “Accordo di segretezza”.

Dopo aver letto tale accordo tra le parti, non trovando nulla a mio sfavore, ingenuamente, decido di firmare e iniziamo a parlare delle mie idee. Fortunatamente il titolare si rivela immediatamente una persona saccente, ascolta poco, si distrae per le sue video conferenze, non lascia parlare, dice di sapere già tutto, di aver capito tutto, di aver fatto tutto… Ho detto fortunatamente perchè l’accordo seppur non contenendo parti truffaldine, ometteva, quindi non riportava, un paragrafo molto importante.

L’Accordo di segretezza è nullo nel caso in cui non si scriva l’oggetto del dialogo. Insomma se non indicate nell’accordo firmato di cosa state parlando, non state in realtà proteggendo alcuna idea. Ma non solo, in simili casi risulta più che necessaria la controfirma anche di un testimone (meglio se di un avvocato esperto in materia di protezione dell’ingegno e brevetti).

Per sua sfortuna, ma per mia fortuna, il titolare dell’azienda di elettronica è un tipo che ha valicato da parecchio i confini della presunzione. Perchè per mia fortuna? La morale è che ho potuto proporre le mie idee alla concorrenza con ben altri risultati e, il soggetto saccente, è rimasto indietro in un ramo in cui risulta chiaro che rimanere indietro non è consentito.

Inserite sempre nei vostri “Accordi di segretezza” l’oggetto della vostra discussione, date insomma un titolo alle vostre idee e fatevi accompagnare da un avvocato anche al primo appuntamento (per quanto possa sembrarvi superfluo) perchè i furbi sono ovunque e per fortuna molto spesso sono tanto furbi quanto ignoranti.

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L’Accordo di segretezza deve essere completo di una breve descrizione dell’idea
da proteggere e controfirmato da un testimone (meglio se da un avvocato esperto in materia).

Rapporto tra diametro valvola, alzata valvola e fattori correlati

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa | Le domande dei lettori

Titolo o argomento: Rapporto tra diametro e alzata valvola
Rispondendo a: Alfista340
Rapporto tra alzata e diametro valvola

L’alzata della valvola è direttamente legata al diametro della valvola stessa. Generalmente in fase di progettazione si adottano alzate che corrispondono al 35% del diametro della valvola in questione, nel caso di motori a 2 valvole per cilindro, oppure che corrispondo al 30% del diametro della suddetta valvola nel caso di motori 4 valvole per cilindro. Questo vale sia per l’aspirazione che per lo scarico. Si tratta di un dato che generalmente non viene ricavato da una precisa formula ma che è stato ricavato in laboratorio per vie sperimentali adoperando un particolare strumento che si chiama flussometro (dal nome è già possibile immaginare di cosa si tratti).

Brevi cenni sulla relazione tra alzata valvola e rendimento volumetrico

Aumentando l’alzata della valvola effettivamente si aumenta leggermente il rendimento volumetrico ma, oltre un certo limite (che si verifica per l’appunto al flussometro) non si hanno più vantaggi e, anzi, si ha lo scompenso di dover realizzare appositi intagli sul cielo dei pistoni (questo sia per le maggiori alzate raggiunte sia per il maggiore incrocio* al punto morto superiore) per evitare collisioni pistone-valvole. Questi intagli generano due tipi di svantaggi: peggiorano la combustione (strettamente legata al rendimento termico) e peggiorano la pulizia della camera di combustione.

Relazione tra alzata valvole e molle valvole

Da un punto di vista “organico” aumentare l’alzata delle valvole genera uno stress non indifferente nelle molle delle valvole stesse con la conseguenza che si devono usare molle con un carico maggiore. Questo ci “regala” maggiori perdite meccaniche oltre ad una lunga serie di inconvenienti legati alla struttura delle molle delle valvole che è inutile citare. Nel bilancio quindi si può verificare una perdita meccanica tale da non giustificare la scelta di una maggiore alzata e quindi il relativo miglioramento del rendimento volumetrico.

Brevi cenni sulla relazione tra alzata valvole e fasatura

Riguardo al legame tra l’alzata delle valvole e la fasatura è necessario sottolineare che, in caso si desideri arrivare a fasature particolarmente lunghe e spinte, bisogna allungare le rampe di alzata** onde evitare accelerazioni eccessive non sopportate dalle molle delle valvole. Per permettere al motore di “respirare” correttamente però si è obbligati ad aumentare ulteriormente l’alzata delle valvole ed il diametro dei condotti. Inutile dire che ciò porta un enorme svantaggio ai bassi regimi di rotazione in cui il motore non riesce ad “esprimersi”.

V-tech

Il sistema V-tech di Honda è una soluzione eccellente ai problemi sopra citati in quanto, seppur con un sistema molto complesso, genera una differenza sia di fasatura sia di alzata valvole tra i bassi, medi ed alti regimi adeguando così la respirazione del motore ad ogni situazione e permettendo di raggiungere la tanto agognata potenza specifica di oltre 120 cavalli litro su un motore aspirato…

Link interessanti

Calcolo diametro valvola asp. su motori 2 valvole per cilindro
Calcolo diametro valvola asp. su motori 4 valvole per cilindro
Calcolo diametro valvole di scarico

Note

*L’incrocio è quell’intervallo in cui le valvole di aspirazione e scarico sono contemporaneamente aperte.

**Allungare la rampa di alzata significa far alzare completamente la valvola lungo una durata in gradi di rotazione dell’albero motore maggiore. In soldoni evitare di alzare la valvola tutto d’un botto con un’accelerazione logorante per gli organi meccanici interessati.

Risultato sondaggio: Come salveresti la produzione Fiat in Italia?

Come promesso, ecco ciò che è emerso dal sondaggio “Come salveresti la produzione Fiat in Italia?”  Sono arrivate diverse email con pensieri personali che però non riportavano alcuna soluzione. Il tema era “Come salveresti la…” non “Cosa pensi di…”, ovviamente non sono valide per questo sondaggio. Su altre email era evidenziata l’importanza dell’adeguamento del costo del lavoro. Si tratta però di un tema il quale, secondo gli esperti, è sì importante ma costituisce solo la punta di un iceberg. Il Professor Attilio Celant dell’Università La Sapienza di Roma fa notare durante un’intervista che sarebbe necessario rivedere una lista ben più vasta di fattori: dalle strategie aziendali ai piani industriali, dal rapporto qualità prezzo dei prodotti all’innovazione tecnologica, dai consumi all’ecocompatibilità dei prodotti, infine, per ultimo ma non meno importante, il fattore competitività con la concorrenza che oggi più che mai è agguerrita.

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Facciamo notare come tra Gennaio e Novembre 2010 il mercato automobilistico cinese abbia registrato una crescita del 32%, quello statunitense una crescita dell’11% mentre l’Europa sia andata verso un calo del 5% e la Fiat in particolar modo del 16%.

Forma differenziale

Rubrica: Officina della Matematica

Titolo o argomento: Definizione di forma differenziale lineare

Si definisce forma differenziale lineare in due variabili l’espressione:

a(x,y) dx + b(x,y) dy

Dove le funzioni “a” e “b” sono i coefficienti della forma differenziale. Se tali coefficienti sono funzioni continue (o di classe C1) allora la forma differenziale si dirà continua (o di classe C1). Possiamo considerare la “forma differenziale” semplicemente come un’estensione del concetto di funzione matematica a più variabili.

Una forma differenziale viene chiamata “ω” ed è definita su un insieme aperto di Rn (per intenderci R è lo spazio ad una dimensione, R2 è lo spazio a due dimensioni, R3 è lo spazio a tre dimensioni); essa ha una dimensione (chiamata k) che può essere minore o uguale a n ovvero alla dimensione dello spazio euclideo Rn che la contiene. Una forma differenziale può anche essere chiamata k-forma.

L’interesse riguardo le “forme differenziali” risiede nel fatto che si può effettuare l’integrale della forma differenziale stessa su un qualsiasi oggetto geometrico (es. curva, superficie, volume) di Rn. Ovviamente lo spazio euclideo Rn e la forma differenziale (o k-forma) devono avere la stessa dimensione, ovvero n=k.

Una 1-forma è pertanto integrabile su una curva, una 2-forma è integrabile su una superficie ed una 3-forma su un volume.

Assetto da neve: gomme più larghe o più strette?

Rubrica: Assetto da neve

Titolo o argomento: Sulla neve meglio gomme larghe o strette?

Solitamente si tende a pensare che un pneumatico più largo sia “sempre” migliore e quindi in ogni condizione, in ogni situazione. Non è esattamente così. I pneumatici con un’elevata area di contatto a terra hanno diversi svantaggi: aumentano i consumi di carburante, tendono al galleggiano sull’acqua (favoriscono cioè l’acquaplaning) e sono assolutamente inadatti sulla neve. Certo molti inconvenienti si sono ovviati con l’ausilio dell’elettronica ma rimanendo sul lato fisico del discorso è facile dimostrare quanto segue:

Ammettiamo di avere a disposizione un’utilitaria con una massa di 960 kg la quale scarica a terra ipoteticamente 500 kg all’avantreno (ovvero 250 kg per ruota, circa 2500 Newton) e 460 kg al retrotreno (ovvero 230 kg per ruota, circa 2300 Newton).

Ammettiamo che la superficie di contatto a terra di ogni pneumatico di tale utilitaria sia di 20 cm2 (ovvero 2000 mm2).

La pressione “P” di contatto tra il pneumatico anteriore (ad esempio) e l’asfalto vale:

P = Forza/Area = (N/mm2) = 2500 N / 2000 mm2 = 1,25 N/mm2

Se invece il pneumatico in questione avesse un’area di contatto a terra doppia e quindi di 40 cm2 (ovvero 4000 mm2) la pressione varrebbe:

P = Forza/Area = (N/mm2) = 2500 N / 4000 mm2 = 0,625 N/mm2

Viene da sé, ed è facile immaginare, come un veicolo con pneumatici più larghi, su bagnato o neve, perda più facilmente il contatto a terra rispetto ad un veicolo di pari massa che monta pneumatici più stretti. Non a caso le vetture da rally, quando sono settate per la neve, montano pneumatici di larghezza pari a circa la metà di quelli adottati sui tracciati d’asfalto.

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In assetto da neve una vettura da rally monta gomme larghe circa la metà di quelle da asfalto

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Innovare l’istruzione in Italia. La nostra proposta

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Adeguare l’istruzione ai tempi

Spesso le proposte per cambiare la scuola arrivano da persone con una certa età che vedono, come soluzione ai problemi attuali, metodi che sarebbero senz’altro stati validi ai loro tempi… ma non oggi. Lo svantaggio della scuola italiana è la presentazione di contenuti oramai vecchi, obsoleti. Le nostre scuole dovrebbero essere il primo passo per la formazione e l’avviamento dei giovani al mondo del lavoro. Al contrario sento ancora parlare di professoresse che letteralmente assillano i ragazzi con la preparazione di una moltitudine di capitoli sui Promessi sposi, sulla Divina commedia e sui testi di storia. Con tutto il rispetto per queste opere che meritano ammirazione credo tuttavia che si tratti di un errore iperbolico.

Sebbene si tratti di opere importanti, sarebbe meglio che professori e professoresse li citassero durante le loro lezioni a mo’ di racconto, assicurandosi che i ragazzi stiano ascoltando, magari con qualche domanda su quanto appena spiegato… ma assolutamente senza far perdere pomeriggi e settimane per imparare canti, capitoli o altro a memoria annoiando e sfruttando male le capacità dei giovani di acquisire concetti e metodi.

La nostra proposta

In breve la nostra proposta prevede l’aggiunta di diverse materie (trattate ovviamente in modo semplificato) che servano ai giovani per rendersi conto in anticipo del mondo nel quale si riverseranno una volta conseguito il diploma.

Aver passato interi pomeriggi (settimane) sui capitoli di storia ad imparare a memoria paragrafi, capitoli, appunti dimenticati puntualmente il giorno successivo all’interrogazione (inutile negare che così va a finire ogni volta) a poco serve alla società se poi un ragazzo non sa cosa sia un bonifico, una distinta, una licenza, un tasso d’interesse, un fondo comune, un’operazione in banca, una sanatoria, un permesso per aprire un’attività, la camera di commercio, la Confartigianato, la Confindustria, la Confcommercio, l’ufficio del catasto, gli uffici finanziari, un marchio, un brevetto, un laboratorio di artigianato, una tecnologia per la produzione di un bene o servizio, l’impresa giovanile, l’intraprendenza, le tecnologie della comunicazione, il marketing, il branding, le tecnologie per l’ambiente, l’educazione finanziaria, le tecnologie per i trasporti, la scienza moderna, lo scopo della matematica, i sistemi ed i mercati finanziari, l’economia domestica…

I ragazzi escono dalle scuole superiori e non sanno che fare.  Questo perchè nessuno insegna loro ad inseguire le proprie passioni, i propri interessi, le proprie capacità. Il più somaro della classe viene martorizzato con la lezione di antologia ma nessuno pensa che magari potrebbe essere il migliore della classe se gli si affidasse una fresatrice o un tornio da legno. La poltrona preferita dalla prof. di italiano potrebbe averla costruita a mano proprio un ragazzo come lui…

Altri ragazzi poi si iscrivono per forza all’Università pensando che così otterranno un posto di lavoro sicuro (oggi non è più vero) quando magari hanno il talento per fare molto di più con la loro intelligenza e creatività. Basterebbe solo aggiornarli sul mondo che li circonda e gli strumenti che hanno a disposizione.

Per approfondire poi i temi storici e culturali c’è sempre la volontà di ognuno di noi quando la sera ci sediamo a leggere un buon libro. L’interrogazione assilante non serve proprio a nulla, non oggi. Non più…

Insomma i Promessi sposi li abbiamo già studiati ora per cortesia andiamo avanti… Offriamo ai giovani conoscenze e metodi per organizzare una società con il minor tasso di disoccupazione possibile.

Note

Presso le scuole superiori in Svizzera si studia persino il modo migliore di mandare avanti una casa, la raccolta differenziata ed i metodi per vivere meglio l’ambiente domestico. Essere carente su materie di questo genere  può persino portare alla bocciatura dello studente tanto sono tenute in considerazione.

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