Ci vuole un estraneo per capire

Rubrica: Spunti
Titolo o argomento: Quando un’azienda ha bisogno di cambiare

A volte le migliori modifiche ad un’azienda le può proporre una persona totalmente estranea al lavoro che si svolge. Una sorta di osservatore esterno. Certo per mettere in pratica tali modifiche occorre il personale specializzato di sempre… e ci mancherebbe! Tuttavia ho trovato molto curioso come le osservazioni mosse da estranei ad un settore siano incredibilmente stimolanti e utili. Se sei un tipo sveglio puoi catturare i messaggi nascosti in simili osservazioni e renderti conto di importanti dettagli che l’abitudine di vedere le cose dall’interno non ti fa più vedere.

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L’iPad è un oggetto magico…

Osservazioni sull’iPad: tra prodotto e marketing

Che l’iPad abbia un notevole fascino è evidente ed innegabile. Che l’iPad abbia un prezzo competitivo è altrettanto evidente e strategico. Che l’iPad sia un ottimo prodotto per chi compra e chi vende è pura genialità.

Fascino

Presto potresti acquistare il nuovo Apple iPad… in moltissimi casi più per curiosità e per il fascino della scoperta che per vera utilità. E’ proprio qui la trovata geniale. Essere in grado di realizzare un prodotto attrente in grado di sedurre anche i più precisi, pignoli e parsimoniosi clienti oppure quelli che magari non sapranno usarlo ma desidereranno averlo (fidatevi, esistono anche questo genere di clienti). Lo osservi e le prime cose che ti attraggono sono la linea filante, pulita, liscia, sottile, semplice. Lo schermo brillante. La scocca in metallo ed il giusto peso, se fosse troppo leggero darebbe l’impressione di fragilità e di scarsa affidabilità, se fosse troppo pesante sarebbe scomodo, un peso, un impiccio.

Prezzo competitivo

Esiste una filosofia nel mondo del digitale secondo la quale al lancio di un nuovo prodotto i prezzi sono alti, talvolta eccessivi e non giustificati da aspetti tecnici. Successivamente poi osserviamo un costante calo del prezzo che ci invoglia nel fare il passo che potremmo non aver voluto fare inizialmente. Apple sceglie un’altra strada: prezzo costante nel tempo, definito secondo i loro canoni fin dal principio, mercato dell’usato ottimo, ridotta svalutazione dei suoi prodotti nel tempo. Non male, davvero non male…

Ottimo prodotto per chi compra e per chi vende

Sì l’iPad non è un ottimo prodotto solo per voi, lo è per chi compra ma anche per chi vende. Un prezzo abbordabile sin dall’inizio è frutto di un’accurata ed abile strategia di marketing. Comprerai l’iPad e dopo pochi secondi, non appena lo avrai sballato e ammirato lo accenderai, vivrai l’emozione del brillante schermo a led e ti preoccuperai dopo il primo utilizzo di mantenere lo schermo pulito e protetto da urti accidentali. Sentirai insomma il bisogno di acquistare una custodia. Nuovo acquisto che potresti fare addirittura il giorno stesso del ritiro del prodotto nel caso desiderassi aprirlo subito. Successivamente l’espandibilità del prodotto ti porterà alla scoperta di incredibili applets da aggiungere per personalizzare le funzioni del tuo iPad. I tuoi acquisti continueranno. Il tuo rapporto con Apple continuerà.

Magia

E’ proprio vero quanto espresso nel video di presentazione dell’iPad presente sul sito ufficiale Apple. La magia sta nel fatto che ci si trova davanti ad un prodotto del quale non conosci i limiti, del quale non sai cosa ti saprà offrire un domani… e questo soprattutto grazie alla possibilità di implementare circa 150.000 Applets su un dispositivo dalla forma, dalla linea e dai materiali affascinanti.

In conclusione

Io credo che iPad sia veramente un prodotto geniale ma quello che volevo sottolineare in questo articolo è la genialità complessiva dell’idea e di tutto ciò che la circonda. Apple ancora una volta manifesta grandi capacità creative, grande tendenza ad innovare, grande abilità nel percorrere quei passi in più che fanno la ‘differenza’ e grande abilità nel diffondere prodotti di prestigio che hanno spesso prezzi superiori alla concorrenza ma  che vengono presentati in un modo alquanto accattivante: la commerciabilità dei prodotti usati Apple è notevole, l’arricchimento con accessori acquistati in un secondo momento è a vostra discrezione e questo vi rende tanto golosi quanto liberi.

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Bielle in ghisa

Rubrica: Materiali e motori

Titolo o argomento: Bielle in ghisa

Le bielle destinate ai motori stradali sia diesel che benzina sono realizzate in ghisa grigia sferoidale e sono ottenute per fusione. Queste oltre ad essere facilmente lavorabili hanno buone caratteristiche meccaniche adatte a soddisfare i primi accenni di sportività dei motori montati sulle piccole vetture stradali. Impiegate per regimi di rotazione non superiori ai 7.000-7.400 giri/min sono assolutamente inadatte a motori di medie e grandi sportive. In particolare, nei motori diesel i quali lavorano a regimi di rotazione decisamente più bassi dei benzina, vi è la possibilità di asportare una parte di materiale del cappello di biella per meglio equilibrare la parte alterna.

Maggiori informazioni sul sito Automotive & Motorsport di Ralph DTE: www.ralph-dte.net

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Stai impazzendo per compilare codice php, html, javascript, css?

Un utility per compilare automaticamente codice php, html, javascript, css? Sì esiste!

Se non devi progettare un intero sito ed hai bisogno che un sistema automatico compili il codice per te sulla base delle tue indicazioni… Beh allora ecco il sito che fa per te.

HTML BASIX (htmlbasix.com)

Un semplice esempio: Banner rotante per forum phpbb3 in pochi secondi

Se hai bisogno di un banner rotante da inserire nel tuo forum phpbb3 (in alto o in basso), ti sarà sufficiente selezionare nella casella centrale in alto (Choose a generator) la voce ‘Banner rotator’. Dopodiché inserisci tutti i dati che ti vengono richiesti (automatismi, temporizzazione, dimensioni banner, link alle immagini che saranno contenute nel banner). Infine sarà sufficiente seguire le istruzioni incluse nel pannello di controllo dell’amministratore del forum phpbb3 o suggerite dal sito HTML BASIX per aggiungere il codice ottenuto (ovvero andate all’interno del pannello di controllo  su: Stili > Template > File Template > overall _header.html e aggiungete il codice ottenuto da HTML BASIX nella posizione indicata.

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Stereoscopy: Anagliphic stereographic viewing

Rubrica: Stereoscopy -4-
Titolo o argomento: Metodi per realizzare immagini stereoscopiche

Ci sono numerosi modi per presentare immagini stereoscopiche al vostro pubblico. Queste includono le immagini “freeform”, gli anaglifi, i display polarizzati ed infine le immagini stereoscopiche ottenute da sistemi automatici o più precisamente dagli “Automated shutter systems”. Gli ultimi due metodi sono decisamente costosi e affatto adatti a lavori “fai da te” pertanto, inizialmente, approfondiremo i primi due metodi.

Anagliphic stereographic viewing

Il più popolare metodo per ottenere immagini stereoscopiche consiste nella realizzazione di ‘Anaglifi’. Questo sistema si appoggia, oltre che su una particolare composizione video che vedremo tra poco, sull’uso di economici occhialini con lenti colorate per poter completare l’effetto. Più precisamente lente rossa per l’occhio sinistro, lente ciano per l’occhio destro (attenzione ‘ciano’ e non blu come spesso si pensa).

 Creare un anaglifo è piuttosto semplice. E’ sufficiente copiare il canale del rosso dell’immagine ripresa con la videocamera a sinistra nel canale del rosso dell’immagine ripresa con la videocamera a destra sostituendo l’orginale. Si indossano gli occhialini e l’illusione è fatta. Lo scopo delle lenti colorate negli occhialini è quello di filtrare in modo opportuno la composizione dei canali di colore dando la sensazione di osservare un’unica immagine.

I prerequisiti fondamentali sono la conoscenza di programmi per l’editing ed il compositing video (molto noto in questo settore è Shake), conoscenze inerenti l’uso dei ‘canali RGB’ (Red Green Blue), nozioni di base sulla composizione del colore ed infine aver posizionato due videocamere (o fotocamere)  identicamente regolate tra loro e perfettamente parallele (mai convergenti se non desiderate offrire spettacolari mal di testa ai vostri spettatori) con un interasse tra gli obiettivi di 5-10 centimetri. Le vostre prove e la vostra esperienza faranno il resto.

Note

Se state costruendo degli occhialini artigianali per questo effetto 3D, e non riuscite a trovare una pellicola ‘ciano’ per l’occhio destro, potete anche utilizzare una pellicola blu. Sappiate però che otterrete un constrasto alterato dell’immagine.

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Stereoscopy: Come funziona l’effetto stereoscopy
Stereoscopy: Freeform Stereoscopic Viewing
Stereoscopy: Anagliphic stereographic viewing

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Tra i lati positivi degli anaglifi c’è senz’altro l’economicità, d’altra parte però c’è
l’impossibilità di ottenere profondità piuttosto accentuate.

Se ho una macchina sportiva la devo tirare altrimenti si rovina?

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili -21-

Titolo o argomento: Se ho una macchina sportiva la devo tirare altrimenti si rovina?

Assolutamente non è vero. Si tratta di una leggenda metropolitana. O meglio è importante fare una distinzione. Nei motori 2 tempi, dove l’olio che lubrifica il cilindro (o i cilindri) arriva con la miscela, andando a giri bassi si verifica quello che in gergo si chiama smagrimento. Per questa ragione molti scooter 2 tempi vengono carburati in maniera eccessivamente grassa dalle case costruttrici; si tenta di evitare che procedendo piano nel traffico si possano verificare dei grippaggi.

Al contrario in un motore 4 tempi, nel quale la lubrificazione è si legata al regime di rotazione ma è ottenuta mediante un circuito completamente separato da quello di alimentazione, non esiste alcun vincolo nell’uso del motore stesso ad andature ridotte. Sia esso un motore di 55 cavalli o uno di 550 cavalli. Se durante il rodaggio di una vettura sportiva è fondamentale seguire i consigli riportati dalle case nel manuale di uso e manutenzione, in seguito nessun problema tecnico ti impedisce di utilizzare la vettura come una comune utilitaria nonostante una cavalleria più alta. I problemi che si possono verificare procedendo a giri troppo bassi e quindi facendo girare meno la pompa dell’olio (messa in movimento dall’albero motore)  diminuendo portata e pressione di lubrificazione, sono gli stessi per un 1100 da 55 cavalli così come per un 5000 da 550 cavalli. Ovvero ad una minore lubrificazione corrispondono maggiori attriti e usura di bronzine, fasce elastiche e quant’altro… Ma questo vale per qualunque motore non solo per quelli sportivi.

E’ invece vero che se si tiene un motore fermo troppo tempo questo potrà essere soggetto all’usura di diversi componenti e subire dei danni da ossido, paraoli che si seccano, umidità che entra dal filtro dell’aria e dalla marmitta, viti che si ‘cementano’, parti in gomma che si crepano, liquidi di raffreddamento e lubrificazione che si alterano, ecc… Comunque sia anche questo genere di disordini non sono legati alle prestazioni del mezzo e si verificano in ogni genere di motore anche se si trattasse solo del tagliaerba a scoppio.

L’auto elettrica è la soluzione in ogni caso?

L’auto elettrica andrebbe abbinata al fotovoltaico…

Dice Horacio Pagani (Papà della Pagani Zonda) in una curiosa intervista pubblicata su TopGear che per il momento la soluzione dell’elettrico potrebbe non essere realmente la soluzione più ecologica. Perchè? Per un motivo banalissimo in fondo. Utilizzare un’auto elettrica in un paese che non predilige le fonti di energia rinnovabili significa solo delocalizzare il problema inquinamento. Mi spiego meglio. L’Italia, come è noto a chi si è documentato, per le energie rinnovabili e pulite e quindi per il fotovoltaico, l’eolico, le biomasse, le correnti marine… è davvero indietro. E’ pertanto inutile acquistare una vettura elettrica desiderando per principio di inquinare meno quando poi la sera, attaccando la spina per effettuare la ricarica, prenderemo energia da una enorme centrale a carbone magari realizzata in Amazzonia. Sposteremo l’inquinamento che assilla le nostre città in un’altra parte del pianeta. Come dargli torto? In fondo cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.

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Nell’immagine la presa di ricarica delle vetture puramente elettriche della TESLA. Tale azienda oggi è sicuramente la migliore sul pianeta. Ha realizzato e omologato vetture che vantano velocità di punta da vera sportiva (oltre 210km/h), tempi di ricarica incredibilmente rapidi (2 ore la ricarica rapida), e autonomie con elevatissimi chilometraggi (oltre 350 km). Questo prodotto, abbinato ad un impianto di ricarica fotovoltaico, sarebbe il massimo del massimo attualmente.

Tecnologia ad infrarossi per l’edilizia

I problemi edili sono spesso nascosti e quasi impossibili da individuare. Grazie alla tecnologia ad infrarossi è però possibile rilevare rapidamente sprechi energetici, infiltrazioni, fuoriuscite d’aria, umidità, isolamento non corretto e problemi elettrici.

La tecnologia moderna infatti mette a disposizione un particolare strumento in grado di rilevare tutti gli inconvenienti appena elencati, si tratta della “termocamera ad infrarossi“. E’ in grado di fare un’ispezione non distruttiva dell’intera abitazione in ogni punto, anche il più difficile da raggiungere. Non distruttiva significa che tramite gli infrarossi è in grado di vedere attraverso i muri, (senza dover effettuare lavori a “caso” con gli ingenti problemi che ne conseguono in termini di spesa, di tempo e calcinacci inutili) e rilevare il calore emesso verso l’esterno dall’abitazione. Ma non solo…

Gli strumenti più moderni della categoria sono in grado di generare automaticamente un report in pdf con le immagini e i dati da voi rilevati, sono inoltre in grado di farvi realizzare delle annotazioni vocali e di collegarsi in wireless al computer per il download di tutti i dati. Nulla sfuggirà ad un vostro attento controllo.

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Nell’immagine è possibile osservare un tecnico che effettua un rilevamento
delle aree di un edificio dal quale fuoriescono quantità eccessive di calore.
In Rosso ovviamente le zone che lasciano passare abbondanti quantità di
calore e in blu le zone che non manifestano dispersioni energetiche.
Immagine tratta da una ricerca sul web. Se siete i proprietari del diritto d’autore dell’immagine,
potete chiederne la rimozione o indicarci il copyright da specificare. Image taken from research
on the web. If you own the copyright of the image, you can request its removal or indicate the
copyright to be specified.

Progettare supercar: mercato e compromessi

Ci sono diversi modi, più che altro logiche, attraverso le quali si può dar vita ad una supercar. Una volta tali logiche erano pure. Questo significa che quando si pensava ad una vettura dalle prestazioni altamente sportive e quando poi la si progettava, si pensava esclusivamente all’aspetto tecnico della vettura ed alle emozioni che essa poteva offrire durante la guida o semplicemente osservandola. I tempi poi sono cambiati, si è scelto di dare una grande priorità alle esigenze di vivibilità del mezzo e agli sfizi atti a soddisfare le persone che possono permetterseli. Quindi si è iniziato a progettare vetture prestanti e allo stesso tempo ricche di accessori inutili per una sportiva purosangue. Del resto vetture di un certo calibro vengono acquistate da persone con ampie possibilità economiche che spesso non ricercano prodotti senza compromessi, bensì prodotti ricchi di compromessi:

  • Deve correre tanto ma non devo fare rumore se parcheggio la sera davanti un lussuoso ristorante. Così è nato il sistema che la Ferrari usa per silenziare gli scarichi sotto un certo numero di giri e aprirli sopra tale regime. Un dispositivo tecnicamente più che inutile ma realizzato per vendere una vettura a chi può permettersela, e chi può permettersela vuole questo. Logico che la Ferrari si adatti altrimenti non venderebbe.
  • Deve sembrare la F1 di schumacher ma deve avere gli interni in pelle, l’aria condizionata, finiture in legno, l’impianto stereo di alto livello, i sedili riscaldati che all’occorrenza praticano sfiziosi massaggi…
  • Deve avere l’aspetto di una vettura del campionato FIA-GT ma non deve farmi sentire le buche e le sconnessioni dell’asfalto, deve essere bassa ma non toccare sotto se vado in città…
  • Deve dare l’idea che sono un grande intenditore di auto da corsa ma con le stesse gomme deve tenere la strada in condizioni di forte caldo, clima temperato, pioggia, freddo invernale.
  • Deve avere oltre 100 cavalli litro, un motore esasperato e generoso ma non deve mancare lo scaldavivande integrato nel cruscotto… un pò come realizzare la vettura più leggera e potente da schierare in pista e poi metterle la zavorra.

L’attuale stadio di rovina delle supercar sta nel ricercare potenze sempre più elevate ed elettroniche sempre più sofisticate per poterle gestire. Le attuali supercar sono molto guidabili anche da persone che tutto sono fuorchè abili piloti.

  • Devono avere ormai potenze prossime ai 600-700 Cavalli e un’elettronica in grado di bypassare un guidatore che in effetti non è un pilota e che, per di più, sta guidando su una normale strada con tutti gli imprevisti annessi.
  • Devono avere un sistema frenante da vera F1 e tanti controlli che operino sulle scelte di chi guida perchè con tali sistemi frenanti diventa davvero difficile decelerare mantenendo il mezzo stabile anche se si prendono imperfezioni dell’asfalto o si fa l’errore di sterzare.
  • Devono essere “troppo in tutto” e avere un valido rimedio ad ogni eccesso.

Tecnicamente, progettualmente e dinamicamente una delle vetture migliori sotto ogni punto di vista rimane ancora oggi la Ferrari F40, una vettura dal motore di dimensioni contenute, dalle prestazioni brillanti, dall’aspetto cattivo e spartano e, a detta di tanti tester, una delle vetture più guidabili tra quelle in grado di superare egregiamente i 300km/h. Ebbene se la Ferrari F40 fosse in vendita oggi, sarebbe un totale fallimento sotto il punto di vista economico. Le persone che economicamente potrebbero permettersela non la sceglierebbero perchè sarebbe ritenuta scomoda, poco rifinita, scarsamente accessoriata, con un abitacolo che non sembra un cockpit di un aereo, interni per nulla fashion e, cosa da non sottovalutare, avrebbe “numeri” troppo piccoli o comunque non sufficienti per poterli sfoggiare durante una chiacchierata: solo 3.000 centimetri cubici, solo 478 cavalli, solo 8 cilindri… Infondo solo una vettura che fa capire se chi la guida è un vero pilota o un normale guidatore. E’ strana la vita, ci sono appassionati purosangue che farebbero ballare certe vetture ma, ironia della sorte, simili vetture sono destinate ad altri.

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Splendido esemplare di Ferrari F40 LM
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