Buon Compleanno Raffaele

E’ solo una mail automatica…

Eppure ha un effetto piacevole sul cliente.

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Stamattina ho aperto la mia casella di posta come ogni giorno ed ho trovato gli Auguri di Buon Compleanno da parte dello staff di LIVE for SPEED, da parte della NIKON, e da parte di un noto motoclub: TINGAVERT.

Ovviamente si tratta di email automatiche che partono se l’utente, nel momento della registrazione, ha scritto tutti i suoi dati. L’effetto però è comunque piacevole, si ha come la sensazione che ci sia una sorta di interessamento nei confronti del cliente. Nei primi istanti non si pensa nemmeno al fatto che la mail provenga da un sistema automatizzato. Naturalmente l’idea a monte è dedicata a tutti i clienti con l’obiettivo di farli sentire maggiormente seguiti e più importanti che in passato.

Un’ottima strategia… un’idea molto gradita.

Così vi chiederete: “Sarà un servizio che offrono tutte le grandi imprese?” Risposta: “No! Non tutte, anzi, pochissime.” Ma se lo offriste ai vostri clienti potreste far parlare di voi… almeno un giorno in più, almeno per qualche istante. Un ricordo piacevole per il cliente che per il suo prossimo acquisto o servizio, potrebbe scegliere nuovamente voi. Attenti però a non deludere le aspettative. Se comunicate ad un cliente che vi servono alcuni dati in più per mandargli gli auguri e poi non li inviate, potreste ottenere l’effetto contrario: potrebbe non tornare da voi prendendo la vostra dimenticanza come una mancanza di interessamento. Successe ad un parrucchiere dal quale andavo anni fa. Meglio di ogni altra opzione poi, riuscire a sorprendere. Il cliente che non si aspetta gli auguri rimane ancor più deliziato : )

Ci sono un italiano, uno svizzero e un tedesco…

Rubrica: Ci sono un italiano, uno svizzero e un tedesco

Titolo o argomento: Avviare i giovani al lavoro. Un metodo migliore

Non è un barzelletta, Imparare il mestiere? In Germania si può. Tirocinio e preparazione completa. E il lavoro? E’ assicurato.

bandiera-italia.gif Metodo italiano

Trovi (finalmente) un lavoro presso una ditta che fa lavorazioni meccaniche ad esempio. Ti viene richiesto di imparare ad usare delle macchine utensili. Ti arrangi come meglio puoi. I colleghi per timore di perdere il posto non ti aiutano e non ti insegnano nulla. Ti fai male (a volte anche con consegenze permanenti). Ricorri a qualcuno che possa tutelarti. Vengono eseguiti dei controlli sul luogo di lavoro. Durante i controlli viene osservato solo se i macchinari erano a norma. Nessuno valuta il tuo livello di preparazione. Fine della storia (nella maggior parte dei casi). E’  evidente che il meccanismo di lavoro non funziona (almeno non sempre) correttamente.

bandiera-germania.jpg Metodo tedesco

Trovi (finalmente) un lavoro presso una ditta che fa lavorazioni meccaniche ad esempio. Ti viene richiesta la volontà di imparare prima tutti i trucchi del mestiere. Ti obbligano a fare un corso di ben “3” anni con una paga minima. Ti garantiscono per legge il lavoro al termine del corso. Ti invogliano a studiare durante il corso. Se non passi l’esame devi studiare un altro anno (altra ragione per cui non si perde tempo…). Appena passato l’esame sei assunto come promesso. Prendi una buona paga. Diventi un tecnico specializzato nel tuo settore. L’elevata quantità di ore maturata ti evita errori inutili. L’elevata quantità di ore alle spalle ti evita di farti male con i macchinari. Se sei bravo diventi un tecnico desiderabile e ricercato anche presso altre ditte. La differenza la fai tu con il tuo talento. Le norme di sicurezza sul macchinario diventano un ausilio in più di cui puoi godere e non una scusa, nel caso ti facessi male, per darti tutta la colpa e non ripagarti del fatto che non sei stato formato in modo adeguato.

bandiera-svizzera.gif Metodo svizzero

Molto simile a quello tedesco ma è opportuno sottolineare che, ad esempio, nelle scuole superiori svizzere vengono insegnate materie utili, pratiche a noi sconosciute quali ad esempio:

Saper vivere autonomamente essendo autosufficienti nel cucinare, cucire, stirare, tenere in ordine la casa (particolarmente orientato per le ragazze), usare i servizi online per il pagamento delle bollette e risparmiare tempo e denaro… Diciamoci la verità:”Quanti di noi o delle nostre ragazze sanno pagare una bolletta via internet, evitando di passare la mattinata in macchina a cercare un parcheggio (a pagamento), inquinando, consumando carburante inutile, facendo file agli sportelli e perdendo tempo da dedicare a cose più importanti? Quanto ci costa in realtà una bolletta in termini economici e di salute?”

Saper aprire un’attività, realizzare un piano di impresa dalla semplice apertura di una tabaccheria fino alla grende impresa con decine/centinaia di dipendenti che esporta prodotti in tutto il mondo. Diciamoci ancora una volta la verità: “Quanti di noi sono capaci a fare velocemente tutti i passi necessari per informarsi quantomeno circa i costi per aprire un’attività che sognamo, circa le tasse che andremmo a pagare, circa un utile bilancio dei PRO e CONTRO per valutare se una nostra idea potrebbe diventare realtà?”

Mi sono limitato a fare una sintesi della sintesi giusto per farvi capire il metodo che adottano. In realtà vengono approfondite molte più materie, molti più fattori, molti più strumenti per mettere a segno le proprie capacità e i propri talenti. Penso che quanto appena detto sia un ottimo spunto di riflessione e che non sia necessario aggiungere altro.

Yak shaving (come evitare lo)

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Una matassa di cose da fare
Quando la nostra impresa va in blocco… Una tipica situazione da evitare per essere vincenti.

L’espressione “Yak shaving” tradotta letteralmente significa semplicemente rasatura di uno Yak; tuttavia tale espressione viene utilizzata per esprimere l’ultimo di una serie di passi che a volte (si spera il meno possibile) siamo costretti a  compiere per raggiungere uno scopo assai lontano da tali passi.  Un tipico comportamento controproducente per ognuno di noi sia nella vita di tutti i giorni, sia all’interno di un meccanismo aziendale.

Un semplice esempio (tratto da un libro di “Seth Godin”)

“Oggi voglio lucidare l’auto con la cera… Oops, l’attrezzo è rotto da questo inverno. Devo comperarne uno nuovo… Ma il negozio si trova dall’altra parte del lago e, se ci vado senza il mio pass, dovrò pagare il pedaggio sul ponte! Un attimo! Posso prendere in prestito la tessera del mio vicino! Ma lui non me la darà se non gli restituisco il cuscino antistress che ha preso in prestito mio figlio… Non l’abbiamo restituito perchè è uscita un pò di imbottitura e dobbiamo prendere qualche pero di Yak per sistemarlo!” Così vi ritrovate allo zoo a radere uno Yak, e tutto questo solo per poter lucidare l’auto con la cera! Sono le situazioni più ingarbugliate, le matasse da sbrogliare, i grattacapi più temuti nei quali, se solo una cosa va male, tutta l’attività, tutto i vostri piani vanno all’aria.

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Qual è il vantaggio delle piccole aziende rispetto ai colossi?

Il contatto tra il piccolo imprenditore (commerciante, artigiano…) e la sua clientela è massimo. Può prendere decisioni molto velocemente senza dover far riferimento a dei superiori che non conoscono il cliente e che non sanno cosa possa realmente desiderare per essere soddisfatto. La possibilità di poter cambiare strategia velocemente è fondamentale. Agire in piccolo e ragionare in grande è il metodo ottimo per essere forti in un mercato dove, ad essere in crisi, sono prevalentemente i Big… Approfondiremo più con calma questi ultimi aspetti descritti nei successivi articoli. Buona lettura

Pistoni da F1: specifiche tecniche

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa
Titolo o argomento: I pistoni da F1

Offrono prestazioni oltre ogni immaginazione e sono realizzati con leghe segrete

Difficile imitarli

Un pistone di Formula1 è un gioiello più che un organo meccanico. Esso raggiunge limiti meccanici inverosimili, impensabili per un comune motore, anche sportivo, al quale siamo abituati. Ricavato mediante forgiatura, la sua lega è tenuta ovviamente segreta e si sa solo che contiene Alluminio, Silicio, Boro.

Il prodotto finito ha un peso di soli 200 gr. Resiste a temperature in camera di combustione di circa 2.000 gradi centigradi e riceve, dalla combustione, una spinta di alcune tonnellate che provvederà a trasmettere tramite lo spinotto, alla biella e di conseguenza all’albero motore, ai cuscinetti e al basamento. L’accelerazione cui è soggetto un pistone è, mediamente, pari a 9.000G ovvero 9.000 volte l’accelerazione di gravità. 🙂

Le accelerazioni limite di quest’organo fanno parte di un altro mondo: oltre 10.000g

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L’illuminazione che causa depressione

E’ stato assodato che la luce al neon è causa di depressione. La ristretta gamma dello spettro di luce emessa ne sarebbe il motivo. Si è scoperto che il corpo umano, esposto regolarmente alla luce solare (che dispone ovviamente del più completo spettro di radiazione luminosa) ne trae beneficio mentale psicologico. I finlandesi ad esempio risultano mediamente più “giù di corda” rispetto agli italiani che vantano un clima più soleggiato.

Intere giornate in ambienti chiusi e male illuminati, ma soprattutto illuminati esclusivamente da luci al neon, favorirebbero sconforto e depressioni non indifferenti. Inutile dire che anche i colori dell’arredamento influiscono sull’umore nonché sugli stimoli creativi di chi lavora in un determinato ambiente.

Illuminazioni più calde sono sicuramente più costose in bolletta ma danno un reale vantaggio in ambienti commerciali ad esempio, laddove il cliente dovrebbe vedere il vostro negozio come un luogo familiare dove si sta bene e si sceglie la merce in tranquillità, magari con la giusta spensieratezza offerta da un pò di buona musica… Sono comunque in fase di realizzazione nuove lampadine a risparmio energetico che offrono oltre al risparmio, uno spettro luminoso più completo (non mancheremo nell’aggiornarvi).

Il vantaggio di lampadine con uno spettro luminoso più completo di quello delle luci al neon si farebbe sentire anche in uffici e ambienti di lavoro con particolari situazioni di routine. In questi ultimi, il rischio di continue giornate tristi è ancora maggiore. Senza parlare poi delle aule scolastiche…

Luce, Colore, Musica, Ampie finestre, potrebbero essere fattori da non sottovalutare per far funzionare al meglio le vostre capacità/potenzialità perchè, in fondo il successo di un lavoro, dipende da una moltitudine di fattori che vanno necessariamente armonizzati fra loro 🙂

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I colori regnano nella tua mente, ma come? Clicca su questo link per saperne il significato.

Scanner 3d

So bene che per alcuni di voi non è una sorpresa, ma per stimolare piacevolmente la mente dei nostri lettori e per estendere a nuovi potenziali utenti il mondo del 3d ecco a voi lo scanner 3d: https://www.nextengine.com/indexSecure.htm?gclid=CMXyyoCS35gCFcyR3wodfl6scw

Attraverso un simile strumento potete trasferire un modello reale di un oggetto, sul vostro computer trasformandolo quindi in un modello 3d (elaborabile al computer) grazie ad un sofisticato sistema di scansione multi laser. Ognuno dei molteplici raggi laser emessi rileva un punto distinto dell’oggetto reale riportandolo sul vostro computer con un livello elevato di precisione. In pratica otterrete sul vostro pc un modello di disegno tridimensionale senza doverlo disegnare voi da zero. Naturalmente una sufficiente conoscenza di come si lavora nel mondo del 3d è comunque consigliabile.

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Il prezzo non è da poco, ma se la vostra idea è brillante e, soprattutto, se le circostanze non vi impediscono di lavorare ed avere lo studio in casa, beh allora potrebbe essere un buon investimento. Non dite però troppo a voce alta la vostra idea, prima realizzatela…

Se siete dei temerari, se volete inventare il vostro mestiere e se vi affascina il mondo del 3d ma non ne sapete ancora molto, sappiate che potete imparare anche voi… Non è impossibile.

E se qualcuno vi dice che non potete fare una cosa, probabilmente è perchè lui stesso non la sa fare… Concetto che viene espresso molto bene nel film “La ricerca della felicità” tratto da una storia vera. Imparare è difficile ma non è impossibile.

Buon lavoro 🙂

Chicago man

Chi è?

La microeconomia identifica il consumatore con la tendenza ad avere il massimo come un “Chicago man”. Si tratta di un tipo di consumatore che ha percezioni, preferenze e decisioni indirizzate alla massimizzazione dell’utilità personale. Non accetta niente se non il meglio. Preferisce rinunciare ad un acquisto mediocre ed attendere la possibilità di portare a buon fine un acquisto ottimo, piuttosto che risparmiare ed acquistare qualcosa di cui potrebbe pentirsi o che potrebbe non soddisfare le aspettative.

Non è detto che costui spenda effettivamente di più; è sufficiente chiedersi ad esempio: “Quante lavatrici avresti comperato in dieci anni se avessi scelto tra i prodotti più economici pensando che siano tutte uguali? E se avessia acquistato (sempre facendo riferimento all’esempio in causa) una sola lavatrice di ottima qualità ma più costosa del 30% che ha una vita di 20 anni, avresti speso di più o di meno?” Il Chicago man non ha tutti i torti infondo…

C’è però una sorta di interferenza

tra il consumatore e la sua decisione nell’effettuare un determinato tipo di acquisto anziché un altro: Il consumatore si basa anche sullo stile o sull’immagine di esclusività e prestigio dei prodotti. A tal proposito vale il noto principio: Non è bello ciò che ci piace, ma ciò che piace agli altri. Niente di più sbagliato ovviamente. Adattarsi ad essere, o desiderare di essere ciò che gli altri si aspettano da noi, ciò che la società silenziosamente ci impone, non è altro che il modo più dispendioso per non raggiungere mai i nostri sogni. Il non essere/non fare ciò che in realtà desideriamo, paradossalmente ci costa persino di più. Ovvio che non è per tutti così. Fortunatamente.

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L’orologio di Gauss

Rubrica: Matematicamente

Titolo o argomento: Che cos’è l’orologio di Gauss

Giochi sfiziosi con la matematica

4 + 9 = 1   Vero o Falso?

Pensereste mai che questa affermazione sia vera? Abituati alla matematica basata su normali somme e sottrazioni imparate alle elementari, certamente no.

La somma basata su calcolatori a orologio di Gauss, è un’operazione a tutti più che mai familiare… La eseguiamo ogni volta che guardiamo l’ora su un orologio analogico. Ad esempio sapremo benissimo che quattro ore dopo le nove di mattina sarà l’una.

Il principio di addizione sul calcolatore a orologio è proprio questo

Si sommano i numeri e si ricava il resto dopo aver diviso il risultato per dodici. Gauss introdusse questa notazione circa 200 anni fa:

4 + 9 = 1 (modulo 12)

La moltiplicazione o l’elevamento a potenza di un numero su un calcolatore di Gauss funzionano in modo simile: si calcola il risultato su un calcolatore convenzionale, lo si divide per dodici e si prende il resto della divisione. Gauss capì inoltre che non era necessario attenersi al comune orologio da 12 ore per effettuare questo tipo di operazioni, poteva infatti utilizzare orologi con un numero primo di ore: orologi da 5 ore o da 7 ore ad esempio. Fermat studiò proprio questi esempi -circa gli orologi basati su numeri primi- poco tempo prima di Gauss.

Ipotizziamo un orologio con 5 ore sul quadrante. Se ad esempio su di esso moltiplichiamo il numero 2 per sé stesso 5 volte otteniamo 32. Ma a 32, sull’orologio di Gauss, corrisponde nuovamente 2. Perchè? Perchè se dividiamo (come detto sopra) 32 per il numero 5 otteniamo 6 con il resto di 2. Ovvero la lancetta gira 6 volte sull’orologio a 5 ore e si ferma nuovamente sull’ora 2.

Questa cosa, apparentemente inutile (attenzione ho detto apparentemente), si rivelò fondamentale nello studio dei numeri primi o meglio per tentare di trovare una ricorrenza nei numeri primi e poter prevedere ad esempio quale sarà il successivo numero primo dopo: 193.707.721

Basti pensare a questo semplice esempio che segue:

Le potenze di 2 su un calcolatore convenzionale danno i valori che leggete nella riga centrale (figura sotto) ; le potenze di due ottenute su un orologio di Gauss danno una sequenza di numeri interessante in quanto si ripete (2 – 4 – 3 – 1). Ripetendosi da la possibilità di fare previsioni… questo è il succo del discorso. Ecco la tabella:

Fermat aveva scoperto (osservando il lavoro di Gauss) che per ogni numero primo (lo chiamiamo “p”) e per ogni valore x sull’orologio con “p” ore sul quadrante, risultava:

xp = x (modulo p)

ad esempio:

  • 27 = 128 sul calcolatore convenzionale

  • 27 = 2 (modulo 7) sul calcolatore a orologio di Gauss

Collaborazione tra giovani e imprese

Rubrica: Imprenditoria attiva
Titolo o argomento: Collaborazioni intelligenti

E così ci ritroviamo con un dilemma… Grandi imprese stanno soffrendo le crisi di settore, scarseggiano di idee innovative e non crescono. Nel frattempo ci sono giovani brillanti che escono da istituti tecnici, professionali e dalle Università o ancora giovani che hanno un innato senso del pratico e magari alcun titolo di studio, che sono a spasso o che non arrivano a fine mese solo con il lavoro che hanno… Sarebbe fondamentale non tassare brevi collaborazioni tra questi giovani e le imprese per riuscire ad ottenere di più con meno: Ottimizzare.

Come si potrebbero fondere le cose?

Un’impresa che sa innovare e che dispone di ottime capacità comunicative (se esiste linkatemela per cortesia 🙂 ) dovrebbe poter disporre di un’organizzazione che renda possibile il dialogo tra essa stessa e le menti che brulicano…

Riuscire a sottrarre un’idea non brevettata ad esempio, è un ottimo modo per perdere la possibilità di lavorare con qualcuno che invece di darvi quell’unica idea, ne avrebbe fornite 10, 100… ma anche solo due. Due ottime idee possono anche equivalere ad una pesante svolta in termini di innovazione e crescita. Naturalmente resterà un’utopia. Se avrò l’occasione di crescere con un ottimo gruppo di lavoro sarò lieto di usare questa logica.

Vi chiederete:

Perchè le grandi imprese non ci hanno già pensato?

Perchè non lo fanno?

Perchè le grandi imprese hanno paura del cambiamento. Ne sa qualcosa un certo Seth Godin (cercate il suo sito…). Le grandi imprese tendono ad innovare o a tentare di farlo solo quando ormai si trovano con le spalle al muro. Le grandi imprese fondamentalmente sono gestite spesso da chi ha paura che un cambiamento porti più alla rovina che ad un salto di qualità. Ovvio che non tutti i cambiamenti sono produttivi, ma il non voler rischiare affatto non premia a quanto pare.

I più piccoli saranno primi, forse perchè non avendo nulla da perdere, rischieranno e tenteranno strade nuove.

Nei prossimi articoli spiegheremo le ragioni economiche, logiche, vere e valide per cui piccole imprese possono ottenere un maggior successo di imprese giganti o multinazionali… Nei prossimi articoli speriamo di stimolare la vostra voglia di fare, di dire la vostra, di essere creativi e vi daremo ottime ragioni per puntare sui vostri progetti.

Nel frattempo citiamo una bellissima risposta che Giovanni Rana ha dato in un intervista inerente la sua carriera:

In sintesi tre punti o meglio tre consigli per i giovani tratti dalla sua intervista:

“Siate ottimisti,  siate creativi, inventate il vostro lavoro perchè oggi non è più possibile sperare nel posto fisso.”

Forse non tutti sanno che Giovanni Rana ha inventato diversi macchinari che gli hanno conferito successo nel suo lavoro, ha iniziato da cose semplici e si è costruito la sua più grande passione giorno dopo giorno…

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