I mesi in cui escono le auto migliori dalle fabbriche

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili -18-

Titolo o argomento: I mesi in cui escono le auto migliori dalle fabbriche

Settembre Ottobre

Molti non lo sanno ma nessuna macchina che esce da una fabbrica è uguale all’altra. Nemmeno se parliamo dello stesso modello. Questo perchè i macchinari che vengono utilizzati per realizzarle hanno bisogno di essere revisionati, ricalibrati, ritarati, rimessi a puntino… Usate il termine che volete fattostà che hanno bisogno di “manutenzione”.

I mesi dell’anno utilizzati per questo scopo dalle fabbriche sono di norma i mesi estivi.  Ovvero il periodo nel quale le vendite subiscono una riduzione e ci si può permettere di fermare qualche linea di montaggio. Di fatto acquistare un’auto che sia stata fabbricata nel mese di Settembre/Ottobre da un vantaggio al cliente che desidera tenere lo stesso mezzo per molti, molti anni. Forse non tutti sanno che le automobili che escono tra le prime (migliaia) di una catena di montaggio revisionata ad hoc sono le migliori in assoluto dal punto di vista costruttivo e pertanto sono le più longeve e affidabili.

Se infatti non vi appartiene l’idea di cambiare l’auto ogni 4-5 anni (come invece chiederebbe il mercato) ma desiderate superare i 10-15 anni e magari, come me, vi affezzionane al vostro mezzo, beh allora vi auguro di trovare un venditore abbastanza paziente.

Un venditore che desideri realmente accontentarvi, prima dell’acquisto, vi può fornire il numero di serie del veicolo (per verificare se l’auto scelta appartiene ad una serie che è stata indicata dalle riviste specializzate come portatrice di qualche particolare difetto) ed il relativo mese di produzione. Molti venditori non lo sanno e potrebbero dirvi che tuttociò non è vero oppure dirvi che la vettura è stata prodotta nei mesi autunnali anche se così non è… Tuttavia esiste un’apposita documentazione che si può chiedere per verificare il tutto e che, i venditori più seri, vedendovi preparati, non dovrebbero esitare a fornirvi.

Purtroppo motore e automobile non è detto che vengono realizzati nello stesso periodo, in tal caso conviene richiedere il numero di serie ed il mese di fabbricazione di ciò che ci interessa sia più preciso e ben lontano dai limiti delle tolleranze costruttive: sto parlando del motore.

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Motorismo: Dimensionamento della testata – Parte quinta

Rubrica: Motorismo

Titolo o argomento: Il dimensionamento delle valvole di scarico

Prosegue dall’articolo: “Motorismo – Dimensionamento della testata parte quarta”

Nei precedenti articoli della rubrica “Motorismo”, inerenti la testata, abbiamo visto il lato aspirazione con relative valvole e condotti. Per dimensionare le valvole di scarico è sufficiente ridurre i valori ottenuti per le valvole di aspirazione di circa il 10÷15%. Una volta ottenute le dimensioni di tutte le valvole è fondamentale verificare che non siano troppo vicine tra loro né troppo vicine al bordo della camera di scoppio. Lasciare un margine, ovviamente, è opportuno per evitare rotture indesiderate. Nel prossimo articolo vedremo in una semplice sintesi la fase finale di verifica e correzione dei valori ottenuti.

Continua…

Maggiori approfondimenti alla sezione “Motorismo” della pagina “Motori“.

Cucina tipica italiana: La burocrazia

Burocrazia, ignoranza e un pizzico di furbizia.

Mescolare il tutto per bene e otterrete un tipico piatto italiano dal retrogusto amaro
Meglio sdrammatizzare prima di farvi leggere l’elenco che vi presento sotto 😀

Si tratta di una lista di documentazioni (da far preparare ad un geometra qualificato) e di spese (alcune delle quali davvero inutili) da sostenere semplicemente per acquistare un negozio in Italia. La lista diventa molto più lunga nel caso in cui il geometra scelto non sia adeguatamente qualificato e non si accorga di tutti i possibili errori fatti dagli uffici comunali sui loro incartamenti o dal venditore del negozio che magari ha apportato delle modifiche senza aver chiesto i dovuti permessi.

Se state per acquistare un negozio, mi raccomando, verificate prima che il venditore non abbia fatto qualche “modifichina” che a voi potrebbe costare caro…

Si tratta quindi di un cane che si morde la coda. La burocrazia è eccessiva in Italia ok, ma spesso è diretta conseguenza di operazioni eseguite dai cittadini senza autorizzazione.

Di seguito l’elenco che ha afflitto un nostro lettore: 

1. Documento DIA per richiedere al comune il permesso di montare un palo per sostenere un’insegna.

Pagamento al comune ed al geometra incaricato di compilare la richiesta.

2. Documento DIA per richiedere al comune il permesso di montare un’insegna sul palo indicato al precedente punto. (Non ne bastava uno?)

Pagamento al comune ed al geometra incaricato di compilare la richiesta.

3. Passaggio di proprietà locale uso negozio per commercio.

Pagamento documenti passaggio di proprietà al notaio incaricato

4. Pagamento 10% di tasse sul valore della rendita catastale dell’immobile.

5. Aggiornamenti al catasto sulla destinazione d’uso del locale in seguito ad errori commessi dal catasto stesso nella registrazione dell’immobile.

Ovviamente pagamento aggiornamento documentazione a carico dell’acquirente; voglio sottolineare che le tasse sopracitate servono per pagare un servizio che tra l’altro non funziona e che porta a pagare altre tasse a fronte degli errori commessi dal fornitore del servizio stesso.

6. Sanatoria per correggere distorsioni e incongruenze tra il disegno del negozio presente sulle planimetrie di catasto e ufficio tecnico del comune, ed il reale disegno dell’immobile spesso modificato da precedenti proprietari senza effettuare le necessarie richieste.

Pagamento della documentazione, necessaria a correggere l’errore, a carico del venditore. Per fortuna! Direte voi. Invece questa spesa è a carico del venditore a patto che voi conosciate la legge o che un onesto geometra che ha voglia di soffermarsi sulla questione vi informi opportunamente in tempo. Eh già perchè, molto spesso, il notaio non sa se quanto è scritto sulle planimetri combacia con la realtà.

7. Documento per richiedere al comune il trasferimento dell’insegna dal vecchio negozio a quello nuovo.

8. Documentazione per richiedere al comune il trasferimento dell’esercizio dell’attività nel nuovo locale.

9. Documentazione per richiedere al comune il permesso (sembrerà assurdo ma è così) di cambiare i vetri delle vetrine da opachi a trasparenti, cambiare battiscopa e mattonelle, aggiungere una targa accanto alla porta di ingresso.

10. Obbligo di costruire un bagno (con antibagno altrettanto obbligatorio) nel locale che andate ad acquistare nel caso quest’ultimo non ne sia provvisto e allo stesso tempo dovesse venire usato da voi con destinazione “negozio” oppure “ufficio” (Categorie C1).

Spesa che grava molto spesso sull’acquirente che scopre solo in seguito che è tenuto a farlo obbligatoriamente.

11. Spese extra per notaio/avvocato/geometra che vi informa approfonditamente circa i punti elencati fin’ora.

E non è tutto!

Se state acquistando un negozio perchè avete pagato l’affitto in quello precedente per molti anni e ritenete che non ne valga più la pena, l’elenco raddoppia:

Volete lasciare i cartelli, che descrivono dove vi trasferite, all’interno del precedente negozio?

Bene, occorre rivolgersi all’avvocato perchè la legge vi tutela ma il proprietario del precedente locale potrebbe opporsi e strapparvi i cartelli che avrete affisso sulle vetrine, con la conseguenza di rovinarvi la clientela. La legge vi tutela ma farsi tutelare sarà un costo in più. Potete comunque chiedere ingenti danni al proprietario del locale che avevate in affitto.

Sapete che se andate via da un locale in affitto che utilizzavate come negozio perchè il proprietario aumenta il canone mensile, avete diritto ad avere indietro ben 18 mensilità?

Sapete che se il proprietario del negozio che avevate in affitto decide di affittare ad un commerciante con la vostra stessa attività, vi deve altre 18 mensilità?

Note

Da notare inoltre l’esistenza di una legge che in sostanza rende nullo un passaggio di proprietà di un negozio (ad esempio) qualora venga effettuato senza aver prima redatto le necessarie sanatorie che correggono gli errori tra i disegni registrati presso il catasto e la planimetria reale del negozio che andate a comprare.

Articolo 40 della legge n.47 del 1985

Questo può accadere in particolar modo se andate a comprare un negozio che è stato modificato strutturalmente dai proprietari senza richiederne l’autorizzazione in comune. In tal caso ricordate che le Sanatorie sono a carico del VENDITORE e che se quest’ultimo dovesse rifiutarsi di farle o non le facesse nel modo corretto, vi ritrovereste a pagare negozio e passaggio di proprietà con la conseguenza che il passaggio sarebbe NULLO e potreste perdere tutto il denaro speso.

Tutto si fa, basta saperlo 😀

Ragione per cui vi informiamo su queste utili curiosità su questo blog. Abbiamo impiegato intere settimane per poter scrivere questo articolo e poterci informare su tutti i parametri che vi abbiamo elencato. Nonostante tutto l’elenco potrebbe essere aggiornato nei prossimi giorni.

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Motorismo: Dimensionamento della testata – Parte quarta

Rubrica: Motorismo

Titolo o argomento: Dimensionamento della testata – Parte quarta

Asse Condotti Aspirazione

Prosegue dall’articolo: “Motorismo – Dimensionamento della testata parte terza”

Il progettista deve cercare di tenere l’asse del condotto di aspirazione il più possibile rettilineo. Il motivo risiede nel fatto che importanti curvature causano altrettanto importanti perdite di pressione con conseguenze non da poco per il riempimento dei cilindri e per il relativo rendimento volumetrico del motore.

L’angolo di inclinazione dei condotti di aspirazione rispetto al cielo del pistone (ovvero la superficie piana nella parte superiore del pistone) dovrebbe idealmente essere zero. Tuttavia non essendo questo possibile, per ragioni geometrico-costruttive, si prende in considerazione un angolo tra l’asse della valvola e l’asse del condotto quanto più possibile vicino a 8°÷9°.

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Una volta dimensionate le valvole di aspirazione ed i relativi condotti (vedi i precedenti articoli della rubrica “Motorismo”) si passa alle valvole di scarico ed infine alle opportune verifiche che vedremo nei prossimi articoli.

Continua…

Maggiori approfondimenti alla sezione “Motorismo” della pagina “Motori“.

10 modi per perdere un cliente

Ecco a voi le dieci cose da NON fare

per avere cura dei vostri clienti:

  1. Dirgli un prezzo e quando poi si manifesta interessato, dirgliene un altro.
  2. Dirgli ogni volta che torna per acquistare lo stesso bene o servizio un prezzo differente e senza una valida spiegazione.
  3. Non seguirlo in ogni fase dell’acquisto.
  4. Non conoscere il prodotto che si sta vendendo. Non essere in grado di rassicurare il cliente sulla corretta scelta di un modello in relazione all’effettiva utilità che viene richiesta.
  5. Non ascoltare il cliente. Lasciarlo aspettare a lungo. Ignorarlo pensando che così diamo un “tono” all’attività (magari nell’illusione di essere “esclusivi” o semplicemente per strafottenza).
  6. Fare osservazioni circa la sua possibilità/impossibilità di acquistare un determinato prodotto (persino al giorno d’oggi succede in talune concessionarie o negozi di abbigliamento ad esempio…).
  7. Non mantenere una promessa. Non rispettare quanto illustrato da una promozione o da una pubblicità ambigua… Fare finti SALDI caricando il prezzo e poi scontandolo e tornando quindi allo stesso prezzo presente prima dei SALDI…
  8. Non ricordarsi di lui, qualora sia un cliente affezionato che torna di frequente al vostro negozio
  9. Non premiare la sua fedeltà con un’offerta dedicata solo ed esclusivamente a lui. Può trattarsi del tipico sconto che un commerciante/artigiano può fare ad un particolare cliente o rendergli un vantaggio offrendogli un particolare servizio per l’occasione (un’assistenza, tra le tante, gratuita…).

  10. Dargli sempre ragione… No, non mi sono sbagliato a scrivere 🙂 Dare sempre ragione al cliente è controproducente al giorno d’oggi. Non siamo più nell’epoca del perbenismo, il cliente non vuole sentirsi dire “sì giusto” a tutto (in tal caso si renderebbe conto di essere preso in giro). Il cliente vuole sapere come stanno le cose realmente e cosa più gli conviene. Poi ovviamente c’è sempre l’eccezione che conferma la regola…

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In men che non si dica arriveranno le feste Natalizie, mi raccomando scegliete i migliori negozi specializzati… 😀

Il Setup di un’auto di formula

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa
Titolo o argomento: Quante combinazioni sono possibili in un setup di un’auto di formula?

Considerando le 24 regolazioni possibili, ossia:

  1. Ride Height (o altezza vettura).
  2. Caster (o incidenza).
  3. Camber (o campanatura).
  4. Toe (o convergenza).
  5. Springs – Le molle.
  6. Damper low speed bump – La compressione dell’ammortizzatore a bassa velocità.*
  7. Damper high speed bump – La compressione dell’ammortizzatore ad alta velocità.*
  8. Damper low speed rebound – L’estensione dell’ammortizzatore a bassa velocità.*
  9. Damper high speed rebound – L’estensione dell’ammortizzatore ad alta velocità.*
  10. Damper piston – Il pistone dell’ammortizzatore.
  11. Damper pression – La pressione nell’ammortizzatore.
  12. Damper bump shimming – Pacchi lamellari che regolano il passaggio dell’olio in compressione.
  13. Damper needle.
  14. Damper rebound shimming – Pacchi lamellari che regolano il passaggio dell’olio in estensione.
  15. Roll center – Centro di rollio.
  16. Antidive – Antilift – Antisquat.
  17. Wings Setting – Angolo delle ali.
  18. Gurney Flaps (o smorzatore di turbolenze sul profilo alare**).
  19. Tires pressure – Pressione pneumatici.
  20. Antiroll bar – Barre anti rollio.
  21. Antiroll bar blades – I bracci che vanno dall’ammortizzatore alla barra antirollio.
  22. Antiroll bar blades position – La posizione dei bracci che vanno dall’ammortizzatore alla barra antirollio.
  23. Bump rubber – Tamponi di fine corsa degli ammortizzatori.
  24. Brake master cylinders – Il dimensionamento dei cilindri dell’impianto idraulico del sistema frenante.

Secondo la matematica con 24 parametri ci sono la bellezza di oltre 79 trilioni di possibilità, il numero esatto è: 79.766.443.076.872,5 di possibilità 😀 Per fortuna la maggior parte di queste possibilità non sono funzionali, pertanto ci si muove all’interno di un range molto ristretto dove il giusto setting è comunque molto difficile da trovare.

VIDEO IN REVISIONE

*Si intende alta o bassa velocità dello stelo dell’ammortizzatore. Quindi un urto (se così vogliamo chiamarlo) più o meno violento. Quando il pilota centra un cordolo, ad esempio, la velocità con cui la ruota spinge e quindi comprime l’ammortizzatore è molto maggiore di quando gradualmente entra in curva ed il mezzo si corica verso l’esterno.
**E’ la traduzione italiana che ho dato io dato che non ce n’é una ufficiale 🙂

Formula Student – L’ingegnere ottimizza sempre?

Rubrica: Formula Student -3-
Titolo o argomento: L’ingegnere ottimizza sempre?

E’ proprio il caso di dire che a volte gli ingegneri si complicano la vita

E’ il caso della Formula Student, la formula dedicata agli studenti di ingegneria delle principali facoltà del mondo che nutrono il desiderio di ideare, progettare, costruire, provare un’auto da corsa “fatta in casa”. Come ho spiegato nell’articolo dedicato alla logica del progetto Formula Student, nella realizzazione di questi mezzi da corsa, non contano solo la bontà del veicolo e del pilota, bensì anche l’ottimizzazione dei costi, il marketing ed il management…

Eppure presso un’Università italiana si è superato il budjet di ben 100.000,00 Euro per realizzare una vettura da Autocross. E non è tutto! Presso una facoltà tedesca, secondo alcune indiscrezioni,  si sarebbero spesi circa 400.000,00 Euro per realizzare una vettura da Autocross dotata della più strabiliante elettronica e delle migliori finiture possibili immaginabili. E non è tutto… motori dotati di turbocompressori o compressori alimentati elettricamente, frizioni robotizzate, sospensioni push rod, cambi sequenziali elettroattuati, scocche alleggerite realizzate in carbonio. Senza ombra di dubbio dei veri gioielli ma… all’anima dell’ottimizzazione dei costi? 😀 Una Formula uno ha un prezzo inferiore ai 2 milioni di euro il quale, confrontato con i 400.000 euro spesi in Germania per una vettura da Autocross, ci fa pensare ad una sproporzione. La giustificazione di simili scelte economiche, secondo un ragazzo esperto di questo tipo di attività che ci ha fornito i dati, risiederebbe nel fatto che un progetto raffinato farebbe più gola a chi lo giudica, rispetto ad un progetto fortemente ottimizzato nononstante nella valutazione finale si consideri anche quanto si è stati capaci di ottimizzare le spese.

Ricordiamo le prestazioni di questi veicoli: Si tratta di vetture del peso di circa 230 kg, con motore motociclistico di 600 c.c. e potenza limitata (potenze comprese tra i 75 e i 92 CV) tramite restrizione di flusso in aspirazione. La velocità massima raggiungibile è di circa 130 Km/h.

Ora la domanda è: I Piloti chiamati in causa, saranno in grado di trovare il limite di un mezzo così particolare e di metterlo a punto in modo efficiente con i loro tecnici? Infondo con soli 130 km/h di velocità di punta, se non si è veri talenti, è molto facile perdere il gruppo in pista. La differenza la faranno senza meno le curve dove un ottimo compromesso tra il progetto e le richieste di piloti talentuosi*, si rivelerà senz’altro più redditizio di enormi spese non molto logiche.

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*Alcuni team Europei avrebbero addirittura chiamato a correre piloti dei campionati FIA GT i quali probabilmente si saranno iscritti all’Università essendo necessario essere studenti per partecipare ai progetti: Formula Student – Formula SAE. Incredibile 🙂

Riciclare arredare -2-

Riconosci questo oggetto?

Lo metteresti sopra un mobile? In cucina? In studio?

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E allora perchè lo butti via?

Hai capito cos’è? Vuoi vedere meglio?

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Adesso lo riconosci?

E’ un barattolo piuttosto piccolo e costoso. Serve per contenere la crema da barba. Forse non lo sai ma la maggiore percentuale di quanto hai pagato per acquistarlo è dovuta proprio al contenitore (tra l’altro MADE in ITALY come puoi vedere dalla prima foto). A maggior ragione se è di vetro, i costi lievitano…

Eppure ogni giorno ne gettiamo centinaia di migliaia… milioni a settimana in tutta Italia.

Io lo uso per contenere in studio tutte le memorie SD delle macchine fotografiche o ancora le chiavette USB, piccoli jack o parti che perderei facilmente…

E TU? 😀

Per lavarlo l’ho semplicemente immerso nell’acqua calda e la targhetta è venuta via agevolmente… Del denaro che spendi, non lo sai ma ne butti una buona parte…

Davvero un bel pezzo di vetro pesante.

Formula Student – La logica del progetto

Rubrica: Formula Student -2-
Titolo o argomento: Fondere più temi per raggiungere uno scopo

Le corse automobilistiche e la Formula Student

 Come ho sempre creduto anche io, per raggiungere uno scopo, qualunque esso sia, non è assolutamente sufficiente specializzarsi in una cosa sola. Questa credenza ormai è passata e trapassata ed appartiene ad una vecchia mentalità che oggi non è affatto competitiva ed al passo con i tempi.

Chi oggi si specializza in un settore ad alti livelli, sa che dovrà completare la sua preparazione con innumerevoli tematiche che arricchiscono il proprio bagaglio culturale ed aumentano esponenzialmente le possibilità lavorative e di collaborazione con i più svariati settori.

Ne è il tipico esempio la formula student; una formula alla quale prendono parte molte tra le principali Università italiane e dei 5 continenti. Un evento non da poco. Un evento che a differenza di quello che molti pensano non abbraccia solo la meccanica ed i motori bensì si completa attraverso una preparazione curata in ogni dettaglio ed assolutamente da non sottovalutare.

Vediamo in cosa consiste, quali impegni richiede e che tipo di discipline sono chiamate in causa:

  • La Formula Student nasce (dalle Università di tutto il mondo) senz’altro per soddisfare la voglia più golosa di motori, ma non solo…
  • La FormulaStudent prevede lo studio della progettazione di un veicolo da corsa.
  • LaFormula Student prevede lo studio della produzione di un veicolo da corsa.
  • Prevede lo studio dei Test da condurre per verificare la bontà di un progetto.
  • Prevede lo studio dell’Analisi dei costi.
  • Prevede lo studio del Marketing e della presentazione di un prodotto.
  • Prevede lo studio del Management e della Finanza.

Tutti temi che non vengono solo sfiorati, ma accuratamente approfonditi ai massimi livelli come è giusto che una preparazione di tipo universitario sia. Non si tratta di realizzare un’auto da corsa che “Chissà se funzionerà…”, si tratta di realizzare un progetto che verrà valutato con 3 importanti prove e modalità:

  1. Una valutazione del prodotto ottenuto
  2. Una valutazione della resa in pista (vi è un apposito campionato, anzi più di uno e con più categorie di tipo nazionale/internazionale)
  3. Una valutazione su come sono stati investiti tempo e denaro

In sostanza non vince chi si presenta in pista e domina la corsa… Vince chi supera con ottime valutazioni tutti e tre i test: devi aver prodotto un mezzo competitivo, deve essere costato una cifra ragionevole (ottimizzazione dei costi), deve essere stato prodotto in modo intelligente e deve possibilmente essere portato anche alla vittoria in pista con ragazzi di talento.

Quello che fa impazzire, nenache a dirlo, è che le prove in pista (di vario genere: gare, prove di handling, prove di accelerazione, skid pad, autocross, endurance…) vengono effettuate sui circuiti più famosi del mondo: vedi Silverstone, vedi Hockenheim, Varano…

Se i tuoi sogni sono l’ingegneria, essere un pilota – pilota collaudatore… costruire un mezzo e portarlo alla vittoria con il tuo team… beh allora la Formula Student è proprio un bel progetto per uno studente. Speriamo che dall’Università alla quale diversi membri di questo blog sono iscritti (Università Politecnica delle Marche) ci arrivino risposte stimolanti alle nostre frementi domande 😀