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La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità

Scritto da Raffaele Berardi il 13 maggio 2015

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

La sanità

Mia nonna dispone di una interessante gamma di acciacchi dovuti all’età, a dire il vero mia nonna rappresenta un vero e proprio caso di studio utile per la medicina (ma snobbato -gulp!- da diversi medici) in quanto, a lei, non si cariano i denti qualunque cibo mangi e anche in totale assenza di pulizia dentale giornaliera. I denti le restano bianchi e puliti in ogni caso. Li ha tutti a 84 anni belli come a 20, nessuna carie, nessun dente traballante, nessun danno. Lei ci apre persino le bottiglie con i tappi metallici (a me fa rabbrividire). Come è possibile, dopo oltre 80 anni, non si sa e nessuno sembra volerlo sapere/studiare (questo per me è un vero mistero della vita persino superiore al chi siamo, da dove veniamo e quando finirà realmente il petrolio…). Ma non solo. Mia nonna, a seguito dei disservizi che conosciamo tutti, è divenuta un caso di studio persino per me* che, proprio a seguito delle incombenti necessità per assisterla, sono potuto risalire alla causa (con tanto di prove scritte confermate dal medico e dalle case farmaceutiche) di alcuni suoi acciacchi. Insomma mia nonna, potremmo persino dire, sta benone, o meglio è di ottima costituzione, resistente agli urti della vita come un blocco di ghisa ma, superato un certo punto ha fatto crak (sempre perchè a tutto c’è un limite).

Il problema economico-sociale che vede al centro del discorso mia nonna, così come i nonni della maggior parte degli italiani, è che la pensione che ha non è assolutamente sufficiente né per vivere, né per coprire l’assistenza a casa, né tantomeno per acquistare parte del materiale di consumo necessario alla sua cura e che lo stato le passa solo in misura ridotta pressappoco del 50% rispetto alle reali necessità. Ancora peggio il discorso dell’assistenza a casa che, viene fornita dallo stato, solo per un’ora al giorno, sei giorni la settimana. Ne segue che la mia famiglia deve provvedere “con il proprio reddito” a sostenere le spese per l’assistenza, per il materiale di consumo, per le bollette, per la spesa e tutto l’occorrente. Ma, cosa ancor più preziosa, deve provvedere con il proprio tempo. Nessuna persona di buon senso che nutra dei sentimenti si sottrarrebbe a questo impegno, è ovvio. Però se considerate che poi i miei genitori non riescono a lavorare come potrebbero (con le enormi conseguenze che ciò comporta specie in connubio con la crisi economica, la pressione fiscale e la drastica riduzione della qualità della vita), sono esausti e abbattuti da una realtà che si spaccia per democratica e chiede, chiede, chiede, ti controlla, ti sollecita, ti priva e poi, quando c’è da dare, si assenta… ebbene immaginate quindi come poteva andare a finire?

*Che non mi sostituirei mai al parere di un medico preparato, non mi permetterei mai in virtù della coerenza e del rispetto verso le professioni.

Esempi di risposte logiche

Subentro io per fornire tutto quanto è nelle mie possibilità al fine di vedere i miei genitori e mia nonna stare al meglio. Ma questo nuovamente va a scapito della mia (nostra) esistenza, del mio ruolo nella società, dei miei studi, delle mie ricerche. Tutto rallenta e diventa distante con un effetto molto simile a quando muovete una telecamera in avanti zoomando indietro, voi avanzate ma tutto si allontana.

Quello che ho potuto fare io è stato capire le cause che hanno portato mia nonna nelle sue condizioni e sottrarle dalla mia (nostra) vita: dallo stile alimentare, alle abitudini giornaliere, dalle sollecitazioni cui è sottoposta quotidianamente la nostra mente fino al controllo del tipo di farmaci assunti ed i relativi dosaggi. Quest’ultimo punto è molto delicato in quanto siamo abituati a fidarci ciecamente di ciò che viene scritto su un foglio di carta e non abbiamo gli strumenti per verificare se quanto scritto è corretto. Spesso un certo tipo di medici nemmeno informa esaurientemente paziente e familiari circa le reali problematiche ed uno dei motivi, acquisito in seguito ad una mia interrogazione mirata, è che diversi medici lo ritengono inutile vista l’ignoranza in materia di chi si presenta a loro. Anche in tal caso posso (in parte) capire.

Guarda caso però, per una volta che sono voluto andare oltre è venuto fuori che 6 anni fa a mia nonna è stata prescritta una dose doppia (rispetto al massimo consentito indicato dalle principali case farmaceutiche di marchi noti e di farmaci equivalenti) di un preciso farmaco il quale, dopo 5 anni di esubero ha fatto consistenti danni. Se sei anni fa io avessi semplicemente letto il foglio di carta bianco, andando a verificare le confezioni di ogni singolo farmaco e le avvertenze all’interno, avrei evitato questa grave conseguenza (o parte di essa, visto che non si può integralmente dimostrare a rigore scientifico) così come sono riuscito poi ad evitarla al suo compagno che ora, proprio grazie a questo, sta benone in direzione 100 anni (e per benone intendo che porta a spasso il cane, va in bicicletta, fa i suoi giretti spesso al parco, zappa persino la terra gratis per puro gusto personale e, over the top, è lui che aiuta i vicini quando ne hanno necessità.

Non date mai nulla per scontato, imparate a leggere, subito dopo a studiare, a ragionare e, prima di andare a prendervela con qualcuno, verificare che quanto avete tratto sia corretto. Nessun medico mi ha potuto mai dare del saccente o dell’arrogante dopo che gli ho portato la “carta scritta” con i dosaggi errati e le avvertenze targate con i marchi delle principali case farmaceutiche. Anche in questo caso da un disagio qualcosa ho guadagnato, nonostante ciò potrei comunque perdere prematuramente l’affetto di una persona cara come mia nonna.

Continua…

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T’ho fatto male? Pensa alla salute!!
Tratto da | Taken from
Totò, Peppino e la… malafemmina, Camillo Mastrocinque, Italia, 1956

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