Crisi: Brevi valutazioni sulle amministrazioni

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: Le amministrazioni

Esiste una gerarchia aziendale molto semplice e allo stesso tempo molto poco conosciuta da chi non studia economia. Facciamo un esempio, ipotizziamo esista una società di capitali: ovvero a responsabilità limitata, con la società avente una propria personalità giuridica e con il potere di amministrazione dissociato dalla qualità di socio. La struttura dei piani alti è la seguente:

  • Si parte dagli organi di proprietà.

  • Scendendo agli organi di amministrazione (con potere esecutivo).

  • Ancora più giù gli organi di controllo (che sorvegliano sull’amministrazione della società ed il rispetto delle leggi e della contabilità).

  • Per arrivare agli organi di direzione (traducono in direttive i piani espressi dall’amministrazione).

Uno dei problemi principali è dato dal fatto che l’organo di proprietà, assume degli amministratori altamente specializzati al fine di perseguire, non il massimo profitto, bensì la massima crescita dell’azienda. Gli amministratori vengono raramente sostituiti proprio per il loro possesso di enormi conoscenze ed esperienza.

Nel caso in cui gli organi di proprietà non abbiano l’esperienza e le conoscenze tali da verificare la bontà dell’amministrazione, si verifica un problema (molto diffuso) di separazione tra proprietà e controllo. Significa che gli amministratori sono liberi di seguire le strade che preferiscono e che, in alcuni casi, possono portar vantaggio ai soli amministratori. Tali comportamenti sono chiamati sui migliori testi di economia: “Opportunistici”.

Abbiamo scritto questo articolo per far capire come i fattori in esso espressi siano complici di una situazione di crisi. Ma perchè? Perchè le scelte dell’amministrazione sono tali da influire sull’economia nazionale di un paese, basti pensare alle conseguenze che una serie ripetuta di errori può portare su un numero esteso di dipendenti…

  • Ammettiamo che l’amministrazione per contratto, come quasi sempre accade per essere maggiormente stimolata alla crescita aziendale, si possa avvalere di un ritorno economico percentuale sul risultato aziendale.

  • Ammettiamo che la gestione dopo un certo periodo sia stata caratterizzata da errori o incompetenze con conseguenze importanti per la società.

Questo può portare a diverse conseguenze tra le quali:

  • Le uscite utilizzate per pagare la cattiva amministrazione portano ad un ulteriore aumento delle perdite.

  • I tempi che intercorrono tra il momento in cui la società inizia a perdere ed il momento in cui capisce che la situazione è grave, sono spesso troppo lunghi.

  • Nel possbile cedimento della proprietà ad un nuovo proprietario che apporta capitali, possono essere distorti i valori del bilancio (in base alle varie normative: fiscale o civilistica) facendo apparire situazioni più floride. In tal caso l’amministrazione riesce ad ottenere comunque una elevata retribuzione, andando ad aggravare le perdite e portando la società verso l’inevitabile implosione.

  • Andando a modificare il bilancio si “possono” (o meglio non si può, ma tecnicamente è fattibile) emettere più azioni sul mercato (essendo la loro emissione proporzionale all’andamento aziendale), ma trattandosi di una mistificazione, di un falso in bilancio, le azioni emesse non sono valide. Si tratta quindi di emissione di azioni fasulle, fraudolente.

Ma come mai, vi chiederete, la proprietà non manda via questo genere di amministrazioni? La risposta è molto semplice: perchè la gente è abituata a vedere il negozio in cui va a fare compere dove in moltissimi casi può parlare con una figura che è il proprietario dell’attività;

Nelle società il proprietario non è un’unica persona ma un insieme, alle volte molto esteso, in cui i proprietari, ad esempio, potrebbero incidere ognuno per l’1% al massimo. Vedi GM. La General Motors con un capitale sociale di diversi miliardi di dollari in tutto il pianeta, ha una proprietà talmente estesa che l’azionista più grande non supera l’1,5%. Questo comporta la possibilità per gli amministratori di comportarsi come meglio credono essendo molto difficile rinominarli. Perchè? Perchè per rinominarli è opportuno che il 50+1% degli azionisti sia d’accordo nel farlo, inoltre è talmente costoso intraprendere una tale azione di convincimento nei confronti dei soci, che generalmente e preferibile vendere le proprie azioni e cambiare società.

Valutazioni sull’acquisto di un’auto -3-

Influenza della società

Non farò esempi perchè ognuno ha la propria automobile preferita e, trovare grandi critiche sull’auto preferita o per la quale si sono fatti enormi sacrifici, può equivalere a ferire l’orgoglio di una persona. Nei Blog riservati a questo tipo di argomenti, si scatenano veri e propri conflitti tra persone che sono convinte di sapere tutto e che nei post si insultano perchè feriti nel proprio orgoglio da chi gli dice che non si è trovato bene con lo stesso mezzo che da un altro viene elogiato. Al giorno d’oggi dire che l’acquisto di un’auto sia stato un errore equivale a dire: “Sei un incapace, non sei stato in grado di, sei un fesso, non ci sai fare, non hai gusto, non capisci nulla”. O cose del genere…

Perchè? Semplice, perchè nella nostra società ormai è radicato il concetto :”Dimmi che auto hai e ti dirò chi sei!” Ovvero l’auto oggi rappresenta un elemento fondamentale per presentarsi in questa società.

Un esempio chiaro. Vi racconto l’ultimo esempio. Premesso che io sono immune alle mode ed all marketing, premesso questo, vi posso dire che una volta acquistai una Fiat Regata Weekend 2000 diesel (senza il turbo). Era messa malino e la pagai poche centinaia di migliaia di lire. Gli amici mi criticarono perchè tenevo una Clio 1.8 16v (replica fedele della Clio Coppa o coupè se volete dal francese) del campionato Renault Sport ferma in garage quando andavo al mare e preferivo uscire nelle mie domeniche con la Regata che ritenevano squallida. Ora a me poco importava questo. Il mio motivo era l’utilità. Andare al mare con la macchina da corsa avrebbe fatto scena come volevano i miei amici, ma non era per fare scena che la comprai. La Regata, pur essendo un 2000 (basta con la fissazione che le cilindrate maggiori consumano di più delle piccoline, non è vero), percorreva ben 25 km con un litro pesando solo 1100kg (un pò leggerina per essere una familiare in effetti). Inoltre la guida di quell’auto mi rilassava: il volante grande, tanto spazio, il rumore di un camion, il portellone che si apriva in due parti…. Che divertimento.

Conclusioni sul fattore società. I miei amici non volevano salire in macchina e si vergognavano, io mi divertivo da matti. A cosa mi sarebbe servito seguire gli standard della società? A spendere di più, a fare le cose solo per far vedere che…, a fare il buffone con la macchina da corsa, a voler sembrare quello che non sono e, ripeto, a spendere soldi inutili che la società mi avrebbe obbligato a spendere. Ma se poi mi fossi lamentato che il denaro non bastava mai, con chi me la sarei duvuta prendere? Con la società o con me stesso? Io la macchina da corsa preferisco guidarla in pista (www.ralph-dte.net) o a passeggio dopo il lavoro… Bello sentirla ronbare di potenza quasi a scocciarsi che stia andando piano.

Aspetto economico. Stesso concetto vale per chi si indebita per comprare l’auto più “vistosa o tamarra” del vicino. Sono guerre perse in partenza soprattutto se si pensa al costo delle opportunità ossia a quello che avrei potuto fare con i soldi buttati per l’auto, se li avessi utilizzati nel miglior impego alternativo. Link all’articolo molto interessante sul costo delle opportunità

Ora capite meglio l’esigenza di questo BLOG di saper fondere discorsi apparentemente differenti.

Ospiti per i test della motoGP 2007 2008

Lo scorso anno siamo stati ospiti di un noto team della motoGP di cui ho promesso di non fare il nome per questioni di professionalità. Stessa cosa dicasi quest’anno dove oltretutto non abbiamo potuto fare fotografie non essendoci mossi di un millimetro dal box. Il tutto era molto riservato e ne comprendiamo la necessità dato che anche, anche in una piccola realtà come la nostra, non desideriamo che vengano scattate foto. Quelle che pubblichiamo, infatti, generalmente non riprendono i nostri metodi nello specifico e non rischiano di suggerire ad altri, i nostri metodi. E’ giusto che in pista il risultato sia frutto del lavoro di ogni singola persona e non di una copiatura del vicino di box ovviamente. Circa il 2008 possiamo dire poco o niente. Mentre nelle foto seguenti vediamo parte di ciò che abbiamo potuto osservare da vicino.

250 GP 2 tempi motomondiale 250 GP 2 tempi motomondiale 250 GP 2 tempi motomondiale 250 GP 2 tempi motomondiale 250 GP 2 tempi motomondiale 250 GP 2 tempi motomondiale Casey Stoner Ducati motoGP Circuito di Misano Adriatico Honda Gresini Honda Gresini Box Honda HRC Box Honda HRC Box Honda HRC Honda HRC Hayden Honda HRC Hayden Motorhome Kawasaki Paddock Misano MotoGP 2007 Suzuki MotoGP Yamaha MotoGP Yamaha MotoGP Yamaha MotoGP Yamaha MotoGP Valentino Rossi Yamaha MotoGP Valentino Rossi

Image’s Copyright: www.ralph-dte.eu

Trattamenti termici degli acciai: Tempra

Rubrica: Trattamenti termici

Titolo o argomento: Tempra

Per i punti critici (Ac1, Ac3…) fare riferimento al diagramma Ferro Carbonio e le spiegazioni riportate nell’articolo introduttivo (vedi i Link Correlati in basso).

Tempra

In realtà non vi è un unico trattamento termico di tempra. Ne esistono diverse tipologie: tempra diretta; tempra scalare martensitica; tempra scalare bainitica; tempra con isteresi; tempra incompleta; tempra superficiale; tempra superficiale a induzione; tempra superficiale alla fiamma. Quello che sostanzialmente accomuna tutti i trattamenti termici di tempra è quanto segue. Lo scopo è quello di ottenere una struttura martensitica che conferisce maggior durezza, maggior carico di rottura e carico al limite di elasticità; maggior resistenza all’usura; un’elevata resistenza alle sollecitazioni di fatica. Tuttavia esistono anche degli svantaggi come la diminuzione della resilienza e dell’allungamento percentuale a rottura nonché la presenza di maggiori tensioni interne dei pezzi o addirittura: la distorsione di essi.

Fasi

Riscaldamento a temperatura superiore ad Ac3 (acciai ipoeutettoidi) o superiore ad Ac1 (acciai ipereutettoidi).

Permanenza alla suddetta temperatura per un tempo sufficiente per ottenere l’equilibrio strutturale delle zone interessate: ovvero l’austenizzazione.

Raffreddamento con una velocità superiore alla velocità critica di tempra fino ad una temperatura prossima ad Ms (vedi temperatura spiegate nel paragrafo dei punti critici).

Le successive fasi di raffreddamento sono differenti a seconda del tipo di tempra che si desidera ottenere e quindi degli scopi per i quali i trattamenti vengono effettuati.

Link correlati

Introduzione ai trattamenti termici degli acciai
Introduzione ai trattamenti superficiali
Introduzione ai trattamenti di finitura superficiale

Diagramma Ferro Carbonio

Metodo di lettura di un libro universitario

Voglio parlarvi in due righe di una cosa che spesso gli studenti universitari alle prime armi (ma non sono esclusi anche quelli delle scuole medie inferiori e superiori) faticano inizialmente ad inquadrare… Il metodo di lettura di un testo. Un metodo che si trova all’interno di un insieme ancora più grande che è il metodo di studio. Ho notato che c’è un fattore comune a molti testi universitari. Un fattore che mi ha giocato spesso brutti scherzi facendomi perdere diverso tempo. In sintesi espongo immediatamente:

  • Ipotizziamo un testo con circa 15 capitoli. Nella maggior parte delle volte che ho studiato per un esame, ho potuto osservare come il professore salti uno o due capitoli ai quali non si interessa in particolar modo e sui quali all’esame non fa alcuna domanda. Osservare bene il programma ed andare a ricevimento dal professore chiedendo consigli sull’importanza dei vari capitoli, può farvi risparmiare parecchio tempo. Vi è mai capitato di andare ad un esame e il professore vi chiede tutto quello che avete studiato solo nella parte iniziale del programma o solo ciò che vi è nella parte finale? Vi è mai capitato di perdere parecchi giorni a studiare cose che non vi sono state minimamente chieste e che non interessano al professore in caso di domanda libera per incrementare il voto?
  • Nella maggior parte dei casi i primi 3 capitoli sono delle note introduttive agli argomenti centrali del libro di testo. Si tratta di capitoli atti a farvi capire bene ciò di cui si parlerà dopo; servono a farvi entrare nell’ordine di idee. Il risultato è che soffermarsi troppo su questi capitoli vi farà perdere un mucchio di tempo in quanto se avete capito i concetti, li troverete nuovamente esposti e maggiormente approfonditi nei capitoli centrali.
  • Terza cosa. Valutate che il guadagno su un libro è misurato in base al numero delle pagine. Non sono rari i casi in cui medesimi concetti vengono esposti più e più volte con lievi differenze procurandovi una gran confusione e tutto questo solo per aumentare il numero delle pagine.
  • Nel terzo punto risiede la ragione per la quale è fondamentale andare a lezione anche qualora non fosse con obbligo di frequenza. Capirete senz’altro meglio il concetto sovraesposto nel libro.
  • Non fate riferimento ad un solo testo ma nemmeno a troppi (per evitare un inutile sovraccarico di lavoro). Può essere utile trovare su un altro testo un esempio grafico di un teorema di Analisi Matematica 1 o 2 ad esempio. Un esempio grafico che mostri il concetto di limite o di derivata o di integrale può aiutarvi a non imparare a memoria concetti fondamentali ma anche molto semplici in fin dei conti, come quelli trattati dalla matematica. L’incomprensibilità di questa materia è solo dovuta al fattore linguaggio. Spesso i concetti espressi sono fin troppo ovvi ma non raggiungono lo studente per questioni di incomunicabilità.

Tornando a noi e riassumendo:

  1. Abbiamo ipotizzato un libro di testo con 15 capitoli.
  2. Abbiamo ipotizzato che il professore ne escluda un paio (ammettiamo il 12 e il 15)
  3. Abbiamo ipotizzato che i primi 3 capitoli iniziali siano un avviamento al libro sul quale non pedere tempo eccessivo.

Risultato: i capitoli sui quali compiere un extra sforzo, nella maggior parte dei casi sono i capitoli centrali. Perdere tempo eccessivo anche sugli altri si è verificato essere spesso un grave errore. Questo risultato è un dato emerso da un sondaggio svolto tra decine di studenti universitari di Ingegneria compresi anche quelli del Vecchio Ordinamento ormai in via di estinzione.

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Tavoletta grafica -parte seconda-

Che passione!

Nota introduttiva

Cito  ciò che è scritto su wikipedia per proseguire la discussione sulla tavoletta grafica (link articolo introduttivo).

La tavoletta grafica (digitizer in inglese) è una  periferica che permette l’immissione di dati all’interno di un computer.Il suo utilizzo è abbastanza limitato, ma nei primi anni 90 conobbe un notevole impiego per software di disegno digitale cad, come il celebre autocad, che poteva essere completamente gestito da una tavoletta grafica provvista di puntatore. L’uso del digitizer per il disegno tecnico si è poi progressivamente ridotto, a causa della maggiore diffusione dello scanner di immagini come periferica di acquisizione di immagini.Attualmente le tavolette grafiche, di ridotte dimensioni, sono utilizzate soprattutto per il disegno artistico, a mano libera e per il fotoritocco, come ausilio per la creazione di disegni e schizzi, usando una apposita penna sul supporto. Il movimento della penna viene riconosciuto dalla tavoletta e si ha quindi una sensazione simile al disegno a mano libera, grazie anche al fatto che ormai le tavolette sono sensibili alla pressione (tipicamente 512 livelli di pressione differenti) e sono quindi in grado, in combinazione con il software grafico di interpretare tale pressione per variare dinamicamente, spessore della linea, intensità del colore, ecc. In commercio ne esistono alcuni modelli che abbinati all’uso di differenti strumenti conferiscono tocchi ed effetti pittorici differenti (aerografi, pennelli, etc.). Estratto da Wikipedia.org

La mia esperienza

Devo ammettere che dopo aver letto l’articolo di wikipedia sono rimasto di stucco, infatti dato l’uso che si fa adesso di tale periferica, mai e poi mai avrei pensato che solo una decina di anni fa, la tavoletta grafica fosse usata come strumento di precisione, dico questo perchè il fine ultimo per il quale io utilizzo questo dispositivo, è cercare la cosa opposta: l’imprecisione.Cerco di spiegarmi meglio: quando lavoriamo al computer, siamo abituati ad utilizzare il mouse. E’ una periferica vitale e nei sistemi operativi odierni ad interfaccia grafica è senza dubbio il metodo più pratico per richiamare delle funzioni all’interno del Sistema Operativo stesso e dei vari applicativi. A questa regola, non sfuggono di certo i programmi cosiddetti di fotoritocco  (es. gimp, photoshop, photopaint, paint shop pro ecc); entrando nello specifico, quando utilizziamo uno di questi programmi per creare o modificare un’immagine digitale ci troveremo davanti ad un set di comandi del tutto simili tra i vari applicativi: gomme pennelli matite e selezioni di vario genere sono presenti anche nell’umilissimo Paint in dotazione con i vari Windows!
Tali comandi verranno richiamati ed eseguiti cliccando e trascinando il mouse e, come è ovvio, funzioneranno senza alcun problema. Pertanto quand’è che si sente l’esigenza di utilizzare una tavoletta grafica? Effettivamente, quando da neofiti ci si affaccia al mondo del fotoritocco, e più in generale del disegno al computer. A mio avviso il primo ostacolo da superare è prendere confidenza con l’applicativo; ma è proprio quando si comincia a prender mano, e il programma ad essere più “amichevole”, che si intuiscono i limiti del mouse… Provate a fare un arco pulito e preciso su un foglio di lavoro abbastanza esteso utilizzando il mouse! Dovrete fare qualche tentativo prima di riuscire ad ottenere qualcosa di decente.E’ quindi scontato che se non si riesce ad ottenere un segno elementare come un arco, disegni più articolati saranno ancor più complicati da eseguire!Una volta capito ciò, se siete interessati a migliorare le vostre tecniche di disegno digitale, non vi rimane che acquistare una tavoletta grafica.La scelta non è molto variegata come per altre periferiche; il leader di mercato è WACOM che produce buone tavolette grafiche per tutte le tasche. Se invece volete andare a risparmio potete provare quelle prodotte dalla TRUST, che propone modelli buoni per cominciare qualche lavoretto “casalingo” spendendo veramente poco.

Esistono poi diverse marche come la Aiptek che non ho mai avuto modo di provare.

Una volta acquistata ed installata sul vostro computer, riprovate a disegnare un bell’arco pulito e preciso e capirete senza ulteriori spiegazioni le potenzialità di tale periferica! La differenza notevole che passa tra questi due dispositivi di puntamento si può riassumere in due punti fondamentali:

  1. Impugnatura: quando si tiene una penna, la mano viene utilizzata con una impugnatura di precisione (“pinch grip” in ergonomia) che ci permette un controllo pressochè totale del movimento delle dita, cosa che invece non avviente quando la mano viene appoggiata sopra il mouse (“disc grip”)!

  2. La capacità da parte della penna graficà di interpretare la pressione con cui stiamo disegnando sulla superficie. Quando usiamo un mouse possiamo inviare solo 2 tipi di comando: tasto cliccato o tasto non cliccato. Con la penna grafica ed un software che si interfacci a dovere con i driver di tale dispositivo,  si emulano effetti di tratto leggero, pesante, veloce, inclinato…. E’ ovvio  che le tavolette grafiche più raffinate possono ricreare più situazioni di utilizzo!

Ecco quindi spiegato il motivo per il quale utilizzo la tavoletta grafica per cercare l’imprecisione: se con il mouse posso fare solo tratti “seghettati” e del tutto innaturali, con la tavoletta grafica posso creare dei tratti più naturali, che conferiranno ai miei fotoritocchi un aria più realistica e ai miei disegni un tratto più morbido!queste brevi informazioni sono state raccolte esclusivamente sulle mie impressioni personali, quindi critiche e consigli sono sempre ben accetti.

Un saluto Federico.

Si ringrazia Federico per la splendida collaborazione 🙂 inoltre vi anticipiamo che nel seguito di questo articolo che uscirà nelle prossime settimane, tratteremo l’esempio di disegno di una bozza di auto sportiva sia su carta sia su tavoletta grafica…

Valutazioni sull’acquisto di un’auto -2-

Rotture programmate

Eh  già perché forse non tutti sanno che le rotture che avvengono su un’auto (a parte quelle causate da noi) sono già state programmate dalla casa madre per rendere attivi i centri assistenza. Ogni casa sa quante ore di vita avrà l’alternatore o la pompa dell’acqua o la vostra frizione o ancora la cinghia di distribuzione, il climatizzatore, le piccole parti in plastica… la lista è immensa.

In poche parole non esiste l’auto perfetta ed è impossibile conoscere tutti i fattori usati per produrla. Un bravo meccanico, un motorista, un preparatore esperto, potranno curarla meglio, sceglierla meglio, ma sicuramente non potranno evitare, nè prevedere, quei difetti di cui sono dotate tutte le vetture in circolazione.

Conoscere il funzionamento di buona parte dei componenti di un’auto ci aiuterà senz’altro a capire se quello che si mostra ai nostri occhi in concessionaria, in officina o durante una prova su strada è stato ben fatto in funzione del compito da svolgere.

Si chiamano rotture programmate e permettono alla casa di mantenere un rapporto di spesa con il cliente che perduri nel tempo. Non avete mai fatto caso al fatto che la maggior parte dei ricambi che andate a chiedere presso un’officina autorizzata sono sempre disponibili?

Continua…

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Il differenziale torsen

Rubrica: Il setup che fa impazzire – livello base

Titolo o argomento: Il differenziale torsen

Il differenziale Torsen consente in maniera del tutto automatica di ripartire la coppia secondo l’aderenza disponibile per ciascuna ruota. Questo dispositivo non si blocca mai e viene definito differenziale a distribuzione di coppia. Può essere impiegato sia sull’asse anteriore che su quello posteriore o anche come differenziale longitudinale. Il sistema di funzionamento è molto semplice e si basa sul principio della vite senza fine che trasmette il moto in una sola direzione.

Il differenziale Torsen sfrutta l’attrito interno tra gli ingranaggi per produrre una coppia maggiore sull’asse che ruota più lentamente. Il TBR (Torque Bias Ratio) serve a definire il rapporto con cui viene ripartita tale coppia. Un rapporto che indica la coppia applicata alla ruota che gira più lentamente rispetto alla coppia applicata alla ruota che gira più velocemente. Il range di valori del TBR generalmente varia da 2 a 6. Un valore del TBR pari a 3 vale a dire che se all’albero di trasmissione viene applicata una coppia di 1600Nm, verranno trasmessi 400Nm alla ruota che perde aderenza e 1200Nm (tre volte tanto) alla ruota con maggior trazione. La somma delle coppie generate sugli alberi condotti è sempre uguale a quella fornita dall’albero condotto.

differenziale torsen

Maggiori approfondimenti alla sezione “Setting” della pagina “Motori“.

Valutazioni sull’acquisto di un’auto -1-

L’appassionato non si accontenta

Cosa si valuta di un’auto quando la si acquista? Le prime cose che saltano alla mente sono sicuramente la “linea”,  la “spesa iniziale” ed i “consumi”. Ma è realmente ciò che serve sapere? Se si è normali utenti e si predilige l’uso del veicolo unicamente come mezzo di spostamento magari solo per la città o per fare qualche giretto durante il fine settimana; in tal caso la risposta è sì. Potete acquistare la vostra utilitaria e percorrendo solo 5.000-10.000 km all’anno raramente avrete problemi.

Ma se siete appassionati di motori e desiderate il massimo dal vostro veicolo in termini tecnici, tecnologici e di affidabilità, e questo è il vostro gusto più grande, allora la scelta di una nuova automobile è tutt’altra cosa e si allontana nettamente da tutto quanto la pubblicità propone.

Ma sappiamo davvero cosa stiamo acquistando?La realtà è molto nascosta a meno che non si conosca:

  • Il processo di produzione di un veicolo

  • La qualità dei materiali impiegati

  • La qualità dell’assemblaggio e delle finiture

  • La logica con cui tutte le componenti vengono assemblate

  • La qualità delle parti costituenti il gruppo motore-cambio

  • La bontà di sospensioni, sterzo, telaio…

  • Come vengono disposte le varie componenti

  • Il funzionamento di tutte le parti che costituiscono un’automobile

  • La reale necessità di talune scelte tecniche utilizzate o scartate
  • Come sono state programmate dagli ingegneri della casa le varie parti per rompersi. Ossia di quali ricambi avrete bisogno nel tempo e quanto costeranno.

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Continua…