Crisi, edilizia società e cultura -1-

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: Pausa riflessiva e idea di ripresa

Una nostra indagine approfondita condotta da un’appassionata (del nostro team)  di organizzazione aziendale e comunicazione, ha ottenuto come risultato che il motivo preponderante alla base del rallentamento del mercato edile delle nuove costruzioni, non è dato da un fattore provienente dall’edilizia stessa ma, come avrete ormai capito, dal sistema bancario Italiano ed Europeo.

Nel momento in cui ottenere un mutuo oppure ottenerlo ad un tasso decente, è risultato impossibile, è iniziata la brusca frenata dell’edilizia sebbene il desiderio di investire sulla casa ci fosse eccome! La cosa sconvolgente è che ciò si è verificato in un momento che non era affatto di crisi per l’edilizia (non sto considerando le imprese soggette a cattiva gestione e comportamenti opportunistici). Le vendite crescevano e non avevano ancora ragiunto il picco che segnala l’inevitabile discesa cui è soggetto un mercato quando viene saturato.

Significa che in molti chiedevano nuove case, in molti chiedevano un mutuo, in molti lo volevano rinegoziare e vendere la propria casa per realizzare il sogno di una casa migliore, più comoda e soprattutto in periferia. Era cresciuto nella cultura italiana il desiderio di staccare la spina la sera e uscire dalla città per ritirarsi nella casetta in periferia. Naturalmente ciò non vale per tutti ma il cambiamento riguardava prevalentemente chi prediligeva tali scelte.

Molti mutui non sono stati concessi. Molte famiglie, che puntavano sul vendere la loro casa ad una coppia di sposini senza troppe pretese, hanno dovuto rinunciare alla rinegoziazione del mutuo e ai progetti che avevano ritirato in cantiere. Molti giovani non sono riusciti ad acquistare (senza offesa per loro ovviamente) una semplice casa di 50mq al prezzo eccessivo che costano perchè le banche non gli hanno concesso una percentuale un pò più alta di mutuo sull’intero valore dell’abitazione. Molti altri giovani invece si sono lasciati andare e hanno preso un pò troppe cose a rate: auto, moto, scooteroni, home theatre, vacanze, ecc. senza desistere e sacrificarsi da un lato per ottenere la casa; le troppe rate insieme non hanno permesso loro di ottenere il mutuo ad esempio. Molti giovani hanno incertezza sul lavoro (è sempre esistita) chi per sfortuna, chi per scarsa serietà dei datori di lavoro, chi per negligenza e scarso impegno nello studio o nella specializzazione, chi per colpa degli stimoli sempre minori che arrivano dalle scuole. Altri frequentano l’università convinti che guadagneranno di più e non perchè amano un lavoro e ci mettono la passione con il desiderio di approfondirlo e specializzarsi per fare “MEGLIO”.

Insomma un insieme di fattori socio-culturali uniti a comportamenti opportunistici delle banche e di chi ha permesso loro di superare i limiti, ha delineato una crisi la quale, come un cane che si morde la coda, è colpa di più parti. E’ impensabile che ogni singolo soggetto desideri avere tutto e, cosa peggiore, desideri avere tutto senza compiere uno sforzo.

Da che mondo e mondo le leggi della fisica insegnano che la legge valida nell’universo circa il lavoro è data dalla nota relazione L=F*S ovvero il lavoro è dato dalla relazione direttamente proporzionale di una forza moltiplicata per uno spostamento. -Se vuoi spostare una lavatrice dalla cucina al bagno devi spingerla applicando la tua forza e spostarla ad esempio per 8 metri lungo il percorso di casa- Vi sembrerà strano ma per ottenere una qualunque cosa, la logica corretta “sarebbe” questa… Così è. Così sarà per sempre. Ma allora come si può sperare di prendere macchina alla moda, moto o scooterone (se non entrambi), gingilli elettronici, cellulare multifunzione, vacanze, sprechi e sperperi e poi dire: non sono riuscito ad ottenere un mutuo? Questi sono molti dei casi che si sono verificati in Italia.

Ma nel rispetto della vostra intelligenza e, per fortuna per la società, non sono tutti i casi esistenti. Infatti siete in molti ad essere dei grandi lavoratori che si sono impegnati e spezzati letteralmente di lavoro e sacrifici per vedersi poi negata la possibilità di un mutuo vantaggioso o rinegoziarlo. E’ incredibile, è inaccettabile se siamo il paese che si vuole vantare di avere La Ferrari, La Ducati, La Moda, Le imprese… L’Italia potrebbe essere di più, ma rischio di andare fuori tema. Il vero cuore dell’Italia è fatto da voi, voi che siete impiegati e prendete il treno per raggiungere il vostro lavoro e fare il vostro dovere da anni, da voi che vi alzate la mattina presto per un’altra giornata di sudore, da voi che siete il miglior elettricista della zona, il miglior idraulico, il miglior medico, il miglior professore a scuola o all’università, da voi che vi mettete la tuta da operaio e rischiate la vita su impalcature o in mezzo alla strada, da voi che saldate d’estate sul rovente ponte di una nave a 50° Centigradi minimo di temperatura, da voi che aprite il vostro negozio o negozietto senza sapere se questo mese lavorerete o andrete in perdita ma comunque ce la mettete tutta… e scusatemi per tutti coloro che ho tralasciato.

L’Italia vera è questa ma non si vede, perchè ci sono i programmi idioti in televisione, ci sono mode stupide, ci sono esempi senza valore per dei giovani che potevano essere e avere di più… E oggi si parla di crisi. La crisi è sempre frutto di un comportamento maturato nel lungo perdiodo antecedente il botto che fa notizia. La crisi era iniziata molto tempo prima che lo dicesse il telegiornale.

Che cos’è la cartolarizzazione dei mutui

In Italia migliaia di famiglie cercano di rinegoziare il proprio mutuo, ma perchè trovano ostruzioni? Un terzo dei mutui concessi in Italia è stato cartolarizzato. Cosa significa? In parole più che semplici per far meglio comprendere a chiunque, significa che le banche cedono il tuo mutuo o meglio i crediti alle società per la cartolizzazione incassando così immediatamente la somma prestata e cedendo la rata a tali società.

Questo implica che con grandi difficoltà si può negoziare un mutuo perchè il cliente della banca non ha la possibilità di cambiare gli accordi tra la banca e la società per la cartolarizzazione.

Viene da chiedersi: è un’operazione consentita e trasparente? La risposta è sì. Non ci sono leggi che prevedono che il cliente debba essere informato di tali operazioni ma in caso si presentasse in banca per richiedere una rinegoziazione, si troverebbe davanti una bella bega.

In Italia è successo ad un terzo di coloro che hanno un mutuo e la cifra totale dei mutui cartolarizzati si aggira intorno ai 70 miliardi di euro.

Crisi: i guadagni facili

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: Cosa successe con i bond argentini spiegato in termini semplici

  • Ammettiamo che una nazione abbia bisogno di un aiuto economico perchè ha dei debiti e cerca un ritorno di capitali per tamponarli come meglio può.
  • Ammettiamo che esista una cassa comune (fondo monetario internazionale) alla quale tutti gli stati possano accedere in caso di situazioni di crisi.
  • Ammettiamo che l’Argentina fosse in crisi all’epoca, ma anche in un periodo antecedente lo scandalo dei Bond e che non potesse accedere al fondo internazionale perchè aveva già un altro debito da sanare prima di ottenere un nuovo prestito.
  • Ammettiamo che l’interesse per i prestiti sul fondo monetario internazionale fosse stato all’epoca del 6,45% (ovvero l’Argentina doveva restituire al fondo internazionale, il suo debito più il 6,45% annuo)
  • Ammettiamo che l’Argentina, sapendo bene questo, abbia emesso dei titoli che voleva vendere alla gente offrendo un vantaggioso interesse del 25%.
  • L’Argentina che convenienza avrebbe avuto a prendere dei soldi dalla gente per poi restituirli con addirittura il 25% di interesse, se poteva prenderli dal fondo monetario internazionale restituendoli con il 6,45% di interesse?

Risposta. L’Argentina sapeva bene che non avrebbe restituito nulla alla gente, nè il capitale investito, nè tantomeno gli interessi. L’argentina sapeva che non avrebbe potuto accedere al fondo monetario internazionale nuovamente senza aver pagato il precedente debito.

Cosa ne deriva. Molte persone sono corse dietro i guadagni facili… I guadagni facili a mio avviso non esistono o se ci sono non funzionano. Gli investimenti migliori non hanno mai interessi così alti e così facilmente realizzabili. Possibile che non venga alcun sospetto?

Da cosa deriva. Un gesto disperato per tentare di salvare una nazione dal fallimento, nessuno poteva immaginare che una intera nazione fallisse; è successo. Io credo (ma non sono un esperto, mi informo solo e con tutti i miei limiti) che sia dovuto anche a tutta una serie di fattori legati con il resto del mondo ed i grandi squilibri economici tra nazioni.

Perché questo esempio? Questo è uno dei tanti esempi che si potevano fare a posteriori per trattare il tema dei “momenti di crisi economica”. Ognuno di questi articoli (crisi, prima parte; crisi, seconda parte; ecc.) sta a significare che dietro un botto improvviso segnalato dai giornali, esistono diversi fenomeni che si muovono ogni giorno e che noi il più delle volte ignoriamo interessandoci ai problemi solo quando ormai sono davanti a noi.

Cosa sono i titoli di stato? Approfondisci

Questo articolo è una sintesi semplificata richiesta da alcuni lettori per comprendere un meccanismo.

Crisi: Brevi valutazioni sulle amministrazioni

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: Le amministrazioni

Esiste una gerarchia aziendale molto semplice e allo stesso tempo molto poco conosciuta da chi non studia economia. Facciamo un esempio, ipotizziamo esista una società di capitali: ovvero a responsabilità limitata, con la società avente una propria personalità giuridica e con il potere di amministrazione dissociato dalla qualità di socio. La struttura dei piani alti è la seguente:

  • Si parte dagli organi di proprietà.

  • Scendendo agli organi di amministrazione (con potere esecutivo).

  • Ancora più giù gli organi di controllo (che sorvegliano sull’amministrazione della società ed il rispetto delle leggi e della contabilità).

  • Per arrivare agli organi di direzione (traducono in direttive i piani espressi dall’amministrazione).

Uno dei problemi principali è dato dal fatto che l’organo di proprietà, assume degli amministratori altamente specializzati al fine di perseguire, non il massimo profitto, bensì la massima crescita dell’azienda. Gli amministratori vengono raramente sostituiti proprio per il loro possesso di enormi conoscenze ed esperienza.

Nel caso in cui gli organi di proprietà non abbiano l’esperienza e le conoscenze tali da verificare la bontà dell’amministrazione, si verifica un problema (molto diffuso) di separazione tra proprietà e controllo. Significa che gli amministratori sono liberi di seguire le strade che preferiscono e che, in alcuni casi, possono portar vantaggio ai soli amministratori. Tali comportamenti sono chiamati sui migliori testi di economia: “Opportunistici”.

Abbiamo scritto questo articolo per far capire come i fattori in esso espressi siano complici di una situazione di crisi. Ma perchè? Perchè le scelte dell’amministrazione sono tali da influire sull’economia nazionale di un paese, basti pensare alle conseguenze che una serie ripetuta di errori può portare su un numero esteso di dipendenti…

  • Ammettiamo che l’amministrazione per contratto, come quasi sempre accade per essere maggiormente stimolata alla crescita aziendale, si possa avvalere di un ritorno economico percentuale sul risultato aziendale.

  • Ammettiamo che la gestione dopo un certo periodo sia stata caratterizzata da errori o incompetenze con conseguenze importanti per la società.

Questo può portare a diverse conseguenze tra le quali:

  • Le uscite utilizzate per pagare la cattiva amministrazione portano ad un ulteriore aumento delle perdite.

  • I tempi che intercorrono tra il momento in cui la società inizia a perdere ed il momento in cui capisce che la situazione è grave, sono spesso troppo lunghi.

  • Nel possbile cedimento della proprietà ad un nuovo proprietario che apporta capitali, possono essere distorti i valori del bilancio (in base alle varie normative: fiscale o civilistica) facendo apparire situazioni più floride. In tal caso l’amministrazione riesce ad ottenere comunque una elevata retribuzione, andando ad aggravare le perdite e portando la società verso l’inevitabile implosione.

  • Andando a modificare il bilancio si “possono” (o meglio non si può, ma tecnicamente è fattibile) emettere più azioni sul mercato (essendo la loro emissione proporzionale all’andamento aziendale), ma trattandosi di una mistificazione, di un falso in bilancio, le azioni emesse non sono valide. Si tratta quindi di emissione di azioni fasulle, fraudolente.

Ma come mai, vi chiederete, la proprietà non manda via questo genere di amministrazioni? La risposta è molto semplice: perchè la gente è abituata a vedere il negozio in cui va a fare compere dove in moltissimi casi può parlare con una figura che è il proprietario dell’attività;

Nelle società il proprietario non è un’unica persona ma un insieme, alle volte molto esteso, in cui i proprietari, ad esempio, potrebbero incidere ognuno per l’1% al massimo. Vedi GM. La General Motors con un capitale sociale di diversi miliardi di dollari in tutto il pianeta, ha una proprietà talmente estesa che l’azionista più grande non supera l’1,5%. Questo comporta la possibilità per gli amministratori di comportarsi come meglio credono essendo molto difficile rinominarli. Perchè? Perchè per rinominarli è opportuno che il 50+1% degli azionisti sia d’accordo nel farlo, inoltre è talmente costoso intraprendere una tale azione di convincimento nei confronti dei soci, che generalmente e preferibile vendere le proprie azioni e cambiare società.

Valutazioni sull’acquisto di un’auto -3-

Influenza della società

Non farò esempi perchè ognuno ha la propria automobile preferita e, trovare grandi critiche sull’auto preferita o per la quale si sono fatti enormi sacrifici, può equivalere a ferire l’orgoglio di una persona. Nei Blog riservati a questo tipo di argomenti, si scatenano veri e propri conflitti tra persone che sono convinte di sapere tutto e che nei post si insultano perchè feriti nel proprio orgoglio da chi gli dice che non si è trovato bene con lo stesso mezzo che da un altro viene elogiato. Al giorno d’oggi dire che l’acquisto di un’auto sia stato un errore equivale a dire: “Sei un incapace, non sei stato in grado di, sei un fesso, non ci sai fare, non hai gusto, non capisci nulla”. O cose del genere…

Perchè? Semplice, perchè nella nostra società ormai è radicato il concetto :”Dimmi che auto hai e ti dirò chi sei!” Ovvero l’auto oggi rappresenta un elemento fondamentale per presentarsi in questa società.

Un esempio chiaro. Vi racconto l’ultimo esempio. Premesso che io sono immune alle mode ed all marketing, premesso questo, vi posso dire che una volta acquistai una Fiat Regata Weekend 2000 diesel (senza il turbo). Era messa malino e la pagai poche centinaia di migliaia di lire. Gli amici mi criticarono perchè tenevo una Clio 1.8 16v (replica fedele della Clio Coppa o coupè se volete dal francese) del campionato Renault Sport ferma in garage quando andavo al mare e preferivo uscire nelle mie domeniche con la Regata che ritenevano squallida. Ora a me poco importava questo. Il mio motivo era l’utilità. Andare al mare con la macchina da corsa avrebbe fatto scena come volevano i miei amici, ma non era per fare scena che la comprai. La Regata, pur essendo un 2000 (basta con la fissazione che le cilindrate maggiori consumano di più delle piccoline, non è vero), percorreva ben 25 km con un litro pesando solo 1100kg (un pò leggerina per essere una familiare in effetti). Inoltre la guida di quell’auto mi rilassava: il volante grande, tanto spazio, il rumore di un camion, il portellone che si apriva in due parti…. Che divertimento.

Conclusioni sul fattore società. I miei amici non volevano salire in macchina e si vergognavano, io mi divertivo da matti. A cosa mi sarebbe servito seguire gli standard della società? A spendere di più, a fare le cose solo per far vedere che…, a fare il buffone con la macchina da corsa, a voler sembrare quello che non sono e, ripeto, a spendere soldi inutili che la società mi avrebbe obbligato a spendere. Ma se poi mi fossi lamentato che il denaro non bastava mai, con chi me la sarei duvuta prendere? Con la società o con me stesso? Io la macchina da corsa preferisco guidarla in pista (www.ralph-dte.net) o a passeggio dopo il lavoro… Bello sentirla ronbare di potenza quasi a scocciarsi che stia andando piano.

Aspetto economico. Stesso concetto vale per chi si indebita per comprare l’auto più “vistosa o tamarra” del vicino. Sono guerre perse in partenza soprattutto se si pensa al costo delle opportunità ossia a quello che avrei potuto fare con i soldi buttati per l’auto, se li avessi utilizzati nel miglior impego alternativo. Link all’articolo molto interessante sul costo delle opportunità

Ora capite meglio l’esigenza di questo BLOG di saper fondere discorsi apparentemente differenti.

Valutazioni sull’acquisto di un’auto -2-

Rotture programmate

Eh  già perché forse non tutti sanno che le rotture che avvengono su un’auto (a parte quelle causate da noi) sono già state programmate dalla casa madre per rendere attivi i centri assistenza. Ogni casa sa quante ore di vita avrà l’alternatore o la pompa dell’acqua o la vostra frizione o ancora la cinghia di distribuzione, il climatizzatore, le piccole parti in plastica… la lista è immensa.

In poche parole non esiste l’auto perfetta ed è impossibile conoscere tutti i fattori usati per produrla. Un bravo meccanico, un motorista, un preparatore esperto, potranno curarla meglio, sceglierla meglio, ma sicuramente non potranno evitare, nè prevedere, quei difetti di cui sono dotate tutte le vetture in circolazione.

Conoscere il funzionamento di buona parte dei componenti di un’auto ci aiuterà senz’altro a capire se quello che si mostra ai nostri occhi in concessionaria, in officina o durante una prova su strada è stato ben fatto in funzione del compito da svolgere.

Si chiamano rotture programmate e permettono alla casa di mantenere un rapporto di spesa con il cliente che perduri nel tempo. Non avete mai fatto caso al fatto che la maggior parte dei ricambi che andate a chiedere presso un’officina autorizzata sono sempre disponibili?

Continua…

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Valutazioni sull’acquisto di un’auto -1-

L’appassionato non si accontenta

Cosa si valuta di un’auto quando la si acquista? Le prime cose che saltano alla mente sono sicuramente la “linea”,  la “spesa iniziale” ed i “consumi”. Ma è realmente ciò che serve sapere? Se si è normali utenti e si predilige l’uso del veicolo unicamente come mezzo di spostamento magari solo per la città o per fare qualche giretto durante il fine settimana; in tal caso la risposta è sì. Potete acquistare la vostra utilitaria e percorrendo solo 5.000-10.000 km all’anno raramente avrete problemi.

Ma se siete appassionati di motori e desiderate il massimo dal vostro veicolo in termini tecnici, tecnologici e di affidabilità, e questo è il vostro gusto più grande, allora la scelta di una nuova automobile è tutt’altra cosa e si allontana nettamente da tutto quanto la pubblicità propone.

Ma sappiamo davvero cosa stiamo acquistando?La realtà è molto nascosta a meno che non si conosca:

  • Il processo di produzione di un veicolo

  • La qualità dei materiali impiegati

  • La qualità dell’assemblaggio e delle finiture

  • La logica con cui tutte le componenti vengono assemblate

  • La qualità delle parti costituenti il gruppo motore-cambio

  • La bontà di sospensioni, sterzo, telaio…

  • Come vengono disposte le varie componenti

  • Il funzionamento di tutte le parti che costituiscono un’automobile

  • La reale necessità di talune scelte tecniche utilizzate o scartate
  • Come sono state programmate dagli ingegneri della casa le varie parti per rompersi. Ossia di quali ricambi avrete bisogno nel tempo e quanto costeranno.

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Continua…

Moto scuola per veri amatori

Il 2 tempi ad elevata potenza specifica

Una delle moto che più fa scuola per imparare a pilotare moto superiori è…

L’Aprilia RS 250.

Perchè?

Non tutti sanno che la massa [kg] di una Aprilia RS 250 stradale o challenge è quasi pari a quella di una motoGP (degli anni in cui erano 1000cc). Una motoGP attuale (800cc) arriva a pesare anche una quindicina di chilogrammi in meno di una RS 250 stradale.

L’importanza di avere un peso ed un baricentro molto simili, sta nel fatto che si può avere un’idea dell’agilità e delle reazioni che può avere una moto così leggera. Ben diverse dalle reazioni che invece hanno moto stradali 750, 900 o 1000 ben più pesanti.

La lunghezza e l’ingombro laterale di un’Aprilia RS 250 sono anch’esse molto simili a quelle di una motogGP.

Naturalmente La piccola Aprilia stradale ha solo un terzo della potenza di una motoGP da 800 cc (se non di meno), quindi come dicevamo prima le uniche cose che si avvicinano e che posso dare l’idea di una motoGP sono solo l’agilità, il peso e l’ingombro (larghezza da carena a carena pressochè identiche).

“Sebbene sia molto poco” è comunque molto di più di una 4 tempi che vediamo sulle strade oggi e che ha elevate potenze ma dimensioni e pesi molto maggiori di una motoGP; basta solo che proviate a misurare a mano aperta la larghezza da carena a carena attraversando il serbatoio. Inoltre le 4 tempi stradali pesano molto ma molto di più e questo non da assolutamente alcuna idea di come sia veramente una motoGP.

Parentesi: Non sto dicendo che una piccola 250 sia il race replica di una motoGp e una 4 tempi stradale sia la replica di una superbike… -Ci mancherebbe- Voglio dire che una 250 2 tempi cattiva come L’aprilia RS due e mezzo ti predispone a portare meglio moto più grandi essendo, chi la guida, già abiutato a reazioni da sportiva di razza; mentre le moto 4 tempi stradali, a mio avviso (ma non è legge), mi sembrano moto pesanti, non abbastanza agili come vorrei, sicuramente con un’ottima trazione data dal peso che hanno, e con un ingombro tra le braccia un pò troppo generoso (anche se ultimamente si sono snellite molto). Una 4 tempi stradale è un ottimo race replica di una superbike però… E per un appassionato è difficile farne a meno.

Ma allora perchè la RS 250 non viene più prodotta e le 4 tempi stradali tendono ad emulare sempre più le motoGP?

Adeguare una moto 2 tempi alle rigide norme anti inquinamento attuali è molto, molto costoso. Con l’avvento della motoGP a 4 tempi il pubblico amante delle 2 tempi si è  ridotto e l’Aprilia non avrebbe un guadagno (con le poche vendite che realizzerebbe) tale da giustificare l’investimento per adeguare il potente motore di cui era dotata.

Risulatato?

  • Le corse oggi sono cambiate e sono diventate una vetrina dove far vedere la marca di moto che troverai in vendita nei saloni della tua città. In commercio non trovi “quasi” più il vero RACE REPLICA, ma un oggetto di marketing che tenta di simulare un prodotto ben più prestigioso come quello delle corse.
  • Se le case non vendono abbastanza moto stradali, cercano di farsi pubblicità attraverso le corse naturalmente…
  • Se la moto che vince e stravince nelle corse, non la puoi produrre in Race Replica per la strada, per via delle leggi (giuste ma non del tutto…), la togli anche dalle corse perchè stai facendo pubblicità a qualcosa che poi non venderai (errato… molto errato. Così perdi solo appassionati…)
  • Il campionato Challenge (ora si chiama Junior GP) italiano di Aprilia oggi prevede solo l’uso delle 125. Tutto il gusto era nelle 250 per quelli della mia età…
  • Era stata prevista la produzione della Aprilia RS 250 solo nella versione pista, ma è stata annullata anch’essa (foto sotto).
  • Nel motomondiale, Honda si ritirerà dalle compitezioni 2 tempi e quindi 125 e 250, credo proprio perchè non possono produrre il race replica (per mancanza di convenienza) e anche quando potevano non lo facevano.

Io invece credo che mezzi come l’Aprilia RS 250 siano unici e per veri appassionati, credo che ci siano moto 4 tempi straordinarie (ma possono esere la Replica di una splendida Superbike) ma che nel cuore dei più grandi appassionati non scomparirà mai l’ebrezza di spalancare il gas con una due e mezzo e sentire il vuoto in basso e l’ingestibile scarica di coppia improvvisa oltre un certo numero di giri…. Il vero pilota di talento imparava su moto così e doveva saper guidare moto così per essere considerato un talento… Tra pochi anni questa prova del motomondiale scomparirà ma spero vivamente che in Aprilia trovino il modo di farci girare con questi bolidi, almeno in pista in un bel Challenge 2 e mezzo tutto italiano. Io naturalmente mi rendo conto che Aprilia non può produrre solo una quarantina di esemplari all’anno, anche perchè in tal modo avrebbero costi eccezzionali, ma si deve trovare una soluzione o tra qualche anno ci ritroveremo a seguire sempre meno il motomondiale come accade oggi per la F1…