Stereoscopy: Freeform Stereoscopic Viewing

Rubrica: Stereoscopy -3-
Titolo o argomento: Metodi per realizzare immagini stereoscopiche

Ci sono numerosi modi per presentare immagini stereoscopiche al vostro pubblico. Queste includono le immagini “freeform”, gli anaglifi, i display polarizzati ed infine le immagini stereoscopiche ottenute da sistemi automatici o più precisamente dagli “Automated shutter systems”. Gli ultimi due metodi sono decisamente costosi e affatto adatti a lavori “fai da te” pertanto, inizialmente, approfondiremo i primi due metodi.

Freeform Stereoscopic Viewing

Si tratta del sistema in assoluto più semplice ed economico per realizzare immagini stereoscopiche. E’ un metodo piuttosto curioso sul quale potrebbe persino venire da ridere. Si tratta infatti di affiancare due immagini apparentemente uguali ma che sono state riprese con il metodo descritto nei precedenti articoli di questa rubrica (vedi i link correlati in basso), ovvero fotografate con una doppia macchina fotografica che abbia un interasse tra i due obiettivi il più possibile simile a quello degli occhi umani*.

Successivamente, non sto scherzando, dovreste incrociare gli occhi… Sì, come se stesse facendo gli scemi… Dovete incrociare gli occhi fino a che le due immagini che avete affiancato (siano esse su carta o sul monitor del computer) non risultino sovrapposte. Aspettate qualche istante che il cervello si adatti alla insolita esperienza visiva, dopodiché noterete un inaspettato senso di profondità dell’immagine. La terza dimensione, la profondità, risulterà alquanto marcata**.

Ovviamente il lato sfavorevole è che la situazione la potete protrarre solo per pochi istanti e non è appetibile per guardare un film. Diciamo che è più un modo di giocare e di far vedere ai vostri amici qualcosa di curioso. Il costo? Ovviamente zero se l’effetto è realizzato digitalmente.

*In alternativa, se si sta lavorando mediante software 3d è sufficiente impostare due camere che riprendano la scena in modo parallelo tra loro e con una distanza tra gli obiettivi compresa tra i 5 ed i 10 centimetri.

**Difetti nella vista possono impedire la riuscita di questo curioso esperimento.

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I materiali delle fasce elastiche o segmenti

Rubrica: Materiali e motori

Titolo o argomento: Fasce elastiche o segmenti

La funzione delle fasce elastiche è di assicurare la tenuta dello stantuffo ai gas di combustione. Il meccanismo che assicura questa funzione non è la pressione elastica della fascia come si può immaginare dal nome. Essa infatti ha la pura funzione di assicurare un modesto precarico che la mantiene premuta contro la canna del cilindro in condizioni di depressione nel cilindro stesso. La vera azione di tenuta è effettuata dalla pressione dei gas i quali premono assialmente dall’alto contro la faccia inferiore della cava e contemporaneamente, insinuandosi dietro di essa, la spingono radialmente contro la canna. Le forze in gioco sono elevatissime e ben superiori a quelle elastiche della fascia. Si ha così una fascia che si auto pressurizza in proporzione alla pressione da contenere.

Il materiale più utilizzato per la realizzazione di fasce elastiche (o segmenti) è la ghisa grigia ad alto tenore di silicio e grano molto fine. Nel caso di fasce molto sollecitate si utilizza una ghisa nodulare oppure acciaio al CrMoV o, ancora, sinterizzati (polvere di acciaio, Nichel e Molibdeno).

Maggiori informazioni sul sito Automotive & Motorsport di Ralph DTE: www.ralph-dte.net

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Limiti di successioni – Convergenza

Rubrica: Una frase per teorema

Titolo o argomento: Limiti di successioni

Perchè si studiano?

Sono utilissimi quando si vanno a calcolare aree per mezzo degli integrali.

Cosa sono?

Una successione è una legge che ad ogni numero naturale “n” fa corrispondere uno e un solo numero reale an.

Posso vedere un esempio “grafico”?

La successione an ha un limite che si chiama “a” (“a” è un numero reale), qualunque sia il margine che scegli intorno ad “a” (a-ε; a+ε) esiste un indice ν (nelle immagini sotto prima ν=5 e poi ν=7) tale che per n>ν (quindi per n>5 oppure per n>7 nel caso dopo e quindi ad esempio per a5,9 oppure a7,5 nel caso dopo), an rientra nell’intervallo: ana-ε<an<a+ε.

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In pratica?

In pratica esiste un indice ν (ni) che se viene superato da n allora la successione an cade dentro l’intervallo a-ε;  a+ε pertanto risulta vero che “a” è il limite di “an”.

I materiali dei pistoni per motori da competizione

Rubrica: Materiali e motori

Titolo o argomento: Pistoni da competizione

Nei pistoni confluiscono la funzione di tenuta della corona (che porta le fasce di tenuta e le raschia olio) e la funzione di guida svolta dal sottostante mantello cui è collegato lo spinotto che trasmette le forze all’imbiellaggio. La corona, dovendo permettere il corretto funzionamento delle fasce di tenuta, e cioè il passaggio dei gas destinati a pressurizzarle, non deve toccare le pareti del cilindro durante il funzionamento, ma conservare rispetto ad esse (anche a caldo) un certo gioco atto a lasciare una adeguata area di passaggio per i gas verso le fasce. Questa condizione è così importante che in pistoni ultra corti da competizione, che per forza di cose usano anche la corona come struttura portante, si è soliti effettuare una sagomatura a margherita proprio sulla corona al fine di ottenere questo importante effetto di pressurizzazione sulle fasce.

Oltre alle leghe di alluminio, in questo campo, è frequente l’utilizzo di leghe di magnesio. Sono più leggere (di quelle utilizzate per i motori stradali) avendo una minore densità: 1,8 kg/dm^3 anziché 2,7 kg/dm^3. Tuttavia il maggior coefficiente di dilatazione termica ed una minore resistenza complessiva, obbligano a fare uso di Zirconio (aumentando quindi i costi) come elemento di alligazione.

Maggiori informazioni sul sito Automotive & Motorsport di Ralph DTE: www.ralph-dte.net

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L’imprenditoria cambia, la pubblicità pure

Curiosa l’idea di un signore del nord Italia. Disponendo di alcune camere in più a casa sua, ha deciso di acquistare delle keywords su Google per pubblicizzare il suo Bed & Breakfast. Risultato? Tutto prenotato per i prossimi 3 anni.

Prenotato da chi?

La stragrande maggioranza dei clienti sono stranieri ed è proprio su di essi che questo imprenditore desiderava puntare. Il suo metodo pubblicitario basato sull’acquisto di keywords in effetti funziona poco in Italia (per certi settori) ma funziona egregiamente all’estero.

Cosa significa acquistare delle keywords?

Significa acquistare delle ‘parole chiave’ (in questo caso su Google) che ti permettono di essere tra i primi della lista quando viene effettuata una ricerca su uno specifico argomento. Per taluni settori vi è ormai l’abitudine di effettuare delle ricerche su prodotti e servizi tramite i motori di ricerca e infondo pensateci bene: quando effettuate una ricerca, pur essendoci migliaia di fornitori del servizio che desiderate, quante volte andate oltre la terza pagina propostavi da Google?

Questo meccanismo pubblicitario basato sull’acquisto di keywords non è una vera novità, negli Stati Uniti è già largamente diffuso da anni.

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I materiali dei pistoni per motori stradali

Rubrica: Materiali e motori

Titolo o argomento: Pistoni stradali

E’ fondamentale che i pistoni siano realizzati con materiali aventi buone caratteristiche meccaniche, un’elevata resistenza alle alte temperature, bassi valori di dilatazione termica ed un peso contenuto ovviamente. Nei motori stradali si utilizzano leghe di alluminio contenenti: Al-Si-Mg e AlCuMgSi. La presenza del silicio è fondamentale per migliorare la colabilità della lega e ridurre la fragilità da ritiro.

I vantaggi dell’impiego dell’alluminio rispetto a ghisa e acciaio si traducono in una maggiore facilità di dispersione del calore con conseguente possibilità di incrementare i rapporti di compressione ed ottenere quindi prestazioni più elevate a parità di cilindrata. Inoltre l’impiego dell’alluminio offre un minore attrito con le pareti dei cilindri. Aumenta pertanto anche il rendimento meccanico. Infine la maggior leggerezza permette di ridurre le inerzie e poter quindi aumentare il regime di rotazione del motore. Vantaggi non da poco!

Maggiori informazioni sul sito Automotive & Motorsport di Ralph DTE: www.ralph-dte.net

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Evoluzione del metodo di guida sportiva

Dalla nascita della Formula1 a oggi sono cambiate le piste, il modo di progettare le auto e, cosa fondamentale, il modo di guidarle. Negli anni lo stile di guida si è adattato alla bontà del progetto di ogni vettura e alla sua esasperazione agonistica.

Tanto per intenderci sarebbe oggi impossibile effettuare anche un solo giro di pista “al limite” con le attuali formula1 senza il controllo di trazione. L’intero autoveicolo è interamente progettato tenendo conto di questo fondamentale ausilio.

In passato i nostri genitori ammiravano la guida spettacolare di Gilles Villeneuve e Rene Arnoux che davano letteralmente spettacolo in pista. Nonostante le potenze delle F1 Turbo fossero addirittura superiori alle attuali F1 aspirate le macchine erano meno raffinate (specie aerodinamicamente) e, in molte situazioni, era più facile intuire il limite del mezzo e quando questo avrebbe perso aderenza. Questo spiega i continui sovrasterzi, le sportellate e le staccate ognuna diversa dall’altra. Oggi se solo si verifica un’avaria del controllo elettronico di trazione, il pilota può fare i salti mortali ma dopo pochi giri esce di gara: gli basta pizzicare un pelo di più il gas e la vettura si tramuta in un oggetto inguidabile e impossibile da domare. Ho voluto proporvi i video di seguito per farvi vedere come oggi si sia arrivati ad una guida in pista estremamente pulita, quasi disegnata al computer.

Come si guidava una volta

Come si guida adesso

Esame istruttore di guida sicura: 20 crediti formativi universitari

Rubrica: Diventare istruttore di guida sicura/guida in pista -2-

Titolo o argomento: 20 crediti formativi universitari

Di seguito vi riporto un riferimento interessante ad una scuola (forse l’unica in Italia) di guida sicura destinata a chi desidera diventare istruttore. Il corso è a cura di ASC Automotive Safety Center (http://www.pista-asc.it/it). Informandosi sulle caratteristiche del corso si può osservare che non si tratta di stare seduti in macchina per un lungo periodo di tempo come molti spererebbero. Altresì si tratta di studiare rigorosamente diverse materie tecniche e scientifiche tra le quali troviamo anche:

Percezione del pericolo.
Comunicazione.
Dinamica del veicolo.
Casistica degli incidenti stradali.
Elementi di teoria del traffico e segnaletica.
Ulteriori 4 ore di lezione inerenti la tecnica di guida.
Attività in pista (abilità pratiche alla guida di un veicolo opportunamente strumentato e al simulatore Veicoli pesanti) presso ASC.

Ed ancora:

Unità didattica 1 – Elementi basici di Matematica.
Unità didattica 2 – Elementi basici di Fisica (cinematica, dinamica, elettrologia).
Unità didattica 3 – Elementi basici di Chimica e sicurezza nei trasporti (idrocarburi, trasporto materiali nocivi, asfalti).
Unità didattica 4 – Elementi di Teoria del Traffico e Segnaletica.
Unità didattica 5 – Psicologia nel traffico e la percezione (tempi di reazione).
Unità didattica 6 – Eziologia degli incidenti stradali.

Attenzione non è una scuola di guida sportiva in pista nè tantomeno una scuola per diventare istruttori per piloti. Non confondete la guida sicura con la guida sportiva.  Si tratta di due scuole ben diverse. Sebbene siano due cose prettamente legate tra loro, imparare a guidare in modo sicuro su strada non vuol dire imparare la tecnica di pilotaggio nella sua vasta estensione tecnica. Quella che manca in Italia è la scuola per diventare istruttori per giovani leve che desiderano diventare piloti…

Estensione del concetto di “Arte e artista”

Vorrei estendere, secondo un parere del tutto personale, il concetto di arte. A mio avviso si può allargare la definizione di arte e artista a tutti coloro che mostrano spiccate ed esasperate abilità in un qualunque campo anche se esso è moderno e non vanta una particolare storia o cultura. In fondo la storia la si fa giorno dopo giorno.

Non è forse un artista ad esempio l’artigiano che realizza un prodotto fuori dal coro completamente a mano? Potrebbe trattarsi ad esempio di una moto le cui finiture sono realizzate in metallo battuto come solo un mastro fabbro sa fare. Certo, nel caso di una moto, si tratta di un tecnico o di un gruppo di tecnici, ma il lato artistico è senza dubbio dimostrato con il passaggio da un’idea, una fantasia, al modello vero e proprio funzionante nel quale confluiscono le doti e le abilità di ogni singolo uomo che vi ha partecipato. Non è certamente alla portata di tutti, esasperare la propria passione fino a farne un’arte… un’arte dal contenuto tecnico ma un’arte.

Non è forse un’artista colui che realizza il comò che fa impazzire la vostra ragazza? E’ o non è un’artista chi è riuscito a creare delle immagini suggestive correggendo il colore di quello che ora è il vostro film preferito? Che dire di chi esaspera la propria tecnica di guida fino a partecipare ad un mondiale di rally o di motociclismo facendo perno su finezze sconosciute ai comuni mortali che il suo cervello riesce ad elaborare in modo diverso dalla massa? Quando le capacità costituiscono una rarità e conferiscono particolare abilità a mio avviso denotano un carattere artistico: c’è una dote e ci sono ammiratori di tale dote che ne apprezzano le forme, le sfaccettature e la beata rarità.

Partendo dagli strumenti a disposizione in passato per la scultura, la pittura, l’architettura, siamo arrivati ad avere oggi centinaia forse migliaia di strumenti per esprimerci al massimo su ciò che vogliamo comunicare ad un mondo sempre più interconnesso globalmente.

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Fotogramma tratto dal film “Fuori in 60 secondi” con Nicholas Cage. La correzione del colore della scena è piuttosto evidente e serve a coinvolgere ed appassionare maggiormente lo spettatore accentuando in questo caso il senso di passione per la velocità. Le scene con gradazione più fredda degli ordinari polizzeschi non trasmettono sensazioni aggiuntive oltre a quelle della suspance nella ricerca dei criminali perchè questo è quanto viene richiesto sia dal regista che dallo spettatore. La scelta di gradazioni più fredde nel secondo caso non è assolutamente casuale.