Errori macroscopici di assemblaggio

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili
Titolo o argomento: Assemblare un’auto da corsa, un’operazione alla quale riservare gran rigore

C’era una volta, in una scuderia dove ho lavorato, un meccanico che credeva di sapere tutto e invece aveva delle conoscenze assai grossolane della tecnica con cui si assembla una vettura da corsa. Il problema non è da poco specie se si considera che le vetture, che preparavamo e assemblavamo nell’arco di una intera settimana prima di partire, erano destinate ad un campionato europeo.

All’epoca come oggi io non sapevo e non so tutto. Fidatevi che c’è sempre molto da imparare anche quando ci si sente molto sicuri di sé. Quello che vi rende apprezzati in un team di lavoro non è mai la saccenza, ma il desiderio costante di imparare e di cercare nuove sfide. Quando invece è la saccenza a regnare nel vostro orgoglio, i vostri collaboratori non avranno un attimo di esitazione nel prendersi belle rivincite su di voi alla vostra prima gaffe.

Quello che fa la reale differenza è la capacità di usare la logica, gli strumenti messi a disposizione dagli studi (ad esempio per diventare un Perito o un Ingegnere o un tecnico specializzato) e gli strumenti messi a disposizione dall’esperienza maturata fin da quando avete iniziato un mestiere.

Nel caso della preparazione di una vettura destinata alle competizioni, la forza fisica serve davvero a poco ed è l’ultimo elemento da inserire nella lista di ciò che vi occorrerà. Cosa voglio dire? Semplicemente che prima di ridurre un disco frizione del costo di oltre 250,00 – 300,00 Euro in queste condizioni (vedi foto), perchè il cambio non ne vuole sapere di entrare nella sua sede (e lo si forza avvitandolo con più forza), uno dovrebbe chiedersi: “Perchè il cambio non entra nella sua sede?” Fermi tutti, dovrebbe entrare agevolmente e non con tutto questo sforzo! Cosa ho sbagliato?

Ricordo che il mio collega mi fece passare un pomeriggio d’ inferno a sopportare le sue parolacce perchè non aveva centrato il disco della frizione correttamente nella sua sede e l’albero del cambio, non riuscendo ad attraversare il disco tramite il foro scanalato, premeva contro la superficie della frizione stessa estraendo letterlamente la sede scanalata e distruggendola. Invece di forzare le cose ad andare a posto, non sarebbe meglio soffermarsi a riflettere? Conoscere meglio sia come sono fatte le cose sia come si usano? E questo non penso valga solo per l’assamblaggio di un propulsore da corsa.

Disco frizione Renault Clio 3.0 V6 montanto male e danneggiato

Disco frizione Renault Clio 3.0 V6 montato male e danneggiato

Scatti realizzati da noi nel nostro lab.

BMW Concept – Quando la fantasia propone cose ora inconcepibili

Un altro esempio di quella che io chiamo “Teoria degli accostamenti” ovvero la logica che opera nella mente di chi sa fondere logiche appartenenti a settori distinti e che ritengo rappresenti il futuro (parte uno; parte due). Logiche apparentemente lontane possono fondersi insieme generando un prodotto unico…

In questo esempio vediamo una sorta di tessuto applicato come carrozzeria ad una vettura bavarese; l’eccezzionale flessibilità e capacità di mutamento la rendono un prodotto alquanto affascinante.

Download BMW Concept

La necessità dei numeri grandi

Compatte digitali,  lettori mp3, cellulari, notebook e pc, reflex, gadjets elettronici di ogni genere dietro i quali corriamo, spesso senza renderci conto che i numeri che ci riempiono la testa, la maggior parte delle volte sono eccessivi, inutili, non ci occorrono. O perlomeno non sempre… Giga byte, Mega Pixel, Frequenze di Clock, Ram, Hard disk enormi, pollici, sempre più pollici. Ma ci servono realmente?

In 7 casi su 10, abbiamo constatato, no. Non sfruttiamo al limite il prodotto acquistato e quando lo sostituiamo andiamo dietro a numeri più grandi senza nemmeno sapere che differenze reali troveremo nel prodotto e se realmente ci occorrono.

In 2 casi su 10, il prodotto viene acquistato per il puro gusto di possedere quello con le caratteristiche tecniche più elevate. Si tratta di un disturbo compulsivo ossessivo ormai diffuso e perchè no, forse a causa della pubblicità martellante ai limiti del plagio. O dell’impatto che certe tecnologie di consumo hanno sulla società.

In 1 solo caso su 10, chi acquista un prodotto più performante lo fa per sfruttarlo a pieno e perchè gli occorre realmente per hobby, per passione, o per lavoro. Ma un solo caso su dieci di acquisto coscenzioso ci sembra pochino.

Ma servono veramente tutti quei Gb e megapixel? Ecco un altro esempio di un paio di buoni scatti realizzati semplicemente conoscendo l’uso delle luci (di cui parleremo più approfonditamente a primavera nella sezione “Grafica e intrattenimento” di questo Blog) e delle funzioni manuali di una semplice (ma non più di tanto) compatta digitale.

Troveremo il seguito più approfondito di questo articolo in 6 articoli che seguiranno l’articolo: Portare al limite una Canon a 540.

NB. le foto di seguito riportate sono state ridimensionate per utilità del Blog. Quelle originali avevano dimensioni di ben 2816 x 1584.

aeroblog1_ralph-dte.jpg aeroblog2_ralph-dte.jpg

In entrambe le foto abbiamo fatto sì che fosse visibile la macchina fotografica che ha fatto gli scatti. Come è possibile osservare non si tratta di una reflex. Volendo sarebbe stato possibile realizzare le foto senza che fosse visibile la compatta usata. Nella prima è volutamente a fuoco solo una parte dell’oggetto; in modalità manuale regolando il fuoco abbiamo fatto sì di simulare un obiettivo più professionale.

La vettura si scompone…

Rispondendo a Luca

Rispondiamo a Luca che ci chiede come mai sul simulatore di guida ( http://www.liveforspeed.net) pur mantenendo le campanature simmetriche sulla destra e la sinistra della vettura, in frenata la vettura flette sulla destra scomponendosi e terminando spesso in testa coda se ritarda la frenata:

E’ probabile che in parte tu ti sia già risposto: potresti aver settato una frenata eccessiva che porta al bloccaggio delle ruote anteriori e a tampone le sospensioni anteriori. In questa situazione il mezzo fatica ad inserirsi in curva e tutte le masse non sospese (ovvero quelle sorrette dalle sospensioni) che non sono perfettamente bilanciate come ad esempio la massa del pilota e le asimmetrie dei componenti montati sul telaio potrebbero portare il mezzo a sbilanciarsi con estrema facilita. Immagina che se le sospensioni hanno una corsa dello stelo insufficiente, in frenata si comprimono fino a toccare il fondo corsa (a tampone) e perdendo ogni proprietà elastica. In poche parole non ammortizzano più e le masse del veicolo scaricano su ogni ruota in modo irregolare. Situazione assolutamente da evitare.

Di solito si pone rimedio a questo problema verificando la taratura della frenata e alzando il corpo vettura aumentando la corsa dello stelo (l’altezza)  delle sospensioni. Se al di là della frenata il mezzo ti sembra bilanciato, alza la vettura della stessa quantità sia sul fronte che sul retro in modo da mantenere il medesimo equilibrio che avevi prima. La frenata potresti ridurla (non sappiamo il valore da te adottato) per esempio da 1800Nm a 1720-1750Nm e vedere se trai giovamento da questi interventi.

I manuali di liveforspeed consigliano di non superare valori di 1600-1680Nm.

Proporre un’idea ad un’azienda. Con quali tutele?

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -4-
Titolo o argomento: Può convenire proporsi ad un’azienda? Con quali tutele? Perchè?

Un rapido esempio

Premesso che “brevettare” ad esempio un nuovo sistema di comunicazione in buona parte del mondo (brevetto internazionale) serve solo a fare in modo che, nel caso l’idea sia realmente valida da poter offrire un gran ritorno economico, le aziende interessate la brevettino o comunque la realizzino in uno dei paesi non coperti da brevetto. Operazione sicuramente più semplice per una multinazionale. Premesso questo, nutriamo alcuni sospetti circa l’utilità di brevettare qualcosa se non si è una grande azienda e non si dispone di grandi capitali e gruppi di studi legali al seguito.

L’azienda che potrebbe realizzare il prodotto in uno stato dove il vostro brevetto non è coperto, poi potrebbe diffondere il prodotto in larga scala nel mercato tramite normalissime esportazioni e l’ingente capitale investito per corpire l’idea con un brevetto se ne andrebbe a farsi friggere.

Inoltre: di quante persone bisogna fidarsi per raggiungere lo scopo? Dai colleghi con cui si sviluppa il prodotto, alle aziende interessate o che fingono di non esserlo, agli studi o uffici preposti al controllo che l’idea sia veramente nuova. Mi sono sempre chiesto se andando in camera di commercio non ci sia il rischio che gente più esperta si appropri dell’idea nel controllare la sua valenza. Passerò da malfidato ma sapete com’è…

A questo punto per me vi è un’unica soluzione

Acquisire il “diritto morale” e non economico sul prodotto inventato, in modo tale da poter godere del privilegio di essere riconosciuto ovunque come colui che ha inventato un nuovo sistema, una nuova utilità.

  • Il vantaggio è che si può così essere facilmente assunti a buoni livelli dalle aziende interessate al prodotto anche perchè se sono furbe e dedite all’evoluzione, dovrebbero sapere che la vostra mente nel loro ambiente tirerà fuori molte più novità aumentando il prestigio dell’azienda stessa. Se così non fosse vi assumerà l’azienda concorrente e la prima ci rimetterà 2 volte.

  • Lo svantaggio è che non si ha diritto economico su ciò che si è inventato. Un pò come gli studenti che vincono i concorsi sulle tesi di laurea e ricevono un premio di 1000 euro per un’idea che non si calcola che valore possa avere… sicuramente di gran lunga superiore.

 Pertanto non inseguire il massimo profitto, ancora una volta potrebbe essere una carta vincente, soprattutto considerato che inseguendo scopi economici ci si può ritrovare a perdere sia il diritto di brevetto che quello morale. Ovvero, perdere tutto.

Ovviamente se invece avete la possibilità di un amico avvocato o di uno studio legale fidato che vi segua, beh allora potete ambire a di più…

Sogni il tuo brevetto?

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -3-

Titolo o argomento: Sogni il tuo brevetto?

Se il brevetto ti sembra qualcosa di lontano da ciò che pensavi o speravi di trovare come opzione di salvataggio della tua idea ti consigliamo di leggere il Regolamento (CE) n. 6/2002 del Consiglio, del 12 dicembre 2001, su disegni e modelli comunitari:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32002R0006:IT:HTML

pare infatti che sia possibile (attenzione ha validità solo nella Comunità Europea) registrare da soli i propri modelli se rispettano determinati prerequisiti (riportati nel lunghissimo testo presente al link sopra) e se rispetti tutta una serie di regole… ma attenzione, il minimo errore e come probabilmente immaginate, tutto va a monte. Farsi seguire da un avvocato, meglio se un amico fidato che ha scelto questo tipo di studi, potrebbe essere la carta vincente per salvaguardare nel migliore dei modi l’idea, il lavoro, l’oggetto che vorreste registrare…

Uno stralcio del regolamento che trovate al link sopra:

DIRITTO DEI DISEGNI E MODELLI
Sezione 1
Requisiti per la protezione
Articolo 3
Definizioni
Ai fini del presente regolamento s’intende per:
a) “disegno o modello”: l’aspetto di un prodotto o di una sua parte quale risulta in particolare dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale e/o dei materiali del prodotto stesso e/o del suo ornamento;
b) “prodotto”: qualsiasi oggetto industriale o artigianale, comprese tra l’altro le componenti destinate ad essere assemblate per formare un prodotto complesso, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici, esclusi i programmi per elaboratori;
c) “prodotto complesso”: un prodotto costituito da più componenti che possono esser sostituite consentendo lo smontaggio ed un nuovo montaggio del prodotto.
Articolo 4
Requisiti per la protezione
1. Un disegno o modello è protetto come disegno o modello comunitario se ed in quanto è nuovo e possiede un carattere individuale.
2. Il disegno o modello applicato ad un prodotto o incorporato in un prodotto che costituisce una componente di un prodotto complesso è considerato nuovo e dotato di carattere individuale soltanto se:
a) la componente, una volta incorporata nel prodotto complesso, rimane visibile durante la normale utilizzazione di quest’ultimo, e
b) le caratteristiche visibili della componente possiedono di per sé i requisiti di novità ed individualità.
3. Per “normale utilizzazione” a termini del paragrafo 2, lettera a) s’intende l’impiego da parte dell’utilizzatore finale, esclusi gli interventi di manutenzione, assistenza e riparazione.

Quanti tipi di numeri conosci?

 

Rubrica: Officina della Matematica

Titolo o argomento: Tipologie di numeri

Naturali

I numeri 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, … sono detti numeri naturali (N). Determinano quanti elementi ci sono in un insieme o quale posizione assume un elemento in un insieme ordinato.

Cardinali e ordinali

Puoi ad esempio usare il numero 5 per contare le dita di una mano o per collocare il mese di Maggio all’interno dell’insieme ordinato dei mesi dell’anno. Se un numero naturale viene usato nel primo modo viene detto numero cardinale, se viene usato nel secondo è detto numero ordinale.

Tra due numeri naturali “a” e “b”, si dice che “a” è minore di “b” (e si scrive a<b) se esiste un altro numero “n” che sommato ad “a” mi da “b” ovvero: a+n=b implica che a<b.

Interi

A volte poi vi è la necessità di distinguere ad esempio se i numeri indicano il lato positivo o negativo di una grandezza, vedi ad esempio la temperatura (-15°C; +29°C) o i valori di crediti e debiti in banca ( +3475,00 Euro; -65,00 Euro). I numeri che permettono di identificare in quale insieme (positivo o negativo) si trova un valore sono detti numeri interi (Z).

Il valore assoluto di un numero intero |a| è il corrispondente numero naturale privato del segno.

Primi e composti

Considerando solo i numeri interi positivi, si dice numero primo un numero divisibile solo per se stesso e per 1. La serie di numeri primi è infinita (il numero 1 non è considerato primo), tutti gli altri sono chiamati numeri composti.

Frazionari

I numeri frazionari sono coppie ordinate di numeri interi nella forma m/n con n ≠ 0. “m” è detto numeratore e “n” denominatore.

Razionali

Un numero che può essere rappresentato con una frazione si dice numero razionale (Q). L’insieme dei numeri interi è contenuto in quello dei razionali poichè ogni numero intero “z” può anche essere scritto come z/1. Un numero razionale può essere positivo o negativo. Il segno di una frazione dipende dal segno del numeratore e denominatore. Se hanno lo stesso segno, il segno dalla frazione è positivo; se di segno opposto, il segno della frazione è negativo. 0/1 esiste e da risultato 0 mentre 1/0 non da valore 0 ma da la logica risposta: non esiste.

Decimali finiti e infiniti

Numero decimale finito: es.  123/100= 1,23 è decimale finito in quanto dopo la virgola i numeri sono limitati e, in questo caso si fermano al 3.

Numero decimale infinito periodico: es. 7/22= 0,318181818181818181818181818 è decimale infinito periodico in quanto i numeri dopo la virgola continuano all’infinito ovvero si ottiene una sequenza di cifre detta “periodo” che si ripete un numero infinito di volte.

Ogni numero razionale è un numero decimale finito o infinito periodico. Il numero naturale prima della virgola è detto antiperiodo, i numeri dopo la virgola costituiscono il periodo.

Irrazionali

Il numero pi greco: 3,14159265358979323846… è un numero irrazionale in quanto ha un numero infinito di decimali senza periodo (aperiodico). Ciò significa che dopo la virgola non è possibile risalire ad un numero che si ripete periodicamente. In questo risiede l’irrazionalità.

Reali

Sono i numeri nella forma: ±N,abcdef… ovvero sono i numeri che possono avere la sequenza dopo la virgola infinita o finita, periodica o aperiodica, sono i numeri che contengono tutti gli insiemi sopra citati: N, Z, Q.

Complessi

Vedi i link correlati in basso

Link correlati

I numeri complessi – Parte I
I numeri complessi – Parte II

Trattamenti termici degli acciai: Cementazione e Carbocementazione

Rubrica: Trattamenti termici

Titolo o argomento: Cementazione e Carbocementazione

Per i punti critici (Ac1, Ac3…) fare riferimento al diagramma Ferro Carbonio e le spiegazioni riportate nell’articolo introduttivo (vedi i Link Correlati in basso).

Cementazione

Le cementazioni sono quei T.T. che modificano più o meno profondamente la composizione di una lega ferrosa, costituente un pezzo, per diffusione di un elemento a partire dalla superficie. Esistono diverse tipologie di cementazione: carbocementazione, carbocementazione con cementi solidi, carbocementazione con cementi gassosi, carbocementazione con cementi liquidi.

Fasi carbocementazione

Riscaldamento dei pezzi di acciaio dolce ad una temperatura di 900-930°C in un mezzo contenente carbonio allo stato atomico.

Permanenza a tale temperatura e ambiente per un tempo proporzionale allo spessore dello strato superficiale che si desidera carbocementare.

Successivo T.T. di tempra per indurire solo lo strato superficiale.

Rinvenimento a 130-150°C per attenuare le tensione sorte nello strato superficiale martensitico dei pezzi.

Link correlati

Introduzione ai trattamenti termici degli acciai
Introduzione ai trattamenti superficiali
Introduzione ai trattamenti di finitura superficiale

Diagramma Ferro Carbonio

Giocare con i numeri

Rubrica: Matematicamente
Titolo o argomento: Connessioni logiche in una serie di numeri
Di seguito una serie di numeri:
1, 2, 6, 42, 1806, … Quale sarà il sesto numero?
Ecco alcune delle tipiche risposte: Ahh è impossibile, non ci riuscirò mai, non lo capisco, basta rinuncio, zero, ma cos’è ‘sta cavolata, machissenefrega?
Molte delle persone che rinunciano subito, in realtà possono rispondere a questa domanda matematica. Per farlo però ci vuole “Metodo”.
Guardate:
riscriviamo la serie: 1, 2, 6, 42, 1806
per scrivere il numero che seguirà, ovvero il sesto numero, devo individuare la relazione che intercorre tra i primi 5 numeri elencati. La funzione logica che li lega mi darà il sesto numero…
che legame c’è tra 1 e 2? (ricordiamoci che il primo numero della serie è 1)
semplice: 2 è il doppio di uno. Quindi 1 x 2 = 2
che legame c’è tra 2 e 6?
2 x 3 = 6 e così via…
6 x 7 = 42
42 x 43 = 1806
pertanto osservando ciò che ho sottolineato con i differenti colori, notiamo che i numeri in rosso (detti moltiplicatori) sono esattamente i numeri Naturali successivi ai numeri in blu ( detti moltiplicando). Ovvero ogni “moltiplicatore” è uguale al suo “moltiplicando +1”.
In termini matematici, la legge che da il risultato del sesto numero è la seguente:

n x (n+1)

da cui

1806 x (1806 + 1) = 3.263.442 che è il sesto numero.