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La continua lotta contro il sistema Italia: La giovane impresa – Parte 1

Scritto da Raffaele Berardi il 22 giugno 2015

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

La giovane impresa

Nel precedente articolo di questa rubrica (vedi in basso i link correlati, articolazione “L’istruzione e la formazione”) sono stati espressi, tra i vari temi, due nodi cruciali che meritano alcune righe in più per strutturare un contenuto in grado di offrirvi un reale vantaggio (specie se siete giovani studenti o giovani imprenditori e le vostre idee sono andate in contro ad attriti che non riuscite a spiegarvi).

Non capita spesso di poter leggere simili riflessioni* operate da qualcuno che, invece di sospettarle con una convinzione astratta (e quindi scarsamente utile perchè figlia della maldicenza), le ha vissute in prima persona (da qui l’importanza degli esempi a corredo proposti nel seguito). Del resto, oggi più che mai, sono assai rare le realtà che non appartengono a qualche “entourage” e possono considerarsi realmente neutrali come una piccola Svizzera. Viceversa, quando c’è un interesse dietro, anche le più brave persone tendono a dire una parola di meno ed a curare una volta di più il piatto dove mangiano (dilemma etico di larga diffusione).

Ci sono quindi dei punti chiave, dei nodi, che andiamo ad approfondire con le migliori intenzioni sperando di farvi risparmiare un mucchio di tempo ed inutili amarezze nel perseguimento dei vostri più sani obiettivi.

*Utili, anche se legittimamente si può non essere d’accordo, quantomeno per stimolare il ragionamento e la costruzione di teorie da argomentare, provare ed utilizzare come provocazioni quando la massa inizia a ripetere le cose a memoria senza più capire di cosa sta parlando.

Primo nodo
Tratto dalla nota 1 dell’articolo:
La continua lotta contro il sistema Italia: L’istruzione e la formazione

Passo citato

…Come a dire, in soldoni, che si cerca la collaborazione addomesticata degli studenti piuttosto che una sana competizione con essi (la quale produrrebbe reale innovazione tecnologica e sociale, minori spese per le famiglie, migliori servizi e maggiore libertà).

Nota a corredo del passo citato

Spesso ci si laurea con buoni propositi ma non si hanno gli strumenti per realizzare i propri progetti e quindi si va a lavorare per terzi. Quando si iniziano a proporre reali innovazioni ecco che arrivano le prime risposte negative, i primi “no” incomprensibili per il giovane che, in molti casi, deciderà presto di arrendersi dato che sta mettendo su famiglia, che la moglie gli chiede di non insistere, che vive la gioia di un nuovo piccolo arrivato in casa… E così, come sostenuto dal protagonista del film “This must be the place, Paolo Sorrentino, Italia, Francia, Irlanda, 2011″, Cheyenne (interpretato da Sean Penn), lo sai qual è il vero problema? Che passiamo senza neanche farci caso dall’età in cui si dice “Un giorno farò così”, all’età in cui si dice “E’ andata così”.
Il motivo dei “no” risiede, nei casi peggiori, in “giustificati” timori delle principali figure di impresa di contravvenire a precedenti accordi di mercato quali ad esempio cartelli, monopoli, alternative poco gradite, controllo della domanda e dell’offerta, ecc.

Ulteriori spunti ed esempi sul primo nodo

Non vi sorprenderà sapere che sia io che diversi miei amici e compagni di studi (ma sarà capitato sicuramente anche a molti di voi) abbiamo, nel corso degli anni, richiesto più volte finanziamenti (del tipo espressamente dedicato agli innovatori, alle StartUp, agli studenti più ingegnosi e avventurosi) per idee gagliarde oggettivamente all’avanguardia. Ebbene tutte le idee che portavano reale innovazione sono state frenate o sottoposte a severe condizioni. Un esempio? Anche più di uno e in forma diretta:

L’eBike che poi ha fatto il record del mondo di autonomia

“Raffaele il tuo prototipo di bici elettrica ha troppa autonomia ne dobbiamo immettere sul mercato uno che copra molti meno chilometri altrimenti non se ne fa nulla!”

Progetto poi preseguito con successo autonomamente.

L’inseguitore solare di Diego – Parte prima

“Diego il tuo particolare meccanismo per inseguitore solare che triplica l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici integrati non verrà preso in considerazione perchè è uscita una legge che ne vieta l’uso negli impianti che usufruiscono di incentivi!”

Progetto con un alto potenziale ma abbandonato da Diego.

Il sistema di recupero energia di Nicola

“Nicola il tuo dispositivo di recupero dell’energia che permette alle navi attraccate in porto di risparmiare energia durante la sosta e, di conseguenza, inquinare meno non è stato preso in considerazione ma non sappiamo fornirti un motivo preciso.”

Progetto stimolante ma abbandonato da Nicola.

Il Financial Technology

Agli antipodi casi nettamente opposti con finanziamenti da capogiro (che tutti potete verificare con semplici ricerche) nell’ordine delle centinaia di migliaia d’Euro e, in alcuni casi persino di milioni e milioni di Euro, in ambito Financial Technology (pagamenti elettronici, e-commerce, software, hardware e siti web dedicati a servizi finanziari; transazioni, tariffe e commissioni proposte in varie forme e vesti ma che gira e rigira rappresentano sempre la stessa solfa) ovvero nell’ambito in cui risiedono logiche dell’indebitamento e del controllo dei flussi di denaro.

Conclusioni

Richieste di cifre ragionevoli, nell’ordine di alcune decine di migliaia d’Euro e, in alcuni casi, anche solo di poche migliaia d’Euro, utili a realizzare dispositivi che offrono progresso e vantaggi tangibili all’utente finale, sono state negate senza troppi giri di parole. Come a dire, in sostanza, che se un’idea promuove un’alternativa che permette un concreto risparmio per l’uomo, questa difficilmente troverà un sostegno (a meno che non provvediate da soli ad esempio con l’Autofinanziamento o, per chi preferisce, con il CrowdFunding) e le persone difficilmente potranno avvalersi di tecnologie (tra l’altro attualmente già disponibili nella maggior parte dei casi, ma non diffuse) utili per “risparmiare” e “migliorare realmente la qualità delle loro vite”; se invece un’idea promuove un sistema che comporta carichi supplementari di spese, indebitamento, dipendenze e, ove possibile, speculazioni, ecco che ad un tratto l’ingranaggio diventa ben oliato e inizia a girare con attriti quasi nulli.

Continua…

Link correlati

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